Thread quasi d'amore.

Amore e follia

Mi chiamano la Rosa Selvaggia
ma il mio nome era Elisa Day
perché mi chiamano così non so
poiché il mio nome era Elisa Day


Dal primo giorno che la vidi sapevo che era quella giusta
mi fissava negli occhi e sorrideva
poiché le sue labbra erano del colore delle rose
che crescono lungo il fiume, sanguigne e selvatiche

Quando bussò alla mia porta ed entrò nella stanza
abbandonai i miei tremori nel suo abbraccio sicuro
sarebbe stato il mio primo uomo e con mano cauta
terse le lacrime che mi solcavano il volto


Il secondo giorno le portai un fiore
lei era più bella di ogni donna che avevo visto
dissi, "Sai dove crescono le rose selvatiche
così dolci, scarlatte e libere?"

Il secondo giorno venne con una sola rosa rossa
disse: "Mi vuoi dare il tuo danno e il tuo dolore"
acconsentii col capo, mentre ero stesa sul letto
lui disse, "Se ti mostro le rose, mi seguirai?"

Il terzo giorno mi portò al fiume
mi mostrò le rose e ci baciammo
e l'ultima cosa che sentii fu una parola sussurrata
mentre lui si inginocchiava (sempre sorridendo) sopra di me con una pietra nel pugno


L'ultimo giorno la portai dove crescono le rose selvatiche
e lei distesa sulla riva, il vento leggero come un ladro
e le diedi il bacio d'addio, dissi: "Tutte le cose belle devono morire" e le portai un contributo e piantai una rosa tra i suoi denti
 
Amore vuol dir gelosia?

Nella mia vita privata ebbi delle difficoltà. La dolce Josie Bliss si andò chiudendo in sè stessa e si innamorò a tal punto da ammalarsi di gelosia. Se non fosse stato per questo, forse avrei continuato a starle accanto indefinitamente.
Sentivo tenerezza per i suoi piedi nudi, per i bianchi fiori che brillavano fra i suoi capelli scuri. Ma il suo temperamento la condannava ad un parossismo selvaggio. Era gelosa delle lettere che mi arrivavano da lontano; nascondeva i miei telegrammi senza aprirli, guardava con rancore l'aria che respiravo.
Qualche volta mi svegliava una luce, un fantasma che si muove dietro la zanzariera. Era lei, vestita di bianco, che brandiva il suo lungo ed affilato coltello indigeno. Era lei, che gironzolava per ore intere attorno al mio letto senza decidersi ad uccidermi. Quando morirai i miei terrori finiranno, mi diceva. Il giorno dopo celebrava misteriosi riti per propiziare la mia fedeltà.
Avrebbe finito per uccidermi. Per fortuna ricevetti un messaggio ufficiale che mi comunicava il mio trasferimeto a Ceylon. Preparai il viaggio in segreto e un giorno, abbandonando i miei vestiti e i miei libri, uscii di casa come al solito e salii sulla nave che mi avrebbe portato lontano.
Lasciavo Josie Bliss, specie di pantera birmana, col più grande dolore. Appena la nave cominciò a ballare sulle onde del Golfo del Bengala, mi misi a scrivere il Tango del viudo, tragico brano della mia poesia dedicato alla donna che persi e mi perdette, perchè nel suo sangue crepitava senza posa il vulcano dell'ira. Che notte immensa, che terra sola!
 
