Più studio meno trading

bandit

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Devo dire che mi sto trovando molto bene con questi trading system...

Cioè non è che guadagno ma passo parecchio tempo a ottimizzare, cambiare, provare, riprovare, ragionare...

Tra un backtesting e un altro se ne vanno giornate intere.
A volte lancio il Bt e il mio calcolatore p4-2400 ragiona per buoni 10 min ... c'è il tempo di farsi anche un caffè.

Ormai ho la consapevolezza di aver acquisito una sorta di tossico-dipendenza (forse è più appropriato vizio ma rende meno l'idea)

Ci vorranno mesi prima che riesca ad ottenere un TS decente (almeno sulla carta), ed ho un sacco di libri da leggere...

Non è che ci creda molto ma il positivo di tutto questo è che più studio meno trado, meno trado meno perdo...:D

Questi TS hanno il potere di soddisfare "la dose quotidiana" senza effetti collaterali, è questo mi sembra "non male" anzi decisamente positivo.

Ciao a tutti.
 
Scritto da bandit
Cioè non è che guadagno ma passo parecchio tempo a ottimizzare, cambiare, provare, riprovare, ragionare...
... e confonderti le idee, aggiungerei.
generalmente questa fase la si vive dopo aver accusato grosse perdite, o quando non si ha fiducia nelle proprie capacità o conoscenze, ma spero che non sia il tuo caso.
va benissimo lo studio, malissimo la backtesting-dipendenza, è come cercare il sacro graal ed alla fine quando credi di averlo trovato scopri che è un falso, e magari fabbricato a Parma, neanche a Napoli.
ma lo sai che guadagnavo di più quando tracciavo i grafici a mano tirando righe dritte sulla carta millimetrata con le sole quotazioni di chiusura che leggevo sui giornali e non sapevo neppure cos'era una media mobile ?
ahh, che nostalgia !
ciao
 
Re: Re: Più studio meno trading

Scritto da sciabola
... e confonderti le idee, aggiungerei...

Ciao Sciabola,
le idee sono più confuse che mai, la sfiducia nelle proprie possibilità è ai massimi livelli, le perdite sono sempre state contenute per un innata prudenza misto ad un elementare money management.

Sono convinto anche io che i TS vanno presi con molta diffidenza, apposta dico che ci vuole molto tempo, ammesso che mai riesca io a farne uno buono.

Volevo semplicemente far notare un lato ottimo dei TS, almeno per me.
Assodato che dopo che uno ci ha perso tanto tempo, si è appassionato alla materia, e in qualche modo è diventato un "drogato", il solo studio sui libri non è appicabile, perche rende i mercati troppo lontani, il backtesting forse non serve a nulla ma fa cadere tante convinzioni sbagliate oltre a crearne di fittizie.
Ma quello che ha di veramente buono è che non si paga.:)

Non capisco il discorso della carta millimetrata, se guadagnavi di più cosi perche non procedi come facevi prima?

Ciao.
 
meno trading, però anche meno possibilità di guadagno
 
Re: Re: Più studio meno trading

Scritto da sciabola
... e confonderti le idee, aggiungerei.
generalmente questa fase la si vive dopo aver accusato grosse perdite, o quando non si ha fiducia nelle proprie capacità o conoscenze, ma spero che non sia il tuo caso.
va benissimo lo studio, malissimo la backtesting-dipendenza, è come cercare il sacro graal ed alla fine quando credi di averlo trovato scopri che è un falso, e magari fabbricato a Parma, neanche a Napoli.
ma lo sai che guadagnavo di più quando tracciavo i grafici a mano tirando righe dritte sulla carta millimetrata con le sole quotazioni di chiusura che leggevo sui giornali e non sapevo neppure cos'era una media mobile ?
ahh, che nostalgia !
ciao

Attacchi shakewill, ma sotto sotto mi sa che sei un pò ganniano pure tu.:D
Ciao.
 
Re: Re: Re: Più studio meno trading

Scritto da bandit
Ciao Sciabola,
le idee sono più confuse che mai, la sfiducia nelle proprie possibilità è ai massimi livelli, le perdite sono sempre state contenute per un innata prudenza misto ad un elementare money management.

Sono convinto anche io che i TS vanno presi con molta diffidenza, apposta dico che ci vuole molto tempo, ammesso che mai riesca io a farne uno buono.

Volevo semplicemente far notare un lato ottimo dei TS, almeno per me.
Assodato che dopo che uno ci ha perso tanto tempo, si è appassionato alla materia, e in qualche modo è diventato un "drogato", il solo studio sui libri non è appicabile, perche rende i mercati troppo lontani, il backtesting forse non serve a nulla ma fa cadere tante convinzioni sbagliate oltre a crearne di fittizie.
Ma quello che ha di veramente buono è che non si paga.:)

Non capisco il discorso della carta millimetrata, se guadagnavi di più cosi perche non procedi come facevi prima?

