Sai-Fondiaria

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Non sono un esperto di materie legali, ma al di là di considerazioni più generali sul diritto e la giustizia, non credo che sia possibile investire i propri risparmi al fine di trarne un guadagno attribuendo nessun rilievo alle "regole del gioco" (quelle che dovrebbero valere per tutti) e dando altresì esclusiva importanza all'approfondimento delle relazioni tra variabili macroeconomiche piuttosto che all'analisi dei segnali (peraltro a mio giudizio importanti) derivanti dall'at piuttosto che alla lettura dei dati di bilancio.

Giorni fa ho iniziato una riflessione sul forum del mercato italiano relativa agli ultimi sviluppi della vicenda Sai-Fondiaria. Mi sono reso conto (tardivamente) che quella sede non era il luogo più idoneo per approfondimenti di questo tipo. Allora ho contattato in privato V&S (persona squisita, verso la quale sento già un sentimento di gratitudine) illustrandogli le mie idee sul caso. V&S mi ha sollecitato ad intervenire qui ritenendo fosse possibile estendere il discorso ad un maggior numero di persone. In questo post riporto il testo della decisione che la Consob ha adottato quattro giorni fa ed un estratto della sentenza del TAR del Lazio emessa a fine ottobre e che ha obbligato l'Organo di Vigilanza a riconsiderare quanto deciso nel mese di maggio. Date le mie capacità in rapporto al posto in cui mi trovo non credo potessero risultare particolarmente utili miei commenti ai documenti in esame: sicuramente chi si occupa di questioni legali ne deriverà idee e conclusioni più calzanti delle mie (ho peraltro omesso di riportare tutta una serie di considerazioni derivanti anche dalla lettura della decisione che la Consob ha adottato nel mese di maggio; ognuno può trovarla facilmente e farsi un'idea al riguardo). Ho fatto quel che potevo; a questo punto chiunque volesse dare un suo contributo sulla questione naturalmente è il benvenuto.
Grazie e ciao


<< Comunicato stampa sulla vicenda Sai-Fondiaria del 18 dicembre 2002

1. In data 10 agosto 2001, la Consob, con riguardo al contratto di compravendita del 28,7% circa del capitale ordinario di Fondiaria stipulato il 1° luglio 2001 tra la Montedison S.p.A. e la Sai S.p.A., aveva reso noto che le modalità con cui era avvenuta la transazione facevano desumere, al momento, l’esistenza di un patto parasociale, anche in forma non scritta, rilevante ai sensi dell’art. 122, comma 5, lett. c) e d), del d.lgs. 58/98 (“TUF”), fra Sai e Mediobanca per l’acquisto di azioni Fondiaria e per la gestione di quella società. Pertanto, rendeva noto la Consob, se e quando si fosse concluso il trasferimento da Montedison a Sai della predetta partecipazione, Sai e Mediobanca, che a sua volta possedeva il 13,78% di Fondiaria, si sarebbero trovate a detenere complessivamente oltre il 30% di Fondiaria determinando così un obbligo solidale di opa secondo quanto previsto dall’art. 109 TUF.

2. In data 17 maggio 2002 la Consob, in un contesto significativamente modificato, nell’esaminare i successivi comportamenti delle parti interessate - per quanto era stato possibile conoscere - non aveva rinvenuto indizi gravi, precisi e concordanti tali da poter affermare che il citato patto parasociale tra Sai e Mediobanca potesse essere considerato ancora vigente, ovvero idoneo a configurare altri patti rilevanti ai sensi dell’art. 122 TUF.

3. In data 10 ottobre 2002 l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, avendo acquisito elementi documentali aventi ad oggetto l’operazione Sai/Fondiaria, ha ritenuto necessario avviare un’istruttoria su siffatta operazione nei confronti di tutte le imprese che ne erano parte (Premafin, Mediobanca, Sai e Fondiaria).

4. La Consob ha reputato necessario riaprire la relativa istruttoria nello svolgimento della quale è stato possibile acquisire nuova documentazione individuabile nel provvedimento di detta Autorità Garante utile ai fini degli accertamenti di competenza. Nel corso dell’istruttoria sono stati anche auditi i soggetti che lo avevano espressamente richiesto.

Avendo debitamente valutati i nuovi documenti, quanto dichiarato dalle parti audite nonché le memorie presentate al riguardo dalle stesse, la Commissione ha ritenuto di avere acquisito elementi circostanziati prima non disponibili circa l’effettivo comportamento delle parti, i quali oggi le consentono di valutare altresì in una diversa prospettiva i fatti esaminati in occasione della decisione del 17 maggio.

