Truffa carta di credito

ferruccio

Nuovo Utente
Registrato
29/3/03
Messaggi
146
Punti reazioni
0
mi sono ritrovato delle spese-mille euro circa in totale- MAI effettuate da me,su siti internet...vi è mai capitato? Domani inoltro il reclamo...se non mi ridanno i soldi parto con le denunce.....
 
Ultima modifica:
Non mi è mai capitato, pur facendo con una certa frequenza qualche acquisto su siti internet (con aziende abbastanza affidabili, almeno per "nome": amazon e abebooks, in particolare).

Solo che ricordo che quando qualche volta ho chiesto informazioni in filiale sulle modalità (eventuali) di intervento in tali casi, mi hanno sempre fatto capire che in un primo momento paga il truffato, poi, se si certifica la truffa, questi sarà rimborsato (non so in che tempi)

Spero di sbagliare.
 
In passato Carta Sì mi chiamò per dirmi di cambiare carta,in quanto la FBI (!) l'aveva avvertita che il mio numero figurava tra quelli rubati da un hacker USA.....il sistema è in realtà fragile.....non è tento internet,ma il fatto che ogni volta che paghi in un negozio normale,i TUOI DATI rimangono in mano all'esercente...se è disonesto-ed uno su mille lo sarà,no?- allora dà i dati al suo amico che compra roba su internet alla faccia tua....mia in questo caso....cmque se non mi danno la lira vado su raitre e li sputtano a sangue.....
 
Scritto da ferruccio
In passato Carta Sì mi chiamò per dirmi di cambiare carta,in quanto la FBI (!) l'aveva avvertita che il mio numero figurava tra quelli rubati da un hacker USA.....il sistema è in realtà fragile.....non è tento internet,ma il fatto che ogni volta che paghi in un negozio normale,i TUOI DATI rimangono in mano all'esercente...se è disonesto-ed uno su mille lo sarà,no?- allora dà i dati al suo amico che compra roba su internet alla faccia tua....mia in questo caso....cmque se non mi danno la lira vado su raitre e li sputtano a sangue.....

Non sono sicuro che i tuoi dati rimangano in mano all'esercente. Cioè: ci dovrebbe essere una sorta di crittografia anche sul POS (o come sichiama l'apparecchietto). E' vero però che un truffatore può "trattenere" i tuoi dati, decrittandoli. Penso, eh!
Qui a Napoli, si vendevano degli aggeggi atti all'uopo.

In ogni caso, bloccala subito e fattene un'altra. Per sicurezza.


Aspettiamo altri pareri.
 
guarda che sullo SCONTRINO che firmi ci sono tutti i dati necessari...o no? Ora non ne ho una copia sottomano x controllare.....ma mi sembra sia così....e cmque metti che vai al ristorante...il cameriere scompare per 3 minuti...chi ti dice che non si copi i tuoi dati??? Il sistema è basato sulla buona fede...pensa come siamo messi!!!! :mad:
 
Scritto da ferruccio
guarda che sullo SCONTRINO che firmi ci sono tutti i dati necessari...o no? Ora non ne ho una copia sottomano x controllare.....ma mi sembra sia così....e cmque metti che vai al ristorante...il cameriere scompare per 3 minuti...chi ti dice che non si copi i tuoi dati??? Il sistema è basato sulla buona fede...pensa come siamo messi!!!! :mad:

Hai ragione. Ci sono i dati, ho controllato.

TRANSAZIONE:
C....................
 
appunto....quindi quando vai al ristorante o al negozio x,basta che un gestore o dipendente mariuolo usi QUEI dati per fare acquisti su internet che sei fregato......
 
io qualche volta per arrotondare lavoro come cameriere....
gli spagnoli ogni volta che pagano con carta di credito ti danno un documento di identita (una carta plastificata) con tanto di foto e firma....
tempo fa avevo visto un reportage dove un UOMO faceva degli acquisti con carta di credito di una DONNA , dunque non solo gli esercenti non controllano la firma ma non guardano neppure chi gli sta di fronte..
perche' in italia la carta non viene accompagnata da un documento?


p.s.il titolare e' il responsabile della carta di credito:mad:
dunque paga!!!!:eek: :confused:
 
Scritto da topdog
io qualche volta per arrotondare lavoro come cameriere....
gli spagnoli ogni volta che pagano con carta di credito ti danno un documento di identita (una carta plastificata) con tanto di foto e firma....
tempo fa avevo visto un reportage dove un UOMO faceva degli acquisti con carta di credito di una DONNA , dunque non solo gli esercenti non controllano la firma ma non guardano neppure chi gli sta di fronte..
perche' in italia la carta non viene accompagnata da un documento?


p.s.il titolare e' il responsabile della carta di credito:mad:
dunque paga!!!!:eek: :confused:


Un momento...se mi fregano la carta,ok,la colpa potrebbe essere la mia per "omessa custodia",che me la faccio fregare e non la blocco in tempo....se invece i miei dati li fregano alla Servizi Interbancari gli Hackers,dov'è la mia "colpa"? Sono LORO che non sono capaci di garantire la sicurezza di questo mezzo di pagamento,e sono incapaci di tutelare i loro clienti....la realtà è che la carta di credito ha un livello di sicurezza-da quando esiste internet-ridicolo!!!!

