Standard & Poors ha declassato quasi tutta l'Europa

  • Ecco la 68° Edizione del settimanale "Le opportunità di Borsa" dedicato ai consulenti finanziari ed esperti di borsa.

    La settimana è stata all’insegna degli acquisti per i principali listini internazionali. Gli indici americani S&P 500, Nasdaq e Dow Jones hanno aggiornato i massimi storici dopo i dati americani sui prezzi al consumo di mercoledì, che hanno evidenziato una discesa in linea con le aspettative, con l’inflazione headline al 3,4% e l’indice al 3,6% annuo, allentando i timori per un’inflazione persistente. Anche le vendite al dettaglio Usa sono rimaste invariate su base mensile, suggerendo un raffreddamento dei consumi che hanno fin qui sostenuto i prezzi. Questi dati, dunque, rafforzano complessivamente le possibilità di un taglio dei tassi a settembre da parte della Fed (le scommesse del mercato sono ora per due tagli nel 2024). Per continuare a leggere visita il link

  • Due nuove obbligazioni Societe Generale, in Euro e in Dollaro USA

    Societe Generale porta sul segmento Bond-X (EuroTLX) di Borsa Italiana due obbligazioni, una in EUR e una in USD, a tasso fisso decrescente con durata massima di 15 anni e possibilità di rimborso anticipato annuale a discrezione dell’Emittente.

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IronMike

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Standard & Poors ha declassato i rating di quasi tutta l'Europa. E' controllata dai grandi fondi USA, che da un lato sono gli investitori, dall'altro sono coloro che stilano le pagelle.

Ma se non è stata capace di vedere la crisi americana dei sub-prime nel 2007, causata da società a cui aveva concesso la tripla A ???

E non è stata capace di vedere la crisi della Lehman Brothers.

In entrambe i casi non si accorsero di nulla fino a quando il bubbone era già esploso. Come mai? Incapacità professionale o strategie mirate? Forse declassano l'intera economia europea per poi specularci sopra e comprare a basso prezzo?

Nel 1992, in Italia, Standard & Poor’s declassa il debito italiano, dopo di chè George Soros specula sterlina contro lira, causando una svalutazione del 30% e conseguente uscita della lira dal Sistema Mometario Europeo. Poi sono arrivati nel nostro paese i capitali anglo-statunitensi per comprare a prezzi stracciati società come Iri, Enel, Eni.



I gruppi bancari ed i fondi d’investimento che a loro volta controllano le agenzie di rating in america hanno sempre gli stessi nomi, gli stessi azionisti.
Capital World Investors è una delle più grandi società di gestione del risparmio USA ... è il primo azionista del gruppo McGraw Hill che controlla Standard & Poor's e nello stesso tempo è anche il primo socio della concorrente Moody's.
Il fondo americano State Street Corp. è il secondo azionista di McGraw Hill/Standard & Poor’s e il settimo di Moody's.
Un altro fondo USA, BlackRock, è l'undicesimo socio di Moody's e il sesto di Standard & Poor’s
Merrill Lynch è azionista di BlackRock & Co. (49,8%) e P.N.C. Financial Services Group Inc.
 
Comunque vada, qui si giocano la reputazione, che è sempre molto importante rispetto al rating.
 
C'è qualcosa di marcio nello Stato dei rating - L'economia della trasparenza

14 gennaio 2012 - 10:48
C'è qualcosa di marcio nello Stato dei rating.

Standard and Poor's ha declassato i rating - giudizi sulla capacità di rimborsare il debito - di nove Paesi dell'Unione europea. Germania esclusa, che è stata risparmiata e che conserva la Tripla A. A conti fatti, con la decisione a sorpresa operata ieri dall'agenzia statunitense, mezza Europa è stata depotenziata. Ciò significa che da lunedì Italia, Spagna, Francia, Austria Portogallo, Cipro, Malta, Slovacchia e Slovenia rischiano di pagare più interessi sui titoli dei rispettivi bond governativi in quanto, di fatto, questi titoli da lunedì, quando riapriranno i mercati, saranno ufficialmente considerati più rischiosi di quanto non lo fossero ieri.

