SANZIONI, il più grosso errore della recente storia internazionale

  • Obbligazione Societe Generale – Tasso fisso in Euro

    Questa obbligazione prevede il pagamento di tre cedole fisse, corrisposte su base semestrale, ad un tasso annuo lordo del 3,25% e il rimborso del 100% del Valore Nominale a scadenza. Durante la sua vita, il valore di mercato dell’obbligazione può essere diverso dal Valore Nominale. L’investitore potrà quindi acquistare l’obbligazione a prezzi inferiori o superiori al Valore Nominale; il rimborso del Valore Nominale è garantito esclusivamente a scadenza.
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Un altro che ha capito tutto.

Le sanzioni servono a indebolire la produzione di armamenti moderni della Russia, e ci stanno riuscendo perfettamente, infatti tutta l'industria pesante e avanzata è fortemente in crisi. Tutta la produzione di automobili e furgoni è bloccata, figuriamoci costruire carri armati e missili per la guerra.

Lo scopo primario era questo.


indebolire la produzione di armamenti moderni della Russia :asd:
cosa vuoi che ti risponda..:rolleyes::censored:
 

Hand_of_Devil

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Il punto però è un altro e NON è eludibile: NON fare le sanzioni, intanto non è detto che ci avrebbe messo al riparo dai ricatti sul gas, anzi: come arma di pressione accessoria verso gli USA, anzi.
... Di certo avrebbe provocato serissime tensioni nella NATO fino al collasso ergo sarebbe stato come consegnarci legati come salami nelle mani di russi e cinesi, che, piaccia o meno NON sono nostri amici: Non credo proprio che necessitino dei coriandoli verdi ed arancioni della nostra cartamoneta ...

Direi che poi l'entrata nella NATO di Svezia e Finlandia la dice lunga: Svezia è da 100/150 anni (nn ricordo) che è neutrale, pure nella WW2 era neutrale... Fecero (i russi) una esercitazione nucleare sui cieli della Svezia per dirne una.

(Nel 2013 la Russia ha simulato un attacco nucleare contro la Svezia sganciando per finta ordigni atomici sopra il territorio del paese europeo.
lg.php

Due bombardieri strategici Tupolev Tu-22M3 scortati da quattro jet da combattimento Sukhoi Su-27 hanno attraversato il Golfo di Finlandia e sono entrati 24 miglia di territorio svedese al largo dell’isola di Gotland, a 100 miglia da Stoccolma, il 29 marzo 2013. In quell’occasione la reazione delle Swedish Armed Forces fu inappropriata,)

https://formiche.net/2016/02/quella-volta-che-la-russia-simulo-un-attacco-nucleare-svezia/


Ciò che NON è ancora chiaro è che c'è un signore che vive a Mosca che vive con le lancette ferme al 1950 - e di fatto sta proponendo lo scontro tra due sistemi, quello Occidentale ed il suo, nella speranza di ritagliare di nuovo alla Storia un ruolo alla sua russia.

Circa l'energia scontiamo problemi di ideologie che sono duri a scomparire - Il rifiuto del nucleare... per esempio, e la presenza di una classe che ha lucrato a non finire sull'economicità del gas russo.
Io non sono preparato su questo discorso come altri utenti quindi non mi metto a sindacare ne in un caso ne nell'altro, chiedo soltanto perchè ci deve andare di mezzo la classe media europea a casa propria e perchè i nostri "leader" navigano a vista perchè a questo punto è ovvio che non hanno un piano di lunga durata.

Facciamo finta che la russia collassa economicamente e noi gli andiamo dietro il mese dopo, ne è valsa la pena?

Comprendo perfettamente la necessità di rallentare in ogni modo possibile la macchina bellica che cerca di stritolare l'ucraina quello che trovo sbagliato è il modo che si è scelto oltre che il contesto.

Io ho l'impressione che per far smettere di far baccano il proprio vicino si sia deciso di segare i cavi del contatore del condominio pensando di andare a letto presto col buio ma senza ricordarsi che l'elettricità serve anche alla stufa per nonna e allo scaldabagno per il bambino.

