Su Gervasi, e sul gioco di borsa...

lester

Nuovo Utente
Registrato
9/4/03
Messaggi
197
Punti reazioni
3
la questione interpretativa è aperta!.
Sicuramente del -gioco- non ha la freschezza, la ricchezza , l'incredibile imponderabilità di quei significati propri di chi crea, gestisce, performa, simula , inventa - eventi ecc.

E', forse inteso come gioco in quanto la manipolazione, verticalizzando dall'alto verso il basso, tende ad imprimere movimenti del tutto inattesi, apparentemente inverosimili.
Se sia gioco o meno potrebbe anche non rilevare.

Se in borsa premia una maggiore elasticità o visionarietà sul freddo raziocinio del calcolo, questa è valutazione di ordine personale.
Il trader si organizza mentalmente come può.

Se leggiamo sul dizionario la voce presenta aspetti molteplici e ben si presta ad usi svariati:
per esempio GIOCA chi fa azzardo,quindi mette a rischio il proprio denaro.
In questo senso la borsa è un gioco.
E' ormai consolidata prassi della nomenclatura che -lavora- parallela alla borsa , il fatto di convalidarla come aspetto particolarmente tecnico, supportandola appunto con l'altrettanto -chiromanzia scientifica- dell'AT.
Anche questo è vero!
Ma domandiamoci in che senso tale -verità- può proclamarsi scientifica.
Mi rendo altrettanto consapevole che nel FOL non esiste alcun fervido dibattito su questioni di primaria importanza conoscitiva, cioè non si avverte alcuna necessità di scavo.

Si privilegia il battibecco asmatico su temi come quello di Gervasi, possibilmente cogliendo l'ATTIMO di qualche suo proposito non avverato o di qualche contraddizione.
Si attende al varco quell'amico maldestro o sfortunato ricordandogli qualche sua incoerenza e scaricandogli tutto il malumore possibile.
Tutta l'armata brancaleone dei fedelissimi della gnosi tecnica pronti ad innescare una guerra ,illusi di avere la vittoria in mano !.

Sono quelli che ritengono la borsa un fatto altamente tecnico.
Io penso invece che essa non sia ne tecnica ne diletto, ne maestra e ne incompetente, ne gioco e neppure cosa seria.
La borsa semmai è solo una forma stravagante di azzardo entro il quale la mente si attiva a programmare dei significati.
Smaniando nella decodifica.

La mia teoria della borsa come una -grande mente- è stata da alcuni interpretata come una sorta di enorme puparo capace di sballottare tutto e tutti dall'alto di quel vortice verticale del quale parlavo sopra.

La realtà è invece meno complessa e forse più semplice.
C'è chi controlla e c'è che si fa controllare nel tentativo di passare -inosservato- dai radar di sistema e quindi farla franca.

La classificazione interpretativa della -borsa- come gioco, lavoro, esercizio ,prassi , viene quindi ad esaurirsi nell'intreccio di queste espressioni.

Tutta l'essenza dell'analisi tecnica , nella sua voluminosa bibliografia viene ridotta a risolversi soltanto nella volonta di fare , del tentativo , dell'azzardo .
Di quell'operazione che sola la fortuna sorteggerà come vincente o perdente!.
Se ci affidiamo a ciò, in fondo giochiamo con la vita.
Perchè ci piace affrontare le cose in questi termini .
Ma, poichè la mente soffre anch'essa di malcelate forme di -libido-, allora si attiverà a creare significati diversi , sorreggendoli sui ponteggi di un cogito raffinato dalla tecnica.

Dunque tutto fa brodo se è un criterio di sopravvivenza che ci distingue e sollecita.
Non vedo alcuna necessità di dichiararsi come assatanati e viziosi frequentatori di bische o peggio di annunciarsi al FOL come culturi delle -arti marziali -della matematica, dividendo gli investitori fra quelli che usano il dominio della ragione e quelli che difettano o sono balbuzienti nelle scienze esatte.

La -grande mente- ,per ogni peculiarità mentale ,ha in serbo la tattica giusta per depredarla delle sue certezze.

La borsa è niente di più e niente di meno rispetto al quel teorema di Godel relativo -all' indecidibilità -,considerato indigesto dai colti cervelli degli aritmetici.

lester
 
Scritto da lester

La -grande mente- ,per ogni peculiarità mentale ,ha in serbo la tattica giusta per depredarla delle sue certezze.

