Revoca Usufrutto

  • Ecco la 56° Edizione del settimanale "Le opportunità di Borsa" dedicato ai consulenti finanziari ed esperti di borsa.

    Settimana da incorniciare per i principali indici internazionali grazie alla trimestrale più attesa dell’anno che non ha deluso le aspettative. Nvidia negli ultimi tre mesi del 2023 ha generato ricavi superiori all’intero 2021, confermando la crescita da record della società grazie agli investimenti globali nell’intelligenza artificiale. I mercati azionari hanno festeggiato aggiornando i record assoluti a Wall Street e in Europa, mentre il Nikkei giapponese raggiunge un nuovo massimo storico dopo 34 anni. Le prossime mosse delle banche centrali rimangono sempre al centro dell’attenzione. Per continuare a leggere visita il link

linuscrew

Nuovo Utente
Registrato
18/12/12
Messaggi
273
Punti reazioni
12
Ciao a tutti !
Vi chiedo un'informazione: sto valutando di concedere un usufrutto su un immobile di mia proprietà ad un terzo, dietro il pagamento di un piccolo corrispettivo annuale.
Vorrei tuttavia tutelare me e i miei eredi qualora l'usufruttuario smetta, nel futuro, di pagare i miseri canoni concordati.:)

E' fattibile inserire nell'atto costitutivo una clausola secondo cui, se per un numero n.. di anni non adempie al pagamento del canone, l'usufrutto si intende risolto ..? oppure per la fattispecie giuridica in oggetto , al di fuori dei canonici casi contemplati dalla legge ( morte usufruttuario, etc.. ) non è possibile revocarlo?


In un atto costitutivo d'esempio ( usufrutto vs società ), trovato su internet, è presente una clausola che pare permettere la risoluzione del contratto in caso di inadempienza nei pagamenti. Sarà cosi anche nei confronti di un usufruttuario privato ?
Riporto la clausola d'esempio:


Sarà in facoltà della concedente dichiarare risolto il contratto nell’ipotesi in cui la Società usufruttuaria ritardi oltre 30 giorni nel pagamento delle semestralità del corrispettivo pattuito ed in ogni altro caso di inadempimento a quanto previsto dal presente contratto.



Grazie a chi saprà rispondermi ! Ciao !!!
 
Un contratto davvero singolare!
Di solito si vende la nuda proprietà...:mmmm:
Un contratto di locazione mi sembrava più adatto....:confused:
 
Ciao, l'immobile da 1 mese è già abitato a titolo "semi" gratuito dal terzo amico di famiglia.
Poichè fino ad oggi quell'appartamento non mi rendeva niente ed era sfitto, e mi costava uno sproposito per interventi di ordinaria e straordinaria manutenzione senza contare l'IMU, vorrei far si che, per un tempo prefissato ( es. 15 anni ) se lo gestisca lui manlevandomi da tutti questi costi e in più pagando un canone simbolico.
Fra 15 anni sperando che il mercato immobiliare si sia ristabilito, venderò l'immobile. Ho tentato di venderlo ora ma nessuno vuole comprarlo a meno di 1/2 del suo valore....

Vorrei tuttavia che non nascano questioni con il terzo, e che almeno "sia obbligato" a pagare i miseri canoni.

Se infatti per legge anche se non paga non posso revocare l'usufrutto, tanto vale donarglielo a titolo gratuito... :rolleyes:
 
Ciao a tutti !
Vi chiedo un'informazione: sto valutando di concedere un usufrutto su un immobile di mia proprietà ad un terzo, dietro il pagamento di un piccolo corrispettivo annuale.
Vorrei tuttavia tutelare me e i miei eredi qualora l'usufruttuario smetta, nel futuro, di pagare i miseri canoni concordati.:)

E' fattibile inserire nell'atto costitutivo una clausola secondo cui, se per un numero n.. di anni non adempie al pagamento del canone, l'usufrutto si intende risolto ..? oppure per la fattispecie giuridica in oggetto , al di fuori dei canonici casi contemplati dalla legge ( morte usufruttuario, etc.. ) non è possibile revocarlo?


In un atto costitutivo d'esempio ( usufrutto vs società ), trovato su internet, è presente una clausola che pare permettere la risoluzione del contratto in caso di inadempienza nei pagamenti. Sarà cosi anche nei confronti di un usufruttuario privato ?
Riporto la clausola d'esempio:


Sarà in facoltà della concedente dichiarare risolto il contratto nell’ipotesi in cui la Società usufruttuaria ritardi oltre 30 giorni nel pagamento delle semestralità del corrispettivo pattuito ed in ogni altro caso di inadempimento a quanto previsto dal presente contratto.



