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6 febbraio 2004
Costi Rc-auto fermi nel 2003
Marzano: legarli ai punti-patente



MILANO - Tariffe rc-auto sostanzialmente stabili nel secondo semestre del 2003. Dall'entrata in vigore del protocollo di intesa siglato lo scorso maggio tra gran parte delle associazioni consumatori e l'Ania (Associazione nazionale tra le imprese assicuratrici) i costi delle polizze hanno registrato uno stop. Dal primo giugno al 31 dicembre 2003 l'incremento è stato dello 0,2%, contro il 3,5% rilevato invece nello stesso periodo dell 2002. Cifre annunciate ieri nel corso dell'incontro al ministero delle Attività produttive su sicurezza stradale e rc auto e che hanno suscitato subito polemiche. Alla riunione convocata dal Governo hanno partecipato Ania, Polizia e Carabinieri competenti per la sicurezza stradale. Il ministro Antonio Marzano ha chiesto alle compagnie assicurative uno sforzo maggiore per adattare le tariffe alle ultime novità del settore: dai punti sulla patente, a nuovi strumenti per ridurre incidenti e costi. «Una delle idee su cui puntare - ha sottolineato Marzano - è personalizzare le tariffe in base ai punti accumulati sulla patente». Significa che più punti sui riescono a conservare, minore sarà il costo delle polizze. «L'idea - ha chiarito Marzano - è quella di premiare i virtuosi» con l'obiettivo nel lungo periodo di ridurre il numero di incidenti e tentare di contenere i costi delle assicurazioni. Un invito raccolto dall'Ania. «Non appena sarà possibile - ha spiegato il presidente Fabio Cerchiai - si potrà adottare come elemento di migliore qualificazione della tariffa anche la patente a punti, ma solo quando sarà effettivamente significativa di uno stile di guida e di una certa diligenza, allora avrà senso tenerne conto». Insomma la strada è percorribile, anche se ancora tutta in salita. Intanto la compagnia assicurativa Ras ha annunciato dal primo aprile la riduzione del 10% delle tariffe delle polizze rc auto. Iniziativa destinata però solo agli assicurati con patente a punteggio pieno che abbiano sottoscritto la formula Guida Esclusiva della Polizza Instrada. Si tratta di un primo piccolo passo verso una diversa modalità di contratto assicurativo legata non più all'auto (come è prassi in Italia ) ma al guidatore. «Una decisione - chiarisce la Ras - nata autonomamente e non a seguito di trattative con alcuno». Tra le novità annunciate ieri dal ministro Marzano anche l'avvio a Napoli della "clear box", una specie di scatola nera che sarà installata sulle auto e che consentirà di registrare il comportamento di guida dei partenopei e quindi la dinamica di un eventuale incidente. La sperimentazione, concordata con l'Ania, partirà nei prossimi mesi e coinvolgerà all'inizio almeno 3mila automobilisti. Con l'obiettivo di ridurre sensibilmente le truffe ai danni delle compagnie assicurative e i costi dell'rc auto in una piazza difficile. Per il traffico e i costi salati delle polizze. Il guidatore che accetterà di farsi controllare, di fatto rinuncerà ad un po'di privacy ma in cambio otterrà uno sconto sulla propria polizza. Ma le compagnie sperano nell'effetto deterrenza. Già rilevato dalla Wintertur Assicurazioni che nel 2002 sperimentò l'idea su 300 autovetture. Intanto le associazioni dei consumatori tornano a chiedere tagli ai costi delle polizze. Scettico sulle inizitive annunciate ieri da Marzano il presidente dell'Adusbef Elio Lannutti, mentre Cittadinanzattiva chiede di passare dalle «parole ai fatti» e di ridurre subito le tariffe rc auto del 20%. LAURA DI PILLO

http://www.assinews.it/rassegna/articoli/sole060204rc.html
 
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6 febbraio 2004

« Tariffe Rc auto a punti, come la patente »


L’annuncio di Marzano. Arriva anche la « scatola nera » . La Ras taglia i premi del 10%

Il ministro: con l’intesa tra assicurazioni e consumatori costi invariati nel 2003


ROMA — Tariffe Rc auto collegate alla patente a punti, e una « scatola nera » per registrare la dinamica degli incidenti. A sei mesi dall’entrata in vigore del nuovo sistema di rilevazione delle infrazioni stradali, il ministro delle Attività produttive, Antonio Marzano, tenta l’affondo con le compagnie assicurative. In un incontro tenutosi ieri con l’Ania ( associazione delle assicurazioni), Marzano ha prospettato la necessità di tenere conto sistematicamente del meccanismo dei punti nella costruzione della tariffa di ciascun assicurato.
Fredda, per ora, la reazione dell’Ania: « Avrà senso tenerne conto — ha affermato il presidente Fabio Cerchiai — quando sarà effettivamente significativa di uno stile di guida e di una certa diligenza » . Un’affermazione che non dà elementi per capire entro quali termini le compagnie adotteranno il nuovo meccanismo.
Per incoraggiare le imprese, Marzano ha illustrato un progetto per l'uso di una « scatola nera » , o meglio « trasparente » ( dall’inglese « clear box » ) , utile per ricostruire la dinamica dell'incidente. E’ un dispositivo satellitare che trasmette tutti i dati raccolti in tempo reale: giorno, ora, condizioni di guida e di traffico, tipo di manovra compiuta, velocità. Il tutto da qualche decina di secondi prima dell'impatto.
Ministero e Ania hanno convenuto di avviare una sperimentazione a Napoli. Se i risultati saranno stati positivi, allora potranno essere sviluppate formule tariffarie ad hoc. Come ha già fatto la Ras, introducendo uno sconto del 10% all’assicurato con patente a punteggio pieno che sottoscriva una polizza che lo vincola a guidare in modo esclusivo l’auto assicurata.
L'Ania si è detta anche favorevole alla richiesta avanzata dal presidente della commissione Attività produttive del Senato, Francesco Pontone, di « tenere particolare conto degli automobilisti virtuosissimi » . « Inviteremo le compagnie a farlo — ha detto il presidente dell’Ania — pur mantenendo la loro libertà tariffaria » . « Cerchiai — ha commentato Pontone — trincerandosi dietro le norme Ue e i possibili interventi dell'Antitrust, è stato molto evasivo e non ha preso impegni » .
Durante l’incontro, ministero e Ania si sono rallegrati perché, dall'entrata in vigore del protocollo d'intesa Consumatori- Ania, le tariffe Rc auto sarebbero rimaste sostanzialmente stabili, registrando, secondo l’Istat, un aumento dello 0,2%, rispetto al 3,5% dello stesso periodo dell'anno precedente.
Irritata la reazione delle associazioni dei consumatori: « Le riunioni al ministero dovrebbero servire a ridurre le tariffe, dopo una diminuzione dell'incidentalità del 20% con la patente a punti e dopo il decreto salva compagnie » , ha detto Rosario Trefiletti dell’Intesa. Concordi, per una volta, i Consumatori indipendenti: « E’ ora che dal contenimento delle tariffe si passi ad una loro decisa riduzione di circa il 20% » , ha concluso Giustino Trincia.

Antonella Baccaro

http://www.assinews.it/rassegna/articoli/cor060204rc.html
 
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6 febbraio 2004
Rc-auto meno cara anche per chi monta la scatola nera
Sconto sulle polizze ai virtuosi della patente



La Ras riduce del 10% i costi a chi non perde punti. Con la "clear box" taglio dal 20% al 50% sul furto e incendio

LUCIO CILLIS


ROMA - Dopo alcuni mesi di silenzio, si torna a parlare di Rc auto. E non per denunciare aumenti a due cifre, come negli anni scorsi, ma ? finalmente - per un possibile taglio delle tariffe, il primo della storia, che potrebbe arrivare non più e non soltanto dalla diminuzione degli incidenti ma da polizze su misura, riservate agli automobilisti con la patente a "pieni punti" o alle auto munite di clear box, una sorta di scatola nera anti-truffe che registrerà ogni "movimento" della vettura.
L´invito a spingere sull´acceleratore delle polizze personalizzate è partito da Antonio Marzano. Il ministro ha chiesto alle compagnie «uno sforzo per adattare le tariffe» alle norme e alle novità tecnologiche introdotte negli ultimi mesi, ovvero patente a punti e clear box. Un invito accolto nel giro di poche ore: il primo passo, la tariffazione a misura di guidatore virtuoso, legata alla patente a punti, è stato fatto da Ras, che ha lanciato nello stesso giorno della proposta del ministro, una polizza scontata del 10 per cento ai clienti con "patente a punti" intonsa. L´agevolazione - prevista per la sola formula "Guida esclusiva" - Instrada ? sarà operativa dal primo aprile quando la compagnia riconoscerà lo sconto del 10 per cento all´assicurato con patente a punteggio pieno (20 punti) che sottoscriva la polizza riservata ai veicoli condotti da una sola persona identificata in polizza. In pratica, più punti si riescono a mantenere, minore sarà il costo della polizza.
Un progetto che piace all´Ania, ma che per il momento sarà lasciato alla "discrezionalità" delle singole compagnie: «Non appena sarà possibile - ha spiegato il presidente Fabio Cerchiai ? la patente a punti si potrà adottare come elemento di migliore qualificazione della tariffa. Questo potrà avvenire solo quando sarà effettivamente significativa di uno stile di guida e di una certa diligenza», ovvero quando diminuiranno in modo sensibile i costi dei sinistri.
Le compagnie accettano però l´idea di avviare un circolo virtuoso, premiando le zone a più alto rischio come Napoli dove è stata battezzata ieri la clear box, che al prezzo di una minore privacy del conducente ne registrerà vizi e virtù stradali impedendo, di fatto, truffe e incidenti fasulli. Con questo dispositivo gli sconti potrebbero toccare, e forse superare, il taglio dal 20 al 50% sulle polizze "furto e incendio" già attivi per chi installa antifurto satellitari.
http://www.assinews.it/rassegna/articoli/rep060204rca.html
 
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6 febbraio 2003
Nel 2002 la raccolta su questi canali a +48%.

Assicurazioni, ok a telefono e web

Telefono e internet hanno messo a segno nel 2002 il maggiore incremento della raccolta di polizze del ramo danno, con un +47,7% rispetto al 2001, raggiungendo i 588 milioni di euro. È quanto emerge dal Rapporto competitors di Databank sulla distribuzione dei prodotti assicurativi nel 2002 e nel primo semestre 2003.

La distribuzione nel ramo danni è dominata dal canale agenziale, che nel 2002 ha intermediato, al netto dei premi intermediati dai broker e presentati presso le agenzie, il 66% dei premi del totale rami danni. La raccolta di questo canale nel tempo evidenzia un trend decrescente: nel 2001 la raccolta presso questo canale era pari al 70%. In particolare, nel ramo auto gli agenti hanno raccolto una quota pari al 93%. Nel ramo vita, nel 2002 il canale bancario è stato il più rilevante nella distribuzione, con una quota del 56,3 contro il 61,2% nel 2001.

