" se Putin vince minaccerà la Nato"

Nei paesi baltici però a ghettizzare la minoranza russa sul proprio territorio vuol dire attirarsi le attenzioni certo non amichevoli della Russia.
 
Nei paesi baltici però a ghettizzare la minoranza russa sul proprio territorio vuol dire attirarsi le attenzioni certo non amichevoli della Russia.
la minoranza russa su altri territori la puoi trattare bene o male, non fa differenza per il Kremlino, per il quale è solo uno strumento di pressione e di interferenza sui paesi confinanti. L'attenzione non amichevole da parte della russia l'avrebbero lo stesso.
Puoi vedere da te quanto gli interessa dei russofoni del Dombass, mandati a morire a centinaia al giorno, e quanto gli interessa delle città del Dombass, rase sistematicamente al suolo.
D'altra parte non pare che all'autocrate interessi poi molto nemmeno dei russi che vivono in russia, vista la facilità con la quale li trasforma in carne da cannone.
 
Concordo pienamente.
La guerra in Ucraina è in effetti l'alibi per giustificare quelle che già c'erano
Del resto le ingenti risorse russe fanno gola a tutti e motivo in più per considerare Lisbona solo una boutade. Gli investimenti militari tedeschi si spiegano anche in questa logica, sempre presenti quando c'è una ricca torta da spartire e veicolare certi msg serve a preparare l'opinione pubblica anche ad un possibile intervento.
 
Del resto le ingenti risorse russe fanno gola a tutti e motivo in più per considerare Lisbona solo una boutade. Gli investimenti militari tedeschi si spiegano anche in questa logica, sempre presenti quando c'è una ricca torta da spartire e veicolare certi msg serve a preparare l'opinione pubblica anche ad un possibile intervento.
Fanno gola a tutti de che? È Putin che è andato all/in altrimenti chi gli toccava una zolla di terra? Il fine diventa un mezzo, l'aggressore diventa aggredito, nel magico mondo di AP, Papalla e Lewis Carroll tutto è il contrario di tutto.
Confusione. :o
 
Nei paesi baltici però a ghettizzare la minoranza russa sul proprio territorio vuol dire attirarsi le attenzioni certo non amichevoli della Russia.
la "minoranza russa" deve rispettare la legge del paese dove sta
altrimenti se ne devono tornare affan*lo nella madre patria e non rompere o minacciare

per me ogni stato dovrebbe espellere come misura preventiva tutte le comunità russe perchè sono fonti di pericoli e guai in vista.
 
Fanno gola a tutti de che? È Putin che è andato all/in altrimenti chi gli toccava una zolla di terra? Il fine diventa un mezzo, l'aggressore diventa aggredito, nel magico mondo di AP, Papalla e Lewis Carroll tutto è il contrario di tutto.
Confusione. :o
Vedremo come evolverà la situazione, ma evitiamo di prenderci in giro ed il gioco dell'oca tornando sempre a come il tutto è nato. Lo sappiamo tutti!

Non siamo nel "magico mondo Carrol" ma nel Senato della Repubblica e si tratta di ex ambasciatore e rappresentante quotato della maggioranza.

I vantaggi di un mondo post-Russia
 
Vedremo come evolverà la situazione, ma evitiamo di prenderci in giro ed il gioco dell'oca tornando sempre a come il tutto è nato. Lo sappiamo tutti!

Non siamo nel "magico mondo Carrol" ma nel Senato della Repubblica e si tratta di ex ambasciatore e rappresentante quotato della maggioranza.

I vantaggi di un mondo post-Russia
Del resto le ingenti risorse ucraine del Donbas fanno gola a tutti gerarchi di Mosca.
 
Del resto le ingenti risorse ucraine del Donbas fanno gola a tutti gerarchi di Mosca.
Nessuno lo nega ma altrettanto vale per la UE e non solo o davvero pensiamo che fornitura di armi e ricostruzione siano generosi regali natalizi?!
 
Vedremo come evolverà la situazione, ma evitiamo di prenderci in giro ed il gioco dell'oca tornando sempre a come il tutto è nato. Lo sappiamo tutti!

Non siamo nel "magico mondo Carrol" ma nel Senato della Repubblica e si tratta di ex ambasciatore e rappresentante quotato della maggioranza.

