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RISCOSSIONE: 180 MLD DA RECUPERARE; FIRMATO PRIMO ACQUISTO

(ANSA) - ROMA, 3 mag - Riscossione spa, la società pubblica che raccoglierà dalle banche la difficile eredità dell'attività di riscossione, scalda i motori: oggi a Roma ha siglato la prima acquisizione di una concessionaria delle complessive 37 che saranno rilevate fino alla fine di settembre per partire poi con l'attività vera e propria dal primo ottobre. Si tratta dell'intero capitale della Sestri spa della Banca popolare di Verona e Novara.
La sfida - hanno ricordato il presidente e l'amministratore delegato di Riscossione Raffaele Ferrara e Attilio Befera - è imponente: il ritorno in mano pubblica dell'attività di riscossione dopo circa 130 anni da quando fu affidata al mondo bancario, dovrebbe consentire di recuperare, almeno in parte,
l'imponente stock di crediti pubblici che, tra Agenzia delle Entrate e Inps arriva alla ragguardevole cifra di circa 180 miliardi e continua a crescere di circa 30 miliardi l'anno.
Di questi, ad oggi, si è riusciti a recuperare appena circa 2 miliardi l'anno. Insomma un'attività nodale, soprattutto in un periodo come questo caratterizzato da consistenti squilibri nelle finanze pubbliche: basti pensare che 180 miliardi è più o meno 9 volte la manovra per l'aggiustamento del deficit pubblico decisa con l'ultima Finanziaria.
Tornando a Riscossione i vertici della società confermano la tempistica e annunciano che dopo questa prima firma l'attività di acquisizione proseguirà nei tempi prestabiliti fino a formare una struttura con un personale di di circa 8.000 unità.
Un piccolo esercito che si metterà al lavoro con il nuovo soggetto che rimarrà a controllo pubblico.
"Il contratto sottoscritto in data odierna - spiegano da Riscossione - dà il via ad un processo di acquisizioni che, in soli 5 mesi, porterà nelle mani dello Stato, rappresentato dagli azionisti Agenzia delle Entrate e Inps le 37 società
attualmente concessionarie del servizio di riscossione. L'acquisto del 100% del capitale di Sestri e l'impegno del Banco popolare di Verona e Novara alla successiva sottoscrizione pro quota dell'aumento di capitale deliberato dall'assemblea di riscossione sono sottoposti agli adempimenti e alle condizioni dal contratto oggi sottoscritto. In particolare - si spiega ancora - nei prossimi giorni Riscossione procederà alla due diligence sulla società da acquisire ad esito della quale le parti sottoscriveranno il contratto definitivo. La valutazione della società sarà effettuata sulla base dei criteri (il patrimonio netto ndr) stabiliti dall'advisor Fdp consulting".
Ferrara, commentando la chiusura del primo contratto, ha parlato di un "passaggio fondamentale nella lotta all'evasione" confermando che ci sono già "primi risultati, per quanto a livello embrionale". Befera ha ricordato invece
che c'é già "un incremento dell'attività di riscossione (+60% nei primi 3 mesi 2006 per quanto riguarda la parte coattiva), anche se non direttamente riferibile alla nostra attività. Ma potrebbe essere un trend che sta iniziando a
muoversi".(ANSA).


Ritenete che gli esattori pubblici faranno meglio dei precedenti ?
Visto che nemmeno questi vanno a riscuotere con la pistola e chi non ha nulla non può aver paura di nessuno, mi sembra ci sia un eccessivo ottimismo.

Anche perchè mi sembra che combattere l'evasione previdenziale sia più diffile di quella sulle imposte. In alcune zone e settori ormai è endemica per via del sommerso...
 
