Redditi diversi di natura finanziaria

Trucio

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Ciao a tutti, ho un piccolo problema e mi scuso se è già stato
affrontato.
Oggi mi è arrivata una lettera dalla banca che mi indica le operazioni che possono aver generato un reddito di natura finanziaria, da inserire nel quadro RT per la dichiarazione dei redditi per il 2005.
La lettera mi è arrivata perchè quando ho aperto il conto ho specificato di non volermi avvalere del regime del risparmio amministrato.
La mia domanda è questa: io nel 2005 studiavo e non ho conseguito redditi da lavoro (quindi non devo fare il modello Unico) e inoltre, l'operazione che mi ha evidenziato la banca, la vendita di un ETF, non ha dato origine a plusvalenze. Cosa devo fare?
Grazie a tutti
 
Trucio ha scritto:
Ciao a tutti, ho un piccolo problema e mi scuso se è già stato
affrontato.
Oggi mi è arrivata una lettera dalla banca che mi indica le operazioni che possono aver generato un reddito di natura finanziaria, da inserire nel quadro RT per la dichiarazione dei redditi per il 2005.
La lettera mi è arrivata perchè quando ho aperto il conto ho specificato di non volermi avvalere del regime del risparmio amministrato.
La mia domanda è questa: io nel 2005 studiavo e non ho conseguito redditi da lavoro (quindi non devo fare il modello Unico) e inoltre, l'operazione che mi ha evidenziato la banca, la vendita di un ETF, non ha dato origine a plusvalenze. Cosa devo fare?
Grazie a tutti
Ma chi te l'ha fatto fare di non accettare il regime fiscale amministrato :eek: :confused:

Purtroppo DEVI fare l'Unico! Anche per il solo quadro RT :wall:

Dici che la vendita dell'ETF non ha originato plusvalenze. Quindi hai venduto in perdita, giusto? Devi evidenziare nel quadro RT le minus derivanti da quella vendita, così potrai compensarle con future plusvalenze entro il 31/12/2009. La compilazione del quadro RT è abbastanza semplice, basta leggersi un po' le istruzioni.

Infine, ti consiglio di comunicare subito alla banca la tua intenzione di passare al regime fiscale amministrato. Salvo casi sporadici, questo regime ha solo pro e nessun contro.

Ciao. Massimo
 
L'opzione vale dal primo gennaio successivo, quindi devi fare Unico quest'anno e l'anno prossimo per i redditi di quest'anno.

Devi farlo anche se c'è una minus, altrimenti non la puoi portare in detrazione da successive plusvalenze.
 
Massimo S. ha scritto:
Ma chi te l'ha fatto fare di non accettare il regime fiscale amministrato :eek: :confused:

Purtroppo DEVI fare l'Unico! Anche per il solo quadro RT :wall:

Dici che la vendita dell'ETF non ha originato plusvalenze. Quindi hai venduto in perdita, giusto? Devi evidenziare nel quadro RT le minus derivanti da quella vendita, così potrai compensarle con future plusvalenze entro il 31/12/2009. La compilazione del quadro RT è abbastanza semplice, basta leggersi un po' le istruzioni.

Infine, ti consiglio di comunicare subito alla banca la tua intenzione di passare al regime fiscale amministrato. Salvo casi sporadici, questo regime ha solo pro e nessun contro.

Ciao. Massimo

Premesso che ho fatto un errore a non accettare il regime fiscale amministrato (e adesso provvederò con la banca), la compilazione dell'Unico nel mio caso serve solo a portare in detrazione le minusvalenze? Perchè se è così non mi interessa fare uno sbattimento simile per una ventina di euro!
Nel caso lo dovessi comunque fare, la dichiarazione che fanno i miei genitori (nella quale ovviamente risulto figlio a carico) subisce qualche modifica ?
Grazie
 
Ciao Trucio.

Innanzitutto non preoccuparti per il fatto che sei a carico dei tuoi genitori: non cambia nulla anche se tu fai la dichiarazione.