I vantaggi di un mondo post-Russia
un mondo post russia è uno scenario possibile.
come è stato possibile ed è diventato reale un mondo post URSS.
Quindi?
Le possibilità di questo scenario risiedono nelle debolezze strutturali del mondo russo. Incapace di competere da una parte con un colosso cinese da 1 miliardo di persone, dall'atra con un'europa dove i paesi fanno la fila per entrare.
I motivi? incapacità di offrire un modello politico - economico che possa minimamente interessare, per competere con l'occidente, e la difficile partita tra dittatori con il colosso cinese, dove sei indietro sia in termini di PIL, che di capacità di innovazione, che di popolazione.
Se poi guardi al Caucaso, hai una popolazione musulmana, mediamente trattata ancora come cittadini di serie B, più affine culturalmente all'Iran che a Mosca.
L'incapacità di dare risposte a queste sfide porta l'autocrate a puntare sull'unica strada possibile (unica strada possibile per l'attuale struttura di potere russa): raggiungere con la forza quel minimo di popolazione e di PIL che tengano a galla la baracca. E questo lo può trovare nel mondo ex URSS, con predilezione verso Baltici, Ucraina, Moldavia e Bielorusia (popoli che, quando non li sta massacrando, vengono definiti come fratelli e affini).
La minaccia esistenziale della NATO risiede in questo: non che la NATO attacchi la Russia, ma che i popoli "fratelli", che se ti vedono come fratello, ti vedono come Caino, possano trovare una protezione che li renda difficilmente aggredibili.
In questo senso è chiaro che non basterà l'Ucraina, ma, in maniera diretta o indiretta, per sopravvivere come nazione "egemone" servirà altro, viste le sfide con Cina, UE, USA, India.... e vista l'incapacità, o la mancanza di volontà, di intraprendere la sfide di rendere il mondo russo un mondo attraente per chi gli sta vicino e sufficientemente confortevole da non desiderare altrimenti per chi gli sta già dentro.
Dovremmo lasciarlo fare?
L'abbiamo lasciato fare per vent'anni, tollerando atteggiamenti sempre più "muscolari" verso i propri vicini (quotidiane invasioni di spazi aerei, militarizzazione dell'enclave di Kaliningrad) e vere e proprie invasioni (Georgia, Crimea e Dombass), mentre gli garantivamo accesso ai nostri mercati, alle nostre tecnologie e il fondamentale sostegno alla sua economia come miglior cliente delle sue materie prime.
Lasciarlo fare ha un costo importante non solo in termini di sacrificio di vite e libertà di Ucraini, Bielorussi, Georgiani, Moldavi, ecc..., ma anche in termini di "rottura" dell'architettura del diritto internazionale che ha garantito bene o male il mondo dal 45 in avanti.
E anche lasciandolo fare, è tutt'altro che scontata la "tenuta" del polo russo in un mondo multipolare (già oggi è così) che non collabora ma che compete in preparazione militare, in innovazione tecnologica, in popolazione e PIL. Non riesco trovare nessun aspetto dove la russia (attuale o espansa in Ucraina e Bielorussia) possa essere competitiva nel medio termine.
 
