Quando la prossima riunione Bce sul rialzo dei tassi?

Freedom

Carità e umiltà
Registrato
7/3/00
Messaggi
9.066
Punti reazioni
486
Visto i tassi Usa al 4,75% con il rialzo di 1/4 di ieri cosa ci possiamo aspettare?
 
Freedom ha scritto:
Visto i tassi Usa al 4,75% con il rialzo di 1/4 di ieri cosa ci possiamo aspettare?
allargo la domanda. la BCE si muoverà in sincronia con la Fed
oppure giudicherà in base ai dati Eu?
 
il 2 marzo secondo la curva ci sono 25 punti di aumento. La conferenza dopo l ultima riunione lo aveva lasciato intendere.

Raffino la risposta, guardando ai propri dati perche la bce guarda solo i propri dati per mandato, non puo fare altrimenti.
 
Ultima modifica:
luigir ha scritto:
il 2 marzo secondo la curva ci sono 25 punti di aumento. La conferenza dopo l ultima riunione lo aveva lasciato intendere.

Raffino la risposta, guardando ai propri dati perche la bce guarda solo i propri dati per mandato, non puo fare altrimenti.
Il 2 Marzo ? Ma il tuo post e' del 29 Marzo.
Che data volevi scrivere ?

Il calendario dei meeting della BCE e' il seguente:
In grassetto ho messo le date nelle quali dovrebbero essere ufficializzate le variazioni sui tassi di interesse.
Domani credo non accadra' nulla. Mi aspetto un +0.25% a Maggio.

06/04/2006 Governing Council meeting of the ECB in Frankfurt
06/04/2006 Press conference following the Governing Council meeting of the ECB in Frankfurt
20/04/2006 Governing Council meeting of the ECB in Frankfurt
04/05/2006 Governing Council meeting of the ECB in Frankfurt
04/05/2006 Press conference following the Governing Council meeting of the ECB in Frankfurt
18/05/2006 Governing Council meeting of the ECB in Frankfurt
08/06/2006 Governing Council meeting of the ECB in Madrid
08/06/2006 Press conference following the Governing Council meeting of the ECB in Madrid
22/06/2006 Governing Council and General Council meeting of the ECB in Frankfurt
06/07/2006 Governing Council meeting of the ECB in Frankfurt
06/07/2006 Press conference following the Governing Council meeting of the ECB in Frankfurt
20/07/2006 Governing Council meeting of the ECB in Frankfurt
03/08/2006 Governing Council meeting of the ECB in Frankfurt
31/08/2006 Governing Council meeting of the ECB in Frankfurt
31/08/2006 Press conference following the Governing Council meeting of the ECB in Frankfurt
14/09/2006 Governing Council and General Council meeting of the ECB in Frankfurt
05/10/2006 Governing Council meeting of the ECB in Paris
05/10/2006 Press conference following the Governing Council meeting of the ECB in Paris
19/10/2006 Governing Council meeting of the ECB in Frankfurt
02/11/2006 Governing Council meeting of the ECB in Frankfurt
02/11/2006 Press conference following the Governing Council meeting of the ECB in Frankfurt
16/11/2006 Governing Council meeting of the ECB in Frankfurt
07/12/2006 Governing Council meeting of the ECB in Frankfurt
07/12/2006 Press conference following the Governing Council meeting of the ECB in Frankfurt
21/12/2006 Governing Council and General Council meeting of the ECB in Frankfurt
 
Ultima modifica:
Sempre per Luigir.

Sai indicarmi un sito dove posso vedere la curva dei tassi ?
Grazie,
Gio
 
si ho sbagliato data, chiedo sucsa. me ne ero accorto subito dopo e non trovavo il thread per correggerlo. Leggi Maggio, come hai indicato tu e convinto anche io del +25bps


Francamente non conosco siti dove guardare le curve dei tassi, uso altre fonti.
 
Futures Traders Boost Bets on ECB Rate Advancing to 3.25 Percent This Year
April 25 (Bloomberg) -- Futures traders raised bets that the European Central Bank will raise its target interest rate to 3.25 percent this year after a report showed German business sentiment unexpectedly increased to a 15-year high.