Ultima modifica:
da George Sand a Pietro Pagello

Venezia, 10 luglio 1834
Nati sotto cieli diversi, non abbiamo ne' gli stessi pensieri ne' lo stesso linguaggio - abbiamo, forse, cuori che si somigliano?
Il clima mite e nuvoloso dal quale provengo mi ha lasciato impressioni gentili e malinconiche; quali passioni ha infuso in voi il sole generoso che ha abbronzato la vostra fonte? Io so come amare e soffrire, e voi, cosa conoscete dell'amore? L'ardore dei vostri sguardi, la violenta stretta delle vostre braccia, il fervore del vostro desiderio, mi tentano e mi spaventano. Non so se combattere la vostra passione o se condividerla. Non si ama cosi' nel mio paese; Accanto a voi io non sono niente altro che una pallida statua che vi guarda con desiderio, preoccupazione e stupore. Non so se mi amate sinceramente, non lo sapro' mai. Riuscite appena a dire qualche parola nella ia lingua e io non conosco abbastanza la vostra per penetrare simili misteriose questione. Forse, anche se conoscessi perfettamente la lingua che parlate, non riuscirei a farmi capire. Il luogo dove abbiamo vissuto, la gente ci ha istruito, sono indubbiamente le ragioni per le quali abbiamo idee, sentimenti e bisogni reciprocamente inspiegabili. La mia natura debole e il vostro temperamento ardente devono produrre pensieri molto diversi. Voi dovete ignorare, o disprezzare, le migliaia di sofferenze insignificanti che mi turbano; dovete ridere di cio' che mi fa piangere. Forse non sapete neanche che cosa sono le lacrime. Che cosa sareste per me: un sostegno o un padrone? Mi consolereste dei mali che ho patito prima di incontrarvi? Capite perchè sono triste? Capite la compassione, la pazienza e l'amicizia? Forse siete stato allevato con l'idea che le donne non hanno anima. Pensate che ce l'abbiamo? Non siete ne' un cristiano ne' un musulmano, non siete un uomo civilizzato ne' un barbaro - siete dunque un uomo? Che cosa si nasconde in quel petto mascolino, dietro quella fronte superba, quegli occhi leonini? Avete mai un pensiero nobile, fine, un sentimento fraterno e pio? Quando dormite, Sognate di volare verso il paradiso? Quando gli uomini vi feriscono, credete ancora in Dio? Saro' la vostra compagna o la vostra schiava? Mi desiderate o mi amate? Quando la vostra passione sara' soddisfatta, mi ringrazierete? Quando vi avro' fatto felice, saprete come dirmelo? Sapete cosa sono io e vi angoscia il non saperlo? Per voi io sono un essere sconosciuto cui aspirare e di cui sognare, o ai vostri occhi sono una di quelle donne che ingrassano negli harem? Nei vostri occhi, ove credo di scorgere una scintilla divina, c'è forse solo la lussuria che quelle donne ispirano? Conoscete quel desiserio dell'animo che il tempo non spegne, che nessun eccesso attutisce o logora? Quando la vostra amante dorme tra le vostre braccia rimanete deste per vegliare su di lei, per pregare Dio e piangere? I piaceri dell'amore vi lasciano esausto e abbrutito, o vi trasportano in un'estasi divina? la vostra anima sopraffa' il vostro corpo quando lasciate il seno di colei che amate? Ah, quando vi osservero' trattenuto e quieto, capiro' se siete pensieroso o se invece riposate? Quando i vostri sguardi si attenueranno, sara' per tenerezza o per spossatezza? Forse vi renderete conto che io non vi conosco e che voi non conoscete me. Non conosco ne' la vostra vita passata ne' il vostro carattere, ne' cio' che gli uomini che vi conoscono pensano di voi. Forse tra loro voi siete il primo, o forse l'ultimo. Vi amo senza sapere se posso stimarvi, vi amo perche' mi piacete, e forse un giorno o l'altro saro' costretta a odiarvi. Se foste un uomo del mio paese, vi farei delle domande e voi mi capireste. Forse sarei ancora più infelice perche' m'ingannereste. cosiì, almeno non m'illuderete, non mi farete vane promesse e fasi voti. Mi amerete per quello che capite dell'amore, per quello che potete amare. Cio' che ho cercato invano in altri probabilmente non lo trovero' in voi, ma posso sempre credere che lo possediate. Quegli sguardi, quelle carezze d'amore che in altri mi hanno sempre mentito, lascerete che le interpreti come desiderio, senza aggiungervi parole ingannevoli. Potro' interpretare le vostre arie sognanti e colmare i vostri silenzi di eloquenza. Attribuiro' alle vostre azioni le intezioni che io desidero. Quando mi guarderete con tenerezza, pensero' che la vostra anima sta osservando la mia, quando lancerete occhiate al cielo credero' che la vostra mente si rivolge all'eternità da cui sorse. Lasciate che rimaniamo così, non imparate la mia lingua e io non cerchero' nella vostra, parole per cui esprimere i miei dubbi e timori. Voglio ignorare cio' che fate della vostra vita e quale parte giocate fra i vostri compagni uomini. Non voglio nemmeno sapere il vostro nome. Nascondetemi il vostro animo onde io possa sempre pensare che sia bello.




