Regione Lazio, gli irriducibili delle auto blu

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Regione Lazio, gli irriducibili delle auto blu
23 autisti per cinque vettureI conducenti non vogliono cambiare. In gioco ci sono le voci accessorie che portano lo stipendio sopra i 2.000 eurola spending review prevede la riconversione del personale, che però si oppone

Regione Lazio, gli irriducibili delle auto blu
23 autisti per cinque vetture


I conducenti non vogliono cambiare. In gioco ci sono le voci accessorie che portano lo stipendio sopra i 2.000 euro


(Imagoeconomica)
ROMA - Fra gli inarrivabili record collezionati dai politici del Lazio non poteva mancare il più simbolico: quello delle auto blu. I 70 consiglieri regionali ne avevano a disposizione 26, che sommate alle 4 dell'amministrazione portavano il totale a 30 (trenta!). Numeri che fanno ben capire perché quel Consiglio ora dimissionario avesse una quantità così spropositata di commissioni (una ventina): anche ai presidenti di commissione, infatti, spettava di diritto la macchina di servizio. Poi è scoppiato lo scandalo dei fondi dei gruppi consiliari e la spending review ha fatto il resto.

E di auto blu non ne sono rimaste che 5. Con un bel risparmio, penserete: se si considera che ogni macchina costa fra noleggio, assicurazione e benzina la bellezza di 2.000 euro al mese. Senza tener conto, ovviamente, degli autisti. E qui si apre un altro capitolo. Quanti erano gli autisti? Difficile dire. Certo, però, dovevano essere un esercito. Oltre ai dipendenti diretti del Consiglio, c'era la pattuglia dei comandati più quella dei distaccati da Lazio service, società della Regione rimpinzata di personale. Ma il problema adesso non è quanti erano: è quanti sono. Rispediti al mittente gli esterni, ne sono rimasti infatti ancora 23. Ventitré per 5 macchine, di cui 4 spesso chiuse in garage. Per capirci: la Camera dei deputati, che di onorevoli non ne ha 70, bensì 630, ha 24 autisti. Rapportati al numero dei seggi, sono 9 volte di meno.

Apprese queste cifre, c'è da restare ancora più sbalorditi di fronte al conto lunare dei rimborsi chilometrici presentato lo scorso anno dai consiglieri del Lazio: 370 mila euro, come ha rivelato sul Corriere all'inizio dello scorso ottobre Ernesto Menicucci. In media, 5.285 euro pro capite, con una punta di 21.756 euro per Romolo Del Balzo, nonostante l'ex presidente della commissione per le Olimpiadi di Roma 2020 riunitasi tre volte in un anno e mezzo andasse frequentemente su e giù da Roma a Minturno (162 chilometri dalla capitale) con l'auto blu. Al secondo posto l'immancabile Franco Fiorito. Per un soffio. «Er Batman» di Anagni ha incassato nel 2011 ben 20.930 euro di rimborsi chilometrici per l'uso della macchina propria (non sarà mica il monumentale Suv Bmw X5 comprato con i soldi dei contribuenti?), sebbene da presidente della commissione Bilancio avesse il diritto a venire scorrazzato con una delle 30 berline d'ordinanza.

Ventitré autisti per 5 macchine. Troppi, anche un bambino ci arriverebbe. Che fare allora di tutto questo personale in eccesso? Semplicissimo: gli autisti vanno riconvertiti, come stabilisce la legge. Il decreto 95 di quest'anno, meglio noto con il nome di spending review, in proposito è chiarissimo. Il comma 5 dell'articolo 3 non soltanto prevede che «in conseguenza della riduzione del parco auto il personale già adibito a mansioni di autista o di supporto alla gestione del parco auto, ove appartenente ad altre amministrazioni, è restituito con decorrenza immediata alle amministrazioni di appartenenza», ma prescrive pure che «il restante personale è conseguentemente assegnato a mansioni differenti, con assegnazione di un profilo professionale coerente con le nuove mansioni, ferma restando l'area professionale di appartenenza e il trattamento economico fondamentale in godimento».

C'è soltanto un piccolo particolare: di cambiare mestiere, i ventitré autisti del Consiglio regionale del Lazio non ne vogliono sentir parlare. Ed è fin troppo facile immaginare il perché. Intanto lo stipendio, nel quale figurano oltre al «trattamento economico fondamentale» alcune voci accessorie che spingono la busta paga anche oltre 2.000 euro al mese. Più di quanto guadagna un funzionario. Poi ci sono i ritmi del servizio. Ogni autista è impegnato in turni di dodici ore giornaliere: il che significa lavorare tre giorni alla settimana. Con tutta la libertà che questo dettaglio si porta dietro. Ci sono stati casi di autisti del Consiglio regionale che facevano i consiglieri comunali o addirittura gli assessori di qualche paese del Lazio. Infine, volete mettere il privilegio di stare gomito a gomito con i potenti di turno? L'autista diventa uomo di fiducia, amico, confidente. Il politico finisce inevitabilmente per consegnargli i propri segreti. Anche i più piccanti e personali. Mentre lui, al volante, diventa pian piano intoccabile al pari del suo prezioso carico. Spesso anche alla faccia del codice della strada, come testimoniano i 50 mila euro di multe arretrate, molte per eccesso di velocità ma tante anche per infrazioni quali l'uso del telefonino durante la guida, che si sono accumulate nei cassetti dell'amministrazione. E di cui il nuovo segretario generale Costantino Vespasiano ha bloccato i pagamenti in attesa che si chiariscano contorni e responsabilità di un tale diluvio di verbali.

Premesso tutto questo, continua a restare incomprensibile l'atteggiamento di quella parte del sindacato che ha sposato la linea della resistenza al cambiamento di mansioni, appoggiando la rivendicazione degli autisti che vogliono restare tali. Ben sapendo il paradosso che può determinare una vittoria in questo assurdo braccio di ferro che comincia proprio oggi con l'amministrazione: restituirgli le macchine blu. Incomprensibile, naturalmente, per chi ignora che lo stesso sindacato vorrebbe far ingoiare a un Vespasiano che si mostra quanto mai riluttante il medesimo scandaloso accordo sulla produttività appena siglato per i dipendenti della giunta con l'ormai dimissionaria governatrice Renata Polverini. Una intesa che ai fini della concessione del premio non contempla la valutazione di «insufficienza», garantendo a tutti almeno il 75 per cento dell'incentivo massimo. Altro che la difesa a oltranza di ventitré autisti...

Sergio Rizzo
18 dicembre 2012 | 8:31
 
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