Telecom Italia, iniziano le grandi manovre...

vic13

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Mediobanca e Generali escono da Telco , mantenedo la loro quota...

Telefonica fa cassa vendendo azioni proprie e cedendo asset..ha messo insieme liquidità per 5 mld...

Barry ha chiuso lo short...:D


qualcosa dopo la correzione di ws potrebbe succedere...:D


reggererà 0,52?
 
Mediobanca e Generali escono da Telco , mantenedo la loro quota...

Telefonica fa cassa vendendo azioni proprie e cedendo asset..ha messo insieme liquidità per 5 mld...

Barry ha chiuso lo short...:D


qualcosa dopo la correzione di ws potrebbe succedere...:D


reggererà 0,52?

dici che la opano, a quanto? 0,
 
che trappole !!!!!! gap up!!! e poi giù...
 
continuo a stare fuori da tutto...
 
attesa per ws ....

se viene giù inizia lo spettacolo !!!!
 
ma sinceramente perche' non cambi titolo vic?
penso a ucg intesa mediaset generali aeffe
perche' insisti su Ti?
8100000

Oltre quelli che hai suggerito ce ne sarebbero tanti altri, di titoli,
ma lui è contento così.
milioni di euro in piu o in meno......
Centinaia di migliaia di azioni comprate, vendute, ricomprate e rivendute.
Con un solo unico scopo. Rompere le p_alle qui.
Sono entrato nel 3D adesso. Ne esco adesso.
Non lo reggo. In bocca al lupo a tutti i longhisti.
 
devono spiegarmi la differenza tra una igienista e una canoista

mi sfugge:D
 
oggi così fermi? se lo son scordati tutti???

qua c'è un'OPA a 0,80 da fare
 
che sfretta di valutare per i benefici fiscali...

siamo alla fine del ribasso???? mediobanca si muove..


Telco/ Telecom, nuovo round di svalutazioni. Mediobanca sta per aprire le danze

Giovedì, 27 giugno 2013 - 15:57:00






Di Luca Spoldi
e Andrea Deugeni

Sui bilanci di Generali, Mediobanca, Intesa Sanpaolo e Telefonica, consocie in Telco, holding che controlla il 22,4% di Telecom Italia), rispettivamente al 30,58% (la compagnia triestina), all'11,62% (le due banche) e al 46,18% (il gruppo telefonico spagnolo), grava l'ennesima maxisvalutazione. Lo starter a ridurre il più possibile il valore di bilancio delle rispettive partecipazioni dovrebbe essere dato da Piazzetta Cuccia, il cui numero uno, Alberto Nagel, che con l'amministratore delegato di Generali, Mario Greco, sembra essere diventato il paladino della nuova "trasparenza contabile" a Piazza Affari e della focalizzazione sui core business, ha già fatto sapere di voler svalutare di 400 milioni "il valore di bilancio degli attivi" portando "tutte le partecipazioni quotate a valore di mercato" fin dal bilancio 2012-2013, che chiude a fine giugno.

Lo scorso febbraio Telco aveva già limato il valore della partecipazione in Telecom Italia di 920 milioni, da 1,5 a 1,2 euro per azione, con un impatto implicito sui conti dei propri azionisti attorno ai 107 milioni ciascuna per Mediobanca e Intesa Sanpaolo, ai 281 milioni per Generali e ai 425 milioni per Telefonica. Dimezzare il valore residuo passando da 1,2 a 0,6 euro per azione (un valore che sarebbe in linea con le quotazioni di mercato visto che il titolo oscilla in questi giorni attorno ai 55 centesimi per azione mentre la media degli ultimi 6 mesi è attorno a 65 centesimi) dovrebbe grossomodo costare circa il doppio, ossia 1,8 miliardi di euro complessivi o poco più.

Di questi a Piazzetta Cuccia toccherebbero circa 200-220 milioni (dunque la metà dei 400 milioni messi in preventivo da Nagel), altrettanto a Intesa Sanpaolo, mentre Mario Greco dovrebbe tirare una riga su 550-560 milioni di euro e Telefonica vedrebbe svanire con un tratto di penna 850 milioni di euro dal proprio bilancio. Ma mentre è verosimile che Trieste segua in tempi rapidi l'esempio di Piazzetta Cuccia e che la stessa Intesa Sanpaolo possa procedere ad una rettifica entro l'anno, posto che questo non vada ad impattare eccessivamente sul pay-out (quest'anno la banca ha distribuito 5 centesimi per azione ordinaria e a 6,1 centesimi per le azioni di risparmio a valere sui risultati 2012, pari ad un monte dividendi di quasi 832 milioni), è possibile che gli spagnoli decidano di spalmare su un periodo di tempo più lungo le minusvalenze, essendo il loro un investimento preminentemente industriale e non finanziario.

In più, sullo sfondo c'è sempre l'incognita di un nuovo downgrade sul titolo Telecom (è già stato messo in credit watch negativo, l'anticamera della riduzione del merito di credito) da parte dell'agenzia Standard&Poor's che, come successo in passato, deprimerebbe ulterirmente il titolo già al minimo storico, imponendo un write-off anche agli unici soci industriali dell'avventura nella telefonia tricolore.