La borsa è niente di più e niente di meno rispetto al quel teorema di Godel relativo -all' indecidibilità -,considerato indigesto dai colti cervelli degli aritmetici.

lester

Secondo me sei rimasto traumatizzato dallo pseudofuture quale e' il FIB30, amplia gli orizzonti rivolgi le tue analisi ad altri mercati, ad esempio sulle valute, sui future dell'oro, delle materie prime etc.
Sono manipolati anche loro dalla "grande mente?".

Il tuo atteggiamento fa pensare che sia un modo per giustificare determinati insuccessi personali in borsa, hai elaborato una teoria e ora cerchi conferme.
;)
 
Faccio notare che sono spariti i miei Thread
 
..evidentemente ai più sfugge il senso delle mie osservazioni ed il dibattito che cerco di estendere, sforzandomi sempre di non entrare nel tessuto personale emotivo ed operativo di ciascuno.

Chi risponde invece mostra vivo interesse a scandagliare nella psiche ricercando anfratti dove il sottoscritto nasconderebbe la pesante eredità di antiche perdite.
In una angustia mai completamente elaborata dal suo cervello si ritrova a descrivere questioni che ai tanti -entra-esci- del forum poco importa dirimere.

Penso seriamente che ci sia una specie di disguido semantico sulla natura dell'analisi tecnica.
Quella trappola nella quale prima o poi si cade.
Se l'indirizzo di interesse verte esclusivamente su un tale principio riduzionista (vale a dire quello del chiacchiericcio sul l'ondina o sulla figurina grafica , allora lo sguardo è seriamente ostacolato.
Nulla di diverso da quelli di mia moglie quando cicaleggia di decupages con le amiche.

La discussione su temi obliqui o trasversali rispetto linguaggio stereotipato di borsa viene da molti valutato come -periferico- , inopportuno.
Ancora di più quando si sollevano temi cognitivi, riflessivi, o ancora peggio umanistici.
Troppi credono che questa inclinazione o abito mentale non sia idoneo a interpretare la borsa.

Mentre penso che deviare da schemi tecnicisti, o di ambito psicologico ( quello legato alle ginnastiche mentali capaci di realizzare il vero bioritmo del trader) potrebbe esigere molto meno sforzo che prodigarsi a decifrare quelle posture grafiche che le stesse maniforti hanno descritto minuziosamente sui loro testi .
Ciò che vediamo sul grafico è esattamente la copia fedele di quella -protesi- predestinata e decisa da tempo da chi è abilitato a confezionare i destini di borsa.
Questo è sinceramente quello che vedo ogni attimo configurarsi sullo schermo e non da adito a diverse interpretazioni.
Questa è la base o se volete il nodo dal quale eventualmente partire per ragionamenti più elastici e adatti ad essere singolarmente maneggiati.

Se ai più che frequentano il Fol interessa lo stuzzicante grilletto o la versatile metodologia del guru di turno, dopo anni di frequentazione di siti e forum devo stroncare ogni loro fiduciosa aspettativa.
C'è solo un mago in Italia che non perde mai , basta andare su Paltalk e rendersi conto di come si diventa milionari sul fib30 seguendo l'operatività simil-real-time di laborsaditutti.

Se questo interessa e non la demogogia estenuante di introversi discorsi speculativi del sottoscritto ,là troverete quel companatico che cercate.
Forse qualcuno ha ragione , la borsa è fatta di pochi argomenti, o i soldi li gratto o li caccio.
Nel mezzo non esiste nulla che non sia oggetto di attenta valutazione, specialmente quando il post è narratologico e costringe il corridore di borsa a fermarsi per respirare.
lester




;)
 
Re: Re: Su Gervasi, e sul gioco di borsa...

Scritto da Danlead
Secondo me sei rimasto traumatizzato dallo pseudofuture quale e' il FIB30, amplia gli orizzonti rivolgi le tue analisi ad altri mercati, ad esempio sulle valute, sui future dell'oro, delle materie prime etc.
Sono manipolati anche loro dalla "grande mente?".