Il documento non lo si mostra perchè la carta di credito è nata in America...e lì non esistono documenti di identità come da noi...la patente fino a ieri era un rettangolino di carta colorato con scritto il tuo indirizzo e senza foto...ora anche lì le cose sono cambiate....


Se non rivedo la lira faccio causa a Carta Sì....
 
Il problema della truffa tramite carte di credito falsificate e’ ormai tristemente noto e cio’ che per la verita’ piu’ colpisce e’ la mancanza di rimedi efficaci nonostante l’attuale progresso tecnologico che, anzi sotto questo aspetto, sembra favorire piu’ il crimine che la giustizia.

Come e’ noto la carta di credito e’ fornita sul retro di una banda magnetica, cioe’ una striscia di materiale magnetizzabile. La banda e’ suddivisa in tre tracce: le prime due sono registrate in modo permanente e possono essere solo lette, la terza traccia si presenta meno sicura in quanto puo’ essere sia letta che scritta.

Anche se nelle transazioni on line la truffa presenta maggiori probabilita’ (mediante le tecniche di “sniffing” e’ possibile catturare dati durante le transazioni in Rete oppure direttamente dai database delle societa’ di e-commerce o delle banche), in realta’ i piu’ recenti sondaggi hanno accertato che i casi di truffa piu’ diffusi e rilevanti si verificano al di fuori di Internet.

I meccanismi piu’ diffusi sono i seguenti:

1. un dipendente infedele di un esercizio commerciale puo’ copiare il numero e la scadenza di una carta di credito di un cliente. Al di la’ della possibilita’ di utilizzare gli stessi dati on line, puo’ cederli ad un esperto di “skimming” (o puo’ esserlo egli stesso) che tramite un particolare strumento denominato “skimmer” collegato all’apparecchiatura ufficiale “succhia” i codici segreti (tale operazione puo’ anche essere eseguita contestualmente al momento dell’utilizzo della carta di credito). Successivamente viene eseguita la clonazione vera e propria con il trasferimento della banda magnetica acquisita dall’originale su carte scadute, smarrite o rubate che vengono cosi’ riprogrammate per essere tranquillamente utilizzate.

2. Altro sistema e’ il c.d. “boxing” cioe’ il furto delle carte inviate tramite posta insieme al codice di attivazione, o comunque la loro intercettazione al fine della clonazione.

3. Un’altra tecnica meno diffusa e’ il c.d. “trashing” che si fonda sulla ricerca degli scontrini di carte di credito.

Nel caso si verifichi la truffa ovviamente e’ necessario chiamare subito la banca o la societa’ che gestisce la carta per bloccarla. Ai fini del risarcimento bisogna distinguere:

1. nel caso di commercio elettronico o di contratti a distanza si applica l’art. 8 del d.lgs. n. 185 del 22 maggio 1999 il quale prevede che “l’Istituto di emissione della carta riaccrediti al consumatore i pagamenti dei quali dimostri l’eccedenza rispetto al prezzo pattuito ovvero l’uso fraudolento della propria carta di pagamento da parte del fornitore o di un terzo”. In questo modo le conseguenze sono solo a carico del fornitore, anche se in buona fede (v. commercio elettronico e carte di credito). .. SEGUE ..
 
2. Nel caso invece l’acquisto sia stato effettuato in un negozio reale e non virtuale, in genere, nel 99% dei casi si riesce ad ottenere il rimborso, anche se il titolare della carta clonata potrebbe essere chiamato a dimostrare in qualche modo di non essere stato lui a compiere l’acquisto (ed indubbiamente in tal caso si troverebbe di fronte ad una c.d. probatio diabolica).

Ad ogni modo e’ opportuno chiarire che il reato dell’uso indebito delle carte di credito e’ specificamente previsto dall’art. 12 della legge n. 197 del 5 luglio 1991 che ha convertito il D.L. n. 143/91 e prevede la reclusione da 1 a 5 anni ed una multa fino a 1550 euro.