Ram
 
Scritto da Rosaram
da George Sand a Pietro Pagello

Venezia, 10 luglio 1834
Nati sotto cieli diversi, non abbiamo ne' gli stessi pensieri ne' lo stesso linguaggio - abbiamo, forse, cuori che si somigliano?
Il clima mite e nuvoloso dal quale provengo mi ha lasciato impressioni gentili e malinconiche; quali passioni ha infuso in voi il sole generoso che ha abbronzato la vostra fonte? Io so come amare e soffrire, e voi, cosa conoscete dell'amore? L'ardore dei vostri sguardi, la violenta stretta delle vostre braccia, il fervore del vostro desiderio, mi tentano e mi spaventano. Non so se combattere la vostra passione o se condividerla. Non si ama cosi' nel mio paese; Accanto a voi io non sono niente altro che una pallida statua che vi guarda con desiderio, preoccupazione e stupore. Non so se mi amate sinceramente, non lo sapro' mai. Riuscite appena a dire qualche parola nella ia lingua e io non conosco abbastanza la vostra per penetrare simili misteriose questione. Forse, anche se conoscessi perfettamente la lingua che parlate, non riuscirei a farmi capire. Il luogo dove abbiamo vissuto, la gente ci ha istruito, sono indubbiamente le ragioni per le quali abbiamo idee, sentimenti e bisogni reciprocamente inspiegabili. La mia natura debole e il vostro temperamento ardente devono produrre pensieri molto diversi. Voi dovete ignorare, o disprezzare, le migliaia di sofferenze insignificanti che mi turbano; dovete ridere di cio' che mi fa piangere. Forse non sapete neanche che cosa sono le lacrime. Che cosa sareste per me: un sostegno o un padrone? Mi consolereste dei mali che ho patito prima di incontrarvi? Capite perchè sono triste? Capite la compassione, la pazienza e l'amicizia? Forse siete stato allevato con l'idea che le donne non hanno anima. Pensate che ce l'abbiamo? Non siete ne' un cristiano ne' un musulmano, non siete un uomo civilizzato ne' un barbaro - siete dunque un uomo? Che cosa si nasconde in quel petto mascolino, dietro quella fronte superba, quegli occhi leonini? Avete mai un pensiero nobile, fine, un sentimento fraterno e pio? Quando dormite, Sognate di volare verso il paradiso? Quando gli uomini vi feriscono, credete ancora in Dio? Saro' la vostra compagna o la vostra schiava? Mi desiderate o mi amate? Quando la vostra passione sara' soddisfatta, mi ringrazierete? Quando vi avro' fatto felice, saprete come dirmelo? Sapete cosa sono io e vi angoscia il non saperlo? Per voi io sono un essere sconosciuto cui aspirare e di cui sognare, o ai vostri occhi sono una di quelle donne che ingrassano negli harem? Nei vostri occhi, ove credo di scorgere una scintilla divina, c'è forse solo la lussuria che quelle donne ispirano? Conoscete quel desiserio dell'animo che il tempo non spegne, che nessun eccesso attutisce o logora? Quando la vostra amante dorme tra le vostre braccia rimanete deste per vegliare su di lei, per pregare Dio e piangere? I piaceri dell'amore vi lasciano esausto e abbrutito, o vi trasportano in un'estasi divina? la vostra anima sopraffa' il vostro corpo quando lasciate il seno di colei che amate? Ah, quando vi osservero' trattenuto e quieto, capiro' se siete pensieroso o se invece riposate? Quando i vostri sguardi si attenueranno, sara' per tenerezza o per spossatezza? Forse vi renderete conto che io non vi conosco e che voi non conoscete me. Non conosco ne' la vostra vita passata ne' il vostro carattere, ne' cio' che gli uomini che vi conoscono pensano di voi. Forse tra loro voi siete il primo, o forse l'ultimo. Vi amo senza sapere se posso stimarvi, vi amo perche' mi piacete, e forse un giorno o l'altro saro' costretta a odiarvi. Se foste un uomo del mio paese, vi farei delle domande e voi mi capireste. Forse sarei ancora più infelice perche' m'ingannereste. cosiì, almeno non m'illuderete, non mi farete vane promesse e fasi voti. Mi amerete per quello che capite dell'amore, per quello che potete amare. Cio' che ho cercato invano in altri probabilmente non lo trovero' in voi, ma posso sempre credere che lo possediate. Quegli sguardi, quelle carezze d'amore che in altri mi hanno sempre mentito, lascerete che le interpreti come desiderio, senza aggiungervi parole ingannevoli. Potro' interpretare le vostre arie sognanti e colmare i vostri silenzi di eloquenza. Attribuiro' alle vostre azioni le intezioni che io desidero. Quando mi guarderete con tenerezza, pensero' che la vostra anima sta osservando la mia, quando lancerete occhiate al cielo credero' che la vostra mente si rivolge all'eternità da cui sorse. Lasciate che rimaniamo così, non imparate la mia lingua e io non cerchero' nella vostra, parole per cui esprimere i miei dubbi e timori. Voglio ignorare cio' che fate della vostra vita e quale parte giocate fra i vostri compagni uomini. Non voglio nemmeno sapere il vostro nome. Nascondetemi il vostro animo onde io possa sempre pensare che sia bello.




