Quando ancora scrivevo...

  • Ecco la 56° Edizione del settimanale "Le opportunità di Borsa" dedicato ai consulenti finanziari ed esperti di borsa.

    Settimana da incorniciare per i principali indici internazionali grazie alla trimestrale più attesa dell’anno che non ha deluso le aspettative. Nvidia negli ultimi tre mesi del 2023 ha generato ricavi superiori all’intero 2021, confermando la crescita da record della società grazie agli investimenti globali nell’intelligenza artificiale. I mercati azionari hanno festeggiato aggiornando i record assoluti a Wall Street e in Europa, mentre il Nikkei giapponese raggiunge un nuovo massimo storico dopo 34 anni. Le prossime mosse delle banche centrali rimangono sempre al centro dell’attenzione. Per continuare a leggere visita il link

Rosaram

LoSpiritoDelVento
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.. e la mia "follia creativa era feconda", scrissi:



Follia e creatività


" Fui dunque offeso, in collegio, in ogni mia inclinazione: a scuola, per le mie idee; alla ricreazione, perchè volevo starmene appartato. Già da allora ero un pazzo".

Cosi scrive G. Flaubert in " Memorie di un pazzo", riferendosi al primo rapporto che ebbe con la società, cioè la scuola. Già da allora Gustave è considerato da tutti un pò " ritardato". Eppure tutti noi abbiamo apprezzato le sue grandi opere, come per esempio " Madame Bovary", la sua opera per antonomasia. Nel teatro che va, dal Medioevo fino al Rinascimento, spicca la figura del " Buffone", il cui compito era di far divertire coloro che erano considerati " Normali". La figura del buffone costituiva una istituzionalizzazione della parola della follia, una parola che non viene ascoltata, una parola irresponsabile, perchè detta da un "Folle", ma che nasconde una vista acuta e, a volte, una creatività sconcertante. Ma quando la follia ha cominciato ad essere compresa dalla " Ragione ", attraverso la psichiatria, i folli non sono più i rappresentanti di un mondo respinto ai margini della società, ma sono solo malati. La letteratura dello scorso secolo, è piena di artisti che seppero plasmare la loro " Follia" trasformandola in opere d'arte di rara bellezza. Oltre a Flaubert, già citato, ricordiamo Van Gogh con i suoi quadri ; Nietzsche, la cui follia, dopo una breve fase di componimento confuso e disarticolato, cade in un silenzio assoluto. La sua follia fu di certo devastante portandolo fino al suicidio. Poi ancora Michelangelo che è considerato un " Furor creativo"; Baudelaire e Rimbaud ( Rimbaud scriveva sotto l'effetto di sostanze stupefacenti) condannati e marchiati dalla società del loro tempo come i " Poeti maledetti" ritenendoli pazzi, mentre le società delle epoche successive hanno rivalutato le loro opere, ritenendole a dir poco geniali. Tutti questi sono considerati simboli della follia creativa. Seppero esprimere il loro fascino attraverso una visione delirante della realtà, questo perchè in assoluta mancanza di sintonia con la visione comune dei " normali". Chi non ricorda il Don Chisciotte?? Certo Cervantes, con la sua opera polemizzava e derideva il genere cavalleresco, che era un genere ormai logoro, che presentava un mondo di idealità che la coscienza dell'epoca considerava sostanzialmente falso. Comunque anch'esso ( Don Chisciotte) potrebbe essere considerato un emblema del rapporto fra la creatività e la follia, poiché nelle sue esperienze confonde sistematicamente la letteratura con la vita reale. E l'Ariosto non descrive forse la follia di Orlando?? La lista potrebbe essere lunghissima perchè la letteratura è piena di opere, di scrittori e poeti che crearono attraverso una distorisione della realtà, e attraverso la loro follia creativa."Mantenevi folli, e comportatevi da persone normali". Queste parole, scritte da P. Coelho ( internato per tre anni perchè ritenuto un diverso) nel suo libro " Veronika decide di morire ", portano la mia mente una domanda: " Cos'è la normalità"???



