Rimborsi rubati, truffa all'Inps da 30 milioni

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Rimborsi rubati, truffa all'Inps da 30 milioni
Blitz nel Lazio, in Lombardia e in Abruzzo: individuate 60 società che falsificavano i moduli F24 per ottenere crediti di imposta

ROMA - Quaranta nel Lazio, dieci a Milano, altrettante in Abruzzo: sono 60 le società che avrebbero truffato all'Inps 30 milioni di euro. L'offensiva dell'Istituto e dell'Agenzia delle entrate, denominata «operazione Reset», è scattata giovedì ed è andata avanti anche venerdì. In campo 114 «007» che hanno controllato decine di contribuenti con l'obiettivo di contrastare una frode ideata da alcune imprese con sede nel Lazio e in Abruzzo: falsi versamenti di contributi utilizzati come meccanismo ruba-rimborsi.

CREDITI INESISTENTI - Gli ispettori - 40 dell'Inps e 74 dell'Agenzia delle entrate - hanno così scoperto 60 società specializzate nel produrre falsi versamenti di contributi previdenziali per utilizzare i moduli F24 contraffatti come crediti di imposta, ovviamente inesistenti. La frode andava avanti già da qualche anno, tanto che i controlli hanno riguardato il periodo 2009-2013. Le operazioni fittizie hanno permesso alle imprese titolari della matricola Inps di risultare in regola con i versamenti previdenziali in quanto, per effetto della compensazione, l'Istituto riceveva quanto dovuto.

IN PROGRAMMA BLITZ IN ALTRE REGIONI - Il bottino della frode, al momento, è di oltre 30 milioni di euro, considerando l'importo complessivo delle compensazioni indebite effettuate nei quattro anni oggetto delle verifiche. Circa 20 milioni di euro sono relativi a contribuenti con sede nel Lazio. Ma si tratta solo di un primo risultato raggiunto in due soli giorni di controlli. L'impegno congiunto tra l'Agenzia delle entrate e l'Inps è ora destinato a proseguire in altre Regioni. Con l'obiettivo dichiarato di stroncare la girandola di false certificazioni.

Eh, si. L'Inps va male...:o
 
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