Rischi sistema finanziario

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27/02/2004
La minaccia finanziaria di Fannie Mae e Freddie Mac
di Charlie Minter
Per gentile concessione di Comstock Funds. Traduzione a cura di Gaetano Evangelista.

Riconoscendo l'estrema fragilità dell'economia dopo l'esplosione della bolla speculativa, Greenspan ha suggerito al Congresso di limitare il potere di Fannie Mae (FNM) e Freddie Mac (FMC), sulla base del fatto che hanno la capacità di far cadere il sistema finanziario nazionale. Greenspan ha sostenuto che "molte delle preoccupazioni associate al rischio di sistema provengono dai bilanci di queste GSE (Government Sponsored Enterprises, imprese sponsorizzate dal Governo, NdT). Le GSE devono essere limitate nell'emissioni di prestiti obbligazionari e nell'acquisto di attività, sia relative ai mutui ipotecari che non". Ha aggiunto che l'entità notevole delle loro partecipazioni e la necessità di crescere sistematicamente per remunerare i propri azionistile rende sempre più vulnerabili. "In sostanza", ha sostenuto, "l'attuale sistema dipende dalla capacità dei risk manager di Fannie Mae e Freddie Mac di fare le cose per bene. Il nostro sistema finanziario sarebbe molto più robusto se fossimo basati su un sistema basato sul mercato, in grado di ripartire i rischi sui tassi di interesse, piuttosto che concentrarli sulle GSE".

Greenspan ha inoltre invocato maggiore chiarezza nelle relazioni fra il governo e queste due società visto che molti ritengono erroneamente che il debito emesso dalle GSE sia garantito dal governo federale. Ed in ogni caso, il presidente della Fed rileva che le GSE, i cui mutui erogati ammontano a più di 4.000 miliardi di dollari, sono già talmente grandi che se dovessero cadere in disgrazia, il governo non avrebbe altra scelta che farle fallire. Un recente studio della Fed mostra che le operazioni poste in essere da FNM e FMC non hanno comportato una consistente riduzione dei tassi di interesse pagati dai mutuatari, ne' si sono tradotte in un maggiore tasso di possesso di abitazioni da parte della popolazione, sebbene il tasso di interesse sulle loro obbligazioni "sia stato in media di 40 punti base inferiore a quello di altre obbligazioni comparabili". Dunque la maggior parte dei benefici in termini di minore tassi resa possibile dalla loro attività si è tradotta in salari e profitti per le stesse due entità.

E' indicativo delle pressioni rivolte a riformare le GSE, un articolo scritto oggi sul Financial Times da Greg Mankiv, presidente del Council of Economic Advisors della Casa Bianca, articolo in cui si sollecita la creazione di una authority su scala mondiale, con competenza sulle GSE. Mankiv auspica che questa autorità fissi degli standard di rischio e di capitale minimo, e riconsideri i privilegi concessi alle GSE come compagnie pubbliche operanti sotto la concessione federale.

Dal nostro punto di vista, la testimonianza di Greenspan e l'articolo di Mankiw confermano le nostre convinzioni circa il fatto che l'economia sia molto più fragile di quanto le autorità economiche e finanziarie siano disposte ad ammettere. Ci troviamo in un'economia da "dopo-bolla" con tutta una serie di squilibri strutturali che continuano a creare forti correnti contrarie alla crescita e favorevoli alla deflazione, nonostante massicci stimoli sotto forma di politica monetaria accomodante, tagli alle imposte e massiccia monetizzazione dal rifinanziamento dei mutui ipotecari. Una volta superata la stagione dei rimborsi fiscali, avremo impiegato pressoché tutti gli stimoli a disposizione, con poche o nessune ammonizioni rimaste nell'arsenale delle autorità. Con salari e stipendi che crescono a malapena e con le imprese che non assumono, ci sono poche indicazioni in direzione opposta a quella di una nuova inversione verso il basso dell'economia. La crescita della spesa dei consumatori ha già rallentato, e il crollo degli indicatori sulla fiducia può essere una anticipazione di ciò che verrà. Ecco perché Greenspan e molti altri membri della Fed stanno attraversando il Paese cercando di dipingere un quadro roseo dell'economia e dei mercati, dicendo a tutti che un rialzo dei tassi di interesse è la cosa che più lontanamente passa per le loro menti. Il caso di Fannie Mae e Freddie Mac è un altro fattore che si aggiunge agli altri in grado di generare consistenti danni finanziari se dovessero sfuggire al controllo, ed ecco perché la Fed e a Casa Bianca stanno cercando di imbrigliarle. Il vero problema, tuttavia, è che è troppo tardi per imbrigliare la Fed.

