quando il lupo perde il pelo ma non il vizio...

prince63

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E voi cosa ne pensate???.......


http://www.soldionline.it/SOL_Editoriale.nsf/alldocs/51CE5B67D839428EC125715B0038599C/




Fondi: quando il lupo perde il pelo ma non il vizio



Con la solita franchezza Alberto Foà, amministratore delegato di Anima sgr, raro esempio di “bastian contrario” nel settore, ha denunciato il fenomeno, intervenendo a una puntata della trasmissione Soldi (Odeon Tv):
“La maggior parte dei risparmiatori si muove ancora in modo emotivo. Tre anni fa ai minimi dei mercati si usciva massicciamente dall’azionario per passare all’obbligazionario e ai fondi liquidità. Ora accade il contrario. Vige il comportamento emotivo. Ci si difende quando le cose vanno male e invece ci si lascia andare quando i mercati sono rialzisti.
Ci si muove senza strategia e molti risparmiatori sono assecondati da questo anche da alcune case di investimento. Basta vedere i numerosi fondi cosiddetti “Bric” lanciati in questi primi mesi dell’anno o quelli legati all’energia e alle materie prime”.

Bric è la sigla che sta per quattro Paesi (Brasile, Russia, India, Cina) che negli ultimi 12 mesi hanno visto le performance decollare anche di oltre il 100%.

Chiaro l’approccio di marketing (con un copione già visto ai tempi della new economy) quando le società di gestione lanciavano fondi specializzati nelle aziende dot com e internet.

Per consentire alle reti di vendita di fare raccolta si creano prodotti ad hoc (dai fondi ai certificati) che “vendono” le strepitose performance passate, lasciando supporre all’investitore che l’onda “lunga” potrà essere cavalcata anche dagli ultimi entrati.

Come accade nelle catene di Sant’Antonio. Gli ultimi entrati sperano di guadagnare come i primi.

Evidentemente la definizione di Luigi Einaudi non si adatta più alla maggioranza degli investitori italiani. Quella che diceva che “i risparmiatori hanno cuore di coniglio, gambe di lepre e memoria di elefante”. Una memoria evidentemente sempre più temporanea visto che la maggior parte dei risparmiatori (basta leggere l’andamento della raccolta dei fondi) tende sempre più a comprare dopo fasi di prolungato rialzo e liquidare dopo prolungate fasi di ribasso e quando entra sull’azionario o incrementa in modo significativo l'esposizione alla Borsa sembra fidarsi soprattutto delle “performance col retrovisore”. I migliori mercati sono quelli che sono saliti di più.

Una strategia che potrebbe avere anche un senso (e ce l’ha se si adotta il criterio della forza relativa) ma se attuata in modo attivo. Pronti a cambiare area o comparto quando il mercato che “tira” perde seriamente colpi o qualche altro comparto ruba il “testimone”, superandolo come forza. Una strategia fondata sulla rotazione settoriale che si è dimostrata in questi decenni un potente alleato per l’investitore ma che se attuata in modo “stupido” può rivelarsi solo un clamoroso autogol.

Il rischio è, infatti, di entrare al rialzo su un’area “hot” ma poi di restarci investiti anche quando il trend si è invertito. Come ben sanno molti risparmiatori che si sono fatti allettare nel 2000 dai fondi specializzati in aziende high-tech ma poi ci sono rimasti intrappolati come mosche dentro l’ambra in attesa del …ritorno ai prezzi di carico (con perdite cumulate in molti casi tutt’ora superiori al 70%) e per la difficoltà psicologica di dover gestire una situazione imprevista (ci si attendeva un rialzo clamoroso invece è arrivato il crollo).

Una strategia intelligente sarebbe quella, di muoversi in modo attivo, sfruttando la rotazione settoriale pronti a non sposare “nella buona e nella cattiva sorte” alcun comparto, pronti ad adeguarsi ai mercati.

Piattaforme come quelle di Fineco e IwBank (ma anche Fundstore, Online sim e alcune banche aperte) consentono oggi a tutti i risparmiatori di costruirsi un portafoglio di fondi diversificato ma anche con costi irrisori per attuare una strategia attiva con l’adozione di un modello di gestione attiva
(...)

