Personalità borderline.

Rosaram

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Il mistero e il fascino della mente umana, mi hanno sempre spinta a leggere molto su questi argomenti per cercare di capire certi processi mentali e capire il perchè di certi comportamenti. Oggi mi sono imbattuta su l'argomento del thread (argomento assai complesso) un disturbo della personalità abbastanza diffuso ( il 3% della popolazione soffre di questo disturbo, e per fare due conti corrisponde a 180.000.000 di persone, cioè circa due terzi degli abitanti degli USA) Faccio un copia-incolla per chi è curioso di capire questa malattia:

Il disturbo borderline è un disturbo di personalità abbastanza diffuso che colpisce circa il 3 per cento della popolazione; il 75 per cento delle persone che ne sono affette sono di sesso femminile. Trattandosi di un disturbo di personalità, le aree più importanti della vita ne sono pesantemente influenzate; infatti è un disturbo di relazione, che impedisce al soggetto di stabilire rapporti di amicizia, affetto o amore stabili nel tempo. Si tratta di persone che trascorrono delle vite in uno stato di estrema confusione ed i rapporti sono destinati a fallire o sono comunque distruttivi per coloro che entrano in intimo contatto con esse. Le persone affette dal disturbo (che qui chiameremo BPD), trascinano gli altri (amici, parenti o sposi che definiremo non-BPD) in un vortice di emotività, situazioni tristi e drammatiche dal quale spesso è difficile uscirne se non con l'aiuto di un esperto. I BPD infatti esibiscono emozioni esagerate, sentimenti intensi che non corrispondono a ciò che provano internamente, drammatizzano ed esagerano molti aspetti della loro vita o i loro sentimenti, proiettano le loro inadempienze sugli altri, sembrano vittime degli altri quando ne sono spesso i carnefici, si comportano in modo diverso nel giro di qualche minuto o ora ed dopo un attento esame che va oltre una pura analisi superficiale, presentano non poche distorsioni di pensiero e comportamenti o pensieri incongrui o assurdi.
Il disturbo borderline è un disturbo poco conosciuto nei nostri Centri di Salute Mentale, più spesso sottodiagnosticato o passato come una situazione di disagio familiare, mentre è un vero e proprio disturbo che crea un immenso dolore nei BPD e nei non-BPD. Solo di recente è sorta una attenzione più profonda verso questo disturbo invalidante per il BPD e distruttivo per chi entra in rapporti intimi con il paziente.


Che cosa è un disturbo di personalità
Un disturbo di personalità è un disturbo - più o meno grave - nella costituzione del carattere e nelle tendenze del comportamento della persona, che quasi sempre è associato ad una consistente disgregazione sociale e personale. Il disturbo di personalità tende ad apparire nella tarda infanzia o nella adolescenza e continua a manifestarsi nell'età adulta.
E' perciò improbabile che la diagnosi di disturbo di personalità sia appropriata prima dell'età di 16 o 17 anni.
Trattandosi di un disturbo di relazione, le principali aree di vita del paziente ne sono pesantemente influenzate, come ad esempio i rapporti interpersonali, amorosi, di amicizia, lavorativi.
La vita della persona affetta dal disturbo é destinata a continui fallimenti nelle amicizie, ad amori distuttivi che terminano spesso in modo confuso, conflittuale, sofferto sia per il paziente che per il non-BPD.
Una caratteristica dei BPD infatti é quella di stabilire relazioni interpersonali (di amicizia, amore, ecc.) estremamente arbitrarie - dove cioé l'altra persona deve sottostare a regole molto rigide ed inaccettabili, non deve criticare o deve essere a disposizione del BPD in modo pressoché assoluto. Inoltre il BPD - come nel caso dei pazienti affetti da disturbo di personalità assimilabile al gruppo delle personalità drammatiche attua comportamenti manipolatori per evitare l'abbandono o per attirare l'attenzione o suscitare compassione nel suo "salvatore".
Nota importante: ogni persona affetta da un disturbo di personalità non è inquadrabile in uno schema diagnostico ben preciso, salvo rari casi. Infatti la maggior parte delle persone presentano tratti o caratteristiche (come le persone normali, d'altronde), riconducibili a più tipi di personalità. Quindi il BPD potrebbe essere una persona che presenta forti tratti borderline associati ad esempio a tratti di personalità narcisistica.


BPD e non-BPD: come questi ultimi vengono influenzati dal paziente
Una persona che entra in stretto contatto con un BPD nel corso del tempo è soggetta a svariati comportamenti manipolatori. Normalmente il BPD attua sofisticate tecniche di manipolazione per farsi sostituire e declinare le responsabilità anche minime della vita. Per dirla in breve, come suggerito da un nostro lettore "le persone BPD mettono in mano tua l'intera loro esistenza e poi ti puniscono o incolpano violentemente se qualcosa non va".
Si tratta di personalità molto complesse che hanno appreso queste tattiche manipolatorie probabilmente addirittura nell'infanzia o gioventù e a lungo andare le mettono in pratica nei confronti delle altre persone in modo ormai automatico senza porsi scrupolo o dubbio alcuno su ciò che stanno facendo.


Comprendere il disturbo borderline ed il BPD
E' molto importante capire che le persone borderline, a causa delle tecniche apprese nel passato, si comportanto in un certo modo o sono propense alla manipolazione dei non-BPD senza cattiveria o volontà di attuare quanto stanno facendo. La cattiveria, in psicologia, è quell'atto voluto e premeditato attraverso il quale una persona vuol far del male ad un'altra
Sono caratteristiche tipiche dei BPD:

-L'esibizione di automatismi di comportamento simili a qualche situazione che si è già svolta in precedenza, come ad esempio la ripetizione di frasi seducenti, l'utilizzo del proprio stato emotivo, di tecniche di seduzione molto convincenti o nello suscitare la compassione in persone soprattutto dell'altro sesso, ricalcando più o meno consapevolmente un copione (da cui la "recita", ovvero "personalità drammatica") già provato e sperimentato con successo nel passato.
I BPD hanno una forte capacità di comprendere al volo e di capire tra la folla (colleghi di lavoro, situazioni varie) quale è la persona più adatta da "agganciare" e sulla quale far presa emotivamente.
Stabiliscono relazioni affettive superficiali e fatue, che durano molto poco e tendono a mettersi nelle mani dell'altro per una forte necessità di protezione e bisogno, non perché provano sentimenti elevati (come ad esempio l'amore o l'amicizia in senso lato).
-Tendono ad idealizzare la persona che si occupa di loro: lo status del non-BPD, prima visto come "salvatore" (o coinvolto in una varietà di ruoli: amante, amico, padre sostitutitivo, ecc.) passa da "benefattore" a persona "malvagia" nel giro di breve tempo e nel preciso istante in cui l'altro non presta l'attenzione dovuta ed immediata.
-Hanno una scarsa empatia verso il prossimo - cioé non sono in grado di capire che anche l'altro deve o può esprimere dei bisogni, che può essere impegnato e non dare retta, che può soffire a causa di problemi personali
Non riconoscono assolutamente l'esistenza delle altre persone: gli altri vengono visti come soggetti che tendono a riempire la mancanza di autostima del paziente BPD, come "contenitori" dell'autostima: sono le persone che stanno a fianco del BPD a dare un senso alla sua vita.
-Mancando il BPD di una precisa identità personale, esso cerca di trovarla negli altri, nei valori e cose altrui e di conseguenza...
la tendenza è di ottenere sempre attenzione da loro. Quando viene ottenuta questa attenzione che deve essere continua e costante nel tempo (mentre loro, i BPD non sono in grado di fornirla allo stesso modo) si formano dei rapporti interpersonali molto stretti e regolati esclusivamente da rigide norme imposte dal BPD,come ad esempio...
il processo di "incapsulamento" dell'altro. Notoriamente il BPD (ed anche le persone normali che sono manipolatrici) si comportano in modo da tentare di isolare la persona con la quale sono in contatto tramite sottili tecniche manipolative. Possono indurre il non-BPD a non credere a ciò che sente da terze persone circa il vissuto del paziente, a non credere a ciò che le viene riferito, fino a minacciare di interrompere la relazione nel caso la "verità" del BPD non venga accettata e così via.
-Il BPD di solito si avvale di menzogne, omissioni nei racconti, mezze verità, ecc. per essere convincente con il non-BPD.
-Il BPD mette nelle mani altrui la propria vita, poi si assume tutti gli onori nel caso qualche risultato venga raggiunto - anche se il merito è attribuibile in larga parte agli altri (es. promozioni sul lavoro, acquisizione di titoli o diplomi) e non vuole assolutamente mettersi in discussione circa questi fatti.
-Se qualcosa è andato storto, invece, cercherà di attribuire le proprie manchevolezze agli altri ribaltandole sugli altri ed incolpando terze persone dei propri fallimenti.
-Nel momento preciso in cui il BPD perde la fiducia altrui e una relazione interpersonale si rompe, le colpe sono sempre degli altri. Non c'e' un ragionamento interno da parte del BPD secondo il quale esso può aver sbagliato.
-La paura dell'abbandono (vero o falso che sia) può concretizzarsi nell'automutilazione o in tentativi o minacce di suicidio.
Tutti questi comportamenti rendono sempre più burrascose le relazioni interpersonali, generano conflitti in luoghi di lavoro, con amici, conoscenti, parenti. Il BPD non viene compreso come elemento disturbato perchè apparentemente ha un comportamento che simula la normalità.

-Il BPD non prova dei veri e propri affetti nei confronti degli altri, anche se li esterna con estrema convinzione: ad esempio un BPD può tenere la foto del proprio non-BPD sul comodino e guardarla la sera, prima di addormentarsi, allo stesso modo con cui un bambino stringe a sè un orsetto di pezza per sentirsi protetto.
-I conflitti portano a grosse sofferenze da parte del BPD: esso sembra sempre incompreso e maltrattato da tutti. Alcuni esperti definiscono questa sofferenza come quella paragonabile ad una scottatura di terzo grado quando noi persone non-BPD abbiamo una semplice scottatura di primo grado.
-Le nuove relazioni stabilite dal BPD vengono create ad arte tramite il lamento, il vittimismo, ecc., per far presa sui nuovi amici o amanti che si ergono ad un ruolo "salvifico" o di difensore, finchè non comprendono per bene la patologia.
-Spesso i BPD che sono dipedenti dai non-BPD, ricorreranno a nuove amicizie o amori per sostituire le persone che se ne vanno. Ricordatevi sempre che il BPD "nel momento in cui il codipendente (non-BPD) se ne va, qualcun altro brillerà davanti ai propri occhi" - voi non-BPD infatti non siete nè utili, unici o indispensabili al BPD - potete essere sostituiti in qualunque momento, nonostante il BPD vi faccia credere che voi siete "i migliori amici, le persone alle quali esso vuole più bene, le più amate e uniche al mondo".
-Essi accuseranno gli ex-mariti, gli ex-amanti o ex-amici inventando delle false accuse. Il fenomeno è noto negli Stati Uniti ove alcuni bambini affetti da BPD si sono rivolti alle linee di aiuto (come quelle del nostro telefono azzurro) accusando i genitori di abusi mai avvenuti.
-Il BPD nel fenomeno di proiezione potrà accusare il non-BPD di essere affetto da disturbo BPD.
-Il BPD potrà ammettere di essere affetto dal disturbo per suscitare pena e compassione nel non-BPD allo scopo di non farsi abbandonare o per sottomettere il non-BPD alle proprie volontà.
Dimostrazione di competenza - Il BPD non soffre a causa di un disturbo intellettivo, ma emotivo. La dimostrazione circa le proprie competenze (ad esempio sul lavoro, studio ecc.) trae in inganno continuamente gli altri. La persona può cercare di attuare qualcosa solamente per dimostrare agli altri che è sano. Manca però la continuità nel tempo; tutto ciò ha quindi un andamento ciclico.
-A volte il BPD può sovraccaricare un non BPD di compiti, e quando questi risolve alcuni problemi poi si offende perchè lo ha fatto - successivamente cercare di arrangiarsi da solo, con risultati più o meno scarsi, nell'adempimento dei propri doveri, per poi ripetere questo ciclo.
Questi aspetti e comportamenti del BPD possono suscitare molti dubbi in chi non ha mai conosciuto una persona affetta da BPD, o addirittura incredulità. Parlando di persone normali o comunque non-BPD siamo tutti indotti a pensare che una persona di questo tipo non esista e che in essa (anche a causa di un condizionamento di tipo religioso e della negazione della malattia, perpetrata per anni in Italia) esistano tratti normali o meglio "un fondo di bontà" tali da far credere a chiunque che possa esistere un rapporto amoroso o di amicizia. In realtà questi tratti esistono: si nota un periodico riaffiorare di qualche buon sentimento, come ad esempio il fatto che il BPD possa in qualche momento essere generoso, grato, riconoscente, ecc. Purtroppo questi eventi sono scossi continuamente dal disturbo, sono rari e non sono oggettivamente e facilmente valutabili se manipolatori o meno. In realtà nel BPD manca una continuità di sentimento e di affetto tale da far configurare una reale e stabile amicizia o un rapporto amoroso.


Cosa provano i non-BPD a stretto contatto con il disturbato
Le persone non-BPD che entrano in un rapporto di una certa intimità con il BPD, nel corso del tempo proveranno i seguenti sentimenti:

si sentiranno usati e manipolati;

saranno costretti a sacrificare i loro bisogni personali in una esistenza dedicata a favore del BPD

non comprenderanno numerose ed assurde situazioni che generano continua tensione emotiva. Ad esempio, una moglie BPD, dopo aver tradito il marito, ha preteso di tornare da lui e ricevere tutta l'attenzione consolatoria e, pur raccontando lo svolgimento di tutti gli avvenimenti, pretendeva che il medesimo non dovesse arrabbiarsi con lei per quanto accaduto. In realtà c'è poco da comprendere o da interpretare: il BPD è una persona purtroppo che non ragiona normalmente, infatti è malata.

Il non-BPD non sa quale sarà il prossimo "pattino da indossare" e se ci sarà o meno "un nuovo scivolone" e quanto gli costerà. Notoriamente i BPD si comportano in modo assurdo, soprattutto nei confronti dei non-BPD coinvolti in relazioni intime, cambiando continuamente idea sulle cose, persone, affetti. Il loro comportamento è imprevedibile e costringe il non-BPD a tentare di calcolare quale sarà la loro prossima mossa e gli effetti che questa avrà su di loro.

