Portafoglio fondamentale 2010

lux69

Utente Registrato
Registrato
24/8/05
Messaggi
261
Punti reazioni
4
Buona sera a tutti, dopo qualche anno passato a studiare l'analisi tecnica mi son dedicato a quella fondamentale, visto il periodo e le quotazioni attuali, indicherò qui di seguito il mio portafoglio, studiato per lo più in base all'analisi fondamentale (da me effettuata), di azioni societarie che ho acquistato nei giorni scorsi come investimento pluriennale, scopo confronto e scambio opinioni "costruttivo" :

Banche:
INTESA RNC
B.CO SARDEGNA RNC
UNICREDITO
B.POP.ETRURIA LAZIO

Assicurazioni:
FONDIARIA RNC
GENERALI

Utility:
ENEL
ENI
BIANCAMANO
A2A

Altro:
VIANINI LAVORI
MAIRE TECHNIMONT
PARMALAT
FINMECCANICA
INTERPUMP
TELECOM RNC

Specifico che, in linea di massima, i valori presi in considerazione x la scelta dei titoli del portafoglio sono la generazione di cassa (generazione di utile), Prezzo/Utile, Prezzo/Valore di libro, dividendo (valori attuali ed in prospettiva futura).
Preferenza a titoli a medio/alta capitalizzazione italiano dovuta anche alla penalizzazione fiscale nei dividendi nello scegliere titoli quotati presso altre borse ... oltre a possibili rischi cambio (USA/Inghilterra/...).
:rolleyes:

Ho acquistato in linea di massima una prima tranches di azioni, in caso di possibile ribasso sarei pronto ad incrementare il portafoglio.
Se d'interesse creerò ed allegherò file excel con valori di carico, P/Utili, P/book value, % dividendo ... se qualche altro utente - magari meglio preparato mi aiutasse :) ... ben venga !

Interessanti secondo me molti altri titoli, anche a bassa capitalizzazione ... ad esempio D'AMICO e GRANITIFIANDRE mi sembrano validi ... ma per ora mi limito a seguire i titoli scelti ...
 
Ultima modifica:
Ti lancio una provocazione, quali sono gli elementi che ti hanno portato a pensare che il tuo portafoglio fondamentale 2010 farà meglio dell'indice di riferimento FTSE MIB?
 
Ti lancio una provocazione, quali sono gli elementi che ti hanno portato a pensare che il tuo portafoglio fondamentale 2010 farà meglio dell'indice di riferimento FTSE MIB?

Ciaoooo !
Stock piking o security selection che dir si voglia ... titoli che visto il loro attuale valore possono "difendere" in caso di ribassi e "attaccare/guadagnare" in caso di ripresa (diversificando anche i settori dell'investimento) ... il futuro purtroppo ci è sconosciuto (anche se pensare a questo punto a ribassi corposi con rotture dei minimi di marzo pare un po' azzardato) :)
 
Ciaoooo !
Stock piking o security selection che dir si voglia ... titoli che visto il loro attuale valore possono "difendere" in caso di ribassi e "attaccare/guadagnare" in caso di ripresa (diversificando anche i settori dell'investimento) ... il futuro purtroppo ci è sconosciuto (anche se pensare a questo punto a ribassi corposi con rotture dei minimi di marzo pare un po' azzardato) :)

E' questo il punto, un titolo (tranne rarissimi casi) è difficile che riesca ad essere sia difensivo in caso di ribasso che offensivo in caso di ripresa. Ci sono delle teorie quantitative che tengono a negare anche che sia possibile una cosa del genere.
Ora, se mettiamo che abbiamo una previsione che entro un anno da oggi la performance degli indici sarà positiva, per raggiungere l'obiettivo di battere l'indice non dovremo abbondare di titoli difensivi. Sono convinto che bisogna diversificare e su questo non ci piove, ma se si vuole battere di intensità l'indice bisogna studiare specifiche strategie. Altrimenti arriva Zio Giorgio che fa il Medico, compra l'indice e fa meglio di noi. Oltre alla beffa della performance lorda, ci beffa su quella netta grazie al fatto di aver dovuto pagare 1 commissione invece che 16, e ci beffa anche sul tempo speso per le nostre analisi di bilancio, mentre lui stava tranquillo sul suo studiolo a fare mammografie. :D
 