Ram

é splendida Rosa......brava......
 
Luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia.

Vladimir Nabokov, Lolita
 
Mi piace pensare che ora tu ti senta così. A me resterà il rammarico di averti incontrato troppo tardi.

L'ILLOGICA ALLEGRIA

Da solo lungo l'autostrada
alle prime luci del mattino...
a volte spengo anche la radio
e lascio il mio cuore incollato al finestrino...

Lo so del mondo e anche del resto,
lo so che tutto va in rovina...
di mattina, quando la gente dorme
col suo normale malumore,
può bastare un niente,
forse un piccolo bagliore,
un'aria già vissuta,
un paesaggio, che ne so...

E sto bene...
e sto bene come uno quando sogna...
non lo so se mi conviene
ma sto bene, che vergogna...
Io sto bene...
proprio ora, proprio qui...
non è mica colpa mia,
se mi capita così...

E' come un'illogica allegria
di cui non so il motivo,
non so che cosa sia...
E' come se improvvisamente
mi fossi preso il diritto
di vivere il presente...


Io sto bene...
na na na na na na na
questa illogica allegria
proprio ora, propio qui...

Da solo lungo l'autostrada
alle prime luci del mattino...
 
mmmhhhh il mio thread preferito... grazie Principe per aver frugato in soffitta :)
Allora, una spolveratina al coperchio dello scrigno, e ci ripongo anche questa struggente poesia...


Se tu venissi in autunno,
io scaccerei l'estate
un po' con un sorriso ed un po' con dispetto,
come scaccia una mosca la massaia.

Se fra un anno potessi rivederti,
farei dei mesi altrettanti gomitoli
da riporre in cassetti separati,
per timore che i numeri si fondano.

Fosse l'attesa soltanto di secoli,
li conterei sulla mano,
sottraendo fin quando le dita mi cadessero
nella Terra di Van Diemen.

Fossi certa che, dopo questa vita,
la tua e la mia venissero,
io questa getterei cone una buccia
e prenderei l'eternità.

Ora ignoro l'ampiezza
del tempo che intercorre a separarci,
e mi tortura come un'ape fantasma
che non vuole mostrare il pungiglione
 
La nostalgia...

[...]
Baldabiou stette ad ascoltare, in silenzio, fino all'ultimo, fino al treno di Eberfeld.
Non pensava nulla.
Ascoltava.
Gli fece male sentire, alla fine, Hervè Joncourt dire piano: "Non ho mai sentito nemmeno la voce".
E dopo un po': "E' uno strano dolore".
Piano.
"Morire di nostalgia per qualcosa che non vivrai mai".
Risalirono il parco camminando uno accanto all'altro. L'unica cosa che Baldabiou disse fu: "Ma perchè diavolo fa questo freddo porco?"
Lo disse a un certo punto.
 
Quando s'innestano forze potenti, più o meno misteriose; l'amore tutto travolge.
[...]
Nell'oscurità, immediatamente la segreta attrazione e la forza della fantasia affermarono i loro diritti sopra la realtà. Non era altro che Ottilia colei che Edoardo teneva fra le braccia; il fantasma del Capitano aleggiava o da presso o da lungi all'anima di Carlotta, e così s'avvinsero, l'assente e il presente in soavissima mescolanza di voluttuosa eccitazione.
Ma il presente non si lascia facilmente sottrarre il suo immenso potere. Essi trascorsero una parte della notte in vari discorsi e scherzi, tanto più liberi in quanto il cuore, purtroppo non vi prendeva alcuna parte.
Ma il mattino seguente, quando Edoardo si ridestò sul seno di sua moglie, ebbe l'impressione che il giorno s'insinuasse sinistramente presago, gli parve che il sole illuminasse un misfatto; scivolò via leggermente dal fianco di lei, che stupì, al suo risveglio, di ritrovarsi sola.

