Secondo voi esiste il libero arbitrio?

watson

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Ho avuto una ponzata per il quale rischio di prendere il premio Nobrut.
Dunque,se "io" fossi nato in un campo di zingari a questo punto sarei con altissima probabilità uno zingaro.
Poichè "io" non ho alcun controllo sull'ambiente nel quale cresco e sui genitori che mi generano,dove sta la mia libertà?
Per me non esiste la libertà.
 
Scritto da watson
Ho avuto una ponzata per il quale rischio di prendere il premio Nobrut.
Dunque,se "io" fossi nato in un campo di zingari a questo punto sarei con altissima probabilità uno zingaro.
Poichè "io" non ho alcun controllo sull'ambiente nel quale cresco e sui genitori che mi generano,dove sta la mia libertà?
Per me non esiste la libertà.


Io penso che gli uomini e gli antichi progenitori, siano il frutto di milioni di anni di continuo e reciproco adattamento con l'ambiente, con l'esigenza primaria di vivere e sopravvivere.

..in questo contesto dovrebbe starci il anche il libero arbitrio, certo è difficile collocarcelo ed io non ho certezze….. solo chi ha fede può dartele…
FR
 
Re: Re: Secondo voi esiste il libero arbitrio?

Scritto da FR

..in questo contesto dovrebbe starci il anche il libero arbitrio, certo è difficile collocarcelo ed io non ho certezze….. solo chi ha fede può dartele…
FR

"Liberi soggiacete" (Dante)
 
no non esite :il sorteggio é pilotato e poi c' é la sudditanza psicologica nei confronti delle grandi squadre
 
Certo che esiste: ognuno è libero di seguire il proprio destino, se gli garba.

Altrimenti un'alternativa ce l'ha, ma una sola

Il resto è oppio, parole, preghiere
 
...esiste il libero arbitrio?

Mah, io me lo chiedo, ad esempio, ogni volta che conosco una bella donna che mi sorride.

Oppure ogni volta che vedo il tiggì e per me in quel momento esistono nel mondo solo i problemi di cui mi hanno parlato.

...Secondo me è "libero" solo in parte.
Trattasi di libertà condizionata.
 
Ultima modifica:
Ho avuto una ponzata per il quale rischio di prendere il premio Nobrut.
Dunque,se "io" fossi nato in un campo di zingari a questo punto sarei con altissima probabilità uno zingaro.
Poichè "io" non ho alcun controllo sull'ambiente nel quale cresco e sui genitori che mi generano,dove sta la mia libertà?
Per me non esiste la libertà.

Parliamone.
 
Ho avuto una ponzata per il quale rischio di prendere il premio Nobrut.
Dunque,se "io" fossi nato in un campo di zingari a questo punto sarei con altissima probabilità uno zingaro.
Poichè "io" non ho alcun controllo sull'ambiente nel quale cresco e sui genitori che mi generano,dove sta la mia libertà?
Per me non esiste la libertà.

Se ci svincoliamo da interpretazioni e preconcetti religiosi, è evidente che la libertà di scelta esiste per tutti.
E' chiaro che certe scelte sono più facili per qualcuno e meno per altri; o addirittura possibili per qualcuno e impossibile per altri.
Nel momento in cui nasciamo, siamo dotati di caratteristiche, alcune delle quali uniche che ci contraddistinguono (vedi per esempio il colore della pelle, l'altezza, il colore degli occhi etc. etc.) purtoppo non abbiamo libero arbitrio su queste.
Allo stesso modo l'ambiente in cui nasciamo è anch'esso una caratteristica che in un qualche modo ci vincola, anche se meno strettamente.
Ma in ogni caso, qualsiasi siano le nostre condizioni al contorno, abbiamo sempre dei gradi di libertà sui quali possiamo agire da soli nella più piena libertà (attenzione, non abbiamo tutti i gradi di libertà che probabilmente intendi tu).
Il nostro futuro, oltre che dipendere da altri fenomeni, dipende molto anche da noi!
 
