scoccherà finalmente la sua ora ?

Bnl: Abete, Nuovo Cda Sara' Team Coeso e Coordinato
(ASCA) - Roma, 28 apr - Il nuovo Cda di Bnl ''francese'', espressione della lista presentata in Assemblea da Bnp (Parigi: FR0000131104 - notizie) Paribas che possiede il 50,4% dell'istituto di via Veneto, sara' un ''team coeso e coordinato senza problematiche di potere relativo''. Lo ha detto il presidente di Bnl (Milano: BNL.MI - notizie) , Luigi Abete, al termine dell'Assemblea, aggiungendo che si apre ora una nuova fase ''con forte determinazione e fiducia''.
 
Bnl: Cessato Patto Parasociale Bbva-generali-dorint
(ASCA) - Roma, 26 apr - Con una nota il Bbva (Madrid: BBVA.MC - notizie) informa di ''aver convenuto insieme a Generali e Dorint di cessare gli effetti del patto parasociale tra loro sottoscritto il 28 aprile 2004 ed avente oggetto azioni di Bnl (Milano: BNL.MI - notizie) ''. La decisione, e' spiegato nella nota, tiene conto del cambio di controllo nell'azionariato di Bnl e del'Opa in corso di Bnp (Parigi: FR0000131104 - notizie) sul capitale di Bnl.
 
Bnl: Abete presidente, Bonnase' a.d. -2-

Il Cda di Bnl ha nominato il Comitato di controllo interno composto da Roger Abravanel (coordinatore), Paolo Mazzotto e Stefano Micossi e il Comitato di remunerazione composto da Massimo Ponzellini (coordinatore), Andrea Guerra e Bernard Lemee. L'Assemblea degli azionisti di Bnl ha tra l'altro approvato il rinnovo per ulteriori 18 mesi del fondo acquisto azioni proprie per 75 mln di euro e ha rinnovato a Deloitte & Touche l'incarico di revisione contabile per gli esercizi 2006-2011. vs/gug (END) Dow Jones Newswires Copyright (c) 2006 MF-Dow Jones News Srl. April 28, 2006 13:18 ET (17:18 GMT)
 
B.Mps: Mussari dimesso da Fondazione in vista assemblea

ROMA (MF-DJ)--Giuseppe Mussari si e' dimesso da presidente della Fondazione Monte dei Paschi in vista dell'assemblea di B.Mps, in programma domani. I soci di Rocca Salimbeni dovranno rinnovare il Cda della banca. La Fondazione, azionista di controllo dell'istituto, ha proposto Mussari per la presidenza della banca. Le dimissioni di Mussari dalla carica di presidente dell'ente senese sono un atto obbligato in vista della riunione dei soci di domani. vs/cat (END) Dow Jones Newswires Copyright (c) 2006 MF-Dow Jones News Srl. April 28, 2006 12:04 ET (16:04 GMT)
 
Generali: Marchionni, in Cda per tutelare nostri interessi

FIRENZE (MF-DJ)--"Noi cerchiamo di tutelare i nostri interessi al meglio possibile, proprio per questo ci dovrebbero consentire di tutelarli in un Cda". Lo ha affermato Fausto Marchionni, a.d. di Fonsai, a margine dell'assemblea degli azionisti, aggiungendo che "non si governano le aziende con azioni e ritorsioni, io per quanto mi riguarda mi preoccupo di amministrare gli asset della compagnia. Credo che si debbano stemperare personalismi e simili cose". "Quanto alle persone presenti in un Cda, ha proseguito Marchionni e' un altro problema. E' mio parere, in merito all'ing. Ligresti," che egli "sia una persona che tutti vorrebbero avere in un Cda". Ai giornalisti che facevano notare la parentela tra due componenti dei consigli di Fonsai e Generali, Marchionni ha risposto che "noi abbiamo un Broggini in Cda perche' e' un professionista conosciuto da tutti e noi conoscevamo il Broggini padre. La qualifica d'indipendenza non credo sia fatta a caso, anche dal legislatore, perche' una persona, ancorche' indipendente riscuote la fiducia di chi lo fa sedere in consiglio e lo vota perche' tuteli interessi". mur/dru (END) Dow Jones Newswires Copyright (c) 2006 MF-Dow Jones News Srl. April 28, 2006 09:55 ET (13:55 GMT)
 
