Si può dire che lo Stato e gli enti locali sono evasori?

stefm

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Nel corso degli anni hanno accumulato mancati versamenti contributivi per MILIARDI di euro, motivo per cui la Fornero ha accorpato l'INPDAP con l'INPS, in modo che il buco ricadesse sul groppone dei lavoratori privati.

Dunque lo Stato e gli enti locali non sono meglio degli odiosi imprenditori che assumono in nero? La prossima volta che ne beccano uno, potrà chiedere che i contributi che non ha versato la sua azienda li paghino gli altri?

E soprattutto, perché cambiano gli augelli ma i quli sono sempre gli stessi?
 
ero rimasto a "ladri"

se fossero anche "evasori"

sarebbe veramente clamoroso :o
 
direi di si, speravano che il sistema ponzi reggesse all'infinito ed invece mi sa che siamo agli ultimi atti :bye:
 
evasori e cattivi pagatori, si può dire?

e che rimane il mistero di come e perchè fior di aziende si siano accapigliate per esporsi per cifre astronomiche rispetto ai loro fatturarti con un noto cattivo pagatore, si può dire? :cool:
 
debitori si può aggiungere?
 
E soprattutto, perché cambiano gli augelli ma i quli sono sempre gli stessi?


trattasi di quli in attesa di promozione ad augelli :o

come disse una mia mitica ex collega, di che ti preoccupi? la ruota gira... peccato che lei poi c'è finita sotto :censored:
 
Nel corso degli anni hanno accumulato mancati versamenti contributivi per MILIARDI di euro, motivo per cui la Fornero ha accorpato l'INPDAP con l'INPS, in modo che il buco ricadesse sul groppone dei lavoratori privati.

Dunque lo Stato e gli enti locali non sono meglio degli odiosi imprenditori che assumono in nero? La prossima volta che ne beccano uno, potrà chiedere che i contributi che non ha versato la sua azienda li paghino gli altri?

E soprattutto, perché cambiano gli augelli ma i quli sono sempre gli stessi?

:yes:OK!
 
Nel corso degli anni hanno accumulato mancati versamenti contributivi per MILIARDI di euro, motivo per cui la Fornero ha accorpato l'INPDAP con l'INPS, in modo che il buco ricadesse sul groppone dei lavoratori privati.

Dunque lo Stato e gli enti locali non sono meglio degli odiosi imprenditori che assumono in nero? La prossima volta che ne beccano uno, potrà chiedere che i contributi che non ha versato la sua azienda li paghino gli altri?

E soprattutto, perché cambiano gli augelli ma i quli sono sempre gli stessi?


se fossero enti privati perseverebbero nella condizione di evasori...
e non pagando i debiti verso i fornitori in quella di insolventi soggetti a pignoramento e fallimento...
 
L'INPDAP E IL BUCO DA 10 MILIARDI PORTATO NELL'INPS - Economy 2050

Nei primi giorni di ottobre si è scatenata una polemica mediatica sul deficit patrimoniale dell’Inpdap, l’ente di previdenza dei dipendenti pubblici. Riportiamo i termini del dibattito e la situazione contabile reale del nuovo ente previdenziale frutto della fusione Inps-Inpdap-Enpals: il buco c’è ed è grande

Lo scorso dicembre il decreto salva-Italia disponeva la nascita del cosiddetto SuperInps: l’Inpdap, l’ente di previdenza del settore pubblico, e l’Enpals, il piccolo istituto del settore sport e spettacolo, venivano inglobati nell’Inps, che gestisce le pensioni dei lavoratori privati. Un progetto in discussione da anni cui finalmente il Governo tecnico dava attuazione immediata, riuscendo a spazzare via le storiche resistenze politico-corporative.

L’idea aveva diversi aspetti positivi: dalla soppressione (politicamente simbolica dell’avvio di un nuovo corso) di tre enti pressochè sovrapponibili, alla razionalizzazione delle gestioni tecniche previdenziali, alla creazione di un unico interlocutore nel momento storico in cui i regimi pensionistici vengono equiparati, all’efficientamento delle spese di gestione complessive grazie all’impiego del più avanzato modello di gestione dell’Inps: nella relazione tecnica al salva Italia i risparmi di gestione erano indicati in almeno 20 milioni di euro nel 2012, 50 nel 2013 e 100 nel 2014 (in questi giorni sono stati comunicati 4mila esuberi nel nuovo organigramma aggregato).

