Quesito su incompatibilità promotore/consulente

Voltaire

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Può un promotore finanziario (con mandato in corso, ovviamente) effettuare servizio a pagamento di invio segnali di acquisto/vendita su strumenti finanziari?

Oppure l'incompatibilità è solo nei confronti della consulenza come definita dalla Consob (rapporto bilaterale, ecc.)?

Grazie.
 
Scritto da Voltaire
Può un promotore finanziario (con mandato in corso, ovviamente) effettuare servizio a pagamento di invio segnali di acquisto/vendita su strumenti finanziari?

Oppure l'incompatibilità è solo nei confronti della consulenza come definita dalla Consob (rapporto bilaterale, ecc.)?

Grazie.

A mio parere, alla luce dei numerosi interventi Consob sull'argomento, tale attività è compatibile esclusivamente all'interno di una autorizzazione concessa dalla società mandante o da altra società appartenente allo stesso gruppo.
Saluti.
 
Scritto da ghekko1966
compatibile esclusivamente all'interno di una autorizzazione concessa dalla società mandante o da altra società appartenente allo stesso gruppo.


Grazie per la risposta, che conferma ciò che credo anche io.
 
Scritto da Voltaire
Grazie per la risposta, che conferma ciò che credo anche io.

Sicuramente l'hai già letta, ma la comunicazione seguente è illuminante in materia:

" Comunicazione n. DIN/1083623 del 7-11-2001

inviata alla Anasf

Oggetto: Esercizio dell'attività di consulenza in materia di strumenti finanziari da parte dei promotori. Richiesta di parere

Con riferimento al parere, in tema di esercizio dell'attività di consulenza da parte dei promotori finanziari, sottoposto all'esame di questa Commissione con nota pervenuta in data 24 ottobre 2000, si rileva che le considerazioni ivi espresse appaiono sostanzialmente conformi agli orientamenti della Consob, enunciati nelle comunicazioni nello stesso citate.

Risulta del tutto pacifica e rispondente al contesto normativo, infatti, la qualificazione della consulenza finanziaria come attività libera - che può esplicarsi sia in forma individuale che societaria - il cui svolgimento disciplinato dalle norme del diritto comune (art. 1176 del c.c), laddove non sia prestata da o per conto di intermediari abilitati (cfr. comunicazione Consob n. DI/30441 del 21 aprile 2000, leggibile sul sito Internet, all'indirizzo elettronico www.consob.it).

Al riguardo, è appena il caso di precisare che l'attività di consulenza può essere svolta dal promotore "in proprio" solo ove quest'ultimo non eserciti attività di promozione e collocamento per conto di un intermediario abilitato. Ove il promotore svolga l'attività di offerta fuori sede per conto di un intermediario, invece, l'attività di consulenza può essere esercitata solo per conto di quest'ultimo o di altro soggetto appartenente al medesimo gruppo, ai sensi dell'art. 94, comma 1, lett. a) del regolamento Consob n. 11522/1998.

In particolare, ove la consulenza finanziaria sia prestata da promotori per conto di intermediari abilitati, trovano applicazione le norme del decreto legislativo n. 58/1998 e dei regolamenti attuativi, che disciplinano la prestazione dei servizi d'investimento e dei servizi accessori (cfr. comunicazioni Consob n. DI/99038880 del 14 maggio 1999 e DI/98080600 del 14 ottobre 1998, disponibili nel sito citato).

Più precisamente, la prestazione della consulenza richiederà la preventiva sottoscrizione di un contratto scritto, ai sensi dell'art. 30, comma 3, lett. b), del regolamento n. 11522/1998, come integrato e modificato. Si ritiene inoltre che detto contratto, nel rispetto dei fondamentali principi di trasparenza e correttezza, debba chiaramente indicare le caratteristiche e le modalità di prestazione del servizio, nonché i relativi costi addebitabili alla clientela. Ciò premesso, in una prospettiva più generale, può osservarsi che il contenuto del contratto di consulenza è rimesso alla determinazione degli interessati, in quanto legittima espressione dell'autonomia negoziale riconosciuta dall'ordinamento.

Per maggior chiarezza, si sottolinea che l'attività suscettibile di costituire oggetto di un rapporto di consulenza, conservando rilievo autonomo rispetto alla promozione e al collocamento, è non solo quella che si risolve nell'indicazione di specifiche scelte d'investimento, ma anche quella che si concretizza in una pianificazione generale e sistematica del portafoglio finanziario del cliente.

