persistenza della volatilità e strategie connesse

cyclical

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sappiamo che la vola non è solo ciclica ma anche persistente, perdura cioè nel suo stato di alta/bassa volatilità prima di tornare a testare valori quantomeno medi. Mi chiedevo se vi sono disponibili studi statistici sul numero di anni di persistenza, insomma qualcosa stile cicli di Kondratieff ma sulla vola.

Ecco io nel mio piccolo ne sto studiando le connotazioni per impostare una strategia alla Nassim Taleb, la mia idea è molto semplice e desidero condividerla con tutti voi.
Chiarisco che NON sono un esperto dunque ogni dritta è ben accetta, idem per le critiche, anzi ammetto sin da subito che io stesso sono molto scettico al riguardo partendo sempre dalla concezione di fallibilità dei miei e degli altrui modelli; poi il tempo non manca, vorrei metterla in piedi a decorrere dal 2007 dunque ancora c'è quasi un anno di studio.

L'idea di base consiste nel tenere il capitale al "sicuro" equamente diversificato in strumenti free-risk a flussi costanti di reddito quali:
- Conti liquidità e c/c;
- Depositi a risparmio bancari e postali;
- Titoli di Stato europei indicizzati all'inflazione, zero coupon;
- Altri monetari es. pronti contro termine.

Parte dei "soli" interessi maturati li rischio in "scommesse asimmetriche" ovvero trading sulla volatilità (lungo di vega) accumulando di anno in anno put deep otm lunga scadenza (time decay 4 anni).

Ergo nella peggiore delle ipotesi la perdita massima è rappresentata dai premi dunque da parte degli interessi ed il capitale è preservato.
Immagino le critiche sull'erosione del capitale da parte dell'inflazione ecc... ma credo che molti traders farebbero di peggio.

Il punto è: Basta accumulare delle put deep otm sperando in un semplice rialzo di vola in un tipico scenario ribassista oppure sarebbe meglio qualcosa di più complesso ad es. il dinamic hedging ed eventualmente come impostarlo?

Ho anche dubbi sulla liquidità di opzioni a scadenza così lontana.

Grazie
 
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cyclical ha scritto:
sappiamo che la vola non è solo ciclica ma anche persistente, perdura cioè nel suo stato di alta/bassa volatilità prima di tornare a testare valori quantomeno medi. Mi chiedevo se vi sono disponibili studi statistici sul numero di anni di persistenza, insomma qualcosa stile cicli di Kondratieff ma sulla vola.

non basta vedere un grafico storico di lungo periodo del VIX? oppure crearsi un grafico con la volatilità storica di un indice?

cyclical ha scritto:
Ecco io nel mio piccolo ne sto studiando le connotazioni per impostare una strategia alla Nassim Taleb, la mia idea è molto semplice e desidero condividerla con tutti voi.
Chiarisco che NON sono un esperto dunque ogni dritta è ben accetta, idem per le critiche, anzi ammetto sin da subito che io stesso sono molto scettico al riguardo partendo sempre dalla concezione di fallibilità dei miei e degli altrui modelli; poi il tempo non manca, vorrei metterla in piedi a decorrere dal 2007 dunque ancora c'è quasi un anno di studio.

L'idea di base consiste nel tenere il capitale al "sicuro" equamente diversificato in strumenti free-risk a flussi costanti di reddito quali:
- Conti liquidità e c/c;
- Depositi a risparmio bancari e postali;
- Titoli di Stato europei indicizzati all'inflazione, zero coupon;
- Altri monetari es. pronti contro termine.

Parte dei "soli" interessi maturati li rischio in "scommesse asimmetriche" ovvero trading sulla volatilità (lungo di vega) accumulando di anno in anno put deep otm lunga scadenza (time decay 4 anni).

