provvigione per vendita all'asta

  • Due nuove obbligazioni Societe Generale, in Euro e in Dollaro USA

    Societe Generale porta sul segmento Bond-X (EuroTLX) di Borsa Italiana due obbligazioni, una in EUR e una in USD, a tasso fisso decrescente con durata massima di 15 anni e possibilità di rimborso anticipato annuale a discrezione dell’Emittente.

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ignorantissimo

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salve

"un amico" :D
ricevette informazioni da un agente immobiliare su un immobile che era di suo interesse (si scambiarono diverse email e telefonate a tal proposito) che successivamente andò all'asta e li l'amico lo comprò

deve qualcosa all'agenzia per l'attività di segnalazione prestata ?
preciso, per dovere di cronaca, che quando la società fini in liquidazione l'agente informò subito l'amico del fatto segnalandogli il nome del curatore a suo tempo incaricato

per favore solo indicazioni fondate
il 'manda a fanciulo l'agente' etc etc non serve allo scopo :(
 
dire iche è stata da parte sua una cortesia, magari una bella cesta con prosciutto cioccolatini, spumante ed altre leccornie sarebbe un bel modo di sdebitarsi.OK!
 
salve

"un amico" :D
ricevette informazioni da un agente immobiliare su un immobile che era di suo interesse (si scambiarono diverse email e telefonate a tal proposito) che successivamente andò all'asta e li l'amico lo comprò

deve qualcosa all'agenzia per l'attività di segnalazione prestata ?
preciso, per dovere di cronaca, che quando la società fini in liquidazione l'agente informò subito l'amico del fatto segnalandogli il nome del curatore a suo tempo incaricato

per favore solo indicazioni fondate
il 'manda a fanciulo l'agente' etc etc non serve allo scopo :(

Art. 1754 - Mediatore

E' mediatore colui che mette in relazione due o più parti per la conclusione di un affare, senza essere legato ad alcuna di esse da rapporti di collaborazione, di dipendenza o di rappresentanza.

Art. 1755 - Provvigione
Il mediatore ha diritto alla provvigione da ciascuna delle parti, se l'affare è concluso per effetto del suo intervento.

La misura della provvigione e la proporzione in cui questa deve gravare su ciascuna delle parti, in mancanza di patto, di tariffe professionali o di usi, sono determinate dal giudice secondo equità.

Direi che bene o male il mediatore ha fatto il suo lavoro, suggerisci al tuo "amico", sopratutto se ha fatto un affare, un minimo di riconoscenza.
 
salve

"un amico" :D
ricevette informazioni da un agente immobiliare su un immobile che era di suo interesse (si scambiarono diverse email e telefonate a tal proposito) che successivamente andò all'asta e li l'amico lo comprò

deve qualcosa all'agenzia per l'attività di segnalazione prestata ?
preciso, per dovere di cronaca, che quando la società fini in liquidazione l'agente informò subito l'amico del fatto segnalandogli il nome del curatore a suo tempo incaricato

per favore solo indicazioni fondate
il 'manda a fanciulo l'agente' etc etc non serve allo scopo :(

no nn è dovuta la provvigione se la casa è comprata all'asta, il mio avvocato a suo tempo così mi disse ;)
 
dire iche è stata da parte sua una cortesia, magari una bella cesta con prosciutto cioccolatini, spumante ed altre leccornie sarebbe un bel modo di sdebitarsi.OK!

OK! un bel regalo esentasse ;)
 
grazie a tutti
ma 'gesti di riconoscenza spontanei' a parte non c'è nessuna indicazione certa (magari una sentenza di qualche tar del cappero) che dica qualcosa di concreto al riguardo ? :mmmm:

PS) dagli avvocati ne ho sentite di cotte e di crude, credo che ne sappiano meno di me :(
 
leggi l'altro 3d la provvigione sulla villa a schiera se le parti sono diverse non è dovuta la provvigione
un conto è la vecchia società altro la procedura
secondo me non è dovuto nulla
 
grazie a tutti
ma 'gesti di riconoscenza spontanei' a parte non c'è nessuna indicazione certa (magari una sentenza di qualche tar del cappero) che dica qualcosa di concreto al riguardo ? :mmmm:

PS) dagli avvocati ne ho sentite di cotte e di crude, credo che ne sappiano meno di me :(
Da Wikipedia

Compenso [modifica]

Come per tutti i mediatori, la misura del compenso si determina del tutto liberamente fra l'agente immobiliare ed i suoi clienti; le tariffe professionali che sul principio degli anni '90 erano state imposte dalle associazioni di categoria ai propri aderenti (e dalle Borse Immobiliari - strutture pubbliche delle Camere di Commercio, per la regolazione e sviluppo del mercato immobiliare - ai propri Accreditati) al fine di limitare gli elevati importi provvigionali che precedentemente venivano richiesti alla clientela, sono state di recente considerate inaccettabili in quanto lesive della libertà di commercio e di concorrenza da una nota pronuncia dell'Autorità garante per la concorrenza e per il mercato. Per effetto della pronuncia, non vi sono più quindi limiti di alcun genere alla commisurazione degli onorari dell'agente immobiliare, se non quelli fattuali del mercato. Il diritto alla provvigione sorge per effetto e nel momento della conclusione dell'affare che il mediatore ha reso possibile mediante la segnalazione dello stesso alle parti. La giurisprudenza è ormai chiara su quest'ultimo punto, come pure sul fatto che il diritto alla provvigione è fatto salvo anche quando le parti sostituiscono a sé stesse altre persone, oppure quando l'affare è concluso dopo la scadenza di eventuale incarico (per il quale è valida anche la forma verbale, quando dei fatti concludenti provano l'esistenza del rapporto di mediazione) e a distanza di anni. Su quest'ultimo punto vale la prescrizione di un anno "dal momento in cui il mediatore ha avuto conoscenza" della frode a suo danno; pertanto, ad esempio, se il mediatore rileva la frode dopo due anni dalla conclusione dell'affare, ha poi un anno per iniziare un'azione legale. In effetti questa normativa intende tutelare l'importante funzione sociale del mediatore, il quale migliora la trasparenza, la concorrenza, la conoscenza e dunque l'efficienza dell'intero mercato immobiliare, investendovi risorse imprenditoriali che danno vita a strutture talvolta molto complesse.
 
salve

"un amico" :D
ricevette informazioni da un agente immobiliare su un immobile che era di suo interesse (si scambiarono diverse email e telefonate a tal proposito) che successivamente andò all'asta e li l'amico lo comprò

deve qualcosa all'agenzia per l'attività di segnalazione prestata ?
preciso, per dovere di cronaca, che quando la società fini in liquidazione l'agente informò subito l'amico del fatto segnalandogli il nome del curatore a suo tempo incaricato

per favore solo indicazioni fondate
il 'manda a fanciulo l'agente' etc etc non serve allo scopo :(

se il tuo amico vuole può dare all'agente la giusta commissione
se non vuole può bastare un grazie o un vaffa,**** se il tizio insiste.
l'agente non farà nulla per avere i soldi.al massimo gli manderà una raccomandata che il tuo amico può tranquillamente cestinare anche nel caso fosse firmata da un avvocato.
giusto o non giusto che sia il tizio sà bene che dovrebbe fargli causa ,spendere dei soldi per l'avvocato e attendere anni e anni e anni e anni e anni.....................per ottenere un bel niente.
 
se il tuo amico vuole può dare all'agente la giusta commissione
se non vuole può bastare un grazie o un vaffa,**** se il tizio insiste.
l'agente non farà nulla per avere i soldi.al massimo gli manderà una raccomandata che il tuo amico può tranquillamente cestinare anche nel caso fosse firmata da un avvocato.
giusto o non giusto che sia il tizio sà bene che dovrebbe fargli causa ,spendere dei soldi per l'avvocato e attendere anni e anni e anni e anni e anni.....................per ottenere un bel niente.