Io come molti altri ammetto di parlare cosi perchè ne sono toccato economicamente, farmi portare il paninone e torta da glovo ormai è bel ricordo dei mesi scorsi causa budget e anche il condizionatore ormai lo accendo solo dopo le 10 di sera nel terrore della bolletta.
 

ccc

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qui non si discute se mettere le sanzioni alla Russia sia giusto o meno ma di come sono state messe e delle conseguenze economiche che pagheremo mentre Putin ha agito di anticipo e mentre noi attendiamo che si indebolisca i numeri almeno per il momento dicono tutt'altro.

abbiamo scelto di non alimentare l'economia Russa rifiutando di acquistare risorse energetiche senza potercelo permettere visti i disastri della politica italiana prona e scodinzolante di fronte ai bassi costi offerti dalla Russia senza creare uno straccio di backup mentre i nostri politici blaterano di accordi su forniture alternative che hanno a dir poco del ridicolo.

circa l'energia ha in parte ragione Lorenzo scontiamo problemi di ideologie e scelte autolesionistiche che hanno dell'incredibile ma ormai siamo in ballo e bisogna ballare, speriamo di uscirne con meno danni possibile.

Questo e' il punto.....adesso paghiamo di esserci messi nelle mani dello zar...scelta sbagliatissima quella della Ue..
 

ccc

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rimetto il "disegnino" per voi..:)

<< tizio smette di comprare risorse da caio pensando di punirlo e si fa male, di conseguenza caio vende le risorse a sempronio e non solo non si fa male ma si piazza istantaneamente in una posizione di vantaggio.

nel caso di equilibrio nucleare il risultato è scontato, quando uno col FIAT incontra uno con le risorse, quello col FIAT è un uomo morto..>>

visto anche che l'isolamento economico e politico della Russia esiste solo solo nella mente di chi rifiuta di prendere atto della realtà,
continuate a sognare ma occhio al risveglio...:D

Certo....vedo che hai capito proprio tutto.....(e' ironico).
 

Barry

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... farmi portare il paninone e torta da glovo ormai è bel ricordo dei mesi scorsi causa budget...

Scusa ma ti sembrava normale farsi portare a casa i panini e le torte da Glovo?
A me no , specialmente se non mettevi niente da parte come mi pare di capire ...
 

ccc

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Per chi pensa che le sanzioni non facciano male alla Russia....

25 luglio2022

I ritiri delle imprese e le sanzioni stanno schiacciando l’economia russa nel breve e nel lungo termine», affermano Jeffrey Sonnenfeld, professore di Lester Crown in pratica manageriale e preside associato senior presso la Yale School of Management, e Steven Tian, direttore della ricerca presso lo Yale Chief Executive Leadership Institute.

La ricerca è stata motivata dai due docenti con la necessità di disporre di analisi indipendenti e complete, in quanto da una parte la Russia rilascia sempre meno dati sull’economia del Paese, dall’altra c’è una «mancanza di comprensione, da parte di molti politici e commentatori occidentali, circa le dimensioni economiche dell’invasione dell’Ucraina e di cosa abbia significato per il posizionamento economico della Russia, sia a livello nazionale che globale.

La mancanza di dati ufficiali, veritieri, è alla base di questa ‘mancanza di comprensione‘ che genera, secondo i ricercatori, delle false certezze circa la non efficacia delle sanzioni. Così, «molte delle analisi, previsioni e proiezioni economiche russe eccessivamente ottimistiche che sono proliferate negli ultimi mesi, condividono un difetto metodologico cruciale: queste analisi traggono la maggior parte, se non tutte, le prove sottostanti dai periodici comunicati economici dello stesso governo russo. I numeri diffusi dal Cremlino sono stati a lungo ritenuti largamente se non sempre credibili, ma ci sono alcuni problemi».
E i problemi derivano dalla mancanza di dati certi, appunto. I «rilasci economici del Cremlino stanno diventando sempre più selezionati, parziali e incompleti, eliminando selettivamente metriche sfavorevoli. Il governo russo ha progressivamente trattenuto un numero crescente di statistiche chiave che, prima della guerra, venivano aggiornate mensilmente, inclusi tutti i dati sul commercio estero. Tra questi sono le statistiche relative alle esportazioni e alle importazioni, in particolare con l’Europa; dati sulla produzione mensile di petrolio e gas; quantità di merci esportate; afflussi e deflussi di capitali; bilanci delle grandi società, che prima venivano rilasciati su base obbligatoria dalle stesse società; dati di base monetaria della banca centrale; dati sugli investimenti diretti esteri; dati relativi al prestito e all’origine del prestito; e altri dati relativi alla disponibilità del credito».
«Dal momento che il Cremlino ha smesso di rilasciare numeri aggiornati, limitando la disponibilità di dati economici a cui i ricercatori possono attingere, molte previsioni economiche eccessivamente rosee hanno estrapolato irrazionalmente i rilasci economici dai primi giorni dell’invasione, quando le sanzioni e la ritirata degli affari non avevano avuto pieno effetto. Anche le statistiche favorevoli che sono state rilasciate sono dubbie, data la pressione politica esercitata dal Cremlino per corrompere l’integrità statistica».