La capacità di un bravo gestore (e del suo team di gestione) dovrebbe essere quindi quella non di consigliare l’area che ha sovraperformato negli ultimi 12 mesi (e sfornare un prodotto ad hoc) ma di averla inserita e sovradimensionata nei suoi fondi azionari globali (flessibile o meno). Capacità che dovrebbe riflettersi nel valore delle quote e nella capacità di fare meglio del mercato. Un valore aggiunto che non trova però riscontro nella maggior parte delle scuderie di fondi italiani ancorate ai benchmark (tipico esempio di gestione passiva) e che trova una recente misura della pessima gestione nella classificazione Morningstar che vedeva alla fine del 2005 i fondi “made in Italy” giudicati a 5 stelle rappresentare il 6,2% del totale contro il 10% della media europea. Con una distribuzione delle “stellette” assegnate (in confronto alla media europea) più nella parte medio-bassa che in quella medio-alta. E che la maggior parte dei fondi d’investimento italiani siano a gestione passiva ce lo ricorda ogni settimana Milano Finanza con una serie di interessanti analisi elaborate da Progetica dove si può leggere, per esempio, nell’ultimo numero in edicola, che una delle scuderie più vendute in Italia, Mediolanum, si basa come stile di gestione solo sul 2% (avete letto bene) su un approccio attivo.

Vendere ora e proporre come “trendy” fondi “specializzati”, prodotti” Bric” o certificati sulle materie prime è evidentemente una scorciatoia di molte società di gestione e fabbriche di prodotto per realizzare i budget di raccolta e di profitto. Ma la vittima predestinata è ancora il risparmiatore che si troverà poi da solo a decidere il market timing di quando uscire e come comportarsi in caso di inversione dei mercati. Il paradosso di un risparmio gestito dove il professionista invece che supportare il risparmiatore sulle strategie da attuare, gli affida nella realtà quel compito che dovrebbe essere invece del gestore. Una de-responsabilizzazione totale da parte di molte case d’investimento che lascia così il cerino in mano al sottoscrittore.

Un altro fenomeno parallelo accompagna il boom dei fondi “Bric” e “commodity” ed è quello dei fondi venduti con la dicitura “total return”. Una denominazione che rappresenta la moda del momento e che ha visto numerose società di gestione lanciare prodotti di questo tipo per raccogliere (oltre 9,5 miliardi di euro è il saldo positivo) nel solo primo trimestre 2006 il doppio degli interi flussi 2005. Apparentemente una risposta positiva dell’industria del risparmio gestito chiamata a dimostrare di saper fare veramente il proprio mestiere. Ma qualche dubbio è lecito nel pensare male (e spesso ci si azzecca) visto che oltre al fattore “moda” (nemica di ogni seria strategia di investimento) molte delle società più attive nel lanciare prodotti di questo tipo sono state quelle che nel passato non certo avevano brillato per i risultati realizzati. Anzi, al contrario. Comprereste, infatti, una barca a vela da regata da chi vi ha prima venduto a caro prezzo una barchetta che ha faticato a galleggiare?
Ma un altro indizio invita alla cautela su questo boom dei fondi “total return” o flessibili. Basta esaminare l’andamento spietato (ma sincero) dell’indice Fideuram dei fondi flessibili e di molti questi fondi per visualizzare performance nettamente peggiori del mercato. Rialzi sì (tutti i mercati sono saliti e non c’è particolare bravura a mostrare nell’ultimo anno rendimenti positivi) ma molto attenuati. Basti dire che da inizio anno l’indice Fideuram dei Fondi flessibili è in salita del 2,7% mentre l’indice Mibtel è salito del 10% e quello delle Borse Mondiali (il Morgan Stanley World) del 7,2%. Ma non dovrebbero proprio questi fondi, cavalcare maggiormente la tendenza e ottenere rendimenti migliori quando i mercati salgono e tagliare le perdite quando scendono? Non dovrebbero proprio questi fondi perché “flessibili” essere zeppi (a sentire molti dei gestori intervistati dai settimanali finanziari che pontificano su tutto) di materie prime, commodity, petrolio, rame e azioni Bric?

Viene il dubbio che al tempo della moda dei fondi “total return” e Bric viga ancora la vecchia logica bric-à-brac. Un'espressione della lingua francese che ha il significato di "cianfrusaglie" o di "oggetti da rigattiere". Fra i gestori italiani ne esistono certo alcuni bravi in grado di fare vera gestione attiva. Ma molte società di gestione preferiscono puntare sul marketing delle parole (possibilmente inglesi e seducenti) per rivendere il vecchio stile, appena riveduto e corretto grazie al sapiente uso del marketing finanziario.
 
Ci sono molte cose vere,
Gli investitori infatti sono carne da macello,
carne bovina.
E' normale che seguano le mode,
i cicli esistono anche per questo.


Ma non è scevro da critiche questo intervento, anzi è comunque pregno di interessi personali,
infatti i total return non sono una moda ma una esigenza.


Per i gestori è troppo facile darci fondi indicizzati,
ne possiamo fare tranquillamente a meno,
per comprare il mercato non servono i fondi, ci sono altri strumenti più efficienti (tranne casi particolari).