È proseguito anche nel 2002 il trend crescente della raccolta attraverso i promotori finanziari, pari al 14,3 contro il 9,4% del 2001. Lo sportello postale ha evidenziato ottime performance, con una quota del 5,1 contro il 4,6% del 2001.

Nel primo semestre 2003 sono stati confermati gli andamenti del 2002, con buone performance degli sportelli e dei promotori finanziari. Nella maggior parte dei casi, le polizze multigaranzia sono state stipulate appoggiandosi a un agente assicurativo; la penetrazione delle polizze multigaranzia è stata stimata intorno al 32%. Per la distribuzione dei prodotti del ramo danni, la trasformazione della rete agenziale continuerà secondo due direttive: da una parte una forte capillarità distributiva e, dall'altra, la razionalizzazione della rete agenziale e la trasformazione delle agenzie in negozi finanziari.

http://www.assinews.it/rassegna/articoli/io060204as.html
 
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febbraio 2004
L’Rc Auto riagguanta l’attivo ma sui prezzi è ancora guerra

Il saldo tecnico migliorato del 500% nel primo semestre 2003. Ma l’Ania mette le mani avanti: «Parliamo di importi molto limitati, i premi non si toccano». Qualcuno però pensa ai primi ribassi

Da palla al piede a fonte di reddito: è questa l’evoluzione che il ramo Danni è riuscito a compiere negli ultimi mesi, divenendo addirittura generatore di utili per le compagnie assicurative. Secondo gli ultimi dati elaborati dall’Isvap, infatti, l’intero ramo Danni nel primo semestre del 2003 ha messo a segno un saldo tecnico positivo per 1.120 milioni, quasi il doppio rispetto ai 638 registrati nello stesso periodo del 2002. A questo risultato si è giunti anche con il concorso, in discreta misura, della «pecora nera» Rc Auto: dopo un timido ritorno in positivo nel 2002 il saldo tecnico semestrale ha raggiunto 176 milioni contro i 28 dello stesso periodo di due anni orsono. I dati relativi alla raccolta premi nel terzo trimestre dell’anno appena concluso rafforzano ulteriormente il trend positivo. Il comparto danni è cresciuto del 6,47% rispetto al terzo trimestre del 2002, raccogliendo premi lordi per oltre 24 milioni di euro. L’Rc Auto, che incide per il 54% sul ramo Danni, ha fatto ancora meglio, crescendo del 7,04% con quasi 13 milioni incassati.
Nonostante questi dati, però, le interpretazioni del fenomeno restano divergenti. L’Isvap, nel fornire gli ultimi dati di settore, ha sottolineato la forte crescita del saldo tecnico semestrale (+500%), decretando il ritorno in buona salute dell’Rc Auto. L’Ania, l’associazione nazionale delle imprese assicuratrici, ha messo subito le mani avanti: nonostante l’incremento a tre cifre del risultato tecnico gli importi sono ancora limitati, risultando pari solo all’1,8% della raccolta premi. Secondo l’Ania, è vero che il ramo opera finalmente in equilibrio tecnico, ma a fronte di una riduzione modesta del numero di sinistri (-1,1%) si è registrata una crescita del 5,7% del costo medio dei risarcimenti, che ha raggiunto i 3.947 euro a incidente. In altre parole l’ipotesi di un calo delle tariffe favorito dall’entrata in vigore e dal buon funzionamento, come deterrente, della patente a punti non è ancora all’ordine del giorno. La notizia non farà certo piacere agli assicurati, ma di sicuro non dispiace agli azionisti delle compagnie. Moody’s ha preso in esame i bilanci e le prospettive di crescita di sette società (Generali, Ras, Lloyd Adriatico, Unipol, Net Insurance, Sic e Scor Italia). Il quadro che è emerso sottolinea la solidità finanziaria del settore e le prudenti politiche d’investimento, con un’esposizione in azioni del 13% contro il 58% impiegato in bond. Per quanto riguarda il ramo Danni, la società di rating fa notare che circa il 54% è concentrato sull’Rc Auto. La solidità e il ritorno alla redditività potrebbero quindi aprire ampi margini di crescita nei comparti danni meno sviluppati. Il timore per le società assicurative e le perplessità di Moody’s, per la verità poche, vengono dalle pressioni esercitate dalle associazioni dei consumatori e dal governo per ridurre gli importi medi dei premi. Ma non solo, gli ultimi sviluppi del mercato potrebbero cambiare la prospettiva del settore, favorendo una crescente concorrenza tra gli assicuratori. Primo esempio quello di Genialloyd. La compagnia di vendita diretta del gruppo Ras, dopo aver chiuso il 2003 con una raccolta premi in crescita del 50% rispetto all’anno precedente, ha promesso, per voce dell’amministratore delegato Alessandro Santiloquio, che il prossimo passo di Genialloyd sarà «la revisione della tariffa Rc Auto in vigore dal 18 febbraio, con riduzioni tra il 2 e il 9% per i nuovi clienti, a seconda delle caratteristiche degli assicurati».

http://www.assinews.it/rassegna/articoli/bf070204as8.html
 
un po' di vita...

7 febbraio 2004
Il 2003, una rivoluzione per la Vita


Cambiano le tendenze del mercato: frenano le grandi banche e si riduce la concentrazione E tra le polizze avanzano le index con cedola

Il Vita cambia pelle. Tra le numerose novità del settore emerse nel corso dell’anno appena concluso spicca sicuramente l’allentamento di quel fenomeno di concentrazione del mercato che aveva segnato gli ultimi anni. D’un lato le grandi banche hanno mostrato i primi segni di cedimento nella corsa alla raccolta, mentre gli istituti locali hanno stretto i denti e ottenuto buoni risultati. In parallelo si è ridotta la concentrazione del mercato, tanto che le prime 10 compagnie, che rappresentavano nel biennio 2001-2002 quasi il 60% del totale, a un solo anno di distanza sono scese a una quota vicina al 50 per cento. Tra i prodotti si è registrato un boom delle index linked (polizze legate a indici o panieri di azioni) con cedola, mentre le unit linked (prodotti legati ai fondi comuni) garantite hanno rallentato il passo a vantaggio di quelle classiche. Ma sono le polizze tradizionali (legate a gestioni separate dalle altre attività) a rappresentare sempre di più il core business di un numero crescente di operatori. A supporto di queste linee di tendenza emerse nel corso dell’anno, sono arrivate anche le cifre scaturite dall’ultimo convegno sull’assicurazione vita in Italia organizzato da Iama monitor. Il mercato bancassicurativo è cresciuto in media del 14%, ma con enormi disparità a seconda della grandezza degli istituti. Mentre i grandi gruppi bancari hanno registrato una nuova produzione in crescita del 6%, le banche medie sono salite del 24% e quelle locali hanno messo a segno un’impennata del 73 per cento.
Su tutto, però, spicca l’appeal che il settore Vita continua ad avere: le stime per la fine dell’anno prevedono, infatti, una crescita di circa il 15%. «Anche quest’anno vedremo uno sviluppo della raccolta a due cifre - sostiene Maurizio Valsecchi, country manager Italia di Tillinghast (gruppo Towers Perrin) - Ma è il mix di prodotti che sta evolvendo in modo significativo. Nel terzo trimestre dello scorso anno, i premi tradizionali sono infatti saliti del 19% (19,9 miliardi), le polizze index linked (con 9 miliardi) hanno conseguito una crescita molto più marcata, salendo del 35%, mentre le unit linked (10,2 miliardi) stanno perdendo quote di mercato nella misura del 14 per cento». A piacere, come detto, sono soprattutto le index con cedola. Ma qual è la differenza tra i canali di vendita? «Nel complesso le banche hanno continuato a crescere e nei primi nove mesi del 2003 hanno toccato il 63% del mercato. Gli agenti assicurativi hanno progressivamente perso terreno, adesso sono al 17%, mentre i promotori finanziari hanno registrato un andamento altalenante e oggi contano su una quota del 10% - sostiene Valsecchi - Ma bisogna considerare che la qualità della raccolta è diversa». Mentre le banche sono orientate soprattutto verso i premi unici, i promotori e gli agenti si indirizzano maggiormente verso premi ricorrenti che, con versamenti periodici, legano gli assicurati per un periodo più lungo. Insomma gli agenti e i promotori faranno fatica a vendere polizze ma i prodotti che collocano garantiscono un rapporto duraturo con il cliente.

http://www.assinews.it/rassegna/articoli/bf070204as4.html
 
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Pillole Amare
Polizze Auto s.o.d. e riduzioni dei termini di disdetta
11/02/2004

A cura di Honny


La sigla "s.o.d." sta a significare "senza obbligo di disdetta" o, se si vuole, "senza tacita rinnovazione".

La relativa clausola, tuttavia, aveva sempre avuto un'applicazione limitatissima.

Da qualche tempo, invece, è sbarcata nel mass market per iniziativa dell'Unipol, le cui polizze Auto cessano automaticamente alla loro scadenza, senza che vi sia, appunto, la necessità di disdirle.

Unipol, molto intelligentemente, ha però arricchito questa innovazione: la garanzia infatti viene a cessare non alla scadenza della polizza, bensì 15 giorni dopo.
Un'innovazione di cui, a livello di comunicazione ai clienti, è stato fatto un uso assai efficace, sottacendo, però, il veleno in essa compenetrato.

La compagnia, infatti, non è più obbligata a comunicare le nuove condizioni di rinnovo che, per essere valide in caso di aumento del premio, presuppone la data certa della comunicazione. Quindi, la raccomandata, con i connessi rilevanti costi.

In assenza di valida comunicazione di data certa, come noto, l'assicurato R.C.A. ha diritto di pretendere il rinnovo a premio immutato, salvo per il bonus/malus.
I vantaggi per la Compagnia, a ben vedere, sono dunque notevolmente maggiori di quelli destinati ai clienti.

Questa innovazione, però, ha pure danneggiato gli Agenti, il cui portafoglio auto non concorre più a formare il monte premi finale e, quindi, essa determina una minore indennità di fine rapporto.

Così com'è avvenuto quando i termini per la disdetta delle polizze rami elementari vennero ridotti, prima da sei mesi a tre mesi, poi a due e, quindi, limitatamente alla R.C.A. ad un mese.

