Scurati & RAI3, si apre ufficialmente la consueta **** SETTIMANA DEL COMUNISTA **** (25/4 -- 1/5)

  • Ecco la 72° Edizione del settimanale "Le opportunità di Borsa" dedicato ai consulenti finanziari ed esperti di borsa.

    È stata un’ottava ricca di spunti per i mercati, dapprima con l’esito delle elezioni europee, poi con i dati americani incoraggianti sull’inflazione e la riunione della Fed. L’esito delle urne ha mostrato uno spostamento verso destra del Parlamento europeo, con l’avanzata dei partiti nazionalisti più euroscettici a scapito di liberali e verdi. In Francia, il presidente Macron ha indetto il voto anticipato dopo la vittoria di Le Pen e in Germania i socialdemocratici del cancelliere tedesco Olaf Scholz hanno subito una disfatta record. L’azionario europeo ha scontato molto queste incertezze legate al rischio politico in Francia. Oltreoceano, i principali indici di Wall Street hanno raggiunto nuovi record dopo che mercoledì sera, la Fed ha mantenuto invariati i tassi nel range 5,25-5,50%. I dot plot, le proiezioni dei funzionari sul costo del denaro, stimano ora una sola riduzione quest’anno rispetto a tre previste a marzo. Lo stesso giorno è stato diffuso il report sull’inflazione di maggio, che ha mostrato un rallentamento al 3,3% e un dato core al 3,4%, meglio delle attese.
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Non capisco perchè il 25 aprile debba essere una ricorrenza 'comunista'. Il fronte avverso alla dittatura nazionalsocialista di Mussolini era costituito da persone di ogni provenienza sociale e collocazione politica, di sinistra di destra e di centro, repubblicani e monarchici. Che poi agli estremisti di destra non garbi ricordare la liberazione dell'Italia dai nazifascisti lo posso anche capire, ma non è che tutti gli italiani sono di estrema destra e hanno simpatia per le dittature. Almeno spero.
Argomento troppo difficile da far digerire ai meloniani e larussiani.
Anche Bella Ciao (canto popolare dedicato alla resistenza italiana), viene spesso confusa come l'inno della sinistra.
Wikipedia
 
Non capisco perchè il 25 aprile debba essere una ricorrenza 'comunista'. Il fronte avverso alla dittatura nazionalsocialista di Mussolini era costituito da persone di ogni provenienza sociale e collocazione politica, di sinistra di destra e di centro, repubblicani e monarchici. Che poi agli estremisti di destra non garbi ricordare la liberazione dell'Italia dai nazifascisti lo posso anche capire, ma non è che tutti gli italiani sono di estrema destra e hanno simpatia per le dittature. Almeno spero.
Ecco, giusto per ricordare che l'antifascismo non era un'esclusiva dei comunisti, un ricordo dell'ultima Regina d'Italia, consorte di SM Re Umberto, Marie José di Savoia. L'ultima regina e il golpe per rovesciare il fascismo
 
"Deriva fascistoide" :asd:
Questo è sbarellato di brutto
ma no, fallo dire che piano piano vengono fuori i motivi per i quali è stato sfanqulato alla rai. Praticamente voleva accusare i fascisti al governo ed è andata come è andata, ma la maschera è caduta, ecco che soggetto è.
 
Ecco, giusto per ricordare che l'antifascismo non era un'esclusiva dei comunisti, un ricordo dell'ultima Regina d'Italia, consorte di SM Re Umberto, Marie José di Savoia. L'ultima regina e il golpe per rovesciare il fascismo
ma guarda, non se se te ne sei accorto, ma i comunisti hanno fatto loro molte cose, il 25 aprile (spacciandosi per protagonisti quando in realtà erano comparse), la cultura, la democrazia.....tutto loro...gli altri, brutti e cattivi.
 
Compagni
É giunta l'ora

Aprite il cassetto, tirate fuori il bandierone, ripassate "bella ciao" e raccontate ai vostri nipotini la favola del "buon Lenin"

Latte caldo e risciacqui alla gola con vodka del volga

Domani sveglia alle 6 e stereo a palla su tutto il condominio

O bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao ...


Convinti, né, mi raccomando

I FASSSSSISTI devono farsela sotto
dovresti leggere e capire prima di scrivere e confondere comunismo con patriottismo

ecco qui la storia di un pericoloso partigiano comunista che dopo la liberazione ha tramato nell'ombra per portare Stalin a Napoli

lo sai che fai ridere, si?