Ho avuto una ponzata per il quale rischio di prendere il premio Nobrut.
Dunque,se "io" fossi nato in un campo di zingari a questo punto sarei con altissima probabilità uno zingaro.
Poichè "io" non ho alcun controllo sull'ambiente nel quale cresco e sui genitori che mi generano,dove sta la mia libertà?
Per me non esiste la libertà.





Quando creò gli esseri umani, diede loro questa stessa meravigliosa facoltà: il libero arbitrio. Questa è una ragione per cui troviamo insopportabile essere resi schiavi da governanti oppressivi.:D:D:D:cool::cool::cool::cool:
 
Quando creò gli esseri umani, diede loro questa stessa meravigliosa facoltà: il libero arbitrio. Questa è una ragione per cui troviamo insopportabile essere resi schiavi da governanti oppressivi.:D:D:D:cool::cool::cool::cool:

Condivido tutto quello che hai detto, tranne il fatto che il libero arbitrio ci sia stato concesso da un dio cosciente.
 
Io credo che il libero arbitrio esista...altrimenti non cambierebbe mai nulla!La storia si ripeterebbe non soltanto nel suo aspetto macroscopico ma anche in quelli microscopico! :yes:
 
un conto è quel che crediamo di essere, un altro quel che siamo...
so' du' cose avulse... ce sta 'na spaltung...
 
Sono assolutamente convinto che non esiste la libertà. Ma sono relativamente convinto che possiamo vivere momenti in cui ci sentiamo liberi.
 
Ho avuto una ponzata per il quale rischio di prendere il premio Nobrut.
Dunque,se "io" fossi nato in un campo di zingari a questo punto sarei con altissima probabilità uno zingaro.
Poichè "io" non ho alcun controllo sull'ambiente nel quale cresco e sui genitori che mi generano,dove sta la mia libertà?
Per me non esiste la libertà.
se tu fossi nato in un campo di zingari ed avessi scritto un post similare, anche qualcosa del tipo "se fossi nato in una famiglia di moderatori", ecco sarebbe la dimostrazione che il libero arbitrio esiste.
 
Ho avuto una ponzata per il quale rischio di prendere il premio Nobrut.
Dunque,se "io" fossi nato in un campo di zingari a questo punto sarei con altissima probabilità uno zingaro.
Poichè "io" non ho alcun controllo sull'ambiente nel quale cresco e sui genitori che mi generano,dove sta la mia libertà?
Per me non esiste la libertà.

grande domanda.
sicuramente molto dipende dal luogo in cui si nasce,ma successivamente contano le capacità.
nulla è eterno....ed anche se nasci nelle condizioni piu complicate,la tua forza di volonta puo sconfiggere qualunque ostacolo.
sicuramente però molto dipende dalle circostanze:se uno stamattina avesse deciso di investire tutti i suoi risparmi su un rialzo dei tassi ma non riesce a farlo perche non gli si accende il pc.
poi capita che trichet non alza.
quella persona si è salvata.
e si è salvata per cause non riconducibili a lui.
è un discorso infinito.
l'unica certezza è
sempre e comunque trichet....ovunque tu sia....tacci tua!!!
 
se tu fossi nato in un campo di zingari ed avessi scritto un post similare, anche qualcosa del tipo "se fossi nato in una famiglia di moderatori", ecco sarebbe la dimostrazione che il libero arbitrio esiste.

:mmmm:

nato in una famiglia di moderatori .... ma io sono il Padre e dunque non generato ! E il Padre non cessa di essere non generato, per il fatto che ha generato, né il Figlio cessa di essere generato, perché proviene da un Essere non generato - come lo potrebbe, infatti?
 
mah

Io credo che il libero arbitrio esista. Il limite a cui sottostiamo sono le circostanze in cui lo esercitiamo. E sono proprio le circostanze che impedendo una completa mobilità mentale mettono alla prova lo spessore di ciascuno di noi.
 