Grazie a chi saprà rispondermi ! Ciao !!!


E' il cosiddetto usufrutto a termine. Però è molto rischioso cederlo a terzi : l'usufruttuario potrebbe a sua volta affittare l'immobile, anche vietandolo espressamente nel contratto di vendita, e il nudo proprietario dovrebbe poi attivarsi legalmente per recuperare l'usufrutto del proprietà, alla scadenza del termine.

Visto che parli di fitto simbolico, converrebbe un contratto di comodato gratuito con solo rimborso spese per consumi, manutenzione ordinaria e straordinaria.
 
Ultima modifica:
Ciao a tutti !
Vi chiedo un'informazione: sto valutando di concedere un usufrutto su un immobile di mia proprietà ad un terzo, dietro il pagamento di un piccolo corrispettivo annuale.
Vorrei tuttavia tutelare me e i miei eredi qualora l'usufruttuario smetta, nel futuro, di pagare i miseri canoni concordati.:)

E' fattibile inserire nell'atto costitutivo una clausola secondo cui, se per un numero n.. di anni non adempie al pagamento del canone, l'usufrutto si intende risolto ..? oppure per la fattispecie giuridica in oggetto , al di fuori dei canonici casi contemplati dalla legge ( morte usufruttuario, etc.. ) non è possibile revocarlo?


In un atto costitutivo d'esempio ( usufrutto vs società ), trovato su internet, è presente una clausola che pare permettere la risoluzione del contratto in caso di inadempienza nei pagamenti. Sarà cosi anche nei confronti di un usufruttuario privato ?
Riporto la clausola d'esempio:


Sarà in facoltà della concedente dichiarare risolto il contratto nell’ipotesi in cui la Società usufruttuaria ritardi oltre 30 giorni nel pagamento delle semestralità del corrispettivo pattuito ed in ogni altro caso di inadempimento a quanto previsto dal presente contratto.



Grazie a chi saprà rispondermi ! Ciao !!!



Non si può:no:
 
E' il cosiddetto usufrutto a termine. Però è molto rischioso cederlo a terzi : l'usufruttuario potrebbe a sua volta affittare l'immobile, anche vietandolo espressamente nel contratto di vendita, e il nudo proprietario dovrebbe poi attivarsi legalmente per recuperare l'usufrutto del proprietà, alla scadenza del termine.

Visto che parli di fitto simbolico, converrebbe un contratto di comodato gratuito con solo rimborso spese per consumi, manutenzione ordinaria e straordinaria.

Ciao, avevo pensato anche io di dare l'immobile in comodato gratuito al terzo, tuttavia la problematica principale è che il comodatario così non è obbligato per legge a pagare le spese condominiali, le tasse, etc..

Non vorrei trovarmi in una situazione in cui voglio liberarmi degli oneri di questo immobile mantenendone la proprietà..e invece mi ritrovo ad non poter usufruire dell'immobile e a pagare come prima tutti i costi :( OK!

Il canone annuo che ho stabilito con il terzo è di € 500. L'appartamento vale 120.000 € circa affittabile a 450-500 € al mese.
Tuttavia io non l'ho più affittato poichè gli ultimi inquilino erano morosi e per ripicca dello sfratto hanno divelto tutto rompendo con il martello anche tutti i sanitari... KO!
Ora il terzo sta sistemando tutto a sue spese ( mi sono fatto rilasciare atto di manleva a non agire nel futuro nei miei confronti per il recupero di quanto ha speso per gli interventi straordinari che sta effettuando in proprio ).

Io francamente non credo che , in caso di usufrutto, affitti il beneficio a qualcun'altro poichè questa persona è un po' anziana e vuole soltanto un luogo dove vivere. Tuttavia anche se lo affitta a me non importa granchè. Se poi dovrò adire le vie legali per liberare l'immobile fra 15 anni.. spenderò sempre meno di quanto avrei speso a mantenere l'immobile e lo ritroverò in condizioni migliori di quelle in cui si trovava.

Tantopiù che fra 15 anni difficilmente sarò io stesso ad occuparmene ma sarà la mia progenie a farlo :D:D:D:D:D
 
E' il cosiddetto usufrutto a termine. Però è molto rischioso cederlo a terzi : l'usufruttuario potrebbe a sua volta affittare l'immobile, anche vietandolo espressamente nel contratto di vendita, e il nudo proprietario dovrebbe poi attivarsi legalmente per recuperare l'usufrutto del proprietà, alla scadenza del termine.

