tutto ormai piuttosto chiaro

uncle scrooge

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da un sito di "destra" un'analisi di scenario che a grandi linee condivido


Ovviamente lo è per noi, almeno così crediamo. Siamo invece praticamente sicuri che il popolo, almeno nella sua maggioranza, ha capito poco. Per fortuna, la sua fiducia nelle istituzioni di questo paese si è ben logorata, pur restando ancora troppe incomprensioni circa l’infamia di chi ci governa. In ogni caso, dirò quel che penso papale papale, pur sapendo che avrà poca risonanza perfino presso i siti della rete che fingono di essere critici, addirittura radicalmente critici, mentre sono in genere conniventi, sottilmente conniventi.

Comincio con il dire che non si deve accettare nessuna diversione sulle colpe del ben noto “Mostro” indicato da una presunta sinistra di meri rinnegati e venduti, incapaci di fare politica e solo interessati ad eseguire gli ordini provenienti da “oltreoceano”, cui questi individui erano divenuti molto sensibili fin dagli anni ’70 del secolo scorso. Non ripeto qui la faccenda di un ben noto viaggio negli Usa, della concomitante liquidazione di Moro, fatto passare, mentendo spudoratamente, per fautore del “compromesso storico” tra Dc e Pci, mentre era preoccupato degli intrallazzi di tale partito con gli Stati Uniti. Non dico nemmeno nulla, avendone parlato a sufficienza, di “mani pulite” ecc. ecc.

Qui mi interessa solo ribadire che il “Mostro” non va condannato per Mediaset o Ruby e la Minetti, come vorrebbero gli sporcaccioni ipocriti e moralisti che ben conosciamo. Berlusconi è massimamente responsabile in quanto anello fondamentale, apparentemente debole e tuttavia ancora saldo, della catena di complicità che hanno caratterizzato gli eventi degli ultimi tre anni, con momenti salienti nella vile aggressione alla Libia (appoggiata perfino dalle “sinistre antimperialiste, terzomondiste”, ovviamente ormai in svendita di liquidazione di oggetti fuori stagione), nella nomina del primo “governo del presidente” (Monti) e in quella del “secondo” (Letta), dopo opportuna rielezione presidenziale, per cui è stata recitata una commedia di rara noiosità e pochezza degli attori e del regista. Con la precisazione che l’attuale governo forse non sarà l’“ultima spiaggia”, ma certamente è una delle mosse finali nel processo di trasformazione dell’Italia in protettorato statunitense, completamente appiattito sulla strategia obamiana che mi sembra andare incontro a notevoli difficoltà. L’ultimo discorso di Napolitano alla cerimonia del Ventaglio è illuminante per lo smascheramento di tutta l’operazione Letta, passo considerato appunto decisivo per il fine perseguito.

E’ ormai indispensabile che tale anello di complicità si indebolisca e alla fine si spezzi, liberando forze disilluse e disorientate, ma ancora catturate in parte dal nano fifone. Dobbiamo quindi augurarci un seguito incessante di “casi kazaki”. Non perché noi siamo con qualcuno dei personaggi di quel paese implicati nella vicenda, ma perché – malgrado il fuoco di fila, cui hanno partecipato tutti gli organi di questo Stato italiano ormai indecente, al limite dell’avanspettacolo (anzi, ci scusino i guitti di quest’ultimo, ben oltre questo limite) – è venuta in piena luce l’incapacità di questo ceto pseudopolitico di attingere i minimi livelli di credibilità o, almeno, di umorismo; esso improvvisa ormai farse di pessima fattura. Forse qualcuno del “poppolo” comincia ad accorgersene. Persino un uomo di lunga pratica piciista (antecedente gli Occhetto, D’Alema, Veltroni, Bersani, ecc.) – che è solitamente una garanzia di astuzia e di buona copertura sia sostanziale che linguistica – mi sembra sbandare e svelarsi in sempre più numerose occasioni.