Poi, sì, faresti la dichiarazione solo per dichiarare le minus. Mi rendo conto che per pochi euro non conviene sbattersi tanto. Il problema però, in linea generale e teorica, è che i dati relativi alle tue compravendite di natura finanziaria, devono essere conosciuti dal Fisco, anche se tu non ci hai guadagnato nulla e non hai tasse da pagare. Se poi tu dici alla banca, ehi, non non comunicare tu i miei dati al Fisco che ci penso io, e poi non lo fai, beh, commetti un'irregolarità sanzionabile.

Questo in linea teorica. Dal punto di vista pratico c'è un'elevatissima probabilità che, se parliamo di importi non rilevanti, nessuno verrà mai a romperti le scatole.

Ciò detto, vai sul sito www.finanze.it, scaricati il software per la compilazione dell'Unico, e guarda nelle istruzioni del quadro RT quanto è facile la compilazione nel tuo caso. Io la dichiarazione la farei. E' gratis, è semplice, e ti elimini possibili rotture per il futuro OK!

Ciao. Massimo
 
scusate porgo anchio un mio dubbio io avevo 2 conti correnti con relativi deposito titoli (entrambe con regime fiscale amministrato ) quest'anno ne ho chiuso uno .
la banca giustamente mi consegna la dichiarazione di minusvalenza , ora la minusvalenza posso inserirla nel modello unico dovendolo fare per forza per via della mia attività !detraendo la relativa minusvalenza dall'utile della ditta ??
oppure devo consegnarlo all'altra banca con il regime amministrato
( dico questo perche mi converebbe altrimenti la minusvalenza non compensera mai la plusvalenza nei 4 anni successivi quindi andrebbero persi ) spero di essere stato chiaro grazie per un eventuale risposta .
 
Massimo S. ha scritto:
Poi, sì, faresti la dichiarazione solo per dichiarare le minus. Mi rendo conto che per pochi euro non conviene sbattersi tanto. Il problema però, in linea generale e teorica, è che i dati relativi alle tue compravendite di natura finanziaria, devono essere conosciuti dal Fisco


Infatti c'è obbligo anche per piccole somme ed anche se si ha intenzione di non utilizzare più le minusvalenze a favore.
 
ciaoooo ha scritto:
lora la minusvalenza posso inserirla nel modello unico dovendolo fare per forza per via della mia attività !detraendo la relativa minusvalenza dall'utile della ditta ?


Consegnalo ad altra banca. Se lo porti in dichiarazione non puoi usarlo per diminuire altri redditi ma solo plusvalenze da capital gain.
 
Massimo S. ha scritto:
Ciao Trucio.

Innanzitutto non preoccuparti per il fatto che sei a carico dei tuoi genitori: non cambia nulla anche se tu fai la dichiarazione.

Poi, sì, faresti la dichiarazione solo per dichiarare le minus. Mi rendo conto che per pochi euro non conviene sbattersi tanto. Il problema però, in linea generale e teorica, è che i dati relativi alle tue compravendite di natura finanziaria, devono essere conosciuti dal Fisco, anche se tu non ci hai guadagnato nulla e non hai tasse da pagare. Se poi tu dici alla banca, ehi, non non comunicare tu i miei dati al Fisco che ci penso io, e poi non lo fai, beh, commetti un'irregolarità sanzionabile.

Questo in linea teorica. Dal punto di vista pratico c'è un'elevatissima probabilità che, se parliamo di importi non rilevanti, nessuno verrà mai a romperti le scatole.

Ciò detto, vai sul sito www.finanze.it, scaricati il software per la compilazione dell'Unico, e guarda nelle istruzioni del quadro RT quanto è facile la compilazione nel tuo caso. Io la dichiarazione la farei. E' gratis, è semplice, e ti elimini possibili rotture per il futuro OK!

