su AP ce lo siamo chiesti sempre.... Saviano dice la sua verità sulle NO PIAZZA

SixSigmaBrazil

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Milioni di persone in tutto il mondo scendono nelle strade per protestare: in difesa dei propri diritti, contro la corruzione, contro lo smantellamento dello stato sociale: da Rio de Janeiro a Istanbul, dal Cairo a Sofia. Perché in Italia non succede nulla? Se lo chiede sull'Espresso Roberto Saviano, che azzarda una spiegazione.

Le piazze di Rio, di Istanbul, di Sofia hanno dato il là a proteste oceaniche meno decodificabili delle istanze, ad esempio, degli Anni Settanta. Sono piazze, scrive Saviano, senza un unico vettore. Spesso le proteste non hanno leader e non hanno tantomeno partiti di riferimento: "Qualcuno continua a vederci le istanze della classe operaia pronta all'assalto al cielo. Altri vedono solo giovani, giovani che cercano spazi". In Turchia la miccia che fa esplodere la rabbia è un parco, il Gezi Park, che rischia di essere abbattuto per fare spazio a un centro commerciale, in Brasile si protesta contro gli sprechi e la corruzione che circondano i lavori per i mondiali del 2014, in Cile perché gli studenti chiedono un'educazione gratuita, pubblica, laica e accessibile.

Tante ragioni diverse, ma l'obiettivo può essere identificato sempre nel capitalismo criminale e nella democrazia corrotta. Bersaglio del disprezzo collettivo è la politica, divenuta "scorciatoia" per migliorare le vite di chi ha saputo farsi eleggere.

Si scende in piazza contro corruzione e autoritarismo in territori ricchi di risorse e di energie. In Turchia, in Brasile, in India la corruzione diventa un vincolo alla felicità. Con la corruzione c'è meno lavoro per tutti, i redditi sono distribuiti in maniera sempre più diseguale, le risorse non vengono utilizzate in maniera corretta e trasparente.
Nei paesi in cui si manifesta, eliminata la corruzione - posto che si riesca a farlo - c'è un'infinita ricchezza da gestire. Nel nostro paese, tolta la corruzione, il rischio è che non ci sia niente che possa sostituire quel sistema di mediazione. La corruzione qui da noi è avvertita, incredibilmente, come necessaria. Mentre altrove la lotta alla corruzione è una possibilità di trasformazione, in Italia si teme che debellando quella non resterà nessuna altra risorsa.

L'Italia vive una situazione profondamente, tragicamente diversa. Senza speranze, verrebbe da dire.
La corruzione mafiosa è l'unica premessa per un'economia florida: con mazzette e percentuali si aprono cantieri, si avviano lavori, si assume. Senza questo, in molti casi, tutto sarebbe fermo. Ecco perché talvolta la domanda "ma se le cose vanno così male perché non scendiamo in piazza anche noi?" sembra più che altro un artificio retorico. Certo i sindacati, i lavoratori, gli studenti manifestano, ma lo fanno con linguaggi assai diversi dalle rivolte che qui stiamo raccontando e il messaggio che passa è che manifestino per sé, che manifestino escludendo, per difendere categorie, in alcuni casi rendite di posizione.

Gli italiani secondo Saviano come gli anziani, preferiscono riflettere, pensare, rinchiudersi in un passato felice ma lontano, "perché temono che il loro futuro sia solo morte"

Fonte : Today.it
 
Nel nostro paese, tolta la corruzione, il rischio è che non ci sia niente che possa sostituire quel sistema di mediazione



:yes:
 
Basta vedere i commenti a Finmeccanica e le tangenti internazionali o aver consegnato una bambina di 6 anni a un dittatore perchè ha del gas.
E basta vedere per chi votano gli italiani :D
 
saviano dovrebbe fare una cosa per lui inedita:


ANDARE A LAVORARE!!!!!




:cool:
 
saviano dovrebbe fare una cosa per lui inedita:
ANDARE A LAVORARE!!!!!
:cool:

Di tutti quelli che devono andare a lavorare, proprio uno che scrive contro la Camorra :D
Va beh che per voi Berluschini la cultura non si mangia e chi scrive contro la Camorra rompe le balle... :(

Si ho detto voi Berluschini :p
 
Milioni di persone in tutto il mondo scendono nelle strade per protestare: in difesa dei propri diritti, contro la corruzione, contro lo smantellamento dello stato sociale: da Rio de Janeiro a Istanbul, dal Cairo a Sofia. Perché in Italia non succede nulla? Se lo chiede sull'Espresso Roberto Saviano, che azzarda una spiegazione.

Le piazze di Rio, di Istanbul, di Sofia hanno dato il là a proteste oceaniche meno decodificabili delle istanze, ad esempio, degli Anni Settanta. Sono piazze, scrive Saviano, senza un unico vettore. Spesso le proteste non hanno leader e non hanno tantomeno partiti di riferimento: "Qualcuno continua a vederci le istanze della classe operaia pronta all'assalto al cielo. Altri vedono solo giovani, giovani che cercano spazi". In Turchia la miccia che fa esplodere la rabbia è un parco, il Gezi Park, che rischia di essere abbattuto per fare spazio a un centro commerciale, in Brasile si protesta contro gli sprechi e la corruzione che circondano i lavori per i mondiali del 2014, in Cile perché gli studenti chiedono un'educazione gratuita, pubblica, laica e accessibile.