A questo punto, i ricercatori della Yale University i dati se li sono cercati e raccolti da se, andando alla fonte e estrapolando il dato grezzo, «inclusi dati sui consumatori ad alta frequenza, controlli cross-channel, comunicati dei partner commerciali internazionali della Russia», ecc…
Sulla base di questo complesso lavoro, «siamo in grado di sfidare nove miti ampiamente diffusi ma fuorvianti sulla presunta resilienza economica della Russia», affermano Jeffrey Sonnenfeld e Steven Tian.

In primo luogo: capitolo gas.
Non è vero che la Russia può reindirizzare le sue esportazioni di gas e vendere in Asia invece che in Europa. E’ uno dei temi più dibattuti ed ampiamente sostenuto quello del reindirizzamento delle esportazioni del settore energetico in Asia. «Meno del 10 per cento della capacità di gas della Russia è gas naturale liquefatto, quindi le esportazioni di gas russe continuano a dipendere da un sistema di gasdotti fissi che trasportano gas convogliato. La stragrande maggioranza degli oleodotti russi scorre verso l’Europa; quei gasdotti, che hanno origine nella Russia occidentale,non sono collegabili a una nascente rete separata di gasdotti che collegano la Siberia orientale all’Asia, che contiene solo il 10% della capacità della rete europea di gasdotti.
Rappresentavano, infatti, i 16,5 miliardi di metri cubi di gas esportati dalla Russia in Cina lo scorso anno, meno del 10 per cento dei 170 miliardi di metri cubi di gas naturale inviati dalla Russia in Europa. I progetti di gasdotti asiatici a lungo pianificati e attualmente in costruzione sono ancora lontani anni dall’entrare in funzione, tanto meno avviati frettolosamente nuovi progetti, e anche il finanziamento di questi costosi progetti di gasdotti ora mette la Russia in notevole svantaggio. Nel complesso, la Russia ha bisogno dei mercati mondiali molto più di quanto il mondo abbia bisogno delle forniture russe. L’Europa ha ricevutol’83% delle esportazioni di gas russe, ma ha attinto solo il 46% della propria fornitura dalla Russia nel 2021. Con una connettività limitata dei gasdotti verso l’Asia, più gas russo rimane sottoterra; infatti, i dati pubblicati dalla compagnia energetica statale russa Gazprom mostrano che la produzione è già diminuita di oltre il 35% su base annua questo mese».

L’altro capitolo energetico è il petrolio. Non è vero che, poiché il petrolio è più fungibile del gas, Putin può semplicemente vendere più petrolio all’Asia.

Le esportazioni petrolifere russe allo stato attuale riflettono il ridotto peso economico e geopolitico di Putin. «Riconoscendo che la Russia non ha nessun altro a cui rivolgersi e consapevoli di avere più opzioni di acquisto di quante ne abbia la Russia di acquirenti, Cina e India stanno ottenendo uno sconto senza precedenti di circa 35 dollari sugli acquisti di petrolio degli Urali russi, anche se lo spread storico non è mai andato oltre i 5 dollari, neanche durante la crisi della Crimea del 2014». Inoltre, «le petroliere russe impiegano in media 35 giorni per raggiungere l’Asia orientale, contro i 2 o 7 giorni per raggiungere l’Europa», questo era uno dei motivi per cui storicamente solo il 39% del petrolio russo è andato in Asia, contro il 53% destinato all’Europa.
«Questa pressione sui margini è fortemente sentita dalla Russia, poiché è così un produttore a costi relativamente elevati rispetto agli altri principali produttori di petrolio, con alcuni dei break-even più alti di qualsiasi altro Paese produttore. Inoltre, l’industria russa dipende da tempo dalla tecnologia occidentale, che, combinata con la perdita sia dell’ex mercato primario russo che del ridotto peso economico della Russia, porta il Ministero dell’Energia russo a rivedere al ribasso le sue proiezioni sulla produzione di petrolio a lungo termine. Non c’è dubbio che, come predetto da molti esperti di energia, la Russia sta perdendo il suo status di superpotenza energetica, con un deterioramento irrevocabile del suo posizionamento economico strategico come fornitore di materie prime affidabile».

