Pensione Opzione Uomo

rothangpass

Nuovo Utente
Registrato
8/4/13
Messaggi
1.467
Punti reazioni
140
NON MI PARE

Ricapitolando, le condizioni per rientrare nella misura sono tre:
- caregiver familiari: il testo stabilisce che Opzione donna si applica a chi «al momento della richiesta da almeno sei mesi è coniuge o parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità». La misura è valida anche nel caso di «un parente o un affine di secondo grado convivente, qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i 60 anni di età oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti, siano deceduti o mancanti»;
- invalidi civili con una riduzione della capacità lavorativa superiore o uguale al 74%;
- licenziate o dipendenti di imprese per le quali è attivo un tavolo di crisi aziendale.
Tutte queste lavoratrici potranno andare in pensione prima se hanno dei figli. Nel dettaglio, a 58 anni d’età se madri di due o più figli, a 59 anni, se con un figlio e a 60 anni, in mancanza di figli.

Coi paletti che hanno messo è praticamente saltata, è una misura completamente diversa e continuare a chiamarla col nome precedente è l'ennesima presa per i fondelli
 

bigmad

juvenes dum sumus
Registrato
20/1/09
Messaggi
28.330
Punti reazioni
920
Coi paletti che hanno messo è praticamente saltata, è una misura completamente diversa e continuare a chiamarla col nome precedente è l'ennesima presa per i fondelli

però... non mi pare lo dico io... tra i paletti io leggo "licenziata", quindi mi verrebbe da dire: "basta farsi licenziare"... volendo.
 

rothangpass

Nuovo Utente
Registrato
8/4/13
Messaggi
1.467
Punti reazioni
140
però... non mi pare lo dico io... tra i paletti io leggo "licenziata", quindi mi verrebbe da dire: "basta farsi licenziare"... volendo.

x fortuna l'hai messo tra virgolette, non è che tutti muoiano dalla voglia... a parte che licenziamenti di comodo sembra possano (giustamente) finire nel mirino dell'INPS
 

bigmad

juvenes dum sumus
Registrato
20/1/09
Messaggi
28.330
Punti reazioni
920
x fortuna l'hai messo tra virgolette, non è che tutti muoiano dalla voglia... a parte che licenziamenti di comodo sembra possano (giustamente) finire nel mirino dell'INPS

io non voglio certamente consigliare pratiche illecite, ma siccome mi sembra difficile accertare un licenziamento di comodo, propenderei per la posizione per cui, se tra le condizioni metti anche quella di "licenziato" senza aggiungere esplicitamente una cosa tipo "ad esclusione dei licenziamenti di comodo", implicitamente autorizzi le persone ad utilizzare quella condizione "facendosi licenziare".
Farsi licenziare è abbastanza semplice, anche senza mettersi d'accordo (ed è per questo che per me sarebbe meglio mettersi d'accordo)... tra le tante possibilità, escludendo pratiche con risvolti penali (rubare, fare a botte, ecc) o lesive per l'azienda (fare danni di proposito, provocare disservizi, ecc), basterebbe non presentarsi a lavoro o andarsene dal posto di lavoro senza avvisare o, semplicemente non lavorare più. Oppure dare le dimissioni per giusta causa, nel caso la giusta causa ci fosse (non pagamento di più di tre mesi di stipendio, trasferimento in sedi distanti più di 50 km, ecc).
Naturalmente, non dico questo per suggerire alcunché di illecito, ma semplicemente per evidenziare che una "condizione" di legge non deve essere "generica", ma circostanziata. Potevano scrivere "licenziata prima del 31/12/2021" per esempio.
 