skymap ha scritto:
RISCOSSIONE: 180 MLD DA RECUPERARE; FIRMATO PRIMO ACQUISTO

(ANSA) - ROMA, 3 mag - Riscossione spa, la società pubblica che raccoglierà dalle banche la difficile eredità dell'attività di riscossione, scalda i motori: oggi a Roma ha siglato la prima acquisizione di una concessionaria delle complessive 37 che saranno rilevate fino alla fine di settembre per partire poi con l'attività vera e propria dal primo ottobre. Si tratta dell'intero capitale della Sestri spa della Banca popolare di Verona e Novara.
La sfida - hanno ricordato il presidente e l'amministratore delegato di Riscossione Raffaele Ferrara e Attilio Befera - è imponente: il ritorno in mano pubblica dell'attività di riscossione dopo circa 130 anni da quando fu affidata al mondo bancario, dovrebbe consentire di recuperare, almeno in parte,
l'imponente stock di crediti pubblici che, tra Agenzia delle Entrate e Inps arriva alla ragguardevole cifra di circa 180 miliardi e continua a crescere di circa 30 miliardi l'anno.
Di questi, ad oggi, si è riusciti a recuperare appena circa 2 miliardi l'anno. Insomma un'attività nodale, soprattutto in un periodo come questo caratterizzato da consistenti squilibri nelle finanze pubbliche: basti pensare che 180 miliardi è più o meno 9 volte la manovra per l'aggiustamento del deficit pubblico decisa con l'ultima Finanziaria.
Tornando a Riscossione i vertici della società confermano la tempistica e annunciano che dopo questa prima firma l'attività di acquisizione proseguirà nei tempi prestabiliti fino a formare una struttura con un personale di di circa 8.000 unità.
Un piccolo esercito che si metterà al lavoro con il nuovo soggetto che rimarrà a controllo pubblico.
"Il contratto sottoscritto in data odierna - spiegano da Riscossione - dà il via ad un processo di acquisizioni che, in soli 5 mesi, porterà nelle mani dello Stato, rappresentato dagli azionisti Agenzia delle Entrate e Inps le 37 società
attualmente concessionarie del servizio di riscossione. L'acquisto del 100% del capitale di Sestri e l'impegno del Banco popolare di Verona e Novara alla successiva sottoscrizione pro quota dell'aumento di capitale deliberato dall'assemblea di riscossione sono sottoposti agli adempimenti e alle condizioni dal contratto oggi sottoscritto. In particolare - si spiega ancora - nei prossimi giorni Riscossione procederà alla due diligence sulla società da acquisire ad esito della quale le parti sottoscriveranno il contratto definitivo. La valutazione della società sarà effettuata sulla base dei criteri (il patrimonio netto ndr) stabiliti dall'advisor Fdp consulting".
Ferrara, commentando la chiusura del primo contratto, ha parlato di un "passaggio fondamentale nella lotta all'evasione" confermando che ci sono già "primi risultati, per quanto a livello embrionale". Befera ha ricordato invece
che c'é già "un incremento dell'attività di riscossione (+60% nei primi 3 mesi 2006 per quanto riguarda la parte coattiva), anche se non direttamente riferibile alla nostra attività. Ma potrebbe essere un trend che sta iniziando a
muoversi".(ANSA).


Ritenete che gli esattori pubblici faranno meglio dei precedenti ?
Visto che nemmeno questi vanno a riscuotere con la pistola e chi non ha nulla non può aver paura di nessuno, mi sembra ci sia un eccessivo ottimismo.

Anche perchè mi sembra che combattere l'evasione previdenziale sia più diffile di quella sulle imposte. In alcune zone e settori ormai è endemica per via del sommerso...


Sarà senz'altro migliore il raccordo tra creditore - esattore
 
skymap ha scritto:
RISCOSSIONE: 180 MLD DA RECUPERARE; FIRMATO PRIMO ACQUISTO


Ritenete che gli esattori pubblici faranno meglio dei precedenti ?
Visto che nemmeno questi vanno a riscuotere con la pistola e chi non ha nulla non può aver paura di nessuno, mi sembra ci sia un eccessivo ottimismo.

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Sarebbe la prima volta che qualcosa di pubblico agisce meglio
del privato....certo che le banche, e soprattutto le esattorie
gestite dalle banche non brillavano per efficienza.......
non ci sarebbe una terza via?
 
ramirez ha scritto:
Sarebbe la prima volta che qualcosa di pubblico agisce meglio
del privato....certo che le banche, e soprattutto le esattorie
gestite dalle banche non brillavano per efficienza.......
non ci sarebbe una terza via?
:confused:
 
Ma perchè le esattorie gestite dalle banche non funzionavano ? mica saranno state tutte gestite dalle consorterie mafiose tipo quelle legate a Salvo Lima...
 
skymap ha scritto:
Ma perchè le esattorie gestite dalle banche non funzionavano ? mica saranno state tutte gestite dalle consorterie mafiose tipo quelle legate a Salvo Lima...
io qualche esattoriale l'ho conosciuto e avuto come collega in ufficio...
parlo a ragion veduta....inoltre mi reco (essendo in pensione
di tempo ne ho) a pagare la tarsu direttamente in esattoria.
Poichè ho alle spalle 30anni (ripeto 30) di lavoro in banca
e, preciso , agli sportelli..mi bastano 2 minuti x capire
come gli sportelli sono organizzati, se qualcuno fa flanella, se
collaborano ecc. ecc. se c'è un superiore che 'tappa i buchi'
naturalmente io parlo di uomini, non degli enti...ma ho imparato
che sono gli uomini che rendono più o meno efficiente un ente
e non viceversa....anche se dall'alto escono circolari
a go-go
 
skymap ha scritto:
Ma perchè le esattorie gestite dalle banche non funzionavano ? mica saranno state tutte gestite dalle consorterie mafiose tipo quelle legate a Salvo Lima...