Considerando che, in entrambi i casi, la consulenza finanziaria può risultare collegata all'attività di offerta fuori sede, tipica dei promotori finanziari, questa Commissione ha più volte sottolineato il possibile manifestarsi di situazioni di conflitto d'interessi, di cui dovranno essere adeguatamente preavvertiti gli investitori ex art. 27 del regolamento n. 11522/1998. Ciò si è riscontrato, ad esempio, in riferimento ad un servizio di consulenza avente ad oggetto (tipi di) prodotti finanziari ulteriori rispetto a quelli distribuiti dall'intermediario preponente, in cui i promotori risultavano portatori di un interesse proprio a che i clienti sottoscrivessero i prodotti che gli stessi promotori erano incaricati di collocare (cfr. le comunicazioni Consob n. DIN/76878, del 18 ottobre 2000, n. DIN/64619, del 29 agosto 2000, n. DI/43152, del 2 giugno 2000, e n. DI/98096957, del 21 dicembre 1998, tutte accessibili presso il sito sopraindicato).

Pare opportuno precisare che, nell'ipotesi in cui il promotore svolga contestualmente, per conto del proprio intermediario (o di altro soggetto appartenente allo stesso gruppo), attività di consulenza finanziaria e attività di promozione e collocamento, quest'ultima dev'essere comunque improntata al rigoroso rispetto dei principi di diligenza e correttezza; in particolare, dovranno trovare applicazione le regole in materia di valutazione dell'adeguatezza delle operazioni d'investimento proposte e di contenimento dei costi a carico del cliente, nonché ogni altra regola prescritta dalle disposizioni vigenti a tutela degli investitori.

Si conferma, inoltre, il divieto per i promotori di ricevere, anche in veste di consulenti, qualsiasi compenso dalla clientela, ai sensi dell'art. 96, comma 7, del regolamento n. 11522/1998. Il corrispettivo per il servizio di consulenza prestato dovrà pertanto essere versato dalla clientela direttamente all'intermediario, che provvederà alla remunerazione del promotore-consulente per l'attività svolta.

Quanto all'ulteriore problematica sollevata nel parere sopra citato, si ritiene che non sia possibile valutare a priori ed in termini generali l'eventualità che da un servizio di consulenza personalizzata in strumenti finanziari, prestata tramite promotori, possa scaturire in concreto un'ipotesi di attività abusiva di gestione di portafogli d'investimento. E' infatti chiaro che, ai fini della qualificazione di una determinata operatività come "gestione abusiva", rileva il profilo sostanziale dei comportamenti in cui si riscontrino gli elementi essenziali di tale attività; tale profilo potrà essere valutato solo di volta in volta, con riferimento alle singole fattispecie concrete. "

IL PRESIDENTE
Luigi Spaventa


Data: 07/11/2001
 
Pertanto, il pagamento del corrispettivo deve avvenire alla società di cui il promotore ha mandato o a società appartenente allo stesso gruppo.......
 
Scritto da Voltaire
Pertanto, il pagamento del corrispettivo deve avvenire alla società di cui il promotore ha mandato o a società appartenente allo stesso gruppo.......

Certamente, per un PF in mandato è l'unica via, oggi!

Saluti.
 
Altro dubbio: non è che il mandare segnali uguali per tutti, senza distinzione, fa cadere il concetto di consulenza?

So che alcune mailinglist, ad esempio, riportano un disclaimer del genere.

Oppure nel caso di un promotore con mandato si applica, diciamo, una presunzione assoluta che riconduce tutto alla consulenza?
 
Scritto da Voltaire
Altro dubbio: non è che il mandare segnali uguali per tutti, senza distinzione, fa cadere il concetto di consulenza?

So che alcune mailinglist, ad esempio, riportano un disclaimer del genere.

Oppure nel caso di un promotore con mandato si applica, diciamo, una presunzione assoluta che riconduce tutto alla consulenza?


Ad oggi, prevale la figura del promotore con mandato su qualsiasi ipotesi di esercizio dell'attività di consulenza all'infuori dell'unica fattispecie prevista dal regolamento Consob, pertanto quella che proponi non è ammessa, a mio parere.

Saluti.
 
Scritto da ghekko1966
Sicuramente l'hai già letta, ma la comunicazione seguente è illuminante in materia:

" Comunicazione n. DIN/1083623 del 7-11-2001


Al riguardo, è appena il caso di precisare che l'attività di consulenza può essere svolta dal promotore "in proprio" solo ove quest'ultimo non eserciti attività di promozione e collocamento per conto di un intermediario abilitato. Ove il promotore svolga l'attività di offerta fuori sede per conto di un intermediario, invece, l'attività di consulenza può essere esercitata solo per conto di quest'ultimo o di altro soggetto appartenente al medesimo gruppo, ai sensi dell'art. 94, comma 1, lett. a) del regolamento Consob n. 11522/1998.



