SARAS, la raffineria è la forza del gruppo

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Saras, la raffineria è la forza del gruppo
di Edoardo Fagnani 3 maggio 2006 10.00

Il vero asset di pregio di Saras è la raffineria di Sarroch, in Sardegna. Il management lo ha definito uno dei sei supersite nell’Europa Occidentale. Saras non ha problemi dal punto di vista finanziario/patrimoniale. Pollice verso per i multipli di valutazione, più elevati rispetto a Erg, e per la scelta di aver già distribuito il dividendo relativo al 2005.

Punti di forza


- Raffineria di Sarroch
Il vero asset di pregio di Saras è la raffineria di Sarroch, in Sardegna. Il management lo ha definito uno dei sei supersite nell’Europa Occidentale, il terzo per capacità di raffinazione. Con la dizione di supersite si identifica un sito strategico di grandi dimensioni, competitivo su larga scala e integrato con lavorazioni petrolchimiche.
Risulta di importanza strategica la posizione della raffineria, che si trova nel sud della Sardegna, quindi al centro del Mediterraneo, dove transita circa un quarto del petrolio trasportato via mare in tutto il mondo. La raffineria si trova in uno dei maggiori crocevia del mercato petrolifero, vicina sia ad alcune delle principali aree mondiali produttrici di petrolio greggio, sia ai principali mercati di sbocco dei prodotti finiti.
L’impianto di Sarroch, inoltre, ha un’alta flessibilità nella raffinazione, potendo lavorare con diverse tipologie di petrolio greggio. Questo tipo di attività è possibile solo in presenza di specifiche competenze tecniche e di particolari configurazioni di impianti.
Infine, non va dimenticato che la raffineria è integrata con l’impianto di Sarlux e con gli impianti petrolchimici di Polimeri Europa e di Sasol Italy. L’impianto di Sarroch ha le potenzialità per diventare produttore di energia elettrica a ciclo combinato, anche se per questo servono alcuni collegamenti tra cui quello che dovrebbe unire l’Italia all’Algeria, passando per la Sardegna.

- Struttura finanziaria solida
Saras non ha problemi dal punto di vista finanziario/patrimoniale. Il 2005 ha visto una crescita generalizzata delle principali voci di bilancio, in particolare della redditività. Lo scorso anno l’utile netto è cresciuto di quasi il 50% arrivando a sfiorare i 300 milioni di euro. Consolidando integralmente la controllata Sarlux, l’utile netto sarebbe stato di 340 milioni di euro.
Anche la marginalità nel 2005 è stata in crescita, confermandosi su livelli di assoluta eccellenza, in confronto a quella dei principali competitors. L’Ebitda margin (rapporto tra margine operativo lordo e ricavi) del gruppo nel 2005 è stato dell’11%, rispetto al 10,5% del 2004. L’Ebit margin (rapporto tra risultato operativo e ricavi) è arrivato al 9,5%. Solo per avere un confronto, per Erg i due valori sono stati rispettivamente del 9,7% e dell’8%.
Il rapporto tra indebitamento finanziario netto al 31 dicembre e patrimonio netto (al 31 dicembre) era pari a 0,3, un valore nettamente inferiore all’unità, considerato un primo livello di guardia per l’equilibrio finanziario di un’azienda. Senza dimenticare che, nel caso di sottoscrizione integrale delle nuove azioni la posizione finanziaria netta dovrebbe diventare positiva.
Il management ha precisato che redditività elevata e investimenti porteranno a un’ulteriore crescita futura del gruppo.