Terzo ‘mito‘ che la ricerca smentisce, quello che la Russia stia compensando le attività e le importazioni occidentali perse sostituendole con importazioni dall’Asia.

Le importazioni rappresentano «circa il 20 per cento del PIL russo, e, nonostante le bellicose manie di autosufficienza totale di Putin, il Paese ha bisogno di input, componenti e tecnologia cruciali da partner commerciali esitanti. Nonostante alcune perdite persistenti nella catena di approvvigionamento, le importazioni russe sono crollate di oltre il 50% negli ultimi mesi. La Cina non è entrata nel mercato russo nella misura in cui molti temevano; infatti, secondo i più recenti comunicati mensili dell’Amministrazione generale delle dogane cinese, le esportazioni cinesi verso la Russia sono crollate di oltre il 50% dall’inizio dell’anno ad aprile, passando da oltre 8,1 miliardi di dollari mensili a 3,8 miliardi di dollari. Considerando che la Cina esporta negli Stati Uniti sette volte di più rispetto alla Russia, sembra che le aziende cinesi siano più preoccupate di entrare in conflitto con le sanzioni statunitensi che di perdere posizioni marginali nel mercato russo, riflettendo la debole mano economica della Russia con i suoi partner commerciali globali».

Una delle conseguenze è che il consumo interno russo e la salute dei consumatori traballano, contrariamente a quanto alcuni sostengono circa la resilienza e la ‘salute’ dei consumatori.

«Alcuni dei settori più dipendenti dalle catene di approvvigionamento internazionali, sono stati colpiti da un’inflazione debilitante intorno al 40-60%, su volumi di vendita estremamente bassi. Ad esempio, le vendite di auto estere in Russia sono diminuite in media del 95% tra le principali case automobilistiche, con un totale arresto delle vendite.
Tra la carenza di offerta, l‘aumento dei prezzi e il calo del sentimento dei consumatori, non sorprende che le letture dell’indice dei responsabili degli acquisti russi, che catturano il modo in cui i gestori degli acquisti vedono l’economia, siano precipitate, in particolare per i nuovi ordini, insieme ai crolli della spesa dei consumatori e delle vendite al dettaglio dati di circa il 20% anno su anno. Altre letture di dati ad alta frequenza come le vendite di e-commerce all’interno di Yandex e il traffico dello stesso negozio nei siti di vendita al dettaglio di Mosca, rafforzano i forti cali della spesa e delle vendite dei consumatori, indipendentemente da ciò che dice il Cremlino».

Quinto ‘mito‘ sfatato dalla ricerca, è quello che le aziende globali non si sarebbero davvero ritirate dalla Russia, e che la fuga di affari, capitali e talenti dalla Russia sia sopravvalutata.

Le imprese globali rappresentano circa il 12% della forza lavoro russa (5 milioni di lavoratori) e, a seguito del ritiro dagli affari, oltre 1.000 aziende, che rappresentano circa il 40% del PIL russo, hanno ridotto le operazioni nel Paese, invertendo tre decenni di investimenti esteri e sostenere la fuga simultanea senza precedenti di capitali e talenti in un esodo di massa di 500.000 individui, molti dei quali sono esattamente i lavoratori altamente qualificati e tecnicamente qualificati che la Russia non può permettersi di perdere. Anche il sindaco di Mosca ha riconosciuto una prevista massiccia perdita di posti di lavoro mentre le imprese stanno attraversando il processo di uscita completa».

Sesto: non è vero che Putin abbia un avanzo di bilancio grazie ai prezzi elevati dell’energia.


La Russia, sostiene la ricerca, è «sulla buona stradaper registrare un deficit di bilancio quest’anno equivalente al 2% del PIL, secondo il suo stesso Ministro delle finanze -una delle poche volte in cui il bilancio è stato in deficit da anni, nonostante i prezzi elevati dell’energia- grazie alla spesa insostenibile di Putin. Oltre ai drammatici aumenti delle spese militari, Putin sta ricorrendo a un intervento fiscale e monetario palesemente insostenibile, tra cui una lunga lista di progetti preferiti del Cremlino, che hanno tutti contribuito a far quasi raddoppiarel’offerta di denaro in Russia dall’inizio dell’invasione. La spesa sconsiderata di Putin sta chiaramente mettendo a dura prova le finanze del Cremlino».

