Un Popolo Di Deficien-ti

Può darsi che c'entri come il cacio sui...
Però, sarà una mia cattiva abitudine?, ho 'il vizio' di 'credere' di
capire grandi cose da piccole notizie..
Ho sottomano un art. che parla di biotecnologie e ind. farmaceutica..
Vengono citati, a vario titolo, 5 nomi, eccoli:
Gary Pisano, professore di Harvard
Frederick Frank, vice-chairman Lehman B.
Daniel Vasella, CEO Novartis
John laMattina, head R&D Pfizer
Shreefal Mehta, Politecnico USA
Potrei sbagliarmi ma almeno 3 sono di origine 'italiana'
almeno 'geneticamente' deficien-ti non siamo...
 
La scorsa notte al senato ancora una dimostrazione di che fine sta facendo lo stato di diritto italiano: due voti identici sono stati interpretati in maniera opposta a distanza di qualche ora.
Avanti così che fra un po' si brinda!
 
bandit ha scritto:
Gli stipendi sono semplicemente osceni, ma il problema della università italiana è uno solo:
La separazione delle carriere!
Chi insegna non deve poter operare.(punto)

Sarebbe un eccellente punto di partenza: prova a trovare anche solo un deputato che faccia sua questa proposta, poi vedi cosa succede....

Forse solo qualche radicale avrebbe il coraggio che ci vuole e non sarebbe boicottato pesantemente dal proprio stesso partito... :D
 
ramirez ha scritto:
Può darsi che c'entri come il cacio sui...
Però, sarà una mia cattiva abitudine?, ho 'il vizio' di 'credere' di
capire grandi cose da piccole notizie..
Ho sottomano un art. che parla di biotecnologie e ind. farmaceutica..
Vengono citati, a vario titolo, 5 nomi, eccoli:
Gary Pisano, professore di Harvard
Frederick Frank, vice-chairman Lehman B.
Daniel Vasella, CEO Novartis
John laMattina, head R&D Pfizer
Shreefal Mehta, Politecnico USA
Potrei sbagliarmi ma almeno 3 sono di origine 'italiana'
almeno 'geneticamente' deficien-ti non siamo...

Non solo non siamo geneticamente de-ficienti, ma succede anche che qualcuno particolarmente capace, allenato a scalare inutilmente le montagne dello "scibile dottrinario" che ti tocca a tutti i livelli nell'università italiana, riesce poi senza fatica ad emergere a livelli di eccellenza all'estero, dove si è chiamati a cimentarsi con imprese "normali" proprio perchè si lavora al perseguimento di obiettivi concreti....

Finisce che, sottoponendo alla dottrina "pura" la massa dei laureandi, creiamo un elevatissimo numero di incapaci e di r*********ti da eccesso di teoria, ma anche un numero esiguo in assoluto, ma elevatissimo in percentuale rispetto a quanto accade all'estero, di geni....
 
esattamente così....................
viene apprezzata la capacità di studiare l'astratto di noi italiani..............
 
quando non ci prendono per matti..............
 
visch ha scritto:
quando non ci prendono per matti..............

Sì, il primo impatto può essere molto difficile: con il laureato italiano, specie quello bravo, che valuta moltissimo questa sua capacità di inquadramento astratto e, per così dire, sistemico del suo sapere settoriale e il contesto anglosassone o nordeuropeo di collocazione nel quale questa capacità spesso non viene apprezzata, specie quando (il più delle volte) ad essa corrisponde una scarsa praticità....
 
balabiott ha scritto:
bah... insomma... nel periodo incriminato 'sto qui ha scritto, ne' piui' ne' meno, che "gli infiniti spot pubblicitari, quiz a premio, varieta' e reality show, hanno tutti trasmesso una visione di cio' che la famiglia italiana dovrebbe essere. Tutti hanno innanzitutto incoraggiato le famiglie ad anteporre i loro istinti consumistici e di possesso, e raramente hanno chiesto di sacrificare qualcosa per il bene comune della societa' italiana, per non parlare del resto del mondo"
francamente in questo non trovo nulla di men che condivisibile o di particolarmente insultante, sono cose che si sanno e si dicono da decenni e fanno parte, diciamo, di quella saggezza comune che appartiene anche all'uomo della strada. Semmai potrebbero forse essere considerate un po' banali, ma giuro che non riesco a trovare in tutto cio' una ragione per indignarmi con lo "stupido professore inglese".
;)
seppoi ne vogliamo fare un discorso di sciovvinismo puro e semplice, per cui certe cose noi le sappiamo e le diciamo ma un lurido straniero nonche' perfido albionico massoplutogiudaico non si deve permettere, allora chiudo subito qui la questione
ciao ramirez

Ho letto un libro di M.Moore che scriveva cose molto simili sulla sua nazione.
Scrive che gli americani stanno diventando un popolo di ****** che sanno tutto sullo sportivo in auge in quel momento, ma non sanno le leggi fondamentali che hanno fatto per togliere loro diritti fondamentali.
E' innegabile che questa cultura del grande fratello o chiamatela come volete, ignoranza o idiozia, alla fine non può che portare una nazione verso un sottosviluppo generalizzato.
 
esperanza ha scritto:
Ho letto un libro di M.Moore che scriveva cose molto simili sulla sua nazione.
Scrive che gli americani stanno diventando un popolo di ****** che sanno tutto sullo sportivo in auge in quel momento, ma non sanno le leggi fondamentali che hanno fatto per togliere loro diritti fondamentali.
E' innegabile che questa cultura del grande fratello o chiamatela come volete, ignoranza o idiozia, alla fine non può che portare una nazione verso un sottosviluppo generalizzato.

D'accordissimo.....non trovo molto istruttivi i reality....
non posso sopportare uno che insinui che sono un sottoprodotto
culturale tipico degli italiani...quando è ben noto che sono
produzioni (format) studiate e 'impachettate' all'estero..
e trovano (purtroppo) proseliti in tutto il mondo (industrializzato)
 
ramirez ha scritto:
[/B]
D'accordissimo.....non trovo molto istruttivi i reality....
non posso sopportare uno che insinui che sono un sottoprodotto
culturale tipico degli italiani...quando è ben noto che sono
produzioni (format) studiate e 'impachettate' all'estero..
e trovano (purtroppo) proseliti in tutto il mondo (industrializzato)

E' anche vero che noi italiani siamo sempre pronti a recepire il peggio che viene da fuori, specialmente se è made in Usa, e invece facciamo fatica a recepire tutto quello che hanno di buono, es. le molte leggi che tutelano consumatori, risparmiatori, società e soggetti vari.
 
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