The yield on euro three-month interest-rate futures maturing in December rose 3.5 basis points to 3.45 percent. The contracts settle to the three-month euro interbank offered rate that has averaged 16 basis points, or 0.16 percentage point, over the ECB rate since the euro's start in 1999.

The Ifo institute's confidence index for Europe's largest economy rose to 105.9 this month from 105.4 in March. Economists surveyed by Bloomberg had expected a drop to 104.8.

The ECB's current benchmark rate is 2.5 percent. The Frankfurt-based central bank raised borrowing costs twice since December to curb the threat of inflation.

Futures traders increased bets that the ECB will lift its benchmark to 3.5 percent within a year. The yield on the March 2007 contract rose 4.5 basis points to 3.6 percent, matching a record reached at the start of April.

ECB policy maker Axel Weber said further rate increases may be necessary given inflation risks, according to an interview with Frankfurter Allgemeine Zeitung published yesterday.
 
Grazie per aver riproposto il tread Ramirez, è decisivo monitorare incessantemente i tassi.

Per quanto riguarda la riunione di Maggio credo che Bce lascerà i tassi invariati al 2,50%. A giugno, viceversa, è molto probabile un incremento di 1/4 di punto.

E mi pare anche condivisibile l'articolo che riporti..............3,25% entro dic. 2.006 mi pare ragionevole.........ricordo che i Fed funds sono al 4,75%. Quasi il doppio rispetto all'area € mi pare eccessivo...............
 
BOLLETTINO ECONOMICO Allarme sui conti Ue La Bce: è urgente la riduzione del debito Il vicepresidente Papademos: quest’anno saranno opportuni ulteriori aumenti dei tassi
FRANCOFORTE - Un nuovo allarme sulla situazione dei conti pubblici italiani, tedeschi e greci è stato lanciato ieri dal rapporto annuale sul 2005 della Banca centrale europea, accompagnato dalla conferma che «i tassi di interesse saliranno ancora», secondo gli esperti probabilmente nel mese di giugno. Anche perché la fiducia nella crescita tedesca è ai massimi da 15 anni, mentre il caro-petrolio pone rischi al rialzo per l'inflazione. E non è certo un caso se la Bce, proprio mentre in Italia si pone la questione di una manovra-bis, nel nuovo rapporto sostiene allarmata che «senza misure aggiuntive, numerosi Paesi potrebbero non essere all'altezza dei propri impegni di risanamento». Anche perché «il numero dei Paesi con gravi squilibri di bilancio è particolarmente preoccupante». Niente nomi diretti per le supposizioni rivolte al futuro. Ma, anche qui, l'inclusione dell'Italia e al suo elevato debito è chiarissima. Anzi. Secondo indiscrezioni di stampa la Bce chiederebbe una manovra da 7 miliardi. Poche righe più avanti, inoltre, i banchieri centrali di Francoforte «bacchettano» direttamente Italia, Germania e Grecia per aver infranto, quasi fin dall'introduzione dell'euro, il limite del 3% al rapporto deficit-pil. Mentre, «nel 2005, l'Italia ha superato il valore di riferimento con un margine significativo».
Comunque sia, il vicepresidente della Bce Lucas Papademos, da Bruxelles, ha risposto con un secco "no" alla domanda se la politica di rialzo del costo del denaro sia stata influenzata dallo stato delle finanze pubbliche di Italia e Germania. Anche se il banchiere centrale greco ha fatto un chiaro riferimento al fatto che «nuovi aumenti dei tassi saranno opportuni». Sia a causa del caro-petrolio. Sia per l'aumento delle aspettative di crescita di Eurolandia spronate dalla ripresa tedesca: a sorpresa, l'indice di fiducia delle imprese ha raggiunto in aprile i massimi da 15 anni a 105,4. Un segnale di ottimismo e di futuro calo del differenziale dei tassi Usa-Eurolandia, che ha dato sprone all'euro, attestatosi in serata oltre quota 1,24. Nel frattempo, anche i sei principali istituti tedeschi di ricerca economica hanno portato all'1,7% le previsioni di crescita, e Allianz-Dresdner al 2,2%. A frenare questa visione ottimistica c’è tuttavia l'incremento dell'Iva previsto dal 2007. Secondo il Fmi e gli economisti ridurrà la crescita tedesca all'1% e di conseguenza anche quella di Eurolandia. A meno che il governo tedesco non ci ripensi.
Marika de Feo corriere
 