Il BPD è un buco nero delle attenzioni e degli affetti. Nulla può colmare questo vuoto. Spesso il BPD ricorre a più non-BPD per compensare la cronica mancanza di affetto o la noia interiore - quindi tendenzialmente ricorre alla manipolazione anche di molti soggetti contemporaneamente per riempire la propria vita o farsi sostituire nell'espletamento di compiti anche facili. Il non-BPD non deve pensare che con il suo affetto potrà guarire il BPD; non serve alcun "orsetto di pezza"; l'unica arma che il non-BPD deve giocare è quella di tentare di indirizzare il BPD da un esperto psicoterapeuta.

Il BPD scarica compiti e responsabilità sugli altri. Il non-BPD si trova investito di alcuni ingrati compiti: accettare in toto e difendere i comportamenti anche assurdi o contraddittori del BPD; alla fine il non-BPD non pensando a sè stesso si sentirà svuotato ed usato.

Codipendenza - La persona non-BPD è ad elevato rischio di codipendenza. Codipendente è colui che sacrifica i propri bisogni personali nel tentativo di salvare il BPD (oppure chi è affetto da problemi di alcol o abusi alimentari). La codipendenza non è una malattia ma uno stato nel quale viene a trovarsi un non-BPD. Il codipendente non ha la forza di uscire dalla relazione con il BPD, ne viene fortemente influenzato, viene isolato dal contesto sociale. Viene chiuso in cicli assurdi che possono durare per anni: si sente tradito e preso in giro, prova rabbia, poi perdona ed il ciclo riparte. Il BPD normalmente sta fermo ad uno degli angoli di questo triangolo maledetto in attesa che il codipendente ci rientri.
Per maggiori informazioni sulla codipendenza, come uscirne, ecc. chiedi il nostro opuscolo Le personalità drammatiche.
Il codipendente è talmente influenzato dal BPD da non rendersi più conto su quale sia la realtà delle cose.
Più permane nel rapporto abusivo di codipendenza e meno sarà in grado di uscirne e maggiore sarà la sofferenza del non-BPD in caso di uscita.

Abbandono, perdono e relazioni amorose o di amicizia intensa con chi è affetto da BPD
Notoriamente secondo numerosi esperti, le persone coinvolte in un rapporto intenso con i BPD presentano numerose difficoltà e dubbi per raggiungere ed accettare l'idea di lasciare il BPD. Ad un certo punto, a causa delle frequenti manipolazioni, esse non accettano più la realtà dei fatti, si sentono perse, non hanno più luogo dove andare. Le ferite psicologiche alle quali sono stati sottoposti per così lungo tempo sono tante e sembrano difficili da rimarginarsi. Il codipendente o il non-BPD può provare i seguenti sentimenti che gli impediscono di allontanarsi dal BPD:

se cerco di allontanarsi cosa accadrà al BPD?
quali sono le reazioni del BPD - cercherà di suicidarsi?
se lo abbandono allora io "sono la persona cattiva" che non ha pensato a lui, quindi ciò che lui afferma è vero.
Ci sono altre e numerose situazioni che potrebbero essere elencate - vediamo di rispondere a questi quesiti principali:

-il non-BPD (salvo che si tratti dei genitori o parenti) non ha un obbligo "a vita" di assistere un BPD. Se si è sacrificato per un certo periodo di tempo e poi ha compreso la patologia, esso ha diritto a riconquistare la sua vita. Ha già fatto molto e di più non può fare.
-il non-BPD non è uno psichiatra o un esperto che può aiutare un BPD; non deve giocare a fare lo psicologo. A volte nemmeno gli psicoterapeuti più qualificati lo possono fare: tanti psicoterapeuti non accettano nemmeno i BPD tra i loro clienti ritenendoli purtroppo quasi "una perdita di tempo" o una faccenda troppo complessa da risolvere (infatti anche l'esperto può subire degli stati di manipolazione).
-l'unica cosa saggia che il non-BPD può fare è di spingere il BPD a curarsi. Nonostante le cure possono esserci dei miglioramenti ma sono pochi i BPD che possono uscire dal loro disturbo.
-se il non-BPD ha deciso di porre fine ad una relazione (che sicuramente è ad esso nociva) lo deve fare in modo fermo e convinto. Non deve più tornare sulle proprie decisioni, anche se il BPD minaccia il suicidio. Nel caso vi fosse un tentativo o una minaccia, il non-BPD deve ricordarsi che questa eventualità è una conseguenza della malattia e non una propria responsabilità.
-al mondo non esistono persone "buone" o "cattive" - se il non-BPD decide di porre fine ad una relazione, non è un "cattivo"; se è arrivato a tale punto significa che ha subito tante manipolazioni o situazioni assurde che esso ha pieno diritto a riacquistare il controllo della prorpia vita.
nessuno deve permettere agli altri di controllare gli aspetti della propria vita. Nessuno può cambiare gli altri. Un cambiamento positivo deve partire dal BPD; egli è responsabile della propria malattia e del fatto di volerne uscire, di accettare o meno le cure.
Abbandonare non significa lasciare il soggetto disturbato in situazioni di odio o rabbia. E' facile provare rancore quando le cose vanno male con le altre persone. L'abbanbono è necessario quando noi reclamiamo il diritto di pensare a noi stessi. Lasciamo gli altri con amore, cioè possibilmente senza rabbia, accettando che il BPD spesso si è comportato male con noi senza cattiveria alcuna. Consideriamo il BPD una persona ammalata che noi non possiamo curare. Accettiamo la realtà dei fatti senza farcene una ragione di vita. Riconosciamo che esistono le persone sane e malate. Per un attimo usciamo dal nostro stato di onnipotenza, secondo il quale basta uno schiocco delle nostre dita e il BPD guarirà - tutto ciò è una fantastica idea inutile. Accettiamo anche il fatto che noi non ne usciamo sconfitti e tantomeno sconfitto non è il BPD; è una partita che si chiude alla pari, senza vincitori o perdenti.

Dopo l'abbandono il non-BPD o codipendente potrà sentirsi perduto, triste, malinconico, svuotato. Esso dovrà ristabilire le amicizie anche perdute, vivere una vita tutta sua, incrementare i propri hobbies - e solo se non riesce a farlo dovrà rivolgersi ad un esperto per un breve ciclo di psicoterapie allo scopo di "tornare in carreggiata". Questo senso di malinconia e tristezza è normale ed è causato da un senso di fallimento e di impotenza di fronte al riconoscimento del disturbo BPD.
Dopo qualche tempo però - queste testimonianze provengono da internet - anche le persone più scoraggiate hanno riconquistato la loro vita, sono state accettate da persone (amici, amiche) comprensive ed affettuose ed hanno imparato quanto sono validi ed importanti questi nuovi affetti nelle loro vite. Si sentono pieni di gioia ed energia perchè sono usciti da un brutto periodo della loro vita; si sentono pieni di cose positive!