Settimo: non è vero che le riserve del Cremlino permettano al Paese di tenere botta a questa situazione finanziaria prodotto della guerra in Ucraina e delle sanzioni occidentali.


La sfida più ovvia che deve affrontare il portafoglio russo «è il fatto che dei suoi circa 600 miliardi di dollari di riserve in valuta estera, accumulati da anni di entrate di petrolio e gas, 300 miliardi di dollari sono congelati e fuori portata con i Paesi alleati di Stati Uniti, Europa e Giappone che limitano l’accesso». Le rimanenti riserve valutarie si stanno assottigliando ad un ritmo allarmante, «di circa 75 miliardi di dollari dall’inizio della guerra. I critici sottolineano che le riserve ufficiali in valuta estera della banca centrale tecnicamente possono solo diminuire a causa delle sanzioni internazionali imposte alla banca centrale e suggeriscono che istituzioni finanziarie non sanzionate come Gazprombank potrebbero ancora accumulare tali riserve al posto della banca centrale. Sebbene ciò possa essere tecnicamente vero, allo stesso tempo non ci sono prove che suggeriscano che Gazprombank stia effettivamente accumulando riserve a causa di una notevole pressione sul proprio portafoglio prestiti.
Inoltre, sebbene il Ministero delle finanze avesse pianificato di ripristinare una regola di bilancio russa di lunga data secondo cui le entrate in eccesso dalle vendite di petrolio e gas dovrebbero essere incanalate nel fondo sovrano, Putin ha eliminatoquesta proposta e le linee guida di accompagnamento che dirigono come e dove la ricchezza nazionale viene allocata. Il fondo può essere speso, poiché il Ministro delle Finanze, Anton Siluanov, ha lanciato l’idea di ritirare fondi dal National Wealth Fund per un equivalente a un terzo dell’intero fondo per pagare questo deficit quest’anno. Se la Russia ha un deficit di bilancio cherichiede il prelievo di un terzo del suo fondo sovrano quando le entrate di petrolio e gas sono ancora relativamente forti, tutti i segnali indicano un Cremlino che potrebbe finire i soldi molto più velocemente di quanto convenzionalmente stimato».

Ottavo: la forza del rublo non è quella sbandierata da Putin.
«L’apprezzamento del rublo è un riflesso artificiale di un controllo del capitale draconiano senza precedenti, che è tra i più restrittivi al mondo. Le restrizioni rendono effettivamente impossibile per qualsiasi russo acquistare legalmente dollari o persino accedere alla maggior parte dei loro depositi in dollari, gonfiando artificialmente la domanda attraverso acquisti forzati da parte dei principali esportatori, che rimangono in gran parte in vigore. Il tasso di cambio ufficiale è fuorviante, in quanto il rublo, ovviamente, viene scambiato a volumi drasticamente ridotti rispetto a prima dell’invasione». Secondo molti rapporti, «gran parte di questo trading precedente è migrato verso mercati neri non ufficiali del rublo. Anche la Banca di Russia ha ammesso che il tasso di cambio è un riflesso più delle politiche del governo e un’espressione schietta della bilancia commerciale del Paese piuttosto che dei mercati valutari liquidi liberamente negoziabili».
I mercati finanziari nazionali russi, come indicatore sia delle condizioni presenti che delle prospettive future, affermano i ricercatori, «sono i mercati con le peggiori performance nel mondo intero quest’anno, nonostante i severi controlli sui capitali e hanno scontato una debolezza sostenuta e persistente all’interno dell’economia con liquidità e contrazione del credito -oltre al fatto che la Russia è sostanzialmente tagliata fuori dai mercati finanziari internazionali, limitando la sua capacità di attingere ai bacini di capitale necessari per rivitalizzare la sua economia paralizzata»

Nono e ultimo errore rilevato: il fatto che non siano necessarie ulteriori sanzioni economiche.
«L’economia russa è stata gravemente danneggiata, ma i ritiri dagli affari e le sanzioni applicate contro la Russia sono incompleti. Nonostante il deterioramento del posizionamento delle esportazioni della Russia, il Paese continua a trarre troppe entrate di petrolio e gas». Fondi che servono a sostenere la spesa interna stravagante di Putin che offusca le debolezze economiche strutturali. «La Kyiv School of Economics e il gruppo di lavoro internazionale Yermak-McFaul hanno aperto la strada nel proporre misure sanzionatorie aggiuntive attraverso sanzioni individuali, sanzioni energetiche e sanzioni finanziarie guidate dall’ex ambasciatore degli Stati Uniti in Russia Michael McFaul e dagli esperti Tymofiy Mylovanov, Nataliia Shapoval e Andriy Boytsun. Guardando al futuro, non c’è via d’uscita dall’oblio economico per la Russia finché i Paesi alleati rimarranno uniti nel mantenere e aumentare la pressione delle sanzioni». E gli studiosi concludono il documento auspicando l’implementazione delle sanzioni.



