Un aiuto: rimborso polizza vita

enrimar

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Premetto che in materia non capisco un caspita.

Ho in scadenza 2 polizze vita , una moglie una mia, polizze stipulate nel 1983 con Toro che sono poi passate ad Allsecures Vita di seguito Uap ed infine Axa.

Mi vengono richiesti, per la liquidazione vari documenti, tra i quali l’originale di polizza e appendici, ciò mi suona stonato.

E’ questa una richiesta consueta e come eventualmente mi tutelo.
 
Direttamente dall'Isvap

Ricevere il capitale o la rendita assicurati


Maturato il diritto a ricevere il capitale o la rendita assicurati (per scadenza, decesso dell’assicurato, riscatto, etc.), il beneficiario del contratto di assicurazione deve presentare tutta la documentazione richiesta dall’assicuratore per dar corso alla liquidazione.

L’ elenco dei documenti deve essere indicato nelle condizioni di polizza. In assenza di tale indicazione l’impresa deve attivarsi per rendere noto al beneficiario, all’atto della richiesta di pagamento, l’elenco dei documenti da presentare, così come disposto al punto 2 della circolare ISVAP n.403 del 16 marzo 2000



L’impresa è tenuta a corrispondere le somme dovute entro trenta giorni dal momento in cui ha ricevuto tutta la documentazione necessaria per liquidare il capitale (rendita) assicurato. Nel caso di richieste presentate alla rete di vendita il termine di trenta giorni decorre dal momento di consegna della documentazione alla rete medesima.

Nell’ipotesi di ritardo nel pagamento da parte dell’impresa sono dovuti al beneficiario del contratto gli interessi di mora, calcolati al tasso legale d’interesse (art.1224 del codice civile).



I diritti derivanti dal contratto di assicurazione si prescrivono in un anno dal giorno in cui si è verificato il fatto su cui il diritto si fonda (art.2952 del codice civile, punto 8 della circolare ISVAP n.403 del 16 marzo 2000).

Saluti.
 
Re: Sempre dall'Isvap - 2

Per chi avesse difficoltà a trovarlo:

Liquidazione delle somme assicurate: informativa circa la documentazione da consegnare all’impresa



L’avente diritto alla prestazione (per riscatto, decesso, scadenza, ecc...) deve essere messo in condizione di conoscere tempestivamente la documentazione da allegare alla richiesta di liquidazione, onde evitare che i tempi di pagamento subiscano allungamenti.



Al riguardo va rilevato che le condizioni di polizza, secondo il testo maggiormente in uso sul mercato, dopo avere genericamente indicato che “per tutti i pagamenti debbono essere preventivamente consegnati i documenti necessari a verificare l’effettiva esistenza dell’obbligo di pagamento e ad individuare gli aventi diritto”, si limitano ad elencare i documenti da consegnare a seguito del decesso dell’assicurato, senza fornire alcuna indicazione circa la documentazione da allegare negli altri casi di liquidazione.



E’ stato inoltre riscontrato che nonostante questo Istituto, con circolare n. 249/1995, abbia disposto che nelle note informative deve essere chiaramente specificata la documentazione che il contraente o il beneficiario devono presentare per ogni ipotesi di pagamento da parte della compagnia, le stesse note informative si limitano talvolta a rinviare in maniera generica alla “documentazione richiesta dalle condizioni di polizza”, facendo riferimento, al più, alla necessità di consegnare “l’originale di polizza e le eventuali appendici”.



Tale tecnica di rinvio non appare in grado di soddisfare l’esigenza di informazione in tutti i casi in cui le condizioni di polizza siano formulate in maniera generica.



La carente informativa comporta successive richieste di integrazione della documentazione da parte dell’agenzia e/o della Direzione Generale, richieste che a volte risultano formulate in maniera frammentaria o approssimativa, con la conseguenza che il pagamento avviene a distanza anche di mesi rispetto alla richiesta iniziale del cliente.