Ciao.

Ciao bandit, ho riflettuto su ciò che hai scritto. Riguardo allo studiare non ti può fare che bene. Certamente, approfondire le proprie conoscenze non è tempo sprecato. Occorre, però, selezionare le cose per le quali vale la pena impegnarsi.
Se l’obiettivo del tuo studio e della tua ricerca è di arrivare a costruire un TS che ti aiuti a battere costantemente il Mercato o ti sostituisca in questo (in pratica fare soldi nel lungo periodo), allora stai sprecando il tuo tempo. Non te la prendere: è un’opinione e come tale opinabile. Poi io non ho alcun’esperienza per giudicare i TS e sono certo che tanti usandoli riescono a viverci. Ma, secondo me, riuscirebbero a viverci meglio non usandoli). Le cose che affermo sono frutto della mia piccola esperienza e dell’esperienza d’altri cui ho attinto attraverso la lettura. Quando affermo che sprechi il tuo tempo non penso per nulla che ciò sia dovuto ad una tua incapacità, ma perché penso (sarei felice di essere smentito) che nessuno è ancora riuscito a costruire tali “miracolose macchinette”.
Se, invece, vuoi mettere a punto un TS (macchinetta) che ti permetta di dimostrare che il tuo sistema, valutato su una serie storica, poniamo di 2,5, o 10 anni ti ha permesso utili sulla carta stratosferici, con l’intento magari di venderlo (in questo caso ti consiglio di esagerare sul prezzo vendita: TS che costano centinai d’Euro è diffide venderli; quelli che costano miglia d’Euro è più facile piazzarli perché più credibili), allora continua pure nei tuoi sforzi perché alla fine ne sono certo ci riuscirai e ciò potrebbe rivelarsi una buona fonte di reddito. Sono tanti quelli vivono vendendo TS e/o segnali operativi.
Tutti sappiamo che l’analisi dei mercati non è una scienza e pertanto non può essere racchiusa in formule, infatti, è definita un’arte. La scienza non si può sostituire all’arte. Certamente la può migliorare. Ti do la mia definizione d’analisi tecnica con l’auspicio che serva almeno come punto di riflessione. Solo tu puoi scegliere ascoltando i pro e i contro cosa si adatta meglio per te e per il tuo stile di trading.
L’analisi tecnica è un’arte. Essa coinvolge una combinazione di variabili così numerose e complesse che nessuna quantità predeterminata di istruzioni può portare i prezzi ad un obiettivo certo. Ogni volta che l’azione dei prezzi muove, le influenze che agiscono su di essa sono differenti da quelle che hanno agito in ogni altra occasione; e, l’azione dei prezzi reagisce a ciascuna di esse.

La risposta di ubu “meno trading però anche meno possibilità di guadagno” è un po’ semplicistica. Non è la frequenza con la quale entriamo nelle operazioni che ci permetterà di guadagnare. Piuttosto, il contrario. Perché più entriamo più ci mettiamo a rischio. Una corretta selezione delle operazioni ci permetterà maggiori guadagni. La saggezza suggerisce che dovremo essere molto cauti nel selezionare le operazioni. La chance di successo deve essere la più alta possibile. Disciplina operativa, autocontrollo e flessibilità sono le chiavi per far bene nel trading. Ma queste sono cose dette e ridette. Un saluto a tutti.

Sencho
 
Riguardo allo studiare non ti può fare che bene. Certamente, approfondire le proprie conoscenze non è tempo sprecato. Occorre, però, selezionare le cose per le quali vale la pena impegnarsi.

Sicuramente, la selezione è la parte più difficile anche perche quando inizi la lettura o lo studio di un libro, non sai mai se contiene cose interessanti fin quando non è finito.

Se l’obiettivo del tuo studio e della tua ricerca è di arrivare a costruire un TS che ti aiuti a battere costantemente il Mercato o ti sostituisca in questo (in pratica fare soldi nel lungo periodo), allora stai sprecando il tuo tempo. Non te la prendere: è un’opinione e come tale opinabile. Poi io non ho alcun’esperienza per giudicare i TS e sono certo che tanti usandoli riescono a viverci. Ma, secondo me, riuscirebbero a viverci meglio non usandoli). Le cose che affermo sono frutto della mia piccola esperienza e dell’esperienza d’altri cui ho attinto attraverso la lettura. Quando affermo che sprechi il tuo tempo non penso per nulla che ciò sia dovuto ad una tua incapacità, ma perché penso (sarei felice di essere smentito) che nessuno è ancora riuscito a costruire tali “miracolose macchinette”.