Fonte smarttrading.it

Cosa ne pensate di quest'articolo? È una traduzione dell'inglese, fatta da Evangelista. Cerchiamo di valutare con freddezza, la situazione può essere davvero quella descritta?
 
Scritto da Reverse
27/02/2004
La minaccia finanziaria di Fannie Mae e Freddie Mac
di Charlie Minter
Per gentile concessione di Comstock Funds. Traduzione a cura di Gaetano Evangelista.

Riconoscendo l'estrema fragilità dell'economia dopo l'esplosione della bolla speculativa, Greenspan ha suggerito al Congresso di limitare il potere di Fannie Mae (FNM) e Freddie Mac (FMC), sulla base del fatto che hanno la capacità di far cadere il sistema finanziario nazionale. Greenspan ha sostenuto che "molte delle preoccupazioni associate al rischio di sistema provengono dai bilanci di queste GSE (Government Sponsored Enterprises, imprese sponsorizzate dal Governo, NdT). Le GSE devono essere limitate nell'emissioni di prestiti obbligazionari e nell'acquisto di attività, sia relative ai mutui ipotecari che non". Ha aggiunto che l'entità notevole delle loro partecipazioni e la necessità di crescere sistematicamente per remunerare i propri azionistile rende sempre più vulnerabili. "In sostanza", ha sostenuto, "l'attuale sistema dipende dalla capacità dei risk manager di Fannie Mae e Freddie Mac di fare le cose per bene. Il nostro sistema finanziario sarebbe molto più robusto se fossimo basati su un sistema basato sul mercato, in grado di ripartire i rischi sui tassi di interesse, piuttosto che concentrarli sulle GSE".

Greenspan ha inoltre invocato maggiore chiarezza nelle relazioni fra il governo e queste due società visto che molti ritengono erroneamente che il debito emesso dalle GSE sia garantito dal governo federale. Ed in ogni caso, il presidente della Fed rileva che le GSE, i cui mutui erogati ammontano a più di 4.000 miliardi di dollari, sono già talmente grandi che se dovessero cadere in disgrazia, il governo non avrebbe altra scelta che farle fallire. Un recente studio della Fed mostra che le operazioni poste in essere da FNM e FMC non hanno comportato una consistente riduzione dei tassi di interesse pagati dai mutuatari, ne' si sono tradotte in un maggiore tasso di possesso di abitazioni da parte della popolazione, sebbene il tasso di interesse sulle loro obbligazioni "sia stato in media di 40 punti base inferiore a quello di altre obbligazioni comparabili". Dunque la maggior parte dei benefici in termini di minore tassi resa possibile dalla loro attività si è tradotta in salari e profitti per le stesse due entità.

E' indicativo delle pressioni rivolte a riformare le GSE, un articolo scritto oggi sul Financial Times da Greg Mankiv, presidente del Council of Economic Advisors della Casa Bianca, articolo in cui si sollecita la creazione di una authority su scala mondiale, con competenza sulle GSE. Mankiv auspica che questa autorità fissi degli standard di rischio e di capitale minimo, e riconsideri i privilegi concessi alle GSE come compagnie pubbliche operanti sotto la concessione federale.