Non è certo però se verranno assorbiti tutti i dipendenti
 
Almeno così avevo letto su rassegna stampa de la voce dei bancari
 
ItaliaOggi - Imposte e Tasse - Numero 105, pag. 32 del 4/5/2006
06 I piani della spa. Firmata ieri con Bpvn l'intesa sulle quote. Pieno di Riscossione - Obiettivo: coprire il buco da 30 mld

Riscossione spa punta al bottino pieno. La nuova società pubblica, che dal 1° ottobre 2006 ricondurrà nelle mani dello stato il servizio di riscossione dei tributi, mira a coprire integralmente il buco di circa 30 miliardi di euro che ogni anno si materializza in termini di tasse e contributi non riscossi. Tra i 20 miliardi di euro di ruoli che escono dall'Agenzia delle entrate e i 10 prodotti dall'Inps, infatti, l'attuale entità del recupero si aggira intorno ai 2 miliardi di euro. Davvero pochino, soprattutto se si considerano le difficoltà in cui si dimena da tempo la finanza pubblica. ´Non poniamo limiti al recupero che si potrà ottenere con il nuovo sistema', hanno detto ambiziosi Raffaele Ferrara e Attilio Befera, rispettivamente presidente e amministratore delegato di Riscossione spa, impegnati ieri nella firma nel primo contratto preliminare di cessione delle quote di competenza delle esattorie alla nuova spa. Il primo passo, in particolare, è stato compiuto dal Banco popolare di Verona e Novara, che ha deciso di cedere all'ente pubblico il 100% delle azioni di Sestri spa, la concessionaria che oggi esercita l'attività di riscossione nelle province di Asti, Biella, Imperia, Novara, Savona, Vercelli, Verbano-Cusia-Ossola e della provincia di Benevento. L'acquisto da parte della spa guidata da Befera del 100% di Sestri spa, a questo punto, prelude all'impegno da parte del Banco popolare di Verona e Novara di sottoscrivere successivamente pro quota l'aumento di capitale di circa 145 milioni di euro deliberato nei mesi scorsi dall'assemblea di Riscossione spa. Nei prossimi giorni la stessa spa procederà alla due diligence sulla società da acquistare. Al termine della verifica, quindi, ci sarà spazio per la stipula del contratto definitivo. L'accordo sottoscritto ieri apre la strada a tutto il processo di acquisizione che in soli 5 mesi, a seguito di un'autentica corsa contro il tempo, porterà sotto l'ombrello pubblico le 37 società attualmente concessionarie del servizio.

Sull'operazione, naturalmente, tutti puntano molto. Lo ha chiarito anche il vicepresidente della spa, Antonio Mastrapasqua, espressione dell'Inps all'interno dell'ente, il quale ha ricordato come anche l'istituto di previdenza arranca da tempo dietro una mole di contributi annualmente evasi per circa 10 miliardi di euro, con un recupero che si attesta grosso modo sugli 800-900 milioni di euro. E con le novità si punta anche ad abbattere, per quanto possibile, lo stock di crediti tributari che l'Agenzia delle entrate si trascina come un pesante fardello. Si tratta, ha ricordato Ferrara, di circa 100 miliardi di euro. Al cui interno, però, si annida una fetta di crediti difficilmente esigibili, perché magari fanno capo a soggetti deceduti o decotti. Tra le altre cose, per cercare di centrare l'aspettativa di gettito che il dl fiscale (n. 203/2005) ha riconnesso alla riforma della riscossione per il 2006 (poco più di 300 milioni di euro), è al lavoro una commissione che dovrà formulare proposte normative al prossimo governo per migliorare la riscossione coattiva. (riproduzione riservata) Autore: di Stefano Sansonetti
 
LA STAMPA giovedì 4 maggio 2006
10 L’AGENZIA DI RISCOSSIONE - La «Sestri» venduta allo Stato

NOVARA - La Sestri SpA, storica agenzia concessionaria della Bpn, ora del Gruppo Banco Popolare Verona e Novara, addetta alle riscossioni dei crediti pubblici, è stata venduta. L’atto preliminare d’acquisizione è stato siglato ieri a Roma da Giorgio Papa, presidente di Sestri e vicedirettore generale del Banco, da Antonio Mastrapasqua e Attilio Befera, vicepresidente e amministratore delegato di «Riscossione». Questo è il primo atto di una serie di acquisizioni che - nel giro di cinque mesi porterà nelle mani dello Stato, rappresentato dagli azionisti Agenzia delle Entrate e Inps, le 37 società attualmente concessionarie del servizio riscossione. Il ritorno allo Stato dell’attività dopo circa 130 anni da quando fu affidato al mondo bancario, dovrebbe consentire di recuperare, almeno in parte, i crediti pubblici che arrivano alla cifra di 180 miliardi e continuano a a crescere di circa 30 miliardi l’anno. Sino ad oggi si è riusciti a recuperare circa due miliardi l’anno.