Ma nessuno finora ha gridato alla fregatura così rifilata degli Agenti.
http://www.assinews.it/testi/hon180_110204pa.html
 
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18 febbraio 2004
Rc auto, ribassi per pochi
Ai «prudenti» i ritocchi dei premi - I consumatori: «Non basta»



MLANO - Non calano le polemiche sul fronte Rc auto nonostante diventi ogni giorno più consistente il drappello di società che annunciano tagli per i guidatori "virtuosi". «C'è un clima di sospetto generale da parte dell'Antitrust nei confronti del sistema assicurativo - ha detto il presidente dell'Ania Fabio Cerchiai nel l'ambito dell'audizione parlamentare sul risparmio - e per questo ho preferito apprendere dai giornali la misura degli sconti decisi dalle compagnie: basta che io sappia un secondo prima che qualcuno abbassa le tariffe del 2% e subito viene fuori l'accusa di cartello per le compagnie». In effetti, le compagnie che si sono mosse «hanno aderito tutte con modalità diverse all'invito rivolto dal ministero per le Attività produttive di ridurre le tariffe. Come presidente dell'Ania non posso stabilire né proporre una riduzione tariffaria». E a chi reclama tagli più consistenti alla luce della contrazione degli incidenti stradali con l'introduzione della patente a punti, Cerchiai ha risposto che i dati del ministero dell'Interno rappresentano il 5% degli incidenti complessivi, mentre continua ad aumentare il costo medio: solo se questo diminuirà le tariffe scenderanno. Le risposte di Cerchiai non hanno convinto Francesco Pontone, presidente della commissione Attività produttive del Senato, il quale ha puntato l'indice contro «la posizione di chiusura dell'Ania» addirittura «scavalcata da alcune compagnie». Ras prevede infatti uno sconto del 10% per gli assicurati con patente a punteggio pieno che si impegnino alla guida esclusiva dell'auto; Sara è pronta a rivedere al ribasso i prezzi; Generali promette tagli dell'8% ai napoletani (e del 5% agli altri campani) clienti da 5 anni e nella classe di massimo sconto; Assitalia offre sconti del 4% per i migliori clienti e del 6% per i clienti della Campania; Lloyd Adriatico si rivolge agli assicurati senza sinistri con la polizza Nuova 4R e a chi innalza il massimale; Sai-Fondiaria annuncia riduzioni del 10% ai nuovi clienti auto della province campane e di altre 26 del Centro-Sud e fino al 14%, in 62 province, ai ciclomotori. Ma sui tagli annunciati restano scettiche non poche associazionidiconsumatori.Per l'Adoc si tratterebbe solo di fumo negli occhi; secondo Adiconsum l'accordo di maggio aveva impegnato concretamente le compagnie, mentre i risultati sono modesti; il Codacons evidenzia la discriminazione territoriale e per categorie; infine, per il Movimento difesa del cittadino il presidente dell'Ania dovrebbe invitare tutte le imprese a imitare questi primi passi verso un alleggerimento tariffario. ROSSELLA CADEO

http://www.assinews.it/rassegna/articoli/sole180204rc.html
 
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23 febbraio 2004
Clienti Rca, un quarto insoddisfatti




Cala leggermente, nel 2003, l'indice di soddisfazione degli assicurati Rc auto nei confronti delle compagnie (da 90,1 del 2002 a 88,6, vicino ai livelli del 2000), con le società di vendita diretta (Internet e telefoniche) leggermente più avanti rispetto alle tradizionali, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti relativi al "servizio" del prodotto Rca. Aumenta pure la quota dei clienti a rischio di abbandono: quasi uno su quattro sarebbe disponibile a cambiare compagnia. Sono queste alcune delle conclusioni più significative che emergono dall'ultimo Osservatorio sulla Customer satisfaction nel mercato Rc auto realizzata da Databank.
Aree di relazione e di servizio. L'indagine ha preso in considerazione una molteplicità di aspetti del rapporto ssicurati-compagnie, suddividendoli in due macroaree: l'area di relazione e l'area di servizio. Mentre nel settore "relazione" si evidenziano
indici elevati di gradimento, soprattutto per quanto riguarda la competenza, la cortesia degli agenti e del personale nonché la facilità di contatto (quasi il 97%), nel settore "servizio" si rilevano gradi di soddisfazione mediamente più bassi. Le criticità maggiori si riscontrano in particolare su due fronti: il costo della polizza in rapporto ai servizi offerti (71%) e la velocità della liquidazione dei sinistri (74 per cento). In particolare, è proprio l'aspetto risarcimento a subire il più vistoso arretramento rispetto
alla precedente rilevazione (quasi 8 punti in meno): ma visto che i giorni necessari restano più o meno in linea con il 2002 (59), questo significa che crescono le aspettative dei clienti che esigono tempi inferiori per essere soddisfatti della prestazione. Rispetto al rapporto tra costo del prodotto e servizi offerti, sono le compagnie di vendita diretta a sopravanzare alla grande quelle tradizionale (91% il livello di soddisfazione contro il 69 per cento). Il rischio di abbandono. A risultare a rischio di abbandono è una percentuale leggermente superiore rispetto al 2002, il 23% (quota significativamente inferiore se si guarda ai clienti delle compagnie dirette: non raggiunge neppure il 16 per cento). I tendenzialmente fedeli sono invece il 42% circa (il 47% nelle dirette). Più "a rischio" si rivelano de terminate categorie di assicurati, ossia: i proprietari di auto di lusso, coloro che percorrono oltre 20mila chilometri l'anno, quelli assicurati da 35 anni, chi ha fatto un incidente, i più giovani, i laureati e i lavoratori autonomi. A livello geografico si concentrano nel Sud, nelle isole e nei Comuni più grandi. Rossella Cadeo
 

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23 febbraio 2004
Lo shopping si diffonde nelle polizze




Se è vero che i clienti Rc auto insoddisfatti della propria compagnia sono il 26%, gli infedeli, ossia coloro che effettivamente migrano, si sono mantenuti stabilmente intorno al 6% anche nel 2003. L'abbandono di una società a favore di un'altra - si legge nell'indagine di Databank - è quasi sempre determinato da ragioni economiche. Tra le motivazioni principali c'è il livello del premio (43,2% contro il 33,3% del 2002), seguito dagli aumenti eccessivi (33,9%), mentre la gestione sinistri e la scomodità dell'agenzia compaiono solo marginalmente nelle risposte degli intervistati. La convenienza del premio è sempre il primo fattore a contare nella scelta della nuova compagnia (69%), seguita dai consigli di parenti o amici. E lo shopping, cioè il confronto e la valutazione fra i prezzi e le condizioni delle varie soluzioni disponibili sul mercato, è un'abitudine che comincia a diffondersi anche tra i "consumatori" di assicurazioni auto: quasi due clienti su dieci - secondo Databank - decidono di consultare più compagnie per ottenere un'ipotesi di premio. Tanto più che con la riforma della Rca, ora tutte le compagnie sono obbligate a destinare su Internet uno spazio dove il navigatore possa costruirsi il proprio preventivo. E la stipula di polizze Rca tramite telefono e il Web risulta in leggero aumento. Meno di un terzo dei guidatori si limita però a stipulare una polizza comprendente solo la Rc auto. Le garanzie più richieste restano quella per gli infortuni del conducente, contro furto e incendio, mentre conquistano spazio la tutela giudiziaria e quella relativa agli eventi atmosferici. R.Ca.
 

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"Il mercato assicurativo RC Auto e le opinioni degli italiani"
25/02/2004

Ormai da otto anni Databank analizza attraverso il rapporto BICSI - Barometro Italiano dei Customer Satisfaction Index e della Qualità Percepita - le principali tendenze evolutive del Mercato Assicurativo italiano in termini di soddisfazione, comportamenti e atteggiamenti dei clienti RC Auto.

Dalla ricerca emerge che le compagnie mostrano una buona capacità di soddisfare le aspettative dei clienti, anche se c'è una tendenza alla diminuzione: l'indice sintetico di soddisfazione, costruito sulla base delle valutazioni date a 13 fattori di soddisfazione, passa da 90,1/100 nel 2002 a 88,6/100 nel 2003.
L'aumento della insoddisfazione è stato più intenso sugli aspetti legati alla gestione dei sinistri e per quanto riguarda la percezione di equità del prezzo pagato per la polizza.

Aumentano i clienti a rischio di abbandono perché gravemente insoddisfatti dalla loro compagnia: passano dal 20% del 2002 al 23% del 2003. Questi clienti con uno o più motivi di grave insoddisfazione sono più frequentemente localizzati nelle regioni meridionali e insulari.

Il livello di soddisfazione dei clienti delle compagnie dirette (che vendono tramite telefono o Internet) continua ad essere più elevato: il loro indice sintetico di soddisfazione è di 91,8/100 (contro l'88,6/100 del mercato complessivo). La loro capacità di soddisfare i clienti si rivela superiore a quella delle compagnie "tradizionali" soprattutto nell'area della gestione sinistri e per il fattore "prezzo".

Le compagnie che nel 2003 mostrano le migliori performance di customer satisfaction sono:
Genialloyd, che anche nel 2003, con un indice sintetico di soddisfazione di 96,6 risulta la compagnia che in assoluto riesce più delle altre a soddisfare le aspettative dei propri clienti
Zurigo, anche questa una conferma, che risulta la compagnia con canali di vendita "tradizionali" che riesce maggiormente a soddisfare i propri clienti.

La quota di clienti effettivamente infedeli, che hanno abbandonato la propria compagnia, nel 2003 resta costante al 6%, molto più contenuto per le compagnie con vendita "diretta". L'abbandono della propria compagnia resta sempre determinato innanzitutto da ragioni economiche. È in significativo aumento la quota di clienti che chiede preventivi ad altre compagnie: 19% nel 2003, due anni prima erano il 15%.

Il mercato potenziale del canale di vendita telefonico nel 2003 resta costante al 27% del totale. Su livelli simili (28%), anche in questo caso bloccato a questi livelli degli ultimi due anni, è anche il potenziale di mercato del canale di vendita tramite Internet.
Resta su livelli marginali la pressione commerciale delle banche per vendere polizze rc auto: nel 2003 solo il 5% dei clienti è stato oggetto di proposte commerciali.