Il tuo atteggiamento fa pensare che sia un modo per giustificare determinati insuccessi personali in borsa, hai elaborato una teoria e ora cerchi conferme.
;)


Concordo!
E' il limite dei "fibbisti"
T-Bond, commodities, valute, ecc., ecc. non si possono ignorare!
;)
La cultura finanziaria/operativa non la si può far coincidere con l'operatività sul fib!!!!!

atima
 
Lester fa bene ad interrogarsi sugli aspetti fondamentali del trading; prima di lui l'hanno fatto altri eminenti investitori che poi hanno raggiunto il successo. Ciò su cui non concordo è quell'annoso pessimismo che mal si addice al mio carattere: credo che in borsa si possa risultare vincenti. La mia posizione sull'at d'altra parte è nota e segue l'operazionismo di Bridgman: non considero alcuna idea che non possa essere testata da un algoritmo, quindi in questo senso l'at non esiste.
Per il resto ritengo che interventi che mirano in un modo o nell'altro a riferirsi ai guadagni veri o presunti di chi esprime delle idee sono in qualche misura vessatori e quindi inaccettabili.
un saluto, quirus
 
Scritto da lester
[B
Chi risponde invece mostra vivo interesse a scandagliare nella psiche ricercando anfratti dove il sottoscritto nasconderebbe la pesante eredità di antiche perdite.
In una angustia mai completamente elaborata dal suo cervello si ritrova a descrivere questioni che ai tanti -entra-esci- del forum poco importa dirimere.
;) [/B]

Come sei permaloso... :)
Mi sono concesso una piccola provocazione e ti ho dato ulteriore occasione per ribadire le tue tesi.
;)
 
Scritto da lester
la questione interpretativa è aperta!.
Sicuramente del -gioco- non ha la freschezza, la ricchezza , l'incredibile imponderabilità di quei significati propri di chi crea, gestisce, performa, simula , inventa - eventi ecc.

E', forse inteso come gioco in quanto la manipolazione, verticalizzando dall'alto verso il basso, tende ad imprimere movimenti del tutto inattesi, apparentemente inverosimili.
Se sia gioco o meno potrebbe anche non rilevare.

Se in borsa premia una maggiore elasticità o visionarietà sul freddo raziocinio del calcolo, questa è valutazione di ordine personale.
Il trader si organizza mentalmente come può.

Se leggiamo sul dizionario la voce presenta aspetti molteplici e ben si presta ad usi svariati:
per esempio GIOCA chi fa azzardo,quindi mette a rischio il proprio denaro.
In questo senso la borsa è un gioco.
E' ormai consolidata prassi della nomenclatura che -lavora- parallela alla borsa , il fatto di convalidarla come aspetto particolarmente tecnico, supportandola appunto con l'altrettanto -chiromanzia scientifica- dell'AT.
Anche questo è vero!
Ma domandiamoci in che senso tale -verità- può proclamarsi scientifica.
Mi rendo altrettanto consapevole che nel FOL non esiste alcun fervido dibattito su questioni di primaria importanza conoscitiva, cioè non si avverte alcuna necessità di scavo.

Si privilegia il battibecco asmatico su temi come quello di Gervasi, possibilmente cogliendo l'ATTIMO di qualche suo proposito non avverato o di qualche contraddizione.
Si attende al varco quell'amico maldestro o sfortunato ricordandogli qualche sua incoerenza e scaricandogli tutto il malumore possibile.
Tutta l'armata brancaleone dei fedelissimi della gnosi tecnica pronti ad innescare una guerra ,illusi di avere la vittoria in mano !.

Sono quelli che ritengono la borsa un fatto altamente tecnico.
Io penso invece che essa non sia ne tecnica ne diletto, ne maestra e ne incompetente, ne gioco e neppure cosa seria.
La borsa semmai è solo una forma stravagante di azzardo entro il quale la mente si attiva a programmare dei significati.
Smaniando nella decodifica.

La mia teoria della borsa come una -grande mente- è stata da alcuni interpretata come una sorta di enorme puparo capace di sballottare tutto e tutti dall'alto di quel vortice verticale del quale parlavo sopra.

La realtà è invece meno complessa e forse più semplice.
C'è chi controlla e c'è che si fa controllare nel tentativo di passare -inosservato- dai radar di sistema e quindi farla franca.

La classificazione interpretativa della -borsa- come gioco, lavoro, esercizio ,prassi , viene quindi ad esaurirsi nell'intreccio di queste espressioni.

