Sondaggio : Terminologia sulle gestioni

alan1

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In attesa di trovare il tempo per terminare l'altro Topic,
notando quanta confusione c'è sulla terminologia, vorrei fare un po' di pulizia.

Ma siccome sono interessato a capire quale sia il significato percepito dai più, lancio un sondaggio:



Cosa voglion dire:


1) Gestione Passiva
2) Gestione Attiva
3) Stile di Gestione
4) Absolute Return
5) Total Return



Lasciate il vostro parere senza snobbare ma anche senza farvi scrupoli.
 
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1) Gestione Passiva
replicare l'indice di riferimento di un mercato (credo come gli ETF) oppure acquistare titoli per mantenerli

2) Gestione Attiva
cercare di fare meglio del mercato (fare trading)

3) Stile di Gestione
si applica alla gestione attiva , con trading + o - "veloce" , oppure seguendo titoli di un settore (growth) piuttosto che altri (value)

4) Absolute Return
non lo so, penso sia il ritorno "almeno" del capitale ???

5) Total Return
idem, credo "capitale + plusvalenze" ???
 
alan1 ha scritto:
Cosa voglion dire:


1) Gestione Passiva
2) Gestione Attiva
3) Stile di Gestione
4) Absolute Return
5) Total Return


Non è semplice dare una risposta esaustiva. Infatti non esistorno comportamenti e interpretazioni univoche. Possiamo cercare di identificare un significato relativo ma non assoluto.

Ad ogni modo va rivisto l'ordine delle definizioni: Passivo, Attivo, Absolute e Total return sono STILI DI GESTIONE.

Quindi:

Stile di gestione - è il metodo (o il sistema o l'insieme di regole) con cui un gestore amministra un portafoglio nel tempo.

Può essere, tra gli altri:

Stile di gestione passivo (o indicizzato) : quando ci si limita a replicare con il portafoglio la composizione degli indici (o benchmark) condivisi con il cliente. In questo caso, una volta allocato il portafoglio, le attività di gestione normalmente si limitano a: ribilanciamento dei pesi a seguito di movimenti di mercato, allineamento a mutazioni nel quadro macroeconomico globale, nuove istruzioni del cliente.

Stile di gestione attivo : qui la definizione è quasi impossibile, diciamo che è attivo ogni stile diverso dal passivo. L'attività di gestione può dirsi attiva anche quando invece di replicare completamente i benchmark va alla ricerca di un ristretto gruppo di attività finanziarie che si ritiene possano rappresentare al meglio il benchmark. Più comunemente un approccio attivo tende ad effettuare "scommesse" sul futuro andamento dei mercati o dei singoli strumenti finanziari. Quindi vi sono rischi attivi in termini di sotto/sovrappeso in contesto di : diversificazione geografica, settoriale, segmenti della curva dei tassi, divise, emittenti corporate, azioni growth vs value. In genere lo stile attivo ammette una più elevata movimentazione del portafoglio e trova la sua giustificazione nella attesa di un extra-rendimento rispetto allo stile passivo.

Per Absolute e total return il discorso è ancora meno definito. In genere si definiscono anche Totale Return i benchmark azionari che comprendono il reinvestimento del dividendo... Cercando di restringere la cerchia, io definirei questi strumenti come gestioni a stile attivo dove il benchmark non è rappresentato da un insieme di indici ma da un parametro quantitativo (molto spesso un tasso di mercato monetario come l'euribor incremento di un xx%).

Di conseguenza gli stili absolute e total return tentato, tentano, di conseguire un rendimento positivo in ogni condizione di mercato e indipendemente dall'andamento negativo dei mercati stessi. Ne consegue che le gestioni "normali" non posso essere total o absolute return. Infatti, queste strategia, necessitano di strumenti evoluti e/o non tradizionali (derivati, hedge funds, finanza strutturata) che, attualmente, non sono concessi dalla normativa alle gestioni "tradizionali". Anche la distinzione tra total e absolute e sottilissimo, a volte inconsistente. E' importante precisare che non per forza devono essere gestioni "a garanzia del capitale". L'approccio al ritorno assoluto non evita eventuali errori di valutazione o ritardi nella realizzazione dello scenario atteso dal gestore. In generale, i fondi total return tendono, una volta conseguiro un gain, a gestire i rischi futuri in modo da non azzerare il gain accumulato. In qualche caso sono prodotti misti dove si investe a "rischio" solo le cedole che verranno incassate dai bond nei prossimi n mesi.
In conclusione, comunque, si tratta di strategie più vicine a soddisfare le attese dell'investitore medio offrendo possibilità di conseguire rendimenti costanti (ma superiori al risk free) nel tempo e con l'opportunità di extra rendimento in momenti particolarmente favorevoli. Allo stesso modo, trend a doppia cifra positiva dei mercati azionari, non trovano pari rendimento nelle gestioni total o absolute visto che il gestore tenderà via via a prendere profitto.