A questo punto, sarebbe bene se un Renzi (o chi per esso) fosse obbligato (perché se non lo è, non agisce di certo) a rompere gli indugi e a raccogliere le schiere del Pd che non sopportano il rapporto con il “Mostro”; sarebbe bene che la Cassazione “smarronasse” e si spingesse alla condanna dello stesso; sarebbe bene che il presdelarep, in piena controvoglia naturalmente, fosse a sua volta obbligato ad accettare la prospettiva di un governo tra Pd e “grillini”, con tanto di votazione per l’ineleggibilità del cavaliere, ecc. Non sarebbe “giusto”, non farebbe al momento chiarezza politica, questo lo sappiamo bene. E inoltre, la soddisfazione dei deficienti del ceto medio semicolto moralista e giustizialista non ci procurerebbe alcun piacere. Tuttavia, salterebbe quel pernicioso tappo che è stato messo sulla situazione italiana onde portarla al punto di non ritorno nella creazione di un vero protettorato statunitense. Questo tappo è precisamente costituito dalla pervicace complicità del “nanetto d’Arcore”.

Ci rendiamo conto che, se il tappo salta sulla base di una autentica persecuzione di quest’ultimo, ciò comporterà ancora confusione, fraintendimenti, incapacità di afferrare la situazione da parte delle “masse di destra”, per nulla migliori quanto a comprendonio di quelle “di sinistra”. Tuttavia, non credo ci sia speranza che, in tempi brevi, le “masse” capiscano qualcosa; troppo grave è stata la degenerazione politica verificatasi negli ultimi vent’anni. Importante sarebbe scampare intanto a questo grave, definitivo, pericolo rappresentato dalle “larghe intese”, che vuole garantire la piena sudditanza italiana agli Usa di Obama con l’approvazione di tutti quelli influenzati dalla falsa “sinistra” e dalla falsa “destra”.

Di un altro pericolo ci rendiamo conto. Se l’operazione Obama-Napolitano (con complicità di Berlusconi) non riuscisse bene, dovremo aspettarci la messa in moto della UE (nonché del FMI, delle società di rating e di non so chi altro) – altre pedine in mano statunitense – per procurarci grossi guai, magari “alla greca” o simili. Tuttavia, anche in tal caso, è sempre meglio che “vada in aceto” questa operazione di totale annientamento della nostra autonomia. Si tenterà di provocare la paura, di piegare nel terrore ogni scontento popolare. L’instabilità e imprevedibilità d’effetti di simili manovre dovrebbe essere però evidente. Anche perché credo si possa contare su una certa impasse della (neo)strategia obamiana soprattutto nella nostra area mediterranea e zone limitrofe. L’Italia non è la Grecia; e una situazione caotica da noi – nel mentre non sono affatto in risoluzione i problemi che Obama pensava di aver risolto, movendo pure i suoi sicari europei, con la “primavera araba” e adesso con le ultime manovre in Egitto, ecc. – non è il peggiore di tutti i mali. Potrebbe mettere in moto contraccolpi in altri paesi e aree; e, perché no, perfino negli Usa, dove sono convinto esistano forze che dirigerebbero la politica estera in modo meno negativo per noi (pur perseguendo gli interessi del paese, com’è logico che sia).

Ne riparleremo. Intanto seguiamo queste indegne pantomime in un paese al collasso più per quanto concerne il suo futuro politico che per le difficoltà economiche. Nei cruciali anni ’70 – ingannevolmente fatti passare come quelli di piombo a causa del presunto terrorismo – l’evento decisivo fu invece il passaggio di campo compiuto da certi ambienti del Pci, appoggiati anche allora da quelli che si facevano passare ancora per comunisti, per anticapitalisti e chi più ne ha più ne metta (eguali del resto ai residui di chi si fingeva terzomondista e oggi sta con gli eserciti filo-Usa). Nessuno nega che dal 1945 (se vogliamo dal ’47) l’Italia avesse scelto l’atlantismo, cioè il “polo capitalistico” (ma l’altro, detto socialista, era in realtà una cosa tutt’affatto diversa da simile “nuova società dell’eguaglianza”). Restava, tuttavia, qualche capacità di manovra autonoma come dimostrò l’Eni di Mattei, come si mise in luce con determinati rapporti nei confronti del mondo arabo (perfino verso i palestinesi), con qualche capacità di penetrazione autonoma in America Latina, perfino con accenni di ostpolitik (pochi, senza dubbio, per colpa di un vetero-anticomunismo sempre cieco e inconsulto, tipo quello di Craxi).