Ciao ben venga qualsiasi spunto di discussione su titoli... a me piace un sacco parlarne.
Per quanto riguarda il tuo portafoglio... un primo commento inziale che farei è il seguente.. perchè scegliere titoli così simili ? Butto un po' di carne sul fuoco..
Io ad esempio sceglieri un solo titolo tra Intesa e Unicredit ed 1 solo titolo tra Fondiaria e Generali.
Al limite potresti scegliere una large cap bancaria e un piccolo istituto.
Bisognerebbe vedere i pesi ma mi sembra comunque abbastanza esposto sul settore finanziario che a me non fa impazzire.
Tra Generali e Fondiaria sceglierei senza dubbio Generali..oppure Mediobanca che ti permette di puntare sul settore bancario e allo stesso tempo su Generali visto che ne detiene un corposo pacchetto.
Il comparto energia mi sembra accettabile avendo scelto le 2 large cap per eccellenza e 2 titoli minori. Piuttosto che A2A avrei inserito Iride mentre Biancamano non la conosco molto ma il settore rifiuti mi piace.
Per quanto riguarda i titoli minori li bisogna discutere sui singoli titoli e sul perchè della scelta... Parmaalt mi sembra interessante mentre Vianini la scarterei perchè non mi piace la proprietà e come viene gestita.
Interpump è un mio cavallo di battaglia e penso proprio che nel lungo termine ritornerà a valori più consoni.
Telecom non la metto in ptf manco morto. Piuttosto che Maire mi compro Saipem ma investendo in Eni investo anche in Saipem.
Finmeccanica non è una brutta azienda ma non mi convince ancora.
 
Ciao ben venga qualsiasi spunto di discussione su titoli... a me piace un sacco parlarne.
Per quanto riguarda il tuo portafoglio... un primo commento inziale che farei è il seguente.. perchè scegliere titoli così simili ? Butto un po' di carne sul fuoco..
Io ad esempio sceglieri un solo titolo tra Intesa e Unicredit ed 1 solo titolo tra Fondiaria e Generali.
Al limite potresti scegliere una large cap bancaria e un piccolo istituto.
Bisognerebbe vedere i pesi ma mi sembra comunque abbastanza esposto sul settore finanziario che a me non fa impazzire.
Tra Generali e Fondiaria sceglierei senza dubbio Generali..oppure Mediobanca che ti permette di puntare sul settore bancario e allo stesso tempo su Generali visto che ne detiene un corposo pacchetto.
Il comparto energia mi sembra accettabile avendo scelto le 2 large cap per eccellenza e 2 titoli minori. Piuttosto che A2A avrei inserito Iride mentre Biancamano non la conosco molto ma il settore rifiuti mi piace.
Per quanto riguarda i titoli minori li bisogna discutere sui singoli titoli e sul perchè della scelta... Parmaalt mi sembra interessante mentre Vianini la scarterei perchè non mi piace la proprietà e come viene gestita.
Interpump è un mio cavallo di battaglia e penso proprio che nel lungo termine ritornerà a valori più consoni.
Telecom non la metto in ptf manco morto. Piuttosto che Maire mi compro Saipem ma investendo in Eni investo anche in Saipem.
Finmeccanica non è una brutta azienda ma non mi convince ancora.

ciao ankio concordo sul I° punto: escluderei uno dei 2 titoli bancari BIG a favore di una piccola, ma redditizia reltà locale, che in questo momento di A.d.C. è tornata sui minimi, anzi proprio coi diritti si potrebbero fare buoni affari: CREDITO VALTELLINESE
 
Buon giorno !
Ringrazio per i messaggi e consigli ! :)
Certamente per gli appassionati parlare e scambiare opinioni su questa materia non può che essere piacevole, interessante e può uscire sicuramente qualcosa di buono ... si impara sempre qualcosa !!! :)