Saluti
 
100 visite e 2 risposte !


Coraggio
 
sono solo etichette

un post piu' sotto giuppy scrive
SISF European Absolute Return non è un vero absolute return....forse ha solo il nome
ha ragione giuppy , schroders o entrambi
se un fondo si chiama xyz azioni est , x i japponesi e' l'america x noi no

:)
 
Weaver ha scritto:
sono solo etichette

un post piu' sotto giuppy scrive
SISF European Absolute Return non è un vero absolute return....forse ha solo il nome
ha ragione giuppy , schroders o entrambi
se un fondo si chiama xyz azioni est , x i japponesi e' l'america x noi no

:)


Ha ragione Giuppy,
di certo non è un Absolute Return,
sarà da verificare se è un Total Return.

Se poi sarà efficiente è no è un altro discorso ancora.


Vorrei proprio aprire un dibattito perchè c'è una gran confusione,
anche tra i gestori,
e vorrei stabilire una volta per tutte un significato coerente.



Ma vedo che interessa a pochi.






Non sono solo etichette, c'è una codificazione ormai accettata, anche se molti non la conoscono.

L'est cambia a seconda del punto di osservazione,

il Giallo è giallo ovunque,
ovviamente può virare verso altri colori e ingannarci, e questo è comprensibile,
però lo riconoscono quasi tutti.

La tendenza di rendere indefinibili e quindi non interessanti le cose che non si conoscono, di certo non aiuta a migliorarsi.

"Il cioccolato ! Cosa sarà stò cioccolato ? Sembra cacca, per me è una schifezza."
 
Ultima modifica:
alan1 ha scritto:
Ha ragione Giuppy,
di certo non è un Absolute Return,
sarà da verificare se è un Total Return.

Non sono solo etichette, c'è una codificazione ormai accettata, anche se molti non la conoscono.

Il Gruppo Schroders, fondato nel 1804, vanta un'esperienza di oltre 200 anni
ed e' quotato alla Borsa Valori di Londra dal 1959.
l'organizzazione può contare su un network globale di uffici dislocati
nei principali centri finanziari internazionali che impiegano
complessivamente circa 2.380 collaboratori
Oltre 265 gestori ed analisti sono in grado di coprire i mercati
finanziari di tutto il mondo
ma non conosce la codificazione "Absolute Return"

:)
 
Weaver ha scritto:
Il Gruppo Schroders, fondato nel 1804, vanta un'esperienza di oltre 200 anni
ed e' quotato alla Borsa Valori di Londra dal 1959.
l'organizzazione può contare su un network globale di uffici dislocati
nei principali centri finanziari internazionali che impiegano
complessivamente circa 2.380 collaboratori
Oltre 265 gestori ed analisti sono in grado di coprire i mercati
finanziari di tutto il mondo
ma non conosce la codificazione "Absolute Return"

:)


Esatto (o più semplicemente c'è un motivo commerciale).

Quel fondo è fortemente correlato al mercato, il suo andamento è RELATIVO al mercato;
di certo non è a Ritorno ASSOLUTO, che praticamente vuol dire l'opposto.



Anche la Fiat è un'azienda con ca. un secolo di storia e un sacco di ingegneri,
ma ha costruito la DUNA (ve la ricordate ? )
 
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alan1 ha scritto:
Esatto (o più semplicemente c'è un motivo commerciale).

appunto e' li che volevo arrivare.
i termini servono a far vendere di +

Un fondo Total Return , con una gestione attiva , mirata ad ottenere un rendimento assoluto bilanciato da una gestione passiva nelle fasi di mercato....

e' un minestrone dei tuoi termini , che pero' da' una buona impressione

:)
 
Ultima modifica:
Weaver ha scritto:
appunto e' li che volevo arrivare.
i termini servono a far vendere di +

Un fondo Total Return , con una gestione attiva , mirata ad ottenere un rendimento assoluto bilanciato da una gestione passiva nelle fasi di mercato....

e' un minestrone dei tuoi termini , che pero' da' una buona impressione

:)



Mi piacerebbe però che ognuno capisca cosa un fondo in realtà rappresenti,
senza farsi ingannare dgli uffici promozionali, o dalle false indicazioni degli intenti.

Interessa ?
 
Penso interessi a molti. Tanti stanno in silenzio per la paura di parlare e magari dire sciocchezze.

Direi di andare avanti...in fondo le innumerevoli visite sono sinonimo di curiosità e interesse per l'argomento.

