Sondaggio: quale sarà la prima Banca italiana a fallire?

  • Ecco la 56° Edizione del settimanale "Le opportunità di Borsa" dedicato ai consulenti finanziari ed esperti di borsa.

    Settimana da incorniciare per i principali indici internazionali grazie alla trimestrale più attesa dell’anno che non ha deluso le aspettative. Nvidia negli ultimi tre mesi del 2023 ha generato ricavi superiori all’intero 2021, confermando la crescita da record della società grazie agli investimenti globali nell’intelligenza artificiale. I mercati azionari hanno festeggiato aggiornando i record assoluti a Wall Street e in Europa, mentre il Nikkei giapponese raggiunge un nuovo massimo storico dopo 34 anni. Le prossime mosse delle banche centrali rimangono sempre al centro dell’attenzione. Per continuare a leggere visita il link

Quale sarà la prima banca italiana a fallire...?

  • Intesa SanPaolo

    Voti: 3 5,8%
  • Unicredit

    Voti: 0 0,0%
  • Monte dei Paschi

    Voti: 12 23,1%
  • popolare di Milano

    Voti: 5 9,6%
  • popolare di Sondrio

    Voti: 0 0,0%
  • popolare Emilia Romagna

    Voti: 2 3,8%
  • popolare Etruria e Lazio

    Voti: 3 5,8%
  • Banco Popolare

    Voti: 2 3,8%
  • Mediobanca

    Voti: 0 0,0%
  • UBI banca

    Voti: 0 0,0%
  • credito valtellinese

    Voti: 2 3,8%
  • credito emiliano

    Voti: 0 0,0%
  • Carige

    Voti: 1 1,9%
  • altre

    Voti: 5 9,6%
  • nessuna fallisce...

    Voti: 21 40,4%

  • Votanti
    52
  • Sondaggio terminato .

ilgattonero

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Italia: aumenta anche a maggio quota titoli di Stato detenuti da banche italiane

Finanzaonline.com - 27.6.13/10:46

In aumento anche a maggio la quota di titoli di Stato detenuti dalle banche italiane. Dai dati diffusi oggi dalla Bce emerge che lo scorso mese l'entità dei bond governativi detenuti dalle banche italiane è cresciuta di 19,56 miliardi di euro (ad aprile la crescita era stata di 7,4 mld) attestandosi a quota 416,4 miliardi di euro.

Fonte: Finanza.com
 
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Italia: aumenta anche a maggio quota titoli di Stato detenuti da banche italiane

Finanzaonline.com - 27.6.13/10:46

In aumento anche a maggio la quota di titoli di Stato detenuti dalle banche italiane. Dai dati diffusi oggi dalla Bce emerge che lo scorso mese l'entità dei bond governativi detenuti dalle banche italiane è cresciuta di 19,56 miliardi di euro (ad aprile la crescita era stata di 7,4 mld) attestandosi a quota 416,4 miliardi di euro.

Fonte: Finanza.com

la tua :D
 
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Italia: aumenta anche a maggio quota titoli di Stato detenuti da banche italiane

Finanzaonline.com - 27.6.13/10:46

In aumento anche a maggio la quota di titoli di Stato detenuti dalle banche italiane. Dai dati diffusi oggi dalla Bce emerge che lo scorso mese l'entità dei bond governativi detenuti dalle banche italiane è cresciuta di 19,56 miliardi di euro (ad aprile la crescita era stata di 7,4 mld) attestandosi a quota 416,4 miliardi di euro.