Ergo nella peggiore delle ipotesi la perdita massima è rappresentata dai premi dunque da parte degli interessi ed il capitale è preservato.
Immagino le critiche sull'erosione del capitale da parte dell'inflazione ecc... ma credo che molti traders farebbero di peggio.


dunque per fare il doppio del rendimento offerto dagli strumenti free risk che hai detto dovresti fare il 100% annuo sulla parte che investi in opzioni, con una strategia passiva che hai detto tu:

<Parte dei "soli" interessi maturati li rischio in "scommesse asimmetriche" ovvero trading sulla volatilità (lungo di vega) accumulando di anno in anno put deep otm lunga scadenza (time decay 4 anni).>

è ovvio che questo non è "trading" di volatilità, il trading punta a vendere alto ciò che si compra basso.

Nessuna strategia passiva offre un guadagno atteso del 100% "senza saper nè leggere nè scrivere". Le strategie passive rendono mediamente il free risk rate.



cyclical ha scritto:
Il punto è: Basta accumulare delle put deep otm sperando in un semplice rialzo di vola in un tipico scenario ribassista oppure sarebbe meglio qualcosa di più complesso ad es. il dinamic hedging ed eventualmente come impostarlo?

Ho anche dubbi sulla liquidità di opzioni a scadenza così lontana.

Grazie

ipotizza di avere 100.000 euro: tasso 2,75%, ne investi 97250 in monetari e 2750 in opzioni put deep otm a lunghissima scadenza. Quante ne compri? E quanto forte con ciò saresti in caso di esplosione di volatilità?
 
mitico! :D

passata buona pasqua? come sta la signora? e il pargolo? :D
 
pierrone ha scritto:
non basta vedere un grafico storico di lungo periodo del VIX? oppure crearsi un grafico con la volatilità storica di un indice?




dunque per fare il doppio del rendimento offerto dagli strumenti free risk che hai detto dovresti fare il 100% annuo sulla parte che investi in opzioni, con una strategia passiva che hai detto tu:

<Parte dei "soli" interessi maturati li rischio in "scommesse asimmetriche" ovvero trading sulla volatilità (lungo di vega) accumulando di anno in anno put deep otm lunga scadenza (time decay 4 anni).>

è ovvio che questo non è "trading" di volatilità, il trading punta a vendere alto ciò che si compra basso.

Nessuna strategia passiva offre un guadagno atteso del 100% "senza saper nè leggere nè scrivere". Le strategie passive rendono mediamente il free risk rate.





ipotizza di avere 100.000 euro: tasso 2,75%, ne investi 97250 in monetari e 2750 in opzioni put deep otm a lunghissima scadenza. Quante ne compri? E quanto forte con ciò saresti in caso di esplosione di volatilità?


per questo è preferibile uno spread verticale al 10/15% di distanza con scadenza 12 mesi.
con la vola attuale il 15% dovrebbe raddoppiare il capitale sul lato call.
questo però non è trading di vola.
ciao
 
pierrone ha scritto:
ipotizza di avere 100.000 euro: tasso 2,75%, ne investi 97250 in monetari e 2750 in opzioni put deep otm a lunghissima scadenza. Quante ne compri? E quanto forte con ciò saresti in caso di esplosione di volatilità?

grazie Pier anche x aver risposto alla mia mail.
Il capitale c'è anche xkè in strumenti free-risk non mi preoccupo (anzi forse è peggio se li tengo disponibili :D ), sostanzialmente l'intento è quello di costruire una sorta di obbligazione strutturata sostituendo i rendimenti della componente monetaria (ad es. quelli del mio Barbell) con gli eventuali rendimenti delle deep otm.

Sulle scadenze di lungo hai ragione, oggi ho dato un'occhiata ai books e sono troppo illiquidi, peccato perchè accumularle di anno in anno (a bassa vola) mi avrebbe facilitato la cosa e reso l'operatività più serena, xkè non sarebbe trading di vola? :confused:
 