«Io, lo scugnizzo delle 4 giornate di Napoli»​

02/10/2023 A 13 anni è sulle barricate per l'insurrezione di popolo avvenuta tra il 27 e il 30 settembre 1943, durante la seconda guerra mondiale. “La forza di volontà, nonostante la guerra e le avversità della vita, mi hanno sempre accompagnato”​

Nicola Nicoletti
sabella-premio_3328379.jpg



“Ero piccolo e tiravo pietre dalle barricate. Poi abbiamo scoperto dove i tedeschi avevano le armi, le abbiamo rubate e usate”. Sguardo vivo, mente lucida, Salvatore Sabella, un eroe che credevano morto, non dimentica le 4 giornate di Napoli. A 13 anni è sulle barricate per l'insurrezione di popolo avvenuta tra il 27 e il 30 settembre 1943, durante la seconda guerra mondiale. Scugnizzi, popolo e soldati, combattono in una Napoli tenuta sotto scacco dei soldati tedeschi della Wehrmacht in una delle ore più tragiche per l’Italia, offesa e ferita alla fine della guerra. La ribellione, fece meritare alla città la medaglia d'oro al valor militare permettendo alle forze Alleate un ingresso a Napoli sereno, poiché liberata dai tedeschi il primo ottobre 1943, un movimento popolare che ebbe tra i protagonisti ragazzini come Sabella.

Salvatore Sabella nasce a Napoli il 30 marzo del 1929. “Ero già grande a 10 anni quando badavo ai fratelli mentre papà non era a casa per lavoro”, racconta. “Mamma era infermiera del dottor Giuseppe Moscati, poi diventato santo, un medico che curava specialmente i piccoli pazienti”, sospira.

È ancora un bambino quando i tedeschi bloccano le truppe angloamericane nell’avanzata verso Napoli. Sbarcate sulla costa campana, dovevano risalire lo stivale per liberare la capitale occupata dalle truppe di Hitler. Dai quartieri e dai rioni di Napoli si corre neri vicoli organizzando la resistenza. ”Dicevamo: dobbiamo fare qualcosa, non possiamo aspettare”, ricorda Salvatore guardando al passato. È un’infanzia vissuta tra la povertà portata dalla guerra, la borsa nera e le esecuzioni, come quella con cui Nanni Loy fa iniziare il suo film girato nel 1962.

I ragazzi iniziano a rubare le armi e preparare la loro battaglia. “Facevano le molotov con la benzina degli autocarri”, spiega, volgendo quel nastro della memoria indelebile, nonostante gli anni. Salvatore, con un mitra, presidia via Foria e Porta san Gennaro, nel centro cittadino. I tedeschi lasciano Napoli, la città ritrova la libertà. A fine guerra gli occupanti se ne vanno, ma rimane la fame, e Salvatore si inventa cento mestieri. Da guida turistica ad aiutante scenografo in una Napoli che ritorna ai teatri, dal cabaret ai grandi autori partenopei dove si recita Scarpetta e Renato Carosone inizia a swingare in napoletano. Sabella fa l’assistente di scena e il tuttofare nei teatri dove conosce Totò, i fratelli De Filippo e Wanda Osiris.

Alla fine parte per la capitale, si arruola e fa il poliziotto a Roma dove conosce un soprano messicano, “e qui inizia un altro capitolo delle mia storia”, ammette Sabella. In Italia si perdono le sue tracce, ma varca l’Oceano perché nel 1950 ha conosciuto Lucila Dìaz, una cantante messicana, e scopre l’amore. La scelta è fatta: seguire la cantante in Messico per sposarsi con lei. E così nel 1954 lascia l’Italia a bordo dell’Andrea Gritti, una nave merci, imbarcazione superstite alla guerra

Lo ritroviamo in Messico quando tutti pensavano fosse morto: si è guadagnato una medaglia d’oro al valor civili e da anni è uno degli artefici della vita culturale di Monterrey, città dove ha fatto costruire il monumento all’Unità tra Italia e Messico.

Nel 1968 fonda la Dante Alighieri per la diffusione dell’italiano. La passione per la lirica si riversa nella promozione del bel canto. “Ho fatto ascoltare qui artisti come Di Stefano, Placido Domingo, Pavarotti e Muti”, sottolinea orgoglioso. Poi nel 2016 anche Napoli si ricorda di lui e così il sindaco Luigi De Magistris lo invita a ricevere la medaglia al merito di guerra in una commovente seduta civica. “La forza di volontà, nonostante la guerra e le avversità della vita, mi hanno sempre accompagnato”, commenta Salvatore, confidando che parte del suo cuore appartiene alla terra che l’ha accolto a braccia aperte, lui lo scugnizzo delle 4 Giornate, oggi ambasciatore della cultura italiana sotto un altro tricolore, ma con in mente sempre Napoli, la città per la quale nel ‘43 ha rischiato la pelle.
 