Parmalat: Profumo, sono mancati meccanismi controllo

ROMA (MF-DJ)--"Sono mancati i meccanismi di controllo". Questa l'opinione dell'a.d. di Unicredito, Alessandro Profumo, sulla vicenda Parmalat espressa in un'intervista a "Radio 24". Profumo ha sottolineato che si "debbono capire quali meccanismi non hanno funzionato" ricordando che "con Cirio non avevamo linee di credito mentre Parmalat era una societa' quotata, con rating e bilanci certificati". gug (END) Dow Jones Newswires Copyright (c) 2006 MF-Dow Jones News Srl. April 28, 2006 05:49 ET (09:49 GMT)
 
Generali Ass.:in odg cda odierno solo decisione su consigliere (fonti)

MILANO (MF-DJ)--All'ordine del giorno del consiglio di amministrazione straordinario di Generali, previsto nel tardo pomeriggio a Trieste, dovrebbe esservi solo la questione relativa alla sostituzione del consigliere Tito Bastianello scomparso recentemente. Secondo quanto si e' appreso da fonti vicine alle vicenda, l'orientamento sarebbe quello di lasciare il posto vacante fino all'assemblea di bilancio 2007, che sara' chiamato, tra l'altro, a rinnovare gli organi societari. glm/dru (END) Dow Jones Newswires Copyright (c) 2006 MF-Dow Jones News Srl. April 28, 2006 06:11 ET (10:11 GMT)
 
Unicredito:Profumo;alto valore mercato, difficile comprarci

ROMA (MF-DJ)--"Noi abbiamo oggi un alto valore di mercato per cui e' difficile comprarci, in pochi lo potrebbero fare. L'italianita' delle imprese non si difende per via amministrativa, ma attraverso una politica di crescita e di competizione". E' quanto dichiarato dall'a.d. di Unicredito, Alessandro Profumo, rispondendo in un'intervista a Radio 24, a chi gli domandava quale fosse il modo per difendere la nazionalita' delle imprese italiane, banche comprese. red/cat (END) Dow Jones Newswires Copyright (c) 2006 MF-Dow Jones News Srl. April 28, 2006 04:57 ET (08:57 GMT)
 
Bnl con la targa di Parigi resterà italiana
Le rassicurazioni di Prot, numero uno di Bnp, a Roma per l’ingresso ufficiale dei francesi nella banca
L’assemblea ha nominato il nuovo vertice. Abete confermato presidente, l’ad sarà Bonaffè, a Girotti la direzione generale
di FILIPPO CALERI La Banca Nazionale del Lavoro resterà italiana. Anche se all’interno di un gruppo internazionale come è ormai la Bnp Paribas che dopo il lancio dell’Opa ne è diventata proprietaria. A rassicurare chi temeva stravolgimenti nella gestione dell’istituto di via Nazionale è stato ieri l’amministratore delegato della banca francese, Baudoin Prot, in occasione dell’assemblea che ha sancito il cambio della guardia in casa Bnl, con l'ufficializzazione del passaggio a Bnp Paribas, e la nomina di nuovo consiglio di amministrazione. Le parole di Prot non si prestano a dubbi: «Bnl resterà sempre italiana anche facendo parte di un grande gruppo internazionale. E questo deve essere chiaro». E la prova delle intenzioni francesi arriva subito con la conferma alla presidenza di Luigi Abete, che sarà affiancato da Jean-Laurent Bonnafè in qualità di amministratore delegato e da Mario Girotti, confermato direttore generale. Un team, questo, «coeso e coordinato: non ci saranno problematiche di potere relativo», ha assicurato Abete, secondo il quale ci sono «le condizioni per fare cose buone e positive». Forte del «miglior bilancio mai approvato nella sua storia, maggiore di quanto previsto nel piano 2003-2005 e di quanto stimato al momento dell'aumento di capitale», come lo ha definito Abete, Bnl guarda ora al futuro: i conti dei primi tre mesi saranno positivi, così come il primo semestre , sul quale avrà un impatto positivo il closing della cessione delle attività in Argentina, finalizzato ieri. La plusvalenza netta sulla cessione sarà di 155 milioni di dollari - ha spiegato Girotti al termine dell'assemblea -, per un «beneficio economico, dopo gli accantonamenti, di 100-105 milioni di euro» sui conti del primo semestre. A luglio dovrebbe invece arrivare il piano di sviluppo: «Da martedì 2 maggio i nuovi vertici saranno al lavoro. Ci vorranno due mesi per metterlo a punto», ha aggiunto Prot, dicendosi soddisfatto del «modo rapido ed efficiente in cui si è realizzata l'integrazione fra Bnl e Bnp» e ringraziando le autorità italiane, e in particolare la Banca d'Italia, per la rapida approvazione dell'opa. L'ad di Bnp si è detto contento anche delle nomine decise dal cda. «Il nuovo consiglio d'amministrazione, composto da 15 membri e che rimarrà in carica fino all'approvazione del bilancio 2008, è composto oltre che da Abete, Bonnafè e dallo stesso Prot, da: Georges Chodron de Courcel, Jean Clamon, Pierluigi Stefanini, Andrea Guerra, Roger Abravanel, Sergio Erede, Massimo Ponzellini, Philippe Blavier, Stefano Micossi, Antoine Sire, Paolo Mazzotto e Bernard Lemee. Appena nominato dall'assemblea, il cda si è riunito ed ha effettuato le nomine, anche quelle dei diversi comitati.
 
