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nickilista

Siento el Sur...
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C'è da essere contenti o scontenti per il "fatto" di corrispondere a uno standard?
Questione difficile, perché, ad esempio, per ciò che attiene alle forme(-contenuto) del corpo proprio (quell'insieme di fisicità e possibilità - ma qui è difficile proporre una versione univoca, appunto standard -che noi stessi siamo), corrispondere ad uno standard significa più o meno non essere anormali (convinzione che del resto si infrangerà qualora andiate in una qualsiasi sartoria)

Questo per quel che riguarda la "volumetria" del corpo, e la sua collocazione nell'architettura "democratica" (chi era che diceva che la "grande opera" è quella che "nasconde il particolare"?).

E' vero però che rimanendo sullo stesso terreno ma cambiando "oggetto", andiamo incontro (di nuovo) a quell'autentica ossessione per la misurazione della'epoca moderna, che tenta di "quantificare" e di matematizzare un po' tutto. Così, sempre per rimanere nell'esemplarità, si può pensare che i "manipolatori" (di qualsiasi colore essi siano) tentino (quindi che abbiano la tentazione peccaminosa, malvagia) di "stendardizzare" (sic!) anche beni e grandezze "immateriali", come la pubblica opinione. E allora giù sondaggi, campionature etc..

Beninteso, il tutto sotto lo stendardo della "libertà" e/o della democrazia.

Allora, standard (stereo-tipo) o che altro?
 
Dentro di me è acceso lo spirito di un hippy.
Io sono un hippy.
 
Scontenta……
Dal mio punto di vista, meglio essere “anormale" ! :)
 
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