Ultima modifica:
ma guarda, non se se te ne sei accorto, ma i comunisti hanno fatto loro molte cose, il 25 aprile (spacciandosi per protagonisti quando in realtà erano comparse), la cultura, la democrazia.....tutto loro...gli altri, brutti e cattivi.
Ma anche peggio. Sono stati loro a volere il referendum Monarchia-repubblica, a voler inserire in Costituzione le assurde norme verso i discendenti maschi di Casa Savoia (ramo Carignano, curiosamente escludendo il ramo Savoia-Aosta che dopo il matrimonio di VEmanuele con Marina Doria era diventato il legittimo successore secondo le leggi dinastiche del Casato). A casa mia diciamo che non erano ben visti, ricordo bene l'espressione di disgusto di mia madre quando pronunciava la parola 'comunisti'. Questo non significa fossero ben visti i neofascisti del MSI.
 
ma guarda, non se se te ne sei accorto, ma i comunisti hanno fatto loro molte cose, il 25 aprile (spacciandosi per protagonisti quando in realtà erano comparse), la cultura, la democrazia.....tutto loro...gli altri, brutti e cattivi.
è proprio perché non dobbiamo lasciare ai comunisti invasati e ideologi il merito delle scelte liberali e del sangue versato per conquistarle che anche noi liberali ch siamo la stragrandissima maggioranza del paese non dobbiamo avere remore a dichiararci anti tutti i totalitarismi e siccome il nazional socialismo e il comunismo sono ideologie totalitarie la logica stringente presuppone scelte conseguenti
 
dovresti leggere e capire prima di scrivere e confondere comunismo con patriottismo

«Io, lo scugnizzo delle 4 giornate di Napoli»​

02/10/2023 A 13 anni è sulle barricate per l'insurrezione di popolo avvenuta tra il 27 e il 30 settembre 1943, durante la seconda guerra mondiale. “La forza di volontà, nonostante la guerra e le avversità della vita, mi hanno sempre accompagnato”​

Nicola Nicoletti
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“Ero piccolo e tiravo pietre dalle barricate. Poi abbiamo scoperto dove i tedeschi avevano le armi, le abbiamo rubate e usate”. Sguardo vivo, mente lucida, Salvatore Sabella, un eroe che credevano morto, non dimentica le 4 giornate di Napoli. A 13 anni è sulle barricate per l'insurrezione di popolo avvenuta tra il 27 e il 30 settembre 1943, durante la seconda guerra mondiale. Scugnizzi, popolo e soldati, combattono in una Napoli tenuta sotto scacco dei soldati tedeschi della Wehrmacht in una delle ore più tragiche per l’Italia, offesa e ferita alla fine della guerra. La ribellione, fece meritare alla città la medaglia d'oro al valor militare permettendo alle forze Alleate un ingresso a Napoli sereno, poiché liberata dai tedeschi il primo ottobre 1943, un movimento popolare che ebbe tra i protagonisti ragazzini come Sabella.

Salvatore Sabella nasce a Napoli il 30 marzo del 1929. “Ero già grande a 10 anni quando badavo ai fratelli mentre papà non era a casa per lavoro”, racconta. “Mamma era infermiera del dottor Giuseppe Moscati, poi diventato santo, un medico che curava specialmente i piccoli pazienti”, sospira.

È ancora un bambino quando i tedeschi bloccano le truppe angloamericane nell’avanzata verso Napoli. Sbarcate sulla costa campana, dovevano risalire lo stivale per liberare la capitale occupata dalle truppe di Hitler. Dai quartieri e dai rioni di Napoli si corre neri vicoli organizzando la resistenza. ”Dicevamo: dobbiamo fare qualcosa, non possiamo aspettare”, ricorda Salvatore guardando al passato. È un’infanzia vissuta tra la povertà portata dalla guerra, la borsa nera e le esecuzioni, come quella con cui Nanni Loy fa iniziare il suo film girato nel 1962.