l'amico, mi pare, chiede un parere da esperti (che io non sono e quindi mi esimo)
non credo che una risposta come questa = 'fai il furbo anche tu che poi vediamo chi lo è di più' serva a molto.....
se non a dimostrare in che capzo di paese viviamo KO!
 
l'amico, mi pare, chiede un parere da esperti (che io non sono e quindi mi esimo)
non credo che una risposta come questa = 'fai il furbo anche tu che poi vediamo chi lo è di più' serva a molto.....
se non a dimostrare in che capzo di paese viviamo KO!
Dovrebbe rientrare nella"mediazione semplice" che costa molto meno della "mediazione con servizi" in pratica lui ti ha segnalato un affare (e lo può provare) e tu poi hai concluso.
Dovresti riconoscergli un compenso.
 
grazie a tutti
ma 'gesti di riconoscenza spontanei' a parte non c'è nessuna indicazione certa (magari una sentenza di qualche tar del cappero) che dica qualcosa di concreto al riguardo ? :mmmm:

PS) dagli avvocati ne ho sentite di cotte e di crude, credo che ne sappiano meno di me :(

bè l'avvocato di cui parlo fa anche cassazione e segue parecchio il settore edile ed immobiliare cmq ci sono passato io in prima persona e l'A.I. nn mi ha chiesto 1 euro nonostante mi avesse portato + di una volta a visitare l'immobile.

Pertanto nn so se ci sono sentenze, ma credo proprio che legalmente nn sia dovuta nel modo + assoluto ;)
 
bè l'avvocato di cui parlo fa anche cassazione e segue parecchio il settore edile ed immobiliare cmq ci sono passato io in prima persona e l'A.I. nn mi ha chiesto 1 euro nonostante mi avesse portato + di una volta a visitare l'immobile.

Pertanto nn so se ci sono sentenze, ma credo proprio che legalmente nn sia dovuta nel modo + assoluto ;)

Come fai a dire che non è dovuta nel modo più assoluto ?
L'agente immobiliare è un mediatore e il mediatore deve mettere in contatto due o più persone per la conclusione di un affare........
Questo l'ha fatto ("...quando la società fini in liquidazione l'agente informò subito l'amico del fatto segnalandogli il nome del curatore a suo tempo incaricato...") e se non è totalmente suonato te lo può anche dimostrare....
Se l'A.I. rivendica una provvigione secondo me ha tutto il diritto di averla e può agire legalmente in tal senso a meno che abbia accettato l'incarico a titolo gratuito......
Se proprio si vuole si possono fare le pulci e controllare se l'A.I. ha l'abilitazione se non ce l'ha non ha diritto a nulla.
Al limite si tratta sulla provvigione che di certo può essere molto scontata rispetto alla norma, data la trattazione irrituale dell'incarico conferito.
Ma poi a prescindere dal fatto che legalmente uno se la potrebbe cavare, un minimo di onestà esiste ancora in questo paese ? Qualcuno con un pò di coscienza c'è ancora ? Si parla tanto male degli a.i. ma ultimamente mi sembra che siano peggio i clienti............
 
10 e lode a doan OK!
 
perchè me l'ha detto il mio avvocato e a me tanto basta, poi ognuno faccia come meglio crede :mmmm::rolleyes:

Giusto per conferma oggi ho sentito due avvocati miei amici a pranzo.....
Poverini sono un pò dei sempliciotti di provincia, ma mi hanno confermato quello che pensavo, se il caso è come ha esposto in linea di massima il nostro amico le commissioni sono dovute. Poi sai in giudizio non c'è mai certezza e mancano un pò di dati, ma a livello di diritto ex art. 1754-1755 il mediatore ha fatto il suo dovere e salvo non sia abilitato e non abbia commesso scorrettezze non si vede il motivo per cui non debba aver diritto alla provvigione e/o quantomeno alle spese sostenute.
 
Grazie doan
Qualcuno ha sentenze cassazione, casi simili risolti, etc a supporto di questa tesi per cui il mediatore ha diritto alla prov anche se poi l'immobile va all'asta ?
 