E' ovvio che l'obiettivo è costruire la "macchina dei soldi", anche io sono molto scettico sulla possibilità di costruire un TS decente, figurati per me che non sono neanche bravo nel programmare...
Se la costruzione di questa fantomatica macchina dei soldi mi occuperà abbastanza facendomi "non operare" e soddisfando contemporaneamente la mia passione lo considererò già un successo.

Se, invece, vuoi mettere a punto un TS (macchinetta) che ti permetta di dimostrare che il tuo sistema, valutato su una serie storica, poniamo di 2,5, o 10 anni ti ha permesso utili sulla carta stratosferici, con l’intento magari di venderlo (in questo caso ti consiglio di esagerare sul prezzo vendita: TS che costano centinai d’Euro è diffide venderli; quelli che costano miglia d’Euro è più facile piazzarli perché più credibili), allora continua pure nei tuoi sforzi perché alla fine ne sono certo ci riuscirai e ciò potrebbe rivelarsi una buona fonte di reddito. Sono tanti quelli vivono vendendo TS e/o segnali operativi.

NON VOGLIO VENDERE UNA MAZZA!!!
Io voglio costruire (o provare a farlo) un mio Ts ed ottimizzarlo sugli ultimi 5-6 mesi e poi ogni mese ottimizzarlo di nuovo (sempre su base 5-6 mesi) aprire gli orizzonti a 2 e 5 anni per me è una follia che la 1/2 basta.

Tutti sappiamo che l’analisi dei mercati non è una scienza e pertanto non può essere racchiusa in formule, infatti, è definita un’arte. La scienza non si può sostituire all’arte. Certamente la può migliorare. Ti do la mia definizione d’analisi tecnica con l’auspicio che serva almeno come punto di riflessione. Solo tu puoi scegliere ascoltando i pro e i contro cosa si adatta meglio per te e per il tuo stile di trading.
L’analisi tecnica è un’arte. Essa coinvolge una combinazione di variabili così numerose e complesse che nessuna quantità predeterminata di istruzioni può portare i prezzi ad un obiettivo certo. Ogni volta che l’azione dei prezzi muove, le influenze che agiscono su di essa sono differenti da quelle che hanno agito in ogni altra occasione; e, l’azione dei prezzi reagisce a ciascuna di esse.


Apprezzo quello che hai scritto, che sicuramente deriva da un approccio più intensivo ed a larga scala, tuttavia trovo da porti delle obiezioni:

a) Non tutto quello che non è scienza è arte, le definizioni di arte sono molto numerose e poco conosciute, questo fa sì che alcune cose che non hanno rigore scientifico vengano assimilate come "artistiche".
b) L'at coinvolge secondo me ben poche variabili, in pratica solo quelle che il mercato elargisce benevolmente, più che altro sintetizza quelle meno importanti ed è costretta ad ignorare totalmente quelle fondamentali.
c) sono invece convinto che le influenze sono sempre le stesse e che si tenda verso il "monopoly dealer".

Non stimo più di tanto l'at ma credo (spero) in una sorta di analisi econometrica basata su evidenze statistiche.

La risposta di ubu “meno trading però anche meno possibilità di guadagno” è un po’ semplicistica. Non è la frequenza con la quale entriamo nelle operazioni che ci permetterà di guadagnare. Piuttosto, il contrario. Perché più entriamo più ci mettiamo a rischio. Una corretta selezione delle operazioni ci permetterà maggiori guadagni. La saggezza suggerisce che dovremo essere molto cauti nel selezionare le operazioni. La chance di successo deve essere la più alta possibile. Disciplina operativa, autocontrollo e flessibilità sono le chiavi per far bene nel trading. Ma queste sono cose dette e ridette. Un saluto a tutti.

La risposta di ubu sembra non aver letto il post iniziale, è evidente che chi vince ha interesse a giocare sempre di più mentre chi perde (solo il 95%) ha interesse invece a limitare l'operatività...

Ciao Sencho, vedo che sei un "novello" benvenuto.:)
 
Re: Re: Re: Più studio meno trading

Scritto da bandit
Ciao Sciabola,
Non capisco il discorso della carta millimetrata, se guadagnavi di più cosi perche non procedi come facevi prima?
Ciao.
"fatti non fummo a viver come bruti ma per seguir virtù e conoscenza"
parlo di anni fa, quando non esisteva il tol e sui computer girava solo l'MS-DOS e windows 3.1, operavo su base daily con al massimo 3/4 operazioni a settimana, davo gli ordini telefonici alla banca nella quale avevo un amico come adetto ai titoli... poi è arrivata la tecnologia e sono passato al day trading e successivamente al cosiddetto scalping.
sulla carta millimetrata ci segnavo il minimo, il massimo ed il close del titolo, mensile settimanale e giornaliero ottenendo così un grafico a barre su tre diversi frame
operavo già allora con trading multiframe, come faccio ancora oggi.
ciao
 