Al fine di evitare spiacevoli sorprese si possono suggerire alcune precauzioni quali quella di controllare meticolosamente l’estratto conto della carta di credito, poiche’ spesso le truffe si nascondono dietro le spese di importo minimo; oppure non perdere mai di vista il negoziante al quale si consegna la carta o ancora non gettare mai le ricevute della carta di credito nei rifiuti.

Pur dando per scontato che la sicurezza totale non esiste, sono state proposte diverse soluzioni alternative per impedire simili truffe (o quanto meno per renderle piu’ difficili). Ad esempio c’e’ chi ha proposto di subordinare l’uso della carta di credito all’uso di un P.I.N. segreto non solo per il prelievo, ma piu’ in generale (ad esempio il fornitore con una macchina specifica potrebbe verificare la corrispondenza del P.I.N. usato con quello registrato sulla carta).

Altra soluzione proposta e’ quella di introdurre delle carte dotate di un piccolo processore e quindi di una memoria in grado di registrare data, luogo ed ora dell’ultimo utilizzo, nonche’ il debito residuo (GIANNANTONIO, “Manuale di diritto dell’informatica”, Padova, 1997).

E’ recentissima, inoltre, la notizia dell’avvento di un sistema esperto che costituisce la nuova generazione di Aristion, il quale, installato presso il centro autorizzativo della banca, sarebbe in grado di individuare in tempo reale una potenziale frode con carte di pagamento.

Chissa’ che questo sistema non tracci la strada per la definitiva sconfitta di un crimine estremamente dannoso per i cittadini. .. INIZIO ..
 
Scritto da topdog
io qualche volta per arrotondare lavoro come cameriere....
gli spagnoli ogni volta che pagano con carta di credito ti danno un documento di identita (una carta plastificata) con tanto di foto e firma....
tempo fa avevo visto un reportage dove un UOMO faceva degli acquisti con carta di credito di una DONNA , dunque non solo gli esercenti non controllano la firma ma non guardano neppure chi gli sta di fronte..
perche' in italia la carta non viene accompagnata da un documento?


p.s.il titolare e' il responsabile della carta di credito:mad:
dunque paga!!!!:eek: :confused:

C'è giurisprudenza sul punto. L'esercizio convenzionato non ha i mezzi per controllare (come un banchiere) la conformità della firma a quella riportata sulla carta per cui il controllo di fatto diventa inutile (anche per l'esercente, per esimersi da responsabilità, ecco che anche il commesso non esegue spesso alcun controllo). Sul documento di identità (quella spagnola è simile alla nostra nuova patente), la verifica del nominativo del presentatore potrebbe essere tuttavia compromessa dal fatto che sono state smarrite sia la carta che il documento e questo potrebbe essere contraffatto. Tuttavia, è vero che evidente sarebbe la truffa in caso di presentazione della carta da parte di un soggetto di sesso diverso: ma come può il titolare della carta provare poi che l'esercente è stato poco diligente, dimostrando che nel caso di specie il presentatore la carta era di sesso diverso? A questo punto potrebbe pensarsi ad una carta di credito con la fotografia del titolare, come tempo fa io stesso proposi, ma anche qui si troverebbe qualche giudice disposto a salvaguardare la posizione dell'esercente (che di mestiere non fa il poliziotto: potrebbe dunque affermarsi che il criterio della diligenza professionale vale solo nell'ambito della sua attività, altrimenti si ritorna alla diligenza meno rigorosa - nel caso che stiamo prospettando - del "buon padre di famiglia").

Proporremo di inserire prossimamente nella rivista Officine Giuridiche del Filangieri in home page qualcosa di utile sul punto (sulla tutela del titolare della carta contro gli abusi dell'emittente e sulla responsabilità dell'esercente). A presto.
 
Scritto da Verm & Solitair
C'è giurisprudenza sul punto. L'esercizio convenzionato non ha i mezzi per controllare (come un banchiere) la conformità della firma a quella riportata sulla carta per cui il controllo di fatto diventa inutile (anche per l'esercente, per esimersi da responsabilità, ecco che anche il commesso non esegue spesso alcun controllo). Sul documento di identità (quella spagnola è simile alla nostra nuova patente), la verifica del nominativo del presentatore potrebbe essere tuttavia compromessa dal fatto che sono state smarrite sia la carta che il documento e questo potrebbe essere contraffatto. Tuttavia, è vero che evidente sarebbe la truffa in caso di presentazione della carta da parte di un soggetto di sesso diverso: ma come può il titolare della carta provare poi che l'esercente è stato poco diligente, dimostrando che nel caso di specie il presentatore la carta era di sesso diverso? A questo punto potrebbe pensarsi lad una carta di credito con la fotografia del titolare, come tempo fa proposi, ma anche qui si troverebbe qualche giudice disposto a salvaguardare la posizione dell'esercente (che di mestiere non fa il poliziotto: il criterio della diligenza professionale vale solo nell'ambito della sua attività, altrimenti si ritorna a quella meno rigorosa del "buon padre di famiglia").