Autostrade:Gamberale,Manager Tlc a Cui Piace Lo Scontro/Ansa

(ANSA) - ROMA, 28 apr - Vito Gamberale torna di nuovo sotto le luci della ribalta: lo scontro con il collega-presidente Gian Maria Gros Pietro e gli azionisti di Autostrade riporta sotto i riflettori un manager brillante ma che ha avuto una vita professionale scandita da passaggi anche molto difficili.
Padre della telefonia mobile in Italia e per molti vero inventore del clamoroso successo che i cellulari hanno avuto fra gli utenti italiani, per almeno due volte nel corso della sua carriera, Gamberale è sembrato uscire di scena in seguito ad avvenimenti tempestosi. La prima, il coinvolgimento nell' inchiesta su appalti per lavori telefonici del gruppo Telecom Italia, portò addirittura all'arresto del manager, poi completamente assolto. Una vicenda clamorosa che diventò emblematica dell'era di Tangentopoli e dei suoi eccessi. Una volta libero dal carcere e dagli arresti domiciliari (la vicenda giudiziaria si concluderà solo nel '96 con la sua totale assoluzione) il manager riprese la sua attivita' nel gruppo, mietendo un successo dopo l'altro. L'altro stop ad una carriera che sembrava inarrestabile arrivò nell'estate del '98 quando Gamberale, allora direttore generale di Telecom e presidente di Tim, usci' perdente dal confronto con l'allora presidente del gruppo telefonico Gian Mario Rossignolo. Perdente e impossibilitato, per vincoli contrattuali, a continuare la sua attività di manager delle telecomunicazioni presso altre aziende che l'avrebbero accolto a braccia aperte, Gamberale per un anno e mezzo resta nell'ombra preparando il ritorno.
Gamberale, nato in Abruzzo 62 anni fa, approda nel mondo delle telecomunicazioni nel 1991, dopo esperienze ai vertici di Anic, Eni, Imi e Gepi, e vi entra con un ruolo di vertice: l' incarico di amministratore delegato della Sip, dove vi resterà per tre anni, prima di diventare direttore generale di Telecom Italia, amministratore delegato di Tim, che porta al successo.
Nel gruppo Telecom, che vive da mesi una situazione di continua evoluzione, assiste all'uscita di scena via via di Ernesto Pascale, Biagio Agnes e Guido Rossi. Sono anni caratterizzati anche da scontri duri. Comincia a delinearsi un' immagine del manager dal carattere spigoloso, un uomo poco incline alla diplomazia. Esce vincente dallo scontro con Tomaso Tommasi da Vignano, amministratore delegato di Telecom che è costretto a lasciare il gruppo nel febbraio del '98, ma ''impatta" subito con la gestione di Gianmario Rossignolo. Per un po' sembra essere l'uomo forte del gruppo, destinato a diventarne l' amministratore delegato. Poi il confronto con Rossignolo e l'uscita tempestosa dal gruppo. Sembra l'ora del declino, ma da vicepresidente di "21 Investimenti", la società di partecipazioni industriali controllata dalle famiglie Benetton e Seragnoli, e da Banca Intesa, Deutsche Bank e Generali, costruisce il nuovo rientro in campo.
Con la gestione privata di Autostrade il manager consegue brillanti performance e non più tardi di un mese fa viene confermato ad della holding anche se circa un anno prima, l'abbandono della carica di ad di Autostrade per l'Italia, in favore di Giovanni Castellucci, aveva sollevato voci circa possibili frizioni con il gruppo di Ponzano Veneto. Poi il fallimento della gara per la privatizzazione delle autostrade francesi, fino alla clamorosa rottura e presa di distanza dall'operazione Abertis. (ANSA).
 