C'è ancora molto da dire su questo disturbo ( per sempio le cause, il trattamento ecc) ma avete già molto da leggere;)





Nota: pare che alcuni personaggi famosi hanno sofferto di questo male, tra questi Sylvia Plath, Judy Garland e Marilyn Monroe, da ultimo, la principessa Diana




Ram
 
Io penso che le diagnosi di BPD (Borderline Personality Disorder), siano molto difficili da effettuarsi e che comunque investano competenze multidisciplinari tra cui la conoscenza dell'anatomia e della fisiologia del cervello, altrimenti si rischia di fare valutazioni improbabili.
Ho trovato interessante il thread, ma psicologia e psicanalisi, che esercitano tuttora su di me grande fascino, dovrebbero essere supportate da prove sperimentali, che avallino in qualche maniera la diagnosi e l'eventuale terapia. Da quello che ho letto le cause di questa malattia potrebbero essere molteplici tra cui quella genetica.

http://www.healthyplace.com/communities/personality_disorders/biounhappiness/faqs/q3.htm
Ciao Ram:)
 
Scritto da Rosaram
Il mistero e il fascino della mente umana, mi hanno sempre spinta a leggere molto su questi argomenti per cercare di capire certi processi mentali e capire il perchè di certi comportamenti. Oggi mi sono imbattuta su l'argomento del thread (argomento assai complesso) un disturbo della personalità abbastanza diffuso ( il 3% della popolazione soffre di questo disturbo, e per fare due conti corrisponde a 180.000.000 di persone, cioè circa due terzi degli abitanti degli USA) Faccio un copia-incolla per chi è curioso di capire questa malattia:

Il disturbo borderline è un disturbo di personalità abbastanza diffuso che colpisce circa il 3 per cento della popolazione; il 75 per cento delle persone che ne sono affette sono di sesso femminile. Trattandosi di un disturbo di personalità, le aree più importanti della vita ne sono pesantemente influenzate; infatti è un disturbo di relazione, che impedisce al soggetto di stabilire rapporti di amicizia, affetto o amore stabili nel tempo. Si tratta di persone che trascorrono delle vite in uno stato di estrema confusione ed i rapporti sono destinati a fallire o sono comunque distruttivi per coloro che entrano in intimo contatto con esse. Le persone affette dal disturbo (che qui chiameremo BPD), trascinano gli altri (amici, parenti o sposi che definiremo non-BPD) in un vortice di emotività, situazioni tristi e drammatiche dal quale spesso è difficile uscirne se non con l'aiuto di un esperto. I BPD infatti esibiscono emozioni esagerate, sentimenti intensi che non corrispondono a ciò che provano internamente, drammatizzano ed esagerano molti aspetti della loro vita o i loro sentimenti, proiettano le loro inadempienze sugli altri, sembrano vittime degli altri quando ne sono spesso i carnefici, si comportano in modo diverso nel giro di qualche minuto o ora ed dopo un attento esame che va oltre una pura analisi superficiale, presentano non poche distorsioni di pensiero e comportamenti o pensieri incongrui o assurdi.
Il disturbo borderline è un disturbo poco conosciuto nei nostri Centri di Salute Mentale, più spesso sottodiagnosticato o passato come una situazione di disagio familiare, mentre è un vero e proprio disturbo che crea un immenso dolore nei BPD e nei non-BPD. Solo di recente è sorta una attenzione più profonda verso questo disturbo invalidante per il BPD e distruttivo per chi entra in rapporti intimi con il paziente.


Che cosa è un disturbo di personalità
Un disturbo di personalità è un disturbo - più o meno grave - nella costituzione del carattere e nelle tendenze del comportamento della persona, che quasi sempre è associato ad una consistente disgregazione sociale e personale. Il disturbo di personalità tende ad apparire nella tarda infanzia o nella adolescenza e continua a manifestarsi nell'età adulta.
E' perciò improbabile che la diagnosi di disturbo di personalità sia appropriata prima dell'età di 16 o 17 anni.
Trattandosi di un disturbo di relazione, le principali aree di vita del paziente ne sono pesantemente influenzate, come ad esempio i rapporti interpersonali, amorosi, di amicizia, lavorativi.
La vita della persona affetta dal disturbo é destinata a continui fallimenti nelle amicizie, ad amori distuttivi che terminano spesso in modo confuso, conflittuale, sofferto sia per il paziente che per il non-BPD.
Una caratteristica dei BPD infatti é quella di stabilire relazioni interpersonali (di amicizia, amore, ecc.) estremamente arbitrarie - dove cioé l'altra persona deve sottostare a regole molto rigide ed inaccettabili, non deve criticare o deve essere a disposizione del BPD in modo pressoché assoluto. Inoltre il BPD - come nel caso dei pazienti affetti da disturbo di personalità assimilabile al gruppo delle personalità drammatiche attua comportamenti manipolatori per evitare l'abbandono o per attirare l'attenzione o suscitare compassione nel suo "salvatore".
Nota importante: ogni persona affetta da un disturbo di personalità non è inquadrabile in uno schema diagnostico ben preciso, salvo rari casi. Infatti la maggior parte delle persone presentano tratti o caratteristiche (come le persone normali, d'altronde), riconducibili a più tipi di personalità. Quindi il BPD potrebbe essere una persona che presenta forti tratti borderline associati ad esempio a tratti di personalità narcisistica.


BPD e non-BPD: come questi ultimi vengono influenzati dal paziente
Una persona che entra in stretto contatto con un BPD nel corso del tempo è soggetta a svariati comportamenti manipolatori. Normalmente il BPD attua sofisticate tecniche di manipolazione per farsi sostituire e declinare le responsabilità anche minime della vita. Per dirla in breve, come suggerito da un nostro lettore "le persone BPD mettono in mano tua l'intera loro esistenza e poi ti puniscono o incolpano violentemente se qualcosa non va".
Si tratta di personalità molto complesse che hanno appreso queste tattiche manipolatorie probabilmente addirittura nell'infanzia o gioventù e a lungo andare le mettono in pratica nei confronti delle altre persone in modo ormai automatico senza porsi scrupolo o dubbio alcuno su ciò che stanno facendo.


Comprendere il disturbo borderline ed il BPD
E' molto importante capire che le persone borderline, a causa delle tecniche apprese nel passato, si comportanto in un certo modo o sono propense alla manipolazione dei non-BPD senza cattiveria o volontà di attuare quanto stanno facendo. La cattiveria, in psicologia, è quell'atto voluto e premeditato attraverso il quale una persona vuol far del male ad un'altra
Sono caratteristiche tipiche dei BPD:

-L'esibizione di automatismi di comportamento simili a qualche situazione che si è già svolta in precedenza, come ad esempio la ripetizione di frasi seducenti, l'utilizzo del proprio stato emotivo, di tecniche di seduzione molto convincenti o nello suscitare la compassione in persone soprattutto dell'altro sesso, ricalcando più o meno consapevolmente un copione (da cui la "recita", ovvero "personalità drammatica") già provato e sperimentato con successo nel passato.
I BPD hanno una forte capacità di comprendere al volo e di capire tra la folla (colleghi di lavoro, situazioni varie) quale è la persona più adatta da "agganciare" e sulla quale far presa emotivamente.
Stabiliscono relazioni affettive superficiali e fatue, che durano molto poco e tendono a mettersi nelle mani dell'altro per una forte necessità di protezione e bisogno, non perché provano sentimenti elevati (come ad esempio l'amore o l'amicizia in senso lato).
-Tendono ad idealizzare la persona che si occupa di loro: lo status del non-BPD, prima visto come "salvatore" (o coinvolto in una varietà di ruoli: amante, amico, padre sostitutitivo, ecc.) passa da "benefattore" a persona "malvagia" nel giro di breve tempo e nel preciso istante in cui l'altro non presta l'attenzione dovuta ed immediata.
-Hanno una scarsa empatia verso il prossimo - cioé non sono in grado di capire che anche l'altro deve o può esprimere dei bisogni, che può essere impegnato e non dare retta, che può soffire a causa di problemi personali
Non riconoscono assolutamente l'esistenza delle altre persone: gli altri vengono visti come soggetti che tendono a riempire la mancanza di autostima del paziente BPD, come "contenitori" dell'autostima: sono le persone che stanno a fianco del BPD a dare un senso alla sua vita.
-Mancando il BPD di una precisa identità personale, esso cerca di trovarla negli altri, nei valori e cose altrui e di conseguenza...
la tendenza è di ottenere sempre attenzione da loro. Quando viene ottenuta questa attenzione che deve essere continua e costante nel tempo (mentre loro, i BPD non sono in grado di fornirla allo stesso modo) si formano dei rapporti interpersonali molto stretti e regolati esclusivamente da rigide norme imposte dal BPD,come ad esempio...
il processo di "incapsulamento" dell'altro. Notoriamente il BPD (ed anche le persone normali che sono manipolatrici) si comportano in modo da tentare di isolare la persona con la quale sono in contatto tramite sottili tecniche manipolative. Possono indurre il non-BPD a non credere a ciò che sente da terze persone circa il vissuto del paziente, a non credere a ciò che le viene riferito, fino a minacciare di interrompere la relazione nel caso la "verità" del BPD non venga accettata e così via.
-Il BPD di solito si avvale di menzogne, omissioni nei racconti, mezze verità, ecc. per essere convincente con il non-BPD.
-Il BPD mette nelle mani altrui la propria vita, poi si assume tutti gli onori nel caso qualche risultato venga raggiunto - anche se il merito è attribuibile in larga parte agli altri (es. promozioni sul lavoro, acquisizione di titoli o diplomi) e non vuole assolutamente mettersi in discussione circa questi fatti.
-Se qualcosa è andato storto, invece, cercherà di attribuire le proprie manchevolezze agli altri ribaltandole sugli altri ed incolpando terze persone dei propri fallimenti.
-Nel momento preciso in cui il BPD perde la fiducia altrui e una relazione interpersonale si rompe, le colpe sono sempre degli altri. Non c'e' un ragionamento interno da parte del BPD secondo il quale esso può aver sbagliato.
-La paura dell'abbandono (vero o falso che sia) può concretizzarsi nell'automutilazione o in tentativi o minacce di suicidio.
Tutti questi comportamenti rendono sempre più burrascose le relazioni interpersonali, generano conflitti in luoghi di lavoro, con amici, conoscenti, parenti. Il BPD non viene compreso come elemento disturbato perchè apparentemente ha un comportamento che simula la normalità.

-Il BPD non prova dei veri e propri affetti nei confronti degli altri, anche se li esterna con estrema convinzione: ad esempio un BPD può tenere la foto del proprio non-BPD sul comodino e guardarla la sera, prima di addormentarsi, allo stesso modo con cui un bambino stringe a sè un orsetto di pezza per sentirsi protetto.
-I conflitti portano a grosse sofferenze da parte del BPD: esso sembra sempre incompreso e maltrattato da tutti. Alcuni esperti definiscono questa sofferenza come quella paragonabile ad una scottatura di terzo grado quando noi persone non-BPD abbiamo una semplice scottatura di primo grado.
-Le nuove relazioni stabilite dal BPD vengono create ad arte tramite il lamento, il vittimismo, ecc., per far presa sui nuovi amici o amanti che si ergono ad un ruolo "salvifico" o di difensore, finchè non comprendono per bene la patologia.
-Spesso i BPD che sono dipedenti dai non-BPD, ricorreranno a nuove amicizie o amori per sostituire le persone che se ne vanno. Ricordatevi sempre che il BPD "nel momento in cui il codipendente (non-BPD) se ne va, qualcun altro brillerà davanti ai propri occhi" - voi non-BPD infatti non siete nè utili, unici o indispensabili al BPD - potete essere sostituiti in qualunque momento, nonostante il BPD vi faccia credere che voi siete "i migliori amici, le persone alle quali esso vuole più bene, le più amate e uniche al mondo".
-Essi accuseranno gli ex-mariti, gli ex-amanti o ex-amici inventando delle false accuse. Il fenomeno è noto negli Stati Uniti ove alcuni bambini affetti da BPD si sono rivolti alle linee di aiuto (come quelle del nostro telefono azzurro) accusando i genitori di abusi mai avvenuti.
-Il BPD nel fenomeno di proiezione potrà accusare il non-BPD di essere affetto da disturbo BPD.
-Il BPD potrà ammettere di essere affetto dal disturbo per suscitare pena e compassione nel non-BPD allo scopo di non farsi abbandonare o per sottomettere il non-BPD alle proprie volontà.
Dimostrazione di competenza - Il BPD non soffre a causa di un disturbo intellettivo, ma emotivo. La dimostrazione circa le proprie competenze (ad esempio sul lavoro, studio ecc.) trae in inganno continuamente gli altri. La persona può cercare di attuare qualcosa solamente per dimostrare agli altri che è sano. Manca però la continuità nel tempo; tutto ciò ha quindi un andamento ciclico.
-A volte il BPD può sovraccaricare un non BPD di compiti, e quando questi risolve alcuni problemi poi si offende perchè lo ha fatto - successivamente cercare di arrangiarsi da solo, con risultati più o meno scarsi, nell'adempimento dei propri doveri, per poi ripetere questo ciclo.
Questi aspetti e comportamenti del BPD possono suscitare molti dubbi in chi non ha mai conosciuto una persona affetta da BPD, o addirittura incredulità. Parlando di persone normali o comunque non-BPD siamo tutti indotti a pensare che una persona di questo tipo non esista e che in essa (anche a causa di un condizionamento di tipo religioso e della negazione della malattia, perpetrata per anni in Italia) esistano tratti normali o meglio "un fondo di bontà" tali da far credere a chiunque che possa esistere un rapporto amoroso o di amicizia. In realtà questi tratti esistono: si nota un periodico riaffiorare di qualche buon sentimento, come ad esempio il fatto che il BPD possa in qualche momento essere generoso, grato, riconoscente, ecc. Purtroppo questi eventi sono scossi continuamente dal disturbo, sono rari e non sono oggettivamente e facilmente valutabili se manipolatori o meno. In realtà nel BPD manca una continuità di sentimento e di affetto tale da far configurare una reale e stabile amicizia o un rapporto amoroso.


Cosa provano i non-BPD a stretto contatto con il disturbato
Le persone non-BPD che entrano in un rapporto di una certa intimità con il BPD, nel corso del tempo proveranno i seguenti sentimenti:

si sentiranno usati e manipolati;

saranno costretti a sacrificare i loro bisogni personali in una esistenza dedicata a favore del BPD

non comprenderanno numerose ed assurde situazioni che generano continua tensione emotiva. Ad esempio, una moglie BPD, dopo aver tradito il marito, ha preteso di tornare da lui e ricevere tutta l'attenzione consolatoria e, pur raccontando lo svolgimento di tutti gli avvenimenti, pretendeva che il medesimo non dovesse arrabbiarsi con lei per quanto accaduto. In realtà c'è poco da comprendere o da interpretare: il BPD è una persona purtroppo che non ragiona normalmente, infatti è malata.