un mondo post russia è uno scenario possibile.
come è stato possibile ed è diventato reale un mondo post URSS.
Quindi?
Le possibilità di questo scenario risiedono nelle debolezze strutturali del mondo russo. Incapace di competere da una parte con un colosso cinese da 1 miliardo di persone, dall'atra con un'europa dove i paesi fanno la fila per entrare.
I motivi? incapacità di offrire un modello politico - economico che possa minimamente interessare, per competere con l'occidente, e la difficile partita tra dittatori con il colosso cinese, dove sei indietro sia in termini di PIL, che di capacità di innovazione, che di popolazione.
Se poi guardi al Caucaso, hai una popolazione musulmana, mediamente trattata ancora come cittadini di serie B, più affine culturalmente all'Iran che a Mosca.
L'incapacità di dare risposte a queste sfide porta l'autocrate a puntare sull'unica strada possibile (unica strada possibile per l'attuale struttura di potere russa): raggiungere con la forza quel minimo di popolazione e di PIL che tengano a galla la baracca. E questo lo può trovare nel mondo ex URSS, con predilezione verso Baltici, Ucraina, Moldavia e Bielorusia (popoli che, quando non li sta massacrando, vengono definiti come fratelli e affini).
La minaccia esistenziale della NATO risiede in questo: non che la NATO attacchi la Russia, ma che i popoli "fratelli", che se ti vedono come fratello, ti vedono come Caino, possano trovare una protezione che li renda difficilmente aggredibili.
In questo senso è chiaro che non basterà l'Ucraina, ma, in maniera diretta o indiretta, per sopravvivere come nazione "egemone" servirà altro, viste le sfide con Cina, UE, USA, India.... e vista l'incapacità, o la mancanza di volontà, di intraprendere la sfide di rendere il mondo russo un mondo attraente per chi gli sta vicino e sufficientemente confortevole da non desiderare altrimenti per chi gli sta già dentro.
Dovremmo lasciarlo fare?
L'abbiamo lasciato fare per vent'anni, tollerando atteggiamenti sempre più "muscolari" verso i propri vicini (quotidiane invasioni di spazi aerei, militarizzazione dell'enclave di Kaliningrad) e vere e proprie invasioni (Georgia, Crimea e Dombass), mentre gli garantivamo accesso ai nostri mercati, alle nostre tecnologie e il fondamentale sostegno alla sua economia come miglior cliente delle sue materie prime.
Lasciarlo fare ha un costo importante non solo in termini di sacrificio di vite e libertà di Ucraini, Bielorussi, Georgiani, Moldavi, ecc..., ma anche in termini di "rottura" dell'architettura del diritto internazionale che ha garantito bene o male il mondo dal 45 in avanti.
E anche lasciandolo fare, è tutt'altro che scontata la "tenuta" del polo russo in un mondo multipolare (già oggi è così) che non collabora ma che compete in preparazione militare, in innovazione tecnologica, in popolazione e PIL. Non riesco trovare nessun aspetto dove la russia (attuale o espansa in Ucraina e Bielorussia) possa essere competitiva nel medio termine.
Un mondo dove non esiste più la russia attuale sarebbe un mondo molto migliore.
 
la "minoranza russa" deve rispettare la legge del paese dove sta
altrimenti se ne devono tornare affan*lo nella madre patria e non rompere o minacciare

per me ogni stato dovrebbe espellere come misura preventiva tutte le comunità russe perchè sono fonti di pericoli e guai in vista.
Ognuno si racconta le fantasie che vuole, non è che mi interessano.
Imo è solamente meglio non fare la guerra contro uno stato super-armato al quale si è pensato bene di sottrarre un pezzo di terra e di gente, nel momento in cui è crollato, nel 91, l'URSS. Siete di altro parere? Le ragioni sono tutte dell'occidente? Pazienza. C'è la guerra apposta per dirimere la questione. Basta attendere.
 
Ognuno si racconta le fantasie che vuole, non è che mi interessano.
Imo è solamente meglio non fare la guerra contro uno stato super-armato al quale si è pensato bene di sottrarre un pezzo di terra e di gente, nel momento in cui è crollato, nel 91, l'URSS. Siete di altro parere? Le ragioni sono tutte dell'occidente? Pazienza. C'è la guerra apposta per dirimere la questione. Basta attendere.
realistico e quindi preferibile ad ogni manfrina moralistica con la quale i guerrafondai colonialisti(e quindi poche balle) narcotizzano la opinione pubblica.
anche perchè sta diventando sempre più difficile.e ancora manca qualche grana nel pacifico per fare enplein.
 
Ognuno si racconta le fantasie che vuole, non è che mi interessano.
Imo è solamente meglio non fare la guerra contro uno stato super-armato al quale si è pensato bene di sottrarre un pezzo di terra e di gente, nel momento in cui è crollato, nel 91, l'URSS. Siete di altro parere? Le ragioni sono tutte dell'occidente? Pazienza. C'è la guerra apposta per dirimere la questione. Basta attendere.
Esatto, non ci interessano le tue fantasie.
uno stato "super-armato" (è chiaro che non lo sono altrimenti avrebbero già preso l'ucraina) non puo' fare quel cavolo che vuole.
L'Ucraina non appartiene a Mosca, fattene una ragione.
 