Riguardo alla DUNA...me la ricordo! Mamma mia che bleau..sono in sudamerica la potevano vendere! Conoscevo un professore che ce l'aveva. Abitava inuna zona poco felice e subiva molti furti...Per tutto il tempo che ha tenuto la DUNA non ha subito un furto...certo ci voleva coraggio a girare in DUNA per un prof di Fisica!

Beh per rimanere ai giorni nostri pensa alla Stilo...

Ciao
G.
 
alan1 ha scritto:
Cosa voglion dire:


1) Gestione Passiva
2) Gestione Attiva
3) Stile di Gestione
4) Absolute Return
5) Total Return



Lasciate il vostro parere senza snobbare ma anche senza farvi scrupoli.

Mi lancio:

1) gestione che tende a replicare l'andamento di un indice o di un benchmark più o meno diversificato;

2) gestione che con significativi scostamenti del portafoglio rispetto ad un benchmark tende a conseguire degli extra-rendimenti;

3) approccio metodo-logico sottostante alla scelta dei titoli in portafoglio (es: attivo o passivo, vedi sopra, bottom up o top down, etc.);

4) è il tipico obiettivo dei fondi hedge (ma non solo), la ricerca di un rendimento non correlato alle diverse fasi di mercato (positive o negative) assumendo posizioni short o long per garantire un risultato positivo sia che i mercati salgano, sia che invece scendano;

5) è il rendimento complessivo dell'investimento, derivante sia dall'incremento in conto capitale che dall'incasso di cedole e dividendi.

Aggiungo che in italia il marketing finanziario fa un uso molto disinvolto di questa terminologia, profittando della 'gnuranza di noi poveri mangiaspaghetti, producendo ossimori degni della rubrica di Stefano Bartezzaghi. Qualche esempio:

1) absolute return viene proposto come una sorta di "botte piena e moglie ubriaca", solo che in itagliano fa meno effetto, anche se il riferimento alla vodka è significativo;

2) le mitiche tre D dell'uomo col bastone (quello che ci sta costruendo le banche intorno) nella versione originale sono: Deceive, Destroy, Disappoint;

3) la "magia di gestione fenomenale", l'Equity Protection (di questo tipo se ne potrebbero citare a migliaia).

Ben altra fantasia (e cultura) dimostrano i protagonisti della finanza internazionale. Se mai diventerò un gestore non ho dubbi: il mio fondo si chiamerebbe Conundrum Fund.
 
Ok, mi interessava verificare il vostro punto di vista ma va bene ugualmente.



Alcune descrizioni che avete dato sono interessanti ed hanno anche un certo senso filologico,
ma nella sostanza direi che sia bene fare ordine.


Ovviamente troverete diverse descrizioni in più parti, perchè l'argomento non è mai stato affrontato in senso compiuto e lo si lascia degradare.
in questo forum almeno potremo tentare di allinearci allo stato dell'arte che ormai si può considerare definito.


1) Gestione Passiva,
quì non ci sono dubbi,
vuol dire ovviamente copiare un indice o uno dei tanti benchmark o panieri che le varie case compongono.

Considerazioni:
comprare un fondo passivo (ed il 99% più che abbondante dei fondi è passivo) certamente non sembra una cosa efficiente,
tuttavia non sempre si può fare a meno del fondo,
se ad esempio vogliamo replicare le Small Cap Giapponesi, o L'Europa Value, sarà difficile trovare altro modo di investire.


3) Stile di Gestione,
parliamo prima del 3 perchè è più comodo.
Uno stile di gestione non è una Strategia di gestione (anche se molti lo intendono così),
si dice Stile quando si forma un paniere di titoli che hanno alcune prerogative in comune, e non quando si imposta una strategia attiva.
Faccio un esempio, se andate sul sito MSCI:
http://www.msci.com/equity/index2.html
in alto trovate una tendina "Style", e dentro c'è "Standard; Value; Growth"
li si tratta di benchmark, quindi un portafoglio passivo da replicare.

Si parla quindi di Stile Value o Growth, e si estende a Large o Middle o Small cap, o l'insieme di questi;
e si può intendere come stile l'eventualne Copertura in Valuta (non sarebbe corretto ma rientra nella descrizione di una particolare osservazione del mercato).

Lo stile quindi non è un sistema strategico-tattico per fare meglio del mercato, ma un punto di vista del mercato, e basta.

Parliamo sempre di gestioni passive.

Poi possiamo dire che certi mercati se selezionati secondo un certo stile sono più efficienti che non il mercato stesso,
ad esempio Anima America usa uno stile Value, Small Cap, Coperto,
ha anche una piccola gestione attiva nel senso che fa qualche variazione ogni tanto, ma incide davvero poco rispetto allo stile.

Anima ha scelto uno stile premiante, perchè statisticamente le Small Cap Value, coperte in valuta, sono più efficienti dell'S&P500 non coperto,
ma non fa gestione attiva;
l'inganno e l'aver scelto un benchmark diverso che sulla lunga distanza gli fornisce in automatico un vantaggio, e giustificarlo con una presunta gestione attiva.


