Pressione fiscale inversamente proporzionale alla crescita PIL?

claudio_rome

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Di seguito la pressione fiscale nei paese UE (dato 2004). Non mi vorrei sbagliare ma assomiglia molto alla classifica dei paesi a piu' alta crescita di PIL, o no?

:D


2) PRESSIONE FISCALE NEI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA (a)
Anno 2004
Pressione fiscale
Paese in % su PIL
Lituania 27,4
Lettonia 28,2
Slovacchia 30,0
Irlanda 32,0
Estonia 32,9
Cipro 34,0
Polonia 35,3
Malta 36,0
Repubblica Ceca 36,1
Spagna 37,1
Portogallo 37,1
Regno Unito 37,3
Grecia 39,6
Olanda 39,6
Ungheria 39,7
Slovenia 40,0
Germania 40,5
Lussemburgo 41,3
EU 12 41,6
Italia 41,8
Austria 43,9
Finlandia 44,0
Francia 45,5
Belgio 47,1
Danimarca 50,9
Svezia 51,1
 
non sembra... prendi in considerazione la capacità di crescita residua dei Paesi e credo che avrai la risposta alla tua domanda. Poi, scusa eh.. hai preso come riferimento il dato errato.
 
Di seguito la % di crescita del PIL dei paesi UE allargati (anno 2005)


Non e' che mi sia sbagliato di parecchio

:D :D :D


Latvia 8,5
Romania 8,3
Turkey 8,9
Estonia 7,8
Lithuania 7,0
Iceland 6,2
Poland 5,3
Bulgaria 5,6
Slovakia 5,5
Greece 4,7
Hungary 4,6
Ireland 4,5
Luxembourg 4,5
Czech Republic 4,4
Slovenia 4,2
Cyprus 3,9
Croatia 3,8 (f)
Sweden 3,7
Finland 3,6
United Kingdom 3,2
Spain 3,1
Norway 2,8
Belgium 2,6
EU (25 countries) 2,4
Austria 2,4
EU (15 countries) 2,3
France 2,3
Denmark 1,9
Germany 1,6
Netherlands 1,7
Portugal 1,2
Italy 1,1
 
Pace In Medioriente ha scritto:
non sembra... prendi in considerazione la capacità di crescita residua dei Paesi e credo che avrai la risposta alla tua domanda. Poi, scusa eh.. hai preso come riferimento il dato errato.

Gia' .... scordavo che per i socialcom..... ops pardon ...socialdemocratici le risorse sono limitate e di conseguenza anche la crescita.

Per i liberali la crescita non ha mai fine. I bisogni dell'uomo sono infiniti, cosi' come le capacita' di soddisfarli.


P.S. con tutto quello che e' stato gia' inventato e che e' solo da mettere in produzione (l'elenco e' lunghissimo) potremmo tranquillamente avere una crescita del PIL al 10% annuo, Italia compresa.
 
non dico di non essere d'accordo con il principio generale ma fare un paragone tra la Lituania e la Gran Bretagna è da matti: quei Paesi sono appena entrati in Europa e stanno ottenendo fondi dall'UE, come fu una volta la Spagna o l'Irlanda... Quindi se vogliamo fare populismo, fa pure, ma non esporre il tutto come se fossero sacrosante verità.
 
claudio_rome ha scritto:
Di seguito la pressione fiscale nei paese UE (dato 2004). Non mi vorrei sbagliare ma assomiglia molto alla classifica dei paesi a piu' alta crescita di PIL, o no?

:D


2) PRESSIONE FISCALE NEI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA (a)
Anno 2004
Pressione fiscale
Paese in % su PIL
Lituania 27,4
Lettonia 28,2
Slovacchia 30,0
Irlanda 32,0
Estonia 32,9
Cipro 34,0
Polonia 35,3
Malta 36,0
Repubblica Ceca 36,1
Spagna 37,1
Portogallo 37,1
Regno Unito 37,3
Grecia 39,6
Olanda 39,6
Ungheria 39,7
Slovenia 40,0
Germania 40,5
Lussemburgo 41,3
EU 12 41,6
Italia 41,8
Austria 43,9
Finlandia 44,0
Francia 45,5
Belgio 47,1
Danimarca 50,9
Svezia 51,1
se lo trovo ve lo posto...uno studio pubblicato dall'Ec.
che evidenzia che la Svezia è uno dei paesi più
vantaggiosi come regime fiscale per le imprese......
imprese ho detto..non privati...
 
Pace In Medioriente ha scritto:
non dico di non essere d'accordo con il principio generale ma fare un paragone tra la Lituania e la Gran Bretagna è da matti: quei Paesi sono appena entrati in Europa e stanno ottenendo fondi dall'UE, come fu una volta la Spagna o l'Irlanda... Quindi se vogliamo fare populismo, fa pure, ma non esporre il tutto come se fossero sacrosante verità.