[...]
 
Il Destino ha molta più fantasia di noi...

"Sai qual'è un errore che si fa sempre ? Quello di credere che la vita sia immutabile, che una volta preso un binario lo si debba percorrere fino in fondo.
Il destino invece ha molta più fantasia di noi.
Proprio quando credi di trovarti in una situazione senza via di scampo, quando aggiungi il picco della disperazione massima, con la velocità di una raffica di vento, tutto cambia, si stravolge, e da un momento all'altro ti trovi a vivere una nuova vita!"

Non sempre è così, lo so, ma è importante crederci... come ai sogni. :)

"Si era appena reso conto che ci sono due cose che impediscono a una persona di realizzare i propri sogni: pensare che essi siano impossibili, oppure - grazie ad un improvviso scarto della ruota del destino - vedere che si trasformano in qualcosa di possibile quando meno ce lo si aspetta. In quel momento, affiora la paura di un cammino ignoto, di una vita piena di sfide sconosciute, della possibilità che le cose a cui siamo abituati scompaiono per sempre"
 
L'ho ritrovata, l'avevo trascritta e conservata in un libro


Tutto ignoro di te: nome, cognome,
l'occhio, il sorriso, la parola, il gesto;
e sapere non voglio, e non ho chiesto
il colore nemmen delle tue chiome.

Ma so che vivi nel silenzio; come
care ti sono le mie rime: questo
ti fa sorella nel mio sogno mesto,
o amica senza volto e senza nome.

Fuori del sogno fatto di rimpianto
forse non mai, non mai c'incontreremo,
forse non ti vedrò, non mi vedrai.

Ma più di quella che ci siede accanto
cara è l'amica che non mai vedremo;
supremo è il bene che non giunge mai!
 
Dulcinea ha scritto:
L'ho ritrovata, l'avevo trascritta e conservata in un libro


Tutto ignoro di te: nome, cognome,
l'occhio, il sorriso, la parola, il gesto;
e sapere non voglio, e non ho chiesto
il colore nemmen delle tue chiome.

Ma so che vivi nel silenzio; come
care ti sono le mie rime: questo
ti fa sorella nel mio sogno mesto,
o amica senza volto e senza nome.

Fuori del sogno fatto di rimpianto
forse non mai, non mai c'incontreremo,
forse non ti vedrò, non mi vedrai.

Ma più di quella che ci siede accanto
cara è l'amica che non mai vedremo;
supremo è il bene che non giunge mai!

Grazie Giulia,

Questa poesia è molto bella ma soprattutto significativa, essa infatti segna il solco, ma direi piuttosto l'abisso tra sentimentalismo e romanticismo.
Infatti l'animo romantico sogna cose che non conosce, che non sono forse nemmeno di questo mondo, ma che esistono nelle sensazioni, nello stormire delle foglie, delle luci del crepuscolo, nella distanza degli orizzonti, queste sensazioni hanno forma femminile o maschile o anche indefinita, fanno visita agli animi sensibili e li fanno innamorare di un amore struggente.
Chissà se mai hanno preso corpo, se mai lo hanno fatto fortunato chi ha potuto vederle.
 
Se qualcuno non la conosce ancora, eccola:

Dicono alcuni che amore è un bambimo,
e alcuni che è un uccello,
alcuni che manda avanti il mondo,
e alcuni che è un'assurdità,
e quando ho domandato al mio vicino,
che aveva tutta l'aria di sapere,
sua moglie si è seccata e ha detto che
non era il caso, no.


Assomiglia a una coppia di pigiami
o al salame dove non c'e da bere?
Per l'odore pùò ricordare i lama
o avrà un profumo consolante?
E' pungente a toccarlo, come pruno
o lieve come morbido piumino?
E' tagliente o ben liscio lungo gli orli?
La verità, vi prego, sull'amore.


I manuali di storia ce ne parlano
in qualche noticina misteriosa,
ma è un argomento assai comune
a bordo delle navi da crociera;
ho trovato che vi si accenna nelle
cronache dei suicidi,
e l'ho visto persino scribacchiato
sul retro degli orari ferroviari.