Il rapporto, realizzato ogni anno su un campione di oltre 4000 casi, propone, un sistema articolato di indicatori per la "qualità della relazione con i clienti": i Customer Satisfaction Index e i Customer Performances Index, che riflette l'approccio e le metodologie operative della Norma UNI 11098 "Linee Guida per la rilevazione della soddisfazione del cliente e per la misurazione degli indicatori del relativo processo", appena pubblicata, di cui Sergio Meacci, CEO di Databank, è stato il Relatore.
http://www.assinews.it/testi/tiz2014_250204mer.html
 
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marzo 2004
Rca, è l'ora giusta per trattare






Assicurazione auto sempre sotto i riflettori: sul fronte delle compagnie, con l'annuncio di sconti per i clienti più prudenti; sull'altro fronte, invece - dove si trovano insieme utenti, associazioni dei consumatori ma anche esponenti del Governo - con richieste di tagli e interventi più significativi, magari legati al comportamento di guida. Tanto più che proprio grazie alla patente a punti, sono diminuiti gli incidenti sulle strade («non abbastanza significativamente da incidere sui costi delle compagnie», sottolineano però le imprese). Il risparmio possibile. In ogni caso già ora risparmiare si può. Informandosi e facendo confronti: sul mercato l'offerta è ampia e ciascun profilo può trovare la soluzione più conveniente (o meno cara). È vero che talvolta questa ricchezza può costituire una complicazione, ma oggi c'è anche il vantaggio di Internet in quanto tutte le compagnie sono tenute a realizzare sui loro siti uno spazio per consentire al navigatore di costruirsi il proprio preventivo. Ma anche per chi non usa Internet è utile non limitarsi a una sola proposta o al contratto stipulato magari da anni: meglio contattare di persona più agenzie per fare raffronti, insomma abituarsi a fare shopping anche nella Rca. Differenze. Perché si possono trovare delle interessanti sorprese. almeno stando all'indagine effettuata dal Sole 24 Ore del lunedì sulle tariffe applicate da 13 compagnie e a quattro tipi di assicurato in 21 capoluoghi. Ad esempio si sa che le compagnie dirette (telefoniche e online) sono adatte in termini di prezzo agli assicurati che si trovano in una buona classe di merito. Ma c'è qualche compagnia online che può risultare vantaggiosa anche per gli utenti ritenuti più rischiosi, come i giovani. Personalizzazione. Determinante infatti nella tariffa è il profilo dell'assicurato, poiché sul premio incidono diversi parametri: età, sesso professione, guidatori, modello e potenza dell'auto.Piccoli particolari e il prezzo scende o sale. A contare è anche il luogo di residenza: ci sono forti >differenze di prezzo a vantaggio di chi risiede in città quali Aosta, Trento, Bolzano, L'Aquila, Potenza, Campobasso. I centri più costosi invece risultano Napoli, Roma e Reggio Calabria; Milano invece è meno cara di Firenze e Bologna. Un ventenne con un'auto di piccola cilindrata può pagare oltre 3.700 euro a Napoli e meno di un sesto nel capoluogo del Molise. In ogni caso anche all'interno della stessa città è possibile - per lo stesso profilo di guidatore - trovare delle forti differenze di prezzo. Si pensi solo che a Roma un 35enne con una 1600 potrà pagare meno di 400 euro ma anche il doppio, a seconda della compagnia alla quale si rivolgerà. Da non dimenticare, infine, se se usa poco l'auto, che esistono delle soluzioni cosiddette "a consumo", che consentono di pagare premi ridotti.

http://www.assinews.it/rassegna/articoli/sole010304rc.html


1 marzo 2004
Bravi premiati al volante
Polizze/1. In attesa di tagli più decisivi, agevolazioni per chi non fa sinistri
Rossella Cadeo





Febbraio si è concluso con una serie di annunci di tagli per i prezzi della Rca: dopo l'invito del ministro delle Attività produttive Antonio Marzano, Ras, Sara, Generali, Lloyd Adriatico e Fondiaria-Sai si sono dichiarate pronte a far sconti ai loro assicurati più "bravi". Tagli per i buoni. Sono rivolti ai clienti meno rischiosi per i bilanci delle compagnie, che si trovano nelle classi migliori di bonus/malus e che quindi già pagano premi meno pesanti rispetto ai "colleghi" assicurati in posizione più arretrata. Sul complesso degli assicurati, però, è una quota molto ridotta, non mancano di sottolineare le associazioni dei consumatori, e non solo loro. Non hanno tutti i torti, peraltro, considerati una serie di elementi positivi: i conti delle compagnie vanno a gonfie vele, il ramo Rca è in attivo, gli incidenti sulle strade sono calati, la riforma del ramo Rca è stata varata già dal 2002 e il Protocollo d'intesa - firmato a maggio tra Governo, Ania e consumatori al fine di un raffreddamento delle tariffe per un anno - ha indicato precise linee d'intervento per un migliore trattamento degli assicurati. Trend. È comunque vero, stando ai dati più recenti, che le tariffe Rc auto sembrano aver rallentato la corsa: le stime Istat presentate dal ministro Marzano parlano di un aumento medio nel 2003 di appena il 2,5% e di una variazione di appena lo 0,2% nel secondo semestre dello scorso anno. Una tendenza analoga è stata rilevata da Towers Perrin Tillinghast, società di consulenza specializzata nel settore assicurativo: secondo l'ultimo monitoraggio (effettuato su un campione di un milione di rischi) da febbraio 2003 al febbraio 2004, l'aumento medio è stato dello 0,9%, contro l',8,8% dei dodici mesi precedenti (e l'11,8% tra febbraio 2001 e febbraio 2002). Profili e province. Secondo lo studio di Tillinghast, nell'ultimo anno le tariffe per i giovani tra 18 e i 22 anni sono diminuite (-4% per gli uomini e -2,8% per le donne, ma le seconde pagano già circa un quinto meno rispetto al coetaneo maschio), effetto del Protocollo d'intesa di maggio che invitava le compagnie a trattare meglio proprio questa categoria (sempre in presenza, comunque, di un comportamento virtuoso al volante). Inoltre il premio da pagare diminuisce rapidamente con l'avanzare degli anni: un 23enne in media paga il 30% in meno di un diciottenne. La scelta. Tagli annunciati e raffreddamenti a parte, il desiderio di pagare meno la polizza Rca è diffuso. Si attendono, però, novità sul fronte della personalizzazione, con l'introduzione o la valorizzazione di elementi che andranno a vantaggio degli automobilisti con un corretto comportamento al volante (come la dote di punteggio sulla patente, i corsi di guida sicura, la scatola nera, vantaggi per chi fa un uso limitato della vettura). Ecco, in questa pagina, che cosa le compagnie stanno offrendo.

http://www.assinews.it/rassegna/articoli/sole010304rc2.html



1 marzo 2004
Shopping contro il caro-Rca
Polizze/2. Forbice ampia tra i diversi profili e sul territorio, ma anche tra compagnie nella stessa area
Matteo Prioschi




Per un automobilista in cerca della polizza Rca più conveniente la ricchezza di offerte costituisce un vantaggio, ma rende anche più complicato individuare la soluzione giusta. Chi ha accesso a Internet può servirsi del servizio gratuito di elaborazione dei preventivi che le compagnie ora mettono a disposizione (ma esistono anche siti specializzati nella comparazione come www.6sicuro.it o www.movimentoconsumatori.it). Gli altri devono spendere qualche ora in più contattando le assicurazioni. In ogni caso è importante non dare nulla per scontato. Indagine sul campo. Ad esempio è vero che le compagnie dirette (telefono e Internet) fanno risparmiare chi è in una classe di rischio bassa, ma non sempre: è una delle indicazioni emerse dall'indagine effettuata dal Sole 24 Ore del lunedì sulle tariffe di 13 compagnie in 21 capoluoghi per 4 profili. Infatti nel caso del profilo numero tre (donna 45enne) Fondiaria e Sai si dimostrano vincenti, probabilmente perché non penalizzano tanto la presenza di un guidatore 18enne oltre all'intestatario. Viceversa Genertel spicca in diverse città per il ventenne in classe 14, un profilo solitamente "tartassato" e per il quale, ad esempio, non vale la pena rivolgersi ad Axa, in quasi tutte le città la più costosa. Dunque le sorprese non mancano e bastano poche variazioni nelle caratteristiche di un profilo per cambiare le graduatorie in tema di risparmio. I profili. Il profilo più penalizzato tra i quattro considerati è il ventenne, ritenuto a rischio da tutte le compagnie. Situazione migliore per i profili 3 (donna 45 anni) e 4 (professionista di 55 anni) che può sfruttare i vantaggi della guida esclusiva (formula piuttosto diffusa che consente di ottenere sconti pari a circa il 5-10% del premio). Le città. Per quanto riguarda l'area di residenza si confermano forti differenze a vantaggio di chi risiede in città quali Aosta, Trento, Bolzano, L'Aquila, Potenza, Campobasso (ma alcune compagnie applicano tariffe diverse tra capoluogo e comuni). Quest'ultima è il capoluogo con il preventivo più basso in assoluto per tutti e quattro i profili, mentre Napoli ha sempre quello più elevato. Anche Roma e Reggio Calabria sono mediamente tra le più costose, mentre Milano è meno cara di Firenze e Bologna. Minimi e massimi sul territorio. Consistenti le differenze sul territorio per lo stesso profilo. Per il giovane variano da 597 euro (Genertel a Campobasso, la zona più conveniente) a 3.734 (Direct Line a Napoli, la più costosa). Per il 35enne si va da 199 (Direct Line) a 967 euro (Zurigo), mentre il premio della casalinga 45enne varia da 199 (Fondiaria) a 1.676 euro (Direct Line). Forte divario anche per il professionista: da 283 (Genertel) a 1.283 euro (Direct Line). Stesso luogo. Forbice ampia anche nella stessa città tra le 13 compagnie dell'indagine. A Roma ad esempio il 35enne potrà pagare da 361 euro (Direct Line) a 863 (Zurigo); ad Aosta la scelta per la 45enne andrà da 228 euro (Fondiaria) a 645 (Cattolica).


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marzo 2004
Se il premio rispecchia i punti





L'introduzione della patente a punti, secondo l'invito rivolto alle compagnie assicuratrici dal ministro delle Attività produttive Antonio Marzano, dovrebbe comportare, in un futuro piuttosto prossimo, una riduzione dei premi assicurativi per gli automobilisti più disciplinati. Il punteggio. Tuttavia, per il momento le compagnie, pur dichiarandosi attente a questo aspetto, non hanno ancora messo sul mercato prodotti che tengano conto delle penalità a carico degli automobilisti. Nella maggior parte dei casi, infatti, si ritiene necessario un periodo di tempo di osservazione (circa un anno) durante il quale valutare gli effetti della nuova patente sullo stile di guida e sulla tipologia di incidenti, ma si sottolinea anche la necessità di poter accedere a una banca dati per verificare in tempo reale il punteggio di ogni automobilista al momento della sottoscrizione del contratto. Penalizzazioni. Inoltre non mancano perplessità riguardanti l'introduzione di questo parametro per determinare il premio finale. Zurigo Assicurazioni, per esempio, ritiene che la personalizzazione rispetto ai punti della patente possa penalizzante troppo chi non è a punteggio pieno, dato che si possono perdere punti anche senza causare incidenti e che, nel complesso, l'introduzione di questo criterio di valutazione potrebbe aumentare ulteriormente la differenza tra i premi degli automobilisti "virtuosi" e di quelli "indisciplinati". Nonostante i dubbi, comunque, qualcuno ha pensato di giocare d'anticipo e così dal prossimo primo aprile Ras offrirà uno sconto del 10% agli assicurati con patente a punteggio pieno che sottoscrivono la formula "guida esclusiva" della polizza Instrada. Patente "assicurata". Ma dato che i punti si possono perdere facilmente, ecco che non mancano le possibilità per tutelarsi in questo senso: ci sono prodotti che prevedono l'erogazione di un importo per coprire le spese di partecipazione a un corso di aggiornamento per reintegrare il proprio punteggio. Winterthur, dallo scorso mese di ottobre, offre una garanzia con un rimborso massimo di 350 euro, mentre Zurigo ha introdotto una garanzia aggiuntiva nella polizza di tutela giudiziaria, che prevede l'erogazione di rimborsi forfettari. Ulteriori coperture di questo tipo sono offerte dalle compagnie che operano nel settore della tutela legale, come Arag e Das.