La Banca Centrale della Cina ha rivisto al rialzo tutti i tassi di interesse, apportando la prima stretta monetaria dall'ottobre 2004. Il tasso di riferimento a 1 anno passa così dal 5,58% al 5,85%, quello a 6 mesi dal 5,22% al 5,40%, quello da 1 anno a 3 anni dal 5,76% al 6,03%, quello da 3 a 5 anni dal 5,85% al 6,12%. Oltre 5 anni si passa dal 6,12% al 6,39%. L'aumento dei tassi, secondo una nota della Bce cinese, dopo che nel primo trimestre il Pil è salito oltre le attese del 10,2%, è finalizzata a limitare gli impulsi inflazionistici e quindi al mantenimento di una crescita economica sana e stabile.
(E.E.)
 
si parla di Euro e Europa...

Euro blues
Apr 27th 2006
From The Economist print edition

A solid currency, maybe, but a shame about the economic performance

NEXT month, the European Union's innermost circle may embark on a new expansion, if tiny Slovenia gets the go-ahead to join the euro, in January 2007. At the same time, an even smaller place, Lithuania, is likely to be rebuffed, and told firmly that it is not ready for the single currency.

Elsewhere the euro is making its mark in a rather different way. Were Italy not a member, there would surely have been a run on the lira by now, given the troubles facing Romano Prodi's would-be centre-left coalition. And there actually has been a run on Iceland's currency—to the extent that some Icelanders have wondered whether they might perhaps be allowed to adopt the euro, please, to prevent further speculative attacks, even though Iceland is not a member of the EU.

In short, as it prepares to expand again, the euro seems to be working more or less as its founders intended. It has brought stability (oil prices of $75 a barrel have had little impact, even though Europe depends more on imported oil than does America). Countries are queuing up to join (all EU countries bar Britain and Denmark, which have specially negotiated opt-outs, are supposed to become members one day). And the tests of readiness to enter the euro remain as they were agreed at Maastricht in 1991: low inflation, budgetary austerity and exchange-rate stability (the so-called “convergence criteria”).

The reality is rather different. The euro is working, in that it is stable, has established itself as a currency and provides a monetary anchor. But it is not working as it was meant to. When it was dreamt up, the euro was supposed to bring about faster economic convergence. A single currency was the logical completion of the single market, it was said, and would encourage more integration. The end of exchange-rate risk would boost investment and bring economic cycles into line. The reduction in transaction costs would make economies more efficient, boosting growth.

Moreover, a single currency would, it was claimed, foster policy convergence. Because countries could no longer devalue, they would be forced to undergo the hard grind of reform. Since reform would push all countries in a similar direction, the euro would produce convergence. True believers went further, arguing that currency union would, ultimately, bring about political union. Indeed, for them, that was the point. But even short of this, a single currency would still pull economies together. As a result, the perils of a one-size-fits-all monetary policy would not be so worrisome: eventually, one size would, indeed, fit all.

Seven years on, there has been convergence of a kind. The euro area's long-term interest rates are broadly the same: they have converged on Germany's. Some countries, such as Ireland and Spain, have played economic catch-up (convergence in income and wealth), though this may have little to do with the euro as such. Arguably, fiscal policy has converged too. That may sound odd when 13 of the 25 EU countries are being hauled over the coals for running “excessive” budget deficits. Yet euro governments have shown greater fiscal restraint than their peers in America or Britain in the past few years.

There has, however, been less convergence of economic performance. Ireland has grown by an average of 6% a year since 1999, Germany by barely 1%. Spain's growth has been twice Portugal's. As a recent paper* from Bruegel, a think-tank in Brussels, points out, such divergences are no greater than among American states, but in America they usually result from states being at different points in the economic cycle; in Europe, growth differentials seem to be more persistent. There are few signs that economic cycles have become more closely aligned.