Ciao. Massimo

Grazie, sei stato molto gentile, farò così. :)
 
Capital gain Depositi cointestati
e tassazione
H o chiesto alla banca di cointestare il conto corrente a mia figlia. Mi è stato detto che occorreva cambiare il numero sia del conto sia del deposito titoli. Alla mia richiesta se c'erano spese da sostenere mi è stato detto di no. Dopo circa 20 giorni mi sono visto addebitare l’imposta sui capital gain per i titoli presenti nel dossier. In pratica è come se avessi «venduto!» i titoli a mia figlia e siccome c'erano delle plusvalenze ecco spiegato l’addebito. Ho fatto reclamo e sto aspettando la risposta, ma mi hanno già anticipato che sarà negativa. Voi che ne pensate?
I l comportamento seguito dalla banca rispetta la normativa, anche se sarebbe stato doveroso spiegare prima il meccanismo che la cointestazione andava ad innescare e ottenere uno specifico consenso dall’interessato. Per effettuare la cointestazione, infatti, la banca ha dovuto chiudere il primo conto e trasferirne il contenuto sul nuovo deposito cointestato. In questo modo, sulla base di un meccanismo previsto dall'articolo 6, comma 6 del decreto legislativo n 461 del 1997, è come se i titoli fossero stati venduti dal titolare del primo conto ed acquistati da quelli del secondo.
corriere economia
 
Anche col semplice trasferimento senza chiudere il dossier si sarebbe comunque applicato il capital gain.

Conta l'intestazione di partenza confrontata con l'intestazione di arrivo: se non è perfettamente eguale si applica il capital gain.
 
FaGal ha scritto:
Capital gain Depositi cointestati
e tassazione
H o chiesto alla banca di cointestare il conto corrente a mia figlia. Mi è stato detto che occorreva cambiare il numero sia del conto sia del deposito titoli. Alla mia richiesta se c'erano spese da sostenere mi è stato detto di no. Dopo circa 20 giorni mi sono visto addebitare l’imposta sui capital gain per i titoli presenti nel dossier. In pratica è come se avessi «venduto!» i titoli a mia figlia e siccome c'erano delle plusvalenze ecco spiegato l’addebito. Ho fatto reclamo e sto aspettando la risposta, ma mi hanno già anticipato che sarà negativa. Voi che ne pensate?
I l comportamento seguito dalla banca rispetta la normativa, anche se sarebbe stato doveroso spiegare prima il meccanismo che la cointestazione andava ad innescare e ottenere uno specifico consenso dall’interessato. Per effettuare la cointestazione, infatti, la banca ha dovuto chiudere il primo conto e trasferirne il contenuto sul nuovo deposito cointestato. In questo modo, sulla base di un meccanismo previsto dall'articolo 6, comma 6 del decreto legislativo n 461 del 1997, è come se i titoli fossero stati venduti dal titolare del primo conto ed acquistati da quelli del secondo.
corriere economia


A me sembra invece che la banca abbia operato scorrettamente. Alcuni anni fa mi è successa la stessa cosa : un conto uninominale è diventato cointestato tra parenti di primo grado. La banca non ha considerato l'operazione come compravendita nè come trasferimento titoli. Ha semplicemente aperto un altro dossier titoli in cui sono confluiti i titoli rispettivi in due diversi sottoconti. Operazione a costo zero. Inoltre, avrebbero dovuto avvisare verbalmente, non mi sembra il massimo della trasparenza.
 
---in due diversi sottoconti---


Evidentemente l'intestazione non era cambiata perché ogni titolo era rimasto della stessa persona, all'interno del sotto-deposito. Altrimenti la banca ha sbagliato.
 
Voltaire ha scritto:
---in due diversi sottoconti---


Evidentemente l'intestazione non era cambiata perché ogni titolo era rimasto della stessa persona, all'interno del sotto-deposito. Altrimenti la banca ha sbagliato.

Ti spiego meglio, Voltaire. Il conto corrente è stato cointestato, mentre per i titoli hanno aperto un dossier cointestato su cui sono confluiti i titoli in due sottoconti diversi. I sottoconti si sono resi necessari perchè i titoli non erano posseduti in percentuali eguali.
 
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