Secondo me un'attento stock picking in azioni di "buone" società, magari diluendo le entrate in più tranches (modello "piano di accumulo" onde evitare un acquisto su un valore estremo), dovrebbe portare ad una miglior performance rispetto all'indice.
Inoltre i dividendi, da quanto ho visto in quasi un decennio di borsa, possono fare la differenza ed è per questo che ho scelto per il mio portafoglietto diversi titoli a risparmio ... è si vero che l'azione perde il giorno dello stacco egual valore alla somma distribuita ma - nella peggior ipotesi nell'arco dell'anno - tale perdita di valore tende ad annullarsi.
Spiego meglio il mio pensiero (ovviamente l'ipotesi è assurda e manca di diversi elementi - ma è il solo concetto del dividendo che vorrei esprimere) :
Azione A - quota 10 - distribuisce 1
Azione B - quota 10 - non distribuisce nulla
Secondo me dopo un anno tutte e due le Società tenderanno a performare come l'indice ma l'1 distribuito dalla Società A tenderà a venir riassorbito ... soprattutto in periodi dove i tassi sono così bassi, un buon dividendo (come qualche azione superiore o pari al 5% rispetto al prezzo attuale) magari abbastanza costante nel tempo è certamente un ottimo plus-valore ... :)

Il settore finanziario (e bancario) certamente è sovrappesato ... però è anche quello che ha perso (giustamente secondo me) di più e quello che quota ora a buoni multipli (price/book value ben al di sotto dell'unità).

Telecom da quello che ho potuto studiare si sta concentrando su Italia e Brasile, il costo del debito si sta riducendo e l'utile si stima pari a 0,09 euro per quest'anno, 0,13 per il prossimo e 0,14 nel 2011 con contestuale riduzione del debito che è il punto debole e dolente della Società. L'azione di risparmio comunque dovrebbe garantire un buon flusso costante di dividendi ...

Per quanto riguarda le "sovrapposizioni" ... ho cercato di diversificare e non concentrarmi su una singola società di un settore che ritengo sottovalutato ... in particolare l'aumento di capitale Unicredit (a cui conto di partecipare se a prezzo decente) dovrebbe dar la possibilità di abbassare il prezzo di carico dell'azione.
Generali nel suo è leader ... ma Fondiaria a livello di multipli è bastonata di brutto (meno di 0,7 price/book value) ... la versione a risparmio inoltre penso garantirà un'ottimo flusso di dividendi ...

Ambroeus ... leggo molto volentieri il tuo post che trovo molto ma molto interessante ! Infatti Vianini lavori se non erro è anche nel tuo portafoglio e quota solo quanto la liquidità che ha in pancia ... ma il resto non conta nulla (la gestione ordinaria inoltre va benissimo, quella finanziaria invece quest'anno ha fatto male) ?

:)
 
Ultima modifica:
RE: VIANINI LAVORI:
la gestione Finanziaria risente quest'anno della Vendita e del riacquisto della quota detenuta in GENERALI, fatta esclusivamente ai fini FISCALI,
la perdita generata dalla compravendita va al Conto Economico, (ma le Generali sono tornate ancora in portafoglio al Gruppo), mentre a livello di Patrimonio Netto abbiamo una congrua plusvalenza genrata dal recupero della quotazione di dette Generali.
aggiungo alcuni pensieri che ho buttato giù qualche giorno fa:

Società del Gruppo CALTAGIRONE attiva nel campo delle Costruzioni sia Civili che in Infrastrutture e Grandi Opere.
La sua attività oltre ad essere rivolta ad opere su Commesse e Ordini dai clienti, spazia anche nel campo del “Project Financing” rivolta soprattutto alle Grandi Opere Infrastrutturali.

Nei primi 9 mesi di quest’anno ha fatturato 155 mil.eur in crescita del 9,9% rispetto ai primi 9 mesi del 2008; ed ha ancora un Carnet Ordini di 1.100 mil.eur che garantisce l’operatività sicura per i prossimi 3/5 anni.
Da notare che, specie nelle Opere Pubbliche, la Vianini Lavori partecipa alle Aste con l’obbiettivo di operare con congruo guadagno, lasciando ad altre realtà (vedi Impregilo) i lavori acquisiti abbattendo i prezzi all’osso, o peggio in perdita, pur di acquisire i Lavori.