Il non-BPD non sa quale sarà il prossimo "pattino da indossare" e se ci sarà o meno "un nuovo scivolone" e quanto gli costerà. Notoriamente i BPD si comportano in modo assurdo, soprattutto nei confronti dei non-BPD coinvolti in relazioni intime, cambiando continuamente idea sulle cose, persone, affetti. Il loro comportamento è imprevedibile e costringe il non-BPD a tentare di calcolare quale sarà la loro prossima mossa e gli effetti che questa avrà su di loro.

Il BPD è un buco nero delle attenzioni e degli affetti. Nulla può colmare questo vuoto. Spesso il BPD ricorre a più non-BPD per compensare la cronica mancanza di affetto o la noia interiore - quindi tendenzialmente ricorre alla manipolazione anche di molti soggetti contemporaneamente per riempire la propria vita o farsi sostituire nell'espletamento di compiti anche facili. Il non-BPD non deve pensare che con il suo affetto potrà guarire il BPD; non serve alcun "orsetto di pezza"; l'unica arma che il non-BPD deve giocare è quella di tentare di indirizzare il BPD da un esperto psicoterapeuta.

Il BPD scarica compiti e responsabilità sugli altri. Il non-BPD si trova investito di alcuni ingrati compiti: accettare in toto e difendere i comportamenti anche assurdi o contraddittori del BPD; alla fine il non-BPD non pensando a sè stesso si sentirà svuotato ed usato.

Codipendenza - La persona non-BPD è ad elevato rischio di codipendenza. Codipendente è colui che sacrifica i propri bisogni personali nel tentativo di salvare il BPD (oppure chi è affetto da problemi di alcol o abusi alimentari). La codipendenza non è una malattia ma uno stato nel quale viene a trovarsi un non-BPD. Il codipendente non ha la forza di uscire dalla relazione con il BPD, ne viene fortemente influenzato, viene isolato dal contesto sociale. Viene chiuso in cicli assurdi che possono durare per anni: si sente tradito e preso in giro, prova rabbia, poi perdona ed il ciclo riparte. Il BPD normalmente sta fermo ad uno degli angoli di questo triangolo maledetto in attesa che il codipendente ci rientri.
Per maggiori informazioni sulla codipendenza, come uscirne, ecc. chiedi il nostro opuscolo Le personalità drammatiche.
Il codipendente è talmente influenzato dal BPD da non rendersi più conto su quale sia la realtà delle cose.
Più permane nel rapporto abusivo di codipendenza e meno sarà in grado di uscirne e maggiore sarà la sofferenza del non-BPD in caso di uscita.

Abbandono, perdono e relazioni amorose o di amicizia intensa con chi è affetto da BPD
Notoriamente secondo numerosi esperti, le persone coinvolte in un rapporto intenso con i BPD presentano numerose difficoltà e dubbi per raggiungere ed accettare l'idea di lasciare il BPD. Ad un certo punto, a causa delle frequenti manipolazioni, esse non accettano più la realtà dei fatti, si sentono perse, non hanno più luogo dove andare. Le ferite psicologiche alle quali sono stati sottoposti per così lungo tempo sono tante e sembrano difficili da rimarginarsi. Il codipendente o il non-BPD può provare i seguenti sentimenti che gli impediscono di allontanarsi dal BPD:

se cerco di allontanarsi cosa accadrà al BPD?
quali sono le reazioni del BPD - cercherà di suicidarsi?
se lo abbandono allora io "sono la persona cattiva" che non ha pensato a lui, quindi ciò che lui afferma è vero.
Ci sono altre e numerose situazioni che potrebbero essere elencate - vediamo di rispondere a questi quesiti principali:

-il non-BPD (salvo che si tratti dei genitori o parenti) non ha un obbligo "a vita" di assistere un BPD. Se si è sacrificato per un certo periodo di tempo e poi ha compreso la patologia, esso ha diritto a riconquistare la sua vita. Ha già fatto molto e di più non può fare.
-il non-BPD non è uno psichiatra o un esperto che può aiutare un BPD; non deve giocare a fare lo psicologo. A volte nemmeno gli psicoterapeuti più qualificati lo possono fare: tanti psicoterapeuti non accettano nemmeno i BPD tra i loro clienti ritenendoli purtroppo quasi "una perdita di tempo" o una faccenda troppo complessa da risolvere (infatti anche l'esperto può subire degli stati di manipolazione).
-l'unica cosa saggia che il non-BPD può fare è di spingere il BPD a curarsi. Nonostante le cure possono esserci dei miglioramenti ma sono pochi i BPD che possono uscire dal loro disturbo.
-se il non-BPD ha deciso di porre fine ad una relazione (che sicuramente è ad esso nociva) lo deve fare in modo fermo e convinto. Non deve più tornare sulle proprie decisioni, anche se il BPD minaccia il suicidio. Nel caso vi fosse un tentativo o una minaccia, il non-BPD deve ricordarsi che questa eventualità è una conseguenza della malattia e non una propria responsabilità.
-al mondo non esistono persone "buone" o "cattive" - se il non-BPD decide di porre fine ad una relazione, non è un "cattivo"; se è arrivato a tale punto significa che ha subito tante manipolazioni o situazioni assurde che esso ha pieno diritto a riacquistare il controllo della prorpia vita.
nessuno deve permettere agli altri di controllare gli aspetti della propria vita. Nessuno può cambiare gli altri. Un cambiamento positivo deve partire dal BPD; egli è responsabile della propria malattia e del fatto di volerne uscire, di accettare o meno le cure.
Abbandonare non significa lasciare il soggetto disturbato in situazioni di odio o rabbia. E' facile provare rancore quando le cose vanno male con le altre persone. L'abbanbono è necessario quando noi reclamiamo il diritto di pensare a noi stessi. Lasciamo gli altri con amore, cioè possibilmente senza rabbia, accettando che il BPD spesso si è comportato male con noi senza cattiveria alcuna. Consideriamo il BPD una persona ammalata che noi non possiamo curare. Accettiamo la realtà dei fatti senza farcene una ragione di vita. Riconosciamo che esistono le persone sane e malate. Per un attimo usciamo dal nostro stato di onnipotenza, secondo il quale basta uno schiocco delle nostre dita e il BPD guarirà - tutto ciò è una fantastica idea inutile. Accettiamo anche il fatto che noi non ne usciamo sconfitti e tantomeno sconfitto non è il BPD; è una partita che si chiude alla pari, senza vincitori o perdenti.

Dopo l'abbandono il non-BPD o codipendente potrà sentirsi perduto, triste, malinconico, svuotato. Esso dovrà ristabilire le amicizie anche perdute, vivere una vita tutta sua, incrementare i propri hobbies - e solo se non riesce a farlo dovrà rivolgersi ad un esperto per un breve ciclo di psicoterapie allo scopo di "tornare in carreggiata". Questo senso di malinconia e tristezza è normale ed è causato da un senso di fallimento e di impotenza di fronte al riconoscimento del disturbo BPD.
Dopo qualche tempo però - queste testimonianze provengono da internet - anche le persone più scoraggiate hanno riconquistato la loro vita, sono state accettate da persone (amici, amiche) comprensive ed affettuose ed hanno imparato quanto sono validi ed importanti questi nuovi affetti nelle loro vite. Si sentono pieni di gioia ed energia perchè sono usciti da un brutto periodo della loro vita; si sentono pieni di cose positive!