Dovrebbero cominciare a fare i gestori anzichè copiare,
dovrebbero darci prodotti efficienti,

fino a tempo fa si lamentavano che non si poteva,
ed esistevano solo gli hedge davvero gestiti,
(quella dei FdFH è invece un'altra comodità delle case)
ora esiste la normativa UCITSIII e chi vuole ha la possibilità di gestire davvero.

Dateci dei Total return e Absolute return che non abbiano solo il nome,
guadagnatevi la pagnotta con la gestione e non solo con la promozione.
 
per spostarmi da casa al lavoro mi sparo tutti i giorno almeno 1 ora di macchina e tengo la radio accesa su radio24.

E' tale il mio fastidio ,che sconfina nel ribrezzo, per la pubblicità dei fondi anima (datemi l'anima ..) che all'uscita di questa notizia ho provato gran godimento.

Lo Schadenfreude porta sfortuna, lo so. ma non ho potuto farne a meno.

Anima, raccolta totale in rosso per 22,9 milioni ad aprile

Anima Sgr ha riportato nel mese di aprile una raccolta netta totale (fondi di diritto italiano, Anima Sicav, Anima Orizzonti) negativa per 22,9 milioni di euro. Il patrimonio totale ammonta a fine aprile a 7.725 milioni di euro, rispetto a 7.635 milioni a fine 2005 (+1,2%). Al netto delle duplicazioni (rappresentate dal fondo Anima Orizzonti, che investe in fondi Anima), il patrimonio totale è pari a 7.722 milioni di euro. “Si è accentuata ad aprile la tendenza divergente tra i fondi azionari e flessibili, che hanno registrato una raccolta netta di +37,8 milioni di euro, e i fondi obbligazionari e di liquidità (-61,8 milioni di euro), in linea peraltro con il dato complessivo del sistema fondi”, ha commentato Alberto Foà, amministratore delegato di Anima Sgr.
 
Questi dati non sono dovuti anche al fatto che non ha una struttura propiria e' quindi nessun grande gruppo bancario che spinge agli sportelli.
 
Carino l'intervento di Foà......del tutto privo di interessi personali.....
Chissà perchè, dopo la quotazione in borsa, diversi fondi Anima si sono appiattiti sul benchmark ? :mmmm:
Probabilmente tutto quel "ben di dio" (=flusso di sottoscrizioni) deve aver avuto un effetto inebriante...per cui il famoso stile "contrarian" di Anima deve essere diventato "contrarian-contrarian"... :D
E come un pignolo che per essere sicuro di aver spento la luce preme due volte l'interrutore.....

Certo che ora sono pericolosi i mercati emergenti (del resto lo sono sempre stati) e le materie prime sono care...ma è da valutare se in qualche caso si stia assistendo ad un mercato che da "emergente" si avvia a diventare "maturo", quindi con profondi cambiamenti strutturali che potrebbero avere effetti "permanenti"...

Il grosso problema è quando il risparmiatore acquista un "mercato SOLO perchè ha reso" e non perchè rientra in una logica di investimento del suo portafoglio complessivo...

Per quello che riguarda i Total e gli Absolute, mi trovo d'accordo con quanto ha scritto Alan1 qualche post fa..."cari gestori, fateci vedere come ve la cavate con la libertà di manovra... :D "

E cmq, per riprendere il discorso di Foà, i Total e gli Absolute non sono propriamente i felssibili del "nostrano" indice Fideuram...

Ciao :)
 
La sola possibilità di (auto)difesa del risparmiatore è un minimo di informazione. Fidarsi (di chiunque) è sbagliato...Talvolta andrà bene, talvolta (spesso) maluccio...

Leggete questo:
http://www.beppegrillo.it/2006/05/covered_warrant.html
Lo so , lo so , grillo....però leggete la lettere....

Dark
 
Si, in effetti ho letto la risposta del tizio che dice che le banche sono ladre perché lui ha il mutuo a tasso variabile e "guarda caso varia sempre in alto"....molto interessante, anche più di quella dell'altro tizio che i soldi li mette alla COOP perché "la COOP sei tu" (e infatti ha, esattamente come le banche, diminuito il tasso di interesse attivo anche mentre i tassi salivano)....
 
roberto ha scritto:
per spostarmi da casa al lavoro mi sparo tutti i giorno almeno 1 ora di macchina e tengo la radio accesa su radio24.

E' tale il mio fastidio ,che sconfina nel ribrezzo, per la pubblicità dei fondi anima (datemi l'anima ..) che all'uscita di questa notizia ho provato gran godimento.

Lo Schadenfreude porta sfortuna, lo so. ma non ho potuto farne a meno.