Fonte: Finanza.com

che le banche italiane si stanno riempiendo di titoli di stato qs e' un fatto "normale" imposto dalla germania per uscirsene pulita dall'area euro e che nessuno mi venga a dire il contario perche' così sara'!
qualli che credono al contario e che l'euro ha futuro sbagliano di grosso perche' CI VOGLIONO FAR CREDERE CHE SENZA EURO SAREMMO INGUAIATI MA NON E' COSI'!
Le nazioni esposte hannotroppa paura di perdere i propri soldi e in qs anni stanno facendodi tutto per uscirsene nel modo migliore e la cosa che piu'mi fa rabbia e' che nessuno se ne accorge!
Ma ragioniamo:dallo scoppio dei mutui subprime,dal fallimento di lheman sono passati 5 anni ed e' mai possibile che con tante TESTE INTELLIGENTI non si e' risolto alcun problema?
i debiti di Grecia,Portogallo,Cipro,Spagna,Italia etc.etc. non potranno MAI essere ripagati ed e' un illusione pensare che si possa farlo permettendo all'economia di ripartire!
Oggi i bond portoghesi pagano piu' del 7% di interessi ma quanto dovrebbe produrre il portogallo per ripagarli? e la grecia? e l'Italiaaaaa?
abbiamo un debito in continua crescita,paghiamo interessi esagerati in relazione a quello che produciamo in più il popolo si e' impoverito!
Putroppo quello che dico da tempo si sta avverando:
I ns politici per salvare lo stato agli occhi del mondo stanno distruggendo il popolo!!!
Ma non era meglio non pagare più nessuno o quantomeno ripagare solo i capitali e rifinianziarsi con i soldi degli interessi risparmiati???
 
Banco Popolare? Conosco un po' di gente che ci lavora dentro e non escono buone notizie, proprio per nulla
 
Ecofin: intesa raggiunta su ´fallimento ordinato´ banche

Finanzaonline.com - 27.6.13/09:24

Accordo raggiunto tra i 27 ministri delle Finanze dell'Unione europea sulle regole da applicare nel caso di crisi delle banche, una delle tappe dell'Unione bancaria. Nella notte l'Ecofin ha infatti trovato l'intesa su come verrà ripartito il costo delle future crisi bancarie. In sostanza si passa dal salvataggio da parte degli Stati alla ripartizione delle perdite all'interno della banca stessa. La situazione cambia in maniera radicale: se un istituto di credito fallisce il nuovo piano prevede che le perdite vengano fronteggiate prima dagli azionisti, poi dagli obbligazionisti, e infine da coloro che hanno dei depositi, esclusi quelli sotto i 100mila euro che sono garantiti da una direttiva europea. I cittadini e contribuenti verranno così tutelati.

"Accordo fatto a Bruxelles. Un buon compromesso nella direzione dell'Unione bancaria che contribuisce a spezzare il circolo vizioso tra rischio sovrano e rischio bancario". Così Fabrizio Saccomanni, il ministro dell'Economia e delle Finanze italiano, ha commentato su Twitter l'intesa raggiunta al termine dell'Ecofin di ieri. "Un sistema di tutela dei risparmiatori che combina un quadro armonizzato con flessibilità necessaria a tener conto di specificità nazionali" ha poi aggiunto sul social network Saccomanni.

Si tratta di un importante compromesso tra le posizioni di alcuni Stati membri, come Francia e Gran Bretagna, che chiedevano maggiore flessibilità su chi paga il conto in caso di fallimento, ed altre, come Germania che chiedeva regole uguali per tutte.

Un importante accordo preso a poche ora dal'inizio dei lavori del Consiglio europeo che prende oggi il via a Bruxelles. Al vertice che si concluderà domani prenderà parte anche il presidente del Consiglio italiano, Enrico Letta. Questo summit sarà incentrato sulla politica economica e, in particolare, su tre questioni principali: in primis, le conclusioni del semestre europeo di quest'anno (coordinamento della politica economica e di bilancio degli Stati membri); secondo, la valutazione degli sforzi per favorire la competitività, l'occupazione e la crescita, con un accento particolare sulle iniziative per promuovere l'occupazione giovanile e il finanziamento dell'economia; e infine i progressi nel completamento dell'unione economica e monetaria dell'UE, in particolare l'unione bancaria.

Fonte: Finanza.com
 
Speciale Portogallo (e Italia): Il Debito Pubblico come Moneta Sovrana (The European Experiment)
 
Bankitalia, debito pubblico record ad aprile 2013

Il passivo tocca quota 2.041,3 miliardi: +83,3 rispetto al 2012. Aumentano anche le entrate tributarie.