Dopo la stoccata di S&Poor's , resistono nell'elitario club delle Triple A: Danimarca, i Paesi Bassi, la Germania, il Regno Unito, la Svezia, la Norvegia, la Finlandia, il Lussemburgo, la Svizzera, l'Australia, Hong Kong, il Canada e Singapore. Gli Stati Uniti ne sono usciti lo scorso 5 agosto quando la stessa S&Poor's ha declassato l'economia americana da AAA ad AA+.

In ogni caso, la decisione di S&P dimostra una incoerenza drammatica da parte delle agenzie di rating. Senza agitare teorie complottistiche (che i sostenitori rinfocolano ricordando che S&P, Moody's e Fitch, le tre più grandi agenzie di rating al mondo, sono statunitensi e che questa mossa potrebbe essere considerata come un attacco all'euro dell'asse Usa-Inghilterra) va detto che solo pochi giorni fa Fitch aveva escluso uno scenario di tagli a cascata fra i Paesi Ue. Ebbene, dopo pochi giorni S&P - i cui analisti hanno sottomano gli stessi bilanci, gli stessi debiti, gli stessi dati - estrae dal suo cilindro una stilettata di proporzioni inaudite. Nove Paesi bocciati e ridimensionati in un colpo solo.

Un taglio "incoerente" secondo il commissario europeo Olli Rehn. E come dargli torto? Questo taglio arriva proprio nel momento in cui le istituzioni europee stanno accelerando le riforme dopo una lunghissima empasse, di cui la Germania può essere considerata grande responsabile (si è sempre opposta agli Eurobond e a un potenziamento della Bce con funzioni di tesoreria (stampare moneta) come invece nelle possibilità di Federal Reserve, Bank of England, Banca del Giappone, Banca centrale svizzera).

Solo questa settimana i mercati (e anche le agenzie di rating) hanno "ascoltato" le seguenti notizie:

- accelerazione sulla modifica del Trattato dell'Unione europea (anche prima di marzo)

- straordinario apprezzamento della cancelliera Merkel per le riforme dell'Italia

- prosecuzione dei colloqui tra Ungheria e Fmi per ripristinare il rapporto, incrinatosi dopo la decisione del Parlamento magiaro di sganciare la Banca centrale ungherese dal controllo della Bce

Di fatti, tutte queste notizie hanno "calmierato" gli spread, di tutti i Paesi dell'Ue con quelli italiani tornato sotto quota 500.

Ebbene proprio mentre un venticello d'ottimismo cominciava a soffiare nell'Ue, S&P ha utilizzato una brutale mannaia. Mannaia che, purtroppo, per quanto le agenzie di rating vengano da tempo criticate per i loro conflitti di interesse e per l'eccessivo peso che i loro giudizi hanno sui mercati, rischia di impattare sulle quotazioni dei mercati (e sui risparmi della gente che paga in ultima istanza tale dazio) da lunedì, quando, dopo l'ennesima batosta, riapriranno i battenti.

E anche se l'economista Fitoussi indica che la Germania sarà la prossima vittima, al momento i dati parlano chiaro . Questi crisi sta favorendo, perlomeno nel breve, proprio la Germania (che paga a sconto gli interessi sul debito e continua ad esportare con l'euro e non con un eventuale supermarco rafforzando nel frattempo il suo ruolo di leadership e di influenza politica nell'area). Questa crisi sta anche potenziando Stati Uniti e Inghilterra che pur viaggiando su deficit/Pil al 10% (lo stesso livello della Grecia) pagano interessi sul debito a 10 anni sotto il 2% nominale e sottozero a livelli reali (al netto dell'inflazione). E che, al pari della Germania, stanno elegantemente ristrutturando il debito.

C'è o non c'è qualcosa di marcio nello Stato dei rating?
 
C'è qualcosa di marcio nello Stato dei rating - L'economia della trasparenza

14 gennaio 2012 - 10:48
C'è qualcosa di marcio nello Stato dei rating.