Ciao Bandit,

da qualche parte del forum ci siamo già incontrati ( spero non scontrati).
La mia esperienza ( e sottolineo "mia" nel senso che magari può non coincidere con quella di altri ) mi dice che per vincere è più importante come si esce dal trading che come si entra.
Sono arrivato a questa convinzione con anni di prove personali ed in piccola parte pubbliche confortate da risultati pratici.
Ho perfino sostenuto, come caso estremo di quanto asserito, che operando a caso ( quasi ) si può vincere .
Sostanzialmente il mio credo è nella biblica frase : Far correre i guadagni e tagliare le perdite".

Ora nei trading sistem sostanzialmente gli elementi importanti sono due
1) Come , quando e su cosa si entra.
2) Come si esce, gestione del rischio e money management .

Confesso la mia ignoranza sui TS e sui metodi di programmazione relativi e pertanto quello che vado a chiedere risponde ad una vera e propria curiosità senza alcun preconcetto.
Nel contempo la mia incompetente buona fede spero mi accrediti una certa tolleranza e benevolenza se faccio qualche affermazione sbagliata nella sostanza.

Mi sembra , per quel po' che ho letto, che lo sforzo nello sviluppo dei TS sia massimamente concentrato sul punto 1 e cioè sul riconoscere i trend favorevoli o patterns indicativi o elementi di AT ( lasciando perdere l'analisi fondamentale).

Non che ciò sia sbagliato , ma siamo sul fronte del cercare di leggere nella sfera, cosa che sicuramente è molto difficile anche adottando i più evoluti metodi statistici ed econometrici.
Ma in effetti una sicurezza di base l'abbiamo : che le probabilità di indovinare operando a caso siano alla lunga del 50%

Mentre invece molta meno attenzione viene dedicata al punto 2 che secondo me è quello di gran lunga più importante.
Non solo è di gran lunga più importante ma è anche quello su cui il programmatore può agire meglio e con più sicurezza .


Come mai le cose stanno così quando sarebbe logico che fosse il contrario?

Spero non sia una domanda troppo difficile.
 
Ultima modifica:
Scritto da bandit
Riguardo allo studiare non ti può fare che bene. Certamente, approfondire le proprie conoscenze non è tempo sprecato. Occorre, però, selezionare le cose per le quali vale la pena impegnarsi.

Sicuramente, la selezione è la parte più difficile anche perche quando inizi la lettura o lo studio di un libro, non sai mai se contiene cose interessanti fin quando non è finito.

Se l’obiettivo del tuo studio e della tua ricerca è di arrivare a costruire un TS che ti aiuti a battere costantemente il Mercato o ti sostituisca in questo (in pratica fare soldi nel lungo periodo), allora stai sprecando il tuo tempo. Non te la prendere: è un’opinione e come tale opinabile. Poi io non ho alcun’esperienza per giudicare i TS e sono certo che tanti usandoli riescono a viverci. Ma, secondo me, riuscirebbero a viverci meglio non usandoli). Le cose che affermo sono frutto della mia piccola esperienza e dell’esperienza d’altri cui ho attinto attraverso la lettura. Quando affermo che sprechi il tuo tempo non penso per nulla che ciò sia dovuto ad una tua incapacità, ma perché penso (sarei felice di essere smentito) che nessuno è ancora riuscito a costruire tali “miracolose macchinette”.

E' ovvio che l'obiettivo è costruire la "macchina dei soldi", anche io sono molto scettico sulla possibilità di costruire un TS decente, figurati per me che non sono neanche bravo nel programmare...
Se la costruzione di questa fantomatica macchina dei soldi mi occuperà abbastanza facendomi "non operare" e soddisfando contemporaneamente la mia passione lo considererò già un successo.

Se, invece, vuoi mettere a punto un TS (macchinetta) che ti permetta di dimostrare che il tuo sistema, valutato su una serie storica, poniamo di 2,5, o 10 anni ti ha permesso utili sulla carta stratosferici, con l’intento magari di venderlo (in questo caso ti consiglio di esagerare sul prezzo vendita: TS che costano centinai d’Euro è diffide venderli; quelli che costano miglia d’Euro è più facile piazzarli perché più credibili), allora continua pure nei tuoi sforzi perché alla fine ne sono certo ci riuscirai e ciò potrebbe rivelarsi una buona fonte di reddito. Sono tanti quelli vivono vendendo TS e/o segnali operativi.