Il governatore di Bankitalia Ignazio Visco.
Il governatore di Bankitalia Ignazio Visco.
.
Ogni mese un nuovo record o quasi. Il debito pubblico italiano continua a crescere, e ad aprile ha raggiunto i 2.041,3 miliardi di euro, con un aumento di 52,6 miliardi rispetto a dicembre del 2012 di 83,3 miliardi rispetto all'aprile dello stesso anno. E questo nonostante l'aumento delle entrate tributarie.
Il dato è emerso dal supplemento al bollettino statistico di Bankitalia.
In base a quanto rilevato da via Nazionale, il debito pubblico è tornato a correre a marzo e aprile dopo la breve pausa di febbraio, quando era sceso a 2.017,6 miliardi dai 2.022,7 di gennaio.
Per tutto il 2013 il debito pubblico si è comunque mantenuto stabilmente sopra la soglia dei 2 mila miliardi, dopo la temporanea discesa a 1.988,6 miliardi di dicembre.
SEMPRE PIÙ TITOLI ALL'ESTERO. Continua ad aumentare anche la quota dei titoli di Stato italiani in mani estere dopo i picchi negativi registrati fra il 2011 e il 2012.
Nel solo mese di marzo la quota di debito pubblico detenuta dagli investitori stranieri è salita di 16 miliardi a 725,3 miliardi, contro i 1.309,5 miliardi in mani italiane (+1,2 miliardi).
Le entrate tributarie nei primi quattro mesi del 2013 si sono attestate a quota 113,050 miliardi di euro, in aumento (+1,58%) rispetto allo stesso periodo del 2012.
Nel solo mese di aprile sono aumentate di oltre tre miliardi di euro, passando dai 26,043 miliardi di marzo a 29,221 miliardi.
Più contenuto l'aumento degli incassi dell'erario rispetto ad aprile 2012, quando le entrate erano state pari a 28,127 miliardi.
REGIONI FANALINO DI CODA. È salito il debito delle amministrazioni locali, aumentato ad aprile a 115,5 miliardi di euro complessivi dai 115,3 del mese precedente anche se in calo dai 118 miliardi di un anno prima.
Lo spaccato ha rivelato che le più indebitate sono le regioni, con un passivo che è salito solo ad aprile di 1,37 miliardi a 46,7 miliardi (oltre sei miliardi in più in 12 mesi).
In lieve calo, nel solo mese di aprile, il debito delle province (a 8,26 miliardi dagli 8,5 di marzo), mentre hanno tirato maggiormente la cinghia i comuni (45,5 miliardi di debito ad aprile dai 46,5 di marzo e dai 51 di aprile 2012).

Venerdì, 14 Giugno 2013
 
Bankitalia, debito pubblico record ad aprile 2013

Il passivo tocca quota 2.041,3 miliardi: +83,3 rispetto al 2012. Aumentano anche le entrate tributarie.

Il governatore di Bankitalia Ignazio Visco.
Il governatore di Bankitalia Ignazio Visco.
.
Ogni mese un nuovo record o quasi. Il debito pubblico italiano continua a crescere, e ad aprile ha raggiunto i 2.041,3 miliardi di euro, con un aumento di 52,6 miliardi rispetto a dicembre del 2012 di 83,3 miliardi rispetto all'aprile dello stesso anno. E questo nonostante l'aumento delle entrate tributarie.
Il dato è emerso dal supplemento al bollettino statistico di Bankitalia.
In base a quanto rilevato da via Nazionale, il debito pubblico è tornato a correre a marzo e aprile dopo la breve pausa di febbraio, quando era sceso a 2.017,6 miliardi dai 2.022,7 di gennaio.
Per tutto il 2013 il debito pubblico si è comunque mantenuto stabilmente sopra la soglia dei 2 mila miliardi, dopo la temporanea discesa a 1.988,6 miliardi di dicembre.
SEMPRE PIÙ TITOLI ALL'ESTERO. Continua ad aumentare anche la quota dei titoli di Stato italiani in mani estere dopo i picchi negativi registrati fra il 2011 e il 2012.
Nel solo mese di marzo la quota di debito pubblico detenuta dagli investitori stranieri è salita di 16 miliardi a 725,3 miliardi, contro i 1.309,5 miliardi in mani italiane (+1,2 miliardi).
Le entrate tributarie nei primi quattro mesi del 2013 si sono attestate a quota 113,050 miliardi di euro, in aumento (+1,58%) rispetto allo stesso periodo del 2012.
Nel solo mese di aprile sono aumentate di oltre tre miliardi di euro, passando dai 26,043 miliardi di marzo a 29,221 miliardi.
Più contenuto l'aumento degli incassi dell'erario rispetto ad aprile 2012, quando le entrate erano state pari a 28,127 miliardi.
REGIONI FANALINO DI CODA. È salito il debito delle amministrazioni locali, aumentato ad aprile a 115,5 miliardi di euro complessivi dai 115,3 del mese precedente anche se in calo dai 118 miliardi di un anno prima.
Lo spaccato ha rivelato che le più indebitate sono le regioni, con un passivo che è salito solo ad aprile di 1,37 miliardi a 46,7 miliardi (oltre sei miliardi in più in 12 mesi).
In lieve calo, nel solo mese di aprile, il debito delle province (a 8,26 miliardi dagli 8,5 di marzo), mentre hanno tirato maggiormente la cinghia i comuni (45,5 miliardi di debito ad aprile dai 46,5 di marzo e dai 51 di aprile 2012).

