Tiscali 13.03.2006

  • Due nuove obbligazioni Societe Generale, in Euro e in Dollaro USA

    Societe Generale porta sul segmento Bond-X (EuroTLX) di Borsa Italiana due obbligazioni, una in EUR e una in USD, a tasso fisso decrescente con durata massima di 15 anni e possibilità di rimborso anticipato annuale a discrezione dell’Emittente.

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bon soir à tout le monde...

:cool:
 
At&t e Verizon: negli Usa c´è spazio solo per due

Con l´ultima operazione, la conquista di Bellsouth, il processo di consolidamento nel settore delle telecom è di fatto concluso. La sfida della banda larga con le compagnie di tv via cavo

Il consolidamento sul mercato americano delle tlc è finito. Con quest´ultima operazione, l´acquisizione da 67 miliardi di dollari di Bellsouth da parte della At&t il processo di riconcentrazione non avrà più nulla di veramente nuovo da dire. Restano ancora alcune pedine minori da definire, ma il nuovo scenario c´è tutto. E soprattutto ha definito un nuovo vincitore: la ‘nuova´ At&t di Edward Whitacre, la telecom numero uno del mercato Usa, quella che fino allo scorso novembre si chiamava ancora Southwestern Bell Communications, più brevemente Sbc.
Ci sono due modi per spiegare perché si è arrivati alla nascita di questo nuovo gigante, la At&t, appunto, che fino a un anno fa era seconda dietro l´allora leader di mercato, Verizon, e che già oggi, prima ancora di assorbire Bell South, ha già consumato il sorpasso sulla sua concorrente. Un primo modo riguarda le tendenze generali del mercato delle telecom; il secondo attiene invece alle differenti strategie che i due gruppi in corsa da anni l´uno sull´altro, hanno messo in opera.