Propongo di inserire prossimamente nella rivista Officine Giuridiche del Filangieri in home page qualcosa di utile sul punto (sulla tutela del titolare della carta contro gli abusi dell'emittente e sulla responsabilità dell'esercente). A presto.



basterebbe poco per evitare le truffe. Ad es. far in modo che il pagamento dopo ch'e' stato effettuato sia in seguito confermato dal titolare della carta tramite ad es. il suo conto online, dove autorizzare il pagamento di euro tot all'esercente tizio.
Per quanto riguarda poi gli acquisti effettuati su internet la soluzione ideale sarebbe questa, oppure ad es. una specie di conferma tramite email del titolare registrata sulla carta di credito.

Non so' se si debellerebbero le truffe completamente, ma sicuramente sarebbero molto piu' difficili.
 
prima di tutto:
non ti preoccupare.
Sappi che la normativa prevede il recesso per ben 18 mesi.
Il sito che ha accettato la tua carta di credito per il pagamento dei beni/servizi dovresti recuperarlo in qualche modo.
Poi dovrai informarli che non hai mai ricevuto cio' che hai pagato! Esempio se vendevano vini sulla ricevuta di consegna dovrebbe esserci la tua firma!! quindi chi ha usato la tua carta ha falsificato la firma...
Comunque, un consiglio, ci sono delle carte ricaricabile o usa e getta che servono per acquistare su internet.
Prova su sella.it che è la banca più all'avanguardia in questo settore, sarai al sicuro.
saluti
Scritto da ferruccio
mi sono ritrovato delle spese-mille euro circa in totale- MAI effettuate da me,su siti internet...vi è mai capitato? Domani inoltro il reclamo...se non mi ridanno i soldi parto con le denunce.....
 
Re: Re: Truffa carta di credito

Scritto da m-helga
prima di tutto:
non ti preoccupare.
Sappi che la normativa prevede il recesso per ben 18 mesi.
Il sito che ha accettato la tua carta di credito per il pagamento dei beni/servizi dovresti recuperarlo in qualche modo.
Poi dovrai informarli che non hai mai ricevuto cio' che hai pagato! Esempio se vendevano vini sulla ricevuta di consegna dovrebbe esserci la tua firma!! quindi chi ha usato la tua carta ha falsificato la firma...
Comunque, un consiglio, ci sono delle carte ricaricabile o usa e getta che servono per acquistare su internet.
Prova su sella.it che è la banca più all'avanguardia in questo settore, sarai al sicuro.
saluti

Grazie...cmque mi rimborsano tutto.


Ciao


ps

Raitre può aspettare! :D :D
 
Re: Re: Re: Truffa carta di credito

Scritto da ferruccio
Grazie...cmque mi rimborsano tutto.


Ciao


ps

Raitre può aspettare! :D :D

chi ti rimborsa il sito o la societa' che emette la carta?
 
La società di carta di credito.....mi hanno detto alla polizia che siti ubicati in paesi tipo lussemburgo,Israele e Cipro,neanche si degnano di replicare alle richieste di informazioni da parte delle nostre autorità.....ed uno degli acquisti truffaldini era stato fatto su di un sito del lussemburgo.....


ps

meno male che ad essere mafiosi eravamo noi italiani! :D :D
 
Scritto da ferruccio
Un momento...se mi fregano la carta,ok,la colpa potrebbe essere la mia per "omessa custodia",che me la faccio fregare e non la blocco in tempo....se invece i miei dati li fregano alla Servizi Interbancari gli Hackers,dov'è la mia "colpa"? Sono LORO che non sono capaci di garantire la sicurezza di questo mezzo di pagamento,e sono incapaci di tutelare i loro clienti....la realtà è che la carta di credito ha un livello di sicurezza-da quando esiste internet-ridicolo!!!!


è molto improbabile che un hacker riesca a prelevare i numeri delle carte di credito dalle società che le emettono(a meno che abbia una soffiata da un complice interno, ma diventa un discorso diverso allora).
internet è molto meno pericolosa del pagamento effettuato in un esercizio commerciale dove qualcuno può scriversi il numero della carta e poi cercare di utilizzarlo per frodi.
 
Indietro