Contratto di mediazione - condizioni per il diritto alla provvigione


Il mediatore ha diritto alla provvigione in quanto la sua attività svolga un ruolo causale nella conclusione dell'affare. Invero non è necessario che il ruolo sia esclusivo, niente impedendo che abbia più modesta portata e, cioè, che l'attività del mediatore si inserisca come semplice concausa nel processo formativo dell'affare (1).

Detta attività infatti può intervenire in qualsiasi momento, all'inizio segnalando l'affare - sempre che la segnalazione costituisca il risultato utile di una ricerca fatta dal mediatore - oppure nel corso delle trattative senza che sia, quindi, necessario che si protragga dall'inizio fino alla conclusione dell'affare. Quello che è indispensabile è che, in qualsiasi momento intervenga o con qualsiasi altro fattore causale concorra, l'attività del mediatore costituisca un antecedente necessario della conclusione dell'affare (2).

Ne consegue che non dà diritto a provvigione l'attività di mediazione che, secondo l'apprezzamento del giudice, non svolga alcun ruolo causale, neppure ridotto.

(1) Cfr. Cass. 16.1.1996, n. 297; Cass. 28.7.1997, n. 7048.
(2) Cfr. Cass. 16.1.1997, n. 392; Cass. 18.8.1997, n. 7554; Cass. 13.12.1978, n. 5929.




Cassazione Civile

SEZIONE III

SENTENZA 02-08-2001, n. 10606

(PRES Giustiniani V- REL Durante B- PM Raimondi G (conf.) - Agenzia Albatros di Pizzichini G. c. Sonnati)


SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

L'agenzia immobiliare Albatros, in persona del titolare Pizzichini Giancarlo, convenne innanzi al pretore di Grosseto - sezione distaccata di Massa marittima - Sonnati Giuliana e Poli Leonardo per sentirli condannare al pagamento di lire 15.000.000 ciascuno, oltre accessori.

A sostegno della domanda dedusse che, ricevuto nel marzo 1993 incarico, da parte di Poli Settimo, di trovare un acquirente per la villa del figlio, Poli Leonardo, al prezzo di lire 750.000.000, si era attivata, facendo visitare la villa alla Sonnati nel maggio successivo e fornendole ogni indicazione utile per l'acquisto; che il rogito notarile di vendita era intervenuto l'1.3.1995, ma la provvigione non era stata corrisposta.

Si costituirono in giudizio i convenuti e si opposero alla domanda, sostenendo - tra l'altro - il Poli che non aveva conferito alcun incarico all'agenzia e che la villa era stata venduta per lire 350.000.000; la Sonnati che non aveva concluso l'affare nel 1993, quando le era stato proposto dall'agenzia, perché il prezzo era eccessivo, e lo aveva concluso, invece, nel novembre 1995, a distanza di più di due anni, su segnalazione di un proprio collega di lavoro per un prezzo notevolmente inferiore.

Il Pretore condannò il Poli e la Sonnati al pagamento di lire 7.000.000 ciascuno, oltre accessori.

Su gravame dei soccombenti il tribunale di Grosseto, con sentenza resa il 30.6.1999, rigettò la domanda, considerando quanto appresso: - era ben vero che Poli Settimo aveva incaricato l'agenzia di trovare un acquirente della villa, ma tale incarico non era in alcun modo riferibile al proprietario, Poli Leonardo; - l'incarico era stato, peraltro, revocato a distanza di qualche mese; - dalle prove assunte era emerso che l'affare era stato segnalato alla Sonnati nel febbraio 1995 da tale Fralassi; - dalle deposizioni dei testi Ciancolini e Brinzaglia non erano desumibili elementi utili ai fini della decisione, avendo il primo riferito circostanze "de relato" ed essendo la seconda associata dell'attore; - in questa situazione difettava la prova del nesso causale tra attività mediatoria ed affare concluso; nesso indispensabile per il sorgere del diritto alla provvigione.