Ok, ok, :bow: :bow: ho solo fatto notare una "curiosa" somiglianza. Ognuno ne tragga le proprie conclusioni.
 
claudio_rome ha scritto:
Gia' .... scordavo che per i socialcom..... ops pardon ...socialdemocratici le risorse sono limitate e di conseguenza anche la crescita.

Per i liberali la crescita non ha mai fine. I bisogni dell'uomo sono infiniti, cosi' come le capacita' di soddisfarli.

Ma tu ti ritieni ancora liberale? per me sei italiano...
 
claudio_rome ha scritto:
Ok, ok, :bow: :bow: ho solo fatto notare una "curiosa" somiglianza. Ognuno ne tragga le proprie conclusioni.

infatti, chi ne capisce di economia trarrà delle conclusioni, chi invece fa propaganda ne trarrà delle altre.. giusto che sia cosi'
 
ramirez ha scritto:
se lo trovo ve lo posto...uno studio pubblicato dall'Ec.
che evidenzia che la Svezia è uno dei paesi più
vantaggiosi come regime fiscale per le imprese......
imprese ho detto..non privati...

certamente.. immagino anche la Cina lo sia.. o no?
 
Pace In Medioriente ha scritto:
certamente.. immagino anche la Cina lo sia.. o no?

Non so esattamente quale sia il regime fiscale in Cina per le imprese. So che a partire da Ottobre e' un continuo di fatture false e finti pagamenti tramite Hong Kong.

Ovviamente tutti i bilanci finali sono in perdita.
 
Just in case...

La decisione finale spetta ai ministri delle finanze Sì alla Slovenia per l'ingresso nell'eurozona Parere favorevole della commissione europea per l'adozione della moneta unica. No alla Lituania a causa dell'alta inflazione
STRASBURGO - La commissione europea ha dato il via libera all'ingresso della Slovenia nell'eurozona a partire dal primo gennaio 2007 e, secondo le attese, non ha dato il suo parere favorevole all'adozione della moneta unica da parte della Lituania a causa dell'alta inflazione. Lo ha reso noto oggi l'esecutivo europeo. La decisione definitiva sarà presa a luglio dai ministri delle finanze dopo la consultazione del Parlamento europeo e dopo una discussione dei capi di Stato e di governo al vertice di giugno.


Il commissario agli Affari monetari, Joaquin Almunia (Ap)
ADDIO TALLERO - «La Slovenia - si legge in un rapporto presentato oggi a Strasburgo - rispetta tutti i criteri di convergenza». Il tallero sloveno, che da gennaio lascerà il posto all'euro, è rimasto nello Sme2, il meccanismo monetario creato per dare la possibilità ai nuovi membri di avvicinarsi al cambio dell'euro prima della loro adesione. «Ora che la Slovenia adotta l'euro - ha detto il commissario agli Affari monetari, Joaquin Almunia - è importante ricordare che gli sforzi del Paese non finiscono con l'adozione della moneta unica». «L'euro - ha aggiunto Almunia - porta enormi benefici ma anche importanti responsabilità in termini di mantenere la stabilità macroeconomica e la competitività di un paese in un unico contesto monetario».
16 maggio 2006
 
Perchè non parliamo di politica economica invece che solo fiscale?
 
Pace In Medioriente ha scritto:
certamente.. immagino anche la Cina lo sia.. o no?
trovato l'art...
.
Investment taxes

Taxing times
Sep 22nd 2005
From The Economist print edition

A study of corporate taxes yields some unexpected results

SWEDEN, a bastion of egalitarianism where the state claims around 60% of GDP, is surprisingly friendly to capitalists. On the other hand, communist China, the darling of foreign investors the world over, demands a great deal from its suitors. Both findings emerge from a new report on capital taxation by Duanjie Chen, Jack Mintz and Finn Poschmann of the C.D. Howe Institute, a Canadian think-tank.

The simplest way of comparing countries' capital taxation would be to look at statutory tax rates on corporate income. But that, says the authors, misses a lot of factors that affect the taxes which firms actually pay. Governments use different rules for the treatment of depreciation, inventories and other things. All of these cause actual tax rates to diverge from the statutory figures.

The authors have calculated a ranking according to the “effective” tax rate—the proportion of the pre-tax return on capital swallowed by the state (see chart). China comes out on top, largely because of a 17% value-added tax on purchases of machinery and equipment. However, lucky firms can sometimes negotiate a full refund, which cuts the effective tax rate from 46% to only 18%.

Canada, America and Germany are also among the top corporate taxers. Although Canada has a lowish statutory tax on corporate income, high capital and sales levies on inputs by its provincial governments lift its effective rate.

Sweden allows fast write-offs for capital investment, which pull its effective tax rate down. Singapore and Hong Kong also offer liberal deductions and concessions that yield more favourable tax regimes.

How important are tax policies in encouraging foreign direct investment? All other things equal, a higher tax rate reduces the return on investment. However, all other things are seldom equal: differences in market size, labour costs, the quality of infrastructure and political stability, among other things, are also important for attracting investment. Foreign investors falling over each other to set up factories in China are plainly not put off by tax.