Dal nostro punto di vista, la testimonianza di Greenspan e l'articolo di Mankiw confermano le nostre convinzioni circa il fatto che l'economia sia molto più fragile di quanto le autorità economiche e finanziarie siano disposte ad ammettere. Ci troviamo in un'economia da "dopo-bolla" con tutta una serie di squilibri strutturali che continuano a creare forti correnti contrarie alla crescita e favorevoli alla deflazione, nonostante massicci stimoli sotto forma di politica monetaria accomodante, tagli alle imposte e massiccia monetizzazione dal rifinanziamento dei mutui ipotecari. Una volta superata la stagione dei rimborsi fiscali, avremo impiegato pressoché tutti gli stimoli a disposizione, con poche o nessune ammonizioni rimaste nell'arsenale delle autorità. Con salari e stipendi che crescono a malapena e con le imprese che non assumono, ci sono poche indicazioni in direzione opposta a quella di una nuova inversione verso il basso dell'economia. La crescita della spesa dei consumatori ha già rallentato, e il crollo degli indicatori sulla fiducia può essere una anticipazione di ciò che verrà. Ecco perché Greenspan e molti altri membri della Fed stanno attraversando il Paese cercando di dipingere un quadro roseo dell'economia e dei mercati, dicendo a tutti che un rialzo dei tassi di interesse è la cosa che più lontanamente passa per le loro menti. Il caso di Fannie Mae e Freddie Mac è un altro fattore che si aggiunge agli altri in grado di generare consistenti danni finanziari se dovessero sfuggire al controllo, ed ecco perché la Fed e a Casa Bianca stanno cercando di imbrigliarle. Il vero problema, tuttavia, è che è troppo tardi per imbrigliare la Fed.

Fonte smarttrading.it

Cosa ne pensate di quest'articolo? È una traduzione dell'inglese, fatta da Evangelista. Cerchiamo di valutare con freddezza, la situazione può essere davvero quella descritta?

Ciao Reverse,
non è che ci siano grandi dubbi se la situazione sia questa o altra.
Personalmente, e l'ho detto più volte, siamo in una spirale altamente pericolosa. Troppa carta senza più riferimenti.
Lo scorso anno avevo più fiducia nel successo del sistema globale per via dell'enorme impatto dell'economia cinese sul resto del mondo. Ora sono più scettico da quando ho letto che regolarmente il governo cinese è costretto a salvare dal fallimento le 4 più grandi banche con iniezioni di liquidi spropositati. Ma come, mi son detto, se anche l'economia in migliore stato e progresso è in realtà un colabrodo finanziario dove finiremo?:mmmm:
In più lo sviluppo cinese ha ripercorso passo passo (e non vi erano dubbi) le speculazioni che un ventennio or sono hanno guidato la crescita del Giappone, bolla immobiliare in testa a tutto.
 
Sul rischio endemico mondiale della fortissima ascesa degli strumenti derivati atti solo alla speculazione più pura e fuori da qualsiasi considerazione di copertura scrissi un'articolo nel 2000...io è ovvio non conto niente nel panorama giornalistico finanziario...ma se è vero che certe cose le capisce un piccolo trader penso che le istituzioni sappiano bene quale possa essere il rischio...

Chiaramente non pubblicizzano il pericolo nascosto, ma la realtà è questa, scollamento degli strumenti finanziari dalla realtà economica e soprattutto loro potenzialità nella capacità di distruggere strutture economiche a livello extranazionale.

Trender
 
Scritto da Reverse
... la necessità di crescere sistematicamente per remunerare i propri azionistile rende sempre più vulnerabili.

...

Cosa ne pensate di quest'articolo? ...

Che il sistema sta per conoscere i suoi limiti.

Non che tali limiti non fossero già noti.

Semplicemente gli "spiriti animali", per capirli hanno la necessità di una crisi altrettanto "bestiale". Sennò non capiscono.

C'è molta ideologia nel considerare il libero mercato una panacea e sui danni che le ideologie sono in grado di apportare si è già visto, mi pare.

Si testeranno i limiti ...

... arriveranno gli anticorpi.


Può essere molto doloroso.




Lo.
 
Re: Re: Rischi sistema finanziario

Scritto da Parsyfal
Che il sistema sta per conoscere i suoi limiti.

Non che tali limiti non fossero già noti.

Semplicemente gli "spiriti animali", per capirli hanno la necessità di una crisi altrettanto "bestiale". Sennò non capiscono.

C'è molta ideologia nel considerare il libero mercato una panacea e sui danni che le ideologie sono in grado di apportare si è già visto, mi pare.

Si testeranno i limiti ...

... arriveranno gli anticorpi.


Può essere molto doloroso.




Lo.


A mio avviso le economie occidentali sono sempre meno "libere" di quanto vuol far credere parte della propoganda di sinistra.
A maggior ragione quelle europee intrise fino al midollo di welfare, assistenzialismo e protezionismo (non emetto un giudizio di valore ma solo una constatazione). Pensi realmente che in un libero mercato una nazione come l'Italia potrebbe vantare tassi ridicolmente bassi a fronte di un rischio finanziario enorme? Siamo sotto un nuovo ordine globale che si va delineando, in cui la libertà economica è valida (e speriamo che questa regga almeno) solo a livello micro.
 