Con il tradimento dei piciisti, abbiamo avuto veramente il “male e la mala Pasqua”. Questi infidi personaggi hanno continuato ad ingannare il proprio seguito – ancora “credente” nel socialismo, nell’anticapitalismo e antimperialismo – fingendo di inseguire, dietro la mascheratura della “questione morale” (l’ipocrisia da “sepolcri imbiancati”), questioni di migliore giustizia nei confronti dei “diseredati”, modificando il comunismo in una sorta di “buon sentimento” a favore dei più poveri; una sottospecie di cristianesimo senza la forza spirituale di quest’ultimo e la sua decisiva promessa per l’“altra vita”. In realtà, il tradimento di questi ignobili piciisti, che una altrettanto ignobile “destra” berlusconiana fa ancora oggi passare per comunisti, ha consentito prima – fin quando ci fu l’Urss e la base elettorale del partito non era divenuta in maggioranza quella del ceto medio semicolto – un lento processo di spostamento di campo, attento a non compiere troppi passi falsi. Dopo il 1989-91, le déluge: completo tradimento degli stessi interessi nazionali, indebolimento dei settori imprenditoriali “pubblici”, schieramento aperto con le aggressioni Usa (tipo Serbia, ecc.), netta sudditanza nei confronti di tale paese predominante (dei suoi peggiori ambienti), prestandosi talvolta a fare da finti mediatori, in realtà sempre tradendo coloro che si fingeva di voler aiutare.

Per un periodo, sia per difesa sia per favorire i suoi personali interessi, Berlusconi ha comunque rappresentato un granellino di sabbia nelle ruote del tradimento degli ex piciisti. Dopo il 2009, ma soprattutto 2010, nulla più di tutto questo. Anche in tal caso, all’inizio uno spostamento lento e quasi cauto, poi un’accelerazione progressiva fino all’appoggio smaccato fornito a quest’ultimo governo: lo ripeto, una delle mosse decisive per il nostro asservimento, effettuata in un momento di difficoltà (forse) della strategia obamiana. Se potesse saltare tutto per l’incapacità politica di questi improvvisatori, sarebbe pur sempre un bene. Non speriamoci troppo, ma seguiamo da vicino il prosieguo della marcia degli “sbandati”.

DI GIANFRANCO LA GRASSA
conflittiestrategie.it
 
tanti gli appunti da fare, ma a quest'ora mi limito al più semplice:
renzi chi? renzi a rompere il disegno proUsa? renzi che ha Obama tra i suoi idoli? e ce l'ha veramente? renzi che è più ceto medio che ceto medio non si può? renzi cosa?
sarebbe il colpo mortale finale, casomai.
 
poi trovo buffo che a destra Berlusconi possa apparire sia la longa manus statunitense, la spia infiltrata, sia l'ultima roccaforte in attesa dell'aiuto della grande madre russia
sia tante altre cose tra loro contraddittorie.
forse è davvero un mostro .. a più teste, bifronti.
 
poi trovo buffo che a destra Berlusconi possa apparire sia la longa manus statunitense, la spia infiltrata, sia l'ultima roccaforte in attesa dell'aiuto della grande madre russia
sia tante altre cose tra loro contraddittorie.
forse è davvero un mostro .. a più teste, bifronti.

Ocio a ció che ti vado a dire in piena sinceritá e non ammetto contraddizioni perché é la pura semplice veritá