I ragazzi iniziano a rubare le armi e preparare la loro battaglia. “Facevano le molotov con la benzina degli autocarri”, spiega, volgendo quel nastro della memoria indelebile, nonostante gli anni. Salvatore, con un mitra, presidia via Foria e Porta san Gennaro, nel centro cittadino. I tedeschi lasciano Napoli, la città ritrova la libertà. A fine guerra gli occupanti se ne vanno, ma rimane la fame, e Salvatore si inventa cento mestieri. Da guida turistica ad aiutante scenografo in una Napoli che ritorna ai teatri, dal cabaret ai grandi autori partenopei dove si recita Scarpetta e Renato Carosone inizia a swingare in napoletano. Sabella fa l’assistente di scena e il tuttofare nei teatri dove conosce Totò, i fratelli De Filippo e Wanda Osiris.

Alla fine parte per la capitale, si arruola e fa il poliziotto a Roma dove conosce un soprano messicano, “e qui inizia un altro capitolo delle mia storia”, ammette Sabella. In Italia si perdono le sue tracce, ma varca l’Oceano perché nel 1950 ha conosciuto Lucila Dìaz, una cantante messicana, e scopre l’amore. La scelta è fatta: seguire la cantante in Messico per sposarsi con lei. E così nel 1954 lascia l’Italia a bordo dell’Andrea Gritti, una nave merci, imbarcazione superstite alla guerra

Lo ritroviamo in Messico quando tutti pensavano fosse morto: si è guadagnato una medaglia d’oro al valor civili e da anni è uno degli artefici della vita culturale di Monterrey, città dove ha fatto costruire il monumento all’Unità tra Italia e Messico.

Nel 1968 fonda la Dante Alighieri per la diffusione dell’italiano. La passione per la lirica si riversa nella promozione del bel canto. “Ho fatto ascoltare qui artisti come Di Stefano, Placido Domingo, Pavarotti e Muti”, sottolinea orgoglioso. Poi nel 2016 anche Napoli si ricorda di lui e così il sindaco Luigi De Magistris lo invita a ricevere la medaglia al merito di guerra in una commovente seduta civica. “La forza di volontà, nonostante la guerra e le avversità della vita, mi hanno sempre accompagnato”, commenta Salvatore, confidando che parte del suo cuore appartiene alla terra che l’ha accolto a braccia aperte, lui lo scugnizzo delle 4 Giornate, oggi ambasciatore della cultura italiana sotto un altro tricolore, ma con in mente sempre Napoli, la città per la quale nel ‘43 ha rischiato la pelle.


Eccolo la il pregiudizio
Gli altri sono ignoranti, noi MORALMENTE SUPERIORI possiamo giudicare

Sempre più fenomeni
 
Tutti quelli che oggi si definiscono antifascisti, nel ventennio sarebbero stati fascisti modello
 
ma no, fallo dire che piano piano vengono fuori i motivi per i quali è stato sfanqulato alla rai. Praticamente voleva accusare i fascisti al governo ed è andata come è andata, ma la maschera è caduta, ecco che soggetto è.
Incredibile :asd:
 
è proprio perché non dobbiamo lasciare ai comunisti invasati e ideologi il merito delle scelte liberali e del sangue versato per conquistarle che non dobbiamo avere remore a dichiararci anti tutti i totalitarismi e siccome il nazional socialismo e il comunismo sono ideologie totalitarie la logica stringente presuppone scelte conseguenti
Sono molto d'accordo sul considerare il 25 aprile (per gli italiani) un giorno in cui riflettere su modelli di società dittatoriali vs modelli che consentono critiche alternative e alternanza. Non escluderei che chi oggi definisce 'comunista' il 25 aprile sia poi favorevole ad un premierato elettivo con riduzione del potere dei contrappesi democratici, magari in scia all'ammirazione verso vere e proprie dittature come quella russa. Che tra l'altro è posta in essere da un comunista doc come Putin, a voler essere precisi.
 
è proprio perché non dobbiamo lasciare ai comunisti invasati e ideologi il merito delle scelte liberali e del sangue versato per conquistarle che anche noi liberali ch siamo la stragrandissima maggioranza del paese non dobbiamo avere remore a dichiararci anti tutti i totalitarismi e siccome il nazional socialismo e il comunismo sono ideologie totalitarie la logica stringente presuppone scelte conseguenti
Per "noi liberali" chi intendi? Perchè se ti riferisci a me, poco fa ero rimasto a "tifoso da stadio" e propagandista.... :rolleyes:
No, non sono daccordo, la stragrandissima maggioranza non sono liberali, o forse lo sono a chiacchiere senza sapere cosa voglia dire, non per nulla esistono ancora partiti come i 5s che fino a poco fa avevano un terzo degli elettori in tasca; ed anche la stragrandissima maggioranza dubito che si possa definire liberista, visto che esistono ancora partiti come il pd o altri con la falce ed il martello come simbolo. Minoranze obietterai tu, si, ma che sommate rappresentano ancora un rumorosissimo "troppo", sufficiente coi metodi a sgambettare d'ufficio, come in effetti accade.
A me risulta che la destra moderna non ha nessun problema a dichiarare la propria avversione a tutti i totalitarismi, mentre dall'altra sponda non c'è nessun problema quando c'è da fare l'occhiolino al totalitarismo di qualche compagno, che si chiami lula, xi o pinco pallino.
 