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1 marzo 2004
E adesso pago solo se consumo





Non è troppo pagare una polizza Rc auto per tutto l'anno, tenendo poi la macchina o la moto chiuse in garage per settimane, oppure parcheggiate in strada? È un desiderio di molti, da qualche anno realizzabile: sborsare denaro esclusivamente in proporzione al l'uso del mezzo. Cara auto. L'automobile, si sa, oggi è una comodità pagata a caro prezzo. Secondo il rapporto 2003 Aci-Censis, l'anno scorso gli italiani hanno speso una media di 16 euro al giorno per l'auto (fra bollo, assicurazione e altre spese) contro i 13,5 dell'anno precedente. E una delle spese più gravose risulta proprio quella per l'assicurazione. Il popolo degli automobilisti, però, si sta dimostrando sempre meno pigro e non esita a cambiare compagnia di fronte a offerte ritenute migliori: lo confermano sia il rapporto Aci-Censis sia una recente indagine Databank (si veda «Il Sole 24 Ore del lunedì» del 23 febbraio). Pay per use. Dunque, con un po' di attenzione, è possibile trovare chi ci permette di pagare l'assicurazione auto solo quando la si utilizza. È ciò che in inglese si chiama pay per use, che si traduce in Italia con le offerte delle polizze a consumo. Per ora sono tre le compagnie ad aver sviluppato prodotti di questo tipo e proprio il 2004 si presenta come anno di consolidamento, dopo un periodo di sperimentazione, in alcuni casi iniziato già nel 2001. In quell'anno fu Ras a lanciare la formula Weekend, che garantisce l'intera copertura assicurativa solo nei giorni festivi. Successivamente, Sara ed Axa Italia presentarono le loro offerte. La prima, Sarafree, fa pagare un premio base scontato del 50% rispetto alla polizza tradizionale e poi prevede una sorta di attivazione "a gettone", ogni volta che si decide di muoversi. Axa, invece, basa la sua offerta sul sistema Gps, di cui deve dotarsi l'assicurato. Tramite il satellite viene calcolato il consumo reale in chilometri, sul quale si paga il premio. Prospettive. Ma sono formule destinate a crescere? Pare di sì, dal momento che tutte le compagnie hanno allargato l'offerta dopo un periodo iniziale di test. Il bacino di utenti, poi, è ampio, se è vero che circa il 25% dei possessori di auto percorre meno di 10mila chilometri l'anno, secondo le rilevazioni effettuate da Axa nel corso di 12 mesi. Secondo studi di Sara assicurazioni, invece, almeno 4 milioni di italiani utilizzano l'auto per meno di sei mesi all'anno. Allo stesso tempo, sembrano essere formule convenienti sia per le compagnie sia per gli automobilisti. Durante l'anno di sperimentazione effettuato da Sara, limitato a dieci grandi province italiane, sono stati denunciati solo 13 incidenti. È naturale che meno si utilizza l'auto e minori sono le probabilità di causare incidenti. A maggior ragione, allora, una polizza "a tempo", a fronte di qualche sacrificio legato alla disponibilità del mezzo, può essere davvero un'ottima soluzione. a cura di Adriano Lovera

Sotto controllo tramite il Gps
AXA AUTOMETRICA

Axa Autometrica è una polizza fortemente personalizzata, che consente di calibrare il costo con il numero preciso di chilometri percorsi. Una formula ideale, dunque, per chi percorre poca strada nel corso dell'anno. Il premio. Il premio da pagare è stabilito calcolando il consumo in base a tre parametri: i chilometri percorsi, i diversi giorni della settimana e l'area di utilizzo del mezzo (urbana, extraurbana, ad alta densità di traffico). Inizialmente, si considerano due criteri: il comune di residenza e il chilometraggio medio annuo dichiarato dal cliente. Quest'ultimo determina il primo premio corrisposto, mentre dall'anno successivo fa fede il numero di chilometi effettivamenti realizzati. Al termine dei 12 mesi, si procederà a un conguaglio da parte del cliente, nel caso il chilometraggio risultasse superiore a quanto dichiarato, oppure un rimborso da parte dell'assicurazione per una percorrenza inferiore. Il premio, ancora, è suddiviso in una componente fissa pari al 35% e una quota variabile del 65%, il cui ammontare è appunto proporzionato all'uso. Sistema Gps. L'innovazione, ma anche il limite di Autometrica, è che la rilevazione del consumo viene effettuata tramite il sistema satellitare Gps, di cui l'auto deve per forza essere dotata. Nel caso l'assicurato non ne sia in possesso, lo si può acquistare direttamente presso l'agenzia Axa (che ha stipulato una convenzione con un privato, fornitore del sistema), pagando 445 euro Iva esclusa nel caso di Rc auto, o 795 euro (sempre Iva esclusa) per Rc auto più Furto, con possibilità di finanziamento in dodici mesi a tasso zero. Franchigia e servizi. La polizza non applica alcuna franchigia nel caso di mancato funzionamento del sistema o di superamento del chilometraggio pattuito. Include, però, diversi servizi, come l'assistenza in viva voce, il pronto intervento o la consultazione dello stato della propria polizza via Internet. Il risparmio di Autometrica rispetto alla polizza tradizionale si aggira intorno al 25%-30 per cento.

Attivazione con il cellulare
SARAFREE

Sarafree è la polizza "a consumo" di Sara assicurazioni, la compagnia ufficiale dell'Aci. È indicata per chi non usa l'auto tutti i giorni, ma non è valida per moto e camper, già di natura utilizzati saltuariamente. Offre un risparmio notevole rispetto a quella tradizionale ma occorre sempre ricordarsi di attivarla. Funzionamento. Si stipula il contratto presso una qualsiasi agenzia Sara. Si paga, inizialmente, soltanto un premio base pari alla metà di una polizza tradizionale. Ogni volta che si decide di usare l'auto, occorre attivare la polizza tramite una telefonata (da telefono cellulare o fisso) entro le 22 del giorno precedente, cui seguirà un sms di conferma da parte della compagnia. Se invece si usa l'auto ma non si è provveduto ad attivare Sarafree, vale il premio base pagato in partenza, che copre normalmente l'auto, ma con una franchigia alta, pari a 5mila euro. È possibile anche utilizzare una modalità di attivazione rapida, che scatta 60 minuti dopo la richiesta, ma ha una franchigia di 500 euro per le prime 12 ore. Per fruire della polizza è obbligatorio fornire un numero di telefono cellulare e gli estremi della carta di credito. Nel caso si pensi di aver bisogno dell'auto per periodi un po' più lunghi, si possono acquistare giorni di ricarica in tagli da 15, 30 e 60. Se durante l'anno, però, si superano i 200 giorni di attivazione, la polizza si trasforma automaticamente in una di tipo tradizionale, senza che ciò comporti alcun costo ulteriore. Costi e servizi. A seconda del profilo dell'assicurato (che dipende dalle caratteristiche dell'auto e dal guidatore) ogni giorno di ricarica può costare da 1,11 euro a 2,78 euro. Fra i servizi contenuti nell'offerta, c'è l'aggiornamento periodico sulla propria situazione (copertura e giorni di ricarica) effettuato tramite l'invio di Sms sul proprio telefono cellulare. Considerando il 50% di sconto sul prezzo base e i costi da sostenere per i giorni di attivazione, il risparmio di Sarafree rispetto a una polizza tradizionale si aggira sul 40 per cento. E il premio base include 5 giorni di copertura e 5 giorni di ricarica gratuiti.

Garanzia in tutti i giorni festivi
RAS WEEKEND

La formula «Weekend & Vacanze» di Ras è un'opzione che fa parte della polizza Auto Instrada, applicabile ad auto, moto e camper. Si tratta di una soluzione adatta a chi pensa di utilizzare il mezzo di trasporto solo nei periodi festivi. Validità. La copertura assicurativa totale scatta alle ore 16 del venerdì fino alle 4 del mattino di lunedì per tutto l'anno e comprende anche undici giornate festive nazionali, elencate nel contratto. In più, offre la copertura per altri 30 giorni all'anno a scelta, suddivisi in 4 pacchetti da 5 giorni e 10 giornate singole (in questi casi, però, occorre richiedere l'attivazione presso la propria agenzia o tramite Internet). In caso di sinistro avvenuto durante i periodi di copertura, la la formula Weekend funziona come una normale polizza e non prevede alcun tipo di franchigia. Franchigia. In caso di incidente, invece, in un giorno non coperto, l'assicurazione paga inizialmente i danni provocati a terzi, ma si rivale poi sull'assicurato, fino a una somma massima di 5mila euro. A questo meccanismo si applicano alcune deroghe. La rivalsa da parte dell'assicuratore non scatta, per esempio, se l'assicurato riesce a documentare l'urgenza dell'utilizzo del mezzo in periodi non coperti, come ad esempio per il trasporto di un malato in ospedale. Convenienza. Attualmente l'offerta è disponibile in tutta Italia e può essere stipulata come prima polizza, senza bisogno di essere già cliente Ras. Anche se prevede l'uso del mezzo solo nei fine settimana, rilascia un regolare contrassegno assicurativo (richiesto dalla legge) con cui l'auto o la moto possono restare parcheggiate per strada in qualsiasi momento. Infine, si tratta di un'offerta combinabile con altre opzioni del prodotto Instrada. Per quanto riguarda la convenienza, il risparmio rispetto a una polizza tradizionale, secondo la zona di residenza dell'assicurato, varia fra il 20% e il 30 per cento.

