Risarcimento per "mala gestio" - Articolo di Morningstar

ghekko1966

Nuovo Utente
Sospeso dallo Staff
Registrato
2/9/02
Messaggi
95
Punti reazioni
1
Risparmio tradito
Sara Silano | 2003-02-14

Per i piccoli investitori non è facile ottenere il risarcimento dei danni in caso di mala gestione del fondo. Soprattutto è arduo provare la colpa del fund manager per le cattive performance. Inoltre qualsiasi azione deve passare dal tribunale civile.

Alcune società di gestione del risparmio, grandi e piccole, si sono viste comminare in questi giorni sanzioni per irregolarità nello svolgimento dell’attività professionale e nella prestazione del servizio di asset management. Questi provvedimenti, presi con decreto del ministero dell’economia, colpiscono gli amministratori e i manager delle sgr, ma non hanno alcun valore risarcitorio nei confronti dei piccoli investitori eventualmente danneggiati da tali comportamenti.

Se questo è un limite del Testo unico della finanza (Tuf), non mancano però gli strumenti che i risparmiatori possono usare nel caso di irregolarità nella gestione dei loro asset. Il Tuf e il successivo regolamento di attuazione emanato dalla Consob (n. 11522/98), hanno stabilito alcune regole generali di comportamento per chi presta servizi di investimento. Alle sgr è chiesto di operare nel rispetto degli obiettivi di investimento indicati nel prospetto informativo e di non avvantaggiare un patrimonio gestito a danno di un altro. Proprio a questo tipo di previsioni fanno riferimento le sanzioni pecuniarie comminate a Sanpaolo Imi asset management, Pioneer Investment management, Nusa sim ed Euroconsult.

Cosa fare se qualcosa non va

Le delibere del ministero dell’Economia non permettono automaticamente ai risparmiatori, che eventualmente hanno subito un danno, di chiedere il risarcimento. La via che devono seguire in caso di comportamenti scorretti da parte della sgr è infatti un’altra. Quando sorge una controversia, per prima cosa è bene cercare un chiarimento informale quindi si può passare a un reclamo scritto, al quale l’intermediario deve rispondere, sempre per iscritto, entro 90 giorni dalla ricezione.

Oltre al reclamo presso l’intermediario, è possibile inviare un esposto alla Consob, che però non comporta di per sé l’apertura di un procedimento nei confronti della società, ma eventualmente l’attivazione di strumenti di vigilanza. Per legge, la Consob non può tutelare direttamente i diritti dei singoli, i quali per questo devono rivolgersi al tribunale civile.

Quando chiedere il risarcimento

“Innanzitutto, bisogna ricordare che l’obbligazione del gestore è di mezzi non di risultato”, spiega l’avvocato Pierdomenico De Gioia Carabellese dello studio Baker&McKenzie. “Questo significa che deve svolgere l’attività di asset management nel rispetto delle regole di comportamento stabilite dalla Consob, ma non ha alcun dovere in termini di performance”.

Di conseguenza, nel caso il fondo incorra in pesanti perdite non è facile per il risparmiatore provare di aver subito un danno e ricevere il risarcimento. “Il benchmark non può essere usato come parametro di riferimento”, dice De Gioia Carabellese. “E’ invece un termine di confronto un paniere di fondi con analoghe caratteristiche, ma la discrepanza deve essere molto forte”.

E’ più facile provare il danno quando il gestore non osserva le regole formali e contrattuali o la linea di investimento indicata nel prospetto informativo. E’ il caso, ad esempio, di mancata consegna del documento sui rischi generali degli investimenti in strumenti finanziari o di assenza di comunicazione di perdite pari o superiori al 50% legato all’impiego di derivati e warrant. Inoltre, gli intermediari devono informare il risparmiatore se il patrimonio affidato si riduce più del 30% nel corso dell’anno.

Per il piccolo investitore che decide di intraprendere un’azione legale nei confronti di un fondo, l’esistenza di provvedimenti sanzionatori, già deliberati, può comunque costituire un elemento di notevole importanza per provare davanti al giudice di aver subito un danno
 
Indietro