P.S. chissà che non mi torni...in mente:-)

Rosaram
 
Scritto da Rosaram
.. e la mia "follia creativa era feconda", scrissi:



Follia e creatività


" Fui dunque offeso, in collegio, in ogni mia inclinazione: a scuola, per le mie idee; alla ricreazione, perchè volevo starmene appartato. Già da allora ero un pazzo".

Cosi scrive G. Flaubert in " Memorie di un pazzo", riferendosi al primo rapporto che ebbe con la società, cioè la scuola. Già da allora Gustave è considerato da tutti un pò " ritardato". Eppure tutti noi abbiamo apprezzato le sue grandi opere, come per esempio " Madame Bovary", la sua opera per antonomasia. Nel teatro che va, dal Medioevo fino al Rinascimento, spicca la figura del " Buffone", il cui compito era di far divertire coloro che erano considerati " Normali". La figura del buffone costituiva una istituzionalizzazione della parola della follia, una parola che non viene ascoltata, una parola irresponsabile, perchè detta da un "Folle", ma che nasconde una vista acuta e, a volte, una creatività sconcertante. Ma quando la follia ha cominciato ad essere compresa dalla " Ragione ", attraverso la psichiatria, i folli non sono più i rappresentanti di un mondo respinto ai margini della società, ma sono solo malati. La letteratura dello scorso secolo, è piena di artisti che seppero plasmare la loro " Follia" trasformandola in opere d'arte di rara bellezza. Oltre a Flaubert, già citato, ricordiamo Van Gogh con i suoi quadri ; Nietzsche, la cui follia, dopo una breve fase di componimento confuso e disarticolato, cade in un silenzio assoluto. La sua follia fu di certo devastante portandolo fino al suicidio. Poi ancora Michelangelo che è considerato un " Furor creativo"; Baudelaire e Rimbaud ( Rimbaud scriveva sotto l'effetto di sostanze stupefacenti) condannati e marchiati dalla società del loro tempo come i " Poeti maledetti" ritenendoli pazzi, mentre le società delle epoche successive hanno rivalutato le loro opere, ritenendole a dir poco geniali. Tutti questi sono considerati simboli della follia creativa. Seppero esprimere il loro fascino attraverso una visione delirante della realtà, questo perchè in assoluta mancanza di sintonia con la visione comune dei " normali". Chi non ricorda il Don Chisciotte?? Certo Cervantes, con la sua opera polemizzava e derideva il genere cavalleresco, che era un genere ormai logoro, che presentava un mondo di idealità che la coscienza dell'epoca considerava sostanzialmente falso. Comunque anch'esso ( Don Chisciotte) potrebbe essere considerato un emblema del rapporto fra la creatività e la follia, poiché nelle sue esperienze confonde sistematicamente la letteratura con la vita reale. E l'Ariosto non descrive forse la follia di Orlando?? La lista potrebbe essere lunghissima perchè la letteratura è piena di opere, di scrittori e poeti che crearono attraverso una distorisione della realtà, e attraverso la loro follia creativa."Mantenevi folli, e comportatevi da persone normali". Queste parole, scritte da P. Coelho ( internato per tre anni perchè ritenuto un diverso) nel suo libro " Veronika decide di morire ", portano la mia mente una domanda: " Cos'è la normalità"???



P.S. chissà che non mi torni...in mente:-)

Rosaram


ciao cara:)
 
Scritto da Rosaram
[Bdomanda: " Cos'è la normalità"???




Rosaram [/B]

Non farsi domande non volere risposte, non cercarsi, non trovarsi, non esplorarsi, non mettersi in discussione, non cambiare punto di osservazione della realtà.

Tutto questo è: non vivere.

La normalità è credere di vivere, gli altri, i diversi, cercano l'essenza dell'esistere, una traccia della scintilla originaria, l'impronta divina.

Ciao Rosa.
 
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