http://www.assinews.it/rassegna/articoli/sole010304rc4.html


marzo 2004
Scarso ascolto al call center





La Rc auto per gli automobilisti è un tasto dolente non solo per i premi, solitamente ritenuti troppo elevati. Dopo aver pagato quanto dovuto, infatti, spesso il rapporto tra assicurato e compagnia è fonte di problemi, soprattutto quando si verifica un incidente cui segue l'apertura della pratica di rimborso. Lieve calo. Anche quest'anno l'associazione di consumatori Adiconsum ha redatto il rapporto relativo ai reclami Rca, sulla base degli esposti provenuti da parte dei consumatori. Emerge, va detto, un sostanziale miglioramento della situazione. Nella maggior parte dei casi il numero di reclami ricevuti per singola compagnia è diminuito, ma, come sottolinea l'associazione, più che il numero totale di segnalazioni (a questo proposito fa testo il rapporto dell'Isvap che per il primi nove mesi 2003 registra 17.653 reclami Rca conto i 18.017 dell'anno prima) è importante verificare quali società siano più inclini a risolvere i problemi senza ricorrere alla fase giudiziale, ma cercando un accordo con il cliente. Da questo punto di vista, l'associazione evidenzia che la strada del dialogo è stata intrapresa con più convinzione dalle compagnie che utilizzano meno i call center, un punto di contatto tra azienda e cliente che non di rado genera incomprensioni e disservizi piuttosto che risolverli (non solo in campo assicurativo). Nella speciale classifica dei casi risolti le compagnie migliori sono Unipol, il gruppo Fondiaria-Sai e Linear, mentre l'elenco dei meno disponibili al dialogo è guidato da Direct Line seguita da Allianz e Toro. I casi. Per quanto riguarda le tipologie dei disguidi, al primo posto troviamo il ritardo nell'apertura della pratica di risarcimento o del pagamento, seguito dalla diversa valutazione del danno tra richiesta e offerta. Il terzo posto è occupato dall'aumento dei premi, il quarto dall'applicazione del "malus" a seguito di incidente. Non mancano problemi relativi all'interpretazione delle clausole dei contratti e ai termini di disdetta degli stessi. Chiudono la classifica la violazione della riservatezza dei dati e i problemi legati al trasferimento tra agenzie, nonché l'assenza di interlocutori diretti nella compagnia o della stessa impresa nell'area di residenza.

http://www.assinews.it/rassegna/articoli/sole010304rc5.html



1 marzo 2004
Pilota sicuro a caccia di sconti





Senza aspettare gli effetti positivi determinati dalla patente a punti, già oggi ci sono diverse possibilità per ridurre in modo sensibile il premio della Rc auto. Guida sicura. Una delle possibilità meno conosciute dagli automobilisti, ma anche meno premiata da parte delle compagnie di assicurazione, è rappresentata dalla partecipazione a un corso di guida sicura. In questo modo non solo si impara a guidare meglio, soprattutto nelle situazioni più difficili, ma si può godere di una riduzione del premio, anche se in casi limitati. Tra le compagnie interpellate, Generali e Genertel premiano gli automobilisti che hanno frequentato un corso di questo tipo: la prima riconosce uno sconto del 10% sul premio rc, mentre la riduzione dell'altra varia dal 5% al 10% (e oltre alla Rca può essere estesa alle coperture kasko e furto e incendio). Scatola nera. Non hanno riscosso molto successo nemmeno formule in novative legate all'installazione di una sorta di "scatola nera" sulle automobili, in grado di rilevare l'effettivo
utilizzo del veicolo, anche se diverse compagnie come Unipol, Generali e FondiariaSai ne continuano la sperimentazione. Franchigia. Quindi, a oggi la formula più semplice per ridurre il premio da pagare è quella di scegliere un prodotto con franchigia, soluzione che ha riscosso grande successo presso alcune compagnie di assicurazione. Ad esempio, la formula Nuova 4R di Lloyd Adriatico a premio e franchigia variabili, che consente di risparmiare fino al 35% sulla Rca e fino all'85% sulle coperture furto e incendio, è stata scelta dal 75% degli automobilisti. Per il prossimo futuro sono in arrivo altre novità, a iniziare da Cattolica che entro la fine dell'anno dovrebbe commercializzare un nuovo prodotto "a franchigia protetta" con una riduzione del premio ma a costo zero per il cliente. Altre offerte. Non mancano comunque altre possibilità per ottenere sconti, variabili da compagnia a compagnia. Tra le più interessanti vi è l'iniziativa di Ras chiamata "Generazione sicurezza" indirizzata ai giovani
al di sotto dei 26 anni per le auto e con meno di 21 anni per le moto: sono previsti sconti fino al 10% per chi ha almeno due anni di esperienza e un attestato di rischio senza incidenti, mentre viene riconosciuta l'esperienza di guida di un ciclomotore al fine della determinazione della classe di rischio nel momento in cui si passa all'auto. M.Pri.

http://www.assinews.it/rassegna/articoli/sole010304rc6.html
 
redon, ma tu la sai la storia che le class action all'italiana sono state abolite dal cosiddetto decreto "salva assicurazioni"?
Ne ho letto qualcosa ma vorrei saperne di più...
 
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6 marzo 2004
Sui Danni volano Fondiaria-Sai e Ras



Ben pochi, solo un anno e mezzo fa, avrebbero scommesso un centesimo sulle sorti borsistiche del polo assicurativo nascente, quella FonSai creata dall'unione della compagnia torinese di Ligresti e della blasonata quanto acciaccata fiorentina Fondiaria. Troppe le incognite - dicevano gli analisti - sulla gracilità patrimoniale di un gruppo che nasceva nel pieno dell'annus horribilis sui listini del settore assicurativo in tutta Europa. Con vendite a capofitto lungo tutto il 2002 sui titoli più esposti ai mercati azionari, e con quel fardello di minusvalenze in capo a Fondiaria derivanti dalla partecipazione nella martoriata Swiss Life . Eppure, ancora una volta, il mercato ha mostrato più di una miopia. Chi fosse andato in controtendenza oggi si fregherebbe le mani: FonSai nell'arco di un anno è passata da quota 9 euro a oltre 19. Ridimensionate le paure sui rischi indotti dalla perdita di valore dei portafogli azionari, ridotta la quota in Swiss Life e soprattutto il più che buon andamento del ramo Danni: questi gli elementi che hanno messo le ali al titolo. Ma se la compagnia di Ligresti è stata una sorpresa, che dire di Ergo Previdenza (+103% su base annua) e Cattolica Assicurazioni con un +64% nell'ultimo anno? Per Ergo ha giocato a favore la forte crescita della reddditività con l'utile netto passato a 19,3 milioni di euro dai 3,7 del 2002. Un trend che dovrebbe interessare anche Cattolica i cui utili sono attesi a 85 milioni di € dai 57 del 2002. Ma in generale il mercato ha finito per premiare un po' tutto il comparto. Mediolanum è cresciuta negli ultimi dodici mesi del 50% e la stessa Ras ha messo a segno un +36%. In crescita lenta e solo da inizio 2004, Generali che però è restata pressoché ferma nell'ultimo anno, mentre Unipol, oggi in ripresa, ha disatteso (-2% a dodici mesi) il confronto. Ma cosa ha prodotto il ritorno di interesse sulle compagnie dopo i rovesci degli anni scorsi? Di certo la ritrovata salute delle Borse che ha smesso di turbare i sonni per quelle società più esposte sull'equity. Un problema più nord-europeo che non italiano, data la bassa quota relativa di portafogli azionari sul Vita delle compagnie domestiche (con l'eccezione ovviamente di Mediolanum), rispetto a quelle continentali. Sta di fatto che il rimbalzo collettivo degli insurance europei ha finito per toccare anche gli italiani. Ma quel che ha fatto la differenza è stato il buon andamento del ramo Danni, che in Italia continua a marciare a passo serrato. Il rapporto tra sinistri e premi nella gestione tecnica dell'Rc auto è in costante miglioramento. Basti guardare ai dati di FonSai che ha visto nel 2003 salire i premi "Danni" del 5,8% cui si è aggiunta una forte performance anche sul Vita (+20% a 2,4 miliardi di €). E anche da Ras, che comunicherà i dati annuali in settimana, sono attese buone notizie. L'utile netto dovrebbe attestarsi nella fascia alta della forchetta stimata dalla società tra 520 e 550 milioni di € (e con un Roe al 13%) e con proeizioni al 2006 per profitti netti sopra gli 800 milioni. In più l'appetibilità borsistica di Ras è data dalla più che equilibrata ripartizione tra Vita e Danni, da una solidità patrimoniale a prova di bomba con un eccesso di capitale che vale l'11% del net asset value della compagnia e che consente un'elevata politica di dividendi con rendimenti attorno al 4%. Forza patrimoniale e caratteristiche di grande difensività, data la strutturale bassa esposizione all'equity sono appannaggio anche di Generali. Ma il Leone di Trieste appare più appesantito di Ras e degli altri nel suo cammino borsistico. «Pesa soprattutto», dice Gianmarco Bonacina di Bipiemme Sgr, «la redditività più bassa dei competitor sul ramo Danni». Un handicap che può trasformarsi in opportunità, qualora la società prosegua con successo nel miglioramento del rapporto sinistri/premi. Il titolo è tornato nei dintorni dei 22 euro e, a questi prezzi, paga un premio del 20% sulla crescita futura. Un obiettivo più che realistico secondo gli analisti che, in fondo, hanno un importante segnale-guida su quei 28,8 € di prezzo di conversione del bond exchangeable (tra il 2006 e il 2008) con cui Unicredito si è liberata della sua quota nella compagnia. Un passo del 6% annuo in Borsa per il titolo. Il passo del cassettista. Fabio Pavesi

http://www.assinews.it/rassegna/articoli/plus060304ass.html
 
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9 marzo 2004

Cirio, i commissari vogliono la revocatoria a cinque anni

Richieste per 650 mln e azioni di responsabilità per gli ex amministratori. Le banche dovranno restituire 540 mln serviti a ridurre le esposizioni. Capitalia rischia 100 mln su Eurolat e Bombril

Azione di responsabilità contro gli ex amministratori Cirio e revocatoria quinquennale per circa 650 milioni contro almeno tre istituti: Capitalia, Monte dei Paschi di Siena e Sanpaolo Imi-Banco di Napoli. Sono queste le richieste che probabilmente i tre commissari dell’ex impero di Sergio Cragnotti faranno nelle prossime settimane ai magistrati romani. Il grosso delle revocatorie riguarderà la destinazione dei 1.125 milioni incassati con l’emissione dei bond che, secondo Resca, Farenga e Zimatore sono finiti per metà - circa 540 milioni - nelle casse degli istituti di credito allo scopo di ridurre la loro esposizione verso Cragnotti. I commissari devono però agire in fretta. Il 10 luglio scatterà la prima prescrizione, quella relativa alla cessione di Eurolat avvenuta nel 1999, un’operazione che avrebbe consentito alla Banca di Roma di rientrare di circa 110 milioni violando la par condicio creditorum. Oggetto della revocatoria sarà anche l’operazione che portò all’uscita della Banca di Roma dal capitale di Bombril Cirio International Sa Lux (ex Cragnotti & Partners), la holding che controllava il gruppo Cirio. A sei mesi dal crac, nel luglio 2002, Cirio Holding riacquistò infatti da Banca di Roma le azioni Bombrill per 17,5 milioni. La prima rata da 2,57 milioni è stata pagata utilizzando la liquidità di Cisim Food, società controllata al 55% da Cirio e partecipata al 45% da Capitalia. Ma la Bombril Cirio International era stata chiusa 15 mesi prima, sicchè Cirio Holding comprò carta straccia. A ulteriore garanzia Cragnotti concesse all’istituto romano un’ipoteca sul Castello di Brignano, altra operazione al vaglio dei commissari per la revocatoria. L’azione di responsabilità riguarderà invece gli ex amministratori del gruppo. Le note dolenti potrebbero arrivare anche per le società che in qualità di azionisti avevano rappresentanti nel cda. Per quanto riguarda le dismissioni degli asset, i commissari stanno trattando su tutti i fronti. A cominciare dalla Bombril, dove la famiglia Sampaio Ferreira è creditrice nei confronti di Cirio per 140 milioni di dollari. Una partita che i commissari potrebbero chiudere con una transazione, forse entro le prossime settimane. Quanto al cespite filippino, la Del Monte Pacific sembra destinata alla famiglia Lorenzo, che vanta un diritto di prelazione per il 40% del capitale in mano alla Cirio del valore di circa 150 milioni di dollari: sempre che la Dole o la Del Monte Usa non facciano un’offerta migliore. Resta da risolvere il problema da 50 milioni di dollari che Cirio ha con Rabobank: l’istituto ha in pegno il 100% delle azioni Cirio Del Monte Foods International, la società titolare del marchio. La partita per Cirio De Rica, società che vanta il maggior numero di pretendenti, si giocherà invece sui rilanci del lungo elenco di offerenti. Ma quanto si potrebbe incassare dalle dismissioni? Probabilmente non più di 350 milioni. Ma se le revocatorie dovessero andare a buon fine l’ipotizzato rimborso agli obbligazionisti del 30%, seppure tra molti anni, potrebbe diventare ben più consistente.