Standard and Poor's ha declassato i rating - giudizi sulla capacità di rimborsare il debito - di nove Paesi dell'Unione europea. Germania esclusa, che è stata risparmiata e che conserva la Tripla A. A conti fatti, con la decisione a sorpresa operata ieri dall'agenzia statunitense, mezza Europa è stata depotenziata. Ciò significa che da lunedì Italia, Spagna, Francia, Austria Portogallo, Cipro, Malta, Slovacchia e Slovenia rischiano di pagare più interessi sui titoli dei rispettivi bond governativi in quanto, di fatto, questi titoli da lunedì, quando riapriranno i mercati, saranno ufficialmente considerati più rischiosi di quanto non lo fossero ieri.

Dopo la stoccata di S&Poor's , resistono nell'elitario club delle Triple A: Danimarca, i Paesi Bassi, la Germania, il Regno Unito, la Svezia, la Norvegia, la Finlandia, il Lussemburgo, la Svizzera, l'Australia, Hong Kong, il Canada e Singapore. Gli Stati Uniti ne sono usciti lo scorso 5 agosto quando la stessa S&Poor's ha declassato l'economia americana da AAA ad AA+.

In ogni caso, la decisione di S&P dimostra una incoerenza drammatica da parte delle agenzie di rating. Senza agitare teorie complottistiche (che i sostenitori rinfocolano ricordando che S&P, Moody's e Fitch, le tre più grandi agenzie di rating al mondo, sono statunitensi e che questa mossa potrebbe essere considerata come un attacco all'euro dell'asse Usa-Inghilterra) va detto che solo pochi giorni fa Fitch aveva escluso uno scenario di tagli a cascata fra i Paesi Ue. Ebbene, dopo pochi giorni S&P - i cui analisti hanno sottomano gli stessi bilanci, gli stessi debiti, gli stessi dati - estrae dal suo cilindro una stilettata di proporzioni inaudite. Nove Paesi bocciati e ridimensionati in un colpo solo.

Un taglio "incoerente" secondo il commissario europeo Olli Rehn. E come dargli torto? Questo taglio arriva proprio nel momento in cui le istituzioni europee stanno accelerando le riforme dopo una lunghissima empasse, di cui la Germania può essere considerata grande responsabile (si è sempre opposta agli Eurobond e a un potenziamento della Bce con funzioni di tesoreria (stampare moneta) come invece nelle possibilità di Federal Reserve, Bank of England, Banca del Giappone, Banca centrale svizzera).

Solo questa settimana i mercati (e anche le agenzie di rating) hanno "ascoltato" le seguenti notizie:

- accelerazione sulla modifica del Trattato dell'Unione europea (anche prima di marzo)

- straordinario apprezzamento della cancelliera Merkel per le riforme dell'Italia

- prosecuzione dei colloqui tra Ungheria e Fmi per ripristinare il rapporto, incrinatosi dopo la decisione del Parlamento magiaro di sganciare la Banca centrale ungherese dal controllo della Bce

Di fatti, tutte queste notizie hanno "calmierato" gli spread, di tutti i Paesi dell'Ue con quelli italiani tornato sotto quota 500.

Ebbene proprio mentre un venticello d'ottimismo cominciava a soffiare nell'Ue, S&P ha utilizzato una brutale mannaia. Mannaia che, purtroppo, per quanto le agenzie di rating vengano da tempo criticate per i loro conflitti di interesse e per l'eccessivo peso che i loro giudizi hanno sui mercati, rischia di impattare sulle quotazioni dei mercati (e sui risparmi della gente che paga in ultima istanza tale dazio) da lunedì, quando, dopo l'ennesima batosta, riapriranno i battenti.

E anche se l'economista Fitoussi indica che la Germania sarà la prossima vittima, al momento i dati parlano chiaro . Questi crisi sta favorendo, perlomeno nel breve, proprio la Germania (che paga a sconto gli interessi sul debito e continua ad esportare con l'euro e non con un eventuale supermarco rafforzando nel frattempo il suo ruolo di leadership e di influenza politica nell'area). Questa crisi sta anche potenziando Stati Uniti e Inghilterra che pur viaggiando su deficit/Pil al 10% (lo stesso livello della Grecia) pagano interessi sul debito a 10 anni sotto il 2% nominale e sottozero a livelli reali (al netto dell'inflazione). E che, al pari della Germania, stanno elegantemente ristrutturando il debito.

