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FINANZA E MERCATI torna indietro



Scambi al buio, ok dalle grandi Sim
MILANO - Chi più si lamenta sono gli scalpers. Abituati a «fare lo scalpo» sulle operazioni di Borsa dei grandi investitori, e portarsi a casa in questo modo delle piccole, ma regolari e sicure plusvalenze, si sono ritrovati da mercoledì scorso ad operare al buio. Certo non si può dire che la decisione della Borsa Spa di rendere anonime le controparti e gli intermediari nelle operazioni di Borsa li abbia improvvisamente spiazzati. Poichè l'iniziativa era nota da tempo (faceva parte di un pacchetto di riforme concordate fin dal '99 tra le maggiori borse europee), così come quella di Express II, il sistema di liquidazione delle operazioni che partirà il prossimo 26 gennaio. A differenza degli scalpers e dei day traders, il cambiamento non produce alcun effetto pratico nel comportamento del grande pubblico di Borsa: ossia dei piccoli investitori che comprano titoli telefonando alla banca o alla Sim. Ma in termini di volume degli scambi l'importanza di chi opera online sta diventando sempre più forte, specie se si considera che sono gli stessi professionisti dei mercati finanziari a praticarla. Un tempo, qualsiasi operatore abilitato poteva capire chi stava intermediando un ordine e persino per conto di quale cliente (istituzionale): una anomalia nel sistema finanziario internazionale, seppur dettata da quell'esigenza di maggiore trasparenza che s'era creata dopo il fallimento di parecchi intermediari agli inizi degli anni 90. In seguito, solo l'intermediario era rimasto individuabile. Ma in ogni caso questo fatto aveva rappresentato una preziosa fonte di informazione per chi era abituato ad operare spiando le mosse dei grandi: o, addirittura, per «fare la coda», come si dice nel gergo di Piazza Affari, ai grossi ordini che transitano nelle maggiori Sim. Adeguandosi alle regole esistenti in Europa, Borsa spa non ha fatto altro che «favorire la protezione degli investitori», come era stato deciso nel '99 col Memorandum sottoscritto dalle otto maggiori borse europee. Chi, adesso, lamenta una minore trasparenza del mercato dimentica probabilmente che le motivazioni che spingono un investitore a comperare o vendere un titolo non dovrebbero avere nulla a che vedere con l'intermediario che effettua l'operazione. Almeno in teoria. Non a caso le lamentazioni, a due giorni dalla riforma, sono giunte per lo più dalle piccole Sim, da qualche agente di cambio e dagli operatori del trading online. Ma i tra i grandi intermediari di Piazza Affari, si respira invece una viva soddisfazione. E la manifestano al cronista in cambio, anche in questo caso, del completo anonimato. Così un trader dice che «finalmente s'è ritrovata quella asimmetria informativa» che dà un vantaggio al broker che possiede le maggiori informazioni sul mercato: ossia quelle sui flussi di acquisti e vendite. Ovviamente chi le possiede sono i grandi, quelli che operano per i maggiori clienti italiani e internazionali. «Per chi ha sempre avuto in mano ordini veri il cambiamento è assolutamente positivo», spiega un altro operatore che per «veri» intende gli ordini «non copiati». «Prima avveniva che subito dopo aver immesso nel book di negoziazione un grosso ordine, in tanti, vedendo chi lo intermediava, si affrettavano a fare altrettanto», aggiunge il responsabile di una Sim. Senza contare che alcuni professionisti «vendevano» ai loro clienti proprio le informazioni su chi stava acquistando o vendendo un titolo. «Finalmente si gioca a carte coperte», commenta un altro grosso operatore avvertendo tuttavia che nell'esigenza di armonizzazione internazionale prima o poi finirà pure per scomparire l'obbligo della concentrazione degli scambi. WALTER RIOLFI
Venerdí 23 Gennaio 2004

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«favorire la protezione degli investitori»

:rolleyes:


ogni volta che ci si allontana dalla "trasparenza" si vuole dare + protezione

dei magniaccia in pratica
 
«favorire la protezione degli investitori»

tutte le volte che sento queste parole mi vengono i brividi perchè con questa scusa si pongono ostacoli e limitazioni all'operato dei piccoli investitori che si risolvono in un danno agli stessi e grossi vantaggi per gli istituzionali, gli intermediari e soprattutto per i grandi speculatori off shore.

Ciao
 
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