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Per Cirio un buco da 2 miliardi
Il giudice fallimentare Vincenzo Vitalone ad Economy
di Simona Rossitto Economy 11 marzo 2004 n.11

<<Due miliardi di euro in tutto. A tanto ammontano i debiti della Cirio: più di un terzo, circa 800 milioni, è l' esposizione verso le banche, il resto è nei confronti dei creditori chirografari, compresi gli oltre 30 mila obbligazionisti>>. Ad anticipare ad Economy i risultati dell' esame del passivo fallimentare è Vincenzo Vitalone, giudice delegato alla sezione fallimentare del tribunale civile di Roma. Dal momento della dichiarazione di insolvenza della società, è uno dei protagonisti delle vicende giudiziarie del gruppo. <<Emetterò>> annuncia <<il decreto di esecutività dello stato passivo entro fine mese. Le ultime due udienze per l' ammissione al passivo sono fissate per il 10 e il 17 marzo, ma finora abbiamo esaminato, e per la stragrande maggioranza accolto, oltre 2mila domande di ammissione al passivo e quindi le cifre non cambieranno in maniera significativa>>. Una volta concluso l' esame del passivo, i pretendenti all' acquisto della Cirio conosceranno con esattezza l' esposizione debitoria cui dovranno far fronte. Il gruppo, amministrato da tre commissari straordianri Attilio Zimatore, Mario Resca, Luigi Farenga, fa dunque un passodecisivo verso la vendita. I commissari hanno presentato il loro programma di cessioni al ministro Marzano che lo ha approvato. E sono appena iniziate le procedure che porteranno alle dismissioni. Ma, allo stesso tempo, con la chiusura dei conti del passivo, la legge prevede anche la possibilità che siano avanzate richieste per un concordato fallimentare. E, secondo Vitalone, non si può escludere questa possibilità. <<Non bisogna creare elementi di pregiudizio tali da scoraggiare chi vuole tentare un piano di salvataggio dell' intero gruppo>> spiega il giudice. >>Chiunque volesse fare delle proposte deve essere libero di attuarle. Visto che per un progetto del genere c' è bisogno di reperire finanziamenti>>.
L' ipotesi del concordato prevede che un imprenditore, o una cordata, rilevi tutto il gruppo e soddisfi il 100% dei creditori privilegiati ed il 40% dei creditori chirografari. Risultato che per Cirio sarebbe aprrezzabile, visto il gran numero di questi ultimi. E, inoltre, si avrebbero tempi più certi di vendita. La richiesta deve essere presentata al ministero delle Attività produttive. <<Poi>> continua Vitalone, <<dopo una serie di autorizzazioni, viene sottoposta ai creditori. E solo con il loro avallo la proposta può essere presentata in tribunale, che ne valuta le garanzie e condizioni. Secondo la legge, persino l' imprenditore fallito può fare una richiesta di concordato. Legalmente è cioé possibile che Sergio Cragnotti, ex patron della Cirio, avanzi una proposta di concordato. E' possibile, ripeto, almeno in teoria>>.
Nell' ipotesi alternativa delle dismissioni, secondo Vitalone, bisogna guardare all' effettiva realizzazione dell' attivo. Ed è importante valutare che cosa, quanto e quando si vende. <<L' obiettivo da perseguire>> conclude il giudice del tribunale fallimentare di Roma <<è quello di salvare l' azienda e tutelare i creditori in una percentuale giusta, equilibrata, soddisfacente. Attualmente il sistema-Italia è impegnato con due grandi difficoltà: Cirio e Parmalat. Occorre fare ogni sforzo per mantenere integro il nostro sistema produttivo in ambito alimentare. Per questo motivo la strada da percorrere è proprio quella di lasciare aperte tutte le possibilità di soluzione della crisi>>.
 
SCUSATE L' ERRORE!!!!!!

9 marzo 2004
Dopo i primi annunci dei tagli delle compagnie, uno studio fotografa il nuovo quadro del settore assicurativo in Italia
Rc auto in frenata ma non per tutti favoriti i giovani, colpiti gli anziani


A Teramo gli aumenti maggiori, Palermo regina degli sconti
Per i maschi fino a 22 anni tariffe in discesa del 4% contro il 2,8% delle donne


ROMA - Se la benzina sale, le polizze auto in teoria scendono. Ma non tutte, non per tutti gli automobilisti e soprattutto, non dovunque. Anche se alcune compagnie hanno annunciato forti sconti per neopatentati, 40enni senza incidenti e i residenti da sempre tartassati della Campania, una approfondita ricerca di Tillinghast Tower Perrin (società internazionale di consulenza nel settore assicurativo) evidenzia rincari medi dell´1 per cento tra febbraio 2003 e il febbraio scorso e del 2,6% a gennaio su gennaio.
Una crescita contenuta - per la prima volta dalla liberalizzazione avvenuta 10 anni fa - che risparmia però solo alcune categorie di automobilisti (studenti e neopatentati) pesando maggiormente su pensionati e anziani al volante.
Secondo lo studio, Viterbo è la provincia dove si registra il maggior calo medio delle tariffe con meno 0,7%. Polizze in calo anche a Cuneo (-0,3%), Biella (-0,2%), Potenza (-0,1%) e in salita impercettibile in alcune grandi città come Palermo e Roma (+0,1). Diverso, invece, il discorso per Teramo, che si pone al vertice degli aumenti medi (riservati soprattutto agli anziani) col 2,6%, seguita da Ascoli (al 2,3%), Livorno (+2,2%), e Massa con il 2,1%.
Scendendo nel dettaglio si scopre che a gennaio 2004, rispetto allo stesso mese dell´anno precedente, l´incremento era più sostenuto e vicino al 2,6%. Solo a febbraio, sul febbraio 2003, si è arrivati ad un incremento annuo dello 0,9%, grazie anche al ritorno in attivo del risultato tecnico del ramo Rc auto - dopo anni di "rosso fisso" - dovuto alla progressiva frenata della frequenza dei sinistri che andrà a rafforzarsi con i buoni risultati della patente a punti.
La maggioranza degli incrementi di premio (il 75%) va dall´1 al 3%, mentre il 7,5% dei profili considerati ha visto i premi rimanere costanti o diminuire non oltre il 2%. A beneficiare maggiormente delle riduzioni delle polizze sono soprattutto i giovani: riduzione più evidente per il profilo tipo di "impiegato o studente" diciannovenne residente a Palermo città, con un taglio dei premi tra il 7,6 e il 7,7%. Stesse riduzioni dei premi per l´operaio di 21 anni di Foggia e lo studente ventenne di Viterbo, con cali fino al 7,2% per operai, studenti e impiegati fino a 21 anni di età residenti a Roma e Foggia. Tra i profili che al contrario subiscono gli aumenti tariffari più marcati troviamo soprattutto impiegati e pensionati over 58 anni, tutti di Teramo: i rincari vanno dal 4 al 4,3%.
Guardando invece al sesso del conducente si scopre che sono gli uomini ad incassare diminuzioni dei prezzi più forti rispetto alle donne. Per i maschi al volante tra i 18 e i 22 anni, infatti, le tariffe sono scese del 4% medio contro il 2,8% delle coetanee femmine.
Non resta quindi che attendere l´applicazione dei nuovi cali delle polizze tra il 4 e il 10%, annunciati da Ras, Unipol, Generali, Lloyd Adriatico, Assitalia, Fondiaria Sai e Direct line con riduzioni riservate agli automobilisti con la patente a pieni punti e agli assicurati in classe bonus di massimo sconto.
(lu.ci.)

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17 marzo 2004
Rc auto, scontro a tutto campo
Per l’Ania listini in linea con l’inflazione