L'agenzia Albatros ha proposto ricorso per cassazione sulla base di sei motivi di censura; il Poli e la Sonnati hanno resistito con controricorso; l'agenzia ed il Poli hanno depositato memoria.

MOTIVI DELLA DECISIONE

Con il primo motivo di ricorso, denunciandosi "insufficiente motivazione su punto decisivo della controversia; errata interpretazione e valutazione delle prove; violazione e falsa applicazione delle norme di cui all'art. 360 n. 5 c.p.c. in relazione agli artt. 1703, 1704, 1708 ss. c.c. e agli artt. 1754 ss. c.c., nonché agli artt. 2727, 2729 c.c.", si sostiene: i giudici di appello hanno ritenuto che non è stato provato che Poli Settimo, quando ha incaricato l'agenzia di vendere la villa, ha agito in rappresentanza del figlio, Poli Leonardo; la prova di tanto è, viceversa, agevolmente desumibile da altri elementi sicuramente idonei allo scopo, come lo stato di famiglia dei due e la giovane età del figlio; dalla deposizione della teste Brinzaglia, attendibile sul punto "in quanto congrua rispetto al contenuto degli altri elementi esistenti agli atti del giudizio", si evince, poi, che Poli Settimo ha speso il nome del figlio; l'omessa valutazione delle indicate fonti processuali si risolve in palese difetto di motivazione.

Con il motivo in esame si addebita, quindi, ai giudici di appello di non avere portato la loro valutazione su tutte le risultanze processuali e di avere ritenuto a causa di ciò carente la prova della rappresentanza.

Sennonché il giudice di merito è libero di scegliere gli elementi probatori da porre a fondamento della propria decisione, senza essere tenuto ad esaminare tutti gli elementi risultanti dagli atti e dovendosi, anzi, ritenere per implicito disattesi quelli logicamente incompatibili con la decisione adottata (Cass. 12.3.1996, n. 2008), salvo che non si tratti di elementi che avrebbero portato con certezza e non con semplice probabilità ad una pronuncia diversa da quella adottata; nel qual caso soltanto è ravvisabile vizio di motivazione (Cass. 15.5.1997, n. 4310).

E poiché tanto non è nella specie e, per quel che vale, neppure è dedotto almeno in maniera specifica, il motivo non è suscettibile di trovare accoglimento.

Il secondo motivo pone censura di "insufficiente motivazione su un punto decisivo della controversia; errata interpretazione e valutazione delle prove; violazione o falsa applicazione delle norme di cui all'art. 360 n. 5 c.p.c. in relazione agli artt. 1754, 1755 ss. c.c. e agli artt. 1398, 1399 c.c.".

In particolare, si lamenta che i giudici di appello non hanno esaminato la tesi difensiva, prospettata negli scritti di entrambi i gradi del giudizio, che Poli Leonardo, stipulando il compromesso e l'atto notarile di vendita, ha ratificato l'operato del padre.

Neppure questo motivo può essere accolto in quanto il giudice - anche di appello - non è tenuto ad occuparsi espressamente di ogni tesi o argomentazione delle parti, purché esponga gli elementi in fatto ed in diritto a fondamento della decisione, come nella specie è puntualmente avvenuto, dovendosi ritenere per implicito disattese le tesi e le argomentazioni che siano incompatibili con la soluzione adottata e l'iter argomentativo seguito (Cass. 11.2.1998, n. 1390).

Con il terzo motivo di ricorso, nel denunciare violazione o falsa applicazione degli artt. 1754, 1755 ss. c.c. in relazione all'art. 360, n. 5, c.p.c., nonché vizi di motivazione, si censurano i giudici di appello per non avere riconosciuto efficacia probatoria alla deposizione del teste Ciancolini in quanto "del relato a parte actoris", sostenendosi che il teste ha deposto anche su circostanze di fatto cadute sotto la sua diretta percezione; circostanze che, correttamente valutate, avrebbero portato i giudici a ritenere, invece che a negare, l'esistenza del nesso causale tra l'attività di mediazione e l'affare concluso.