Even when countries have experienced similar pressures (loss of competitiveness, say), they have reacted differently. Ireland and Italy have both lost competitiveness (by running above-average inflation). But Irish exports have boomed, whereas Italy's have stagnated. Germany and France have both gained competitiveness (having below-average inflation), but French exports have been weak while Germany has regained its position as the world's biggest exporter of goods.

As a result, the risk of the euro's one-size-fits-all policy (that interest rates will be too loose for the hares, too tight for the tortoises) has been unpleasantly realised. And as for the broader ambitions for the euro, European countries have not noticeably converged upon economic reform, still less political union: witness the rejection of the draft EU constitution last year by French and Dutch voters.

In search of reality
The euro, in short, has provided currency stability but has done little to promote growth, jobs or reform. That is a long way from branding the currency a complete failure. But it is clear that what matters most is the “real” side of the economy (growth, jobs, markets), not the nominal indicators of stability (inflation, budget deficits) that are used to decide both whether countries are ready to join, and how they are doing once they are in.

A key lesson is that flexible economies, such as Ireland's and Britain's, thrive, whether in or out of the euro. Inflexible ones can claw back lost competitiveness even inside the euro—but this takes a long time, and can come at a high price because they must keep growth in unit labour costs below average for years. Germany has done this. Italy and Portugal now face the same challenge, but without the German tradition of belt-tightening.

For countries now anxious to join the single currency, however, economic considerations hardly matter. They wanted to join the EU to show they were normal countries and now want to join the euro to show they are good Europeans. But being a good European can come at a cost—and it is not clear that all of the aspirants either understand this or are ready to pay.
 
Bce: tassi d'interesse invariati al 2,50%

Finanzaonline.com - 04/05/2006 13:49 - Come ampliamente previstio dagli analisti la Bce non ha rialziato i tassi lasciando al 2.50%
 
Dalle parole di trichet mi sembra di capire che e' chiaro che alzeranno i tassi a Giugno ma vogliono far credere che nulla e' deciso e che tutto dipendera' dalla dinamica dei prezzi di Maggio.
Il mercato dei cambi non e' popolato dal parco buoi, e infatti il cambio UDS/EUR e' subito andato a 1,267.
 
New York Times
May 5, 2006
Europe's Central Bank Chief Hints of Higher Rates Ahead
By G. THOMAS SIMS

PARIS, May 4 — Jean-Claude Trichet, the president of the European Central Bank, signaled on Thursday that policy makers were considering whether a steady and gradual pickup in borrowing costs might be needed to keep prices contained, a sign that a blossoming economic recovery might be here to stay.

During its monthly policy meeting, the bank's governing council voted to keep interest rates unchanged at 2.5 percent, after raising them a quarter-point in March. But during a news conference after the decision, Mr. Trichet, in his most explicit language yet, indicated that the bank was considering further increases in the future if the economy continues to grow as the bank expects.

Only five months ago, Mr. Trichet sought to allay fears that the bank would engage in a series of interest rate increases. A number of European politicians at the time expressed concern that a succession of higher lending rates would curb the nascent economic recovery and make it more difficult to reduce high unemployment. Mr. Trichet emphasized that the bank's first interest rate increase in five years, made at that time, was not necessarily the first in a series.

On Thursday, Mr. Trichet again said that the bank had "no predetermined decision on rates," but he called for "strong vigilance" in the face of a heightened risk of accelerating inflation. In central banking parlance, that was a signal that the bank could lift rates as soon as its next meeting in June, and that several more rate increases might be in the offing, analysts said.

Christel Aranda-Hassel, an economist at Credit Suisse First Boston, said Mr. Trichet sounded more concerned about inflation than in the past. She expects the central bank to continue with rate increases of a quarter-point every three months well into next year.

Stronger signs of economic recovery along with rising oil prices have some investors debating whether the bank will lift rates by a quarter or a half of a percentage point from the current 2.5 percent. But many economists said they believed that the increase would be a quarter-point.

"His assessment of the underlying inflation forecast was not significantly different from a few months ago," said José Luis Alzola, European economist at Citigroup in London, who expects the bank to raise rates again in the second half of this year and then again next year.

Just a year ago, when the central bank was keeping interest rates in the 12-nation euro zone at their lowest since the end of World War II, very few economists — and not even the bank itself — expected that Europe would be on the path to higher rates.