I russi avevano l'occasione di evolvere in Eurasia, accanto all'Ue e non lo hanno fatto perché la loro classe politica è contraria a dirimere i possibili attriti con il negoziato, magari sfibrante, ma negoziato. Hanno la tendenza a credersi portatori di istanze superiori e non accetteranno mai di essere stato tra stati come nella comunità europea, sono destinati a soccombere anche se trionfano in Ucraina, è il loro canto del cigno. Verranno smembrati per la loro insipienza e per l'interesse di un pugno di oligarchi che vivono i fasti del presente e quando crepano non c'è ne più per nessuno. Politica miope.
 
un mondo post russia è uno scenario possibile.
come è stato possibile ed è diventato reale un mondo post URSS.
Quindi?
Le possibilità di questo scenario risiedono nelle debolezze strutturali del mondo russo. Incapace di competere da una parte con un colosso cinese da 1 miliardo di persone, dall'atra con un'europa dove i paesi fanno la fila per entrare.
I motivi? incapacità di offrire un modello politico - economico che possa minimamente interessare, per competere con l'occidente, e la difficile partita tra dittatori con il colosso cinese, dove sei indietro sia in termini di PIL, che di capacità di innovazione, che di popolazione.
Se poi guardi al Caucaso, hai una popolazione musulmana, mediamente trattata ancora come cittadini di serie B, più affine culturalmente all'Iran che a Mosca.
L'incapacità di dare risposte a queste sfide porta l'autocrate a puntare sull'unica strada possibile (unica strada possibile per l'attuale struttura di potere russa): raggiungere con la forza quel minimo di popolazione e di PIL che tengano a galla la baracca. E questo lo può trovare nel mondo ex URSS, con predilezione verso Baltici, Ucraina, Moldavia e Bielorusia (popoli che, quando non li sta massacrando, vengono definiti come fratelli e affini).
La minaccia esistenziale della NATO risiede in questo: non che la NATO attacchi la Russia, ma che i popoli "fratelli", che se ti vedono come fratello, ti vedono come Caino, possano trovare una protezione che li renda difficilmente aggredibili.
In questo senso è chiaro che non basterà l'Ucraina, ma, in maniera diretta o indiretta, per sopravvivere come nazione "egemone" servirà altro, viste le sfide con Cina, UE, USA, India.... e vista l'incapacità, o la mancanza di volontà, di intraprendere la sfide di rendere il mondo russo un mondo attraente per chi gli sta vicino e sufficientemente confortevole da non desiderare altrimenti per chi gli sta già dentro.
Dovremmo lasciarlo fare?
L'abbiamo lasciato fare per vent'anni, tollerando atteggiamenti sempre più "muscolari" verso i propri vicini (quotidiane invasioni di spazi aerei, militarizzazione dell'enclave di Kaliningrad) e vere e proprie invasioni (Georgia, Crimea e Dombass), mentre gli garantivamo accesso ai nostri mercati, alle nostre tecnologie e il fondamentale sostegno alla sua economia come miglior cliente delle sue materie prime.
Lasciarlo fare ha un costo importante non solo in termini di sacrificio di vite e libertà di Ucraini, Bielorussi, Georgiani, Moldavi, ecc..., ma anche in termini di "rottura" dell'architettura del diritto internazionale che ha garantito bene o male il mondo dal 45 in avanti.
E anche lasciandolo fare, è tutt'altro che scontata la "tenuta" del polo russo in un mondo multipolare (già oggi è così) che non collabora ma che compete in preparazione militare, in innovazione tecnologica, in popolazione e PIL. Non riesco trovare nessun aspetto dove la russia (attuale o espansa in Ucraina e Bielorussia) possa essere competitiva nel medio termine.
Sono io a chiedere... Quindi? Perché sono valutazioni anche in buona parte condivisibili, ma la mia risposta era a chi, con la solita eleganza, mi imputava di dsegnare scenari fantasiosi. Ho evidenziato come il tema e gli scenari post Russia siano pienamente sul tavolo auspicando nei fatti l'implosione frantumazione.

Parli di "lasciarlo fare"... Peccato che in molti casi chi anche a ragione avversa Putin sia il primo a giustificare o sostenere chi utilizza metodi quantomeno analoghi vedi Netanhyau, con quale credibilità?
Evitiamo quanto meno l'ipocrisia del facile moralismo. l'Occidente fa affari con altrettanti autocrati o sostituisce regimi con altri più compiacenti o controllabili, non certo più democratici. Premesso che la Russia è un Paese enorme e complesso da governare, un'evoluzione politica in senso democratico come economica e tecnologica necessita di tempi e non può essere confrontata con democrazie mature. Se non altro Putin è stato in grado di tenere insieme quella che può diventare una polveriera travolta da spinte autonomiste. Lasciare nelle mani di ras, avventurieri e potentati locali un enorme arsenale nucleare a due passi dall'Europa non mi pare una prospettiva auspicabile. Senza dimenticare che anche in contesti meno complicati l'export di democrazia non ha portato a grandi risultati.
 