In considerazione di quanto sopra si dispone che nell’elaborazione dei documenti contrattuali e informativi e nelle procedure di liquidazione le imprese si attengano ai seguenti criteri:



a) le condizioni di polizza dovranno indicare specificatamente la documentazione da consegnare per ogni ipotesi di liquidazione. Nella nota informativa l’indicazione richiesta dalla circolare n. 249 potrà di conseguenza avvenire “per relationem”, tramite rinvio alle condizioni di polizza.



b) in alternativa, potrà essere inserito, tra la documentazione precontrattuale e contrattuale, un modulo di richiesta di liquidazione prestampato con l’indicazione dei documenti da consegnare per le varie ipotesi; in tal caso le condizioni di polizza e la nota informativa potranno limitarsi ad indicare che i documenti da consegnare sono quelli riportati nel modulo.



c) l’acquisizione di documentazione non prevista nelle condizioni di polizza dovrà essere limitata ad ipotesi specifiche, in considerazione di particolari esigenze istruttorie.



Nel caso di richiesta di liquidazione presentata alla rete commerciale si ricorda che, secondo quanto più volte precisato da questo Istituto, ai fini dell’individuazione della scadenza del termine per il pagamento (generalmente fissato dalle condizioni di polizza in 30 giorni dalla consegna dei documenti), rileva il momento della consegna dei documenti alla rete stessa.



Per i contratti già in vigore, per i quali nè le condizioni di polizza nè le note informative forniscono un’informativa conforme alle previsioni di cui sopra, l’impresa dovrà aver cura di rendere nota agli aventi diritto la documentazione da consegnare attraverso la diramazione capillare presso le reti commerciali dell’elenco dei documenti necessari, con invito alle stesse reti a comunicare al contraente o al beneficiario, all’atto della richiesta di pagamento, la documentazione da consegnare a corredo per ogni singola fattispecie.



3. Semplificazione della certificazione da consegnare



Vi è una crescente richiesta da parte dell’utenza di semplificazione nei rapporti con le compagnie di assicurazione, con particolare riferimento alla presentazione di documenti e certificati.



Al riguardo, ferma restando l’esigenza dell’impresa di acquisire la documentazione necessaria a comprovare la correttezza del suo operato in ipotesi di contestazione da parte degli assicurati o di terzi, si segnalano le seguenti possibili ipotesi di semplificazione:



- l’acquisizione dei dati antiriciclaggio previsti dalla legge n. 197/91 e in particolare del codice fiscale del contraente e del relativo documento d’identità consente, nel caso vi sia coincidenza tra la persona del contraente e quella dell’assicurato, di disporre dei dati anagrafici necessari a verificare la corretta tariffazione del rischio, rendendo superflua l’acquisizione del certificato di nascita dell’assicurato, attualmente prevista da molte condizioni di polizza;



- nel caso in cui non vi sia coincidenza tra contraente e assicurato, la richiesta del certificato di nascita può essere sostituita dall’acquisizione di copia di un documento di riconoscimento valido riportante i dati anagrafici della “testa” assicurata;



- nel caso di liquidazione del capitale per il caso di vita a scadenza (incluso il capitale pagabile in forza di una polizza mista), ove vi sia coincidenza tra la persona dell’assicurato e del beneficiario, in luogo della consegna del certificato di esistenza in vita (attualmente previsto nelle condizioni di polizza) l’esistenza in vita dell’assicurato potrebbe essere appurata dalla rete di vendita sulla base di un documento di riconoscimento valido esibito dall’interessato al momento della presentazione della richiesta di liquidazione.



Circa la richiesta delle compagnie di acquisire l’ultima quietanza pagata, onde procedere alla liquidazione, si rileva che è onere dell’impresa dotarsi di procedure che consentano di disporre dell’evidenza dello stato dei pagamenti aggiornato.