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pierrone ha scritto:
Nessuna strategia passiva offre un guadagno atteso del 100% "senza saper nè leggere nè scrivere". Le strategie passive rendono mediamente il free risk rate.
:eek: :eek: :eek: miiiiiiii non ci posso credere :eek: :eek: :eek:
 
rob.luc ha scritto:
per questo è preferibile uno spread verticale al 10/15% di distanza con scadenza 12 mesi.
con la vola attuale il 15% dovrebbe raddoppiare il capitale sul lato call.
questo però non è trading di vola.
ciao

supponi 10 di questi spread verticali: +10 otm -10 dotm 12 mesi

io ci aggiungerei anche -2 atm (o poco otm) 3-6 mesi +10 dotm 12 mesi equilibrata.

le vendite lunghe quindi sparirebbero e rimarrebbero figure lunghe di vola (vega) e di spazio (gamma). Il theta rimarrebbe piccolo, visto che sarebbe analogo a quello dello spread 12 mesi (se ad esso si è aggiunta una figura equilibrata, quindi con theta trascurabile). La forza dell'ala permetterebbe oltretutto di vendere ancora un pò e quilindi il theta è azzerabile
 
cyclical ha scritto:
grazie Pier anche x aver risposto alla mia mail.
Il capitale c'è anche xkè in strumenti free-risk non mi preoccupo (anzi forse è peggio se li tengo disponibili :D ), sostanzialmente l'intento è quello di costruire una sorta di obbligazione strutturata sostituendo i rendimenti della componente monetaria (ad es. quelli del mio Barbell) con gli eventuali rendimenti delle deep otm.

Sulle scadenze di lungo hai ragione, oggi ho dato un'occhiata ai books e sono troppo illiquidi, peccato perchè accumularle di anno in anno (a bassa vola) mi avrebbe facilitato la cosa e reso l'operatività più serena, xkè non sarebbe trading di vola? :confused:

il trading presuppone essere attivi e dinamici rispetto ai movimenti del mercato, quella strategia la definirei più una scelta di investimento, tranquilla e senza troppe pretese e aspettative
 
pierrone ha scritto:
supponi 10 di questi spread verticali: +10 otm -10 dotm 12 mesi

io ci aggiungerei anche -2 atm (o poco otm) 3-6 mesi +10 dotm 12 mesi equilibrata.

le vendite lunghe quindi sparirebbero e rimarrebbero figure lunghe di vola (vega) e di spazio (gamma). Il theta rimarrebbe piccolo, visto che sarebbe analogo a quello dello spread 12 mesi (se ad esso si è aggiunta una figura equilibrata, quindi con theta trascurabile). La forza dell'ala permetterebbe oltretutto di vendere ancora un pò e quilindi il theta è azzerabile

concordo,però la seconda parte della strategia(in questo caso diventa trading di vola)espone a rischio un capitale maggiore di quello preventivato.inoltre mi sembrano lunghe di vola e,in base al punto preso in considerazione,lunghe/corte di spazio.fino ad un certo punto le vedo corte di spazio e poi lunghe(il mercato ha dato in passato una dimostrazione di questo).
se proprio vuole tradare la vola(con capitale bloccato all'inizio)può usare dei +spread orizzontali sempre (meglio non atm)(escludendo la componente direzionale ma non quella legata alla vola)o mantenere i verticali(preferendo la direzione e limitando molto la vola).in questo modo,oltre a limitare il numero di operazioni, aprirebbe ampi spazi a evoluzioni a rischio nullo(quindi salvaguardia degli stessi interessi messi in gioco)
ciao
aggiungo p.s.
prova a considerare il theta di uno spread verticale a 500 a 12 mesi al 15% di distanza.
 
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rob.luc ha scritto:
concordo,però la seconda parte della strategia(in questo caso diventa trading di vola)espone a rischio un capitale maggiore di quello preventivato.inoltre mi sembrano lunghe di vola e,in base al punto preso in considerazione,lunghe/corte di spazio.fino ad un certo punto le vedo corte di spazio e poi lunghe(il mercato ha dato in passato una dimostrazione di questo).

