Un libro interessante

  • Ecco la 68° Edizione del settimanale "Le opportunità di Borsa" dedicato ai consulenti finanziari ed esperti di borsa.

    La settimana è stata all’insegna degli acquisti per i principali listini internazionali. Gli indici americani S&P 500, Nasdaq e Dow Jones hanno aggiornato i massimi storici dopo i dati americani sui prezzi al consumo di mercoledì, che hanno evidenziato una discesa in linea con le aspettative, con l’inflazione headline al 3,4% e l’indice al 3,6% annuo, allentando i timori per un’inflazione persistente. Anche le vendite al dettaglio Usa sono rimaste invariate su base mensile, suggerendo un raffreddamento dei consumi che hanno fin qui sostenuto i prezzi. Questi dati, dunque, rafforzano complessivamente le possibilità di un taglio dei tassi a settembre da parte della Fed (le scommesse del mercato sono ora per due tagli nel 2024). Per continuare a leggere visita il link

  • Due nuove obbligazioni Societe Generale, in Euro e in Dollaro USA

    Societe Generale porta sul segmento Bond-X (EuroTLX) di Borsa Italiana due obbligazioni, una in EUR e una in USD, a tasso fisso decrescente con durata massima di 15 anni e possibilità di rimborso anticipato annuale a discrezione dell’Emittente.

    Per continuare a leggere visita questo LINK
Uh ... no che io sappia. Questo è solo un sociologo...
 
Darkghost ha scritto:
Visto che circolano numerosi post sull'Italia fanalino di coda, sulla Cina che corre ecc. vorrei portare alla Vs attenzione un libro che offre alcune spiegazioni sulla causa del declino di larga parte della UE.

Il testo in oggetto, che non ho ancora terminato di leggere, è :
Sabino Acquaviva - L'eclissi dell'Europa - Ed. Riuniti

Non è un testo di finanza, più che altro di sociologia.
Ma offre a mio avviso alcune spiegazioni interessanti sul perchè l'Europa si ritrovi, dopo secoli di dominio economico, intellettuale e anche militare, ad essere una pedina debole nello scacchiere mondiale.

La tesi centrale è che due guerre mondiali, il '68 con la sua ostinata critica verso tutti i valori preesistenti, e un progresso tecnologico che ha cambiato il mondo mentre in Europa cadeva ogni paletto ideologico, hanno ridotto il nostro continente a un geriatrico incapace di progettare un futuro che non sia navigazione a vista.
La tesi è ovviamente sviluppata in dettaglio nel libro.

Che ne pensate ?
A me pare razionale. Per progettare un futuro in grande stile occorre una politica forte, capace di "prendere il toro per le corna" e imporre una direzione.
Se manca una società che abbia un certo numero di valori dominanti, se i singoli sono demotivati, timorosi del futuro, allora non c'è politica di destra o sinistra che possa qualcosa.

Sai Dark, credo di ricordare che qualcuno, su questa sezione del FOL, disse che fondamentalmente il PIL dell'area euro e' composto dalla produzione (e consumo) di servizi (generici)... che si producono e consumano appunto all'interno di quest'area...
Questo non significa che lo svantaggio competitivo e tecnologico rispetto ad Asia e America siano da sottovalutare... nemmeno nel breve periodo.

Sembra banale dire che l'Europa e', allo stato attuale, un'entita' economica tenuta insieme dall'euro... certamente gli manca ancora un'identita' sociale e politica...
Per adesso direi che manca un certo entuasiasmo a questa Europa...
Sara' il caso di dare tempo al tempo o di svegliarsi da subito ??
J
 
Jee[01] ha scritto:
Sai Dark, credo di ricordare che qualcuno, su questa sezione del FOL, disse che fondamentalmente il PIL dell'area euro e' composto dalla produzione (e consumo) di servizi (generici)... che si producono e consumano appunto all'interno di quest'area...
Questo non significa che lo svantaggio competitivo e tecnologico rispetto ad Asia e America siano da sottovalutare... nemmeno nel breve periodo.

Sembra banale dire che l'Europa e', allo stato attuale, un'entita' economica tenuta insieme dall'euro... certamente gli manca ancora un'identita' sociale e politica...Per adesso direi che manca un certo entuasiasmo a questa Europa...
Sara' il caso di dare tempo al tempo o di svegliarsi da subito ??
J
questa non ce l'avrà mai. Di solito non sono così categorico,
ma le differenze sono così pronunciate che l' Europa
non potrà (almeno per i prox. 20-50 anni) essere considerata
una realtà omogenea....
Inoltre nei momenti di difficoltà (come il presente)
affiorano inevitabilmente comportamenti nazionalistici.
E per finire. Per ottenere omogeneità, tutti devono rinunciare
a qualcosa. Gli italiani (sempliciotti!!) può darsi,
quegli spocchiosi dei francesi, quei testardi dei tedeschi,
e quei 'superman' scandinavi.....figurati
 
ramirez ha scritto:
questa non ce l'avrà mai. Di solito non sono così categorico,
ma le differenze sono così pronunciate che l' Europa
non potrà (almeno per i prox. 20-50 anni) essere considerata
una realtà omogenea....
Inoltre nei momenti di difficoltà (come il presente)
affiorano inevitabilmente comportamenti nazionalistici.
E per finire. Per ottenere omogeneità, tutti devono rinunciare
a qualcosa. Gli italiani (sempliciotti!!) può darsi,
quegli spocchiosi dei francesi, quei testardi dei tedeschi,
e quei 'superman' scandinavi.....figurati