A me risulta che la destra moderna non ha nessun problema a dichiarare la propria avversione a tutti i totalitarismi, mentre dall'altra sponda non c'è nessun problema quando c'è da fare l'occhiolino al totalitarismo di qualche compagno, che si chiami lula, xi o pinco pallino.
In Italia non esiste una destra 'moderna', ci sono i missini (maggioranza), e l'ultima evoluzione di estrema destra filorussa del partito del comunista padano, che però a quanto si legge continua a perdere consenso non solo dagli elettori ma anche all'interno del suo partito.
Liberali e liberisti mai pervenuti, in Italia esiste solo una destra postfascista (ma che ancora non riesce a definirsi 'anti', perchè fondamentalmente non lo è), e populisti ex secessionisti convertiti a un nazionalsocialismo putiniano antioccidente. Destra liberale e liberista dove sarebbe? In Francia per un elettore che non si riconosce nelle rivendicazioni della sinistra c'è un centro liberale (Macron), una destra moderata (les républicains), non necessariamente deve assecondare il populismo dell'estrema destra filorussa e anti Nato di Mme Le Pen o di Zemmour. Quali alternative ha un elettore italiano? Non esiste in Italia una destra moderata liberale e liberista.
 
ma dove siete? io di liberale in Italia non ho mai visto neanche una molecola. Il fascismo ha posto fine all'ordine liberale e fino ad oggi c'è una continuità assoluta
il liberalismo italiano come forza governativa è finito nel 1922... dopo la caduta del fascismo cattolici e comunisti le 2 ideologie dominanti erano anti lberali e anti economia di mercato... Berlusconi era un finto liberale che pensava esclusivamente ai propri interessi... paradossalmente l'unico che ha tentato e in parte fatto rifor,me in senso liberal liberista è stato Bersani
 
In Italia non esiste una destra 'moderna', ci sono i missini (maggioranza), e l'ultima evoluzione di estrema destra filorussa del partito del comunista padano, che però a quanto si legge continua a perdere consenso non solo dagli elettori ma anche all'interno del suo partito.
Liberali e liberisti mai pervenuti, in Italia esiste solo una destra postfascista (ma che ancora non riesce a definirsi 'anti', perchè fondamentalmente non lo è), e populisti ex secessionisti convertiti a un nazionalsocialismo putiniano antioccidente. Destra liberale e liberista dove sarebbe? In Francia per un elettore che non si riconosce nelle rivendicazioni della sinistra c'è un centro liberale (Macron), una destra moderata (les républicains), non necessariamente deve assecondare il populismo dell'estrema destra filorussa e anti Nato di Mme Le Pen o di Zemmour. Quali alternative ha un elettore italiano? Non esiste in Italia una destra moderata liberale e liberista.
ma dai, sii serio, ancora con questa filastrocca dell'estrema destra italiana? Filastrocca che si schianta contro un muro visto che fino a 3/4 anni fa fdi era un partito da poco più del 4%, poi improvvisamente sono diventati tutti fascisti/missini/filorussi (che nel frattempo votano per gli aiuti all'Ucraina). ma figuriamoci.
 
ma dai, sii serio, ancora con questa filastrocca dell'estrema destra italiana? Filastrocca che si schianta contro un muro visto che fino a 3/4 anni fa fdi era un partito da poco più del 4%, poi improvvisamente sono diventati tutti fascisti/missini/filorussi (che nel frattempo votano per gli aiuti all'Ucraina). ma figuriamoci.
Francamente non penso che nelle percentuali raggiunte dai post missini ci siano solo i fanatici col braccio destro teso, c'è stato sicuramente anche il travaso di tanti inconsapevoli, questo non toglie che sia estrema destra nostalgica del fascismo. E' un contesto che conosco molto bene, e dove ho qualche amico di lunga data.
 
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