rothangpass

Nuovo Utente
Registrato
8/4/13
Messaggi
1.467
Punti reazioni
140
io non voglio certamente consigliare pratiche illecite, ma siccome mi sembra difficile accertare un licenziamento di comodo, propenderei per la posizione per cui, se tra le condizioni metti anche quella di "licenziato" senza aggiungere esplicitamente una cosa tipo "ad esclusione dei licenziamenti di comodo", implicitamente autorizzi le persone ad utilizzare quella condizione "facendosi licenziare".
Farsi licenziare è abbastanza semplice, anche senza mettersi d'accordo (ed è per questo che per me sarebbe meglio mettersi d'accordo)... tra le tante possibilità, escludendo pratiche con risvolti penali (rubare, fare a botte, ecc) o lesive per l'azienda (fare danni di proposito, provocare disservizi, ecc), basterebbe non presentarsi a lavoro o andarsene dal posto di lavoro senza avvisare o, semplicemente non lavorare più. Oppure dare le dimissioni per giusta causa, nel caso la giusta causa ci fosse (non pagamento di più di tre mesi di stipendio, trasferimento in sedi distanti più di 50 km, ecc).
Naturalmente, non dico questo per suggerire alcunché di illecito, ma semplicemente per evidenziare che una "condizione" di legge non deve essere "generica", ma circostanziata. Potevano scrivere "licenziata prima del 31/12/2021" per esempio.

Il problema è che tantissimi, direi la stragrande maggioranza me compreso, hanno una rete di relazioni personali sul luogo di lavoro che rende di fatto impensabile farsi licenziare non presentandosi in ufficio. Premesso che per me non esistono amici sul lavoro ma solo colleghi (o al massimo, se capita, amanti :D) se sparirissi dall'oggi al domani metterei nella melma colleghi che stimo e coi quali ho un ottimo rapporto. In ogni caso resta il fatto che un conto è una misura universale, un altro dire sì vale per tutti a patto che abbiano i capelli rossi, siano vegetariani e tifosi della Triestina...
 

donsalieri

Rentier in progress
Registrato
13/9/12
Messaggi
3.174
Punti reazioni
202
Volevo riportare questo post preso da un'altra discussione che esprime bene il concetto che ho sempre voluto evidenziare quando si parla di versamenti e relativo assegno pensionistico corrispondente.

In questi giorni ho dato un'occhiata a quanto ho versato finora di contributi Inps.
In circa 20 anni ho versato 340k.
Ho ancora 20 e passa anni di lavoro davanti.
A fine carriera, a 70 anni, dalla proiezione Inps avrò versato 1,05 milioni di euro.
E guarda che io non sono un dirigente che guadagna una montagna di soldi.
Dei soldi versati se va bene l'INPS me ne darà indietro la metà.
E gli altri dove vanno?
Va bene la solidarietà, ma qui più che solidarietà mi sembra che siamo di fronte ad una rapina.

Retributivo o contributivo che sia l'inps non restituisce quasi mai quanto versato e i discorsi sull'insostenibilità e la necessità di riforme pensionistiche sempre più stringenti sono cavolate per giustificare il mercimonio che si è fatto e che si continua a fare con i soldi versati a titolo di contributi previdenziali.
In un'ottica seria e onesta di gestione dei contributi versati le pc e tutto il sottobosco inquietante che ci gravita attorno (sindacalisti, assicuratori, consulenti e schifo vario) non dovrebbero neppure esistere.
 

rothangpass

Nuovo Utente
Registrato
8/4/13
Messaggi
1.467
Punti reazioni
140
Volevo riportare questo post preso da un'altra discussione che esprime bene il concetto che ho sempre voluto evidenziare quando si parla di versamenti e relativo assegno pensionistico corrispondente.



Retributivo o contributivo che sia l'inps non restituisce quasi mai quanto versato e i discorsi sull'insostenibilità e la necessità di riforme pensionistiche sempre più stringenti sono cavolate per giustificare il mercimonio che si è fatto e che si continua a fare con i soldi versati a titolo di contributi previdenziali.
In un'ottica seria e onesta di gestione dei contributi versati le pc e tutto il sottobosco inquietante che ci gravita attorno (sindacalisti, assicuratori, consulenti e schifo vario) non dovrebbero neppure esistere.

