RC AUTO + trasparenza

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10 aprile 2004
Rc auto, più trasparenza nell’accesso ai documenti
Pubblicato il Dm sul diritto di visionare gli atti delle compagnie



Maggior trasparenza nella liquidazione dei danni a cose e a persone in materia di assicurazione Rc auto. Ecco, in sintesi, l’obiettivo del decreto ministeriale 20 febbraio 2004, n.74 (pubblicato sulla «Gazzetta Ufficiale» n. 69 del 23 marzo scorso) che, recependo la legge 57/01, ha regolamentato il diritto dei danneggiati ad accedere agli atti conclusivi delle compagnie di assicurazione riguardanti la valutazione e la liquidazione dei danni. Ma vediamo, in particolare, che cosa prevede il decreto ministeriale 74/04. I titolari del diritto di accesso. Anzitutto occorre rilevare che i soggetti attivi del diritto di accesso non sono soltanto i danneggiati da incidente stradale ma anche i contraenti dell’assicurazione obbligatoria e l’assicurato. Occorre, poi, tenere presente che il diritto di accesso è esercitabile solo per gli incidenti stradali che si sono verificati successivamente alla data di entrata in vigore della legge 57/01 che è il 5 aprile 2001. Il decreto ministeriale 74/04, invece, entrerà in vigore il 22 maggio prossimo. A quali atti si può accedere. Il decreto ministeriale, purtroppo, non fa chiarezza sugli atti che possono essere richiesti confermando i dubbi interpretativi della legge 57/01. Poiché quest’ultima, tuttavia, fa esclusivo riferimento agli atti «a conclusione dei procedimenti di valutazione dei danni» da parte delle compagnie assicuratrici, ne deriva che i titolari del diritto di accesso possono, per esempio, conoscere l’esito sto sui danneggiati. Quando può essere esercitato il diritto. Il diritto di accesso può essere esercitato dal momento in cui è stata comunicata al danneggiato la somma offerta a titolo di risarcimento. Se il danneggiato non riceve alcuna offerta di risarcimento, il decreto ministeriale 74/04 prevede tre ipotesi: ! 30 giorni dalla data di ricezione della richiesta di risarcimento se si tratta di danni a cose e se il modulo di denuncia è stato sottoscritto dai conducenti dei mezzi coinvolti nell’incidente; " 60 giorni dalla data di ricezione della richiesta di risarcimento se si tratta di danni a cose e se non c’è il di una perizia fatta sull’auto, di una perizia cinematica o la valutazione dell’invalidità permanente che ha fatto il medico-legale ma non dovrebbero avere titolo per accedere agli atti "intermedi" come accertamenti specialistici che il medico ha dispomodulo sottoscritto dai conducenti coinvolti nell’incidente; # 90 giorni dalla data di ricezione della richiesta di risarcimento se il sinistro ha causato lesioni o il decesso. In ogni caso i titolari del diritto di accesso possono esercitare tale diritto dopo 120 giorni dalla data di accadimento del sinistro. Le modalità. Il diritto di accesso si esercita mediante richiesta scritta inviata a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento o a mezzo fax o consegnando copia della richiesta presso la direzione dell’impresa o l’ufficio liquidazione sinistri. Gli obblighi dell’assicuratore. L’accoglimento della richiesta di accesso agli atti deve essere comunicata al richiedente entro 15 giorni dal momento in cui è pervenuta la richiesta e deve contenere l’indicazione del responsabile d’ufficio cui è stata assegnata la trattazione del sinistro nonché l’indicazione di un termine non inferiore a 10 giorni e non superiore a 20 per prendere visione degli atti. L’esame degli atti è effettuato dal richiedente o dalla persona da lui incaricata. Se questi soggetti si avvalgono dell’assistenza di un’altra persona (per esempio un professionista) quest’ultimo deve specificare le sue generalità all’assicuratore. Gli adempimenti posti a carico delle imprese assicuratrici le costringeranno a organizzarsi in modo adeguato per far fronte alle richieste. L’Isvap. Il decreto ministeriale prevede che se entro 60 giorni dalla ricezione della richiesta i titolari del diritto non sono messi in condizione di prendere visione degli atti richiesti, essi potranno rivolgersi all’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo (Isvap). La disposizione è sorprendente perché chi tutela i diritti soggettivi, quale è questo diritto, è l’autorità giudiziaria e non certamente l’Istituto di vigilanza. Dubbi. Il decreto ministeriale appena approdato in «Gazzetta Ufficiale», però, è in alcune parti molto superficiale e lacunoso. Oltre a non chiarire quali atti siano accessibili, stabilisce anche una procedura di accesso particolarmente burocratica attraverso una serie di adempimenti formali che provocheranno senza dubbio un appesantimento dei processi aziendali.

http://www.assinews.it/rassegna/articoli/sole100404rc.html
 
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