Tutta l'essenza dell'analisi tecnica , nella sua voluminosa bibliografia viene ridotta a risolversi soltanto nella volonta di fare , del tentativo , dell'azzardo .
Di quell'operazione che sola la fortuna sorteggerà come vincente o perdente!.
Se ci affidiamo a ciò, in fondo giochiamo con la vita.
Perchè ci piace affrontare le cose in questi termini .
Ma, poichè la mente soffre anch'essa di malcelate forme di -libido-, allora si attiverà a creare significati diversi , sorreggendoli sui ponteggi di un cogito raffinato dalla tecnica.

Dunque tutto fa brodo se è un criterio di sopravvivenza che ci distingue e sollecita.
Non vedo alcuna necessità di dichiararsi come assatanati e viziosi frequentatori di bische o peggio di annunciarsi al FOL come culturi delle -arti marziali -della matematica, dividendo gli investitori fra quelli che usano il dominio della ragione e quelli che difettano o sono balbuzienti nelle scienze esatte.

La -grande mente- ,per ogni peculiarità mentale ,ha in serbo la tattica giusta per depredarla delle sue certezze.

La borsa è niente di più e niente di meno rispetto al quel teorema di Godel relativo -all' indecidibilità -,considerato indigesto dai colti cervelli degli aritmetici.

lester


Mi permetto di mettere in rilievo una tua frase in particolare:
"La realtà è invece meno complessa e forse più semplice"
Saluti
Arnold
 
Io invece mi permetto di dire che è semplicemente un gioco dove c'è chi vince sempre:il banco(le banche con le loro commissioni,e tutta l'industria che ci sta dietro).
Chi perde sempre:tutti gli imbranati che la fanno cosi difficile e complicata tanto da ricercare la perfezione(ottimizzazione esasperata.
Pochi Angioletti che hanno capito l'essenza,il lato debole della borsa(Cantarella,Foti,Capecce non sono che nomi famosi,ma ci sono una miriade di persone che nell'oscurità fanno soldi).
Due persone che ho conosciuto e che vivono di trading mi hanno sostanzialmente detto che il modo per vincere è solo e soltanto uno che poi era quello che stavo andando a spiegare nel mio thread ''riscriviamo l'analisi tecnica" ma è sparito.
 
:) Egr. Gervasi, il tuo messaggio è chiaro, per favore mi posti personalmente il tuo "riscriviamo l'analisi tecnica"? PS: (guarda e passa e non ti curar di loro)
 
Scritto da quirus
Lester fa bene ad interrogarsi sugli aspetti fondamentali del trading; prima di lui l'hanno fatto altri eminenti investitori che poi hanno raggiunto il successo. Ciò su cui non concordo è quell'annoso pessimismo che mal si addice al mio carattere: credo che in borsa si possa risultare vincenti. La mia posizione sull'at d'altra parte è nota e segue l'operazionismo di Bridgman: non considero alcuna idea che non possa essere testata da un algoritmo, quindi in questo senso l'at non esiste.
Per il resto ritengo che interventi che mirano in un modo o nell'altro a riferirsi ai guadagni veri o presunti di chi esprime delle idee sono in qualche misura vessatori e quindi inaccettabili.
un saluto, quirus

accetto pienamente di farmi -operare- da un chirurgo come te!
e riconosco nei tuoi interventi quelle qualità e moderazione che non rilevo da altri.
Ma questo non vuole essere una clausola di incensamento nei tuoi confronti e neppure di polemica verso appunti che ricevo da altri .
Si dovrebbe entrare nel merito dei contenuti e non sulla figura di chi li traccia.
Posso parlare malissimo del calcio in generale e trovarlo vergognosamente corrotto, salvo poi amarlo e di praticarlo magari con mio figlio nel campetto parrochiale correndo dietro ad un pallone.

Il mio pensiero , inteso a scavare la materia della -speculazione finanziaria- consiste nell'affermare una sorta di - impraticabilità - della forma stessa ; o meglio quella impossibilità di tenere una posizione stabile che non sia monitorata , condivisa e successivamente -negata- dal calcolatore centrale.

Meglio ancora:
esiste un osservatore centrale il quale, anche in presenza di pochissimi contratti -stranieri- al meccanismo stesso ,muove verso di essi , li raccoglie per poi ripristinare immediatamente la logica del movimento primario.
Questo scalestra ogni posizione e soprattuto la maggior parte dei trading system visualizzati dall'apparato.

Questo non vuole dire che automaticamente si perda sempre ( da qui la tua constestazione sulla mia estenuante negatività)
ma vuol dire che , certamente ,prima o poi quella mia vincita sarà trasformata in perdita.
L'affermazione improvvisa e insensata di barre lunghe e improvvise diventa la precisa testimonianza che l' osservatore agisce sull'osservato con scrupolo, tempismo e violenza.