A lot has changed since then. Business confidence in Germany, the region's largest economy and a perennial laggard, has now shot to the highest level in 15 years. And after several years of strong exports, companies are beginning to invest in new plants and equipment at home.

When the bank began to raise interest rates in December, many of the region's finance ministers were unhappy. But given the pace of recovery, that tone seems to have softened.

"The euro zone shows clear signs of recovery," Gerritt Zalm, the Dutch finance minister, told Bloomberg News. As the economy recovers, he said, "interest rates should be raised."

Still, some economists see a danger if the central bank overreacts by raising rates too much, which could impair an economy that is still plagued by high unemployment rates that keep consumers from spending.
 
soros75 ha scritto:
Dalle parole di trichet mi sembra di capire che e' chiaro che alzeranno i tassi a Giugno ma vogliono far credere che nulla e' deciso e che tutto dipendera' dalla dinamica dei prezzi di Maggio.
Il mercato dei cambi non e' popolato dal parco buoi, e infatti il cambio UDS/EUR e' subito andato a 1,267.

Concordo.

L'unica inconita sembra rappresentata dall'entità del rialzo: 0,25% o 0,50%? Ma l'interrogativo sembra non tanto fondato.............................

Penso che non andremo oltre 1/4 di punto.
 
Stasera in Usa avremo, con ogni probabilità, i Fed Funds al 5,00%. (+ 0,25%)

L'incognita è rappresentata dalle mosse future: si fermeranno, almeno per un pò, questi rialzi o continueranno?
 
Freedom ha scritto:
Stasera in Usa avremo, con ogni probabilità, i Fed Funds al 5,00%. (+ 0,25%)

L'incognita è rappresentata dalle mosse future: si fermeranno, almeno per un pò, questi rialzi o continueranno?
allora dollaro che scende, economia che riparte (ma può ripartire
un'economia che non si è mai fermata :D )
prevedo ancora qualche aumento......
scherzo ...però c'è una sua logica...o forse no....
 
ramirez ha scritto:
prevedo ancora qualche aumento......

Anche io. Secondo me sino al 5,50% si può arrivare entro dic. 2.006.
 
ROMA - Ripresa già in atto, con una decisa previsione di crescita per i prossimi mesi, ma rischio inflazione sempre più pressante, a causa del caro-greggio: sono le due indicazioni principali del Bollettino mensile della Banca Centrale Europea, diffuso stamane. E pertanto, il Consiglio direttivo della Bce "vigila con molta attenzione per evitare che si concretizzino rischi per la stabilità dei prezzi nel medio periodo".

Politica monetaria accomodante. Pertanto da Francoforte vengono confermati gli orientamenti di politica monetaria. L'attuale livello dei tassi di interesse, pari al 2,50%, spiega il Bollettino, è "ancora molto contenuto" e comporta "un orientamento di politica monetaria complessivamente accomodante". E quindi nulla di nuovo rispetto alle attese dei mercati per un rialzo del costo del denaro all'inizio di giugno.

Uno scenario di espansione. Gli indicatori economici più recenti e i risultati delle ultime indagini congiunturali, si legge ancora nel Bollettino, "evidenziano il procedere dell'espansione nel secondo trimestre e avvalorano lo scenario di un graduale ampliamento dell'attività economica" nell'area euro. E inoltre, "guardando oltre il breve termine, continuano a esistere i presupposti per il procedere dell'espansione nei prossimi trimestri".
 
LINZ (MF-DJ)--"La Bce agira' prontamente sui tassi di interesse quando sara' necessario". Lo ha affermato il numero uno della Bce, Jean-Claude Trichet, parlando a un convegno a Linz. Trichet ha aggiunto che la politica monetaria dell'area-euro resta caratterizzata da un orientamento accomodante. Gli analisti si attendono un rialzo dei tassi di interesse di 25 punti base da parte della Bce in occasione del prossimo consiglio dell'8 giugno. red/ren (END) Dow Jones Newswires May 11, 2006 05:20 ET (09:20 GMT) Copyright (c) 2006 MF-Dow Jones News Srl.
 
Indietro