Partiamo dai mercati.
La concentrazione è partita perché sul mercato Usa il comparto telecom su rete fissa è in difficoltà. I ricavi da voce sono in calo. At&t, BellSouth e Verizon fanno assieme il 70% del mercato e tutti denunciano ricavi in discesa: sulle prime due il calo è stato calcolato per entrambe poco sotto il 20% nell´arco dei prossimi tre anni. contemporaneamente il numero stesso degli utenti titolari di una linea telefonica è in calo. Più o meno da 180 milioni a 160 milioni dal 2000 al 2005. Un fenomeno pilotato essenzialmente dalla cancellazione delle seconde linee, quelle tipicamente usate dai figli o dedicate ai computer per Internet: a favore dei cellulari nel primo caso e delle connessioni a banda larga il secondo.
E proprio nelle connessioni a banda larga le telecom non solo non hanno campo libero, come in Italia, per esempio, ma hanno un potentissimo concorrente nelle tv via cavo, che hanno addirittura più utenti di loro (quasi 25 milioni contro i circa 18 del mondo ex Bell) e che quindi intercettano la maggior parte dei nuovi ricavi pregiati a valore aggiunto. E che per giunta si trovano in ovvio vantaggio su nuovi e promettenti campi di applicazione come la tv via Internet. Negli Usa, insomma, c´è concorrenza tra reti: quelle in rame delle telecom e quelle di cavi per la tv. E ora che i due mercati non sono più separati ma convergono verso una stessa tipologia di prodotti e servizi offerti, i contorni della competizione cambiano e di molto.
Sono queste le due principali ragioni per cui nessuno si attende ostacoli particolari da parte dell´Antitrust Usa o della Fcc, il corrispettivo della nostra AgCom, l´Authority per le tlc, sull´acquisizione di Bellsouth da parte di At&t: perché l´operazione va commisurata anche rispetto al settore contiguo delle tv via cavo e perché dove davvero si potrebbe rischiare posizioni dominanti, nelle linee fisse tradizionali il mercato è in crisi, mentre dove ci sono ricche prospettive di crescita la concorrenza è forte e più che assicurata: At&t e Bellsouth assieme hanno il 23% di quota di mercato e Verizon appena il 12%. E mettendo assieme i due mercati della banda larga, quello che origina dalle reti telefoniche e quello che nasce sui cavi della tv, queste quote, a spanne, vanno dimezzate. E questo vuol dire che se per adesso Antitrust e Fcc possono stare tranquillamente alla finestra, tra un po´ di tempo non dovrebbe mancare nuovo lavoro per loro.
Dentro questa storia di due mercati che si stanno progressivamente fondendo assieme, le telecom e le tv via cavo, ce n´è poi una seconda che riguarda i maggiori protagonisti di questa vicenda. Anzi, i due antagonisti: At&t e Verizon. Meglio, Edward Whitacre, numero uno di At&t e Ivan Seidenberg, suo omologo in Verizon.
Fino a 18 mesi fa i rapporti di forza tra i due erano l´esatto inverso. Verizon era il numero uno della telefonia fissa e il numero uno dei cellulari, dove opera con Verizon Wireless (società che controlla però solo al 55% , essendo il restante 45% in portafoglio a Vodafone, dove è fonte di grosse preoccupazioni per Arun Sarin). At&t, anzi, Sbc, come si chiamava un anno fa, aveva una forza quasi pari alla rivale nella rete fissa, ma era più debole nei cellulari. Un po´ perché il suo ‘braccio´ mobile, Cingular, aveva meno utenti di Verizon Wireless, un po´ perché il controllo della società era di fatto un condominio con Bellsouth.
Oggi gli equilibri si sono rovesciati. A gennaio 2005 Sbc compra la ‘vecchia´ At&t, quella che aveva solo utenti long distance e un buon portafoglio di utenti business ma che era rimasta sostanzialmente fuori dal grande gioco. At&t era piccola, l´acquisizione è costata ‘appena´ 16 miliardi di dollari, meno di un quarto di quanto costerà oggi Bellsouth, ma intanto basta perché Sbc superi Verizon. Qualche mese prima, si era ancora a metà del 2004, nel mobile, Cingular aveva intanto acquisito At&t Wireless, e aveva superato, come numero di utenti, Verizon Wireless.
Con la mossa annunciata nei giorni scorsi, dall´unione tra la nuova At&t e Bellsouth verrà fuori un gruppo da 170 miliardi di capitalizzazione, rispetto ai quali i 100 miliardi di Verizon sembrano ora molto distanti. Ma non solo. L´operazione riunirà anche il controllo di Cingular sotto un unico soggetto: l´At&t di Whitacre, appunto. Con grandi sinergie di marketing già annunciate, una unitarietà strategica e un potenziale di risorse da mettere in campo che di nuovo lascia Verizon Wireless molto indietro. Indietro e anche senza reali possibilità di recuperare il terreno perduto.
Il fatto è che dietro questo ribaltamento di posizioni c´è quasi sicuramente un grosso errore strategico commesso da Seidenberg a proposito della banda larga. Circa un anno fa Verizon e Sbc hanno reso note, proprio più o meno nello stesso periodo, le rispettive linee di condotta in questo settore. E non potevano essere più opposte di così. Whitacre annunciò che la sua Sbc avrebbe puntato sull´Adsl. Seidenberg invece che Verizon avrebbe investito sulla fibra ottica fin dentro le case degli utenti. E´ qui l´origine del tutto. E´ vero che un anno fa i collegamenti in Adsl disponibili sul mercato, negli Usa come in Italia, erano ancora a 2 mega, ma già si dava per certo che la velocità sarebbe salita rapidamente: e in più negli States c´era da fare i conti con l´Adsl via cavo delle tv che era già molto più veloce.
Ma il punto critico era nel budget. Per la sua fibra ottica Verizon ha messo in campo 20 miliardi di dollari con l´obiettivo di raggiungere in tempi non brevissimi almeno 5 milioni di case. Sbc ha messo sul piatto un quarto di quella cifra, 5 miliardi ma con la possibilità di portare connessioni superveloci a poco meno di 20 milioni di potenziali utenti.
Risultato: mentre la banda larga di Sbc cresceva e il gruppo aveva risorse disponibili per realizzare le acquisizioni, Verizon è rimasta al palo per mancanza di risorse. Seidenberg aveva dunque scommesso contro una rapida evoluzione dell´Adsl e aveva sperato di avere tempo a sufficienza per realizzare il suo cablaggio in fibra e andare a far concorrenza alle tv via cavo con una rete davvero potente e senza altri rivali nel mondo telecom.
Quando Seidenberg ha iniziato a capire che le cose stavano evolvendo in un altro modo era tardi. Ma anche qui ha sbagliato mossa. Ha cercato di recuperare terreno sul fronte delle acquisizioni, ma mentre Sbc si stava comprando altre ex baby Bell locali, Verizon è andata ad acquisire Mci: è la ex Worldcom, sostanzialmente una telecom long distance. Ma forse in questo caso non di errore strategico di è trattato ma di mancanza di risorse. Il vero business, la redditività di Verizon, viene dal mobile. Ma del mobile controlla solo il 55%. Una quota che non è sufficiente a fare quelle tipiche operazioni ‘carta contro carta´ che muovono questi merger miliardari. Come quella con cui Sbc ha comprato At&t. Come quella con cui sempre la stessa Sbc, oramai diventata At&t, assorbirà Bellsouth. Verizon non poteva scambiare azioni proprie perché valgono di meno. E non poteva scambiare quelle del Wireless perché ne avrebbe regalato la maggioranza a Vodafone. Ora dovrà per forza ricomprarsi quel 45%, anche se è forse tardi.
E, per la fortuna di Arun Sarin, dovrà anche pagarlo salato.

