pf: bilancio 2002

FaGal

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12 maggio 2003
In aumento le radiazioni
Nel 2002 meno sanzioni, ma più severe, nei confronti dei pf


Rispetto al 2001 lo scorso anno sono complessivamenti diminuiti i provvedimenti sanzionatori e cautelari emessi dalla Consob
nei confronti dei promotori finanziari. Considerando, infatti, tutte le tipologie previste dalla normativa di settore (richiamo, radiazione, sospensione dall'albo a tempo determinato, sanzione pecuniaria) si è passati dai 178 provvedimenti del 2001 e ai 165 del 2002. Una complessiva diminuzione coerente con quella linea di tendenza che si era già manifestata negli anni scorsi. Infatti, se si guardano le annate passate, il trend dei provvedimenti è discendente a partire dal 1998 quando il totale delle sanzioni è stato di 246, per diminuire a quota 201 nel 1999, per risalire leggermente a quota 208 nel 2000 e ridiscendere sensibilmente nel 2001. Secondo la stessa Consob, se questo trend sembra correlato nel 2002 alla flessione complessiva dell'attività di intermediazione finanziaria registratasi nell'anno, più in generale è certamente il segnale dell'accresciuta maturità raggiunta dal settore, oltre che alla maggiore efficacia degli strumenti di controllo messi a punto dagli intermediari. Non vanno neppure trascurati da un lato i codici di deontologia professionale predisposti dalle associazioni di categoria (Anasf per i promotori finanziari e Assoreti per le società che operano sul mercato mediante reti di promotori) e a una più efficace diffusione delle informazioni riguardanti l'applicazione delle sanzioni adottate dalla Commissione nei confronti dei promotori. Tuttavia, da questo punto di vista va ricordato che per alcuni provvedimenti tra cui la radiazione dall'albo, la sanzione più grave che può essere comminata a un professionista, i terzi ne prendono conoscenza solo quando il provvedimento viene notificato all'interessato. E questo può non essere immediato se la persona è contumace e quindi libera di continuare a commettere
pesanti infrazioni a danno dei risparmiatori. Per quanto riguarda, invece, gli altri provvedimenti, la notizia viene data mediante la pubblica zione sul bollettino Consob. Se per quanto riguarda gli intermediari gran parte delle contestazioni hanno riguardato aspetti relativi alla strutturazione e controllo della rete di distribuzione dei prodotti e servizi di investimento, al rispetto del principio della separazione patrimoniale, allo svolgimento dei servizi di investimento a distanza tramite la rete Internet e all'accesso diretto ai mercati da parte della clientela, per quanto riguarda i promotori finanziari, a fronte di un trend decrescente
dei provvedimenti sanzionatori, le radiazioni hanno registrato una crescita. Nel 2002 questa tipologia di provvedimenti è aumentata di oltre il 61%, passando da 36 nel 2001 a 58 nel 2002 e sono state trasmesse all'autorità giudiziaria 72 segnalazioni relative a ipotesi di reato connesse all'esercizio dell'attività. In un anno particolarmente difficile sul fronte dei mercati e in cui la delusione dei risparmiatori per talune scelte di investimento ha senza dubbio raggiunto l'apice, forse non tutti i promotori si sono mossi nel rispetto delle regole. In realtà questo aumento, secondo la stessa Consob, è connesso a isolati comportamenti illeciti relativi a un'operatività parallela, posta in essere dal promotore al di fuori del mandato conferitogli, iniziata
nel periodo di euforia del mercato borsistico e che poi è venuta alla luce essenzialmente a causa della perdurante congiuntura negativa. E poi non va trascurato anche il fatto che nel 2002 possono essersi conclusi una serie di procedimenti che erano stati avviati negli anni precedenti. Lucilla Incorvati

il sole 24 ore
12 maggio 2003
 
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12 maggio 2003
"La categoria dei promotori è sana: chi fa il furbo viene punito