Visto che parli di fitto simbolico, converrebbe un contratto di comodato gratuito con solo rimborso spese per consumi, manutenzione ordinaria e straordinaria.

Io sapevo che il comodato gratuito non si poteva fare se non per i familiari...
 
Ho tentato di venderlo ora ma nessuno vuole comprarlo a meno di 1/2 del suo valore....

Posso correggerti? Ovviamente prendila come una battuta, ma credimi, non esiste un valore di un immobile. Il valore è dato solo da quanto OGGI è possibile realizzarci su.
Avresti dovuto dire: nessuno vuole comprarlo neanche a 1/2 dei valori di bolla di qualche anno fa...

vuol dire che vale meno della metà di quanto poteva valere nei tempi andati.

tutto qui.

Detto questo comunque ti capisco perchè anche io ho avuto un problema simile, ma, non avendo comprato di persona l'immobile ho potuto accontentarmi.

:cool:
 
comodato gratuito (si può fare con chiunque) con rimborso spese oppure un banale contratto di affitto a prezzo basso.
Non so se poi attirebbe l'attenzione della finanza visto che il canone è un decimo del normale però.
solo un piccolo appunto: non è che i potenziali acquirenti siano disposti a comprarlo solo a 1/2 del suo valore, è probabile che valga 1/2 di quello che credevi.
 
:D isodiana: ho scritto prima di leggere il tuo post!
 
comodato gratuito (si può fare con chiunque) con rimborso spese oppure un banale contratto di affitto a prezzo basso.
Non so se poi attirebbe l'attenzione della finanza visto che il canone è un decimo del normale però.
solo un piccolo appunto: non è che i potenziali acquirenti siano disposti a comprarlo solo a 1/2 del suo valore, è probabile che valga 1/2 di quello che credevi.

Sorgente, il comodato deve essere in forma scritta per forza e deve essere registrato?
 
certo che si. Va anche motivato ma le motivazioni le hai quindi scriverai quelle.
Penso però che ci devi pagare tu le tasse (tipo imu) su questo non sono sicuro.
Mi pare invece di aver capito che tu vorresti che questa casa fosse "sua" per un tot di anni, che ci pagasse le tasse, che se la rimettesse a posto a sue spese, che non i scocciasse per nulla insomma per un paio di lustri e che ti pagasse una piccola cifra. Tutto ciò finchè il valore della casa non riprende quota.
Ecco, a parte che non so quanto ti convenga questa operazione in termini economici rispetto a prenderne pochi b a s t a r d i e subito, non so se si possa fare che tu "scarichi" tutti i tuoi doveri di proprietario facendoti anche pagare (molto poco però).
 
In realtà io sapevo che il comodato d'uso gratuito si può anche fare in forma orale e non è soggetto a registrazione.

In questo caso quindi non c'è bisogno di pagare imposta di registrazione nè dare una motivazione.
 
Secondo me, fatte salve le condizioni economiche e personali di ciascuno, sulle quali io non posso di certo mettere naso e che rispetto, ci si sta arrabattando inutilmente intorno all'impossibile.

Da una parte abbiamo l'affitto che è diventato poco conveniente in rapporto al rischio e allo scarso rendimento ma che nasce appunto come un contratto bilaterale con cui una parte (locatore) offre a un'altra (locatario) la disponibilità di un bene per un periodo di tempo stabilito dietro pagamento della pigione (con mutua soddisfazione) e dall'altra abbiamo invece sistemi di cessione di diritti quali usufrutto, abitazione, etc che nascono per tutt'altro, per atti di liberalità, per cui il fatto che determinate spese rimangano in capo al nudo proprietario fanno parte del gioco.

Volere mescolare i due (usufrutto dietro pagamento delle spese straordinarie o dietro un modesto canone) è una forzatura.

L'affittuario non può subaffittare, l'usufruttuario generalmente può affittare. Tanto per dire le differenze.

Esistono due vie percorribili, perchè mescolarle.

Anzi, ne esiste anche una terza: vendere alla cifra che oggi il mercato può offrire.
:yes:
 
In realtà io sapevo che il comodato d'uso gratuito si può anche fare in forma orale e non è soggetto a registrazione.