NON VOGLIO VENDERE UNA MAZZA!!!
Io voglio costruire (o provare a farlo) un mio Ts ed ottimizzarlo sugli ultimi 5-6 mesi e poi ogni mese ottimizzarlo di nuovo (sempre su base 5-6 mesi) aprire gli orizzonti a 2 e 5 anni per me è una follia che la 1/2 basta.

Tutti sappiamo che l’analisi dei mercati non è una scienza e pertanto non può essere racchiusa in formule, infatti, è definita un’arte. La scienza non si può sostituire all’arte. Certamente la può migliorare. Ti do la mia definizione d’analisi tecnica con l’auspicio che serva almeno come punto di riflessione. Solo tu puoi scegliere ascoltando i pro e i contro cosa si adatta meglio per te e per il tuo stile di trading.
L’analisi tecnica è un’arte. Essa coinvolge una combinazione di variabili così numerose e complesse che nessuna quantità predeterminata di istruzioni può portare i prezzi ad un obiettivo certo. Ogni volta che l’azione dei prezzi muove, le influenze che agiscono su di essa sono differenti da quelle che hanno agito in ogni altra occasione; e, l’azione dei prezzi reagisce a ciascuna di esse.


Apprezzo quello che hai scritto, che sicuramente deriva da un approccio più intensivo ed a larga scala, tuttavia trovo da porti delle obiezioni:

a) Non tutto quello che non è scienza è arte, le definizioni di arte sono molto numerose e poco conosciute, questo fa sì che alcune cose che non hanno rigore scientifico vengano assimilate come "artistiche".
b) L'at coinvolge secondo me ben poche variabili, in pratica solo quelle che il mercato elargisce benevolmente, più che altro sintetizza quelle meno importanti ed è costretta ad ignorare totalmente quelle fondamentali.
c) sono invece convinto che le influenze sono sempre le stesse e che si tenda verso il "monopoly dealer".

Non stimo più di tanto l'at ma credo (spero) in una sorta di analisi econometrica basata su evidenze statistiche.

La risposta di ubu “meno trading però anche meno possibilità di guadagno” è un po’ semplicistica. Non è la frequenza con la quale entriamo nelle operazioni che ci permetterà di guadagnare. Piuttosto, il contrario. Perché più entriamo più ci mettiamo a rischio. Una corretta selezione delle operazioni ci permetterà maggiori guadagni. La saggezza suggerisce che dovremo essere molto cauti nel selezionare le operazioni. La chance di successo deve essere la più alta possibile. Disciplina operativa, autocontrollo e flessibilità sono le chiavi per far bene nel trading. Ma queste sono cose dette e ridette. Un saluto a tutti.

La risposta di ubu sembra non aver letto il post iniziale, è evidente che chi vince ha interesse a giocare sempre di più mentre chi perde (solo il 95%) ha interesse invece a limitare l'operatività...

Ciao Sencho, vedo che sei un "novello" benvenuto.:)


Grazie bandit per il benvenuto. Si, in effetti, sono un "novello" sia come partecipante al forum sia come trader. Io ho espresso il mio pensiero (conscio dei miei limiti) con l'intento di suscitare in te e in chi legge alcune riflessioni circa il trading e i trading system. Vedo che sei determinato a continuare questa tua esperienza. L'essere determinati è una delle doti necessarie per fare bene nel trading.

"Se la costruzione di questa fantomatica macchina dei soldi mi occuperà abbastanza facendomi "non operare" e soddisfando contemporaneamente la mia passione lo considererò già un successo."

In questa tua affermazione si coglie un grosso difetto (a mio avviso) che chi fa trading non dovrebbe avere: poco autocontrollo e disciplina. Tenerti impegnato con la costruzione del TS per evitare di operare è un nonsenso. Anch'io ho avuto problemi di autocontrollo e disciplina. Dovresti impegnarti di più in quest'aspetto. E poi ritornare ai TS.


"NON VOGLIO VENDERE UNA MAZZA!!!"
Non ti arrabbiare! Facevo solo delle ipotesi. (scherzo lo so che non t'incavoli)

Sono molto d'accordo sulle statistiche aiutano tanto, molto più delle teorie.

"La risposta di ubu sembra non aver letto il post iniziale, è evidente che chi vince ha interesse a giocare sempre di più mentre chi perde (solo il 95%) ha interesse invece a limitare l'operatività... "

Non sono d'accordo con la tua valutazione. Credo, ma forse mi sbaglio, che chi vince entra nel mercato il minimo indispensabile e solo in quelle operazioni che sono state studiate e programmate dettagliatamente anzitempo, senza lasciare nulla al caso o all'improvvisazione. Per operare con successo devi sviluppare un temperamento obiettivo. Devi imparare ad operare senza emotività. Devi lavorare a sviluppare e mantenere una disciplina operativa. Devi sapere chi e cosa sei, e imparare ad operare dentro i confini della tua personalità e del tuo livello emotivo.
Quelli che perdono, invece, sono i trader meno esperti, non professionali e con poche risorse finanziarie. Operano troppo spesso, sono sotto-capitalizzati. La paura e l'ingordigia influenzano emotivamente la loro decisione. Operano nei mercati sbagliati e al momento sbagliato. Non sanno quando operare e in quale direzione. Se non cambiano sono destinati alla morte economica. Queste sono le cose con le quali ho dovuto "fare i conti".