4. Tempi di liquidazione delle somme in caso di scadenza contrattuale



Le imprese sono invitate ad attivarsi, direttamente o tramite l’agenzia, almeno un mese prima della scadenza del contratto, per ricordare all’interessato l’approssimarsi del termine e la documentazione da trasmettere, in modo da poter eseguire puntualmente la prestazione alla scadenza prevista in polizza.



L’Istituto ha peraltro rilevato che, talvolta, anche qualora l’avente diritto si attivi consegnando la documentazione prima della scadenza, alcune imprese effettuano la liquidazione sfruttando appieno il termine di tolleranza previsto dalle condizioni di polizza (generalmente 30 giorni dalla scadenza).



Fermo restando che tale termine, ai sensi dell’art. 1184 c.c., deve intendersi fissato a favore del debitore, con conseguente facoltà di quest’ultimo di eseguire la prestazione prima del termine ed impossibilità per il creditore di esigere l’adempimento prima della scadenza, si constata che la fissazione del termine trova la sua essenziale motivazione nella necessità di consentire all’impresa di espletare le necessarie formalità amministrativo-contabili.



Pertanto, qualora l’acquisizione della documentazione avvenga prima della scadenza, o comunque in tempo utile per consentire all’impresa di provvedere al pagamento in tempi più brevi rispetto ai 30 giorni consentiti, in omaggio al generale principio di buona fede nell’esecuzione del contratto sancito dall’art. 1375 c.c., è buona regola che l’impresa si attivi tempestivamente per il pagamento senza attendere lo spirare del termine di tolleranza.



Per quanto riguarda la liquidazione della rendita, fermo restando il diritto dell’impresa di accertare l’esistenza in vita dell’avente diritto, si invitano le imprese ad adottare procedure di verifica tali da non comportare ritardi nella liquidazione, che deve essere effettuata il giorno stesso della scadenza.



5. Abusività della clausola del foro competente



In relazione alla clausola concernente il foro competente, l’art. 1469 bis, 3° comma, n. 19 c.c. ha stabilito che nei contratti conclusi tra un consumatore ed un professionista è da considerare abusiva la clausola che stabilisce, come sede del foro competente sulle controversie, una località diversa da quella di residenza o di domicilio elettivo del consumatore.



Ciò nonostante l’Istituto rileva la presenza, in contratti stipulati successivamente all’entrata in vigore della citata disposizione, di clausole che stabiliscono quale foro competente l’autorità giudiziaria del luogo di residenza o della sede legale del convenuto, ovvero l’autorità giudiziaria dove ha sede la direzione dell’impresa o l’agenzia cui è assegnato il contratto.



Al riguardo si invitano le imprese ad eliminare eventuali contenuti di abusività presenti nelle condizioni di polizza, con riferimento alla clausola di cui trattasi.



In diversi altri casi peraltro è stata rilevata la totale eliminazione della clausola concernente il foro competente, soluzione, questa, che determina ipso iure l’applicazione delle regole sul foro competente previste dal codice di procedura civile (artt. 18 e ss. c.p.c.).



Al riguardo, rilevato che la totale eliminazione della clausola concernente il foro competente non consente il perseguimento della massima trasparenza del regolamento negoziale, questo Istituto ravvisa l’esigenza che le imprese prevedano espressamente nelle condizioni di polizza, quale foro competente, il luogo di residenza o di domicilio del consumatore.
 
Scritto da enrimar
Premetto che in materia non capisco un caspita.

Ho in scadenza 2 polizze vita , una moglie una mia, polizze stipulate nel 1983 con Toro che sono poi passate ad Allsecures Vita di seguito Uap ed infine Axa.

Mi vengono richiesti, per la liquidazione vari documenti, tra i quali l’originale di polizza e appendici, ciò mi suona stonato.

E’ questa una richiesta consueta e come eventualmente mi tutelo.

Si...eventualmente dichiarazione di smarrimento!!!

con semplicita'!!!;)
 
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