Venerdì, 14 Giugno 2013

Visto???in un anno 82 miliardi circa di debito...riusciremo a produrre per pagare quella cifra? e se si,quando saremo capaci di ridurre il capitale???
MAI!!!
 
L’Abi: “Banche impegnate nel debito pubblico per oltre 350 miliardi”

Il successore di Mussari rivendica: "Se le banche non sottoscrivessero più i titoli di Stato, lo spread crescerebbe alle stelle". Silenzio sulla fonte del denaro investito nel debito pubblico e sugli aiuti a Mps

di Redazione Il Fatto Quotidiano | 4 aprile 2013


L’Abi: “Banche impegnate nel debito pubblico per oltre 350 miliardi”

Più informazioni su: Abi, Banche Italiane, Bce, Giuseppe Mussari, Mario Draghi, Monte dei Paschi di Siena.

“Le banche italiane sono impegnate nel debito pubblico per oltre 350 miliardi di euro, oltre il 20 per cento del debito italiano”. La rivendicazione è arrivata da Antonio Patuelli, il successore di Giuseppe Mussari alla guida della lobby italiana del credito, l’Abi. Che ha approfittato delle telecamere del Tg2 per sfogarsi: “Con l’impegno delle banche italiane nel debito pubblico italiano – dice – le banche contribuiscono a tenere il più basso possibile lo spread. Se le banche non sottoscrivessero più i titoli del debito pubblico italiano, lo spread crescerebbe alle stelle e il costo del denaro sarebbe molto più elevato per le famiglie e le imprese. Bisogna ricordarselo”.

Il gioco è facile, tanto più che il titolare del debito pubblico è lo stesso Stato che non paga le imprese alle quali sono ancora dovuti da tempo immemore oltre 100 miliardi di euro, come conferma lo stesso Patuelli. Che invece dimentica di ricordare un fatto non da poco. E cioè che dei 350 miliardi che il credito italiano ha investo in titoli di Stato, almeno un centinaio è frutto del reinvestimento di meno della metà dei 280 miliardi di euro che il sistema ha ottenuto l’anno scorso in prestito dalla Bce al tasso risibile dell’1 per cento. Una scelta vincente anche agli attuali valori del Btp (330 punti), considerati i livelli di luglio 2012 (540 punti). Quindi è difficile parlare di beneficenza. O lasciarlo intendere. Tanto più alla luce degli ultimi bilanci delle banche.

Chi è rimasto a secco, invece, sono le stesso imprese e le famiglie che prendono stangate dallo Stato e non ottengono prestiti dal mondo del credito, come sa bene Patuelli, visto che i dati mensili sul settore li distribuisce proprio l’Abi. Ma anche di questo non si parla. Meglio ricordare, piuttosto, che le banche italiane “sono state criticate fino a metà 2000 per essere state troppo prudenti e non speculative. Per fortuna che questo è avvenuto perché non hanno avuto bisogno di interventi a fondo perduto o di regali da parte dello Stato a differenza delle banche degli altri paesi europei e del mondo”, ha proseguito, senza entrare nel merito dei Tremonti bond che, benché difficilmente classificabili come regalo, non tutte le banche hanno ancora restituito allo Stato.

