Sistema bancario italiano: pericolo solvibilità?

ghekko1966

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Come spunto di riflessione:

1. Capitalia-Banca di Roma = nell’anno 2002 il roe (ovvero la remunerazione sul capitale) è stato del 4%; nell’aprile del 2000 viene presentato dal management un piano industriale che prevedeva nel 2002 un roe del 13,6% . Nel 2001 il roe si attesta all’1,6 % , ma a settembre del 2001 il management della banca presenta un nuovo piano industriale che prevede per il 2003 un roe del 12,7%. Per il 2002 non viene fornito un roe positivo ma il 3 ottobre 2002 viene presentato un altro piano industriale che promette nel 2005 un roe pari al 9,5%.
La realtà:
 dal 1997 ad oggi la Bdr ha registrato una low-performance sull’indice europeo del settore pari a –71%;
 I° semestre 2002 I costi operativi del gruppo Capitalia sono pari al 78% dei ricavi contro il 58% dei suoi concorrenti diretti, I debiti accumulati sono pari a 55 volte il capitale contro una media dei suoi concorrenti che è di 19, I crediti inesigibili (ovvero carta straccia checchè ne dicano delle cartolarizzazioni) accertati fino ad ora sono pari a 3,9 miliardi di euro ma si parla che alla chiusura dell’indagine di Bankitalia saranno non meno di 10 miliardi di euro;
 I mercati finanziari valutano il gruppo o,4 volte il patrimonio contro l’1,4 della media europea;
 I licenziamenti annunciati entro il 2005 sono pari a 5.500 unità.

(per maggiorni dettagli si rimanda al Corsera del 6/10/2002, pag. 23, articolo di Alessandro Penati).

2. Gruppo Intesa: annuncia per il 2003 licenziamenti per 7.800 unità ed I sindacati del credito di tutte le categorie hanno proclamato un serie di agitazioni con il coinvolgimento anche della clientela del gruppo bancario;
3. Le reti di promotori finanziari attualmente in vendita od in cerca di nuovi azionisti sono pari a 10 (di cui 9 di matrice bancaria);
4. La Cassa di Risparmio di Pescara e la Cassa di Risparmio di Pescia e Volterra sono di fatto in amministrazione controllata da parte di Bankitalia per perdite accertate di circa 35 milioni di euro (a testa) in operazioni su derivati.

(Fine I° parte)
 
Scritto da ghekko1966
Come spunto di riflessione:




beh, in effetti c'e' di che pensare.

non dimentichiamo pero' realta' molto solide ed in via
di riorganizzazione per ottenere maggiore efficienza (speriamo
senza negative ripercussioni sul tasso di disoccupazione), quali
unicredito it, mps, s paolo e alcune popolari come vr-novara.

speriamo...
;) ;)
 
gia'...e poi se i megadirigenti se ne stanno calmi e non
prendono trombate tipo quella da 2.000 miliardi di lire
come è successo al Sanpaolo con la Ferruzzi, forse
riescono a riorganizzarsi bene e non ricorrono alla riduzione della forza lavoro per sistemare i conti!!!:mad:
 
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