Raffaele Ferrara, presidente di «Riscossione», ha parlato di un «passaggio fondamentale nella lotta all’evasione». La Sestri Spa attualmente esercita attività nelle province di Asti, Biella, Imperia, Novara, Savona, Vercelli, nel Verbano Cusio Ossola e nella provincia di Benevento (ex Sari Sannitica, già incorporata il primo aprile 2006). Il Banco, dopo i primi incontri con Riscossione Spa, ha voluto partecipare come banca pilota al progetto strategico di incorporazione del servizio e in tale contesto - si legge in una nota - l’istituto di credito è pronto alla cessione dell’intero pacchetto azionario di Sestri. L’acquisto del 100% del capitale si accompagna all’impegno del Banco Popolare di Verona e Novara alla successiva sottoscrizione pro quota dell’aumento di capitale deliberato dall’assemblea di «Riscossione». La valutazione della società sarà effettuata sulal base dei criteri (il patrimonio netto) stabiliti dall’advisor Fdp consulting. \
 
ItaliaOggi - Imposte e Tasse - Numero 111, pag. 35 del 11/5/2006
24 Riscossione spa. Cgil: stop ai contratti preliminari

Stop ai contratti preliminari siglati da Riscossione spa. La Cgil, a proposito della firma da parte di Riscossione spa dei contratti preliminari di acquisizione delle aziende esattoriali dai precedenti concessionari (si veda da ultimo ItaliaOggi del 5 maggio 2006), ha espresso ieri l'esigenza che venga garantita l'indispensabile trasparenza sia nella determinazione del prezzo, sia nella successiva fase di transizione dal vecchio al nuovo sistema.

´Nessuna accelerazione è ammissibile in nome delle scadenze previste in Finanziaria', dichiara Beniamino Lapadula, responsabile economico della Cgil, ´anche perché questa operazione, almeno il primo anno, non solo non realizzerà risparmi, ma comporterà ulteriori, maggiori oneri per la finanza pubblica. Non è proprio il caso che accanto a questi oneri fisiologici se ne aggiungano ancora altri per favorire le banche. Comunque è necessario', conclude Lapadula, ´che di questa partita tanto delicata si occupi il nuovo governo e non l'attuale vertice dell'Agenzia delle entrate'.
 
ItaliaOggi - Imposte e Tasse - Numero 110, pag. 28 del 10/5/2006
25 Lo dice befera. Riscossione, un balzo dell'80%

Riscossione alla riscossa. Nei primi tre mesi del 2006 l'incremento è stato di circa l'80%: l'effetto è in parte collegato alla riforma e al sistema di accertamento, ´che da solo non può dare risultati, ma che se gestito in parallelo alla riscossione coattiva può rappresentare un elemento fondamentale nel contribuire alla riduzione dell'evasione fiscale nel nostro paese'. Lo ha detto ieri l'a.d. di Riscossione spa, Attilio Befera, al convegno del Forum p.a. su ´Federalismo fiscale e autonomia finanziaria di regioni ed enti locali: un percorso di attuazione per la nuova legislatura'. Entro il prossimo 30 settembre, ha ricordato, verranno acquisite da Riscossione spa 37 aziende, delle quali 34 sono rami o aziende di esattoria di banche e tre aziende private. Sono stati siglati ad oggi contratti preliminari con Banca popolare di Verona e Novara e con Unicredit. Altri contratti preliminari verranno firmati nei prossimi giorni. In tutto, circa 8.500 dipendenti con contratto di esattori entrano a far parte di Riscossione spa, che dal 1° ottobre prossimo sarà l'unico operatore di riscossione a livello nazionale.
 