Tante ragioni diverse, ma l'obiettivo può essere identificato sempre nel capitalismo criminale e nella democrazia corrotta. Bersaglio del disprezzo collettivo è la politica, divenuta "scorciatoia" per migliorare le vite di chi ha saputo farsi eleggere.

Si scende in piazza contro corruzione e autoritarismo in territori ricchi di risorse e di energie. In Turchia, in Brasile, in India la corruzione diventa un vincolo alla felicità. Con la corruzione c'è meno lavoro per tutti, i redditi sono distribuiti in maniera sempre più diseguale, le risorse non vengono utilizzate in maniera corretta e trasparente.
Nei paesi in cui si manifesta, eliminata la corruzione - posto che si riesca a farlo - c'è un'infinita ricchezza da gestire. Nel nostro paese, tolta la corruzione, il rischio è che non ci sia niente che possa sostituire quel sistema di mediazione. La corruzione qui da noi è avvertita, incredibilmente, come necessaria. Mentre altrove la lotta alla corruzione è una possibilità di trasformazione, in Italia si teme che debellando quella non resterà nessuna altra risorsa.

L'Italia vive una situazione profondamente, tragicamente diversa. Senza speranze, verrebbe da dire.
La corruzione mafiosa è l'unica premessa per un'economia florida: con mazzette e percentuali si aprono cantieri, si avviano lavori, si assume. Senza questo, in molti casi, tutto sarebbe fermo. Ecco perché talvolta la domanda "ma se le cose vanno così male perché non scendiamo in piazza anche noi?" sembra più che altro un artificio retorico. Certo i sindacati, i lavoratori, gli studenti manifestano, ma lo fanno con linguaggi assai diversi dalle rivolte che qui stiamo raccontando e il messaggio che passa è che manifestino per sé, che manifestino escludendo, per difendere categorie, in alcuni casi rendite di posizione.

Gli italiani secondo Saviano come gli anziani, preferiscono riflettere, pensare, rinchiudersi in un passato felice ma lontano, "perché temono che il loro futuro sia solo morte"

Fonte : Today.it

100.000 morti in siria, due anni di devastazioni, fame e saccheggi in egittto, sono ancora troppo poco
 
...azzz...incomincio a preoccuparmi....anche qui son d'accordo con te....come con altri 2 sondaggi che ho visto hai votato esattamente come me....:D:D:D:D

stanno succedendo cose turche...

ho amici di destra con i quali regolarmente litigavo ed ora, incredibilmente, su parecchie questioni c'è una sintonia di vedute che ha dello stupefacente.:eek:


mah......


:cool:
 
Manca dunque tutta la spinta mediatica alla sollevazione, ma soprattutto manca quell’elemento logistico che da sempre fornisce una sponda ai movimenti sociali: manca un’opposizione.




se lo dice lui :D
 


questa è bellissima :yes:

basta sostituire
m5s a "popolo viola" :yes::D




Manca un’opposizione

L’ultima volta che la rete, qualche anno fa, mobilitò centinaia di migliaia di persone, il clima politico era incandescente. I partiti si combattevano aspramente e i giornali, di conseguenza, facevano montare l’odio e la rabbia, dividendo la società in “comunisti” e “berluschini“. C’era una forte bipolarizzazione politico/mediatica e si respirava quasi un’aria da guerra civile. In questo contesto nacque il Popolo Viola, focalizzato contro Silvio Berlusconi. La narrazione del tempo voleva che fosse una sollevazione spontanea della rete, e sicuramente la gran parte di chi vi aderì era stato mobilitato proprio in rete, ma ad un occhio attento c’erano elementi poco chiari. Innanzittutto c’era un fondatore e un coordinamento centrale (incline alla censura dei pareri scomodi e a un conseguente dirigismo poco compatibile con il modello dell’aggregazione spontanea e decostruita), il quale era addirittura anonimo: si faceva chiamare San Precario. Ovvio che sorgessero legittimi dubbi e sospetti su chi si celasse realmente dietro a quella identità. Poi fecero seguito i primi comunicati video. Chi si occupa di fare comunicazione multimediali in rete, in maniera realmente indipendente e con mezzi propri, sa bene quale sia il livello tecnologico di un paese che è tra gli ultimi per il tasso di penetrazione della rete e per la diffusione della banda larga, e conosce bene i limiti delle competenze multimediali, sia dal punto di vista della loro elaborazione che del costo delle atrezzature e dei set. I video del Popolo Viola erano perfetti, dallo studio della comunicazione ad ogni dettaglio tecnico. Non poteva non esserci dietro una società agguerrita e costosa. E se i soldi, con un po’ di campagna fatta bene (ma anche questa è difficile da organizzare in un paese dove le competenze in questo settore sono in mano a pochi) si potevano trovare, di certo lo studio del “branding” e del “marketing” era qualcosa che l’armata brancaleone di volenterosi quanto litgiosi “azionisti della rete” avrebbero difficilmente saputo mettere in piedi. Le cose divennero più chiare quando si iniziò a vedere chi saldava i conti delle manifestazioni di piazza, anche con assegni da decine se non centinaia di migliaia di euro. E c’era anche chi faceva interventi televisivi e scriveva libri, con il cappello del Popolo Viola, ma lavorava negli uffici di quei partiti che finanziavano la manifestazione. Un vero e proprio insulto nei confronti del pubblico e soprattutto della stragrande maggioranza di persone che credevano davvero ad una aggregazione spontanea e interamente “social” del movimento.