Con il quarto motivo si denunciano le medesime violazioni di legge ed i medesimi vizi di motivazione; si deduce che i giudici di appello hanno erroneamente ritenuto che l'affare non è riconducibile all'attività di mediazione per il fatto che Poli Settimo ha revocato l'incarico di vendere la villa e la Sonnati è stata successivamente informata dell'affare da Fralassi Giuseppe, atteso che per costante giurisprudenza il rapporto di mediazione prescinde dal previo conferimento dell'incarico e per il sorgere del diritto alla provvigione è sufficiente che la conclusione dell'affare si trovi in rapporto causale con l'attività svolta dal mediatore.

Con il quinto motivo, impostato su "insufficiente o contraddittoria motivazione; errata valutazione e interpretazione delle prove; violazione o falsa applicazione delle norme di cui all'art. 360, nn. 3 e 5, c.p.c. in relazione agli artt. 2697 c.c., 115, 1° e 2° comma, 116 c.p.c. e agli artt. 1754, 1755 ss. c.c.", si lamenta che per escludere l'esistenza del nesso causale i giudici di appello si sono riferiti al notevole lasso di tempo intercorso tra l'attività di mediazione e la conclusione dell'affare ed alle diverse condizioni dell'immobile, senza considerare, quanto alle condizioni, che di esse non v'è traccia in atti e, quanto al lasso di tempo, che la stipula del contratto di vendita è stata preceduta da quella del contratto preliminare, che "segna il momento della conclusione dell'affare rilevante ai sensi dell'art. 1755 c.c. per fare sorgere il diritto alla provvigione"; contratto che avrebbe dovuto essere prodotto dal Poli o dalla Sonnati, sicché il riferimento al tempo trascorso si risolve in erronea applicazione dell'onere probatorio.

I motivi, che vanno esaminati congiuntamente in quanto incentrati sullo stesso tema del nesso di causalità, sono infondati.

Occorre premettere che, come più volte affermato da questa Corte, in tanto il mediatore ha diritto alla provvigione in quanto la sua attività svolga un ruolo causale nella conclusione dell'affare.

Ben vero che, come dedotto in ricorso, non è necessario che il ruolo sia esclusivo, niente impedendo che abbia più modesta portata e, cioè, che l'attività del mediatore si inserisca come semplice concausa nel processo formativo dell'affare (Cass. 16.1.1996, n. 297; Cass. 28.7.1997, n. 7048).

In questo ambito di idee si è ritenuto che la detta attività può intervenire in qualsiasi momento, all'inizio segnalando l'affare - sempre che la segnalazione costituisca il risultato utile di una ricerca fatta dal mediatore (Cass. 16.1.1997, n. 392; Cass. 18.8.1997, n. 7554) - oppure nel corso delle trattative (Cass. 13.12.1978, n. 5929), senza che sia, quindi, necessario che si protragga dall'inizio fino alla conclusione dell'affare.

Quello che è indispensabile è che, in qualsiasi momento intervenga o con qualsiasi altro fattore causale concorra, l'attività del mediatore costituisca un antecedente necessario della conclusione dell'affare.

Ne consegue che non dà diritto a provvigione l'attività di mediazione che, secondo l'apprezzamento del giudice, non svolga alcun ruolo causale, neppure ridotto.

Nella specie i giudici di appello hanno ritenuto che, cadute le trattative intavolate con la mediazione dell'agenzia, su segnalazione di Fralassi Giuseppe ne sono state intavolate altre, che sono andate a buon fine anche perché sono variate le condizioni dell'affare (prezzo e stato dell'immobile), e hanno escluso l'esistenza del nesso causale tra l'attività di mediazione dell'agenzia e la vendita per questa ragione ed inoltre perché non è stato provato che, allorquando ha conferito all'agenzia l'incarico di trovare un acquirente, Poli Settimo ha agito in rappresentanza del figlio, aggiungendo che tra l'attività di mediazione e la conclusione dell'affare sono intercorsi più di due anni.