La PC servirebbe in teoria proprio ad avvicinare ie prestazioni ai contributi versati: se funzionasse bene, a regime ci sarebbe una pensione pubblica minima versata a tutti, per evitare situazioni di povertà e disagio sulle quali lo Stato sarebbe comunque costretto a intervenire, e una pensione individuale commisurata ai contributi versati nella PC e quindi scelta sulla base delle preferenze tra reddito e futura pensione di ciascun lavoratore. Però come sempre in Italia si prende un'idea che funziona altrove e la si massacra fino a renderla controproducente
 

mander

Nuovo Utente
Registrato
4/2/15
Messaggi
21.149
Punti reazioni
469
Volevo riportare questo post preso da un'altra discussione che esprime bene il concetto che ho sempre voluto evidenziare quando si parla di versamenti e relativo assegno pensionistico corrispondente.



Retributivo o contributivo che sia l'inps non restituisce quasi mai quanto versato e i discorsi sull'insostenibilità e la necessità di riforme pensionistiche sempre più stringenti sono cavolate per giustificare il mercimonio che si è fatto e che si continua a fare con i soldi versati a titolo di contributi previdenziali.
In un'ottica seria e onesta di gestione dei contributi versati le pc e tutto il sottobosco inquietante che ci gravita attorno (sindacalisti, assicuratori, consulenti e schifo vario) non dovrebbero neppure esistere.

Se il primo che arriva racconta stupidate, nessuno è obbligato a seguirlo.

Il dott JONES ha versato in 20 anni 304 k :

. non sappiamo come contributi o montante rivalutato . A euro costanti sono 15200 euro l'anno per un imponibile di 45454 che è la retribuzione media di un quadro di 7 livello.

. ragionando sempre a lire costanti il tuo dr. andra' in pensione a 67 anni con un coefficiente 55.75 e un divisore di 17.938 . In più gli regaleremo l'inabilità, le dirette e indirette ai superstiti.

In un ottica seria e onesta, va:

. ridotto all'essenziale la contribuzione
. rendere obbligatoria la pc
. pareggiare il bilancio inps separando l'assistenza dalla previdenza.
 
Ultima modifica:

margiop

Nuovo Utente
Registrato
5/10/06
Messaggi
1.922
Punti reazioni
142
. pareggiare il bilancio inps separando l'assistenza dalla previdenza.

e all'interno della previdenza va diviso il contributo diverso che hanno apportato le varie casse
anche per questo il contributivo è equo

contributivo + integrazione al minimo per tutti, questa è vera giustizia intergenerazionale, non i bonus del menga
 

Hedger

Nuovo Utente
Registrato
19/1/07
Messaggi
3.582
Punti reazioni
228
Retributivo o contributivo che sia l'inps non restituisce quasi mai quanto versato e i discorsi sull'insostenibilità e la necessità di riforme pensionistiche sempre più stringenti sono cavolate per giustificare il mercimonio che si è fatto e che si continua a fare con i soldi versati a titolo di contributi previdenziali.
E' una situazione sempre più diffusa: si arriva ad accumulare un montante contributivo che supera il milione di milione di euro più che sufficiente per garantire una spesa pensionistica adeguata alle aspettative di vita senza pesare sulla fiscalità generale, ma non si può accedere alla pensione per vincoli anagrafici assurdi. E' ormai chiaro che la politica sta utilizzando il nostro denaro per mantenere privilegi generazionali e sociali inaccettabili.
 

Hedger

Nuovo Utente
Registrato
19/1/07
Messaggi
3.582
Punti reazioni
228
In un ottica seria e onesta, va:

. ridotto all'essenziale la contribuzione
. rendere obbligatoria la pc
. pareggiare il bilancio inps separando l'assistenza dalla previdenza.

Hai dimenticato un punto fondamentale: ricalcolo contributivo di tutti gli assegni con contestuale introduzione di una soglia di povertà.
 

donsalieri

Rentier in progress
Registrato
13/9/12
Messaggi
3.174
Punti reazioni
202
Hai dimenticato un punto fondamentale: ricalcolo contributivo di tutti gli assegni con contestuale introduzione di una soglia di povertà.