Berlusconi non é nessun mostro.É solo un pover'uomo con la mente annebbiata dall'ambizione prima e dalla vecchiaia poi che gli hanno fatto perdere completamente la trebisonda.
É un sempliciotto arrivista che come unica meta era quella di vincere in tutto ció che si prefiggeva.
Il suo obbiettivo peraltro riuscito era trasformare gli italiani a sua immagine e somiglianza.
Calcio tette e culi.E per fare ció é stato disposto a tutto pure a farsi finanziare dalla Mafia probabilmente perché sui libri di latino aveva fatto un po' troppo suo il detto "pecunia non olet" e trovato nel suo amico Craxi la rampa di lancio per creare il suo sogno.
Molti si stupiscono del Bunga Bunga come se fosse un rituale perverso al limite dell'inimmaginabile ma altró non é che una riedizione privata e finale di Colpo e Drivein i programmi che lo hanno lanciato.
Fosse stato per lui non sarebbe mai entrato in politica e avrebbe continuato la sua passione da imprenditore del calcio delle tette e i culi.
Peró piano piano si é accorto di aver fatto il passo piú lungo della gamba.Non aveva piú la protezione di Craxi e i curiosi finanziatori maleodoranti pretendevano qualcosa in cambio.
Allora di colpo per non perdere tutto e finire in disgrazia decise di fondare un partito con 2 fini molto chiari.Salvare il suo impero mediatico e coprire i curiosi finanziatori siculi.
Talmente é grande la sua ambizione per un momento ha anche pensato di poter fare gli interessi dell'Italia trattandola come una delle sue aziende.I poteri forti gli hanno fatto subito capire che non c'era trippa per gatti e l'accordo tacito é stato tu ci lasci continuare a fottere gli Italiani e noi non ti tocchiamo tette culi e Milan e ti facciamo salvare qualche siculo finanziatore...Dopo 2 minuti il suo progetto era giá caduto il resto é stata una recita lunga 20 anni tra finte battaglie che ha generato tifosi da bar.La banda dei ladroni onesti e il brianzolo mafiobarzellettiere.In questi anni di cose intelligenti che avrebbero potuto fare del bene all'Italia ne ha dette tante per attirare l'elettorato ma non ne ha fatta nemmeno mezza a partecose molto superficiali e inutili perché gia sapeva che non era nei patti.Anzi é diventato il parafulmine di tutti i mali dell'Italia.Il prestanome del degrado all'italiana.Questo e altro per mantenere il suo status e non pestare i piedi a nessuno_Ogni tanto dava la colpa a tizio caio e sempronio ma era giá tutto scritto.
Non é un mostro é solo un furbetto un po' meno furbetto degli altri del quartierino ed é malato di fi ga e soldi.
 
poi trovo buffo che a destra Berlusconi possa apparire sia la longa manus statunitense, la spia infiltrata, sia l'ultima roccaforte in attesa dell'aiuto della grande madre russia
sia tante altre cose tra loro contraddittorie.
forse è davvero un mostro .. a più teste, bifronti.

Ocio a ció che ti vado a dire in piena sinceritá e non ammetto contraddizioni perché é la pura semplice veritá


Berlusconi non é nessun mostro.É solo un pover'uomo con la mente annebbiata dall'ambizione prima e dalla vecchiaia poi che gli hanno fatto perdere completamente la trebisonda.
É un sempliciotto arrivista che come unica meta era quella di vincere in tutto ció che si prefiggeva.
Il suo obbiettivo peraltro riuscito era trasformare gli italiani a sua immagine e somiglianza.
Calcio tette e culi.E per fare ció é stato disposto a tutto pure a farsi finanziare dalla Mafia probabilmente perché sui libri di latino aveva fatto un po' troppo suo il detto "pecunia non olet" e trovato nel suo amico Craxi la rampa di lancio per creare il suo sogno.
Molti si stupiscono del Bunga Bunga come se fosse un rituale perverso al limite dell'inimmaginabile ma altró non é che una riedizione privata e finale di Colpo e Drivein i programmi che lo hanno lanciato.
Fosse stato per lui non sarebbe mai entrato in politica e avrebbe continuato la sua passione da imprenditore del calcio delle tette e i culi.
Peró piano piano si é accorto di aver fatto il passo piú lungo della gamba.Non aveva piú la protezione di Craxi e i curiosi finanziatori maleodoranti pretendevano qualcosa in cambio.
Allora di colpo per non perdere tutto e finire in disgrazia decise di fondare un partito con 2 fini molto chiari.Salvare il suo impero mediatico e coprire i curiosi finanziatori siculi.
Talmente é grande la sua ambizione per un momento ha anche pensato di poter fare gli interessi dell'Italia trattandola come una delle sue aziende.I poteri forti gli hanno fatto subito capire che non c'era trippa per gatti e l'accordo tacito é stato tu ci lasci continuare a fottere gli Italiani e noi non ti tocchiamo tette culi e Milan e ti facciamo salvare qualche siculo finanziatore...Dopo 2 minuti il suo progetto era giá caduto il resto é stata una recita lunga 20 anni tra finte battaglie che ha generato tifosi da bar.La banda dei ladroni onesti e il brianzolo mafiobarzellettiere.In questi anni di cose intelligenti che avrebbero potuto fare del bene all'Italia ne ha dette tante per attirare l'elettorato ma non ne ha fatta nemmeno mezza a partecose molto superficiali e inutili perché gia sapeva che non era nei patti.Anzi é diventato il parafulmine di tutti i mali dell'Italia.Il prestanome del degrado all'italiana.Questo e altro per mantenere il suo status e non pestare i piedi a nessuno_Ogni tanto dava la colpa a tizio caio e sempronio ma era giá tutto scritto.
Non é un mostro é solo un furbetto un po' meno furbetto degli altri del quartierino ed é malato di fi ga e soldi.
 