Anima, raccolta totale in rosso per 22,9 milioni ad aprile

Anima Sgr ha riportato nel mese di aprile una raccolta netta totale (fondi di diritto italiano, Anima Sicav, Anima Orizzonti) negativa per 22,9 milioni di euro. Il patrimonio totale ammonta a fine aprile a 7.725 milioni di euro, rispetto a 7.635 milioni a fine 2005 (+1,2%). Al netto delle duplicazioni (rappresentate dal fondo Anima Orizzonti, che investe in fondi Anima), il patrimonio totale è pari a 7.722 milioni di euro. “Si è accentuata ad aprile la tendenza divergente tra i fondi azionari e flessibili, che hanno registrato una raccolta netta di +37,8 milioni di euro, e i fondi obbligazionari e di liquidità (-61,8 milioni di euro), in linea peraltro con il dato complessivo del sistema fondi”, ha commentato Alberto Foà, amministratore delegato di Anima Sgr.

evidentemente non sono così preoccupati da questi dati, perchè ho chiesto di partecipare ad un incontro che terranno nella mia città ma non mi hanno ca.ga.to minimamente :no:
di conseguenza i miei soldi non li vedono di certo, per ora KO!
 
Bilos ha scritto:
evidentemente non sono così preoccupati da questi dati, perchè ho chiesto di partecipare ad un incontro che terranno nella mia città ma non mi hanno ca.ga.to minimamente :no:
di conseguenza i miei soldi non li vedono di certo, per ora KO!

forse leggono il forum, stamattina mi è arrivata la mail di conferma :clap:
ora sono un potenziale cliente :bow:
 
pf.fin ha scritto:
Carino l'intervento di Foà......del tutto privo di interessi personali.....
Chissà perchè, dopo la quotazione in borsa, diversi fondi Anima si sono appiattiti sul benchmark ? :mmmm:
Probabilmente tutto quel "ben di dio" (=flusso di sottoscrizioni) deve aver avuto un effetto inebriante...per cui il famoso stile "contrarian" di Anima deve essere diventato "contrarian-contrarian"... :D
E come un pignolo che per essere sicuro di aver spento la luce preme due volte l'interrutore.....

Certo che ora sono pericolosi i mercati emergenti (del resto lo sono sempre stati) e le materie prime sono care...ma è da valutare se in qualche caso si stia assistendo ad un mercato che da "emergente" si avvia a diventare "maturo", quindi con profondi cambiamenti strutturali che potrebbero avere effetti "permanenti"...

Il grosso problema è quando il risparmiatore acquista un "mercato SOLO perchè ha reso" e non perchè rientra in una logica di investimento del suo portafoglio complessivo...

Per quello che riguarda i Total e gli Absolute, mi trovo d'accordo con quanto ha scritto Alan1 qualche post fa..."cari gestori, fateci vedere come ve la cavate con la libertà di manovra... :D "

E cmq, per riprendere il discorso di Foà, i Total e gli Absolute non sono propriamente i felssibili del "nostrano" indice Fideuram...

Ciao :)


ciao pf...tutto ok?

io penso che il vero problema dei fondi anima sia l'enorme mole di danaro che si sono ritrovati a gestire negli anni scorsi ..mentre prima erano una piccola e snella sgr e potevano fare i fenomeni..in ogni caso se quancuno negli ultimi 10 anni avesse avuto un fondo trading o un fondo attivo avrebbe poco di cui lamentarsi mentre la maggior parte delle sgr è impegnata in restyling di varia natura dove la maggior parte delle volte si nasconde solo il loro misero fallimento.


per quanto riguarda i total/absolute ..quello che volete se uno non è un esagitato ne trova di buni...di molto buoni secondo me...(ma niente pubblicità)
 
Czar ha scritto:
ciao pf...tutto ok?

io penso che il vero problema dei fondi anima sia l'enorme mole di danaro che si sono ritrovati a gestire negli anni scorsi ..mentre prima erano una piccola e snella sgr e potevano fare i fenomeni..in ogni caso se quancuno negli ultimi 10 anni avesse avuto un fondo trading o un fondo attivo avrebbe poco di cui lamentarsi mentre la maggior parte delle sgr è impegnata in restyling di varia natura dove la maggior parte delle volte si nasconde solo il loro misero fallimento.


per quanto riguarda i total/absolute ..quello che volete se uno non è un esagitato ne trova di buni...di molto buoni secondo me...(ma niente pubblicità)
Ricambio il saluto :)

Cmq, nonostante le critiche, Anima rimane tra le migliori Sgr italiane...c'è da valutare se gli ulimi periodi sono solo "eventi sporadici"..

Condivido per quanto riguarda gli Absolute/Total, bisogna cercare un pò....e cmq, sono delle vere e proprie Gestioni ....con i costi dei fondi.

Ciao :)
 
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