Se comprano loro...

Io oggi sopra i 4 chiudo la posizione
 

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sONO ANCH'IO DEI VOSTRI, ENTRATO OGGI A 3,97, L'INCREMENTO DELLE POSIZIONI DI IMPORTANTI FONDI ESTERI MI DA UNA CERTA
FIDUCIA.

CIAO MANI ;) ;) ;) ;)
 
Vendute a 4,02


io sono fuori dalla gara....ipercomprato da paura........



;)
 
Interpump corre su risultati e voci di scalata

Per Mediobanca è una delle poche small italiane suscettibile di takeover. La società annulla il 5% di azioni in portafoglio e pensa a nuovi buy back. L’ad Cavallini conferma lo studio di acquisizioni in Europa e Usa

di Luca Testoni - 31-07-2004

Luglio all’insegna dei favori agli azionisti per Interpump, azienda reggiana leader mondiale nel settore delle pompe ad alta pressione e nelle prese di forza oleodinamiche: risultati semestrali oltre le attese, cancellazione di oltre la metà delle azioni proprie in portafoglio, possibilità di scalata non negabili (e non negate dall’ad Giovanni Cavallini, sebbene «finora non ci siano offerte»). E per la multinazionale tascabile della via Emilia fioccano i report positivi. Nonostante il titolo abbia già guadagnato il 28% da inizio anno, si parla di un ulteriore upside fino al 20 per cento.
Del resto il periodo difficile sembra ormai alle spalle. Se nel 2003 Interpump ha chiuso con ricavi in crescita stentata e margini in netta frenata, nei primi sei mesi dell’anno la società ha decisamente cambiato marcia, nonostante il dollaro debole continui a penalizzare i ricavi (realizzati per oltre il 35% negli Usa). In particolare, nel secondo quarto 2004 il gruppo ha registrato vendite per 155 milioni (+13,3%) accelerando la già inattesa performance del primo trimestre. Dati che hanno permesso alla società di rivedere al rialzo (a 550 milioni) le previsioni sul consolidato d’esercizio. Con conseguente salita delle stime anche da parte degli analisti. «Riteniamo - spiega Citigroup che assegna un buy con target price 5,2 euro - che lo scorso esercizio sia stato il punto di minimo e che Interpump sia un buon investimento, con performance ad alto potenziale soprattutto nel caso di acquisizioni di rilievo». Convinta anche Mediobanca, che ha avviato la copertura con un outperform e prezzo obiettivo 5,2 euro: oltre a possibili acquisizioni, il titolo «ha un elevato appeal speculativo - scrive piazzetta Cuccia (della stessa idea è anche Ing) - in quanto solo il 15% del capitale è bloccato da un patto di sindacato». In più, la società ha deliberato l’annullamento di circa la metà del 10% di azioni proprie in portafoglio: il che avrà un effetto antidiluitivo stimato del 5% sull’Eps e «potrà consentire - spiega Cavallini - un nuovo piano di buy back». Inoltre, aggiunge il manager, «questo non esclude le possibili acquisizioni che stiamo valutando in Europa e Usa». La società genera cassa («48 milioni di cash flow reddituale medio dal ’99 al 2003») e ha distribuito ai soci in sette anni 140 milioni, pari in pratica al debito netto accumulato nel periodo (163 milioni, per circa 200 milioni totali). Una posizione finanziaria che «lascia ancora spazi per aumentare il leverage - conclude Cavallini - con l’appoggio delle banche (meno probabili i bond), e quindi risorse per la crescita».
 
una dell poche realtà redditizzie del panorama italiano.
OK!
 
Scritto da ferramarser
una dell poche realtà redditizzie del panorama italiano.
OK!

:yes: :yes: :yes:

Fedele azionista da 6-7 anni ormai..... Dividendi generosi e buona attenzione per l'azionista.

L'unico dubbio è sul takeover.... La possibilità esiste da anni.... Ma per ora si sono visti solo passaggi di quote tra fondi.... Vedremo.
 
Scritto da coppelius
:yes: :yes: :yes:

Fedele azionista da 6-7 anni ormai..... Dividendi generosi e buona attenzione per l'azionista.

L'unico dubbio è sul takeover.... La possibilità esiste da anni.... Ma per ora si sono visti solo passaggi di quote tra fondi.... Vedremo.
idem:cool:
 
Ragazzi, uno spettacolo...

Mercati da schifo e IP che regge benissimo...

Sta scaricando gli oscillatori restando praticamente invariata...

E nell'ultimo articolo su B & F, l'ipotesi del takeover è rilanciata con forza... una possibilità AVALLATA DALLA STESSA SOCIETA'.

Come dire: siamo qui... in caso di OPA, no problem...

Una delle poche certezze in Borsa, ora come ora...

OK!
 
OK!

:bye:
 

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CHE MERAVIGLIA!!!

SIAMO A 4,67, SIGNORI E SIGNORE... E CON UNA BORSA DA SCHIFO!

OK!
 

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Signori... vi presento una semestrale MERAVIGLIOSA!

:cool:
 

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Ultima modifica:
RIDICOLO!

Esce la trimestrale, FANTASTICA, e qualcuno scarica 100.000 pezzi in lettera fino a 4,40...

Davvero senza pudore nè vergogna...

E comunque non sarò certo io a vendere a questi prezzi...
 
Sì, un sell on news davvero scanndaloso, considerando che qui non c'è nemmeno il problema indebitamento, visto il cash flow che hanno.