Re: Re: Re: Rischi sistema finanziario

Scritto da Leporello
A mio avviso le economie occidentali sono sempre meno "libere" di quanto vuol far credere parte della propoganda di sinistra.
A maggior ragione quelle europee intrise fino al midollo di welfare, assistenzialismo e protezionismo (non emetto un giudizio di valore ma solo una constatazione).

...

Una persona che può curarsi indipendentemente da quel che guadagna, che può mandare i figli a scuola indipendentemente da quel che guadagna, che può ...

e' libera.

E' questa ad essere una constatazione.



Quando c'era la guerra fredda ne abbiamo fatto di propaganda.

Ora che è finità però ...

... non siamo tenuti a credere a tutte le sciocchezze che abbiamo detto allora.



Lo.
 
Ad un Mp che chiedeva se lui potesse garantire che non succedera' una catastrofe economica, Greenspan la settimana scorsa ha risposto:
Se vuole la garanzia assoluta no..non gliela posso dare.
Il sistema che abbiamo e' un sistema talmente elastico e con velocita' di risposte talmente elevate che io penso che si possa prevenire qualsiasi problema.
Ma garanzie assolute nessuno puo' darle.
Rischi ce ne sono..
anche attraversare la strada e' rischioso..ma le possibilita' di un incidente sono remote.

:bow:
 
Scritto da trender
Sul rischio endemico mondiale della fortissima ascesa degli strumenti derivati atti solo alla speculazione più pura e fuori da qualsiasi considerazione di copertura scrissi un'articolo nel 2000...io è ovvio non conto niente nel panorama giornalistico finanziario...ma se è vero che certe cose le capisce un piccolo trader penso che le istituzioni sappiano bene quale possa essere il rischio...

Chiaramente non pubblicizzano il pericolo nascosto, ma la realtà è questa, scollamento degli strumenti finanziari dalla realtà economica e soprattutto loro potenzialità nella capacità di distruggere strutture economiche a livello extranazionale.

Trender

Ho un dubbio.
Forse i "padroni del vapore", il nonnino in testa, sanno benissimo i rischi insiti nella situazione ma ormai l'ingranaggio è avviato e non c'è possibilità di fermarlo ma possono solo tentare di governarlo al meglio?

Posto un recentissimo articolo daUsemlab

Sapete dove sia possibile reperire sul web materiale altrettanto organico che supporti una visione divergente se non contraria alle tesi esposte da Usemlab?

S.
 
Ultima modifica:
L'unico rischio per il sistema e per l'umanita' tutta e' che il virus del socialismo attraversi l'oceano e contamini il libero mercato.
A mio avviso e' il rischio piu' grande. E' uno dei virus piu' pericolosi che esistano.
Sars e' un raffreddorino in confronto.
E con le nuove tecnologie e la facilita' di trasmissione di idee di oggi..il pericolo e' reale e awesome!
Io mi auguro il buon senso prevalga e non avvenga.
:confused:
 
Scritto da jupa
L'unico rischio per il sistema e per l'umanita' e' che il virus del socialismo attraversi l'oceano e contamini il libero mercato.
A mio avviso e' il rischio piu' grande.E' uno dei virus piu' pericolosi che esistano.
sars e' un raffreddorino in confronto.
E con le nuove tecnologie e la facilita' di trasmissione di idee di oggi..il pericolo e' reale e awesome!
Io mi auguro il buon senso prevalga e non avvenga.
:confused:

Jupa, condivisibile o meno, l'articolo del link nel mio intervento precedente parla proprio di questo.
Secondo l'articolo non c'è bisogno di aspettare che il virus del socialismo, inteso come dirigismo delle massime istituzioni, attraversi l'oceano, l'ha già fatto e da molto tempo.

Rinnovo il quesito, sapete dove reperire tesi opposte o divergenti?
Vorrei poter mettere in discussione ciò che dicono perchè mi sembra talmente evidente che vorrei cercare di trovare una possibile alternativa su cui ragionare.