Autostrade: Gamberale, Fusione Con Abertis Va Rivista /Ansa

(ANSA) - ROMA, 28 apr - L'operazione con Abertis va rivista, anche e soprattutto nell'interesse del Paese. Vito Gamberale esplicita in modo inequivocabile la sua contrarietà all'annunciata fusione di Autostrade spa con la spagnola Abertis. E lo fa con una nota di risposta a un comunicato diffuso su richiesta della Consob, della stessa Autostrade, in cui bolla l'amministratore delegato del gruppo come "non veritiera" la versione di quest'ultima. E' un botta e risposta al fulmicotone tra il manager e l'azienda a sancire la rottura di Gamberale con i Benetton, consumata sulla contestata fusione con Abertis, dalla quale Gamberale prende le distanze. "va rivista - dice - per il bene del Paese".
GAMBERALE LASCIA - Al termine di una giornata in cui l'amministratore delegato di Autostrade spa non aveva partecipato agli appuntamenti-clou (il vertice con l'Anas e il confronto con i sindacati), una nota di Autostrade diffusa su richiesta della Consob fa sapere che Gamberale "ha comunicato alla società di aver incaricato un professionista per la definizione del suo rapporto con la stessa, senza avere ancora rassegnato le dimissioni dalla carica". Subito dopo arriva la replica dello stesso Gamberale: "Smentisco le mie dimissioni.
Mi riservo ogni ulteriore comunicazione sui comunicati attribuiti alla società, di cui resto ad ogni effetto l'amministratore delegato con i relativi pieni poteri". E' un botta e risposta a colpi di comunicati definire la frattura che con ogni probabilità sarà il consiglio di amministrazione già fissato per martedì prossimo, 2 maggio, a formalizzare.
SCONTRO GAMBERALE-AUTOSTRADE - E' ormai aperto scontro. Nella nota, Autostrade precisa nei dettagli il supposto dissenso di Gamberale dall'operazione Abertis: Gamberale "é stato informato da esponenti di Schemaventotto della trattativa in corso con Abertis, nella giornata di giovedì 20 aprile" e "ha espresso il suo appoggio incondizionato all'operazione nel Consiglio di Amministrazione di Schemaventotto, tenutosi alle ore 14,30 del 23 aprile 2006 e in quello di Autostrade, tenutosi alle ore 16,30 dello stesso giorno". Gamberale, continua la nota, "ha, quindi, partecipato, in rappresentanza di Autostrade , insieme al Presidente Gros-Pietro, alla presentazione dell'operazione alla comunità finanziaria, nelle conferenze stampa tenutesi il giorno 24 aprile a Roma e a Barcellona, senza esprimere riserve od obiezioni". "Successivamente, in una lettera indirizzata nella giornata di ieri al Presidente della società Autostrade , Gamberale ha espresso riserve sull'opportunità dell'operazione, anticipando di aver tratto drastiche conclusioni in merito al rapporto con l'azionista di riferimento" FALSA RICOSTRUZIONE - Una ricostruzione dei fatti, replica subito la nota di Gamberale, "incompleta e pertanto non veritiera". "Nella lettera inviata ieri al collega presidente di Autostrade, e che per espressa richiesta dello stesso ho tenuto secretata - scrive l'ad del gruppo - ho ben spiegato la dinamica evolutiva dei dubbi maturati sul progetto". Gamberale ricorda quindi di aver votato a favore del progetto, nel cda del 23 aprile, "solo per non creare un problema societario, perché si trattava di delibera propedeutica. E ho anche spiegato - aggiunge - quali altri dubbi ho maturato nel corso delle conferenze stampa, specie quella di Barcellona". "Spero ancora - conclude - che il prossimo consiglio di amministrazione possa essere un'occasione per rimeditare, alla luce del mio intervento, tutta la vicenda, nonché la sua opzione finale anche e soprattutto per gli interessi del Paese".
GAMBERALE ASSENTE - D'altra parte, l'assenza di Gamberale sia all'incontro del mattina dei vertici Autostrade con il presidente dell'Anas Vincenzo Pozzi, sia a quello del pomeriggio con le organizzazioni sindacali, entrambi inerenti le possibile ricadute della fusioni con la spagnola Abertis, aveva rinsaldato le voci di un'imminente uscita di scena. Il presidente Gros Pietro si è mostrato stupito: "Gamberale si è dimesso ? non lo sapevo", ha detto all'uscita della sede di Autostrade, interpellato dai giornalisti. "Lo apprendo ora, non commento", ha aggiunto.
ANAS INSEDIA COMMISSIONE - L'Anas ha insediato una commissione di valutazione, per capire se l'operazione di fusione può avere risvolti su Aspi e sul piano finanziario. La Commissione, presieduta dal direttore generale Claudio Artusi, e composta da Andrea Monorchio, Guido Rossi, e Luigi Cappugi, e dovrebbe formulare i propri pareri nell'arco di un mese-40 giorni, una volta ricevute le risposte scritte di Autostrade, alle domande anch'esse messe nero su bianco dell'Anas. Di revoca della concessione, ha precisato Gros-Pietro, "non si è assolutamente parlato. Non è argomento di discussione".
All'Anas, ha aggiunto, "sono state fornite le più ampie assicurazioni non solo di mantenere ma anzi di aumentare le capacità operative". Ritardi negli investimenti, "ce ne sono - ha ammesso - ma sono tutti dovuti a condizioni esterne ed è un problema generale del Paese.
SINDACATI SUL PIEDE DI GUERRA - Sindacati insoddisfatti del confronto. "Resta in piedi lo stato di agitazione e non escludiamo lo sciopero - hanno detto - Perplessità ed elementi di preoccupazione ci sono tutti".
La Borsa non riflette le tensioni sulla fusione: il titolo segna un +1,58 a 24,28 euro. (ANSA).
 