Io credo che ci godremo un altro dividendo straordinario. E che chi ha venduto oggi si morderà le mani.
 
da Finanza&Mercati del 20-10-2004

Che differenza corre per un socio tra l’investimento in una public company rispetto a un’azienda con un assetto azionario diverso? La risposta di scuola arriva da Interpump, probabilmente l’unica vera public company presente nel listino italiano. Ieri la società emiliana ha deciso di procedere all’annullamento e alla cancellazione di circa 4,1 milioni di azioni, ovvero la metà circa dei titoli propri, per un valore nominale di 2,135 milioni. L’operazione è stata decisa per «ottimizzare la struttura del patrimonio, ridurre il costo medio del capitale e massimizzarne il valore». Inoltre, la società ha anche deliberato l’acquisto di altre azioni proprie per 3,992 milioni, allo scopo di restituire liquidità «in modo fiscalmente efficiente». Difficile immaginare, per evidenti motivi, un’operazione di questo genere in un’azienda familiare. Ma, dal punto di vista dell’azionista di minoranza, la scelta di Interpump è più efficace anche della distribuzione di supercedole che sta sostenendo i prezzi di tante utility di casa nostra ma anche di un numero cospicuo di small cap europee. In questo caso, infatti, alla remunerazione del capitale si aggiunge anche la riduzione del suo costo. Non è nemmeno un caso, potremmo aggiungere, che Interpump, a costante rischio di contendibilità, sia stata una delle multinazionali tascabili di casa nostra più attente a difendere e rinnovare le proprie leadership operative nei vari settori del comparto delle pompe pneumatiche, superando situazioni complesse come il calo improvviso del dollaro. Di qui a definire la public company la formula magica e vincente in tutte le situazioni ce ne corre. E a guardare i target price fissati in primavera dalle principali case di investimento, largamente superiori a 5 euro, va detto che il titolo non ha dato grandi soddisfazioni in una stagione borsistica assai più prodiga verso le azioni difensive. Ma dispiace che in Italia l’esempio di Interpump non lo voglia (o possa) seguire proprio nessuno.
 
MF

Interpump, buy back sul 5% Il titolo vola


Interpump decide un buy back su circa il 5% del capitale e il titolo balza a piazza Affari del 3% con scambi boom (è passato di mano l'1%). Ieri, infatti, l'assemblea ha deliberato la riduzione del capitale sociale mediante l'annullamento e la cancellazione di 4.106.240 di azioni proprie, pari a circa il 5% del capitale. Il capitale sociale risulta ora composto da un totale di 79.920.260 di azioni e le azioni proprie ancora in circolazione risultano pari a 4 milioni. La riduzione del capitale, prosegue la nota, ha lo scopo di ottimizzare la struttura patrimoniale della società e di ridurre il costo medio del capitale. L'assemblea ha autorizzato, inoltre, il cda all'acquisto di ulteriori 3.992.000 di azioni.
Giovanni Cavallini, vicepresidente e amministratore delegato di Interpump group, ha dichiarato: ´La cancellazione delle azioni proprie deliberata si inserisce nella più ampia strategia di creazione di valore per gli azionisti, da sempre perseguita con determinazione da Interpump group. Si tratta di un'operazione peraltro rara nel nostro paese e ritengo che il mercato apprezzerà questa decisione, che costituisce la risposta anche ai numerosi suggerimenti e alle richieste in tal senso da parte dei nostri investitori'.
 
Un vero peccato che le aziende sane non siano seguite come si deve....

:mmmm:


Un ingresso sui 4 Euri non dovrebbe essere malvagio....

:)
 
Samuel Monk ha scritto:
Un vero peccato che le aziende sane non siano seguite come si deve....

:mmmm:


Un ingresso sui 4 Euri non dovrebbe essere malvagio....

:)

Entrato questa mattina a 4,07.
 
Ottimo ingresso, direi... ;)

Godiamoci il buy back... novembre sarà il suo mese...
 
Interpump incassa un credito da 120 milioni e si prepara a effettuare nuove acquisizioni

di Stefania Pescarmona - 18-12-2004

Interpump ha archiviato la settimana all’insegna del rally. A Piazza Affari i titoli del gruppo reggiano hanno messo a segno, in cinque giorni, un rialzo di poco inferiore al 5 per cento. A infiammare le azioni del leader mondiale nel settore delle pompe ad alta pressione e delle prese di forza oleodinamiche è stato l’annuncio di un accordo, sottoscritto con un pool di banche italiane ed estere, per la concessione di due prestiti da 120 milioni complessivi. I finanziamenti, da 60 milioni ciascuno, avranno una durata media di 4 anni e 4 mesi e serviranno a sostenere una crescita per linee esterne. Già in estate lo stesso amministratore delegato, Giovanni Cavallini, aveva parlato di «possibili acquisizioni in Italia e in Europa» e diversi report indicavano proprio l’area cleaning come candidata a operazioni straordinarie. Positivo il giudizio degli analisti: per Banca Akros il titolo è buy, Centrosim ha fissato un target price a 4,9 euro e Banca Aletti ha suggerito di acquistare le azioni fino al prezzo obiettivo di 4,66 euro. Interpump ha chiuso i primi nove mesi dell’anno con 420 milioni di ricavi netti, in aumento del 9,2% rispetto allo stesso periodo del 2003, con un ebitda di 65,2 milioni (+8,3%) e un utile netto di competenza di 15,1 milioni (+41,9% grazie principalmente a una migliore gestione finanziaria e alla riduzione dell’aliquota fiscale). Per il triennio 2004-2006, Banca Aletti stima una crescita organica media annua del fatturato di Interpump del 6,1% e un incremento del margine operativo lordo dell’8,5 per cento.
 
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