poi trovo buffo che a destra Berlusconi possa apparire sia la longa manus statunitense, la spia infiltrata, sia l'ultima roccaforte in attesa dell'aiuto della grande madre russia
sia tante altre cose tra loro contraddittorie.
forse è davvero un mostro .. a più teste, bifronti.

Lo so che non centra niente, ma l'occhio dell'avatar è il tuo? :D:D:D
 
come ho già risposto ad altri sì è mio
anche se appare più scuro di quanto non sia
insomma de visu non è proprio uguale
 
tornando in tema
per considerare credibile questa ricostruzione, che peraltro non dà alcuna prova di quanto asserisce, devo pensare che Berlusconi sia un utile ******, e quindi coerente con la visione di eddy, ma non lo vedrei tanto utile ad Obama, l'america è anche lobbies potentissime .. anzi soprattutto, lobbies che possono avere agganci con qualsiasi gruppo di potere a loro utile in italia, compresa la mafia e il legame tra mafia e Berlusconi c'è
quindi Berlusconi sarebbe il trade d'union tra alcuni poteri usa e il potere mafioso in italia, nonché altri che possono perseguire obiettivi comuni con essi, pur avendo altra origine e altro fine.
 
Perdonami se taglio alcune parti per mettere in evidenza un paio di asserzioni:

(Berlusconi sia un utile ******)
+
(Berlusconi trade d'union tra alcuni poteri usa e il potere mafioso in italia)

sai che tutto ciò non è che mi sembra così inverosimile? :D
 
infatti sarebbe se vero un indizio a favore della tesi espressa
è la sola lettura che mi viene in mente a voler dare ragione all'estensore della tesi iniziale

ma resto molto dubitativa sul fatto che corrisponda a realtà
specie in modo esplicito e preordinato
 
l'occhio è Simbolo, e in quanto tale simbolizza sempre e comunque la stessa cosa (o le stese cose)...

aggiungo che il simbolo non si spiega, e non può essere spiegato, ciò vuol dire che comunica in modo "ermetico", questo implica che "nel mondo delle immagini facilmente diffuse" possa essere utilizzato, per così dire in modo "inconsapevole",

ma proprio per questo ai simboli si dovrebbe rendere più attenzione... :cool:

e non aggiungerò altro... :bye:
 
ce n'ha uno evvia di significati o usi simbolici l'occhio
positivi, negativi ..
perché è l'organo principale di relazione tra noi e il mondo
 
Olly, ovviamente non condivido la parte delle soluzioni, in primis Renzi

1) mi sembra plausibile il ruolo e la descrizione di B. e quanto dice Eddy Koodoo mi sembra ancor più calzante e non in contraddizione con La Grassa

quello che ritengo più centrato è
2) il fatto che siamo eterodiretti e gli attori politici italiani sono complici e traditori, il che implica ormai l'inutilità di pressochè qualsiasi risultato elettorale
3) siamo decisamente too big to fail, il che consentirebbe qualche spazio di manovra, se vi fossero attori non complici e traditori

è da sottolineare il fatto che i grillini (che contano) non sembrano porsi il problema geopolitico come primario, o per sventatezza o forse sono già complici e traditori (agli alti livelli)

