"Patente a punti maschilista"

Il Califfo

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Gazzetta del Sud

giovedì 3 luglio 2003

Bolzano

-Esponente Svp: sesso debole penalizzato dalla riforma





MILANO – Sono il mancato allacciamento delle cinture di sicurezza e la dimenticanza nell'uso dei fari di giorno le infrazioni al codice della strada che gli italiani ritengono di poter commettere più spesso. Con l'entrata in vigore della riforma della patente a punti, Swg ha infatti intervistato un campione di cento persone tra i 18 e i 64 anni chiedendo di rispondere alla domanda «Quale di queste infrazioni pensi che commetterai più spesso?».

Il sondaggio, che viene pubblicato sul settimanale «Donna Moderna» in edicola stamane, ha visto il 37,5% degli intervistati indicare nella mancanza delle cinture di sicurezza l'infrazione più probabile. Con la stessa percentuale anche coloro che temono di dimenticarsi di accendere i fari di giorno, seguiti da un 11% di automobilisti che credono di avere la tendenza a superare il limite di velocità e un 4% di coloro che, al volante, si lasceranno andare a telefonate con cellulari. Solo dieci gli intervistati fermamente convinti di non commettere alcuna delle infrazioni elencate.

Intanto, il sistema della patente a punti introdotto dalla riforma del codice della strada è discriminatorio perché penalizza le donne e non tiene conto, come dovrebbe accadere in questi casi, dell'esistenza del vero «gruppo a rischio» e cioè gli uomini: è l'opinione della presidente del Comitato pari opportunità dell'Alto Adige, Julia Unterberger, avvocato e militante degli Arbeitnehmer, l'ala sociale della Svp, e candidata alle provinciali del prossimo ottobre. Intervistata dal quotidiano locale in lingua tedesca «Tageszeitung», Julia Unterberger ha in sostanza sostenuto che «gli incidenti stradali sono un fatto degli uomini, perché – dati alla mano – sono loro il vero «gruppo a rischio».

«In Austria e in Germania – dice l'avvocato, mentre «Tageszeitung» ricorda dati statistici altoatesini secondo cui nel 2002 gli incidenti mortali con automobilisti uomini sono stati quarantadue contro quattro con donne – questa tematica è molto attuale e ne se discute parecchio, ma in Italia invece praticamente non se ne parla». La conclusione per Unterberger è la necessità di introdurre il modello proposto in Austria «con la patente a punti limitata solo a un determinato gruppo a rischio» e cioè gli automobilisti maschi.
 
Scritto da Il Califfo


Intervistata dal quotidiano locale in lingua tedesca «Tageszeitung», Julia Unterberger ha in sostanza sostenuto che «gli incidenti stradali sono un fatto degli uomini, perché ? dati alla mano ? sono loro il vero «gruppo a rischio».

«In Austria e in Germania ? dice l'avvocato, mentre «Tageszeitung» ricorda dati statistici altoatesini secondo cui nel 2002 gli incidenti mortali con automobilisti uomini sono stati quarantadue contro quattro con donne ? questa tematica è molto attuale e ne se discute parecchio, ma in Italia invece praticamente non se ne parla». La conclusione per Unterberger è la necessità di introdurre il modello proposto in Austria «con la patente a punti limitata solo a un determinato gruppo a rischio» e cioè gli automobilisti maschi.

Questa mezza crucca a scuola di statistica doveva avere un voto altissimo.

Chi glielo spiega, in tedesco, il rapporto tra automobilisti uomini e automobiliste donne soprattutto in autostrada?:rolleyes:
 
potrei dire che questi ragionamenti della signora altoatesina implicano una carenza di wurstel, ma glissiamo signorilmente...
:rolleyes: :p :D

P.S. chiedo venìa per l' espressione forse troppo "arenicola"..ma quando ci vuole..ci vuole...
 
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