La Posizione Finanziaria netta al 30 settembre ’09 ammonta a 136,8 mil.eur
Oltre all’ingente liquidità possiede il 25% della Cementir (posseduta per un altro 26% dalla capogruppo Caltagirone).
Possiede inoltre importanti partecipazioni nel capitale di:
Caltagirone Editore; Acea; Generali, Grandi Stazioni, Eni Acqua Campania.

La Capitalizzazione di Borsa ai prezzi attuali ammonta a 201 mil.eur ;
mentre il Patrimonio Netto è superiore ai 600 mil.eur.
A fronte di un prezzo di mercato di 4,5 eur, la valutazione complessiva in base al Patrimonio per azione, rilevata sempre al 30 sett. ’09 è di oltre 12,75 eur.

saluti. IL G.
 
Secondo me un'attento stock picking in azioni di "buone" società, magari diluendo le entrate in più tranches (modello "piano di accumulo" onde evitare un acquisto su un valore estremo), dovrebbe portare ad una miglior performance rispetto all'indice.

Nell'indice MIB sono già scremate la buone società da quelle cattive (anzi vengono scremate ogni giorno perchè quando un titolo scende avrà via via meno importanza all'interno dell'indice), e si può entrare in più tranches anche sull'indice.
Dovresti dirci cosa ti fa pensare che le azioni che hai scelto faranno meglio di quelle che hai escluso, e quindi mediamente dell'indice.

Inoltre i dividendi, da quanto ho visto in quasi un decennio di borsa, possono fare la differenza ed è per questo che ho scelto per il mio portafoglietto diversi titoli a risparmio ... è si vero che l'azione perde il giorno dello stacco egual valore alla somma distribuita ma - nella peggior ipotesi nell'arco dell'anno - tale perdita di valore tende ad annullarsi.

Dici bene, quando c'è lo stacco dei dividendi l'azione perde di valore commisurato al valore della somma distribuita. Sono soldi che escono dall'azienda e vanno all'investitore. Ma il mercato all'uscita dei soldi dall'azienda riconoscerà al titolo un valore menomato del dividendo.
Quindi al giorno 1 hai un azione che vale 10. Al giorno 2 hai un azione che vale 9 e avrai incassato 1 di dividendo. Vero che poi il titolo può tornare da 9 a 10, ma nel frattempo un titolo che non ha distribuito il dividendo può passare da 10 a 11. :cool:


Spiego meglio il mio pensiero (ovviamente l'ipotesi è assurda e manca di diversi elementi - ma è il solo concetto del dividendo che vorrei esprimere) :
Azione A - quota 10 - distribuisce 1
Azione B - quota 10 - non distribuisce nulla
Secondo me dopo un anno tutte e due le Società tenderanno a performare come l'indice ma l'1 distribuito dalla Società A tenderà a venir riassorbito ...

Mi spiego meglio, la teoria sopra non l'ho invetata io, ma è conosciutissima in ambito finanziario, si tratta della teoria di modigliani-miller, in particolare il secondo teorema.

In un lavoro del 1961, Franco Modigliani e Merton Miller formularono un secondo teorema (che Franco amava chiamare il "teorema di Miller-Modigliani" in onore del suo coautore) che afferma che, a parità di scelte di investimenti (e quindi di utili), il valore di un'impresa è indipendente anche dalla sua politica dei dividendi. Anche questo teorema richiede le ipotesi che i mercati finanziari siano pressochè senza distorsioni e che la tassazione sia uguale per le due opzioni. Sotto queste ipotesi, un aumento dei dividendi, per esempio, certamente accresce il reddito degli azionisti, ma il suo effetto è completamente neutralizzato da una corrispondente riduzione del valore dell'impresa.


Ma ammettiamo che Modigliani non ti stia simpatico... anche gli ETF sull'indice distribuiscono dividendi...:yes:
 
Ambroeus : sempre precisissimo ! :)

Per quanto riguarda la scelta dei titoli, ribadisco lo "stock piking" ... semplicemente - conscio che il valore dell'azione per definizione dovrebbe teoricamente incorporare già tutto - ho cercato di inserire in portafoglio i titoli che, secondo me, sono "messi meglio" a livello di multipli tenendo conto anche dei settori che ritengo saranno i più performanti nei prossimi anni ... ovviamente il tutto in base alla mia opinione ... :)
 
diversificazione per aree geografiche.
non è stata considerata?

investire tutto sul capitalismo ITALIANO non credo possa garantire diversificazione e difensività.