Data: 07/11/2001

Non ho ben capito una cosa: i limiti epressi nella presente deliberà valgono solo per i promotori con mandato, o anche pr i promotori che svolgono attività di consulenza e che operano principalmete con una società di gestione o sim, senza però avere nessun mandato e quindi si configurano come "indipendenti" dal punto di vista formale?
 
L'iscritto all'albo dei promotori senza mandato non è soggetto all'incompatibilità.

In passato, la Consob si era espressa negativamente anche riguardo i promotori senza mandato ma poi ha, giustamente, cambiato parere, poiché senza mandato non può esistere incompatibilità o conflitto di interesse.
 
Scritto da ghekko1966
Ad oggi, prevale la figura del promotore con mandato su qualsiasi ipotesi di esercizio dell'attività di consulenza all'infuori dell'unica fattispecie prevista dal regolamento Consob, pertanto quella che proponi non è ammessa, a mio parere



Anche secondo me...è che mi hanno segnalato un promotore (con mandato, appunto) che effettua tale attività.

Mi sembra strano che si esponga al rischio (come sappiamo, sospensione dall'albo da 1 a 4 mesi, e poi deve decidere quale delle due attività abbandonare) senza aver valutato le conseguenze negative, niente affatto trascurabili.
 
Scritto da Voltaire
L'iscritto all'albo dei promotori senza mandato non è soggetto all'incompatibilità.

In passato, la Consob si era espressa negativamente anche riguardo i promotori senza mandato ma poi ha, giustamente, cambiato parere, poiché senza mandato non può esistere incompatibilità o conflitto di interesse.

Grassie ;)
 
Scritto da Voltaire
Anche secondo me...è che mi hanno segnalato un promotore (con mandato, appunto) che effettua tale attività.

Mi sembra strano che si esponga al rischio (come sappiamo, sospensione dall'albo da 1 a 4 mesi, e poi deve decidere quale delle due attività abbandonare) senza aver valutato le conseguenze negative, niente affatto trascurabili.

Se il promotore ha ricevuto l'autorizzazione a farlo dalla sua società mandante ed i clienti pagano direttamente alla società, nessun problema. Ma se il promotore in mandato svolge questa attività senza essere autorizzato è passibile di contestazione da parte della Consob con probabile sospensione sanzionatoria. Se poi si fa anche pagare dai clienti è passabile di radiazione dall'Albo.

Saluti.
 
Infatti: l'attività è svolta in proprio, senza che venga in alcun modo indicata la società mandante, ed il pagamento avviene al promotore stesso.
 
Scritto da Voltaire
Infatti: l'attività è svolta in proprio, senza che venga in alcun modo indicata la società mandante, ed il pagamento avviene al promotore stesso.

Quello che ritengo doveroso fare da parte ns. è pubblicizzare in tutte le occasioni possibili che tali attività sono illegali e espongono i clienti ad un rischio non correlato da adeguata protezione normativa. Mi spiego meglio: in caso di esito negativo dell'investimento fatto seguendo i consigli di tali personaggi, il cliente ha pochissime possibilità di ottenere un risarcimento.

Saluti.
 
E' da qualche mese che l'Ufficio Esposti della Consob non riceve raccomandate da parte mia :D.....forse saranno in pensiero.....quasi quasi mi faccio vivo per rassicurarli:cool:
 
Se ho capito bene quindi , un PF può fare consulenza pura solo se il cliente firma un contratto con la Sim e dice : mi faccia consulenza su tutto il mercato e non solo sui prodotti distribuiti dalla Sim .
Se non c'è questo mandato , il PF può fare solo consulenza strumentale.
Ma vi chiedo : è frequente l'utilizzo dei mandati di consulenza pura ? E chi li propone , il PF stesso al cliente ?
 
Scritto da swaption
Se ho capito bene quindi , un PF può fare consulenza pura solo se il cliente firma un contratto con la Sim e dice : mi faccia consulenza su tutto il mercato e non solo sui prodotti distribuiti dalla Sim .
Se non c'è questo mandato , il PF può fare solo consulenza strumentale.
Ma vi chiedo : è frequente l'utilizzo dei mandati di consulenza pura ? E chi li propone , il PF stesso al cliente ?

Hai compreso perfettamente e la consulenza strumentale si estrinseca nell'attività di conoscenza delle esigenze del cliente, delle sue conoscenze in materia finanziaria, delle sue attuali e pregresse esperienze in tema di investimento, del suo attuale profilo di rischio, il tutto finalizzato all'individuazione della migliore allocazione delle sue risorse attuali e future.

Saluti.
 
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