:cool:
 
Buonasera

nessuna illusione,
non c'è abbastanza forza per dire che siamo ad un punto di inversione.
Non è da escludere che continui anche domani a correggere up.
Da tenere sotto controllo area 2,51 al superamento della quale potrebbe avvenrire un'inversione.
A mio avviso potrebbe rimbalzare contro tale resistenza,
fare un'ultima correzione
e poi dare inizio all vera inversione evidenziando un veroTrend al rialzo.
 

Allegati

  • 130306.jpg
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secondo voi l'ingresso nel settore blue chips porterà benefici al titolo?
Potrebbe essere motivo di acquisti da parte di fondi che operano nel suddetto paniere...
 
Wanadoo punter still without broadband
Other users victim of LLU migration too


A Wanadoo UK customer who has been left without broadband for more than seven weeks after his line was migrated to LLU has now complained to industry trade group ISPA.

The Manchester man (name withheld) was told he was being shunted to Wanadoo's local loop unbundling (LLU) platform in January. Ever since then, though, his broadband connection has been dead and the ISP has failed to stay in touch.

And despite promises by Wanadoo that the France Telecom-owned ISP is "fully equipped to deal with these [problems] and is working closely with BT Openreach to resolve any problems as soon as they are brought to our attention" he is still without broadband.

"Thought I would give you an update on the on going saga with Wanadoo," he told us. "Well, it's been seven weeks and a day and still no connection. Wanadoo again promised to call me back last Friday but still nothing. I have now contacted the ISPA with my complaint. I will see what happens."

Indeed, since El Reg first ran this story we've received a dozen or so emails pretty much saying the same thing. Such as this one: "My service fell over at the end of January as Wanadoo attempted LLU upgrade. Since then, I've made at least at least 40 calls and been on the phone for at least 20 hours being given conflicting stories by Wanadoo support, and having to constantly re-explain the issues to a huge variety of techies."

And this one: "Since Wanadoo tried to upgrade me to LLU in London in January I have received intermittent service. Promises made by tech support to call back have failed and vague promises of compensation have not materialised. Wanadoo has written to me to assure me that my problems have been escalated, yet there is no progress on diagnosing or solving the issues. There have been several failed call backs."

And this one: "My line got upgraded in mid December, from when I have had intermittent connection issues. Then over the past week I have had no service at all. I finally managed to get a line test from Wanadoo this week, and lo and behold there's a problem at the exchange."

Asked to comment, a spokeswoman for Wanadoo told us: "LLU is a new and complex technology and in common with other operators, we know that from time to time some faults will arise. We have already successfully migrated tens of thousands of customers to the new Wanadoo network and only a very small number of customers have experienced any problems.

"We deal with each case on an individual basis and therefore can not give you any further information to do with timing, but of course we are working to resolve any problems as quickly as we can," she said.
 
chiocciolo ha scritto:
secondo voi l'ingresso nel settore blue chips porterà benefici al titolo?
Potrebbe essere motivo di acquisti da parte di fondi che operano nel suddetto paniere...

Quale onore eheheh


Blue chip

Il termine è di origine americana. Più precisamente è una parola usata comunemente in Borsa, ma presa dal gergo del gioco d’azzardo. Nel poker blue chip – gettone blu - è la fiche a cui si attribuisce il valore più alto.