Punti di debolezza

- Multipli di valutazione più elevati rispetto a Erg
Sulla base del prezzo massimo indicato dai vertici della società (6,5 euro per azione) e supponendo la sottoscrizione integrale delle azioni offerte, la capitalizzazione iniziale di Saras dovrebbe attestarsi intorno ai 6,2 miliardi di euro. Ricordando che il 2005 si è chiuso con un utile netto di 292,6 milioni di euro, il rapporto tra capitalizzazione stimata al prezzo massimo e l’utile netto si attesta a 21. Il rapporto tra Enterprise value (pari alla differenza tra la capitalizzazione stimata al prezzo massimo e la posizione finanziaria netta indicativa post collocamento) ed Ebitda del 2005 si colloca tra 10 e 11. Per Erg i due rapporti relativi alle voci del 2005 (rettificate per tenere in considerazione i nuovi principi contabili) si attestano rispettivamente a 16 e a 7.
Considerando simili le attività delle due aziende - anche Erg è molto forte nella raffinazione, anche se, a differenza di Saras, l’azienda della famiglia Garrone è presente anche nel segmento della distribuzione – la quotanda sarebbe già trattata a “premio” rispetto al proprio principale competitor italiano. Tuttavia, non va dimenticato che la marginalità di Saras è superiore a quella di Erg; questo potrebbe giustificare almeno in parte il premio richiesto.

- Dividendo 2005 già distribuito
Nel corso della presentazione dell’azienda alla comunità finanziaria, il management ha precisato che i 170,2 milioni relativi al dividendo del 2005 sono già stati distribuiti nelle scorse settimane, finendo nelle tasche degli attuali azionisti. Considerando che prima dell’aumento di capitale le azioni che componevano il capitale sociale di Saras erano pari a 891 milioni, il dividendo unitario è stato di 19 centesimi. Sulla base del prezzo massimo di 6,5 euro, il rendimento della cedola per i vecchi azionisti sarebbe stato di poco inferiore al 3%.
Di conseguenza, coloro che diventeranno azionisti di Saras tramite il collocamento dovranno aspettare fino al prossimo anno per la cedola, a meno di dividendi straordinari, che per ora, non sono in programma.
Questa notizia non farà certo piacere per i cosiddetti cassettisti, interessati prevalentemente al ritorno del titolo sotto forma di cedole staccate, piuttosto che del capital gain. In pratica, un dividendo è già stato “bruciato” e occorre aspettare fino al 2007.

Saras, investimenti per 500 milioni
di Edoardo Fagnani
3 maggio 2006 10.00


Il management di Saras non ha ancora definito una politica dei dividendi ufficiale. I manager hanno anticipato l’intenzione di distribuire il 55-60% dell’utile netto realizzato. Nel caso di sottoscrizione integrale delle nuove azioni, Saras potrebbe raccogliere nuove risorse fino a 400 milioni di euro.

Previsioni



Come per tutte le aziende che si quotano, i vertici di Saras non hanno potuto fornire stime puntuali per l’esercizio in corso.
Tuttavia, nel prospetto informativo, il management della società ha evidenziato che gli studi di settore indicano che anche nel 2006 i margini di raffinazioni dovrebbero restare alti, almeno in linea con quelli registrati lo scorso anno. Uno scenario del genere andrebbe a impattare positivamente sulla redditività del gruppo. Tuttavia, nei primi mesi del 2006, i margini di raffinazione sono stati inferiori alle previsioni. Anche i margini di Saras hanno seguito le tendenze del settore, registrando una flessione.
I manager della società prevedono che il prezzo del greggio possa stabilizzarsi intorno ai 60-65 dollari al barile, alla luce della situazione macroeconomica mondiale.
I vertici di Saras hanno anticipato che nel triennio 2006-2008 saranno investiti 500 milioni di euro, principalmente nel segmento della raffinazione. L’obiettivo è quello di aumentare la capacita di raffinazione di 700mila tonnellate l’anno, arrivando a 15,1 milioni di tonnellate. A questi si aggiungeranno altre 700mila tonnellate per la produzione di gasolio a basso contenuto di zolfo. In questo modo Saras potrà lavorare anche greggi meno pregiati, in modo da acquistare la materia prima a prezzi più bassi. Nel 2005 l’azienda aveva investito circa 60 milioni di euro, che si confrontano con i 100 milioni dell’esercizio precedente.
Il management di Saras non ha ancora definito una politica dei dividendi ufficiale. I manager hanno anticipato l’intenzione di distribuire il 55-60% dell’utile netto realizzato. La società ha precisato che i 170,2 milioni relativi al dividendo del 2005 sono già stati distribuiti nelle scorse settimane. Di conseguenza, coloro che diventeranno azionisti di Saras tramite questo collocamento dovranno aspettare fino al prossimo anno per la cedola, a meno di dividendi straordinari, che per ora, non sono in programma.