Ancor meno Patuelli si è imbarcato nel tema Monti bond, il veicolo degli oltre 4 miliardi pubblici andati al Monte dei Paschi di Siena con modalità criticate perfino da Mario Draghi. Tanto più che che secondo alcuni analisti la banca non sarà in grano di far fronte al debito prima del 2019. Difficile credere, però, che il nuovo capo dell’Abi non ne sappia niente, visto che proprio al caso senese deve la sua nomina a capo della lobby.

Quella che per sua mano ha inviato ai “saggi” nominati dal Presidente della Repubblica il testo Crescita, produttività e occupazione: le sfide che l’Italia ha di fronte. “Si tratta – precisa una nota dell’Abi – di un documento programmatico con cui il mondo bancario sottolinea l’urgenza di intervenire per spezzare la spirale di negatività, che si sta scaricando sulle imprese, le famiglie, le banche e l’intera economia”.
 
che le banche italiane si stanno riempiendo di titoli di stato qs e' un fatto "normale" imposto dalla germania per uscirsene pulita dall'area euro e che nessuno mi venga a dire il contario perche' così sara'!
qualli che credono al contario e che l'euro ha futuro sbagliano di grosso perche' CI VOGLIONO FAR CREDERE CHE SENZA EURO SAREMMO INGUAIATI MA NON E' COSI'!
Le nazioni esposte hannotroppa paura di perdere i propri soldi e in qs anni stanno facendodi tutto per uscirsene nel modo migliore e la cosa che piu'mi fa rabbia e' che nessuno se ne accorge!
Ma ragioniamo:dallo scoppio dei mutui subprime,dal fallimento di lheman sono passati 5 anni ed e' mai possibile che con tante TESTE INTELLIGENTI non si e' risolto alcun problema?
i debiti di Grecia,Portogallo,Cipro,Spagna,Italia etc.etc. non potranno MAI essere ripagati ed e' un illusione pensare che si possa farlo permettendo all'economia di ripartire!
Oggi i bond portoghesi pagano piu' del 7% di interessi ma quanto dovrebbe produrre il portogallo per ripagarli? e la grecia? e l'Italiaaaaa?
abbiamo un debito in continua crescita,paghiamo interessi esagerati in relazione a quello che produciamo in più il popolo si e' impoverito!
Putroppo quello che dico da tempo si sta avverando:
I ns politici per salvare lo stato agli occhi del mondo stanno distruggendo il popolo!!!
Ma non era meglio non pagare più nessuno o quantomeno ripagare solo i capitali e rifinianziarsi con i soldi degli interessi risparmiati???


Sempre le solide idiozie... che emergono sui 15000 punti.. e poi scompaiono sui 18000, sei un seguace di filotrottolo a 13000 punti short...:D:D:D l'Euro come mometa è forte viva e non corre nessun pericolo..., serve solo.. che entri nella zucca dura dei krucchi che ci vuole un poco di espansione monetaria..., e presto ci arriveranno..., tu invence rimani sempre al punto...:cool:
 
L’Abi: “Banche impegnate nel debito pubblico per oltre 350 miliardi”

Il successore di Mussari rivendica: "Se le banche non sottoscrivessero più i titoli di Stato, lo spread crescerebbe alle stelle". Silenzio sulla fonte del denaro investito nel debito pubblico e sugli aiuti a Mps

di Redazione Il Fatto Quotidiano | 4 aprile 2013


L’Abi: “Banche impegnate nel debito pubblico per oltre 350 miliardi”

Più informazioni su: Abi, Banche Italiane, Bce, Giuseppe Mussari, Mario Draghi, Monte dei Paschi di Siena.

“Le banche italiane sono impegnate nel debito pubblico per oltre 350 miliardi di euro, oltre il 20 per cento del debito italiano”. La rivendicazione è arrivata da Antonio Patuelli, il successore di Giuseppe Mussari alla guida della lobby italiana del credito, l’Abi. Che ha approfittato delle telecamere del Tg2 per sfogarsi: “Con l’impegno delle banche italiane nel debito pubblico italiano – dice – le banche contribuiscono a tenere il più basso possibile lo spread. Se le banche non sottoscrivessero più i titoli del debito pubblico italiano, lo spread crescerebbe alle stelle e il costo del denaro sarebbe molto più elevato per le famiglie e le imprese. Bisogna ricordarselo”.