Sergio
 
Scritto da brianzatrade
Jupa, condivisibile o meno, l'articolo del link nel mio intervento precedente parla proprio di questo.
Secondo l'articolo non c'è bisogno di aspettare che il virus del socialismo, inteso come dirigismo delle massime istituzioni, attraversi l'oceano, l'ha già fatto e da molto tempo.

Rinnovo il quesito, sapete dove reperire tesi opposte o divergenti?
Vorrei poter mettere in discussione ciò che dicono perchè mi sembra talmente evidente che vorrei cercare di trovare una possibile alternativa su cui ragionare.

Sergio

Mi associo.;)
 
Scritto da brianzatrade
Jupa, condivisibile o meno, l'articolo del link nel mio intervento precedente parla proprio di questo.
Secondo l'articolo non c'è bisogno di aspettare che il virus del socialismo, inteso come dirigismo delle massime istituzioni, attraversi l'oceano, l'ha già fatto e da molto tempo.

Rinnovo il quesito, sapete dove reperire tesi opposte o divergenti?
Vorrei poter mettere in discussione ciò che dicono perchè mi sembra talmente evidente che vorrei cercare di trovare una possibile alternativa su cui ragionare.

Sergio
Lo so ..lo so... l'ha gia fatto parzialmente..
e questo e' triste davvero per tutti..
Stiamo distruggendo un sistema favoloso ..nato quasi per sbaglio ..
Il comunismo anche da morto e' distruttivo.
Il problema e' che il comunismo e' morto ma le idee son rimaste.
Chi era stato infettato e' ancora infetto..si si..
il muro e' caduto ...l'Urrs un si chiama piu' urrs..ma le teste della gente non son state ripulite.
basta leggere il fol..
che e' un sito che dovrebbe essere immune
no le teste son le stesse..il nome e' cambiato..le idee son rimaste..
E' una lotta contro il tempo..
le nuove generazioni sono meno toccate dalla vecchia idea..e forse ...speriamo..

No non so dove puoi leggere le tesi opposte..

:confused:
 
E' ironico...
un secolo o piu' fa ..hanno attraversato l'oceano gente senza tanta cultura..senza grilli per la testa..schietta ..naive..pratica ..ed hanno messo su un sistema favoloso..che ha risollevato mezzo mondo..
negli ultimi 50 anni sta attraversando l'oceano la crema..i pensatori ..i colti..i filosofi..quelli che avevano messo in ginocchio il vecchio mondo e cercano di cambiare il gioiello che questi pionieri
hanno creato...cosi si ritorna tutti nella ca...cca
:clap:
 
Scritto da jupa
E' ironico...
un secolo o piu' fa ..hanno attraversato l'oceano gente senza tanta cultura..senza grilli per la testa..schietta ..naive..pratica ..ed hanno messo su un sistema favoloso..che ha risollevato mezzo mondo..
negli ultimi 50 anni sta attraversando l'oceano la crema..i pensatori ..i colti..i filosofi..quelli che avevano messo in ginocchio il vecchio mondo e cercano di cambiare il gioiello che questi pionieri
hanno creato...cosi si ritorna tutti nella ca...cca
:clap:

Ignorante è bello.


(boh ...)

Lo.
 
Scritto da jupa
E' ironico...
un secolo o piu' fa ..hanno attraversato l'oceano gente senza tanta cultura..senza grilli per la testa..schietta ..naive..pratica ..ed hanno messo su un sistema favoloso..che ha risollevato mezzo mondo..
negli ultimi 50 anni sta attraversando l'oceano la crema..i pensatori ..i colti..i filosofi..quelli che avevano messo in ginocchio il vecchio mondo e cercano di cambiare il gioiello che questi pionieri
hanno creato...cosi si ritorna tutti nella ca...cca
:clap:

Su questo sono parzialmente d'accordo... cosa molto rara.:D L'Europa soffre di questa sua tendenza a filosofeggiare, però vanno distinti i vari casi. Prima di attaccare un'altro stato e riempirlo di mazzate con la tecnologia che noi occidentali ci ritroviamo in mano, è meglio pensarci un pò. Ma questo è un altro discorso e non è questa la sede per affrontarlo. In altri ambiti invece credo che la praticità degli americani e la loro rapidità nell'adattamento delle regole (leggi ecc.) ai cambiamenti socio-economici sia impensabile in Europa. Un difetto tutto europeo (e che in Italia raggiunge il massimo nella sua espressione) è quello di discutere per un tempo lunghissimo prima di prendere delle decisioni e cambiare le regole in base alle decisioni stesse. È possibile passino anche diversi mesi, quando non anni, prima che ad un'istanza espressa dal tessuto sociale e/o economico si dia una risposta concreta. Eccezioni a parte la regola è questa, purtroppo. Una volta ho letto una frase di Ross Perot (uomo dai molti difetti, ma certamente non stupido) che, oltre ad avermi divertito, credo esprima molto dello spirito americano e allo stesso tempo dipinge bene quello che tu chiami "virus", il virus del filosofeggiare eccessivamente, per così dire, per come si sta introducendo in vari ambienti anche negli USA.

Vengo da un ambiente dove, se si vede un serpente, lo si uccide. Alla General Motors, se si vede un serpente, per prima cosa si assume un consulente sui serpenti. Quindi passi un anno discutendo di serpenti. (H. Ross Perot)
 
Ultima modifica:
Scritto da Parsyfal
Ignorante è bello.


(boh ...)

Lo.

No, certamente. Però non bisogna mai perdere di vista la praticità.
;)

Comunque sarebbe utile riportare delle tesi che presentino una realtà diversa da quella esposta in apertura di thread e da quella ormai nota di Usemlab.
 
Scritto da Reverse
No, certamente. Però non bisogna mai perdere di vista la praticità.
;)

Comunque sarebbe utile riportare delle tesi che presentino una realtà diversa da quella esposta in apertura di thread e da quella ormai nota di Usemlab.

Per quello che ho letto la tesi principale di Usemlab non è confutabile, nel senso che essi stessi affermano che l'economia statunitense, e occidentale in seconda battuta, si trovano nel bel mezzo di un esperimento di politica monetaria partito negli anni '70 dopo lo sganciamento della convertibilità aurea del dollaro (che all'università mi insegnavano come evento altamente positivo).
Le tensioni generate da questo espiremento sono ormai evidenti a livello globale e se lo leggiamo con le vecchie categorie interpretative (nazioni in comptezione) porterebbe sicuramente ad un disastro finanziario piccolo o grosso che sia.
Il punto è che parallelamente a questo esperimento, diremo "finanziario", se ne sta conducendo un altro a livello prettamente politico. Per questo non è detto che il risultato sia già scontato a priori.
 
:wall:

Il problema è che si sta delineando un sistema dittatoriale oligarchico e capital-comunista che definisco "feudalesimo delle corporazioni".
Da qualunque lato vogliate osservarla, la situazione è tale.

Pensate giusto un attimo a quali sono le attività economiche in cui è più difficile entrare, nonostante il predicato libero mercato, a meno che non siate delle corporazioni.

Tutte quelle che hanno in qualche modo a che fare col denaro, col credito e col risparmio.
Certamente non è un caso.

D'altro canto a nulla valgono le pretese motivazioni sottostanti le regole giuridiche attuate in questi campi.
(Tutela del risparmio e dei risparmiatori, eccetera).
E' innegabile che tali pretese motivazioni di ordine politico-sociale, sottostanti i lacci e lacciuoli posti a queste attività economiche, non solo non vengono realizzate con le norme attuali, ma, in linea di pricipio e ad una analisi più approfondita, quelle stesse regole che dovrebbero salvaguardare le funzioni sociali del credito, del risparmio e del denaro, sono palesemente in contrasto col raggiungimento di tali obiettivi.

Ciò non è un problema solo italiano: è un problema globale.

Un esempio su tutti.

L'esercizio della professione di agente di cambio soppresso a favore delle sim e delle banche con la pretesa che queste, con la struttura prevista, potevano dare più garanzia ai risparmiatori, il ché non è affatto vero e non solo a posteriori, con l'esperienza che dal 1990 ad oggi si è fatta in questo campo.
Infatti, essendo le sim e le banche società patrimonialmente autonome, in caso di malafede non offrono maggiori garanzie rispetto a quanto poteva offrire un agente di cambio (anzi essendo maggiore il numero di persone dedite all'amministrazione le garanzie sono inferiori) ed caso di fallimento rispondono solo col proprio patrimonio.