Banche: e' Under 45 Cliente Tipo Internet, Sale Quota Rosa

(ANSA) - ROMA, 29 apr - L"italiano tipò che gestisce via internet il proprio conto corrente ha meno di 45 anni, sempre più spesso è donna e tiene costantemente sotto controllo i propri conti collegandosi al sito un giorno sì e uno no (tre volte a settimana) per fare operazioni o vedere l'estratto conto. E' quanto emerge da una ricerca dell'Abi, secondo cui l'operazione più diffusa con il mouse è il bonifico (80% dei correntisti on line), seguita dalla ricarica del cellulare (57%) e il pagamento delle tasse o di altre bollette (37 e 30 per cento rispettivamente). Tra i motivi che spingono milioni di clienti ad usare internet c'é, oltre al fatto che è comodo e pratico (lo pensa l'81% del campione), il risparmio di tempo (26%) e i prezzi più contenuti rispetto a molti servizi tradizionali (12%).
Dalla ricerca del centro studi Ab.0i emerge anche come dagli oltre 6 milioni di italiani che hanno un conto on line, ben 3 sono gli utilizzatori assidui. Di questi, due terzi svolgono via internet operazioni come pagamenti e investimenti, mentre gli altri utilizzano il conto on line prevalentemente per 'vedere' sul proprio estratto conto tutte le informazioni relative alle operazioni fatte allo sportello. Chi utilizza internet solo per informazioni solitamente accede al sito una volta a settimana.
In ogni caso le 'visite' sul conto corrente on line sono molto più frequenti di quelle allo sportello tradizionale, che normalmente non sono più di due al mese.
La maggioranza dei correntisti on line è giovane, ma internet è usato anche da persone più avanti con gli anni, in prevalenza uomini (70%), anche se la quota-rosa (che già tocca il restante 30% del totale) è destinata ad una continua ed ulteriore crescita. Nel 31% si tratta di laureati.
Secondo la ricerca, infine, stanno prendendo piede anche via internet la richiesta di mutui o altri finanziamenti: lo ha già fatto il 3% dei clienti.
(ANSA).
 