Per ogni risparmiatore tradito, c’è un venditore che non ha saputo esser troppo chiaro. O che, nei casi limite, era in malafede. Nelle storie di ordinaria scontentezza che popolano le statistiche della Consob sui reclami - e che Luigi Spaventa, il presidente della Commissione di vigilanza, ha citato martedì scorso nella sua relazione annuale - c’è spesso alle spalle un rapporto commerciale tra risparmiatori e consulenti che non ha funzionato a dovere. E così anche i professionisti della consulenza finanziaria, i promotori, sono finiti spesso nel mirino della pubblica critica. Elio Conti Nibali, presidente dell’Anasf, l’associazione di categoria, ha accettato allora di fare il punto della situazione. Ragionando sul futuro possibile di un mercato più maturo. Da parte di chi vende, ma anche di chi compra.
Le storie venute alla ribalta negli ultimi tempi in alcuni casi non fanno onore alla categoria. Il promotore finanziario non dovrebbe essere l'uomo di fiducia del risparmiatore?
«Sicuramente lo è. Il dovere del promotore è proprio quello di aiutare chi non è tecnicamente preparato a scegliere la forma d'investimento più idonea. E per fare questo, prima di sottoporre al cliente la soluzione adeguata, ha l'obbligo di raccogliere tutte le informazioni che possono disegnare il suo identikit finanziario. Dalle esigenze di breve respiro, ai piani di lungo termine».
Poi però deve informare adeguatamente il cliente sulle caratteristiche e i rischi dei prodotti proposti...
«Certamente sì. Questo è un altro preciso dovere del promotore».
E se non lo fa?
«Se un promotore finanziario vìola le regole di comportamento previste da leggi e regolamenti è punito con sanzioni che vanno dalla sospensione temporanea dall’attività, fino alla radiazione dall'albo».
Un deterrente finora poco efficace considerati i sempre più frequenti episodi di risparmi traditi...
«I comportamenti patologici riguardano solo pochi casi isolati. La nostra categoria, nel suo complesso, è assolutamente corretta. Tanto è vero che dalla relazione annuale della Consob si evince che le sanzioni inflitte ai promotori, nel corso del 2002, sono state solo 165 su un totale di oltre 65 mila iscritti all'albo».
Come giudica allora i promotori che hanno collocato prodotti molto interessanti per la società di cui erano dipendenti e molto dannosi per i clienti a cui li hanno consigliati?
«E' giusto che questi casi siano individuati e che le responsabilità siano accertate singolarmente. Non è però giusto sparare nel mucchio su una categoria di professionisti. I problemi vanno affrontati correttamente. Se il prodotto è giudicato poco trasparente, le responsabilità andranno accertate in primo luogo in chi l'ha autorizzato, poi in chi l'ha ideato e successivamente in chi l'ha distribuito».
L'Anasf cosa fa per vigilare sulla deontologia professionale dei promotori finanziari iscritti all’associazione?
«L'associazione è da tempo impegnata perché ci sia la massima trasparenza e correttezza nel rapporto con il cliente. Dal 1998 abbiamo anche adottato un codice deontologico che mette al primo posto l'interesse del risparmiatore. Per rendere effettiva l'osservanza del codice, l’Anasf ha varato anche un regolamento d'autodisciplina al quale tutti gli iscritti devono obbligatoriamente sottostare. Per chi trasgredisce sono previste sanzioni severe che arrivano fino alla radiazione dall'associazione».
Che cosa si sentirebbe di consigliare ai risparmiatori scoraggiati dalle bruciature e preoccupati per la non facile situazione dei mercati finanziari?
«Raccomanderei a tutti di non farsi abbagliare da prodotti che promettono rendimenti mirabolanti o con caratteristiche palesemente fuori mercato. E verificare che rispondano effettivamente alle proprie esigenze rivolgendosi con fiducia a professionisti iscritti all'albo. A professionisti seri e affidabili che investono sulla propria preparazione».

Corriere della sera
12 maggio 2003
 
Re: ...

Scritto da redon
12 maggio 2003
"La categoria dei promotori è sana: chi fa il furbo viene punito

....dalla relazione annuale della Consob si evince che le sanzioni inflitte ai promotori, nel corso del 2002, sono state solo 165 su un totale di oltre 65 mila iscritti all'albo»...
Corriere della sera
12 maggio 2003

Prima osservazione:

il rapporto tra la sanzioni inflitte ai PF deve essere effetuato con il totale dei PF in attività (o in mandato) e non sul totale dei PF iscritti all'Albo, alla luce di una incidenza dei senza mandato sul totale di quasi il 40% (dati Assoreti al 31.03.2003).

Seconda osservazione:

credo sia più importante calcolare il danno patrimoniale causato ai propri clienti dai PF sanzionati piuttosto che rallegrarsi del loro numero non statisticamente significativo.

Saluti.
 
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è venuto il momento in cui i danni si pesano non si contano...hai ragione anche tu
:D :D
 
Re: ...

