Settore costruzioni: più di 550.000 posti di lavoro persi

  • Ecco la 72° Edizione del settimanale "Le opportunità di Borsa" dedicato ai consulenti finanziari ed esperti di borsa.

    È stata un’ottava ricca di spunti per i mercati, dapprima con l’esito delle elezioni europee, poi con i dati americani incoraggianti sull’inflazione e la riunione della Fed. L’esito delle urne ha mostrato uno spostamento verso destra del Parlamento europeo, con l’avanzata dei partiti nazionalisti più euroscettici a scapito di liberali e verdi. In Francia, il presidente Macron ha indetto il voto anticipato dopo la vittoria di Le Pen e in Germania i socialdemocratici del cancelliere tedesco Olaf Scholz hanno subito una disfatta record. L’azionario europeo ha scontato molto queste incertezze legate al rischio politico in Francia. Oltreoceano, i principali indici di Wall Street hanno raggiunto nuovi record dopo che mercoledì sera, la Fed ha mantenuto invariati i tassi nel range 5,25-5,50%. I dot plot, le proiezioni dei funzionari sul costo del denaro, stimano ora una sola riduzione quest’anno rispetto a tre previste a marzo. Lo stesso giorno è stato diffuso il report sull’inflazione di maggio, che ha mostrato un rallentamento al 3,3% e un dato core al 3,4%, meglio delle attese.
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reganam

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19/11/09
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Settore costruzioni: più di 550.000 posti di lavoro persi


L'Ance, l'Associazione Nazionale Costruttori Edili, lancia l'allarme: dall'inizio della crisi sono più di 550mila i posti di lavoro persi nel settore delle costruzioni e nei comparti ad esso collegati.
Settore costruzioni: più di 550.000 posti di lavoro persi - ControLaCrisi.org
I dati presentano il quadro della situaizone: solo nel settore delle costruzioni sono a casa 360mila lavoratori.

"Si tratta di un dramma che si consuma nel silenzio - ha spiegato l'Ance - e che è paragonabile a 72 Ilva Taranto, 450 Alcoa o 277 Termini Imerese. Emerge con tutta evidenza il rischio sociale a cui stiamo andando incontro, infatti, la perdita occupazionale complessiva ha raggiunto circa 550mila unità".
 
Un dramma soprattutto per gli extracomunitari, perchè nei cantieri di Italiani ne vedevo ben pochi lavorare.

gli extra torneranno a casa a gambe levate
saranno loro a doverci ospitare
come dite?
che non sono allocchi e prima vengono loro e poi gli italiani?
la demagogia si paga prima o poi
 
Pure l'industria ha perso un sacco di posti di lavoro ed è molto più strategica del mattone
 
Industria, persi 675 mila posti di lavoro
In 5 anni colpito un lavoratore su dieci

Televideo - Industria, persi 675 mila posti di lavoro
In 5 anni, da inizio crisi, sono 675 mila i posti di lavoro in meno nell'industria, tra andati in fumo e a rischio. ''La perdita secca'' è di 473.640 posti, cui si sommano ''201.096 lavoratori equivalenti a zero ore'', interessati da cig speciale o in deroga. Lo stima la Cisl: ''Dal lato del lavoro è stato perso il 10% della base industriale''. Alle posizioni già bruciate quindi la Cisl, ''per un esercizio di simulazione'', aggiunge i lavoratori colpiti dalla cassa, stimati dallo stesso sindacato a zero ore, in situazione “di rischio”. Il totale porta a 675 mila posti di ''riduzione di lavoro effettiva o potenziale''.

Una cifra che messa a confronto con i 7.007.176 occupati nell'industria ad aprile 2007, sfiora il 10%. Insomma un posto su dieci è stato colpito dalla crisi, secondo il 'nero' bilancio contenuto nel nono Rapporto Industria della Cisl, dal titolo ''Fare sistema per rilanciare l'industria e la crescita''. Lo studio ripercorre gli anni che vanno dal primo trimestre del 2007 allo stesso periodo del 2012.

Quanto alla Cig, la Cisl fa notare che tra 2007 e il 2011 le ore di cassa complessive, per l'industria e l'edilizia sono aumentate del 315,9%, con un'esplosione della cassa in deroga, che passa dal 7,4% al 14% delle ore totali di cassa autorizzate. Nove Regioni appaiono più in difficoltà, per numero di lavoratori coinvolti in relazione alle ore di cassa relative: Lombardia, Piemonte, Umbria, Lazio, Abruzzi, Campania, Puglia, Basilicata e Sardegna.

Tra le considerazioni della ricerca presentata dal leader della Cisl Raffaele Bonanni e dal segretario confederale Luigi Sbarra emerge che ''non solo la crisi partita fra il 2008 e il 2009 non è superata, ma questo primo scorcio di 2012 fa intravedere una fase ancora difficilissima, in cui il primato delle persone e dei gruppi sociali sulle ragioni dell'economia e dei conti economici e' fortemente rimesso in discussione''. Inoltre l'Italia appare, secondo il sindacato, ''bloccata'' nella azioni di risposta.

Ecco che la Cisl si dice convinta della necessità di contrastare la recessione e avviare un percorso di crescita ''attraverso una forte concertazione delle politiche possibili fra governo centrale e regioni, con il pieno coinvolgimento delle parti sociali e con uno sforzo comune diretto al bene del Paese''
 
Pure l'industria ha perso un sacco di posti di lavoro ed è molto più strategica del mattone

a parte che ora come ora mi pare che la produzione industriale italiana sia ben poco strategica...comunque non è una gara su quale settore meriti di più per il suo ruolo strategico, credo fosse per evidenziare le cifre impressionanti di persone che si sono ritrovate a spasso...perchè si tende a focalizzare l'attenzione dei media su delle realtà che per quanto di certe dimensioni, non sono le uniche a meritare visibilità...:cool:
 
Aggiungo che i cosiddetti salvagenti tipo cassa integrazione certi settori non li sfiorano nemmeno...eppure cento aziende con 10 lavoratori non valgono meno di una azienda con mille lavoratori, purtroppo...:(
 
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