PS che begli occhi... :D speriamo non sia il simbolo che dice R. però... :terrore:
 
uncle, ma io non riesco a spiegarmi come Berlusconi possa essere visto, al di là che lo faccia intenzionalmente per convinzione o perché utile id.iota o perché persegue solo i capzi suoi, sia come filo usa, sia come antiatlantista vicino a putin.
che pure putin è un traditore?
non possono essere vere ambedue le cose
 
allego ora un un intervento da un sito di "estremissima sinistra" che, pur da un'angolazione diametralmente opposta a La Grassa concorda più o meno lo stesso scenario, per lo meno ai miei occhi (anche se non parla del Mostro, se non di striscio, ed implica - come si potrà immaginare - ben diverse "soluzioni")


I TRATTATI INTERNAZIONALI SOPPIANTANO LE COSTITUZIONI (MA CON IL CONSENSO DELLE STESSE)
Di comidad

Le notizie di stampa sullo scandalo spionistico denominato "datagate", hanno determinato in Europa lo scatenarsi di ipocriti rituali di sorpresa e di indignazione. Tra le autorità europee la parola d'ordine è stata quella di cadere dalle nuvole, di dichiararsi stupefatti o "allibiti", come se l'attività spionistica a tutto campo della National Security Agency non fosse già arcinota. A Sigonella è persino in allestimento un mega-impianto di spionaggio elettronico, il MUOS, con il quale gli USA avranno il territorio europeo sotto un controllo ancora più capillare; ed è chiaro che si tratta non soltanto di spionaggio militare, ma anche nel settore industriale e finanziario, sino alla sfera dei vizi privati, utilissimo strumento di ricatto.
Ma ad indicare la serietà di queste recite in Europa, basterebbe anche solo il fatto che ci si è immediatamente dimenticati che lo scandalo spionistico aveva coinvolto poche settimane fa un Paese europeo, cioè il Regno Unito, il cui servizio segreto, MI6, nell'aprile del 2009 aveva allestito addirittura dei falsi internet cafè per spiare i diplomatici stranieri ospitati a Londra per il G20.

Se questo è il grado di memoria degli avvenimenti, si può facilmente prevedere che tutta questa bolla di indignazione verso gli USA svanirà molto presto, e ciò vale anche per le dure dichiarazioni di monito del commissario europeo Viviane Reding, che ha minacciato conseguenze sui negoziati tra USA e UE per il mercato transatlantico (indicato dall'acronimo TTIP) che dovrebbe andare in vigore dal 2015.

A riconferma dell'inattendibilità di certe reboanti dichiarazioni di dignità offesa, ci ha pensato anche il presidente francese Hollande, il quale, mentre chiedeva una sospensione ("temporanea", per carità!) dei negoziati per TTIP, poi si calava completamente le brache nei confronti degli USA, giungendo all'atto folle ed inaudito di negare lo scalo all'areo del presidente boliviano Morales, nell'ipotesi che questi portasse con sé il ricercato Snowden; un gesto ostile che non va solo contro ogni regola del diritto internazionale, ma anche contro il semplice buonsenso.

Le parole della Reding e di Hollande sono risultate interessanti soltanto per un motivo, e cioè che hanno segnalato l'esistenza e l'importanza di un negoziato transatlantico di cui l'opinione pubblica europea non sapeva assolutamente nulla. I primi accenni in pubblico vi sono stati all'ultimo G8 tenutosi il 17-18 giugno in Irlanda del Nord, tanto da consentire al nostro Enrico Letta di citare la questione del TTIP nella sua conferenza stampa. Un po' tardi per venircelo a dire, dato che i negoziati sul TTIP erano cominciati nel 2007, anche se il trattato finale dovrebbe essere ratificato entro il 2015.

La questione del mercato transatlantico però non era mai stata affrontata nel dibattito politico, e tantomeno nelle campagne elettorali, a conferma del fatto che la politica è il luogo del futile e dell'intrattenimento. Magari, come fa la cancelliera Merkel, il proprio elettorato può essere usato come fantoccio e come alibi per decisioni già prese altrove. Ciò non vale soltanto per gli elettorati, ma anche per i parlamenti, che hanno solo una funzione di ratifica, come ha ulteriormente dimostrato la posizione del Consiglio di Difesa a proposito del business dell'acquisto dei caccia F35, per il quale al parlamento italiano è stata negata la facoltà di immischiarsi.