Scritto da redon
è venuto il momento in cui i danni si pesano non si contano...hai ragione anche tu
:D :D

Ammesso di essere in grado di rapportarli ai patrimoni sotto gestione dalla categoria e verificare il rapporto di confronto con funzionari di Banca e Dottori Commercialisti sprovveduti.
Solo allora avremmo un indice veritiero che faccia luce sulla figura di chi lavora con i soldi dei risparmiatori.
Francamente sono un pò scettico però...........................


:p :p :p
 
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Per ogni risparmiatore tradito, c’è un venditore che non ha ...


Per ogni risparmiatore tradito, c’è un venditore che non ha saputo esser troppo chiaro. O che, nei casi limite, era in malafede. Nelle storie di ordinaria scontentezza che popolano le statistiche della Consob sui reclami - e che Luigi Spaventa, il presidente della Commissione di vigilanza, ha citato martedì scorso nella sua relazione annuale - c’è spesso alle spalle un rapporto commerciale tra risparmiatori e consulenti che non ha funzionato a dovere. E così anche i professionisti della consulenza finanziaria, i promotori, sono finiti spesso nel mirino della pubblica critica. Elio Conti Nibali, presidente dell’Anasf, l’associazione di categoria, ha accettato allora di fare il punto della situazione. Ragionando sul futuro possibile di un mercato più maturo. Da parte di chi vende, ma anche di chi compra.
Le storie venute alla ribalta negli ultimi tempi in alcuni casi non fanno onore alla categoria. Il promotore finanziario non dovrebbe essere l'uomo di fiducia del risparmiatore?
«Sicuramente lo è. Il dovere del promotore è proprio quello di aiutare chi non è tecnicamente preparato a scegliere la forma d'investimento più idonea. E per fare questo, prima di sottoporre al cliente la soluzione adeguata, ha l'obbligo di raccogliere tutte le informazioni che possono disegnare il suo identikit finanziario. Dalle esigenze di breve respiro, ai piani di lungo termine».
Poi però deve informare adeguatamente il cliente sulle caratteristiche e i rischi dei prodotti proposti...
«Certamente sì. Questo è un altro preciso dovere del promotore».
E se non lo fa?
«Se un promotore finanziario vìola le regole di comportamento previste da leggi e regolamenti è punito con sanzioni che vanno dalla sospensione temporanea dall’attività, fino alla radiazione dall'albo».
Un deterrente finora poco efficace considerati i sempre più frequenti episodi di risparmi traditi...
«I comportamenti patologici riguardano solo pochi casi isolati. La nostra categoria, nel suo complesso, è assolutamente corretta. Tanto è vero che dalla relazione annuale della Consob si evince che le sanzioni inflitte ai promotori, nel corso del 2002, sono state solo 165 su un totale di oltre 65 mila iscritti all'albo».
Come giudica allora i promotori che hanno collocato prodotti molto interessanti per la società di cui erano dipendenti e molto dannosi per i clienti a cui li hanno consigliati?
«E' giusto che questi casi siano individuati e che le responsabilità siano accertate singolarmente. Non è però giusto sparare nel mucchio su una categoria di professionisti. I problemi vanno affrontati correttamente. Se il prodotto è giudicato poco trasparente, le responsabilità andranno accertate in primo luogo in chi l'ha autorizzato, poi in chi l'ha ideato e successivamente in chi l'ha distribuito».
L'Anasf cosa fa per vigilare sulla deontologia professionale dei promotori finanziari iscritti all’associazione?
«L'associazione è da tempo impegnata perché ci sia la massima trasparenza e correttezza nel rapporto con il cliente. Dal 1998 abbiamo anche adottato un codice deontologico che mette al primo posto l'interesse del risparmiatore. Per rendere effettiva l'osservanza del codice, l’Anasf ha varato anche un regolamento d'autodisciplina al quale tutti gli iscritti devono obbligatoriamente sottostare. Per chi trasgredisce sono previste sanzioni severe che arrivano fino alla radiazione dall'associazione».
Che cosa si sentirebbe di consigliare ai risparmiatori scoraggiati dalle bruciature e preoccupati per la non facile situazione dei mercati finanziari?
«Raccomanderei a tutti di non farsi abbagliare da prodotti che promettono rendimenti mirabolanti o con caratteristiche palesemente fuori mercato. E verificare che rispondano effettivamente alle proprie esigenze rivolgendosi con fiducia a professionisti iscritti all'albo. A professionisti seri e affidabili che investono sulla propria preparazione».

Patrizia Puliafito
Corriere della sera 12 maggio 2003
 
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