:clap:
 
questa è bellissima :yes:

basta sostituire
m5s a "popolo viola" :yes::D




Manca un’opposizione

Non è che manca un'opposizione...è che manca un governo. Non c'è nemmeno uno straccio di governo che fa qualcosa di "impopolare"...semplicemente non fa un capzo e si fotte gli stipendi aggratis...e che sollevazione puoi fare con chi non tira su nemmeno un mattone? Non c'è stimolo.... KO!
 
questa è bellissima :yes:

basta sostituire
m5s a "popolo viola" :yes::D




Manca un’opposizione

L’ultima volta che la rete, qualche anno fa, mobilitò centinaia di migliaia di persone, il clima politico era incandescente. I partiti si combattevano aspramente e i giornali, di conseguenza, facevano montare l’odio e la rabbia, dividendo la società in “comunisti” e “berluschini“. C’era una forte bipolarizzazione politico/mediatica e si respirava quasi un’aria da guerra civile. In questo contesto nacque il Popolo Viola, focalizzato contro Silvio Berlusconi. La narrazione del tempo voleva che fosse una sollevazione spontanea della rete, e sicuramente la gran parte di chi vi aderì era stato mobilitato proprio in rete, ma ad un occhio attento c’erano elementi poco chiari. Innanzittutto c’era un fondatore e un coordinamento centrale (incline alla censura dei pareri scomodi e a un conseguente dirigismo poco compatibile con il modello dell’aggregazione spontanea e decostruita), il quale era addirittura anonimo: si faceva chiamare San Precario. Ovvio che sorgessero legittimi dubbi e sospetti su chi si celasse realmente dietro a quella identità. Poi fecero seguito i primi comunicati video. Chi si occupa di fare comunicazione multimediali in rete, in maniera realmente indipendente e con mezzi propri, sa bene quale sia il livello tecnologico di un paese che è tra gli ultimi per il tasso di penetrazione della rete e per la diffusione della banda larga, e conosce bene i limiti delle competenze multimediali, sia dal punto di vista della loro elaborazione che del costo delle atrezzature e dei set. I video del Popolo Viola erano perfetti, dallo studio della comunicazione ad ogni dettaglio tecnico. Non poteva non esserci dietro una società agguerrita e costosa. E se i soldi, con un po’ di campagna fatta bene (ma anche questa è difficile da organizzare in un paese dove le competenze in questo settore sono in mano a pochi) si potevano trovare, di certo lo studio del “branding” e del “marketing” era qualcosa che l’armata brancaleone di volenterosi quanto litgiosi “azionisti della rete” avrebbero difficilmente saputo mettere in piedi. Le cose divennero più chiare quando si iniziò a vedere chi saldava i conti delle manifestazioni di piazza, anche con assegni da decine se non centinaia di migliaia di euro. E c’era anche chi faceva interventi televisivi e scriveva libri, con il cappello del Popolo Viola, ma lavorava negli uffici di quei partiti che finanziavano la manifestazione. Un vero e proprio insulto nei confronti del pubblico e soprattutto della stragrande maggioranza di persone che credevano davvero ad una aggregazione spontanea e interamente “social” del movimento.



:clap:


i 4 parole mancano i sonvenzionatori che fa scendere in piazza.......come in turchia e brasile....
 
si scendiamo in piazza dai
poi quei 4 m.nchia che guidano il gruppo ce li troveremo in parlamento
oltretutto faranno strada (nel senso che entrano da sinistra e si ritroveranno a destra o viceversa)
e gli altri si tengono le botte:D:D:D
 
questa è bellissima :yes:

basta sostituire
m5s a "popolo viola" :yes::D




Manca un’opposizione

Non è che manca un'opposizione...è che manca un governo. Non c'è nemmeno uno straccio di governo che fa qualcosa di "impopolare"...semplicemente non fa un capzo e si fotte gli stipendi aggratis...e che sollevazione puoi fare con chi non tira su nemmeno un mattone? Non c'è stimolo.... KO!


per me l'itagliano
è itagliano


non c'è opposizione

significa
che non c'è opposizione
 
il giudizio di saviano vale come quello di ciancimino ...... per cui nemmeno perdo tempo a sentire quello che dice ......... e come qualcun'altro ha gia' scritto sarebbe anche ora che andasse a lavorare ...............
 
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