2) Gestione Attiva,
a questo punto è facile dire che si tratta del tentativo di fare meglio del mercato, impostando una strategia o comunque usando una tattica.

Se quindi replicare un benchmark possiamo chiamarlo comportamento:

Market Return, ovvero replicare il ritorno del mercato,
essere attivi può voler dire cercare un altro tipo di ritorno,
se c'è un benchmark da battere parleremo di:

Excess Return, quindi il tentativo di perseguire un ritorno superiore al benchmark,
se non c'è un benchmark da battere (a volte c'è ugualmente ma solo come riferimento per la volatilità o per calcolare le commissioni di incentivo) avremo i così detti fondi flessibili (che però il 98% delle volte sono falsi e sono passivi in quanto fermi, anche se non seguono benchmark conclamati) che dovrebbero essere appartennenti ai casi 4) e 5).



4) Absolute Return,
Ritorno Assoluto, ovvero non dipendente da cosa fa il mercato,
almeno sulla lunga distanza, perchè sul breve ovviamente può anche appoggiarsi al mercato.
Questa categoria molto interessante dovrebbe in teoria essere Market Neutral ovvero neutrale, indipendente dal mercato,
ma ovviamente è difficile che lo sia sempre e comunque e in ogni momento.
In partica sarebbero gli Hedge Fund di tipo Relative Value, quelli che fanno Arbitraggi o che comunque assumono posizioni lunghe e corte contemporaneamente e dello stesso valore.

Esistono anche alcuni fondi armonizzati che sono o tentano di essere Absolute, ad esempio questo:
GlobErsel Italy Market Neutral
http://www.morningstar.it/funds/ove...r=&Rating=-1&region_id=-1&submit1=%A0Cerca%A0

E' un MN, essendo armonizzato ed avendo molti limiti di gestione non rende tanto,
ma la volatilità è bassissima e fin'ora ha battuto il Risk Free.
(Il benchmark scelto da Morninstar non c'azzecca.)

La strategia FF che ho divultgato anni fa è MN, Absolute Return.
La strategia TRLS che trovate sul club anche.

Fare un Absolute vuol dire necessariamente confrontarsi con il risk free, pertanto non ci si deve aspettare correlazioni di lungo con nessun tipo di mercato.

Absolute è quindi un termine abusato.



5) Total Return,
il più difficile.
Si dice di un indice che computa anche i dividendi,
i Benchmark sui quali sarebbe giusto che si confrontassero i fondi.

Ma ultimamente ha assunto un secondo significato per quanto riguarda le gestioni finanziarie.

Total Return significa sfruttare le possibilità che un determinato mercato offre, attuando strategie efficienti (o ritenute tali) e dotandosi di sistemi di controllo dei rischi.
Si persegue lo scopo di cavalcare i vari mercati in modo attivo,
in praticha è una riedizione dei vecchi flessibili.

I flessibili hanno fallito, perchè in realtà si trattava di gestioni passive, al massimo con stili personali (tranne poche utili eccezioni).
E' inutile farsi illusioni, anche i Total Return che qualcuno chiamerà Absolute, falliranno (tranne poche utili eccezioni).

Bisogna imparare a riconoscere i veri fondi Total Return, e selezionare quelli efficienti.




Se volete facciamo una prova, voi mi postate qualche link di MorningStar e io vi dico la tipologia del fondo.
 
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reef ha scritto:
Kairos... costa piuttosto caro l'ingresso... Forse e' giusto cosi' :rolleyes:

E questo?
http://www.morningstar.it/funds/overview.asp?cid=LGJUL00327


Questo KPF l'ho sottoscritto on line nel 2003. Quindi niente commissioni d'ingrasso :D
Che io sappia, cessata la collaborazione con Online Sim, ancora non hanno un distributore e i fondi si sottoscrivono direttamente presso la SGR.
Quindi non dovrebbero far pagare la comm. d'ingr.. Anche perchè il fondo è buono ma non è certo gratis, con il suo 4% circa di spese totali in rapporto al patrimonio medio nel 2004 (commissioni di negoziazioni escluse).
 
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reef ha scritto:
Kairos... costa piuttosto caro l'ingresso... Forse e' giusto cosi' :rolleyes:

E questo?
http://www.morningstar.it/funds/overview.asp?cid=LGJUL00327


I costi d'ingresso sono sempre trattabili.
piuttosto direi che è antipatico aprire la posizione diretta.
Siccome hanno anche un Total Return buono sui Bond potrebbe comunque valere la pena.




Lo monitorizzo da un pezzo.

E' un Total Return,

non sembra male,
ma lo storico è ancora poco per giudicare.
 
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