https://lindro.it/l-economia-della-russia-ai-tempi-della-guerra-in-ucraina/
 
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lorenzov1963

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Io non sono preparato su questo discorso come altri utenti quindi non mi metto a sindacare ne in un caso ne nell'altro, chiedo soltanto perchè ci deve andare di mezzo la classe media europea a casa propria e perchè i nostri "leader" navigano a vista perchè a questo punto è ovvio che non hanno un piano di lunga durata.

Facciamo finta che la russia collassa economicamente e noi gli andiamo dietro il mese dopo, ne è valsa la pena?

Comprendo perfettamente la necessità di rallentare in ogni modo possibile la macchina bellica che cerca di stritolare l'ucraina quello che trovo sbagliato è il modo che si è scelto oltre che il contesto.

Io ho l'impressione che per far smettere di far baccano il proprio vicino si sia deciso di segare i cavi del contatore del condominio pensando di andare a letto presto col buio ma senza ricordarsi che l'elettricità serve anche alla stufa per nonna e allo scaldabagno per il bambino.

Io come molti altri ammetto di parlare cosi perchè ne sono toccato economicamente, farmi portare il paninone e torta da glovo ormai è bel ricordo dei mesi scorsi causa budget e anche il condizionatore ormai lo accendo solo dopo le 10 di sera nel terrore della bolletta.

Partiranno le centrali a carbone -
Pomperanno + gas dai ns giacimenti
Ne porteremo + a casa da TAP

Non vedo un serio pericolo energetico per l'Italia, al netto che è probabile un razionamento

La Germania invece sembra messa peggio - Ma anche lì ripartiranno le centrali a carbone - Non credo che spegneranno le nuke.

Probabile che le nuke francesi saranno chiamate a dare una mano.

Nello specifico si vede come certe utopie siano tali vedi l'approccio all'energia della UE e segnatamente della Germania.

La UE nello specifico la BCE in qualche modo dovranno darsi da fare per far ripartire l'economia - E segare i potentati che sovrintendono alla formazione del prezzo dell'energia.

Stranamente Draghi è caduto proprio quando stava per intensificare la pressione sul cap price energetico...
 

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Scusa ma ti sembrava normale farsi portare a casa i panini e le torte da Glovo?
A me no , specialmente se non mettevi niente da parte come mi pare di capire ...
Se torni a casa alle 10 di sera quasi tutta la settimana e non hai fatto la spesa il giorno prima o l'hai fatta grande la domenica per tutta la settimana.

Non tutti sono benedetti da orari di lavoro da insegnante che stanno a casa già dalla tarda mattinata.

Poi a parte quello, era uno dei pochi "lussi" concessi ai giovani di classe media in questo paese.

Partiranno le centrali a carbone -
Pomperanno + gas dai ns giacimenti
Ne porteremo + a casa da TAP

Non vedo un serio pericolo energetico per l'Italia, al netto che è probabile un razionamento

La Germania invece sembra messa peggio - Ma anche lì ripartiranno le centrali a carbone - Non credo che spegneranno le nuke.

Probabile che le nuke francesi saranno chiamate a dare una mano.

Nello specifico si vede come certe utopie siano tali vedi l'approccio all'energia della UE e segnatamente della Germania.

La UE nello specifico la BCE in qualche modo dovranno darsi da fare per far ripartire l'economia - E segare i potentati che sovrintendono alla formazione del prezzo dell'energia.

Stranamente Draghi è caduto proprio quando stava per intensificare la pressione sul cap price energetico...
Anche io non vedo l'italia messa particolarmente male, ho visto uno speciale di recente che fa vedere come ci arriva gas sia dal nord africa che dal medio oriente, poi detto fra noi l'inverno qui non è neanche cosi gelido come in nord europa.