Strategia


Nel caso di sottoscrizione integrale delle nuove azioni e supponendo che il prezzo di collocamento coincida con i 6,5 euro del prezzo massimo, Saras potrebbe raccogliere nuove risorse per quasi 400 milioni di euro.
Nel prospetto informativo, il management del gruppo ha anticipato che le nuove risorse serviranno per la costruzione dell’impianto per la produzione di bio-diesel a Cartagena (in Spagna), per l’acquisizione di 37 stazioni di servizio dal gruppo spagnolo Caprabo (valutate poco più di 32 milioni di euro) presenti in importanti centro commerciali, per l’esercizio dell’opzione di acquisto del 45% del capitale sociale della joint-venture Sarlux e per il rafforzamento della struttura del capitale per cogliere ulteriori opportunità di acquisizione che possano integrare verticalmente il gruppo. Tuttavia, al momento, non ci sarebbero dossier in corso. Nel corso della presentazione dell’azienda alla comunità finanziaria, il management ha precisato di non essere interessato a Tamoil nella sua globalità.
La strategia che sarà adottata da Saras è diversificata per settori di attività:
- Raffinazione: in quest’area il gruppo intende sfruttare pienamente e in maniera più efficiente la capacità produttiva, aumentare la capacità di conversione, diversificare ulteriormente la gamma materie prime, continuare a effettuare interventi relativi all’ambiente e alla sicurezza. In particolare, Saras punta a completare il progetto Prime G+, in modo da avere l’intera produzione di benzine rispondenti ai requisiti imposti dall’Unione Europea a partire dal 2009.
- Marketing: in questo settore Saras rafforzerà i canali di distribuzione finale e potenzierà le attività del mercato di riferimento a maggior crescita, in particolare con l’opportunità di produrre bio-diesel a Cartagena.
- Power generation ed eolico: il management punta a consolidare e migliorare il già elevato utilizzo dell’impianto IGCC di Sarlux e a completare il parco eolico di Ulassai.

Multipli

La marginalità di Saras ha evidenziato un andamento altalenante del corso degli ultimi esercizi. L’Ebitda margin (rapporto tra margine operativo lordo e ricavi) del gruppo nel 2005 è stato dell’11%, rispetto al 10,5% del 2004 e all’11,7% del 2003. Tuttavia, il dato di quest’ultimo esercizio è poco confrontabile, in quanto faceva riferimento ai vecchi principi contabili italiani. L’Ebit margin (rapporto tra risultato operativo e ricavi), invece, è cresciuto in maniera costante, passando del 7,8% del 2003 al 9,5% dello scorso anno. Per Erg i due valori sono stati rispettivamente del 9,7% e dell’8%.
Sulla base del prezzo massimo indicato dai vertici della società (6,5 euro per azione) e supponendo la sottoscrizione integrale delle azioni offerte, la capitalizzazione iniziale di Saras dovrebbe attestarsi intorno ai 6,2 miliardi di euro. Ricordando che il 2005 si è chiuso con un utile netto di 292,6 milioni di euro, il rapporto tra capitalizzazione stimata al prezzo massimo e l’utile netto si attesta a 21. Il rapporto tra Enterprise value (pari alla differenza tra la capitalizzazione stimata al prezzo massimo e la posizione finanziaria netta indicativa post collocamento) ed Ebitda del 2005 si colloca tra 10 e 11. Per Erg i due rapporti relativi alle voci del 2005 (rettificate per tenere in considerazione i nuovi principi contabili) si attestano rispettivamente a 16 e a 7.
Il rapporto tra indebitamento finanziario netto al 31 dicembre e patrimonio netto (al 31 dicembre) si attesta a 0,3, un valore nettamente inferiore all’unità, considerato un primo livello di guardia per l’equilibrio finanziario di un’azienda. Tuttavia, nel caso di sottoscrizione integrale delle nuove azioni, la posizione finanziaria netta dovrebbe diventare positiva, rendendo poco significativo questo rapporto.
 

mimmo6

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Perchè queste non vengono pubblicate prima dell'IPO??
 

tsahal

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mimmo6 ha scritto:
Perchè queste non vengono pubblicate prima dell'IPO??



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