Il gioco è facile, tanto più che il titolare del debito pubblico è lo stesso Stato che non paga le imprese alle quali sono ancora dovuti da tempo immemore oltre 100 miliardi di euro, come conferma lo stesso Patuelli. Che invece dimentica di ricordare un fatto non da poco. E cioè che dei 350 miliardi che il credito italiano ha investo in titoli di Stato, almeno un centinaio è frutto del reinvestimento di meno della metà dei 280 miliardi di euro che il sistema ha ottenuto l’anno scorso in prestito dalla Bce al tasso risibile dell’1 per cento. Una scelta vincente anche agli attuali valori del Btp (330 punti), considerati i livelli di luglio 2012 (540 punti). Quindi è difficile parlare di beneficenza. O lasciarlo intendere. Tanto più alla luce degli ultimi bilanci delle banche.

Chi è rimasto a secco, invece, sono le stesso imprese e le famiglie che prendono stangate dallo Stato e non ottengono prestiti dal mondo del credito, come sa bene Patuelli, visto che i dati mensili sul settore li distribuisce proprio l’Abi. Ma anche di questo non si parla. Meglio ricordare, piuttosto, che le banche italiane “sono state criticate fino a metà 2000 per essere state troppo prudenti e non speculative. Per fortuna che questo è avvenuto perché non hanno avuto bisogno di interventi a fondo perduto o di regali da parte dello Stato a differenza delle banche degli altri paesi europei e del mondo”, ha proseguito, senza entrare nel merito dei Tremonti bond che, benché difficilmente classificabili come regalo, non tutte le banche hanno ancora restituito allo Stato.

Ancor meno Patuelli si è imbarcato nel tema Monti bond, il veicolo degli oltre 4 miliardi pubblici andati al Monte dei Paschi di Siena con modalità criticate perfino da Mario Draghi. Tanto più che che secondo alcuni analisti la banca non sarà in grano di far fronte al debito prima del 2019. Difficile credere, però, che il nuovo capo dell’Abi non ne sappia niente, visto che proprio al caso senese deve la sua nomina a capo della lobby.

Quella che per sua mano ha inviato ai “saggi” nominati dal Presidente della Repubblica il testo Crescita, produttività e occupazione: le sfide che l’Italia ha di fronte. “Si tratta – precisa una nota dell’Abi – di un documento programmatico con cui il mondo bancario sottolinea l’urgenza di intervenire per spezzare la spirale di negatività, che si sta scaricando sulle imprese, le famiglie, le banche e l’intera economia”.

Ecco,la politica europeista e le leggi dei ns governi pensano a salvare lo stato distruggendo il popolo e le proprie imprese!!!!
 
Sempre le solide idiozie... che emergono sui 15000 punti.. e poi scompaiono sui 18000, sei un seguace di filotrottolo a 13000 punti short...:D:D:D l'Euro come mometa è forte viva e non corre nessun pericolo..., serve solo.. che entri nella zucca dura dei krucchi che ci vuole un poco di espansione monetaria..., e presto ci arriveranno..., tu invence rimani sempre al punto...:cool:

idiozie????ma ti giri intorno?vedi la ns economia che fa acqua da tutte le parti?
certo,se qualcuno e' ricco ha la possibilita' di approfittare della propria posizione economia "succhiando il sangue della povera gente" comprandosi proprieta' a prezzi stracciati e sottopagando i propri dipendenti a nero dicendogli o ti sta bene cosi' oppure vai via....
io nn sono seguace di nessuno,avevo un attivita' commerciale ch 2 anni fa ho dovuto chiudere ed ora nel tempo a disposizione(che e' tanto purtroppo)mi dedico a stare cn gli amici del forum che sono tanti e con cui credo sia gustoanche confrontare le proprie idee.
me ne strafrego dei 13000 15000 18000 a tutt'oggi non ho disponibilita'per investire ma un opinione non ha costo e la mia e' rispettabilissima quanto la tua,tutto qui.
 