:):)
 
Ciao Gekko,
la diversificazione geografica, come l'asset allocation globale, riguarda tutto il portafoglio ed è fatta a mezzo piani di accumulo su alcuni fondi comuni ed ETF.
Qui volevo solamente proporre e confrontarmi sul portafoglio azionario italiano.

Penso che la critica sul troppo peso bancario sia assolutamente corretta, dunque ho venduto le Unicredit :)
Ho altresì liquidato le Parmalat, dopo un approfondimento ho notato che il P/E basso è dovuto principalmente agli introiti derivanti delle cause. Già nel 2009 l'utile si dovrebbe ridurre rispetto al 2008 (e solamente per minori introiti da cause) di due terzi. Venduto anche un'utility A2A.
Inserisco in portafoglio, invece, EL.EN :) già ben analizzate da Ambroeus ed IMA.
 
Ultima modifica:
In un lavoro del 1961, Franco Modigliani e Merton Miller formularono un secondo teorema (che Franco amava chiamare il "teorema di Miller-Modigliani" in onore del suo coautore) che afferma che, a parità di scelte di investimenti (e quindi di utili), il valore di un'impresa è indipendente anche dalla sua politica dei dividendi. Anche questo teorema richiede le ipotesi che i mercati finanziari siano pressochè senza distorsioni e che la tassazione sia uguale per le due opzioni. Sotto queste ipotesi, un aumento dei dividendi, per esempio, certamente accresce il reddito degli azionisti, ma il suo effetto è completamente neutralizzato da una corrispondente riduzione del valore dell'impresa.


Ma ammettiamo che Modigliani non ti stia simpatico... anche gli ETF sull'indice distribuiscono dividendi...:yes:[/QUOTE]

Vorrei puntualizzare una cosa pero', il teoria e' giusto, ma in pratica non sempre perche' il mercato non e' razionale, gli investitori comunque preferiscono le azioni che erogano dividendi anche se poi alla fine non dovrebbe cambiar nulla, e poi il vantaggio e' che ti danno una entrata fissa che se il titolo e' scelto bene e se e' di risparmio quasi e' assicurata.
Questo da l'illusione di ridurre il rischio e che con i dividendi del portafoglio si possano corregge eventuali errori di investimento in corso uscendo comunque piano piano dalle azioni investite.
 
Scusa la mia enfasi nella risposta, ma sono fortemente in disaccordo con chi scegliere un investimento azionario in base al dividendo, perchè si potrebbero fare decine di esempi con aziende che non distribuiscono dividendi e sono magnifiche e aziende che distribuiscono lauti dividendi che deludono gli investitori.

Vorrei puntualizzare una cosa pero', il teoria e' giusto, ma in pratica non sempre perche' il mercato non e' razionale..

Io penso lo sia, la prova che sistematicamente i titoli che staccano dividendi calano di quell'ammontare ne è solo un esempio.

Gli investitori comunque preferiscono le azioni che erogano dividendi anche se poi alla fine non dovrebbe cambiar nulla, e poi il vantaggio e' che ti danno una entrata fissa che se il titolo e' scelto bene e se e' di risparmio quasi e' assicurata.

I parco buoi preferisce costantamente le azioni con alti dividendi, prova a chiedere a un investitore professionale o a una gestore di fondi se fa certi tipi di ragionamenti..
Se uno va matto per le entrate fisse dovrebbe puntare su altri strumenti finanziari, come le obbligazioni, ce ne sono 1000 tipi

Questo da l'illusione di ridurre il rischio e che con i dividendi del portafoglio si possano corregge eventuali errori di investimento in corso uscendo comunque piano piano dalle azioni investite.

Hai detto bene, è solo un illusione e non credo che con i dividendi si possano correggere errori, chiedi ad azionisti Enel o Telecom Italia.