C'è ancora molto da dire su questo disturbo ( per sempio le cause, il trattamento ecc) ma avete già molto da leggere;)





Nota: pare che alcuni personaggi famosi hanno sofferto di questo male, tra questi Sylvia Plath, Judy Garland e Marilyn Monroe, da ultimo, la principessa Diana




Ram

alla seconda riga mi son rotto le balle!!!;) ciao Rosa
 
Leggo più tardi con calma, visto che non ne so niente.

Domanda che sorge nello scorrer le prime righe: sicuri che siano solo il 3%?

A dopo (brava Rosabella).
 
Ho letto.

Mi domando sempre quale sia il limite tra la patologia e la "normalità".
Molti degli atteggiamenti descritti mi hanno fatto pensare a persone che conosco, ma siamo ragionevolmente (?) nell'ambito di semplice manipolazione inflitta e subita.

La cosa che più mi ha sorpresa è la difficoltà ad intervenire su un disturbo del genere (salvo riuscire a raccogliere e rimettere insieme i pezzi delle vittime).

Mah! Scienza assai inesatta la psichiatria. Probabilmente ha ragione Frrrrr.

Buonanotte :)
 
Ciao ;)

In questi giorni mi sto occupando di un argomento molto simile , il
narcisismo nella personalita' e nella letteratura di Fitzgerald .
I problemi secondo me sono almeno un paio : borderline e' usato sempre piu' frequentemente e sempre piu' vagamente , e' un termine troppo alla moda .
E poi , al confine di cosa ?
Di quale patologia ?

Il narcisismo , in senso freudiano , e' l'incapacita' di amare se' stessi e gli altri . L'amore che non si riesce a dare ritorna all'Io sotto forma di odio .
Ad esempio Gatsby che , scoprendo di non amare Daisy , preferisce farsi uccidere da un meccanico con il quale non ha mai avuto niente a che fare .
Il narcisista , per questo motivo , rifiuta l'amore degli altri , pur sentendone il bisogno , perche' vede riflessa in quell'amore la propria pochezza di essere umano .
Egli vive una tragedia difficilmente concepibile .

C'e' un'altra cosa da dire : di solito Narciso e' piu' affascinante della media e le donne narcisiste fanno impazzire gli uomini
( almeno me ) . Freud crede che questo fascino sia dovuto al loro senso di superiorita' ai corsi della vita e alla loro inaccessibilita' .
 
Scritto da Rosaram



C'è ancora molto da dire su questo disturbo ( per sempio le cause, il trattamento ecc) ma avete già molto da leggere;)


Ram

Sulle cause direi i genitori , magari affetti a loro volta da narcisisimo .
Sul trattamento continuo a leggere dell'impossibilita' di guarire , a parte uno psicanalista , di cui non ricordo il nome , che propone una cura a " base di soddisfazione di bisogni ".
 
Scritto da zec
Ciao ;)

In questi giorni mi sto occupando di un argomento molto simile , il
narcisismo nella personalita' e nella letteratura di Fitzgerald .
I problemi secondo me sono almeno un paio : borderline e' usato sempre piu' frequentemente e sempre piu' vagamente , e' un termine troppo alla moda .
E poi , al confine di cosa ?
Di quale patologia ?

Il narcisismo , in senso freudiano , e' l'incapacita' di amare se' stessi e gli altri . L'amore che non si riesce a dare ritorna all'Io sotto forma di odio .
Ad esempio Gatsby che , scoprendo di non amare Daisy , preferisce farsi uccidere da un meccanico con il quale non ha mai avuto niente a che fare .
Il narcisista , per questo motivo , rifiuta l'amore degli altri , pur sentendone il bisogno , perche' vede riflessa in quell'amore la propria pochezza di essere umano .
Egli vive una tragedia difficilmente concepibile .

C'e' un'altra cosa da dire : di solito Narciso e' piu' affascinante della media e le donne narcisiste fanno impazzire gli uomini
( almeno me ) . Freud crede che questo fascino sia dovuto al loro senso di superiorita' ai corsi della vita e alla loro inaccessibilita' .

Ciao :)
Credo che la psicanalisi a partire dal grande Freud e pure la psicologia abbiano portato e portino tuttora grandi contributi nel cercare di spiegare e capire i comportamenti umani e ritengo utile il parlarne diffusamente. Penso però che ci voglia molta prudenza nella diagnosi di malattie, che possono essere presunte, e che sono oggettivamente molto difficili da diagnosticare perfino con l'apporto delle sempre crescenti scoperte della neurologia, neurobiologia, biologia molecolare ecc.. e il contributo di mezzi diagnostici sempre più sofisticati non invasivi che permettono di ricostruire varie immagini del cervello.

Anche perché dalla diagnosi viene spesso intrapresa una cura, che se sbagliata, può solo arrecare danni maggiori.
Penso che vada ben distinto quello che può essere solo un comportamento diverso da una vera e propria patologia.
Ciao
PS Ciao Maffi :)
 
Scritto da FR
Ciao :)
Penso però che ci voglia molta prudenza nella diagnosi di malattie, che possono essere presunte, e che sono oggettivamente molto difficili da diagnosticare perfino con l'apporto delle sempre crescenti scoperte della neurologia, neurobiologia, biologia molecolare ecc.. e il contributo di mezzi diagnostici sempre più sofisticati non invasivi che permettono di ricostruire varie immagini del cervello.

Anche perché dalla diagnosi viene spesso intrapresa una cura, che se sbagliata, può solo arrecare danni maggiori.
Penso che vada ben distinto quello che può essere solo un comportamento diverso da una vera e propria patologia.
Ciao
PS Ciao Maffi :)

Ciao :)

Sono assolutamente d'accordo . Infatti ho sottolineato come troppo spesso sentiamo parlare di borderline o narcisismo in maniera del tutto approssimativa .
Non essendo nemmeno lontanamente un medico non oserei mai dare del " confinante " a qualcuno .
Posso dirti pero' che , poiche' sono molto impressionabile , in questo periodo sono convinto di essere un narcisista : i sintomi ce li ho tutti !
Amo chi so non mi amera' mai , fuggo da chi mi ama .

Poi non bisogna confondere il narcisismo con la cultura dell'individuo , ne' con il materialismo , ne' con le forme di autocoscienza e nemmeno con l'egoismo oppure il culto della propria immagine .
C'e' , secondo me , una strana coincidenza fra la nostra era
( indubbiamente dell'apparenza ) e gli studi sul narcisismo . Purtroppo le due cose vengono confuse ma non hanno nemmeno un rapporto di familiarita' fra loro .
E' piu' vero che sono cose opposte ; il narcisista non cura la propria apparenza che pure potrebbe migliorarne i rapporti con il mondo ( che attualmente sembra richiedrelo ) .
E non voglio parlare dello stile finto-trasandato che vedi nelle universita' , che gioca semplicemente sul contrario del modello
" elegante " o " griffato " , salvo poi avere tutti scarpe Nike .
Ci sarebbe da discutere poi dell'insistenza con la quale gli stati si preoccupano della salute fisica . Oh ! il narcisista non vuole sentirne parlare , non sente il bisogno di durare piu' a lungo per dare o ricevere piu' amore .

Poi , ancora : l'uomo-naturalmente- ama ?
E se fosse che il narcisista ritiene troppo poco l'amore che vede dare e ricevere ? Non puo' essere che forse e' semplicemente alla ricerca di un amore piu' profondo ( ma purtroppo inesistente ) ?