In Borsa con Blue Chip si intendono le azioni delle società di maggior valore. E’ come un titolo nobiliare riconosciuto dal mercato, anche se soggetto a frequenti revisioni.

Si definiscono blue chip non le azioni più costose, ma le azioni di aziende di grandi dimensioni che abbiano una certa stabilità e soprattutto una tradizione consolidata di distribuzione e crescita dei dividendi. Importanti valori delle azioni blue chip sono la notorietà della società e la fama del management.
L’acquisto di azioni blue chip può rappresentare una garanzia di fronte all’instabilità della Borsa.
Non vanno confuse le azioni blue chip con i titoli presenti in indici rappresentativi della Borsa come il Mib 30.

Comprate, comprate eheheh
 
Non vorrei essere fazioso alla Emilio Fede eheheh
ma Tisscali passerà alle blue-chip il 20/03/06
proprio la data indicata giorni fa, da qualcuno sul forum (non ricordo chi) che ci invitò a tenere a mente la data 20/03/06 ....data in cui sarà presentato il piano industriale di Tiscali (secondo lui) -il piano ufficialmente è previsto per Aprile-.

Anche a mè l'IR aveva ipotizzato il mese di marzo....(anche se non sarebbe la prima volta che non corrisponde al reale).

magari è la volta buona....(Doppio Botto eheheheh)
 
Astrale ha scritto:
Non vorrei essere fazioso alla Emilio Fede eheheh
ma Tisscali passerà alle blue-chip il 20/03/06
proprio la data indicata giorni fa, da qualcuno sul forum (non ricordo chi) che ci invitò a tenere a mente la data 20/03/06 ....data in cui sarà presentato il piano industriale di Tiscali (secondo lui) -il piano ufficialmente è previsto per Aprile-.

Anche a mè l'IR aveva ipotizzato il mese di marzo....(anche se non sarebbe la prima volta che non corrisponde al reale).

magari è la volta buona....(Doppio Botto eheheheh)
A una conclusione si dovrà arrivare :)
 
Astrale ha scritto:
Non vorrei essere fazioso alla Emilio Fede eheheh
ma Tisscali passerà alle blue-chip il 20/03/06
proprio la data indicata giorni fa, da qualcuno sul forum (non ricordo chi) che ci invitò a tenere a mente la data 20/03/06 ....data in cui sarà presentato il piano industriale di Tiscali (secondo lui) -il piano ufficialmente è previsto per Aprile-.

Anche a mè l'IR aveva ipotizzato il mese di marzo....(anche se non sarebbe la prima volta che non corrisponde al reale).

magari è la volta buona....(Doppio Botto eheheheh)


l'espressione usata dalla società è stata...

"entro il mese di aprile"

:cool:
 
Astrale ha scritto:
Non vorrei essere fazioso alla Emilio Fede eheheh
ma Tisscali passerà alle blue-chip il 20/03/06
proprio la data indicata giorni fa, da qualcuno sul forum (non ricordo chi) che ci invitò a tenere a mente la data 20/03/06 ....data in cui sarà presentato il piano industriale di Tiscali (secondo lui) -il piano ufficialmente è previsto per Aprile-.

Anche a mè l'IR aveva ipotizzato il mese di marzo....(anche se non sarebbe la prima volta che non corrisponde al reale).

magari è la volta buona....(Doppio Botto eheheheh)



Ciao Astrale scusa la mia igno....a , ti volevo chiedere cos'e' l' IR. Grazie dell'eventuale risposta. Saluti TIX
 
Piano industriale

La Società presenterà il piano industriale 2006-2008 al mercato entro il mese di aprile 2006.

:cool:
 
Astrale ha scritto:
Quale onore eheheh


Blue chip

Il termine è di origine americana. Più precisamente è una parola usata comunemente in Borsa, ma presa dal gergo del gioco d’azzardo. Nel poker blue chip – gettone blu - è la fiche a cui si attribuisce il valore più alto.

In Borsa con Blue Chip si intendono le azioni delle società di maggior valore. E’ come un titolo nobiliare riconosciuto dal mercato, anche se soggetto a frequenti revisioni.