Due cose però vorrei capire, prima ci mettono in croce con il pericolo ambientale ed il surriscaldamento globale facendo leggi contro i veicoli meno nuovi o addirittura bannando le auto a combustile dicendo che è la maggiore emergenza della nostra epoca poi di punto in bianco si riaprono le centrali a carbone che sono le più inquinanti in assoluto.

Allora chiedo il mondo sta per bruciare o ci avete mentito solo per farci spendere soldi in nuove auto e infrastrutture?

Per quanto riguarda la germania dopo tutto il male che hanno fatto alla grecia e a noi mi auguro non vengano a chiederti sostegno o altra austerità.

Leader incapaci in tutta europa mal comune mezzo gaudio.
 

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[...]

Allora chiedo il mondo sta per bruciare o ci avete mentito solo per farci spendere soldi in nuove auto e infrastrutture?

[...].

L'unica cosa certa all'ultima conferenza sul clima è che anche chi, negli anni precedenti, aveva dubbi sulla necessità di interventi per limitare il riscaldamento, ha dovuto ammettere che il problema è grave e richiede tempi lunghi, anche cambiando le fonti energetiche, per poter essere invertito.

È ovvio che gli interventi debbano essere globali, molti saranno solo di facciata e l'implementazione dipenderà dalle contingenze di ciascun paese (si pensa a gestire il rischio più prossimo temporalmente e si lascia da parte il rischio a più lungo periodo).

Detto questo, per chi ci sarà tra 30 anni, non so se sarà una passeggiata, tanto che climatologi, fisici e geologi stanno studiando come emulare una nube ad alta quota come quella emessa dai vulcani (es. Pinatubo) nel caso fosse necessaria una "cortina" per raffreddare la Terra.
 

Lupak

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Le sanzioni occidentali contro la Russia sono la decisione più mal concepita e controproducente della recente storia internazionale, hanno reso il presidente russo Vladimir Putin "più forte che mai".
La Russia ha aumentato le sue esportazioni verso i paesi asiatici, il che ha portato a un surplus senza precedenti nella sua bilancia dei pagamenti"

Jenkins ha richiamato l'attenzione su un forte aumento dei prezzi dell'energia nel mondo, un aumento dell'inflazione e un'interruzione nelle catene di approvvigionamento dei beni......

con un notevole ritardo i media occidentali iniziano a pubblicare quello che qualunque persona con un'intelligenza normale aveva capito fin dall'inizio..:rolleyes
Il surplus commerciale della Russia è quando sei un adolescente e tuo padre per metterti in castigo non ti fa uscire per un mese, ma al tempo stesso continua a darti la paghetta di 50€ a settimana se fai qualche lavoro in giardino.
Alla fine del mese sarai "ricco" perché non essendo uscito con gli amici avrai accumulato 200€, ma nel frattempo hai vissuto male per un mese e devi ripristinare i rapporti con tuo padre se non vuoi problemi in futuro.
A lungo andare le sanzioni saranno devastanti per la Russia.
Il mancato accesso al top della tecnologia occidentale per anni sommato alla diversificazione degli approvviggionamenti da parte dei paesi europei vuol dire che la Russia passa all'essere il primo, se non l'unico, esportatore di gas in Europa ad essere uno dei tanti in competizione con altri paesi. Certo nel frattempo (anni) costruiscono infrastrutture per esportare materie prime in Asia, ma come logica suggerisce, una cosa è vendere ad Europa + Asia, altra solo Asia.
 

lorenzov1963

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Se torni a casa alle 10 di sera quasi tutta la settimana e non hai fatto la spesa il giorno prima o l'hai fatta grande la domenica per tutta la settimana.

Non tutti sono benedetti da orari di lavoro da insegnante che stanno a casa già dalla tarda mattinata.

Poi a parte quello, era uno dei pochi "lussi" concessi ai giovani di classe media in questo paese.


Anche io non vedo l'italia messa particolarmente male, ho visto uno speciale di recente che fa vedere come ci arriva gas sia dal nord africa che dal medio oriente, poi detto fra noi l'inverno qui non è neanche cosi gelido come in nord europa.

Due cose però vorrei capire, prima ci mettono in croce con il pericolo ambientale ed il surriscaldamento globale facendo leggi contro i veicoli meno nuovi o addirittura bannando le auto a combustile dicendo che è la maggiore emergenza della nostra epoca poi di punto in bianco si riaprono le centrali a carbone che sono le più inquinanti in assoluto.

Allora chiedo il mondo sta per bruciare o ci avete mentito solo per farci spendere soldi in nuove auto e infrastrutture?