tieni conto che le vendite sarebbero poche e le perdite massime limitate (con vola zero, caso teorico e peggiore, sarebbero pari alla differenza tra strike venduto e comprato).
Sulla posizione rispetto allo spazio nulla si può dire, dipende da strike scelti, rapporti numerici, tempo alla scadenza. Io per esempio al rialzo cerco di non trovarmi mai sulla parte corta di spazio e nemmeno flat, e questo mi ha salvato l'anno scorso (e permesso di prendere una leva pazzesca lunga di vola sfruttata dopo).





rob.luc ha scritto:
se proprio vuole tradare la vola(con capitale bloccato all'inizio)può usare dei +spread orizzontali sempre (meglio non atm)(escludendo la componente direzionale ma non quella legata alla vola)o mantenere i verticali(preferendo la direzione e limitando molto la vola).

uno spread diagonale è la somma di uno spread orizzontale e uno verticale: quello verticale ha profitti e perdite limitati, quello orizzontale (time spread) ha perdita limitata e profitti non limitati se è comprato, il contrario se è venduto. Ma nel mio caso non c'erano vendite di time spread.



rob.luc ha scritto:
in questo modo,oltre a limitare il numero di operazioni, aprirebbe ampi spazi a evoluzioni a rischio nullo(quindi salvaguardia degli stessi interessi messi in gioco)

mi fai un esempio di "ampi spazi a evoluzioni a rischio nullo"? il rischio c'è sempre tranne che negli arbitraggi, Poi certo può essere un rischio basso rispetto a potenziali guadagni fattibili, oppure si può non rischiare più il capitale dopo aver guadagnato, ma a quel punto comunque si mettono a rischio i guadagni, che invece andrebbero tutelati.



rob.luc ha scritto:
prova a considerare il theta di uno spread verticale a 500 a 12 mesi al 15% di distanza.

basso, okay. Ma è la contropartita di un gamma anche lui basso. Se il mercato parte e supera gli strike mica vedi subito come gain la distanza tra gli strike, deve passarne di tempo e può succedere di tutto
 
pierrone ha scritto:
tieni conto che le vendite sarebbero poche e le perdite massime limitate (con vola zero, caso teorico e peggiore, sarebbero pari alla differenza tra strike venduto e comprato).
Sulla posizione rispetto allo spazio nulla si può dire, dipende da strike scelti, rapporti numerici, tempo alla scadenza. Io per esempio al rialzo cerco di non trovarmi mai sulla parte corta di spazio e nemmeno flat, e questo mi ha salvato l'anno scorso (e permesso di prendere una leva pazzesca lunga di vola sfruttata dopo).

appunto differenza tra strike venduto e comprato.se consideri questo come perdita riferita al capitale di riferimento(leggi interessi in gioco) e non il prezzo pagato inizialmente,al max ne apri 1.



pierrone ha scritto:
mi fai un esempio di "ampi spazi a evoluzioni a rischio nullo"? il rischio c'è sempre tranne che negli arbitraggi, Poi certo può essere un rischio basso rispetto a potenziali guadagni fattibili, oppure si può non rischiare più il capitale dopo aver guadagnato, ma a quel punto comunque si mettono a rischio i guadagni, che invece andrebbero tutelati.

come si chiude un +1-1?

con un -1+1 (a 500/1000/1500 ecc.ecc.)
ora se nel durante il mercato mi và a favore io posso vendere lo spread mancante e recuperare gli interessi messi in gioco e rimanere sul mercato con un +1-2+1 con "rischio nullo" e spesa 0.




pierrone ha scritto:
basso, okay. Ma è la contropartita di un gamma anche lui basso. Se il mercato parte e supera gli strike mica vedi subito come gain la distanza tra gli strike, deve passarne di tempo e può succedere di tutto

è un'ipotesi che consente di guadagnare 50000 euro su 2500 investiti.
un minimo di estremo me lo concedi(anche se quest'anno avrebbe pagato).
se vuoi rischiare/guadagnare meno avvicini/bidirezioni lo spread e abbassi la leva.hai un'anno di tempo per cercare un'ipotesi di successo.per contro perdi al massimo gli interessi.
correggo la "sparata" :D:D in: guadagnare 20000 euro su 2500 investiti.
 