La consapevolezza che la lotta politica ufficiale costituisca un rituale vuoto, o una messinscena, ha cominciato a farsi strada persino nel ceto politico tradizionale. In una recente intervista l'ex segretario di Rifondazione Comunista, Fausto Bertinotti, ha denunciato la scomparsa della "sinistra", ed ha proposto una sua analisi della situazione europea, secondo la quale le "costituzioni materiali" degli eurocrati starebbero soppiantando le costituzioni antifasciste dei vari Stati.

Ad indiretto sostegno delle tesi di Bertinotti è giunto un documento della mega-banca statunitense JP Morgan, nel quale si sostiene che in un'Europa integrata sarebbe urgente liberarsi delle Costituzioni antifasciste, con la loro zavorra di garanzie sociali.

Si può comprendere che a JP Morgan dia fastidio anche solo il suono della parola "antifascismo", ma il documento dei banchieri, nel suo lamento recriminatorio, sembra volutamente ignorare che le Costituzioni antifasciste hanno già recepito al loro interno dei corpi estranei come la norma sul pareggio obbligatorio di bilancio; oppure hanno consentito ai governi accordi come quello per il Meccanismo Europeo di Stabilità, il cui trattato istitutivo garantisce addirittura alla oligarchia finanziaria del MES un'assoluta immunità giudiziaria, cioè un tale grado di impunità legalizzata che il Buffone di Arcore non avrebbe osato immaginarsela neppure nei suoi sogni più pornografici.

Si ha quindi l'impressione che la sortita di JP Morgan abbia un obiettivo di psicoguerra, cioè di indicare alle opposizioni europee una sorta di falso rifugio, che in realtà si è rivelato molto permeabile ai bombardamenti. L'analisi di Bertinotti contiene infatti un punto debole abbastanza evidente, dato che la cosiddetta "eurocrazia" non si fonda su "costituzioni materiali", bensì su istituti costituzionalmente rilevanti, come sono i trattati internazionali. Se oggi il negoziato per il trattato TTIP lo conduce Bruxelles e non Roma, non è per un abuso improvvisato, ma in virtù dei Trattati di Maastricht e di Lisbona.

La sinistra, come soggetto politico, è effettivamente scomparsa, ma come area di opinione oggi si aggrega attorno a dei feticismi come quello per la nostra "bellissima Costituzione". Non si considera che la nostra Carta Costituzionale forse nelle intenzioni sarebbe anche "antifascista", ma si riferisce strettamente ai fascismi del passato, e nulla ha da dire sul nuovo superfascismo dei trattati internazionali. Anzi, l'articolo 75 della Costituzione pone addirittura i trattati internazionali al riparo dai rischi di referendum abrogativo.

Il fatto che si sia strutturato da tempo un articolato dominio transnazionale in forma di trattati ed organismi sovranazionali, costituisce ormai un'evidenza, ma l'opinione di sinistra continua a basarsi su un internazionalismo astratto, che non riesce ad andare oltre la categoria di solidarietà. Questo è il motivo per il quale la solidarietà dell'opinione di sinistra può essere agevolmente abbindolata e fagocitata dallo spettacolo di "rivoluzioni colorate", stranamente dirette sempre e solo contro i loro poteri interni, come se il dominio transnazionale non esistesse per niente.
Le Costituzioni "antifasciste" non sono solo i bersagli di questa situazione, ma hanno dei risvolti ideologici che consentono parecchie stranezze. Una ventina di anni fa la tresca tra capitalismo privato e denaro pubblico era ancora uno di quegli orribili segreti di famiglia così ben custoditi che ad osare di svelarli si passava per farneticatori. Oggi invece è davanti agli occhi di tutti che il salvataggio delle banche private operato dalla Unione Europea costa ai contribuenti molto di più di una loro nazionalizzazione.
Allo stesso modo, le SpA una volta si giustificavano come mezzo per raccogliere risparmio da destinare agli investimenti produttivi. Attualmente non c'è più bisogno di alimentare questa mitologia, ma tutti sanno che le SpA non fanno investimenti, ma distribuiscono solo dividendi e, pur di farlo, sono prontissime a distruggere posti di lavoro. Gli "investimenti produttivi" li si pretende dai governi e dalla spesa pubblica; ma anche qui le cose non vanno lisce, poiché, ad esempio, i fondi pubblici che la UE destina alle imprese servono per finanziare le delocalizzazioni, col pretesto dello "sviluppo regionale". In anni di denunce a riguardo da parte di parlamentari europei, la Commissione Europea ha pubblicato varie "linee guida" che avrebbero dovuto impedire le delocalizzazioni. Le ultime sono del giugno del 2013; ma il fatto che queste "gride" si ripetano, indica che il dato permane, e che non lo si vuole sostanzialmente modificare.

