polizze vita

rysparmiatòre

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può un dipendente di banca essere beneficiario di una polizza fatta sottoscrivere a un suo cliente?
 
Scritto da rysparmiatòre
è anche pratica diffusa?

Sicuramente non è pratica diffusa.

Inoltre a che titolo è beneficiario il dipendente.......attenti ai conflitti di interesse.

Non vorrei che un domani, in caso di morte ci fossero contestazioni........e non sarebbero impossibili.

Magari chi sottoscrive è troppo anziano o.....non in grado di intendere.

ATTENTO non è così semplice......ammenocchè sia un parente stretto......ma anche in questo caso come la penseranno gli altri possibili eredi...
 
La designazione del beneficiario può essere fatta direttamente nel contratto di assicurazione al momento della sottoscrizione oppure successivamente con dichiarazione scritta all'assicuratore o per testamento.
Vengono fatti salvi i diritti degli eredi diretti a cui spettano le percentuali previste dalla legge.
 
Mettiamo il caso concreto che ci fossero tre fratelli superstiti e nulla fosse indicato in proposito in documenti scritti.
Cosa prevede la legge?
 
Forse è meglio precisare che la polizza è stata sottoscritta da un quarto fratello, non in discendenza diretta.
 
Scritto da rysparmiatòre
Forse è meglio precisare che la polizza è stata sottoscritta da un quarto fratello, non in discendenza diretta.

Come ti ha già precisato Esse,Erre, i diritti degli eredi diretti sono fatti salvi.

Come fa un fratello a non essere direttamente imparentato con gli altri????
 
Questo è un caso per Verm & Solitair...loro ci sguazzano, in queste cose.
 
Per discendenza diretta intendo padre-figlio.
Tra fratelli a quanto mi risulta non esistono quote legittime, ognuno può fare come meglio ritiene opportuno e qua sorge il problema perché come già ha intuito Gaetano questi prodotti vengono fatti sottoscrivere a persone anziane che non sanno precisamente di cosa si tratta e succede quello che succede. Quando poi ci si accorge di queste cose a volte può essere tardi.
In questo caso specifico non è ancora troppo tardi. Quello che chiedo in questa sede è un suggerimento sulle misure da prendere.
 
a questo punto, come suggerito da Voltaire, vorrei chiedere un parere a Verm & Solitair
 
Se abbiano bern capito, ci sono quattro fratelli (non sposati e senza figli), uno dei quali stipula una polizza in favore di un soggetto, che guarda caso è un dipendente della compagnia. Non vediamo quali diritti possano pretendere gli altrri tre fratelli nei confronti del beneficiario, a meno che non vi è un vizio della volontà dell'assicurato che ha stipulato la polizza con l'inganno (il dolo) del beneficiario.
 
Non esageriamo, non è necessario che tutti siano senza figli, basta che non ne abbia chi ha sottoscritto la polizza.
Comunque è esattamente quanto lasciavo intendere: chi lavora in banca è libero di circuire persone anziane senza figli contando sul fatto che c'è sempre una certa ritrosia a parlar dei propri soldi con i parenti.
Ma quando si scopre la cosa, che provvedimenti si possono prendere (oltre a cambiare identità del beneficiario) e cosa rischia il bancario?
 
No, è che i due sono sempre impegnatissimi....passeranno quanto prima.
 
I probemi dell'azione di annullamento per dolo sono i seguenti: a) legittimazione (solo dalla parte) b) prescrizione quinquennale, dalla data in cui è stato scoperto il dolo. Per quanto riguarda a), la "parte" si intende in senso ampio ("nel cui interesse è stabilito dalla legge" ex art. 1441 c.c.). Nella fattispecie esaminata, la legittimazione spetta agli eredi della "parte". La qualifica professionale dell'altra parte del contratto (una banca e per lei un funzionario) è rilevante.
 
Se fossimo Noi gli avvocati, inseriremmo nella citazione come "chicca" alcune questioni relative alla "causa" del contratto e alcuni aspetti propri del "contratto a favore di terzo", tenuto conto della coincidenza degli interessi del rappresentante (della compagnia) e del terzo (lo stesso rappresentante).
 
Un dubbio: ma è o non è morto chi ha sottoscritto la polizza???
 
Vivo.
(Sopra avevo scritto: "In questo caso specifico non è ancora troppo tardi").

Nel caso specifico non dovrebbe essere difficile rimettere le cose a posto con un cambio di beneficiario.

Però mi chiedevo se era il caso di contribuire a "disincentivare" queste brutte abitudini che si annidano presso gli istituti bancari del nostro beneamato Paese e come muovermi in tal senso.
 
allora ragazzi funziona cosi':

in caso di sinistro, si chiede comunque se l'assicurato ha fatto testamento co il quale possa aver modificato qualcosa
nel caso poi in cui il beneficiario sia il dip. di banca (guarda caso....),e quindi non una persona con uno stretto legame familiare , prima di fare la liquidazione la compagnia procede con l'accertare che l'assicurato ,al momento della designazione del beneficiario, fosse in grado di intendere e volere ( non chiedetemi come facciano a derivare cio' ) e non sia stato raggirato

se cio' che hai detto e' successo,io nel dipendente non sarei proprio tranquillo....
 
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