ROMA - Anche mickey mouse nella sua vita una volta ha truffato le assicurazioni: l'oscuro episodio risalirebbe al '45, in quella striscia in cui Topolino, per un lieve incidente a un dito, si fece fasciare vistosamente. Prova a scherzarci su l'Ania, ma il problema è serio.
Sotto l'assedio dei consumatori e del Governo che spingono per una riduzione delle tariffe alla luce dei buoni risultati della patente a punti, in un convegno su "Regole e concorrenza nell'assicurazione auto", l'associazione nazionale fra le imprese assicuratrici ha provato a spiegare perché le cose in realtà siano più complesse. Ma non riesce a convincere le associazioni dei consumatori con le quali, anzi, si innesca un duello a distanza. Nella propria analisi, l'Ania punta il dito contro il moral hazard, vale a dire il fenomeno di frodi e speculazioni "che gravano sul sistema in modo rilevante". In particolare, l'Italia presenta
un'anomalia rispetto ai Paesi europei sul fronte dei danni alla persona: una voce pari al 20% del totale dei sinistri, il doppio rispetto alla media europea. Non solo: in nove casi su dieci si tratta di lesioni lievi. Per le imprese assicuratrici, insomma, di "topolini" in Italia ce ne sono tanti e se si eliminassero i fenomeni speculativi il sistema sarebbe in grado di ricavare "almeno un miliardo di euro". È da qui, ha spiegato il presidente Fabio Cerchiai, che si può partire per ridurre le tariffe Rc auto. E rilancia: va rimosso l'obbligo a contrarre polizze, un ostacolo alla concorrenza. Frena subito il presidente dell'Isvap, Giancarlo Giannini: "L'eliminazione non è una panacea". E spiega: "Credo che il limite alla concorrenza nel settore Rc auto sia solo legato ai risultati economici" del settore fino a un anno fa senza profitto. Altri appigli per ridurre le tariffe - è il messaggio dell'Ania - non ci
sono. Non si trovano, infatti, osservando la dinamica del settore. È vero, infatti, che la frequenza dei sinistri (va le a dire il numero di incidenti sui veicoli assicurati) è in calo dal '98: la voce è passata dall'11 all'8,8% nel 2002. Gli effetti, però, non si sono fatti sentire nelle casse delle compagnie, perché contemporaneamente è lievitato il costo medio dei sinistri, cresciuto da
2.701 a 3.413 euro. Tendenza antitetiche che si sono ripetute pure l'anno scorso: la frequenza è scesa ancora di 4,8 punti, mentre il costo medio è salito del 7,6 per cento. Opportunità di riduzione delle tariffe se ne vedono poche, argomentano le imprese assicuratrici, anche analizzando i risultati ottenuti con la patente a punti. Il numero di incidenti denunciati a Polizia stradale e Carabinieri è diminuito nel 2003 del 16,4%: il primato va al terzo trimestre (22,3%), in cui la novità introdotta il 1 luglio si è fatta sentire con effetti immediati. Ma gli incidenti verbalizzati, fa notare l'Ania, hanno rappresentato solo una fetta (il 4,4%) di tutti i sinistri Rc auto: 163.009 rispetto a 3 milioni 708mila 504 denunce alle compagnie assicuratrici. Numero inferiore rispetto al 2002 ma la diminuzione è decisamente più contenuta: 3,3 per cento. Ricostruita la cornice complessiva, l'Ania illustra dati considerati incoraggianti: nel periodo gennaio 2003gennaio 2004 i prezzi della Rc auto sono aumentati del 2,2%,
"in linea con il tasso di inflazione". Ma, mentre il ministro alle Attività produttive Antonio Marzano invita le compagnie a premiare gli automobilisti virtuosi che mantengono il patrimonio dei venti punti con profili tariffari diversicati, il suo vice Adolfo Urso definisce "grottesca" la non disponibilità a ridurre le tariffe. E le associazioni dei consumatori insorgono: è un atteggiamento in "stridente contraddizione" con l'accordo siglato a maggiotra Governo, Ania e alcune associazioni consumeristiche, protestano i Consumatori indipendenti (che domani diserteranno la firma dell'accordo di conciliazione). Risultati "deludenti", commenta Altroconsumo. Adiconsum chiede una riduzione tra l'8 e il 15%, mentre per l'Intesa dei consumatori il taglio deve essere del 20%. Controreplica dell'Ania: dalla firma del protocollo la crescita dei prezzi Rc auto è stata dello 0,5 per cento.
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17 marzo 2004
Duello compagnie- consumatori: niente incontri se non si tagliano i prezzi


L’Ania: sulle tariffe Rc auto aumenti in linea con l’inflazione, patente a punti insufficiente

ROMA — « I dati sulla patente a punti non possono essere impiegati ai fini assicurativi » .
La dichiarazione rilasciata ieri dal presidente dell’Ania ( associazione delle assicurazioni), Fabio Cerchiai, delude l’aspettativa di riduzione delle tariffe Rc auto conseguente all’applicazione del Codice della strada e scatena le associazioni dei consumatori. La maggior parte di quelle che a maggio dell’anno scorso avevano firmato il protocollo per il contenimento delle tariffe non accetteranno alcun altro incontro con Ania e con il ministro delle Attività produttive, Antonio Marzano, « finché non verranno annunciati ribassi generalizzati delle tariffe » , almeno del 10%.
« Le tariffe negli ultimi dodici mesi fino a gennaio 2004 sono aumentate del 2,2%, in linea con l’inflazione » ribatte Cerchiai. Quanto alla patente a punti, i dati della polizia stradale nel 2003 registrano un calo del numero dei sinistri pari al 16,4%, mentre secondo l’Ania la diminuzione sarebbe del 3,3%. Il vizio dei dati delle forze dell’ordine starebbe nel fatto di essere circoscritti ai soli incidenti accaduti su autostrade e strade statali in cui siano intervenuti agenti. Sono esclusi invece la quasi totalità degli incidenti urbani ( il 75% del totale secondo l’Istat) e quelli extraurbani in cui non siano intervenute le forze dell’ordine. Senza contare che le richieste di aiuto a polizia e carabinieri potrebbero essere diminuite dopo l’introduzione della patente a punti « per il timore del responsabile del sinistro di perdere punteggio nel caso abbia commesso un’infrazione » .
Ma c’è una seconda obiezione dell’Ania sugli effetti della patente a punti. Nel 2003 la frequenza dei sinistri sarebbe calata del 4,8% a fronte però di una crescita del costo medio dei sinistri del 7,6% ( 3.400 euro l’importo medio liquidato).
Tanto che nel 2003 il costo complessivo dei risarcimenti dovrebbe essere risultato in leggero aumento rispetto al 2002. Dunque, malgrado il 2003 confermi « il ritorno all’equilibrio con una redditività sensibilmente maggiore al 2002 » , non ci sarebbero margini per ulteriori ribassi. A meno che non cali il costo dei sinistri.
Cerchiai ha fatto notare che l’Italia è l’unico Paese europeo in cui vige l’obbligo a contrarre e a tariffare. Di qui un invito a rimuovere « questa forte barriera all’ingresso di nuovi potenziali concorrenti italiani e esteri » . « Credo che il limite alla concorrenza sia solo legato ai risultati economici - ha ribattuto il presidente dell’Isvap ( istituto di vigilanza sulle assicurazioni), Giancarlo Gianni ni - senza il profitto il mercato non poteva attirare. Ma l’inversione di tendenza dei costi lascia prevedere un’accelerazione dell’apertura del settore » .

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17 marzo 2004
L´Istat corregge al ribasso il dato sull´inflazione(+2,3% a febbraio) ma avverte: il rallentamento si è fermato
Rc auto, lo schiaffo delle compagnie


"Patente a punti, non tagliamo le tariffe".Protestano i consumatori


Il ministro Marzano sollecita sconti sui premi almeno per gli automobilisti più virtuosi

LUISA GRION


ROMA - Se ci avevate sperato scordatevelo: nonostante i molteplici appelli arrivati da più parti - l´ultimo quello del vicepremier Fini - le compagnie assicurative non hanno la minima intenzione di ridurre l´Rc auto. I virtuosismi scatenati dalla patente a punti «producono primi risultati positivi - ammettono - ma non incidono ancora sulla massa dei sinistri gestiti dal settore». Quindi non se ne fa niente. Nessun taglio, gli automobilisti non sono ancora diventati abbastanza bravi. E poi afferma l´Ania (l´associazione delle compagnie) gli aumenti tariffari dello scorso anno sono stati - in fondo - perfettamente in linea con il tasso d´inflazione: il 2, 2 per cento. Due informazioni che i consumatori hanno ritenuto, oltre che false, «offensive». In tutto ciò - per chi non se ne fosse accorto - è arrivata la conferma dell´Istat sul fatto che il costo della vita non si è fermato: a febbraio ha toccato quota 2,3 per cento contro il 2,2 di gennaio.
Partiamo dalle assicurazioni. Il ragionamento che fanno le compagnie è il seguente: a fronte di un calo del 16,4 per cento degli incidenti rilevato da polizia stradale e carabinieri, le compagnie registrano una riduzione appena del 3,3. La differenza è data dai tanti sinistri non registrati, dicono. Inoltre - assicurano - c´è stato un aumento dei costi medi di risarcimento del 7,6 per cento. Quindi «la patente a punti non ha ancora avuto conseguenze rilevabili sui costi complessivi delle assicurazioni».
Quanto agli aumenti delle tariffe l´Ania dichiara che non si è andati oltre il 2,2 per cento considerato tutto il 2003, ma che se si fanno i conti degli ultimi sei mesi i ritocchi si limitano allo 0,5 appena. L´associazione chiede anche di abolire l´obbligo volto alle compagnie di accettare tutte le proposte di assicurazione.
Immediata e durissima la risposta dei consumatori. «Secondo noi gli aumenti sono fra il 6 e l´8 per cento - dice l´Intesa - è sconcertante come l´Ania canti vittoria per rialzi solo del 2,2 quando le tariffe dovrebbero diminuire del 20 per cento dopo l´introduzione della patente a punti. L´accordo sottoscritto tra ministero delle Attività produttive e talune associazioni di consumatori, che regalarono al cartello assicurativo sulla Rc auto quattro miliardi di euro di mancati rimborsi, non contemplava sostanziali riduzioni dei premi?». Replica dura anche dai Consumatori Indipendenti che diserteranno la firma dell´accordo di conciliazione previsto per domani : «Non accetteremo nessun altro incontro con l´Ania e con Marzano finchè non verranno annunciati ribassi generalizzati delle polizze Rc Auto almeno del 10 per cento» hanno annunciato.
Il ministro Marzano, chiamato in causa sulla questione - ha tentato una difficile mediazione fra le parti invitando le compagnie «a praticare sconti per gli automobilisti che mantengono intatti i 20 punti della patente», ma ha anche affermato che una decina di imprese , pari al 50 per cento del mercato, ha davvero ridotto le tariffe.
Quanto all´inflazione per febbraio è stata fissata dall´Istat al 2,3 (le precedenti stime la davano al 2,4). A causare l´aumento rispetto a gennaio sarebbe stata soprattutto la benzina aumentata in un mese dell´1,5 per cento. E a tale proposito non promette nulla di buono il rialzo record del petrolio che ieri ha toccato i 37,8 dollari al barile (sui massimi da tredici anni). Il dato sul costo della vita, che solleva la protesta del sindacato: «E´ pericoloso e il governo non fa nulla» ha detto il leader della Cgil Epifani. Diverso peso ha dato alla questione lo stesso Marzano, sinceramente «stupefatto» della tanta preoccupazione suscitata da quel 2,3 per cento. «Il problema dell´Italia e dell´Europa - ha rassicurato - non è questo, ma la crescita».

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17 marzo 2004

Finora pochi benefici dal nuovo codice


L’aumento dei premi rc auto registrato nei 12 mesi terminati lo scorso gennaio è stato pari al 2,2% «in linea con il tasso di inflazione». Lo ha annunciato ieri l’Ania citando dati Istat. L’associazione delle assicurazioni rileva inoltre, riferendosi ad analisi Isvap, che sempre a inizio 2004 le tariffe praticate ai giovani risultavano in calo del 3% rispetto al luglio 2003. E dal 5 febbraio scorso compagnie che rappresentano oltre il 50% del mercato hanno annunciato sconti e cali delle tariffe. Secondo l’Ania la patente a punti, nonostante il calo del numero degli incidenti registrato nel corso del 2003, «non ha ancora avuto conseguenze rilevabili sui costi complessivi delle assicurazioni». L’associazione rileva, infatti, che nel 2003 a fronte di un lieve calo della frequenza dei sinistri rispetto al totale degli assicurati, scesa all’8,28% dall’8,71% del 2002, l’importo medio liquidato totale è aumentato del 7,6% sempre rispetto al 2002.

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