Timpano (risonanze)

nickilista

Siento el Sur...
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Invece del solito 3d, palloso, sui libri, provate, se vi va, a riportare qualcosa che agisce (o ha agito) davvero su di voi. L'autore, ove possibile, va indicato.
Comincio io, con Eliot:
Datta: che cosa abbiamo dato?
Amico mio, sangue che mi scuote il cuore
La terribile audacia d'un momento d'abbandono
Che una vita di prudenza non potrà mai revocare
Per questo, e questo soltanto, noi siamo esistiti...
 
Difendo i timpani.

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La miglior cosa sarebbe scrivere gli avvenimenti giorno per giorno. Tenere un diario per vederci chiaro. Non lasciar sfuggire le sfumature, i piccoli fatti anche se non sembrano avere alcuna importanza, e soprattutto classificarli. Bisogna dire come io vedo questa tavola, la via, le persone, il mio pacchetto di tabacco, poiché è questo che è cambiato. Occorre determinare esattamente l'estensione e la natura di questo cambiamento.

Sartre

Non ricordo nemmeno quanti anni fa...

Ciao, nicki :)
 
Nessuno è più serio di un bambino quando gioca.
Friedrich Nietzsche, mi pare nella "Gaia Scienza".

Da cui: "La vita: istruzioni per l'uso" di Perec.
 
Due "chiodi" giovanili.
Il primo, Orazio. Ricordo che eravamo in quattro, al tavolo. Bellebbuono, arriva questo verso, il famoso "Carpe diem" (di cui si omette il resto, fondamentale):

carpe diem quam minimum credula postero.

Ricordo che chiusi il libro, e volli andare da solo a casa. Non l'ho mai capito. Che significa? Come si fa a non credere al domani e, per converso, afferrare l'oggi? E' necessario credere che credere non è necessario, come minimo. Ma io ho amici, "tengo famiglia", penso a vivere. Forse dovrei accontentarmi, ecco. Ma se devo (c'è l'imperativo: carpe)) accontentarmi, vuol dire che, realmente, non posso accontentarmi.
Me ne andai in preda ad un raptus. Mah?! Se ci penso, credo che sia una gran caxxata, però mi colpì moltissimo.


L'altro è qualcosa del libro IV dell'Eneide, quando Didone scopre che Enea se ne sta partendo.

Quis tibi tum Dido cernenti talia sensus.
"qual era a te il cuore (ma meglio sarebbe il sentimento), o Didone, mentre 'osservavi' tali cose" trad. mia (sicuramente "violenta").

Da notare: il dativo di possesso "quis tibi sensus", e il fatto che Didone era su una rupe, quindi "dominava" con lo sguardo avvenimenti, per lei, forieri di disgrazia.

Questa scena, ogni volta che mi è capitato di osservare qualcuno in preda ad un sentimento rattenuto o dissimulato (spesso anch'io), ha "bussato".
 
Tutto è relativo

Napoli, agosto, banchina degli aliscafi, prime ore del pomeriggio, Mergellina.
In pieno "effetto Morgana" (chiamo così quello strano fenomeno - credo - dovuto al surriscaldamento dell'asfalto e all'effetto dei gas di scarico), due figure davvero molto "massicce" in lontananza, una di queste alla guida di un passeggino, discutono animatamente, talvolta sostando e gesticolando (alla guidatrice, al momento della "frenata" il tricipite oscillava vistosamente). Così fino a quando giungono in prossimità del punto in cui mi trovavo.

- Ma nun è accussì, Danièèèlaaa!!
- Ma t'o ggiuro, mammà, chell ha ditt ca m'o ffà scuntà (me la farà pagare)

Frenata e pausa di riflessione della "guidatrice" e, di nuovo, vistosissimo!, un fremito dell'adipe che riveste il tricipite

- Ehm, 'o vero?! E tu nun 'a ra aurienza (non prestarle ascolto), chella.....chella... è propet 'NA CHIATTONA, a mammà!!!
 
Scritto da Mafaldita
La miglior cosa sarebbe scrivere gli avvenimenti giorno per giorno. Tenere un diario per vederci chiaro. Non lasciar sfuggire le sfumature, i piccoli fatti anche se non sembrano avere alcuna importanza, e soprattutto classificarli. Bisogna dire come io vedo questa tavola, la via, le persone, il mio pacchetto di tabacco, poiché è questo che è cambiato. Occorre determinare esattamente l'estensione e la natura di questo cambiamento.

Sartre

Non ricordo nemmeno quanti anni fa...

Ciao, nicki :)

Ma te, solo roba francese ?!

Enig Mistico
 
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