Appurato che quello che oggi si versa all'inps rientrerà solo in piccola parte (se non per nulla) sono assolutamente d'accordo sul ricalcolo contributivo per tutti, presenti e passati, pensionati in essere e futuri di qualsiasi epoca geologica.
Abbiamo capito infatti che il contributivo non è assolutamente un meccanismo che restituisce quanto versato ma solo ed esclusivamente un escamotage per tagliare, ridurre, recuperare, cercare di tenere a galla il baraccone e bastonare i giovani per poter continuare a foraggiare i vecchi e i tanti ladri che in questo carozzone ci hanno sguazzato e vogliono continuare a farlo anche da morti.
 

bigmad

juvenes dum sumus
Registrato
20/1/09
Messaggi
28.330
Punti reazioni
920
Il problema è che tantissimi, direi la stragrande maggioranza me compreso, hanno una rete di relazioni personali sul luogo di lavoro che rende di fatto impensabile farsi licenziare non presentandosi in ufficio. Premesso che per me non esistono amici sul lavoro ma solo colleghi (o al massimo, se capita, amanti :D) se sparirissi dall'oggi al domani metterei nella melma colleghi che stimo e coi quali ho un ottimo rapporto. In ogni caso resta il fatto che un conto è una misura universale, un altro dire sì vale per tutti a patto che abbiano i capelli rossi, siano vegetariani e tifosi della Triestina...

... che poi invece è proprio quello che hanno fatto per quota 100, quota 102, quota 103, pace contributiva, riscatto volontario pre e post 1995, e chissà quante altre leggi...

PS: anche io l'ultima cosa che vorrei fare è mettere in difficoltà qualcuno... a patto di non essere messo in difficoltà io.
Per cui, se uscisse una legge per cui per accedere a "opzione uomo" a 58 anni fosse necessario "essere stati licenziati" e io fossi interessato a sfruttarla, andrei dal mio datore di lavoro e chiederei cortesemente: "per favore mi puoi licenziare, così posso andare in pensione?"
Perchè mai il datore di lavoro, davanti a una così cortese richiesta dovrebbe rifiutare?
Si "sbarazza" di un anziano costoso e poco efficiente e lo cambia con un giovane che gli costa la metà e che è molto più duttile :D

... Anzi, secondo me sono gli stessi datori di lavoro che cercano i dipendenti che possono andarsene in pensione gli chiedono: "non è che vuoi approfittare di "opzione donna / uomo"... se vuoi ti licenzio e ci metto sopra anche un regalino..." :o
 

umiki

Nuovo Utente
Registrato
28/4/14
Messaggi
1.946
Punti reazioni
59
io però vorrei capire meglio questa frase:

"A fine carriera, a 70 anni, dalla proiezione Inps avrò versato 1,05 milioni di euro.
E guarda che io non sono un dirigente che guadagna una montagna di soldi.
Dei soldi versati se va bene l'INPS me ne darà indietro la metà."

come è fatto il calcolo?
assumendo che per "soldi versati" intenda il montante contributivo a 70 anni il coefficiente è 6.125%, quindi per riavere i soldi del montante deve vivere 16 anni ulteriori, mentre l'aspettativa di vita media è di 83 anni, quindi se ha una vita pari alla vita media avrà 13 anni di pensione si riprenderà l'80% del montante, non il 50% (e immagino che il 20% di differenza copra la reversibilità, ma la cosa bizzarra è che se invece prendo i dati per un'ipotetica pensione a 60 anni e relativo coefficiente, risulta che viene restituito il montante esattamente a 83 anni)
c'è qualche cosa che non ho considerato? siccome sono in una situazione non tanto diversa io ho fatto i calcoli al 6.125% del montante contributivo, sbaglio?
oppure intende che poi la pensione è tassata?
 

bigmad

juvenes dum sumus
Registrato
20/1/09
Messaggi
28.330
Punti reazioni
920
io però vorrei capire meglio questa frase:

"A fine carriera, a 70 anni, dalla proiezione Inps avrò versato 1,05 milioni di euro.
E guarda che io non sono un dirigente che guadagna una montagna di soldi.
Dei soldi versati se va bene l'INPS me ne darà indietro la metà."