Per quanto riguarda la germania dopo tutto il male che hanno fatto alla grecia e a noi mi auguro non vengano a chiederti sostegno o altra austerità.

Leader incapaci in tutta europa mal comune mezzo gaudio.

Mi spiace per la privazione, il disagio...

Carbone: Si deve fare una scelta se fermarci e distruggere il primato a vantaggio di chi comunque se ne frega assolutamente - La scelta razionale è posporre il problema.

L'unica cosa certa all'ultima conferenza sul clima è che anche chi, negli anni precedenti, aveva dubbi sulla necessità di interventi per limitare il riscaldamento, ha dovuto ammettere che il problema è grave e richiede tempi lunghi, anche cambiando le fonti energetiche, per poter essere invertito.

È ovvio che gli interventi debbano essere globali, molti saranno solo di facciata e l'implementazione dipenderà dalle contingenze di ciascun paese (si pensa a gestire il rischio più prossimo temporalmente e si lascia da parte il rischio a più lungo periodo).

Detto questo, per chi ci sarà tra 30 anni, non so se sarà una passeggiata, tanto che climatologi, fisici e geologi stanno studiando come emulare una nube ad alta quota come quella emessa dai vulcani (es. Pinatubo) nel caso fosse necessaria una "cortina" per raffreddare la Terra.

E' così: utopisticamente si dovrebbe istantaneamente mutare la generazione di energia e centralizzarla quanto più possibile, rinnovabile + nuke piantando quanti più alberi possibile ed aumentando la fotosintesi clorofilliana negli oceani sicchè catturino e trasformino la CO2 ... - Ma nn è possibile.

Ho letto diverse cose circa l'ingegnerizzazione del meteo tra cui appunto la creazione di cortine etc... Ricordando i disastri URSS ove sono scomparsi laghi grandi come mari, ed al loro posto sono rimaste lande malsane talvolta radioattive causa altri loro casini... un pò mi vengono i brividi, onestamente.
 

NeoDinox

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Mi spiace per la privazione, il disagio...

Carbone: Si deve fare una scelta se fermarci e distruggere il primato a vantaggio di chi comunque se ne frega assolutamente - La scelta razionale è posporre il problema............

giusto!

vuoi salvare la terra o mettere in ginocchio l'orso cattivo?
 

FogOnLine

sigà sigà
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[...]

Ho letto diverse cose circa l'ingegnerizzazione del meteo...[...]

Non mi riferivo al meteo, ma a studi su aerosol a livello di troposfera, studi che si basano sull'esperienza osservata per il Pinatubo, la cui eruzione ha prodotto un "raffreddamento" di mezzo grado.
 

lorenzov1963

RdC?! A Lavorare!
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giusto!

vuoi salvare la terra o mettere in ginocchio l'orso cattivo?

Sei sempre così limitato: o/o quando invece ci sono enne possibilità ... Cerca di stupirmi almeno una volta, invece di mendicare uno sberleffo ;)
 

Zio Arduino

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Se non avessimo messo le sanzioni allo zar...significa che gli permettavamo di fare i suoi porci comodi senza problemi.....
Io non so come ragiona certa gente.....:rolleyes:

Bisognava metterne di piu'..... giusto isolare la Russia, indebolirla economicamente a tal punto che non le passi per il cervello di farlo magari con un'altra nazione vicino....

niente non ce la fai proprio....il primo post dimostra dati alla mano che le sanzioni hanno indebolito noi e non la russia e lui ne vuole mettere di piu...:wall: non solo non capite nulla della psicologia russa che farà si che non molleranno mai ma neanche coi conti alla mano vedete le cose per quelle che sono...:wall:
 

curupiri

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niente non ce la fai proprio....il primo post dimostra dati alla mano che le sanzioni hanno indebolito noi e non la russia e lui ne vuole mettere di piu...:wall: non solo non capite nulla della psicologia russa che farà si che non molleranno mai ma neanche coi conti alla mano vedete le cose per quelle che sono...:wall:

Le sanzioni non hanno fermato la Russia, questo è il fatto.
In quanto a danni ne stiamo subendo parecchi noi e non siamo ancora all'inverno.
Una Ue indebolita economicamente è un vantaggio per la Russia.
Sarà un indebolimento economico reciproco che toccherà anche paesi non coinvolti direttamente.
Nessuno mollerà, finirà per sfinimento dei contendenti, se non (speriamo di noi) di autodistruzione.