In compenso, una volta adeguato il valore contabile a quello di mercato, ed incrociando le dita perché passata un'estate che si preannuncia turbolenta le borse possano tornare ad apprezzarsi e le quotazioni dell'ex monopolista telefonico italiano recuperare terreno riportandosi almeno sulla media degli ultimi sei mesi, e una volta uscite dai patti di sindacato Mediobanca e Generali (ed eventualmente anche Intesa Sanpaolo) sarebbero libere di fare cassa cedendo i titoli sul mercato o più a eventuali "cavalieri bianchi" ma del settore (è l'intenzione del management di Piazzetta Cuccia). In ogni caso il "way out" avverrebbe al termine di un autentico bagno di sangue, visto che a fine 2007 Telco, subentrata all'Olimpia di Marco Tronchetti Provera, pagò i titoli Telecom Italia 2,75 euro l'uno. Un prezzo da "amatori" che difficilmente potrà rivedersi nei prossimi anni, visto quanto profondamente nel frattempo è cambiato lo scenario macroeconomico e di settore (e i margini).
 
Cassa depositi: conti in ordine per sostituire Mediobanca

di: Veronica Benigno Pubblicato il 27 giugno 2013| Ora 13:40









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La Cassa depositi e prestiti chiude il 2012 con i conti in ordine, meglio dell'omologa francese. Indiscrezioni insistenti sull'eredità Mediobanca. Di Super Money








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Circolano ipotesi - pubblicate dal WSJ - sul futuro delle partecipazioni di Mediobanca, che potrebbero confluire nella Cassa Depositi e Prestiti.


ROMA (WSI) - La Cassa depositi e prestiti festeggia un doppio risultato positivo. Aver chiuso i conti del 2012 in attivo infatti ha un sapore decisamente migliore se questa prestazione è superiore a quella registrata dall'omologa francese, la Caisse des dépôts et consignations, eterna rivale nel campo degli interventi pubblici fra i Paesi fondatori dell'Ue.

Il sorpasso della Cdp sulla Caisse – il secondo consecutivo in due anni – arriva nel momento in cui si concentrano diverse indiscrezioni sul ruolo che la controllata del Tesoro potrebbe avere nel rilevare l'eredità di Mediobanca.

Adesso infatti che Pagliaro e Nagel, presidente e amministratore delegato dell'ex regno di Enrico Cuccia, vogliono abbandonare i salotti e concentrarsi sui rami retail di Compass e CheBanca, sono partite le scommesse sul destino delle cosiddette partecipazioni di sistema detenute da Mediobanca, da Rcs a Telecom.

Sotto la gestione del Presidente Bassanini e dell'ad Gorno Temprini, la Cdp ha guadagnato nel 2012 2,8 miliardi di euro, incrementando gli asset fino a raggiungere 305 miliardi (i francesi invece sono riusciti a raddoppiare le perdite, fino a 458 milioni di euro, nonostante un aumento dei ricavi di 25 milioni, ndr). Merito anche della diversificazione dell'attività, che si è estesa dalla tradizionale raccolta postale al social housing, passando per una maggiore presenza nel settore industriale.

Un boccone così ghiotto non può passare inosservato, se è vero che nei mesi scorsi L'Espresso aveva anche rilanciato l'ipotesi che la Cdp diventasse regista dell'eventuale fusione di Mps e Poste Italiane. Non stupisce, dunque, che in questi giorni il Wall Street Journal individui proprio nella cassa il "salvadanaio" ideale, per dimensioni e solidità, per fa confluire le partecipazioni fortemente volute da Cuccia per la sua Mediobanca (liberandosene, l'istituto incasserebbe circa 1 miliardo e mezzo di euro).

Considerando la composizione del cda della Cassa depositi e prestiti, della quale il Ministero dell'Economia detiene l'80,1%, sarebbe come dire che molte società tornerebbero all'ovile (vedi l'ex monopolista Telecom) e altre sarebbero salvate dallo Stato, come Rcs. Chi vivrà vedrà, ma qualunque strada prendano le partecipazioni Mediobanca, sembra essere comunque arrivata la fine di un'era.
 
per il CDA del 5 luglio ci sono novità.......faranno qualcosa di buono?
 
per il CDA del 5 luglio ci sono novità.......faranno qualcosa di buono?


novità la rete... maper me non succede nulla se non confermare che 3Italia non è + interessata...

aspettiamo i conti del 30 luglio del semestre....

li capiremo in che condizionii è telecom
 
novità la rete... maper me non succede nulla se non confermare che 3Italia non è + interessata...

aspettiamo i conti del 30 luglio del semestre....

li capiremo in che condizionii è telecom

dici che la 3Italia era solo un bluff?
 
dici che la 3Italia era solo un bluff?


3 voleva il controllo di Telecom (quota Telco) a patto che però telecom comprava 3 Italia , cioè senza tirar fuori un soldo.....anzi..

alle quotazioni di mercato loro mettevano soldiini in tasca..

e come se io Tu compri la mia casa 100 mila € e poi io ho il diritto di usufrutto con la proprietà del 30%....30 mila€ in pratica comando io anche se l'hai pagata Tu....


ormai dopo il disastro del regalo di La7 .. ci provano Tutti...:D
 
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