Still, the authors believe that taxes do matter, and increasingly so for industrialised countries that face stiff competition for investment, especially from the Chinese. In Germany, corporate-income taxes may be on the way down whatever the colours of the next government. Similar pressures may lead America and Canada to cutting their rates as well.
 
non mi sorprende... Alla fine quella sarebbe per me la ricetta prioritaria per l'Italia. Sarebbe facilmente assimilabile dal nostro sistema e dal nostro DNA
 
luigir ha scritto:
non mi sorprende... Alla fine quella sarebbe per me la ricetta prioritaria per l'Italia. Sarebbe facilmente assimilabile dal nostro sistema e dal nostro DNA
Luigi i problemi si ingigantiscono, non perchè non si conoscano
le soluzioni, bensì perchè non ci si mette d'accordo per stabilire
qual'è il problema reale.
In Italia non si è ancora deciso se il capitalismo sia un bene o un male..
e quindi a volte lo si agevola ed altre lo si punisce....
io naturalmente penso che il capitalismo vada esaltato al massimo
con tutti i suoi 'difetti', sta allo Stato mitigare questi 'difetti'
 
ramirez ha scritto:
Luigi i problemi si ingigantiscono, non perchè non si conoscano
le soluzioni, bensì perchè non ci si mette d'accordo per stabilire
qual'è il problema reale.
In Italia non si è ancora deciso se il capitalismo sia un bene o un male..
e quindi a volte lo si agevola ed altre lo si punisce....
io naturalmente penso che il capitalismo vada esaltato al massimo
con tutti i suoi 'difetti', sta allo Stato mitigare questi 'difetti'

Si', d'accordo, ma esiste un altro problema fondamentale... Esistono delle sostanze che prese isolatamente sono innocue, ma combinate tra loro provocano esplosioni e gas mortali.

una delle sostanze è l'italia, l'altro puo' essere il capitalismo pulito. Fai un mix e salta fuori il neoliberismo all'argentina.

il problema non è il capitalismo di per se'. Esaltazione al massimo porta all'Argentina e proprio per quello che dici sulla diatriba tra bene e male, mi sento sicuro del fatto che non saremo mai l'Argentina. Lo saremmo se vi fosse l'esaltazione al massimo perchè non avremmo uno stato in grado di smussarne i difetti. Troppa corruzione e troppo consociatismo e collusione.
 
luigir ha scritto:
Si', d'accordo, ma esiste un altro problema fondamentale... Esistono delle sostanze che prese isolatamente sono innocue, ma combinate tra loro provocano esplosioni e gas mortali.

una delle sostanze è l'italia, l'altro puo' essere il capitalismo pulito. Fai un mix e salta fuori il neoliberismo all'argentina.

il problema non è il capitalismo di per se'. Esaltazione al massimo porta all'Argentina e proprio per quello che dici sulla diatriba tra bene e male, mi sento sicuro del fatto che non saremo mai l'Argentina. Lo saremmo se vi fosse l'esaltazione al massimo perchè non avremmo uno stato in grado di smussarne i difetti. Troppa corruzione e troppo consociatismo e collusione.
probabilmente hai ragione, ciò comporta che viaggeremo sempre
con il freno a mano tirato......e quando gli altri corrono....
 
ramirez ha scritto:
probabilmente hai ragione, ciò comporta che viaggeremo sempre
con il freno a mano tirato......e quando gli altri corrono....

Forse si', a meno che... A meno che... non si decida di ridimensionare il nostro ruolo da quello che aveva cercato di darci il governo uscente (ruolo tra i big) e torniamo ad essere degli "umili servitori della vigna" e sfruttare le nicchie a cui eravamo abituati e rilanciare il peacemaking e l'equidistanza dalle diatribe internazionali. Anche questo porta affari ed è proprio grazie a quest otipo di politica che comunque l'Italia è cresciuta nei decenni. Il taglio agli sprechi è un must, per carità, ma anche la consapevolezza dei limiti del sistema italia non sarebbe male.

Il cambiamento verso una società di stampo liberalsocialista dove si dia diritto di tribuna sia ai liberali che ai socialdemocratici sarebbe non solo auspicabile ma addirittura possibile. In fondo in Italia ci si incavola quando i nostri diritti vengono toccati o minacciati. Se invece di imporre un modello si da la scelta al singolo individuo di poter vivere uno status liberale o socialdemocratico, credo che non possa non essere accolto favorevolmente. Soprattutto se i governanti riusciranno a dimostrare che cio' non arreca danno all'individuo.

Facile? No, per niente!

Pero' credo che la via sia quella, altrimenti ogni 5 anni (credo molto prima per questa legislatura) avremo raggiunto la politica dell'alternanza all'italiana: fai e disfai... un passo avanti ed uno e mezzo indietro...

Ciao rami ;)
 
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