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rob.luc ha scritto:
appunto differenza tra strike venduto e comprato.se consideri questo come perdita riferita al capitale di riferimento(leggi interessi in gioco) e non il prezzo pagato inizialmente,al max ne apri 1.

si ma non sarebbe 1:1 il rapporto ma 1:tanti , e anche fosse 1:1 la perdita massima la vedi solo a scadenza e solo sullo strike comprato



rob.luc ha scritto:
come si chiude un +1-1?

con un -1+1 (a 500/1000/1500 ecc.ecc.)
ora se nel durante il mercato mi và a favore io posso vendere lo spread mancante e recuperare gli interessi messi in gioco e rimanere sul mercato con un +1-2+1 con "rischio nullo" e spesa 0.

qui non riesco proprio a seguirti, ho un approccio completamente diverso: +1-2+1 puoi averlo pagato poco, tanto, puoi anche aver incassato una marea di soldi, ma una volta che ce l'hai il rischio c'è ed è chiarissimo, è il rischio di un long butterfly, cioè che scada fuori dagli strike e perdi il valore di mercato che in quel momento ha il butterfly (pari alla spesa che dovresti fare per aprirlo ex novo)

come si chiude invece un -1+5 ? se nel movimento ti esplode la vola puoi chiudere con un +4 -8 larghissimo, con un +1 -5 a forte incasso oppure larghissimo, e con tante altre varianti. Rimanendo sul +1 -1 gli spazi di manovra sono abbastanza limitati

rob.luc ha scritto:
è un'ipotesi che consente di guadagnare 50000 euro su 2500 investiti.
un minimo di estremo me lo concedi(anche se quest'anno avrebbe pagato).
se vuoi rischiare/guadagnare meno avvicini/bidirezioni lo spread e abbassi la leva.hai un'anno di tempo per cercare un'ipotesi di successo.per contro perdi al massimo gli interessi.
correggo la "sparata" :D:D in: guadagnare 20000 euro su 2500 investiti.

si ma perchè tra un mese, due mesi, tre mesi, devo avere la massima perdita della figura " in mezzo" (time decay) ? preferisco avere la massima perdita lontano nel tempo, perchè ho tempo per intervenire, e in aree dove se il mercato non si muove da "cecchino" (o da "geometra" ) potrei anche uscire in gain nell'area dove avrei il max loss a scadenza.

Posso anche aprirla una figura che tra 12 mesi mi fa perdere 10 miliardi, l'importante è che non mi faccia perdere granchè oggi in qualunque scenario.
Se guardo sempre al portafoglio con l'approccio "a oggi in qualunque scenario", piano piano l'influenza della figura su cui rischio 10 miliardi comincia a farsi sentire sull'approccio "a oggi in qualunque scenario" ed è l'approccio stesso che ti dice di intervenire a copertura di quei rischi, che quindi non verranno mai realmente presi. (è un pò il contrario dei venditori puri: loro guardano il rischio a scadenza, mentre il rischio è sempre oggi, ed è sempre superiore rispetto a quello a scadenza).

Sempre oggi (nel futuro) ti accorgeresti che il rischio reale di quel +1-2+1 è il rischio tipico della butterfly, indipendentemente da quanto l'hai pagata.
 
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pierrone ha scritto:
si ma non sarebbe 1:1 il rapporto ma 1:tanti , e anche fosse 1:1 la perdita massima la vedi solo a scadenza e solo sullo strike comprato

si ma il capitale che devi considerare per la perdita max è come se fosse 1/1.
i tanti(essendo diagonale)diventano tali solo quando si supera lo strike o quando la vola/direzione vengono a tuo favore.e ripeto il capitale nel caso in essere sono 2500 euro su 100000 totali.