Si definiscono blue chip non le azioni più costose, ma le azioni di aziende di grandi dimensioni che abbiano una certa stabilità e soprattutto una tradizione consolidata di distribuzione e crescita dei dividendi. Importanti valori delle azioni blue chip sono la notorietà della società e la fama del management.
L’acquisto di azioni blue chip può rappresentare una garanzia di fronte all’instabilità della Borsa.
Non vanno confuse le azioni blue chip con i titoli presenti in indici rappresentativi della Borsa come il Mib 30.

Comprate, comprate eheheh

Scusa astrale, questo è quello che è stato pubblicato, ho capito male?

Al segmento Blue-chip approderanno dallo Standard classe 1 Azimut (AZM.MI), Risanamento (RN.MI) e Tiscali
 
Grazie molto gentili. Lo leggo domattina adesso mi tocca andare al lavoro... :(
 
gico66 ha scritto:
Piano industriale

La Società presenterà il piano industriale 2006-2008 al mercato entro il mese di aprile 2006.

:cool:

Dici bene, Gico eheheh

Questa volta deve esserci una svolta, altrimenti Tiscali sprofonda.

T. Pompei Presidente n.e. di Telit mi affascina
relativamente ad una probabile sinergia legata al futuro (a breve) di Tiscali come Operatore Mobile Virtuale.
Mi aspetto anche sorprese nell'azionariato di Tiscali. (Pompei a parte).
Sono curioso di vedere (entro il 2006) come e da chi verrà gestita la quota di Soru...e se verrà incrementata :cool:
 
Prima esce poi rientra? Eppure gli analisti la definiscono una ciofeca......
 
chiocciolo ha scritto:
Scusa astrale, questo è quello che è stato pubblicato, ho capito male?

Al segmento Blue-chip approderanno dallo Standard classe 1 Azimut (AZM.MI), Risanamento (RN.MI) e Tiscali

Borsa,da 20/3 Recordati,Azimut,Tiscali,Risanamento tra blue-chip
lunedì, 13 marzo 2006 4.59
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MILANO, 13 marzo (Reuters) - Dal 20 marzo prossimo diventeranno operativi alcuni trasferimenti tra i diversi segmenti di Piazza Affari.

Lo si legge su un avviso di Borsa Italiana diffuso oggi.

Nel dettaglio Recordati (RECI.MI: Quotazione, Profilo) lascerà lo Star per passare al segmento Blue-chip.

Al segmento Blue-chip approderanno dallo Standard classe 1 Azimut (AZMT.MI: Quotazione, Profilo), Risanamento (RN.MI: Quotazione, Profilo) e Tiscali (TIS.MI: Quotazione, Profilo).

Usciranno dal segmento Blue-chip per entrare nello Standard classe 1 Aem Torino (AET.MI: Quotazione, Profilo), Caltagirone Editore (CED.MI: Quotazione, Profilo), Marzotto (MZTI.MI: Quotazione, Profilo) e Sorin (SORN.MI: Quotazione, Profilo).

Passa dal segmento Standard classe 2 a quello classe 1 Cucirini (CUCI.MI: Quotazione, Profilo), mentre compie il percorso inverso Smurfit Sisa (SISI.MI: Quotazione, Profilo).

Sempre dal 20 marzo gli orari di negoziazione dei titoli del segmento Standard Mtax saranno uniformati a quelli dello segmento dell'Mta. Dalla stessa data questi titoli cesseranno di essere negoziati nel mercato after-hours.

Si tratta nel dettaglio di Algol (ALGL.MI: Quotazione, Profilo), Chl (CHL.MI: Quotazione, Profilo), Euphon (EUP.MI: Quotazione, Profilo), Eutelia (EUT.MI: Quotazione, Profilo), Kaitech (KAIT.MI: Quotazione, Profilo) e Retelit (LIT.MI: Quotazione, Profilo).
 
Bah speriamo...non è che ho visto movimenti clamorosi, fa ridere il segmento blue-chip sulla ciabatta ma tant'è.
 
MarcheseStucchi ha scritto:
Bah speriamo...non è che ho visto movimenti clamorosi, fa ridere il segmento blue-chip sulla ciabatta ma tant'è.

Per essere stata ammessa....deve aver avuto i requisiti...e le prospettive devono essere limpide

le regole sono regole eheheh OK!
 
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