Ha il latrato di un'alsaziano a dieta,
o il bum-bum di una banda militare?
Si può farne una buona imitazione
su una sega o uno Steinway da concerto?
Quando canta alle feste, e un finimondo ?
Apprezzerà soltanto roba classica?
Smetterà se si vuole un pò ci pace?
La verità , vi prego, sill'amore.


Sono andato a guardare nel bersò;
lì non c'era mai stato;
ho esplorato il Tamigi a Maidenhead,
e poi l'aria balsamica di Brighton.
Non so che cosa mi cantasse il merlo,
o che cosa dicesse il tulipano,
ma non era nascosto nel pollaio,
e non era nemmeno sotto il letto.


Sa fare delle smorfie straordinarie?
Sull'altalena soffre di vertigini?
Passerà tutto il suo tempo alle corse,
o strimpellando cose sbrindellate?
Avrà idee personali sul denaro?
E' un buon patriota o mica tanto?
Ne racconta di allegre, anche se spinte?
La verità ,vi prego, sull'amore.


Quando viene, verrà senza avvisare,
proprio mentre mi sto frugando il naso?
Busserà la mattina alla mia porta,
o là sul bus mi pesterà un piede?
Accadrà come quando cambia il tempo?
Sarà cortese o spiccio il suo saluto?
Darà una svolta a tutta la mia vita?
La verità, vi prego, sull'amore.
 
bassmaster ha scritto:
Grazie Giulia,

Questa poesia è molto bella ma soprattutto significativa, essa infatti segna il solco, ma direi piuttosto l'abisso tra sentimentalismo e romanticismo.
Infatti l'animo romantico sogna cose che non conosce, che non sono forse nemmeno di questo mondo, ma che esistono nelle sensazioni, nello stormire delle foglie, delle luci del crepuscolo, nella distanza degli orizzonti, queste sensazioni hanno forma femminile o maschile o anche indefinita, fanno visita agli animi sensibili e li fanno innamorare di un amore struggente.
Chissà se mai hanno preso corpo, se mai lo hanno fatto fortunato chi ha potuto vederle.

Sì, è davvero molto bella. E' di Guido Gozzano, poeta fine e delicato. Quasi un secolo separa queste parole dalla nascita di Internet, a riprova che l'Amore romantico non ha tempo... nè spazio. Condizione indispensabile pare proprio il non "vedersi", per sublimarlo per Sempre.
Eppure io credo che morire di nostalgia per qualcosa che non si vivrà mai, sia più doloroso della delusione per una realtà diversa da quella immaginata.

Ciao Bass :)
 
La metto in questo thread. Un baule polveroso, ma che conserva intatti i profumi...


Bella,
che ci importa del mondo
verremo perdonati te lo dico io
da un bacio sulla bocca un giorno o l'altro.

Ti sembra tutto visto tutto già fatto
tutto quell'avvenire già avvenuto
scritto, corretto e interpretato
da altri meglio che da te.

Bella,
non ho mica vent'anni
ne ho molti di meno
e questo vuol dire (capirai)
responsabilità
perciò…

Volami addosso se questo è un valzer
volami addosso qualunque cosa sia
abbraccia la mia giacca sotto il glicine
e fammi correre
inciampa piuttosto che tacere
e domanda piuttosto che aspettare.

Stancami
e parlami
abbracciami
guarda dietro le mie spalle
poi racconta
e spiegami
tutto questo tempo nuovo
che arriva con te.

Mi vedi pulito pettinato
ho proprio l'aria di un campo rifiorito
e tu sei il genio scaltro della bellezza
che il tempo non sfiora
ah, eccolo il quadro dei due vecchi pazzi
sul ciglio del prato di cicale
con l'orchestra che suona fili d'erba
e fisarmoniche
(ti dico).

Bella,
che ci importa del mondo.

Stancami
e parlami
abbracciami
fruga dentro le mie tasche
poi perdonami
sorridi
guarda questo tempo
che arriva con te
guarda quanto tempo
arriva con te.
 
Lontano, alla luna


Lontano, alla luna,
sul fiume una vela,
serena passando,
che cosa mi rivela?

Non so, ma il mio essere
mi si rese estraneo,
e io sogno senza vederli
i sogni che ho.

Che angoscia mi allaccia?
Che amore non si dispiega?
E' la vela che passa
nella notte che resta.


F. Pessoa


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