pierrone ha scritto:
qui non riesco proprio a seguirti, ho un approccio completamente diverso: +1-2+1 puoi averlo pagato poco, tanto, puoi anche aver incassato una marea di soldi, ma una volta che ce l'hai il rischio c'è ed è chiarissimo, è il rischio di un long butterfly, cioè che scada fuori dagli strike e perdi il valore di mercato che in quel momento ha il butterfly (pari alla spesa che dovresti fare per aprirlo ex novo)

in questo ci siamo confrontati anche in passato e rimaniamo di idee diverse.
per me c'è il rischio della figura e il rischio dei soldi che ci metto(molto più importante).io miro al pareggio.ottenuto quello, discuto.
fatto un long/short butterfly a costo 0(meglio se incasso qualcosa)per me il rischio è 0,per te no.rimaniamo di idee diverse.


pierrone ha scritto:
come si chiude invece un -1+5 ? se nel movimento ti esplode la vola puoi chiudere con un +4 -8 larghissimo, con un +1 -5 a forte incasso oppure larghissimo, e con tante altre varianti. Rimanendo sul +1 -1 gli spazi di manovra sono abbastanza limitati

torno al punto 1 il capitale a disposizione sono 2500 euro (nell'esempio in essere) se facciamo un'esempio diverso possiamo considerare scenari diversi.
concordo sugli spazi(e di conseguenza rischi)limitalti/diversi


pierrone ha scritto:
si ma perchè tra un mese, due mesi, tre mesi, devo avere la massima perdita della figura " in mezzo" (time decay) ? preferisco avere la massima perdita lontano nel tempo, perchè ho tempo per intervenire, e in aree dove se il mercato non si muove da "cecchino" (o da "geometra" ) potrei anche uscire in gain nell'area dove avrei il max loss a scadenza.

Posso anche aprirla una figura che tra 12 mesi mi fa perdere 10 miliardi, l'importante è che non mi faccia perdere granchè oggi in qualunque scenario.
Se guardo sempre al portafoglio con l'approccio "a oggi in qualunque scenario", piano piano l'influenza della figura su cui rischio 10 miliardi comincia a farsi sentire sull'approccio "a oggi in qualunque scenario" ed è l'approccio stesso che ti dice di intervenire a copertura di quei rischi, che quindi non verranno mai realmente presi. (è un pò il contrario dei venditori puri: loro guardano il rischio a scadenza, mentre il rischio è sempre oggi, ed è sempre superiore rispetto a quello a scadenza).

Sempre oggi (nel futuro) ti accorgeresti che il rischio reale di quel +1-2+1 è il rischio tipico della butterfly, indipendentemente da quanto l'hai pagata.

insisto:il rischio di una butterfly,per me è 0 se la pago 0.
così come il rischio di un diagonale è la differenza dello strike venduto e lo strike comprato esclusa la differenza premi.se nel durante diventa 0 meglio ma fino a quando non lo diventa sarà la differenza.

ciao
 
pierrone ha scritto:
si ma non sarebbe 1:1 il rapporto ma 1:tanti , e anche fosse 1:1 la perdita massima la vedi solo a scadenza e solo sullo strike comprato





qui non riesco proprio a seguirti, ho un approccio completamente diverso: +1-2+1 puoi averlo pagato poco, tanto, puoi anche aver incassato una marea di soldi, ma una volta che ce l'hai il rischio c'è ed è chiarissimo, è il rischio di un long butterfly, cioè che scada fuori dagli strike e perdi il valore di mercato che in quel momento ha il butterfly (pari alla spesa che dovresti fare per aprirlo ex novo)

come si chiude invece un -1+5 ? se nel movimento ti esplode la vola puoi chiudere con un +4 -8 larghissimo, con un +1 -5 a forte incasso oppure larghissimo, e con tante altre varianti. Rimanendo sul +1 -1 gli spazi di manovra sono abbastanza limitati



si ma perchè tra un mese, due mesi, tre mesi, devo avere la massima perdita della figura " in mezzo" (time decay) ? preferisco avere la massima perdita lontano nel tempo, perchè ho tempo per intervenire, e in aree dove se il mercato non si muove da "cecchino" (o da "geometra" ) potrei anche uscire in gain nell'area dove avrei il max loss a scadenza.