Il cosiddetto "capitalismo" si basa quindi non solo sullo sfruttamento del lavoro, ma anche sul saccheggio della spesa pubblica. L'operaio è spremuto due volte, non solo come lavoratore, ma anche come contribuente; e le tasse che paga, vanno a finanziare non i servizi pubblici, ma la perdita del suo posto di lavoro.

Eppure il rancore sociale viene facilmente indirizzato contro i pensionati, gli statali, i Meridionali, i "falsinvalidi", e si alimenta l'odio generazionale, narrando la fiaba di un Paese che ha vissuto al di sopra dei propri mezzi facendo debiti scaricati sulle future generazioni. La corruzione e l'evasione fiscale vengono additate come nostri vizi nazionali, perciò rappresenterebbero una vergogna da superare accedendo alle virtù della civilizzazione europea. Che poi la gran massa dell'evasione e dell'elusione fiscale sia da addebitare alle multinazionali, e che questa frode sia legalizzata da una legislazione internazionale che consente il riciclaggio tramite il no profit delle fondazioni private, tutto questo rimane un dettaglio insignificante. E c'è anche di peggio: una volta i paradisi fiscali erano loschi Paesi caraibici, mentre adesso ad offrire tassazioni privilegiate sono "irreprensibili e virtuosi" Paesi nord-europei come l'Austria.

Nel 1947, durante i lavori della Assemblea Costituente, il filosofo Benedetto Croce affermò che il fascismo continuava nell'antifascismo, poiché questo aveva recepito il nucleo più autentico del fascismo stesso, cioè la denigrazione dell'Italia e della sua Storia. Il fascismo non rappresentava un senso esasperato di dignità nazionale, ma una forma di auto-razzismo e di auto-colonialismo, cioè l'idea che i popoli siano materia bruta da plasmare per finalità superiori. Ancora adesso per un fascista non è che Mussolini abbia fregato gli Italiani, ma sono stati gli Italiani a non dimostrarsi degni di avere un capo come Mussolini. Il Duce spinse l'Italia a scelte folli pur di renderla degna di assidersi al banchetto coloniale insieme con i popoli superiori del Nord Europa. Chissà perché, ma questo complesso d'inferiorità del Duce ricorda molto una decisione assurda come aderire alla moneta unica pur di non rimanere esclusi dal "paradiso" europeo.

Secondo il falso antifascismo recepito dalle nostre Costituzioni, invece le minacce per la libertà provengono sempre dall'interno, dal "nazionalismo" e dal "dittatore". Sono premesse dalle quali i sillogismi vengono automatici: Gheddafi era un "dittatore", quindi era il Male (un "mascalzone", secondo quella cima di Pietro Ingrao), la NATO invece è un'organizzazione internazionale, quindi è il Bene. E così via. Se la Grecia fosse così devastata da un "dittatore", allora sarebbe nostro dovere indignarci ed essere solidali; ma visto che la Grecia è sotto il dominio del Fondo Monetario Internazionale, allora si può far finta di niente.
 
uncle, ma io non riesco a spiegarmi come Berlusconi possa essere visto, al di là che lo faccia intenzionalmente per convinzione o perché utile id.iota o perché persegue solo i capzi suoi, sia come filo usa, sia come antiatlantista vicino a putin.
che pure putin è un traditore?
non possono essere vere ambedue le cose

secondo me antiatlantista B no, ma è evidente che abbia un poco provato a giocare coi piedi in varie staffe, non certo per l'interesse italiano come vorrebbero far passare i pdlini, no. però meno dannoso che fare a gara a chi sia il servo più devoto (la Bonino ça va sens dire)
 
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