Sono io a chiedere... Quindi? Perché sono valutazioni anche in buona parte condivisibili, ma la mia risposta era a chi, con la solita eleganza, mi imputava di dsegnare scenari fantasiosi. Ho evidenziato come il tema e gli scenari post Russia siano pienamente sul tavolo auspicando nei fatti l'implosione frantumazione.

Parli di "lasciarlo fare"... Peccato che in molti casi chi anche a ragione avversa Putin sia il primo a giustificare o sostenere chi utilizza metodi quantomeno analoghi vedi Netanhyau, con quale credibilità?
Evitiamo quanto meno l'ipocrisia del facile moralismo. l'Occidente fa affari con altrettanti autocrati o sostituisce regimi con altri più compiacenti o controllabili, non certo più democratici. Premesso che la Russia è un Paese enorme e complesso da governare, un'evoluzione politica in senso democratico come economica e tecnologica necessita di tempi e non può essere confrontata con democrazie mature. Se non altro Putin è stato in grado di tenere insieme quella che può diventare una polveriera travolta da spinte autonomiste. Lasciare nelle mani di ras, avventurieri e potentati locali un enorme arsenale nucleare a due passi dall'Europa non mi pare una prospettiva auspicabile. Senza dimenticare che anche in contesti meno complicati l'export di democrazia non ha portato a grandi risultati.
guarda che la condiscendenza che ha avuto Putin da parte di tutto il mondo occidentale, e gli aiuti che ha avuto la Russia post 1990 da parte di quello stesso mondo, stanno a dimostrare come lo scenario del collasso russo è inviso a tutti (o almeno all'Occidente, mentre probabilmente la Cina lo vede come un'opportunità).
Abbiamo fatto affari con un dittatore che avvelena con il polonio i suoi nemici come e meglio di come facciamo affari con gli emiri e con la Cina.
E questo proprio per sostenere la Russia come nazione. Nel pensiero del duo franco-tedesco, che questa politica ha perseguito per più di vent'anni, dare all'orso russo spazi economici e politici nella sua relazione con l'europa avrebbe permesso di avere un orso vivo e mansueto.
Clamorosa in questo senso, dal mio punto di vista, la reazione praticamente nulla all'invasione della Georgia (perchè di invasione si è trattato) dove si è arrivato ad addossare all'invaso di aver provocato l'invasore, pur di trovare una scappatoia al dover prendere posizione alla luce del diritto internazionale.
Appena un po' più marcata la reazione all'invasione (perchè di invasione si è trattato) della Crimea, ma già dopo qualche anno si parlava di riammettere la russia nel G8 (Putin, sì a nuovo G8 ma in Russia - Notizie - Ansa.it).
A nulla è servito, anzi probabilmente tutto è stato letto come segno di debolezza e carta bianca per ulteriori azioni.
Ma sono convinto che se l scelta fosse tra una russia integra, che si prende parte dell'ucraina e si ferma li, e dall'altra parte una russia dilaniata in guerra civile, l'Occidente preferirebbe la prima soluzione.
Perchè non sta andando così?
- reazione Ucraina, da vero popolo, che ha impedito che tutto finisse in tre giorni ed il mondo si trovasse a gestire uno stato di fatto.
- impossibilità da parte di USA e GB di negare completamente lo spirito del memorandum di Budapest, che li vede garanti dell'integrità territoriale e dell'indipendenza dell'Ucraina. Nessuno ha messo uomini, aerei, missili a lunga gittata, ecc... ma negare anche l'aiuto parziale finora garantito avrebbe cancellato qualsiasi credibilità degli USA come garante dell'ordine mondiale
- violazione così macroscopica del diritto internazionale, non giustificabile con la foglia di fico della difesa delle repubbliche farlocche e la lotta al nazismo, di fronte alla quale una mancata reazione avrebbe probabilmente significato il "libera tutti" nella soluzione armata di pretese territoriali;
- il fatto che finalmente ci si è accorti che "il re è nudo", cioè ce l'offerta di pace e commercio da parte del mondo occidentale non basta alla russia, e che darle in pasto georgia e crimea non è stato sufficiente. E ci si pone (lo pongono con forza tutti i paesi confinanti) il tema di fermare la russia adesso per non dover vedere domani un altro paese aggredito.