Posso anche aprirla una figura che tra 12 mesi mi fa perdere 10 miliardi, l'importante è che non mi faccia perdere granchè oggi in qualunque scenario.
Se guardo sempre al portafoglio con l'approccio "a oggi in qualunque scenario", piano piano l'influenza della figura su cui rischio 10 miliardi comincia a farsi sentire sull'approccio "a oggi in qualunque scenario" ed è l'approccio stesso che ti dice di intervenire a copertura di quei rischi, che quindi non verranno mai realmente presi. (è un pò il contrario dei venditori puri: loro guardano il rischio a scadenza, mentre il rischio è sempre oggi, ed è sempre superiore rispetto a quello a scadenza).

Sempre oggi (nel futuro) ti accorgeresti che il rischio reale di quel +1-2+1 è il rischio tipico della butterfly, indipendentemente da quanto l'hai pagata.
ciao Pierrone :) ammappate quanto scrivi ;)
ma non si puo' lavorare a 1 mese :D ;)
e su ,perche' arrovanarti a distanze abissali.
e' un mio modo di vedere le cose,condivisibile o non condivisibile
 
opzionman ha scritto:
ciao Pierrone :) ammappate quanto scrivi ;)
ma non si puo' lavorare a 1 mese :D ;)
e su ,perche' arrovanarti a distanze abissali.
e' un mio modo di vedere le cose,condivisibile o non condivisibile

Genio in rima direbbe che sui minimi la vola fa gola :D
normalmente nel giro di qualche anno capita qualcosa (spero non un evento esogeno) che la riporta su
 
opzionman ha scritto:
ciao Pierrone :) ammappate quanto scrivi ;)
ma non si puo' lavorare a 1 mese :D ;)
e su ,perche' arrovanarti a distanze abissali.
e' un mio modo di vedere le cose,condivisibile o non condivisibile

non mi arrovano sulle lunghe scadenze, ma sulle brevi :mmmm:

le lunghe scadenze sono per me più facili da gestire. Comunque mi fermo a 12 mesi (a proposito, ho visto gli open interest di marzo, praticamente ci sono solo io :eek: )
 
cyclical ha scritto:
Genio in rima direbbe che sui minimi la vola fa gola :D
normalmente nel giro di qualche anno capita qualcosa (spero non un evento esogeno) che la riporta su

nell'attesa di quel qualcosa, sul rialzino di 2/3 punti dell'ultimo anno "qualcosina" è saltato fuori
 
rob.luc ha scritto:
in questo ci siamo confrontati anche in passato e rimaniamo di idee diverse.
per me c'è il rischio della figura e il rischio dei soldi che ci metto(molto più importante).io miro al pareggio.ottenuto quello, discuto.
fatto un long/short butterfly a costo 0(meglio se incasso qualcosa)per me il rischio è 0,per te no.rimaniamo di idee diverse.

non capisco in base a cosa fai il take profit però. Noi abbiamo un'operatività relativamente tranquilla (salvo leve eccessive) con all'inizio bassi rischi e potenziali alti gain in certi scenari. Se gli scenari favorevoli si avverano guadagniamo parecchi soldi. Nel momento stesso in cui guadagniamo AUMENTANO I RISCHI: se vinci 50 milioni di euro al superenalotto immediatamente metti a rischio 50 milioni di euro per il fatto che puoi perdere la schedina vincente. Non stai più rischiando i soldi per giocare la schedina. Se perdevi invece non rischi più. Neanche i soldi della schiedina.

Come gestire il take profit? io penso che nella nuova situazione (fatti gain, che rimangono però a rischio) occorra operare in modo da riportare il portafoglio in una situazione di equilibrio iniziale ("bassi rischi e potenziali alti gain certi scenari"), e per farlo non si possa fare a meno di valutare il portafoglio ai nuovi prezzi di mercato.

Prendi un long butterfly 37000-38000-39000: siamo in area 38000 a pochi giorni dalla scadenza. Se a prezzi di mercato vale 997 punti che fai? e se vale 20 punti che fai? Che cosa cambia nella scelta di cosa fare se l'hai pagato 800 o se hai incassato 2000 punti?
 
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