Proprio per sfatare il mito, che avere titoli in portafoglio di aziende italiane che danno grossi dividendi poteva portare a una buona performance rispetto al mercato, avevo aperto questo thread tempo fa con 2 titoli che distribuiscono dividendi assolutamente miseri che però hanno fatto la felicità degli investitori in altro modo: http://www.finanzaonline.com/forum/showthread.php?t=1031827
 
No vabe' non ci siamo.
Io parlo di investire in azioni che danno un dividendo sostenibile, e poi enel non ci vedo nulla di male, e che ad oggi e' un po' bastonata, ma risalira'.
Non si puo' fare a meno dell'energia.
Parliamo di terna e snam rete gas?
Perche' parlare di telecom che fa piangere non va bene.
Investire in azioni che danno dividendo si, ma fatto bene. Non a caso! :)
Il problema e' che se io ho una azione che non da dividendo e una che lo da, se il mercato crolla almeno ho preso i dividendi (magari per anni e anni) invece per l'azione che non ha mai dato nulla... be' vi lascio immaginare la tristezza.
Molte azioni dopo un po' di anni che le tieni in portafoglio e' come se le hai avute gratis, quelle che non erogano dividendo invece ti tengono in ostaggio il capitale fino alla fine.
Devi vederle come un investimento che ogni anno ti rida' indietro una parte. Almeno io la vedo cosi', e la cosa mi fa dormire la notte!!
Oppure, un esempio diverso, facciamo che ho due negozi di cui sono azionista.
Uno a fine anno mi da una parte dei guadagni che reinvesto in obbligazioni e l'altro negozio invece si tiene tutto in cassa.
Arriva la crisi, tutti e due i negozi fanno fatica a sbarcare il lunario, ma almeno uno mi ha dato dei frutti. E questa e' la migliore delle ipotesi perche' se invece fallissero tutti e due, non vorrei mai essere azionista del negozio che si e' sempre tenuto tutto per poi darlo in fase fallimentare agli obbligazionisti rimanendo con nulla in mano.
E' troppo facile con il senno di poi dire che una azione ha fatto meglio di un altra, con i dividendi si tamponano gli errori dello stock picking in qualche modo.
 
E comunque se no non avrebbe senso essere azionisti su... moltissimi vivono di partecipazioni azionarie. E' proprio un modo diverso di vedere il mercato. Tu sei piu' aggressivo, pensi al ciclo economico, il settore ora vendo tutto questo settore e compro quest'altro, no, cosi' non riuscirei a vivere... io sono piu' tranquillo, preferisco i dividendi sostenibili e stop, poi se l'azione si apprezza meglio se no sto bene uguale ma la cosa fondamentale e': CHE ABBIA LA CERTEZZA CHE CONTINUI A EROGARE DIVIDENDO. se no arriva il momento anche per me di vendere.
 
Il problema e' che se io ho una azione che non da dividendo e una che lo da, se il mercato crolla almeno ho preso i dividendi (magari per anni e anni) invece per l'azione che non ha mai dato nulla... be' vi lascio immaginare la tristezza.
Molte azioni dopo un po' di anni che le tieni in portafoglio e' come se le hai avute gratis, quelle che non erogano dividendo invece ti tengono in ostaggio il capitale fino alla fine.

Premesso che a livello teorico, come abbiamo precedentemente detto con Modigliani-Miller c'è poco spazio alla soggettività, se entro nel tuo ragionamento posso darti ragione.:)
Ovvero se entrassi nell'ottica di pensiero da cassettista immobile per 10 anni consecutivi, il tuo discorso funziona alla grande, perchè con un orizzonte così lungo e un rendimento decennale azionario nullo (come è successo quasi in questo decennio), è assolutamente vero che fra prendere i dividendi e non prendere nulla, è meglio prendere i dividendi.:yes:
Anche se a volte non possiamo prevedere con assoluta certezza la costanza dei dividendi in un orizzone così lungo, molte aziende anche solide hanno dovuto decurtare il dividendo, oppure rimandarlo all'anno successivo.
Io nel mio piccolo opero in maniera diversa, ovvero anno per anno, a seconda delle condizioni macroeconomiche e generali del mercato io cambio la struttura della mia gestione. Ovvero cambio l'incidenza delle assets classes anno dopo anno, per esempio in questa fase un profilo di rischio eccessivamente basso, con grande parte del portafoglio in liquidità e titoli di stato non mi sembra una buona idea. Ciò non toglie che quando questo nuovo ciclo economico starà per finire (5anni?), i cavalli tornano nella stalla! Infondo nessuno ci obbliga a stare dentro il mercato a tutti i costi. OK!
 