9. I lavoratori del settore Riscossione tributi
Relativamente alle ricadute della riforma sul personale, il decreto legge n. 203 in esame prevede quattro punti di seguito analizzati e commentati nei loro aspetti più significativi da Gian Paolo Brini e Bruno Pastorelli, rispettivamente il primo già presidente del sindacato dirigenti, l’altro nel coordinamento esattoriali Fabi.
Le osservazioni si limitano agli obiettivi che la Riforma si prefigge ed al modo con cui si vuole raggiungerli.
Partendo dal personale dipendente dal Consorzio nazionale concessionari - Cnc, che,come abbiamo visto dal 1 ottobre 2006 dovrà operare in forma di società per azioni,va notato che la riforma
conseguentemente coinvolge il personale stesso in una fase di trasformazione o ristrutturazione della azienda. Di questo va tenuto conto nell’ottica generale che lega tutto il personale addetto alla riscossione all’interno del Fondo a sostegno del reddito e dell’occupazione.
Al riguardo il comma 15 del provvedimento,nella parte seconda,prevede esplicitamente che a questi lavoratori dipendenti sono applicate le condizioni normative,economiche,giuridiche e previdenziali previste per i lavoratori di cui al comma 16 successivo
Il comma 16,così recita: Dal 1º ottobre 2006 i dipendenti delle società non acquistate dalla Riscossione spa, in servizio alla data del 31 dicembre 2004 con contratto di lavoro a tempo indeterminato e per i quali il rapporto di lavoro e ancora in essere alla predetta data del 1º ottobre 2006, sono trasferiti alla stessa Riscossione spa, sulla base della valutazione delle esigenze operative di quest'ultima, senza soluzione di continuità e con garanzia della posizione giuridica, economica e previdenziale maturata alla dalla di entrata in vigore del presente decreto.
Il punto 16 offre la garanzia di prosecuzione del rapporto di lavoro a tutto il personale che passerà alle dipendenze della Riscossione s.p.a. sia che si trovi alle dipendenze di una società acquisita (il cui passaggio avviene immediatamente) e sia che si trovi in una società non acquistata dalla nuova struttura riformata ,per il quale va fatto una valutazione delle esigenze operative.
Il predetto personale non può essere trasferito senza consenso del lavoratore in altra sede territoriale fino al 31 dicembre 2010.Resta fermo il riconoscimento di miglioramenti economici contrattuali tabellari previsti dal rinnovo in corso alla data di entrata in vigore del decreto, nei limiti di quanto già concordato nel settore del credito
Il comma 17 stabilisce che gli acquisti di cui al comma 7 lasciano immutata la posizione giuridica economica e previdenziale del personale maturata alla data di entrata in vigore del presente decreto; a tali operazioni,cioè, non si applicano le disposizioni dell’articolo 47 della legge 29 dicembre l990,
n. 428 che escludono la trattativa prevista dalla legge e la procedura ad essa conseguente,ripresa dai contratti di categoria, nei casi di trasferimento di azienda.
Il comma 18 stabilisce che restano ferme le disposizioni relative al fondo di previdenza di cui alla legge 2 aprile 1958, n. 377, e successive modificazioni. Alle prestazioni straordinarie di cui all’art.5,comma 1,lettera b),n.1 del decreto del ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il ministro dell’economia e delle finanze 24 novembre 2003, n. 375,sono ammessi i soggetti individuati dall’art.2 del citato decreto n.375 del 2003, per i quali la relativa richiesta sia presentata entro dieci anni dall’entrata in vigore dello stesso decreto n. 375 del 2003. Tali prestazioni straordinarie sono erogate dal fondo costituito ai sensi del decreto n.375 del 2003,per un massimo di 96 mesi dalla data di accesso alle prestazioni stesse, in favore dei predetti soggetti che conseguano la pensione entro un periodo massimo di 96 mesi dalla data di cessazione del rapporto di lavoro, su richiesta del datore di lavoro e fino alla maturazione del diritto alla pensione di anzianità o di vecchiaia.
Il punto 18 si rivolge a tutto il personale della riscossione ed indica la normativa già prevista dal Fondo a sostegno del reddito e dell’occupazione quale garanzia di sostegno del reddito. Ne estende gli effetti ad un periodo più ampio di quello stabilito dal regolamento in vigore passando da un periodo di 5 anni (60 mesi) a 96 mesi quale spazio utilizzabile (8 anni) per prepensionare il personale in eccedenza.
Dal 1 ottobre del 2006 avremo, quindi, due società per azioni nata la prima dalla fusione delle attuali concessioni nella “Riscossione s.p.a.” l’altra dalle ceneri del CNC.
Non dobbiamo però scordarci della crisi che, oggi, assilla il sistema e che non possiamo essere così ingenui dal pensare che verrà sanata da una trasformazione “sic et simplicer” ovverosia da un passaggio di sistema da un meccanismo privatistico ad uno statale.
Sorge, quindi, spontanea una domanda: Che fine hanno fatto tutti gli esuberi di personale sin qui denunciati dalle oltre cento strutture provinciali, attuali concessionari che domani verranno accorpati in unica società?
Allo stato attuale le stime dell’associazione datoriale ne contavano oltre 5000, quindi la fusione del sistema in una struttura unica centrale ne dovrebbe produrre un numero maggiore. Questa considerazione sembra vera non solo perché ovvia ma anche perché avvalorata dal comma 18. Infatti la norma aumenta la manovra dei cosiddetti “prepensionamenti” da 5 ad 8 anni e porta il limite minimo a 57 anni di età e/o al combinato di 27 anni di lavoro per potere essere mirino di un collocamento in quiescenza che potremmo definire virtuale.
Se approfondissimo ancor più l’esame del testo sorgerebbe un altro problema: il Fondo finanzia tale “sostegno” con propri fondi per sette anni, dopo questo periodo l’onere ricadrà di nuovo sull’azienda e sui lavoratori, quindi in prospettiva, sul sistema pubblico e sul personale da esso acquisito.
Questo meccanismo deforma profondamente l’attuale regolamento del fondo in quanto la gestione straordinaria prenderà il posto di quella ordinaria.
Infatti oggi il fondo è costituito per formare e riconvertire professionalmente il personale esattoriale. Obiettivo è mantenerlo al lavoro anche con una diversa qualificazione professionale.
Il progetto futuro appare come una vera e propria “rottamazione” delle professionalità esattoriali, poste a riposo ben otto anni prima dei limiti di pensione ordinari.
Questa riforma, inoltre, cancella ogni consultazione sindacale prevista da riferimenti giuslavoristici europei (costantemente ripresi dai nostri contratti di lavoro) nella previsione di una scontata acquiescenza dei sindacati di fronte alla garanzia offerta sul mantenimento dell’occupazione, realizzata con il passaggio di tutto il personale nella “Riscossione s.p.a”.
Purtroppo la mancanza del rinnovo dei contratti di lavoro penalizza tutto il personale esattoriale che, nella illusione di pari condizioni retributive e previdenziali, vede sfumare gli aumenti che sarebbero già dovuti maturare entro la realistica previsione di un totale blocco degli stipendi, almeno sino a quando non saranno raggiunti da quelli del pubblico impiego.
http://www.labitaliaonline.it/media/doc/199_LA_RIFORMA.doc
 