Da un punto di vista esterno oggettivo la volontà è legata causalmente, ma da un punto di vista interno soggettivo la volontà è libera e il punto di vista esterno non è il solo giusto e comprensibile. Immediato e parimenti accettabile è il punto di vista soggettivo che è diverso per ciascuno di noi e che perciò non si presta a considerazioni scientifiche, dal punto di vista personale la propria volontà è indeterminabile e dunque libera. Effettivamente c'è un punto nell'immensità del mondo che non solo praticamente ma anche logicamente rimane inaccessibile ad ogni scienza e a ogni studio causale: questo punto è il nostro io, un piccolissimo punto che è un intero universo. La premessa indispensabile di uno studio scientifico è la distanza tra il soggetto che indaga e l'oggetto dell'indagine: finché siamo noi il soggetto che studia, dobbiamo rinunciare ad ogni giudizio causale sul nostro io presente. Se si tratta di noi siamo in diritto di credere alle più illimitate possibilità, ai più strani impulsi latenti, a qualunque miracolo, senza dover temere di entrare mai in conflitto colla legge causale. Come il presente anche il nostro futuro non sarà mai causalmente comprensibile e la legge causale è inapplicabile anche ai nostri simili fra cui viviamo. E' chiaro che la scienza non può esserci di guida per il sentiero della nostra vita, perché mediante considerazioni logiche non potremo mai renderci conto dei motivi delle nostre azioni. L'uomo ha bisogno di principi per decidere ciò che deve e ciò che non deve fare, ne ha un bisogno più urgente della conoscenza scientifica e tale guida può essere trovata nella legge morale, sostituendo all'intelligenza la volontà e alla conoscenza scientifica la fede religiosa. Anche chi fosse infatuato da immature teorie sociali dovrebbe comprendere che la legge causale, se non può servirci da direttiva per le nostre azioni, non potrà mai scaricarci dalla nostra piena responsabilità morale.
Tutte le cose devono servire per il meglio a chi ama Dio diceva San Paolo. Solo una fede può farci accettare le peggiori sventure come necessità utili per preservarci da disgrazie più grandi. Se l'assoluto esistesse solo nella esperienza di ognuno, dovrebbero esserci tante fisiche quanti sono i fisici:
non siamo noi che creiamo il mondo ma è il mondo esterno che ci impone una violenza elementare. La nostra condizione è paragonabile a quella di un alpinista che non conosce le montagne per cui cammina e non sa mai se dietro la cima che vede davanti a sé non ne sorge per una più alta. Le fondamenta di ogni scienza sono formate dal materiale che l'esperienza fornisce ma il materiale è sempre incompleto e non consiste che di pezzi staccati, si può completarlo solo per mezzo di associazioni di idee che non nascono dall'attività intellettiva ma dalla fantasia dello scienziato. Come dal caos di masse isolate senza forza ordinatrice non può sorgere il cosmo, così dai materiali isolati dell'esperienza senza l'opera cosciente di una fede feconda non può nascere una vera scienza. Scienza e religione concordano nell'affermare che esiste un ordinamento razionale del mondo indipendente dagli uomini e che la natura di questo ordinamento non è conoscibile ma può essere solo sospettata. La divinità a cui l'uomo cerca di avvicinarsi con i suoi simboli visibili è essenzialmente identica al potere delle leggi naturali, di cui le esperienze danno notizia allo scienziato. Ma mentre per il religioso Dio è il dato primario da cui scaturisce tutta la vita, per lo scienziato Dio sta alla fine di ogni suo pensiero, è lo scopo supremo eternamente irraggiungibile della sua ricerca. Sebbene la scienza operi con la ragione e la religione col sentimento, il senso del lavoro e la direzione del progresso concordano perfettamente tra loro: è la lotta contro lo scetticismo e il dogmatismo, contro l'incredulità e la superstizione. La scienza serve all'uomo per conoscere, la religione per agire, noi siamo in mezzo alla vita e dobbiamo spesso prendere immediate risoluzioni per la cui retta formazione non ci soccorre una lunga riflessione ma solo la saggezza che acquistiamo dal rassicurante contatto con un Dio buono e amorevole.
 
io dico di no...quello che siamo e'tutto frutto delle esperienze fatte e della genetica che e' in noi

pero inconsciamente siamo tutti convinti di averlo...altrimenti non ci incazzeremmo piu per nulla..

semplice e banale come risposta,pero mi sembra bbastanza vera.....sfido qualcuno a dimostrarmi il contrarioOK!
 
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