Alcuni dubbi potevano sorgere a seguito della creazione di un ente di dimensione sterminata: 21 milioni di assicurati, 1,5 milioni di aziende e 23 milioni di pensionati, oltre 700 miliardi di euro di masse amministrate, spese di funzionamento per 4,6 miliardi di euro, uno sterminato patrimonio immobiliare. Un centro di potere oggettivamente forte. Altro dubbio poteva riguardare il coinvolgimento dell’Enpals nell’operazione, visto che il piccolo ente presentava comunque una gestione tecnicamente efficiente e bilanci in attivo.

IL BUCO INPDAP

Il primo ottobre scorso un’inchiesta del Corriere della Sera ha evidenziato le spine dell’operazione SuperInps, con tanto di effetti contabili disastrosi per il neonato super ente previdenziale.

Infatti dalla nota di assestamento del bilancio Inps 2012 emergono con cruda chiarezza i conti dell’Inpdap e il potenziale impatto sul bilancio di SuperInps. L’ente previdenziale dei dipendenti pubblici porta nel bilancio dell’Inps ben 10,269 miliardi di disavanzo patrimoniale (dato al gennaio 2012), cui si aggiungono circa 5,8 miliardi di passivo per il solo esercizio 2012. I dati forniti dal Consiglio di indirizzo e vigilanza dell’Inps (Civ, l’organismo composto da 24 membri designati dalle rappresentanze sindacali dei lavoratori, dei datori di lavoro e dei lavoratori autonomi che predispone le linee di indirizzo generale e approva il bilancio) testimoniano che il deficit patrimoniale e lo squilibrio strutturale dei conti Inpdap potrebbero mettere a rischio la sostenibilità dell’intero sistema previdenziale italiano nel giro di pochi anni, portando all’azzeramento del patrimonio dell’ente di previdenza unificato. Il Civ fa risalire il buco patrimoniale Inpdap a due circostanze principali:

la riduzione dei dipendenti pubblici nel corso degli anni (sono scesi i versamenti, mentre la spesa per pensioni è aumentata);
il mancato versamento dei contributi (fino al 1995) da parte delle amministrazioni centrali dello Stato alla Ctps (Cassa dei trattamenti pensionistici dei dipendenti dello Stato), che era una delle 10 casse poi confluite nell’Inpdap nel 1996 in seguito a norme europee che imponevano un bilancio trasparente. Anche dopo il 1996 le amministrazioni dello Stato avrebbero versato “solo la quota della contribuzione a carico del lavoratore (l’8,75%) e non la quota a loro carico” (un ulteriore 24,2%). In contropartita lo Stato ogni anno fa fronte al disavanzo: nel 2012 il trasferimento è stato di 6,4 miliardi. Il punto è che, conti alla mano, il versamento non copre il buco: l’analisi del Civ sostiene che a fine 2012 il disavanzo di gestione Inpdap sarebbe comunque di ben 5,789 miliardi.
Quindi, alla luce dell’incorporazione dell’Inpdap, i conti (previsionali) del SuperInps accusano un consistente risultato negativo: il risultato dell’esercizio 2012 andrà in rosso per 8,869 miliardi di euro (a fronte di un -2,2 miliardi dell’esercizio 2011). Gli effetti peggiori, peraltro, si registreranno sul piano patrimoniale: prima dell’incorporazione di Inpdap e Enpals, l’Inps aveva un avanzo di 41 miliardi. Nel 2012, dopo aver tolto i 10,2 miliardi di passivo Inpdap (e aggiunti i 3,4 miliardi di attivo dell’Enpals), il patrimonio al primo gennaio scendeva a circa 34 miliardi; a fine 2012, acquisita la perdita d’esercizio di 8,869 miliardi, l’attivo patrimoniale scenderà indicativamente a 25 miliardi. In un anno l’Inps perde 16 miliardi (circa il 40%) del patrimonio!

E’ evidente poi, come sottolineato dal Civ, che il disavanzo strutturale Inpdap è destinato a ripercuotersi anche negli anni futuri, con il forte rischio di erosione rapidissima del patrimonio residuo. E gli effetti della spending review, ancora non quantificabili, accentueranno questo trend: se i dipendenti pubblici diminuiranno (come sembra) di 300mila unità, i versamenti previdenziali caleranno sensibilmente, compromettendo ulteriormente la gestione previdenziale del settore pubblico e, indirettamente, tutto l’equilibrio del sistema previdenziale.

(Segue)
 
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