Indubbiamente. Poi certo bisogna anche saper uscire al momento giusto ed entrare al momento giusto.
Il cassettista si ma entrando bassi e vendendo alti e nel frattempo accumulare sulle debolezze. questa strategia pero' la attuo solo su azioni come terna snam saes getters enel e per ora solo saes e parzialmente enel sono ancora ostiche e spero che si sveglino dal torpore. Comunque di fretta non ce ne. C'e' anche da dire che (e questo e' solo una mia sensazione soggettiva) mi piace documentarmi e comprar eun pezzo della azienda invece di fare un prestito (come obbligazionista) mi sento piu' vivo. ;)
Un saluto.
 
E un portafoglino

di cinesi e indiane quotate USA?
Se e quando volete...
;)
ciao
apuo
 
No vabe' non ci siamo.
Io parlo di investire in azioni che danno un dividendo sostenibile, e poi enel non ci vedo nulla di male, e che ad oggi e' un po' bastonata, ma risalira'.
Non si puo' fare a meno dell'energia.
Parliamo di terna e snam rete gas?
Perche' parlare di telecom che fa piangere non va bene.
Investire in azioni che danno dividendo si, ma fatto bene. Non a caso! :)
Il problema e' che se io ho una azione che non da dividendo e una che lo da, se il mercato crolla almeno ho preso i dividendi (magari per anni e anni) invece per l'azione che non ha mai dato nulla... be' vi lascio immaginare la tristezza.
Molte azioni dopo un po' di anni che le tieni in portafoglio e' come se le hai avute gratis, quelle che non erogano dividendo invece ti tengono in ostaggio il capitale fino alla fine.
Devi vederle come un investimento che ogni anno ti rida' indietro una parte. Almeno io la vedo cosi', e la cosa mi fa dormire la notte!!
Oppure, un esempio diverso, facciamo che ho due negozi di cui sono azionista.
Uno a fine anno mi da una parte dei guadagni che reinvesto in obbligazioni e l'altro negozio invece si tiene tutto in cassa.
Arriva la crisi, tutti e due i negozi fanno fatica a sbarcare il lunario, ma almeno uno mi ha dato dei frutti. E questa e' la migliore delle ipotesi perche' se invece fallissero tutti e due, non vorrei mai essere azionista del negozio che si e' sempre tenuto tutto per poi darlo in fase fallimentare agli obbligazionisti rimanendo con nulla in mano.
E' troppo facile con il senno di poi dire che una azione ha fatto meglio di un altra, con i dividendi si tamponano gli errori dello stock picking in qualche modo.
Io penso che il fattore dividendi sia ininfluente, con due eccezioni:
- azioni straniere con doppia tassazione, in questo caso il dividendo e' un fattore leggermente negativo. Nell'ipotesi di un dividendo del 3% ed una tassazione del 15% (piu' il 12,5% normale) ogni anno perdo lo 0,45% di rendimento;
- azioni di risparmio dove il dividendo e' un fattore (spesso ampiamente) positivo in quanto io azionista di risparmio "rubo" il maggior dividendo agli azionisti ordinari, soprattutto se il prezzo dell'azione risparmio e' molto inferiore a quella ordinaria. Io quando possibile scelgo azioni rnc molto a sconto rispetto alle sorelle ordinarie, ad esempio con Buzzi Rnc ho un extra-rendimento del 2% ogni anno che capitalizzato per 10 anni viene un 22% in piu' OK!

Tornando al tuo esempio del negozio, e' anche possibile che il negozio che ha tenuto i soldi in cassa (o magari si e' comprato i muri invece di restare in affitto) riesce a superare la crisi, e invece quello che ha distribuito i dividendi non ha le risorse sufficienti per farcela... oppure deve chiedere un aumento di capitale.

Per tamponare gli errori di stock picking uso i piani di accumulo e/o la rotazione fra azioni che (per me) hanno corso troppo e quelle che (per me) sono rimaste indietro ;)
 
Indietro