Le vere cause del debito pubblico italiano

Pubblicato da keynesblog il 31 agosto 2012 in Economia, Italia


Dal 1981 la Banca d’Italia, per decisione di Beniamino Andreatta e Carlo Azeglio Ciampi, ha smesso di monetizzare il debito pubblico che è schizzato alle stelle. Una storia che si è ripetuta, amplificata, con l’Euro e la BCE.

di Domenico Moro da Pubblico

In questi giorni la stampa tedesca ha attaccato con forza Draghi. Sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung, Holger Steltzner, lo ha accusato di voler trasferire alla Bce i metodi della Banca d’Italia. Questa sarebbe al servizio dello Stato, di cui alimenterebbe le casse. Se ora la Bce finanziasse i debiti statali acquistandone i titoli, scatenerebbe l’inflazione e aggraverebbe la crisi dell’eurozona.



Come ha fatto notare anche il Sole 24ore, le critiche di Steltzner alla Banca d’Italia sono infondate. A partire dal 1981 la Banca d’Italia ha “divorziato” dal Tesoro e non è più intervenuta nell’acquisto di titoli di Stato. Ciò che non viene detto, però, è che quella lontana decisione contribuì a produrre non solo l’enorme debito pubblico ma anche il primo attacco ai salari. L’attuale debito pubblico italiano si formò tra gli anni ’80 e ’90, passando dal 57,7% sul Pil nel 1980 al 124,3% nel 1994. Tale crescita, molto più consistente di quella degli altri Paesi europei, non fu dovuta ad una impennata della spesa dello Stato, che rimase sempre al di sotto della media della Ue e dell’eurozona e, tra 1991 e 2005, sempre al di sotto di quella tedesca.

Nel 1984 l’Italia spendeva – al netto degli interessi sul debito – il 42,1% del Pil, che nel 1994 era aumentato appena al 42,9%. Nello stesso periodo la media Ue (esclusa l’Italia) passò dal 45,5% al 46,6% e quella dell’eurozona passò dal 46,7% al 47,7%. Da dove derivava allora la maggiore crescita del debito italiano? Dalla spesa per interessi sul debito pubblico, che fu sempre molto più alta di quella degli altri Paesi. La spesa per interessi crebbe in Italia dall’8% del Pil nel 1984 all’11,4%, livello di gran lunga maggiore del resto d’Europa. Sempre nello stesso periodo la media Ue passò dal 4,1% al 4,4% e quella dell’eurozona dal 3,5% al 4,4%.

Nel 1993 il divario tra i tassi d’interesse fu addirittura triplo, il 13% in Italia contro il 4,4% della zona euro e il 4,3% della Ue. La crescita dei debiti pubblici dipende da molte cause, soprattutto dalla necessità di sostenere le crisi e la caduta dei profitti privati che, dal ’74-75, caratterizzano ciclicamente i Paesi più avanzati. Tuttavia, è evidente che politiche sbagliate di finanza pubblica possono rendere ingestibile la situazione del debito, come è avvenuto in Italia. Visto che l’entità dei tassi d’interesse sui titoli di stato, ovvero quanto lo Stato paga per avere un prestito, dipende dalla domanda dei titoli stessi, l’eliminazione di una componente importante della domanda, quale è la Banca centrale, ha avuto l’effetto di far schizzare verso l’alto gli interessi e, quindi, di far esplodere il debito totale.

Inoltre, la mancanza del cordone protettivo della Banca d’Italia espose il nostro debito alle manovre speculative degli investitori internazionali. Fu quanto accadde nel 1992, quando gli attacchi speculativi alla lira costrinsero l’Italia ad uscire dal Sistema monetario europeo e a svalutare. Insomma, non solo Steltzner ha torto riguardo alla Banca d’Italia, ma è il principio stesso dell’“autonomia” della Banca centrale, da lui tanto tenacemente difeso, ad aver dato per trent’anni in Italia gli stessi risultati negativi che ora sta producendo nell’eurozona.