Ciao, Sencho : )
 
Scritto da Evx
Ciao Bandit,

"La mia esperienza ( e sottolineo "mia" nel senso che magari può non coincidere con quella di altri ) mi dice che per vincere è più importante come si esce dal trading che come si entra."


Evx ha posto delle ottime domande ma soprattutto ribadisce una grande verità del trading: "per vincere è più importante come si esce dal trading che come si entra"

Buona serata a tutti, Sencho
 
Scritto da sencho
Grazie bandit per il benvenuto. Si, in effetti, sono un "novello" sia come partecipante al forum sia come trader. ............
Non sono d'accordo con la tua valutazione. Credo, ma forse mi sbaglio, che chi vince entra nel mercato il minimo indispensabile e solo in quelle operazioni che sono state studiate e programmate dettagliatamente anzitempo, senza lasciare nulla al caso o all'improvvisazione. Per operare con successo devi sviluppare un temperamento obiettivo. Devi imparare ad operare senza emotività. Devi lavorare a sviluppare e mantenere una disciplina operativa. Devi sapere chi e cosa sei, e imparare ad operare dentro i confini della tua personalità e del tuo livello emotivo.
Quelli che perdono, invece, sono i trader meno esperti, non professionali e con poche risorse finanziarie. Operano troppo spesso, sono sotto-capitalizzati. La paura e l'ingordigia influenzano emotivamente la loro decisione. Operano nei mercati sbagliati e al momento sbagliato. Non sanno quando operare e in quale direzione. Se non cambiano sono destinati alla morte economica. Queste sono le cose con le quali ho dovuto "fare i conti".
Ciao, Sencho : )
alla faccia !!
e tu saresti un novello trader ? :D
comunque bandit fa bene a starsene fuori dal mercato per il momento, già rischiamo di perdere tanto quando ci sentiamo sicuri figuriamoci nei periodi di incertezza, che capitano a tutti prima o poi.
d'altronde non ha mica abbandonato i mercati, li sta studiando e nel frattempo ricarica le pile
a chi non è mai capitato ?
ciao
 
Ultima modifica:
mi sembra di passare per un fautore dell'overfitting, con l'affermazione che ho fatto sopra volevo dire che una volta pianificata una metodologia di lavoro, sorretta da un adeguato money management, i segnali che ci arrivano dal mercato bisogna seguirli tutti e non lasciarsi deprimere dagli stop che sono una certezza nel trading e continuare ad applicare la metodologia prescelta, infatti nel fermarsi si corre il rischio di fare solo le operazione che portavano ad uno stop e lasciar perdere quelle che magari portavano ad un profit.
Inoltre per avere possibilità di guadagno bisogna stare sul mercato quindi operare, e lo dico io che faccio uno sforzo tremendo a non chiudere istantaneamente le posizioni, infatti la statistica che più mi interessa è il numero di minuti che dura un trade.
Colgo l'occasione per fare i complimenti a Evx, ho letto il 3d sui canali e mi sento molto coinvolto da quel tipo di operatività
 
da qualche parte del forum ci siamo già incontrati ( spero non scontrati).

Assolutamente Evx, a volte lascio andare la mia vena polemica, ma ti assicuro che nei tuoi confronti nutro la massima stima, non posso seguirti nei kilometrici post che fai perche lavoro (intendo un lavoro normale sebbene al computer) e le ore che posso dedicare al trading sono le ultime della giornata, le ultime del nasdaq 19.30-22.15.
I miei capitali sono molto limitati, quando hai buttato fuori che adottavi uno SL di 15 p.ti sul Nq 100 non ti ho seguito più, era incompatibile con le mie economie.

I tuoi SL sono tarati per un escursione giornaliera i miei sono tarati per un escursione sostanzialmente più limitata (circa la metà), non mi sento impedito nel trading dal mio lavoro, è grazie lui se sono ancora vivo come trader, anzi ti dico che se anche avessi la giornata libera opererei sono nelle ultime due ore, che sono quelle con maggior volatilità.

Ora nei trading sistem sostanzialmente gli elementi importanti sono due
1) Come , quando e su cosa si entra.
2) Come si esce, gestione del rischio e money management ....