I detti giudici hanno così espresso un apprezzamento di fatto che, sindacabile in questa sede solo per vizi di motivazione (Cass. 23.4.1999, n. 4043; Cass. 29.3.1982, n. 1934), resiste alle censure mosse.

Si rileva in proposito: 1) allorquando si deduce che il teste Ciancolini ha deposto anche su circostanze diverse da quelle "de relato" e si propone una differente ricostruzione della fattispecie, si sollecita in definitiva il riesame del merito della causa, non consentito al giudice di legittimità (Cass. 21.10.1994, n. 8653); 2) come già detto, il giudizio circa l'assenza di poteri rappresentativi non è scalfito dalle censure che lo investono e rimane fermo; 3) il lasso di tempo tra l'attività spiegata dall'agenzia e la conclusione della vendita si pone nella motivazione della sentenza impugnata come argomento ulteriore e, quindi, rafforzativo, sicché - a parte ogni altra considerazione - è ininfluente la questione che concerne il preliminare di vendita.

Con il sesto ed ultimo motivo di ricorso, nel denunciare "insufficiente o contraddittoria motivazione su punto decisivo; errata valutazione e interpretazione delle prove; violazione o falsa applicazione delle norme di cui agli artt. 360, nn. 3 e 5, 115, 116 c.p.c.", si lamenta che i giudici di appello hanno ritenuto che la teste Brinzaglia non è attendibile in quanto interessata alla causa quale contitolare dell'agenzia, sostenendosi che i detti giudici avrebbero dovuto tenere conto della deposizione della teste nella parte in cui collima con altre fonti processuali e valutarne la credibilità in base ad indici diversi di natura soggettiva ed oggettiva.

Il motivo non può essere accolto in quanto in tutte le sue prospettazioni si risolve in una richiesta di riesame della deposizione e delle altre fonti processuali, impossibile in sede di legittimità.

In conclusione, il ricorso va rigettato con condanna della ricorrente alle spese.

P.Q.M.

la Corte rigetta il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento, in favore dei controricorrenti, delle spese in lire 79.000 per Sonnati e lire 173.000 per Poli, oltre onorari liquidati in lire 2.500.000 per ciascuno di essi.
 
Grazie doan
Qualcuno ha sentenze cassazione, casi simili risolti, etc a supporto di questa tesi per cui il mediatore ha diritto alla prov anche se poi l'immobile va all'asta ?
::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
Ci sono molte variabili all'asta.
Primo puoi partecipare e non si sa se ti tocca.
Secondo il prezzo può essere variabile.
Quindi indefinito e la partecipazione è soggettiva al buon fine dettata dalla determinazione del partecipante, quindi a parte la segnalazione non vedo meriti.
Che dire la cesta... è un riconoscimento di stima.
Un saluto a tutti
 
Giusto per conferma oggi ho sentito due avvocati miei amici a pranzo.....
Poverini sono un pò dei sempliciotti di provincia, ma mi hanno confermato quello che pensavo, se il caso è come ha esposto in linea di massima il nostro amico le commissioni sono dovute. Poi sai in giudizio non c'è mai certezza e mancano un pò di dati, ma a livello di diritto ex art. 1754-1755 il mediatore ha fatto il suo dovere e salvo non sia abilitato e non abbia commesso scorrettezze non si vede il motivo per cui non debba aver diritto alla provvigione e/o quantomeno alle spese sostenute.

colgo l'ironia, ma nn è che volevo dire che il mio avv. è il top, semplicemente è specializzato in un determinato settore (edile/immobiliare) e facendo anche cassazione ha un certo grado di esperienza.



e nn mi pare che la sentenza postata da reganam sia relativa ad immobile acquisito all'asta.

qui si trova qualcosa

L'agente immobiliare e le aste giudiziarie

cmq ribadisco, del mio avv. mi fido e ne ho motivo.

salutammo ;)

dimenticavo nel caso specifico, al di là della legge, è ovvio che il segnalatore nn l'ha fatto per la gloria....quindi "ignorantissimo" se sei corretto "moralmente" una mancia, un regalo è senz'altro dovuto ;)
 
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