In questo caso quindi non c'è bisogno di pagare imposta di registrazione nè dare una motivazione.

ti sbagli.
Di orale è rimasta solo una cosa non dico cosa, tutto il resto è aria al vento.
Il comodato d'uso gratuito va registrato e va pagata l'imposta di registrazione.


per il resto, quoto in toto isodiana, che detto un po' quello che ti ho detto io precedentemente.
Vuoi restare proprietario per poter vendere una volta che il mercato sarà (se e quando) ripartito al prezzo che ti aggrada, ma vuoi nel contempo "sospendere" tutti i doveri in quanto proprietario ribaltandoli a qualcun altro che, è vero che paga poco, ma se ci aggiungi imu (e quale imu? e chi lo paga? prima o seconda casa? mah) ecc non è più poco e però al contempo non è nemmeno proprietario.
Insomma, anche secondo me non è fattibile, a te rimangono comunque degli oneri in quanto proprietario (tipo imu), ammettendo pure che non venga tassato il rimborso spese di 500€.
L'alternativa è quella che ti è già stata suggerita, ovvero di vendere l'appartamento al suo valore di mercato, che è poi quello che ti è stato già offerto.
 
Ciao, ringrazio tutti per i chiarimenti

Effettivamente pensavo all'usufrutto proprio principalmente perchè mi era stato indicato che l'IMU e tutte le tasse sono a carico dell'usufruttuario , tuttavia mi è ora sorto il dubbio che non sia così.. :mmmm:
 
Ciao, ringrazio tutti per i chiarimenti

Effettivamente pensavo all'usufrutto proprio principalmente perchè mi era stato indicato che l'IMU e tutte le tasse sono a carico dell'usufruttuario , tuttavia mi è ora sorto il dubbio che non sia così.. :mmmm:

Se ho capito il problema, non è più facile fare:
- preventivo per quali saranno le spese di cui avrebbe bisogno l'immobile
- "preventivo" dell'IMU da pagare nei prossimi anni

E fare un contratto di locazione "classico" con una rata modulata in base ai parametri di cui sopra?
 
Se ho capito il problema, non è più facile fare:
- preventivo per quali saranno le spese di cui avrebbe bisogno l'immobile
- "preventivo" dell'IMU da pagare nei prossimi anni

E fare un contratto di locazione "classico" con una rata modulata in base ai parametri di cui sopra?

Sono d'accordo con Fornost..... valuterei anche un 3+2....ottieni un piccolo rendimento che ti permetterà di pagare le tasse ed eventualmente di sostituire i sanitari rotti dall'inquilino-pazzo (ma speriamo che non si ripeta :sperem:).
 
Ciao, avevo pensato anche io di dare l'immobile in comodato gratuito al terzo, tuttavia la problematica principale è che il comodatario così non è obbligato per legge a pagare le spese condominiali, le tasse, etc..

Non vorrei trovarmi in una situazione in cui voglio liberarmi degli oneri di questo immobile mantenendone la proprietà..e invece mi ritrovo ad non poter usufruire dell'immobile e a pagare come prima tutti i costi :( OK!

Il canone annuo che ho stabilito con il terzo è di € 500. L'appartamento vale 120.000 € circa affittabile a 450-500 € al mese.
Tuttavia io non l'ho più affittato poichè gli ultimi inquilino erano morosi e per ripicca dello sfratto hanno divelto tutto rompendo con il martello anche tutti i sanitari... KO!
Ora il terzo sta sistemando tutto a sue spese ( mi sono fatto rilasciare atto di manleva a non agire nel futuro nei miei confronti per il recupero di quanto ha speso per gli interventi straordinari che sta effettuando in proprio ).

Io francamente non credo che , in caso di usufrutto, affitti il beneficio a qualcun'altro poichè questa persona è un po' anziana e vuole soltanto un luogo dove vivere. Tuttavia anche se lo affitta a me non importa granchè. Se poi dovrò adire le vie legali per liberare l'immobile fra 15 anni.. spenderò sempre meno di quanto avrei speso a mantenere l'immobile e lo ritroverò in condizioni migliori di quelle in cui si trovava.

Tantopiù che fra 15 anni difficilmente sarò io stesso ad occuparmene ma sarà la mia progenie a farlo :D:D:D:D:D


Ora il quadro è più chiaro. Il comodato non è possibile. L'affitto è sconsigliabile. Le uniche strade possibilil sono, a mio avviso :

1) l'usufrutto vitalizio a termine o, in alternativa:
2) puoi valutare di cedere il solo diritto di abitazione, sempre a termine.
Un notaio esperto saprà redigere l'atto di vendita corretto per tutelarti al meglio.
 
Indietro