Generali: Bernheim, Seguiremo Intesa Anche Su Capitalia (2)

(ANSA) - TRIESTE, 29 APR - Dopo aver specificato che nell' eventuale processo di unificazione "non siamo protagonisti", Bernheim ha sottolineato che "se per caso questo avvenisse, spero che potremo aumentare la nostra quota di bancassicurazione. Sarebbe - ha aggiunto - una coincidenza felice, ma non ne sono affatto sicuro".
Il presidente del Leone ha quindi affermato di "sentire ogni giorno di compagnie che vogliono fare bancassicurazione.
Capitalia è la fidanzata dei sogni, ma noi - ha concluso - non sogniamo". (ANSA).
 
Generali: Bernheim, Non Ho Voglia Di Fare Il Pensionato (2)

(ANSA) - TRIESTE, 29 APR - Ricordando di "essere sempre stato motivato dalle sfide", Bernheim ha sottolineato che "nel settembre del 2002 si trattava di risanare la compagnia, e quella sfida è stata vinta. Ora - ha proseguito - il futuro è più difficile, e dobbiamo crescere nelle quote di mercato, e con nuovi prodotti. E' poi indispensabile proteggere l' indipendenza della compagnia, per renderla inaccessibile".
Quanto al problema dell' età, Bernheim ha fatto notare che "fino a poco tempo fa i giornali pubblicavano la foto con la mia età; da tre-quattro mesi non lo fanno più, si vede - ha concluso - che non mi ritengono così vecchio". (ANSA).
 
Generali: Bernheim, Con Ligresti In Cda Rischio Antitrust

(ANSA) - TRIESTE, 29 APR - L' ingresso di Salvatore Ligresti nel Cda di Generali "rischia di provocare un intervento dell' Antitrust con la possibilità di paralizzare la compagnia e Mediobanca". Così il presidente del Leone, Antoine Bernheim ha risposto a chi gli chiedeva se il presidente onorario di Fondiaria Sai potrà fare ingresso nel board l' anno prossimo.
"Il management è favorevole all' ingresso di Ligresti ma non vuole che il funzionamento di Generali sia paralizzato - ha sottolineato Bernheim - Non è che abbiamo rifiutato Ligresti, ma abbiamo capito che c' era un problema che non poteva essere risolto in pochi giorni".
"Il Cda scade nel 2007 e - ha concluso - non sappiamo quale sarà la strategia degli azionisti". (ANSA).
 
Generali: Perissinotto Investimento In Telecom Durevole

(ANSA) - TRIESTE, 29 APR - Generali giudica la propria partecipazione in Telecom Italia "un investimento di tipo durevole": lo ha affermato l' amministratore delegato del gruppo assicurativo, Giovanni Perissinotto, rispondendo ai dubbi di un piccolo azionista sul peso assunto dalla compagnia nell' azienda telefonica, oggi a Trieste.
Secondo Perissinotto, "il titolo è sottovalutato e - ha detto - riteniamo abbia buone prospettive reddituali". Le Generali detengono una quota del 3,95% (rpt 3,95%) in Telecom Italia
 