Qui tu la semplifichi molto, quando hai capitali limitati ti assicuro che non è così, devi tener conto di un sacco di cose che chi ha capitali maggiori non considera affatto, innanzitutto gli sl a 15 p.ti di nq 100 te li scordi, meglio non li consideri proprio.
Il vantaggio che ti da una "buona uscita" c'è, esiste ma non è così plateale (secondo me) per poter vincere una zavorra commissionale del 0.4% tra entrata e uscita su base intraday.

Vedi come trader ho fatto un mio percorso, basato (fino a poco tempo fa) essenzialmente su lettura del book e tape reading, e mi sono travato dopo la caduta dell'MCW, a dover compiere una scelta. Da una parte i futures che presentavano commissioni molto allettanti ma dove la lettura del book e il tape reading sono del tutto aleatori essendo arbitraggiabili con un infinità di altri strumenti.

Da un altra le azioni, le migliori o comunque quelle sulle quali si può fare una lettura del book più o meno decente sono quelle che non entrano nei panieri, hanno una decente liquidità e le loro opzioni sono poco frequentate...

Il mio capitale mi ha dato un out-out, "tu ti puoi permettere solo il day-trading, overnigth è troppo rischioso".
il mio lavoro mi ha detto "tu ti puoi permettere solo il mercato americano".
la SEC mi ha detto "tu puoi fare solo futures, se non hai $25K..."

La scelta non è stata difficile, direi più che altro obbligata, ma "sono tornato bambino...":)
Come vedi è un percorso semplice e logico... forse instradato dall'alto non so...

Quindi ti ritrovi a operare con leva 20... in queste condizioni "l'entrare bene" conta eccome perche lo SL non è così largo, non vi è alcuna possibilità di mediazione e ti assicuro che mantenere la calma e la lucidità non è facile, sarebbe uno scherzo se potessi decidere io quanto giocare con lo stesso rapporto commissionale però... purtroppo non è così.

Per fartela breve tu hai perfettamente ragione ma quando non si hanno tanti soldi l'entrare bene conta molto!
In breve i piccoli DEVONO prevedere il mercato, i grandi ne possono fare anche a meno...

Ciao Evx.:)
 
"Se la costruzione di questa fantomatica macchina dei soldi mi occuperà abbastanza facendomi "non operare" e soddisfando contemporaneamente la mia passione lo considererò già un successo."

In questa tua affermazione si coglie un grosso difetto (a mio avviso) che chi fa trading non dovrebbe avere: poco autocontrollo e disciplina. Tenerti impegnato con la costruzione del TS per evitare di operare è un nonsenso. Anch'io ho avuto problemi di autocontrollo e disciplina. Dovresti impegnarti di più in quest'aspetto. E poi ritornare ai TS. ...


Ti racconto una storiella (vera) c'è stato un tempo, molto limitato per la verità, in cui chi ti risponde si portava a casa dal 5 al 10% a giorno, MCW, tick minimo ecc... hai già capito ;), pochi giorni prima ero indeciso, insicuro, poi di colpo mi sono trasformato in un impeccabile scalper dalle performances stellari...
Grande sicurezza nell'applicare SL e take profit, ero diventato dunque un altra persona?

Freud non c'entra, c'entra avere un METODO DI TRADING che convinca prima te stesso e poi il mercato.:D

Sono d'accordo con te che sono indisciplinato, ma credo che dipenda dal capitale, che il mercato obbliga a mettere in gioco se si vuole avere una possibilità, in parole povere il "money management" è più difficile ai bassi livelli...

Ciao.
 
Scritto da bandit

........................................................................

Per fartela breve tu hai perfettamente ragione ma quando non si hanno tanti soldi l'entrare bene conta molto!
In breve i piccoli DEVONO prevedere il mercato, i grandi ne possono fare anche a meno...

Ciao Evx.:) [/B]
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Salve Bandit,

ti leggo sempre con interesse perchè spesso riesci a centrare il problema con proprietà e con poche parole.

Stando alla mia esperienza diretta sono due ( semplicisticamente) gli elementi che contano ( come già detto)

A) l'entrata
B) la gestione della posizione e l'uscita .

Il secondo determina se sarai in utile o perdita
il primo determina di quanto sarai in utile o perdita insomma una funzione del tipo

Risultato = A x B . f(p,$,t.....)


ove f(p,$,t.....) è una funzione positiva di molte variabili.

Alcuni studi fatti da università americane su decenni di dati di trading di società d'investimento USA ( che ovviamente avevano ingenti capitali) ha determinato che il fattore B è di gran lunga il più importante nel determinare la sopravvivenza ed i buoni risultati nel lungo periodo; mentre invece il fattore A, chiamato anche vantaggio operativo ( cioè in parole povere la % di trades positivi), determinava l'entità degli utili.
Pur con un buon vantaggio operativo le società finivano male con un cattivo B.
Ciò in perfetto accordo con la mia piccola esperienza pratica.