FaGal ha scritto:
9. I lavoratori del settore Riscossione tributi
Relativamente alle ricadute della riforma sul personale, il decreto legge n. 203 in esame prevede quattro punti di seguito analizzati e commentati nei loro aspetti più significativi da Gian Paolo Brini e Bruno Pastorelli, rispettivamente il primo già presidente del sindacato dirigenti, l’altro nel coordinamento esattoriali Fabi.
Le osservazioni si limitano agli obiettivi che la Riforma si prefigge ed al modo con cui si vuole raggiungerli.
Partendo dal personale dipendente dal Consorzio nazionale concessionari - Cnc, che,come abbiamo visto dal 1 ottobre 2006 dovrà operare in forma di società per azioni,va notato che la riforma
conseguentemente coinvolge il personale stesso in una fase di trasformazione o ristrutturazione della azienda. Di questo va tenuto conto nell’ottica generale che lega tutto il personale addetto alla riscossione all’interno del Fondo a sostegno del reddito e dell’occupazione.
Al riguardo il comma 15 del provvedimento,nella parte seconda,prevede esplicitamente che a questi lavoratori dipendenti sono applicate le condizioni normative,economiche,giuridiche e previdenziali previste per i lavoratori di cui al comma 16 successivo
Il comma 16,così recita: Dal 1º ottobre 2006 i dipendenti delle società non acquistate dalla Riscossione spa, in servizio alla data del 31 dicembre 2004 con contratto di lavoro a tempo indeterminato e per i quali il rapporto di lavoro e ancora in essere alla predetta data del 1º ottobre 2006, sono trasferiti alla stessa Riscossione spa, sulla base della valutazione delle esigenze operative di quest'ultima, senza soluzione di continuità e con garanzia della posizione giuridica, economica e previdenziale maturata alla dalla di entrata in vigore del presente decreto.
Il punto 16 offre la garanzia di prosecuzione del rapporto di lavoro a tutto il personale che passerà alle dipendenze della Riscossione s.p.a. sia che si trovi alle dipendenze di una società acquisita (il cui passaggio avviene immediatamente) e sia che si trovi in una società non acquistata dalla nuova struttura riformata ,per il quale va fatto una valutazione delle esigenze operative.
Il predetto personale non può essere trasferito senza consenso del lavoratore in altra sede territoriale fino al 31 dicembre 2010.Resta fermo il riconoscimento di miglioramenti economici contrattuali tabellari previsti dal rinnovo in corso alla data di entrata in vigore del decreto, nei limiti di quanto già concordato nel settore del credito
Il comma 17 stabilisce che gli acquisti di cui al comma 7 lasciano immutata la posizione giuridica economica e previdenziale del personale maturata alla data di entrata in vigore del presente decreto; a tali operazioni,cioè, non si applicano le disposizioni dell’articolo 47 della legge 29 dicembre l990,
n. 428 che escludono la trattativa prevista dalla legge e la procedura ad essa conseguente,ripresa dai contratti di categoria, nei casi di trasferimento di azienda.
Il comma 18 stabilisce che restano ferme le disposizioni relative al fondo di previdenza di cui alla legge 2 aprile 1958, n. 377, e successive modificazioni. Alle prestazioni straordinarie di cui all’art.5,comma 1,lettera b),n.1 del decreto del ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il ministro dell’economia e delle finanze 24 novembre 2003, n. 375,sono ammessi i soggetti individuati dall’art.2 del citato decreto n.375 del 2003, per i quali la relativa richiesta sia presentata entro dieci anni dall’entrata in vigore dello stesso decreto n. 375 del 2003. Tali prestazioni straordinarie sono erogate dal fondo costituito ai sensi del decreto n.375 del 2003,per un massimo di 96 mesi dalla data di accesso alle prestazioni stesse, in favore dei predetti soggetti che conseguano la pensione entro un periodo massimo di 96 mesi dalla data di cessazione del rapporto di lavoro, su richiesta del datore di lavoro e fino alla maturazione del diritto alla pensione di anzianità o di vecchiaia.