L'aver portato ad affrontare l'ipotesi di una dissoluzione della russia (ripeto, foriera di problemi enormi all'ordine internazionale, cioè in primis ad USA e Occidente) trattandola come una probabilità più che come una possibilità è cosa da imputare alla russia di Putin, ai suoi limiti politici e culturali.

Non credo che in nulla che ho scritto si possa rilevare traccia di "facile moralismo", magari mi sbaglio.
 
guarda che la condiscendenza che ha avuto Putin da parte di tutto il mondo occidentale, e gli aiuti che ha avuto la Russia post 1990 da parte di quello stesso mondo, stanno a dimostrare come lo scenario del collasso russo è inviso a tutti (o almeno all'Occidente, mentre probabilmente la Cina lo vede come un'opportunità).
Abbiamo fatto affari con un dittatore che avvelena con il polonio i suoi nemici come e meglio di come facciamo affari con gli emiri e con la Cina.
E questo proprio per sostenere la Russia come nazione. Nel pensiero del duo franco-tedesco, che questa politica ha perseguito per più di vent'anni, dare all'orso russo spazi economici e politici nella sua relazione con l'europa avrebbe permesso di avere un orso vivo e mansueto.
Clamorosa in questo senso, dal mio punto di vista, la reazione praticamente nulla all'invasione della Georgia (perchè di invasione si è trattato) dove si è arrivato ad addossare all'invaso di aver provocato l'invasore, pur di trovare una scappatoia al dover prendere posizione alla luce del diritto internazionale.
Appena un po' più marcata la reazione all'invasione (perchè di invasione si è trattato) della Crimea, ma già dopo qualche anno si parlava di riammettere la russia nel G8 (Putin, sì a nuovo G8 ma in Russia - Notizie - Ansa.it).
A nulla è servito, anzi probabilmente tutto è stato letto come segno di debolezza e carta bianca per ulteriori azioni.
Ma sono convinto che se l scelta fosse tra una russia integra, che si prende parte dell'ucraina e si ferma li, e dall'altra parte una russia dilaniata in guerra civile, l'Occidente preferirebbe la prima soluzione.
Perchè non sta andando così?
- reazione Ucraina, da vero popolo, che ha impedito che tutto finisse in tre giorni ed il mondo si trovasse a gestire uno stato di fatto.
- impossibilità da parte di USA e GB di negare completamente lo spirito del memorandum di Budapest, che li vede garanti dell'integrità territoriale e dell'indipendenza dell'Ucraina. Nessuno ha messo uomini, aerei, missili a lunga gittata, ecc... ma negare anche l'aiuto parziale finora garantito avrebbe cancellato qualsiasi credibilità degli USA come garante dell'ordine mondiale
- violazione così macroscopica del diritto internazionale, non giustificabile con la foglia di fico della difesa delle repubbliche farlocche e la lotta al nazismo, di fronte alla quale una mancata reazione avrebbe probabilmente significato il "libera tutti" nella soluzione armata di pretese territoriali;
- il fatto che finalmente ci si è accorti che "il re è nudo", cioè ce l'offerta di pace e commercio da parte del mondo occidentale non basta alla russia, e che darle in pasto georgia e crimea non è stato sufficiente. E ci si pone (lo pongono con forza tutti i paesi confinanti) il tema di fermare la russia adesso per non dover vedere domani un altro paese aggredito.

L'aver portato ad affrontare l'ipotesi di una dissoluzione della russia (ripeto, foriera di problemi enormi all'ordine internazionale, cioè in primis ad USA e Occidente) trattandola come una probabilità più che come una possibilità è cosa da imputare alla russia di Putin, ai suoi limiti politici e culturali.

Non credo che in nulla che ho scritto si possa rilevare traccia di "facile moralismo", magari mi sbaglio.
ho fatto una fatica bestia a leggere quello che hai scritto
nonostante la buona volontà, a metà ho abbandonato, sorry
 
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