Ma c'è un terzo fattore cruciale che bisogna citare per completezza e che tu pragmaticamente hai espresso nelle frase di cui sopra e che io esprimerei come : " la probabilità di sopravvivenza nel lungo periodo".


La sopravvivenza dipende da molte cose : di capitale importanza sono ( semplificando):

1)capitale investito
2)profittabilità media

Se il capitale è grande la profittabilità può essere bassa per sopravvivere.
Se il capitale è basso la profittabilità deve essere buona per non fallire e bisogna necessariamente fare delle buone entrate( se ne siamo capaci ) che ci diano un buon vantaggio operativo.


In parole povere come tu dici :
" i piccoli DEVONO prevedere il mercato, i grandi ne possono fare anche a meno..."
 
Scritto da bandit
.. i piccoli DEVONO prevedere il mercato, i grandi ne possono fare anche a meno...
bella questa massima, mi piace davvero
ma questo implica che i piccoli DEVONO necessariamente farsi furbi
;)
 
Re: Re: Re: Re: Più studio meno trading

Scritto da sencho
Ciao bandit, ho riflettuto su ciò che hai scritto. Riguardo allo studiare non ti può fare che bene. Certamente, approfondire le proprie conoscenze non è tempo sprecato. Occorre, però, selezionare le cose per le quali vale la pena impegnarsi.
Se l’obiettivo del tuo studio e della tua ricerca è di arrivare a costruire un TS che ti aiuti a battere costantemente il Mercato o ti sostituisca in questo (in pratica fare soldi nel lungo periodo), allora stai sprecando il tuo tempo. Non te la prendere: è un’opinione e come tale opinabile. Poi io non ho alcun’esperienza per giudicare i TS e sono certo che tanti usandoli riescono a viverci. Ma, secondo me, riuscirebbero a viverci meglio non usandoli). Le cose che affermo sono frutto della mia piccola esperienza e dell’esperienza d’altri cui ho attinto attraverso la lettura. Quando affermo che sprechi il tuo tempo non penso per nulla che ciò sia dovuto ad una tua incapacità, ma perché penso (sarei felice di essere smentito) che nessuno è ancora riuscito a costruire tali “miracolose macchinette”.
Se, invece, vuoi mettere a punto un TS (macchinetta) che ti permetta di dimostrare che il tuo sistema, valutato su una serie storica, poniamo di 2,5, o 10 anni ti ha permesso utili sulla carta stratosferici, con l’intento magari di venderlo (in questo caso ti consiglio di esagerare sul prezzo vendita: TS che costano centinai d’Euro è diffide venderli; quelli che costano miglia d’Euro è più facile piazzarli perché più credibili), allora continua pure nei tuoi sforzi perché alla fine ne sono certo ci riuscirai e ciò potrebbe rivelarsi una buona fonte di reddito. Sono tanti quelli vivono vendendo TS e/o segnali operativi.
Tutti sappiamo che l’analisi dei mercati non è una scienza e pertanto non può essere racchiusa in formule, infatti, è definita un’arte. La scienza non si può sostituire all’arte. Certamente la può migliorare. Ti do la mia definizione d’analisi tecnica con l’auspicio che serva almeno come punto di riflessione. Solo tu puoi scegliere ascoltando i pro e i contro cosa si adatta meglio per te e per il tuo stile di trading.
L’analisi tecnica è un’arte. Essa coinvolge una combinazione di variabili così numerose e complesse che nessuna quantità predeterminata di istruzioni può portare i prezzi ad un obiettivo certo. Ogni volta che l’azione dei prezzi muove, le influenze che agiscono su di essa sono differenti da quelle che hanno agito in ogni altra occasione; e, l’azione dei prezzi reagisce a ciascuna di esse.

La risposta di ubu “meno trading però anche meno possibilità di guadagno” è un po’ semplicistica. Non è la frequenza con la quale entriamo nelle operazioni che ci permetterà di guadagnare. Piuttosto, il contrario. Perché più entriamo più ci mettiamo a rischio. Una corretta selezione delle operazioni ci permetterà maggiori guadagni. La saggezza suggerisce che dovremo essere molto cauti nel selezionare le operazioni. La chance di successo deve essere la più alta possibile. Disciplina operativa, autocontrollo e flessibilità sono le chiavi per far bene nel trading. Ma queste sono cose dette e ridette. Un saluto a tutti.

Sencho

sottoscrivo in pieno, ottimo intervento.

Un saluto a Sciabola.

Strd.
 
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