Ehhh, da qualche parte bisognera' pure cominciare... per questo dicevo che sarebbe importante sentire l'entuasiasmo di essere europei... superare la mentalita' che ci limita a guarare solo al nostro orticello...
Ci vorra' tempo sicuro... ma l'avanzare di potenze come Cina e India possono accelerare questo processo di coesione in Europa... che diversamente sarebbe anche piu' lungo ;)
J
 
Che i tempi cambino è normale. Che serva tempo (anche un paio di generazioni) perchè l'Unione Europea diventi più omogena è plausibile.

Quel che pare dal libro di S.A. è che però negli ultimi 100 anni, e con maggiore intensità negli ultimi 40, siano cascati tutti o quasi i valori ideologici che in un certo senso davano delle basi comuni all'europa (dei Paesi fondanti perlomeno).
Proseguendo nella lettura si sofferma molto a valutare come anche il disgregarsi della famiglia porti meno unità nella società.

L'egoismo dunque non è solo nei rapporti interpersonali, ma finisce per entrare anche nella politica, capace di guardare solo al breve ed al proprio.

Mi domando allora anch'io se non sarebbe più giusto accelerare, per quanto possibile e senza forzature (visti anche i no ai referendum dell'anno passato) , l'integrazione politica e militare.
 
Jee[01] ha scritto:
Ehhh, da qualche parte bisognera' pure cominciare... per questo dicevo che sarebbe importante sentire l'entuasiasmo di essere europei... superare la mentalita' che ci limita a guarare solo al nostro orticello...
Ci vorra' tempo sicuro... ma l'avanzare di potenze come Cina e India possono accelerare questo processo di coesione in Europa... che diversamente sarebbe anche piu' lungo ;)
J
ripeto, nei momenti difficili ognuno si ritira nel suo orticello
(questo sta avvenendo..) ciò che tu dici potrebbe ottenere
l'esatto effetto contrario..(ho detto potrebbe....)
solito aneddoto.....mia figlia passò una settimana in Francia
ospite di una famiglia (scambio culturale)...è innamorata
della lingua francese....ma 'odia' i francesi...
come si fa a cancellare secoli di storie, tradizioni...
quando ogni nazione vuole primeggiare...
ahhh i vini francesi..no quelli italiani...
ahhh i formaggi francesi..no quelli italiani..
ahh le auto italiane,,,no quelle tedesche..e quelle francesi..
 
ramirez ha scritto:
questa non ce l'avrà mai. Di solito non sono così categorico,
ma le differenze sono così pronunciate che l' Europa
non potrà (almeno per i prox. 20-50 anni) essere considerata
una realtà omogenea....
Inoltre nei momenti di difficoltà (come il presente)
affiorano inevitabilmente comportamenti nazionalistici.
E per finire. Per ottenere omogeneità, tutti devono rinunciare
a qualcosa. Gli italiani (sempliciotti!!) può darsi,
quegli spocchiosi dei francesi, quei testardi dei tedeschi,
e quei 'superman' scandinavi.....figurati

queste differenze le vediamo noi perchè siamo qui e ci abitiamo e amplifichiamo tutte queste differenze, ma pensi davvero che l'americano medio sappia cos'è la differenza tra Italia e Spagna, tra Germania e Oland o Svezia? Per loro siamo europei, per gli africani o asiatici siamo occidentale, con tutto quello che ne comporta...

comunque continuate ad accennare alla Cina e all'India, nessuno che menziona le enorme differenze che ci sono all'interno di questi paesi tra province e province, sia linguistiche che culturali ed anche fisiche, sono altrettante o molte di più di quanto ne abbiamo qui in Europa.
L'India è stata "costituita" grazie al fatto di essere colonia inglese per secoli, malgrado ciò continuano le differenze.
La Cina è diventato impero attraverso il corso dei secoli sottomettendo le varie parti dell'impero che venivano sconfitte, certamente non con metodi democratici, l'ultimo tassello è stato il Tibet, basta vedere con quali metodi..., ci sono comunque decine di dialetti, due lingue ufficiali, non parliamo delle differenze delle varie cucine, decine di etnie minoritarie etc.etc.
la TV cinese sottotitola molte trasmissioni propria perchè in molte province altrimenti non capiscono quello che dicono... un contadino del Guangdong o altre province del sud, se va a Pechino, ha forse problemi maggiore del francese o inglese che si trova a Roma,
percui è solo la distanza che rende omogenei, più ti avvicini più vedi le differenze...
gioia23
 
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