come è fatto il calcolo?
assumendo che per "soldi versati" intenda il montante contributivo a 70 anni il coefficiente è 6.125%, quindi per riavere i soldi del montante deve vivere 16 anni ulteriori, mentre l'aspettativa di vita media è di 83 anni, quindi se ha una vita pari alla vita media avrà 13 anni di pensione si riprenderà l'80% del montante, non il 50% (e immagino che il 20% di differenza copra la reversibilità, ma la cosa bizzarra è che se invece prendo i dati per un'ipotetica pensione a 60 anni e relativo coefficiente, risulta che viene restituito il montante esattamente a 83 anni)
c'è qualche cosa che non ho considerato? siccome sono in una situazione non tanto diversa io ho fatto i calcoli al 6.125% del montante contributivo, sbaglio?
oppure intende che poi la pensione è tassata?

Non ci capisco nulla di coefficienti e montanti. So per certo che Mander se interverrà sulla tua domanda, non ti ci farà capire nulla e scriverà di tutto senza spiegare alcunchè! :D
Quello che mi preme ricordare è l'enorme differenza tra lo smettere a 60 anni o a 70... a 60 puoi fare cose che a 70 non farai mai e goderti i 10 anni che ci sono tra 60 e 70 in modo certamente migliore che non i 10 anni che ci sono tra i 70 e gli 80.
Voglio dire che quando si parla di pensioni, l'aspetto di sostenibilità economica è solo uno dei tanti. L'obiettivo principale dovrebbe essere quello di lasciare ai pensionandi degli anni "ancora buoni" da vivere, prima dell'inevitabile ricorso a pannoloni e a badanti o a crescenti limitazioni fisiche che renderebbero fuori luogo la locuzione "godersi il meritato riposo"! :o
 

ciccino53

Nuovo Utente
Registrato
19/11/11
Messaggi
1.434
Punti reazioni
70
Banale, vince sempre il banco, cioè l’INPS !
Ed i milioni di pensioni integrate al minimo…ovviamente…
 

gioviale56

Nuovo Utente
Registrato
10/1/06
Messaggi
16.737
Punti reazioni
364
Banale, vince sempre il banco, cioè l’INPS !
Ed i milioni di pensioni integrate al minimo…ovviamente…


Vince sempre il furbetto di turno. Quello che sfugge al fisco per tanti anni , poi però la pensione la esige e anche buona...
 

mander

Nuovo Utente
Registrato
4/2/15
Messaggi
21.149
Punti reazioni
469
La PC servirebbe in teoria proprio ad avvicinare ie prestazioni ai contributi versati: se funzionasse bene, a regime ci sarebbe una pensione pubblica minima versata a tutti, per evitare situazioni di povertà e disagio sulle quali lo Stato sarebbe comunque costretto a intervenire, e una pensione individuale commisurata ai contributi versati nella PC e quindi scelta sulla base delle preferenze tra reddito e futura pensione di ciascun lavoratore. Però come sempre in Italia si prende un'idea che funziona altrove e la si massacra fino a renderla controproducente

Perché non dovrebbe funzionare cosa jte lo fa' pensare!!!
 

mander

Nuovo Utente
Registrato
4/2/15
Messaggi
21.149
Punti reazioni
469
Non ci capisco nulla di coefficienti e montanti. So per certo che Mander se interverrà sulla tua domanda, non ti ci farà capire nulla e scriverà di tutto senza spiegare alcunchè! :D
Quello che mi preme ricordare è l'enorme differenza tra lo smettere a 60 anni o a 70... a 60 puoi fare cose che a 70 non farai mai e goderti i 10 anni che ci sono tra 60 e 70 in modo certamente migliore che non i 10 anni che ci sono tra i 70 e gli 80.
Voglio dire che quando si parla di pensioni, l'aspetto di sostenibilità economica è solo uno dei tanti. L'obiettivo principale dovrebbe essere quello di lasciare ai pensionandi degli anni "ancora buoni" da vivere, prima dell'inevitabile ricorso a pannoloni e a badanti o a crescenti limitazioni fisiche che renderebbero fuori luogo la locuzione "godersi il meritato riposo"! :o

Se con una laurea in Ingegneria non ci capisci nulla di montante che c'entra mander?

Se te non hai voglia di lavorare che c'entra l' Inps?