Ci si potrebbe chiedere a questo punto quale fu la ragione del divorzio tra Banca d’Italia e Tesoro. Ce lo spiega il suo autore, l’allora ministro del Tesoro Beniamino Andreatta. Uno degli obiettivi era quello di abbattere i salari, imponendo una deflazione che desse la possibilità di annullare “il demenziale rafforzamento della scala mobile, prodotto dall’accordo tra Confindustria e sindacati”. Infatti, nel 1984 con gli accordi di San Valentino la scala mobile fu indebolita e nel 1992 definitivamente eliminata. Anche oggi, come allora, le presunte “necessità” di bilancio pubblico sono la leva attraverso cui ridurre il salario, in Italia e in Europa. Con la differenza che oggi l’attacco si estende al salario indiretto, cioè al welfare.
 
La prima banca a fallire sarà.....

... Su da bravi... Rispondete con il cuore ....:d

italia: Aumenta anche a maggio quota titoli di stato detenuti da banche italiane

finanzaonline.com - 27.6.13/10:46

in aumento anche a maggio la quota di titoli di stato detenuti dalle banche italiane. Dai dati diffusi oggi dalla bce emerge che lo scorso mese l'entità dei bond governativi detenuti dalle banche italiane è cresciuta di 19,56 miliardi di euro (ad aprile la crescita era stata di 7,4 mld) attestandosi a quota 416,4 miliardi di euro.

Fonte: Finanza.com

la tua


:)
 
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finanzaonline.com - 27.6.13/10:46

in aumento anche a maggio la quota di titoli di stato detenuti dalle banche italiane. Dai dati diffusi oggi dalla bce emerge che lo scorso mese l'entità dei bond governativi detenuti dalle banche italiane è cresciuta di 19,56 miliardi di euro (ad aprile la crescita era stata di 7,4 mld) attestandosi a quota 416,4 miliardi di euro.

Fonte: Finanza.com

IO SPERO che la prima a fallire sia quella di chi auspica il fallimento...
 
idiozie????ma ti giri intorno?vedi la ns economia che fa acqua da tutte le parti?
certo,se qualcuno e' ricco ha la possibilita' di approfittare della propria posizione economia "succhiando il sangue della povera gente" comprandosi proprieta' a prezzi stracciati e sottopagando i propri dipendenti a nero dicendogli o ti sta bene cosi' oppure vai via....
io nn sono seguace di nessuno,avevo un attivita' commerciale ch 2 anni fa ho dovuto chiudere ed ora nel tempo a disposizione(che e' tanto purtroppo)mi dedico a stare cn gli amici del forum che sono tanti e con cui credo sia gustoanche confrontare le proprie idee.
me ne strafrego dei 13000 15000 18000 a tutt'oggi non ho disponibilita'per investire ma un opinione non ha costo e la mia e' rispettabilissima quanto la tua,tutto qui.

ah,dimenticavo,per quanto mi riguarda quando c'erano le lire si riusciva a vivere decentemente e il commercio in un modo o nell'altro girava,si vendeva e in automatico si spendeva!
Aggiungo che a tutt'oggi non sono uscite fuori le prblematiche delle arte di credito revolving e quando usciranno sara' un casino.
 
... MPS ... in testa .... al sondaggio .....
 
idiozie????ma ti giri intorno?vedi la ns economia che fa acqua da tutte le parti?
certo,se qualcuno e' ricco ha la possibilita' di approfittare della propria posizione economia "succhiando il sangue della povera gente" comprandosi proprieta' a prezzi stracciati e sottopagando i propri dipendenti a nero dicendogli o ti sta bene cosi' oppure vai via....
io nn sono seguace di nessuno,avevo un attivita' commerciale ch 2 anni fa ho dovuto chiudere ed ora nel tempo a disposizione(che e' tanto purtroppo)mi dedico a stare cn gli amici del forum che sono tanti e con cui credo sia gustoanche confrontare le proprie idee.
me ne strafrego dei 13000 15000 18000 a tutt'oggi non ho disponibilita'per investire ma un opinione non ha costo e la mia e' rispettabilissima quanto la tua,tutto qui.

... La borsa centra in parte con l'economia.. non mi è chiaro perchè tu scriva in un forum di borsa.. visto che non ti frega nulla di 13000 punti ecc ecc, io longo e shorto...., ma voglio bene al mio paese e sono sicuro a dispetto dei disfattisti ce la faremo..
 
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