C'è o non c'è qualcosa di marcio nello Stato dei rating?

ciao Alè buon 2012,
stanno sguazzando nella montagna di soldi che stanno facendo, ma se poi arriva qualche padre di famiglia, che così per pazzia o per disperazione butta qualche bomba, e poi ne arriva un altro e un altro ancora, poi sono dolori!!!
Stanno riducendo la popolazione alla fame e quando c'è fame e disperazione qualcosa cambia!!!!!
Ognuno con le proprie responsabilità!
 
così si comprano i titoli di stato di stati che non falliranno mai a prezzi da fame e con alti rendimenti e si fanno le budella d'oro, è semplice no?
 
Standard & Poors ha declassato i rating di quasi tutta l'Europa. E' controllata dai grandi fondi USA, che da un lato sono gli investitori, dall'altro sono coloro che stilano le pagelle.

Ma se non è stata capace di vedere la crisi americana dei sub-prime nel 2007, causata da società a cui aveva concesso la tripla A ???

E non è stata capace di vedere la crisi della Lehman Brothers.

In entrambe i casi non si accorsero di nulla fino a quando il bubbone era già esploso. Come mai? Incapacità professionale o strategie mirate? Forse declassano l'intera economia europea per poi specularci sopra e comprare a basso prezzo?

Nel 1992, in Italia, Standard & Poor’s declassa il debito italiano, dopo di chè George Soros specula sterlina contro lira, causando una svalutazione del 30% e conseguente uscita della lira dal Sistema Mometario Europeo. Poi sono arrivati nel nostro paese i capitali anglo-statunitensi per comprare a prezzi stracciati società come Iri, Enel, Eni.



I gruppi bancari ed i fondi d’investimento che a loro volta controllano le agenzie di rating in america hanno sempre gli stessi nomi, gli stessi azionisti.
Capital World Investors è una delle più grandi società di gestione del risparmio USA ... è il primo azionista del gruppo McGraw Hill che controlla Standard & Poor's e nello stesso tempo è anche il primo socio della concorrente Moody's.
Il fondo americano State Street Corp. è il secondo azionista di McGraw Hill/Standard & Poor’s e il settimo di Moody's.
Un altro fondo USA, BlackRock, è l'undicesimo socio di Moody's e il sesto di Standard & Poor’s
Merrill Lynch è azionista di BlackRock & Co. (49,8%) e P.N.C. Financial Services Group Inc.

nella foga e nell'enfasi della degradazio avra' per caso anche degradato se stessa????:mmmm:

mahhhhh???:D
 
ciao Alè buon 2012,
stanno sguazzando nella montagna di soldi che stanno facendo, ma se poi arriva qualche padre di famiglia, che così per pazzia o per disperazione butta qualche bomba, e poi ne arriva un altro e un altro ancora, poi sono dolori!!!
Stanno riducendo la popolazione alla fame e quando c'è fame e disperazione qualcosa cambia!!!!!
Ognuno con le proprie responsabilità!

Ciao Carissima,

va così ... bisogna aver pazienza ...

Buon anno a Te ... vedrai, vedrai che ne usciremo più forti valà ... io sono estremamente fiducioso.
Se poi va tutto all'aria lo insegna la storia cosa succede. :yes:
Ma non credo siano pazzi fino a quel livello. :no:

Stai su che ti voglio sentire più serena ... OK! ;) :D
 
e lunedi grosso storno delle quotazioni?
 
un leggeriiiiiiiiiiiiissssssssssiiiiiiiiiiiiimo un conflitto d'interessi. .
sinceramente non voglio credere all'ipotesi che anal-isti pagati a peso d'oro potessero leggere i bilanci di lehman bros. a metà 2007 e dire che andava tutto bene :censored:
 
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