Ma si pensi anche a tutte le altre norme (in tutto il mondo) che bloccano in modo inusuale la libera iniziativa economica in ambito finanziario, con la scusa della tutela del risparmio, della funzione creditizia e delle funzioni sociali del denaro, favorendo e riservando tali attività a specifiche corporazioni e lobby.

Dunque il Re che vuole continuare a vivere la sua vita allegramente è disposto a concedere ai suoi vassalli sempre più terre.
L'importante è che questo gli garantisca le gabelle.
Il vassallo, a sua volta, diviene concedente dei poteri trasferitigli dal re.
Ma guai a disobbedire al vassallo o ai vassalli che, come GECC, hanno imperi ormai più grandi di molti re e che, nonostante i divieti imposti ad altri di fare altrettanto, con la scusa di finanziare un'attività economica, sono autorizzati a battere moneta propria (tutti i bond GECC sono moneta, considerando i bassi livelli forzati dei tassi [secondo me dovrebbero essere molto più alti] e considerando l'ormai lieve peso che la gestione caratteristica ha sull'attività globale, essi non hanno più la finalità di finanziare un'attività reale, bensì divengono strumento di puro signoraggio.

Perché non dovrei offrire bond personali o prodotti derivati personalmente creati qualora fossi considerato solvibile da chi mi conosce? L'unico controllo necessario a livello legislativo sarrebbe relativo ai volumi e cioè all'effetto leva creditizio, così da tutelare i prenditori dall'utilizzo di una leva spregiudicata.
La molteplicità di libere iniziative derivanti offrirebbe una reale varietà di prodotti ed un reale abbassamento dei costi delle attività finanziarie, sicuramente più facili da controllare per i prenditori.

:mmmm:

Mi fermo..... ma ce ne sarebbe da scrivere sul "Feudalesimo Capital-Comunista"

bannato

:D

chrono.
 
Scritto da Leporello
Per quello che ho letto la tesi principale di Usemlab non è confutabile, nel senso che essi stessi affermano che l'economia statunitense, e occidentale in seconda battuta, si trovano nel bel mezzo di un esperimento di politica monetaria partito negli anni '70 dopo lo sganciamento della convertibilità aurea del dollaro (che all'università mi insegnavano come evento altamente positivo).
Le tensioni generate da questo espiremento sono ormai evidenti a livello globale e se lo leggiamo con le vecchie categorie interpretative (nazioni in comptezione) porterebbe sicuramente ad un disastro finanziario piccolo o grosso che sia.
Il punto è che parallelamente a questo esperimento, diremo "finanziario", se ne sta conducendo un altro a livello prettamente politico. Per questo non è detto che il risultato sia già scontato a priori.

Ciao Leporello.
Sì, ma loro ritengono che vi siano ampiamente maggiori possibilòità che finisca tutto in un crack senza precedenti. Sarebbe bello poter valutare quali sono le argomentazioni che possono indurre a credere in un esito diverso. O quelle che pur non ritenendo valida la tesi di usemlab, e partendo quindi da premesse diverse, giungano alla conclusione che i rischi da più parti denunciati di crack globale siano attualmente sovrastimati.
Qualcosa, in parole povere, che contraddica le visioni più o meno catastrofiste in voga attualmente (e, sia chiaro, che in parte condivido per quelle che sono le mie conosenze in materia).
 
Reverse:clap:

bravo..finalmente uno scritto apolitico!
Sei ok!

L'america e' il paese dove chi compra alto e vende basso..fa sempre bene ...per se stesso e per gli altri..senza discuterci tanto..
greenspan dice sempre quello che lui pensa sia migliore per l'economia senza parzialita' o ideologia.
Il fatto stesso che oggi ci accorgiamo dei pericoli prima che avvengano (esempio FNM, FMC) e' rassicurante.
Fino a 10-15 anni fa i pericoli li vedevamo solo dopo che il disastro era avvenuto (anche queste son parole di greenspan).
Greenspan in teoria dice che il sistema di risposta a disposizione della fed e dei vari organi di controllo e' cosi' potente e veloce che e' difficile cadere negli errori del passato.
Dice che se l'economia e' riuscita a crescere anche con cio' che e' successo dal 2000 ad oggi..
non c'e' da temere..
E' stato un capolavoro...
:)
 
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