A conclusione dell’avvenuto esame degli elementi documentali e di quanto rappresentato dalle parti la Commissione ha ritenuto che:

- dai nuovi documenti acquisiti sono emersi indizi gravi, precisi e concordanti tali da poter desumere che un patto occulto fra Sai e Mediobanca, rilevante ai sensi dell’articolo 122, comma 5, lett. c) e d), TUF, rilevato dalla Consob nell’agosto 2001, ha continuato a produrre effetti; dai nuovi documenti sono emersi, inoltre, elementi tali da configurare la partecipazione a tale patto anche da parte di Premafin S.p.A.;

- dai nuovi documenti acquisiti sono emersi indizi gravi, precisi e concordanti tali da poter desumere che i cinque investitori a cui, in data 18 febbraio 2002 sono state trasferite le azioni Fondiaria ancora in possesso di Montedison nonché le azioni Fondiaria in possesso di Sai, sono da considerare soggetti interposti della Sai nell’acquisto delle azioni Fondiaria;

- la partecipazione complessiva posseduta dai predetti investitori come soggetti interposti è quindi, ai sensi dell’art. 105 del TUF, da attribuire indirettamente alla stessa Sai. Pertanto, sin dal 18 febbraio 2002, data in cui le azioni Fondiaria sono state trasferite agli investitori, Sai/Premafin e Mediobanca, unite dal predetto patto parasociale, hanno congiuntamente superato la soglia del 30% in Fondiaria divenendo pertanto obbligate in solido a promuovere entro trenta giorni un’opa totalitaria sulle azioni Fondiaria secondo quanto previsto dagli artt. 106 e 109 TUF.

Riguardo all’obbligo di promuovere l’offerta, le condizioni e le modalità temporali di adempimento sono da considerare non derogabili, non essendo previsto in capo all’Autorità di controllo alcun potere di intervento rispetto a tali profili: nel sistema delineato dal TUF, infatti, l’obbligo di promuovere l’offerta entro trenta giorni discende, in capo ai soggetti tenuti, direttamente dalla legge e non può in alcun modo derivare da determinazioni della Consob.

Quanto sopra, trova conferma oltrechè nel dettato letterale della norma anche nella ratio sottesa all’istituto dell’opa successiva totalitaria, considerando che:

- per poter rispettare le finalità dell’istituto, l’offerta promossa dopo i trenta giorni stabiliti dall’art. 106, comma 1, del TUF, dovrebbe essere in grado di garantire il medesimo “risultato” di un’opa effettuata “tempestivamente”, ossia dovrebbe poter essere realizzata a condizioni del tutto analoghe a quelle che si sarebbero avute in caso di effettuazione nei termini, con particolare riferimento al prezzo e ai destinatari dell’offerta;

- detta equivalenza non è realizzabile con riguardo a quegli ipotetici destinatari dell’offerta originaria che abbiano nel frattempo dismesso la propria partecipazione nella società interessata, e che verrebbero pertanto a trovarsi nella materiale impossibilità di apportare i titoli ad un’offerta successivamente promossa.

La Consob ha inoltre rilevato che, essendo decorso fin dal 21.3.2002 il citato termine di trenta giorni previsto per la promozione dell’opa obbligatoria, si applicano sin dal precedente 18 febbraio le disposizioni di cui all’art. 110 del Testo Unico.

Per cui, a decorrere dal 18 febbraio 2002, opera la sospensione del diritto di voto relativo alle azioni Fondiaria detenute da Sai - anche indirettamente tramite i soggetti interposti - e Mediobanca; sussiste inoltre l’obbligo di alienare le azioni eccedenti la soglia del 30% rispetto alla partecipazione complessivamente posseduta dalle parti interessate entro i dodici mesi dall’insorgere dell’obbligo.

Avuto riguardo alle assemblee tenutesi successivamente all’insorgere dell’obbligo di opa solidale (18.2.2002), rispettivamente, in data 30 maggio 2002 e 19 settembre 2002, per le quali deve essere considerata operante la sospensione del diritto di voto, dall’esame dei verbali assembleari è risultato che le relative delibere sono state assunte senza che il voto dei destinatari del divieto sia stato determinante: non ricorre, pertanto, il presupposto richiesto dall’art. 14, comma 5 (richiamato dall’art. 110 TUF) per l’esercizio del potere di impugnativa da parte della Consob.

Roma, 18 dicembre 2002 >>
 
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