La sensazione di elezione , di storia d'amore diversa e privilegiata la sentono tutti ?
Se io scrivo un romanzo d'amore voglia che sia quasi
" sovrumano " , principalmente per rispetto della persona che amo ed eleggo .
Vedo gli altri amarsi e mi dico , tutto qua ?
Ma poi mi accorgo che tutto il mio amore e' inesprimibile e vengono fuori liti ed incomprensioni e mutismi .
Forse , ancora , sono io il frutto che non mantiene la promessa del fiore , e la mia amante credeva di amare un'altra persona .
Oppure e' la mia amante che non ha mantenuto la promessa , ma perche' molte cose in lei non erano altro che le mie .

Non sono problemi da poco e toccano direttamente il problema borderline o narcisisimo .
Pero' ho la sensazione che se l'obiettivo sia liberarsi di un malessere e' meglio certe cose farle rimanere tabu' .



:)

Ps

Il tabu' piu' efficace e' il parlarne tanto , a vanvera .
 
Scritto da zec
Ciao :)

Sono assolutamente d'accordo . Infatti ho sottolineato come troppo spesso sentiamo parlare di borderline o narcisismo in maniera del tutto approssimativa .
Non essendo nemmeno lontanamente un medico non oserei mai dare del " confinante " a qualcuno .
Posso dirti pero' che , poiche' sono molto impressionabile , in questo periodo sono convinto di essere un narcisista : i sintomi ce li ho tutti !
Amo chi so non mi amera' mai , fuggo da chi mi ama .

Poi non bisogna confondere il narcisismo con la cultura dell'individuo , ne' con il materialismo , ne' con le forme di autocoscienza e nemmeno con l'egoismo oppure il culto della propria immagine .
C'e' , secondo me , una strana coincidenza fra la nostra era
( indubbiamente dell'apparenza ) e gli studi sul narcisismo . Purtroppo le due cose vengono confuse ma non hanno nemmeno un rapporto di familiarita' fra loro .
E' piu' vero che sono cose opposte ; il narcisista non cura la propria apparenza che pure potrebbe migliorarne i rapporti con il mondo ( che attualmente sembra richiedrelo ) .
E non voglio parlare dello stile finto-trasandato che vedi nelle universita' , che gioca semplicemente sul contrario del modello
" elegante " o " griffato " , salvo poi avere tutti scarpe Nike .
Ci sarebbe da discutere poi dell'insistenza con la quale gli stati si preoccupano della salute fisica . Oh ! il narcisista non vuole sentirne parlare , non sente il bisogno di durare piu' a lungo per dare o ricevere piu' amore .

Poi , ancora : l'uomo-naturalmente- ama ?
E se fosse che il narcisista ritiene troppo poco l'amore che vede dare e ricevere ? Non puo' essere che forse e' semplicemente alla ricerca di un amore piu' profondo ( ma purtroppo inesistente ) ?

La sensazione di elezione , di storia d'amore diversa e privilegiata la sentono tutti ?
Se io scrivo un romanzo d'amore voglia che sia quasi
" sovrumano " , principalmente per rispetto della persona che amo ed eleggo .
Vedo gli altri amarsi e mi dico , tutto qua ?
Ma poi mi accorgo che tutto il mio amore e' inesprimibile e vengono fuori liti ed incomprensioni e mutismi .
Forse , ancora , sono io il frutto che non mantiene la promessa del fiore , e la mia amante credeva di amare un'altra persona .
Oppure e' la mia amante che non ha mantenuto la promessa , ma perche' molte cose in lei non erano altro che le mie .

Non sono problemi da poco e toccano direttamente il problema borderline o narcisisimo .
Pero' ho la sensazione che se l'obiettivo sia liberarsi di un malessere e' meglio certe cose farle rimanere tabu' .



:)

Ps

Il tabu' piu' efficace e' il parlarne tanto , a vanvera .

Ciao Zec:), ho trovato interessante quello che scrivi perché è il modo, vissuto sulla tua pelle, di sentire quella situazione di disagio nel rapporto con gli altri e in particolare con la persona che ami o che credi di amare e lo hai fatto in una maniera bella e significativa, con una buona dose d'ironia.

Non sono un medico e la mia è, sull'argomento, una curiosità intellettuale, nell'intento di capire meglio noi stessi e comprendere quali sono quei legacci che ostacolano l'empatia, la comprensione delle sofferenze altrui, e l'instaurarsi di rapporti soddisfacenti in cui l'amore dovrebbe giocare il ruolo principale.

Il significato di narcisismo sin dalla sua origine mitologica ha avuto interpretazioni diverse e tuttora gli studiosi del settore a partire da Freud non sono d'accordo sui contenuti da dargli.

L'American Psychiatric Association propone nove criteri diagnostici, dei quali almeno cinque devono essere presenti per formulare diagnosi di personalità narcisistica: 1) reazione alle critiche con rabbia, vergogna o umiliazione; 2) tendenza a sfruttare gli altri per i propri interessi; 3) grandiosità, cioè sensazione di essere importanti, anche in modo immeritato; 4) il sentirsi unici o speciali, e compresi solo da certe persone; 5) fantasie di illimitato successo, potere, amore, bellezza, ecc.; 6) sentirsi in diritto di meritare privilegi più degli altri; 7) eccessive richieste di attenzione o ammirazione; 8) mancanza di empatia verso i problemi delle altre persone; 9) persistente invidia.

Comunque penso che tutto vada preso con grande prudenza e con lo spirito critico che sempre ci dovrebbe caratterizzare.

:)
 
Per approfondimenti......

.......le scuole moderne hanno affrontato queste patologie più nella logica dell'intervento che non in quella più tradizionale psicoanalitica della comprensione e diagnosi.
nei disturbi relazionali, comportali e della personalità è spesso più rapido ed efficace agire verso il cambiamento prescindendo dalla diagnosi e dall'origine del problema.

Questo è l'annoso dibattito che contrappone la psicanalisi alle terapie cognitivo comportamentali. Un approccio più recente è quello strategico.

per approfondimenti:

http://www.problemsolvingstrategico.it/
 
Mah, io non ho ancora capito se sono borderline, nella mierda più totale o sano come un pesce.
Intanto mi è appena arrivata la fattura del pissichiatra...
:)
 
"LA SALUTE DELLA MENTE" prefazione di giovanni B. cassano
riconoscere, prevenire e curare i disturbi mentali
longanesi & c. lo trovi al mercatino dei libri usati a circa euros 17.00

ciao e buona lettura !!!!!

io sono sano !!!!!:D :D :D :D :D :D :D :D :D :D
 
So che Cassano è psichiatra di primissima qualità ma ho sempre diffidato dai libri che trattano argomenti di medicina, anche perché dopo che ne leggo uno mi si riproducono esattamente i sintomi in esso descritti.
 
Scritto da Scardanelli
So che Cassano è psichiatra di primissima qualità ma ho sempre diffidato dai libri che trattano argomenti di medicina, anche perché dopo che ne leggo uno mi si riproducono esattamente i sintomi in esso descritti.

Anch'io !!! Non leggo mai articoli approfonditi su malattie e sintomi vari...... poi me li sento tutti ! :D

[Anche questo 3d ho letto una riga si e 10 non]
 
Re: Re: Personalità borderline.

Scritto da bluck
alla seconda riga mi son rotto le balle!!!;) ciao Rosa
Potresti dirmi come è andata a finire,mi sono addormentato a metà.Ciao anche lui è rosa.
 

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