Il calcolo di questo gap temporale fra mio guadagno e futura perdita costituisce l' oggetto dei miei studi e devo appurare se in tale lasso vi siano i termini per sottrarsi alla macchina infernale.

Cioè degli spazi sui quali la logica dominante di sistema non può tecnicamente intervenire.
Tali sono i miei studi che eseguo soltanto sul fib30 e dato che li sto svolgendo da oltre 3 anni cerco di condurli con estrema discrezione , con debole operatività , più con spiccioli che con denari, per non essere stritolato sia dalla allampanata mentalità del -gioco- sia in quella di uno stretto riduzionismo da analisi tecnica.

Fuori da questo conflitto ,in nuce, deve verificarsi quasi sempre quello scarto positivo tale da suggerirmi se la mia posizione deve permanere dentro le maglie della borsa (cioè se aspetto prima di uscire)oppure se è meglio tirarsi subito fuori, nonostante il derivato appaia lineare alla mia direzione.

Il mio iperbole sulla negatività del gioco di borsa è evidentemente sospesa fra certezza/incertezza, e se devo affermare un pensiero ,oggi preferisco richiamarne la negatività.

E' una mia scelta morale che so essere fastidiosa ai troppi -culturisti -della materia.
Non li vedo e non li avverto sinceri, per questo incalzo su questi temi incurante del borbottio generale.
con stima lester

:)
 
Scritto da lester
Meglio ancora:
esiste un osservatore centrale il quale, anche in presenza di pochissimi contratti -stranieri- al meccanismo stesso ,muove verso di essi , li raccoglie per poi ripristinare immediatamente la logica del movimento primario.
Questo scalestra ogni posizione e soprattuto la maggior parte dei trading system visualizzati dall'apparato.

Questo non vuole dire che automaticamente si perda sempre ( da qui la tua constestazione sulla mia estenuante negatività)
ma vuol dire che , certamente ,prima o poi quella mia vincita sarà trasformata in perdita.
L'affermazione improvvisa e insensata di barre lunghe e improvvise diventa la precisa testimonianza che l' osservatore agisce sull'osservato con scrupolo, tempismo e violenza.

Il calcolo di questo gap temporale fra mio guadagno e futura perdita costituisce l' oggetto dei miei studi e devo appurare se in tale lasso vi siano i termini per sottrarsi alla macchina infernale.

Cioè degli spazi sui quali la logica dominante di sistema non può tecnicamente intervenire.
Tali sono i miei studi che eseguo soltanto sul fib30 e dato che li sto svolgendo da oltre 3 anni cerco di condurli con estrema discrezione , con debole operatività , più con spiccioli che con denari, per non essere stritolato sia dalla allampanata mentalità del -gioco- sia in quella di uno stretto riduzionismo da analisi tecnica.

Il mio iperbole sulla negatività del gioco di borsa è evidentemente sospesa fra certezza/incertezza, e se devo affermare un pensiero ,oggi preferisco richiamarne la negatività.

E' una mia scelta morale che so essere fastidiosa ai troppi -culturisti -della materia.
Non li vedo e non li avverto sinceri, per questo incalzo su questi temi incurante del borbottio generale.
con stima lester

:)

Gli inviti alla prudenza e moderazione in questo campo sono sempre opportuni: è meglio non guadagnare che perdere, e prima di te nel forum sono stati tanti a rivestire tale ruolo, me compreso. E forse non è neanche un caso che tali persone siano state spesso anche ingiustamente contestate. Ciò però non deve impedirci di operare e se si è deciso di intraprendere questa strada, ad un certo punto dovremo lasciare le giuste riflessioni e buttarci nella mischia, sempre con la dovuta intelligenza e quel bagaglio di nozioni che riteniamo ragionevolmente sicure. Tutto questo ci impedirà di cadere nelle maglie di quella che tu chiami macchina infernale? Certamente no. Ma l'importante sarà allora ottenere un profit factor almeno maggiore di uno con perdite limitate rispetto alle vincite: questo è possibile.
Non bisogna poi esagerare nel praticare "l'Orwellismo" di 1984 e il relativo bipensiero: la macchina ha molte maglie che si possono scoprire anche con pensieri semplici.
Scusandomi per le ovvietà, un saluto, quirus
 
Indietro