Il punto 18 si rivolge a tutto il personale della riscossione ed indica la normativa già prevista dal Fondo a sostegno del reddito e dell’occupazione quale garanzia di sostegno del reddito. Ne estende gli effetti ad un periodo più ampio di quello stabilito dal regolamento in vigore passando da un periodo di 5 anni (60 mesi) a 96 mesi quale spazio utilizzabile (8 anni) per prepensionare il personale in eccedenza.
Dal 1 ottobre del 2006 avremo, quindi, due società per azioni nata la prima dalla fusione delle attuali concessioni nella “Riscossione s.p.a.” l’altra dalle ceneri del CNC.
Non dobbiamo però scordarci della crisi che, oggi, assilla il sistema e che non possiamo essere così ingenui dal pensare che verrà sanata da una trasformazione “sic et simplicer” ovverosia da un passaggio di sistema da un meccanismo privatistico ad uno statale.
Sorge, quindi, spontanea una domanda: Che fine hanno fatto tutti gli esuberi di personale sin qui denunciati dalle oltre cento strutture provinciali, attuali concessionari che domani verranno accorpati in unica società?
Allo stato attuale le stime dell’associazione datoriale ne contavano oltre 5000, quindi la fusione del sistema in una struttura unica centrale ne dovrebbe produrre un numero maggiore. Questa considerazione sembra vera non solo perché ovvia ma anche perché avvalorata dal comma 18. Infatti la norma aumenta la manovra dei cosiddetti “prepensionamenti” da 5 ad 8 anni e porta il limite minimo a 57 anni di età e/o al combinato di 27 anni di lavoro per potere essere mirino di un collocamento in quiescenza che potremmo definire virtuale.Se approfondissimo ancor più l’esame del testo sorgerebbe un altro problema: il Fondo finanzia tale “sostegno” con propri fondi per sette anni, dopo questo periodo l’onere ricadrà di nuovo sull’azienda e sui lavoratori, quindi in prospettiva, sul sistema pubblico e sul personale da esso acquisito.
Questo meccanismo deforma profondamente l’attuale regolamento del fondo in quanto la gestione straordinaria prenderà il posto di quella ordinaria.
Infatti oggi il fondo è costituito per formare e riconvertire professionalmente il personale esattoriale. Obiettivo è mantenerlo al lavoro anche con una diversa qualificazione professionale.
Il progetto futuro appare come una vera e propria “rottamazione” delle professionalità esattoriali, poste a riposo ben otto anni prima dei limiti di pensione ordinari.
Questa riforma, inoltre, cancella ogni consultazione sindacale prevista da riferimenti giuslavoristici europei (costantemente ripresi dai nostri contratti di lavoro) nella previsione di una scontata acquiescenza dei sindacati di fronte alla garanzia offerta sul mantenimento dell’occupazione, realizzata con il passaggio di tutto il personale nella “Riscossione s.p.a”.
Purtroppo la mancanza del rinnovo dei contratti di lavoro penalizza tutto il personale esattoriale che, nella illusione di pari condizioni retributive e previdenziali, vede sfumare gli aumenti che sarebbero già dovuti maturare entro la realistica previsione di un totale blocco degli stipendi, almeno sino a quando non saranno raggiunti da quelli del pubblico impiego.
http://www.labitaliaonline.it/media/doc/199_LA_RIFORMA.doc