Generali: Pericolo Axa,Bernheim Difendera' Sempre Leone/Ansa

(ANSA) - TRIESTE, 29 APR - Axa rappresenta una minaccia per Generali e il presidente del Leone, Antoine Bernheim, che pur non crede in un affondo a breve del colosso transalpino, si candida a guidare la compagnia anche nei prossimi anni ("non ho voglia di fare il pensionato", spiega) per difenderla, lui francese, contro il pericolo che viene da Oltralpe.
In piena forma davanti ai soci riuniti in assemblea in mattinata, e poi coi giornalisti in conferenza stampa nel pomeriggio, il presidente del Leone, 82 anni, rivendica il merito del risanamento del gruppo, anticipa i lusinghieri dati del trimestre (600 milioni il risultato di gruppo, +8% i premi) e detta la sua ricetta per preservare l'italianità del gruppo: crescere, anche tramite acquisizioni. Le munizioni ci sono.
"Abbiamo 6,5/7 miliardi a disposizione - calcola l' amministratore delegato Giovanni Perissinotto - di cui 3,5 di capitale in eccesso più la possibilità di un' analoga emissione di obbligazioni".
Nel frattempo Bernheim, che si vanta di aver passato 33 anni nel cda di Generali e sette alla presidenza, non risparmia commenti su tutti i fronti che vedono coinvolta la compagnia: dall'ipotesi di un asse Intesa-Capitalia ("dove va Intesa noi la seguiamo") al no all'ingresso di Salvatore Ligresti nel cda del Leone. Su questo punto Fondiaria-Sai, socia al 2,4%, a sorpresa ha votato in assemblea a favore della riduzione del numero dei consiglieri da 19 a 18, che l'ha esclusa dal board.
Secondo il numero uno del Leone "Ligresti è persona gradita al management, ed è lusinghiero che ci tenga tanto a entrare in consiglio, ma dovrebbe lanciare un'Opa", ha scherzato. "Il suo ingresso - ha quindi argomentato in tono serio - rischia di provocare un intervento dell' Antitrust e di paralizzare non solo Generali ma anche Mediobanca".
Sul risiko bancario dice che poi "se ci sarà un avvicinamento fra Intesa e Capitalia noi potremo aumentare il nostro ruolo nella bancassicurazione. D'altra parte Capitalia è la fidanzata dei sogni di molte compagnie, e noi non sogniamo".
Nel frattempo il gruppo assicurativo intende mantenere la quota poco inferiore al 2% nel capitale dell'istituto romano, dal quale è a sua volta partecipata al 3,2%, perché la ritiene "strategica".
Sul mercato assicurativo europeo, "che Axa sia interessata ad acquisire Generali è una possibilità. Non credo tuttavia che stia pensando ad operazioni ostili. In ogni caso vigiliamo e abbiamo i mezzi per difenderci", ha osservato Bernheim, secondo cui "sarebbe auspicabile procedere a piccole e medie operazioni di crescita esterna, cogliendo le importanti opportunità che potrebbero presentarsi". Un asse fra Axa e Trieste, rispettivamente numero uno e numero tre a livello europeo, "romperebbe gli equilibri esistenti" e "provocherebbe un intervento" del primo gruppo del settore, Allianz, col quale "le relazioni sono molto buone e amichevoli".
Tornando in Italia, venute meno le possibilità di collaborazione con Bnl, finita sotto il controllo di Bnp Paribas, secondo azionista di Axa, il gruppo triestino è pronto a reinvestire le plusvalenze che realizzerà con l'adesione all'opa della banca francese "in progetti di bancassicurazione, importanti per tutelare la posizione di Generali".
"L'operazione Unipol - ha commentato Bernheim facendo il bilancio sulla vicenda Bnl - non è stata un successo per Generali. Lo sarebbe stato se la compagnia avesse potuto beneficiare di accordi di bancassurance".
L'assemblea odierna, che ha fra l'altro approvato il bilancio 2005 e un vantaggioso piano di stock option per i dirigenti, ha riservato anche una novità nell'azionariato, con il rafforzamento allo 0,39% della Argo Finanziaria di Marcellino Gavio. Per un altro neo-azionista, Romain Zaleski (2,2%), l' appuntamento odierno ha segnato invece il debutto sulla scena triestina, con il suo sì all'ipotesi di un rinnovo della presidenza Bernheim l'anno prossimo.
(ANSA).
 
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