questo e' quello che dico e che diceva Draghi... l'assurdita' e' tutta in quella frase...
 
Martedì 30 Ottobre 2007, 0:00

Tarsu, congelati i conti correnti

Di di Alessandra Ricciardi

Il problema, per gli agenti delle società di riscossione, è stato riuscire a individuare cosa potessero pignorare. Una scuola, a differenza di un normale contribuente moroso, ha infatti poche fonti di denaro aggredibili. Si possono mettere le ganasce ai pulimini, certo, ma solo nei casi in cui magari sono stati donati e non sono di proprietà del comune, e, comunque, si tratta di poca roba. Meglio congelare i conti correnti delle scuole, che vengono periodicamente alimentati dal ministero della pubblica istruzione per pagare le spese vive e minute, dall'acquisto del materiale di cancelleria alle supplenze per brevi periodi di assenza dal lavoro dei docenti titolari. Detto, fatto. In queste ultime settimane, le varie società di riscossione, a partire dalla Equitalia spa, i cui soci sono Agenzia delle Entrate (51%) e Inps (49%), hanno cominciato a presentare il conto agli istituti che in questi anni non hanno pagato la Tarsu, la tassa sulla raccolta dei rifiuti. Per un debito complessivo stimato in circa 200 milioni di euro. Un conto salato, che è diventato ancora più salato con il passare del tempo, perché ci sono pure gli interessi di mora e le spese che intanto sono lievitate. E, per chi non paga, si passa alla fase esecutiva. E' il caso, per esempio, di un istituto di Lecce, a cui Equitalia spa ha congelato il conto fino a concorrenza del debito che ammonta a oltre 92 mila euro. O di un altro istituto, sempre a Lecce, il cui pignoramento è per circa 25 mila euro. Il bello però deve ancora venire. Perché finora i casi di messa in mora e pignoramento sono poche decine, da Cuneo a Cesena, da Forlì a Lecce a Ferrara, ma siamo solo all'inizio, come spiega l'amministratore delegato di Equitalia, Attilio Befera: "Fin quando qualcuno non dirà di fermarci, noi non lo faremo. Piena disponibilità a venire incontro alle specificità del settore, ma stando così le cose, a normativa invariata, le scuole devono essere trattate al pari degli altri contribuenti". E, dunque, sì a tutte le procedure utili per riscuotere il credito vantato da anni dai comuni. La misura più estrema è appunto quella del congelamento dei c.c., che comporta il blocco automatico di tutti i pagamenti che fanno capo alla scuola. Nell'indisponibilità degli istituti sono finiti pure il fondo per le spese di personale e i contributi eventualmente dati dai genitori per attività aggiuntive. Una situazione impensabile fino a un poche settimane fa, quando il debito per la Tarsu era sì oggetto di continue diatribe tra comuni e dirigenti scolastici, tra ministero della pubblica istruzione e Anci, l'associazione nazionale dei comuni italiani, ma il pignoramento era un'ipotesi che restava sulla carta. Viale Trastevere è già intervenuto d'urgenza in alcune realtà per evitare gli effetti del blocco totale dei conti. Ma, a questo punto, non si tratta più solo di casi sporadici, la sensazione è che si è in presenza di una slavina inarrestabile. "Quello che è certo è che le scuole sono davanti a un baratro", spiega Giorgio Rembado, presidente dell'associazione nazionale presidi che ha scritto al ministro degli affari regionali, Linda Lanzillotta, per chiedere un intervento urgente. "Le scuole sono già con l'acqua alla gola, il blocco dei conti è insostenibile", aggiunge il segretario della Uil scuola, Massimo Di Menna. Messi in allerta dal crescendo rossiniano delle segnalazioni, al ministero dell'istruzione hanno attivato contatti con l'Associazione guidata da Leonardo Domenici per spuntare un pagamento forfetario della Tarsu pregressa, fermo restando che dal prossimo gennaio dovrebbe essere lo stesso dicastero a pagarla direttamente. Una proposta di accordo che finora, però, può vantare sul piatto della bilancia una cinquantina di milioni di euro. Un quarto del debito complessivo delle scuole.

Fonte: Yahoo Notizie
 
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